NDW: Saggezza per il finesettimana

Chi sei quando sei solo? Note da Neale Miei cari amici… L’auto-creazione è un’Esperienza Sacra. E’ consacrata. Sei tu, che decidi Chi Sei Tu. Cosa pensi di te stesso al mattino? La prima cosa di mattina, qual è la tua idea di te stesso? E l’ultima di sera? Qual è il tuo giudizio finale del Sé proprio prima di addormentarti? Questo sei tu, che decidi di te. Alcune persone lo chiamano “lottare con la tua coscienza.” Durante i momenti tranquilli della tua giornata, cosa pensi e cosa fai? Quando sei con il tuo Se e con nessun altro, come procede la vita per te? Mangi bene, o “rubi” una leccornia che non avresti mangiato se qualcuno fosse stato a guardarti? Mediti ogni mattina, o solo in quelle mattine in cui c’è qualcun altro presente? Fai esercizio ogni giorno, o solo in quei giorni in cui qualcun altro te lo ricorda, insiste, ti fa sentire in colpa se non lo fai? Chi sei quando sei solo? Sei riconciliato con il tuo Sé? Quando parli con il tuo Sé, nella tua mente o anche a voce alta, il tuo Se è felice con te? Come fai a rendere il tuo Sé felice? Come porti gioia al tuo Sé? La risposta a queste domande dice tanto di te. Da dove proviene la tua gioia? Da qualcosa esterna a te, o da qualcosa di interiore? Viene da qualcosa che fai o da qualcosa che sei? E come fai a portare pace al tuo Sé? Infine: in ogni caso… chi pensi di essere? E continueremo le nostre esplorazioni di tutto ciò la settimana prossima. Fino ad allora… Abbracci e amore, Neale. P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Stai cercando “un segno”? Caro Neale… per favore mandami un segno!!! Per favore per favore per favore… Daria Neale risponde Amica mia… I segni sono dappertutto. Ovunque guardiamo. Ovunque siamo. Ovunque andiamo. Sono tutt’intorno a noi, proprio accanto a noi, e così lontani da noi quanto le maggiori distanze dell’universo. Ci stanno inviando messaggi in una lingua che chiunque può capire – perché la magia sta nel fatto che ogni persona sulla terra riceve il proprio set di “segni” in un linguaggio e in una modalità che ciascuno può comprendere. I segni sono piazzati lungo il sentiero della vita per darci delle indicazioni, per mostrarci quale strada stiamo percorrendo, e per indicarci i luoghi dove possiamo andare se vogliamo. I “segni” sono solo un sinonimo di “conversazioni con Dio”. Sono il modo in cui Dio conversa con noi, comunicando informazioni vitali di beneficio all’Anima che continua il suo viaggio. Ovunque io vada, mi viene chiesto “Come posso avere la mia personale conversazione con Dio?”. E io rispondo sempre “La stai già avendo, in ogni momento. Chi ha orecchie per intendere intenda”. Non c’è giorno che passi che non includa una conversazione con Dio. Non c’è giorno che passi che non contenga segni. Ci sono molti giorni che passano senza che sentiamo la conversazione, o vediamo i segni. Quindi rimanete svegli. C’è sempre una domanda su qualcosa nella vostra mente, e c’è sempre una risposta impacchettata nei momenti della vostra vita. Conversazioni con Dio dice che “la vita informa la vita riguardo alla vita attraverso i processi della vita stessa”. L’insegnamento religioso tradizionale ci riferisce che Dio dice “Anche prima che tu ponga la domanda, ti sarà data la risposta”. Entrambe queste affermazioni sono vere. Dio non ci metterà in testa una domanda senza fornirci una risposta. In verità, l’intento della domanda è di guidarci verso la risposta – e cioè di guidarci verso la saggezza che la risposta porta con sé. I “segni” che riceviamo dalla vita ci dirigono verso l’esperienza che sarebbe di maggior beneficio per l’evoluzione della nostra Anima. Questo è il proposito dei segni con cui iniziare. In realtà, è il proposito di tutta la vita. Quindi è garantito che i segni che la vita ci manda saranno impegnativi, di confronto, e ci spingeranno sempre in direzione dei luoghi che ci promettono la nostra prossima e più potente opportunità di crescita . Questo processo mediante il quale i “segni” ci mostrano la via per la nostra evoluzione avviene sia a livello individuale, nella vita di ognuno di noi, sia a livello di gruppo, nelle esperienze collettive dell’umanità. QUESTO è un segno, PROPRIO QUI. Questo è un segno che ci dice di GUARDARE PIU’ ATTENTAMENTE I SEGNI. Daremo retta a questo segno? Tu, tu stessa Daria, risponderai alla domanda nei prossimi giorni. Ti invio Benedizioni, e l’amore di Dio… Neale

NDW: Saggezza per il finesettimana

Ecco con qualche giorno di ritardo il bollettino settimanale di Neale… Ogni Atto è un Atto di Auto-Definizione Note da Neale Miei cari amici… come ho detto la scorsa settimana, ci sono due modi per dare significato a qualcosa: (1) possiamo trarre il significato dal nostro Passato, o (2) possiamo scegliere il significato nel nostro Presente, come farebbero gli Esseri Altamente Evoluti. Prendiamo il nostro racconto da qui… Gli animali meno evoluti non creano un significato, semplicemente lo ricordano. Un cervo sente lo spezzarsi di un ramoscello nel bosco e “decide” che significa pericolo. Il cervo non sta ad aspettare per vedere se ha ragione o meno. Il cervo taglia la corda. Perché il cervo ricorda. La prima volta che questo cervo ha sentito un ramoscello spezzarsi, probabilmente era molto giovane, e ha visto i propri genitori scappare. E quindi è scappato anche lui. Ora scappa anche se i suoi genitori non sono lì. Cosa ha fatto scappare i suoi genitori? I loro genitori erano scappati. Cosa ha fatto scappare i loro genitori? Anche i loro genitori erano scappati. Il fuggi-fuggi dei cervi è andato avanti per generazioni. Gli animali più evoluti non scappano se sentono lo spezzarsi di un ramoscello nel bosco – a meno che non scelgano di farlo. Gli animali più evoluti sentono lo stesso rumore, ma attraversano un processo totalmente differente. Pensano allo schiocco. Pensano a chi o a cosa possa aver fatto quel rumore, a quanto è vicino, a cosa significa, e che livello di pericolo ci sia, se c’è. Nel momento in cui pensi a qualcosa stai agendo, in opposizione a reagendo (che significa “agire come hai fatto in precedenza”) – che è ciò che fa il cervo. Tu dai un significato allo schiocco. Così come dai un significato a tutto nella tua vita. Il significato che dai agli eventi della tua vita dipende dal fatto che tu venga dal tuo Passato o dal tuo Presente; dalla tua Mente, o dalla tua Mente PIU’ la tua Anima, che lavorano congiuntamente. La maggior parte della gente viene dal proprio Passato. In effetti, la maggior parte della gente trova impossibile non farlo. Prendono decisioni in base alla loro precedente opinione su qualcosa; ai propri Dati Passati. I Maestri, d’altro canto, prendono le proprie decisioni basandosi sulla loro Totale Comprensione (un prodotto della Mente E dell’Anima, che lavorano insieme) e sulla loro Intenzione Futura. Memoria, o Intenzione. Questa è la scelta. Sempre. Quando provieni dalla tua memoria, crei un certo tipo di esperienza. Quando provieni dalla tua intenzione, crei totalmente un altro tipo di esperienza.  Sempre, con le tue scelte, rispondi ad una sola domanda: Chi Sono?  Ricorda cosa ci insegna Conversazioni con Dio. Ogni atto è un atto di auto-definizione. Ripeto, ogni atto è un atto di auto-definizione. Studia questa frase attentamente. Quando abbracci totalmente le sue implicazioni, inizi il processo dell’Esperienza Sacra con il tuo Sé. E continueremo le nostre esplorazioni di tutto questo settimana prossima. Fino ad allora… …Abbracci e Amore, Neale. P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite).    

NDW: Saggezza per il finesettimana

Dare un significato è una cosa sacra Note da Neale Miei cari amici… Come ho detto qui la settimana scorsa, ci sono tante aree della vita, tante situazioni, nelle quali puoi scegliere di avere l’Esperienza Sacra. Quello che ci vuole per avere l’esperienza del fatto che uno è già un Maestro è di darsi l’impegno di avere l’Esperienza Sacra tutti i giorni. In effetti, tutto il giorno tutti i giorni, se è possibile. E lo è. Iniziando questa settimana andremo a guardare nelle varie aree o aspetti delle nostre vite per vedere, un’area alla volta, come uno può entrare nell’Esperienza Sacra, quando vuole. Scomponiamo la vita di una persona media in cinque distinte aree. Poi utilizziamo le settimane seguenti per esplorare come ognuna di esse si relaziona con l’Esperienza Sacra. In linea di massima, la vita della maggioranza delle persone può essere scomposta in queste aree o situazioni: Te stesso Il tuo altro significativo (partner) La tua famiglia La tua professione o attività La tua vita più ampia nel mondo. Naturalmente, “categorie” così arbitrarie sono sempre ingannevoli, sempre incomplete, sempre vaghe in frontiere e confini. Tuttavia, si potrebbe dire che, in genere, le attività durante una giornata tipica implicheranno interazioni con se stessi, col proprio altro significativo, con i membri della propria famiglia, con il proprio lavoro o attività principale, con i propri contatti nel “mondo più ampio”, conoscenti, e i contatti fuori-casa (il funzionario all’ufficio postale, la signora al supermercato, le persone dal parruchiere, ecc.) Come già notato, ci sono sovrapposizioni, certamente. Ma focalizziamo, per gli obbiettivi di questa esplorazione, le cinque aree dell’interazione umana. L’Esperienza Sacra e te stesso. Qui è dove inizia tutto. Qui è dove tutto comincia, se qualcosa deve iniziare. Tutta l’esperienza comincia con il Sé. Tutta l’esperienza risiede dentro il Sé. Ogni esperienza è creata dal Sé. In assenza del Sé, l’esperienza non esiste proprio. Questa è la risposta alla classica domanda: Un albero che cade nella foresta, fa rumore anche se lì non c’è nessuno? La risposta è, si, certo. Tuttavia l’albero che fa rumore è un evento. L’atto di qualcuno che sente il rumore è un’esperienza. Nella vita, se una cosa è accaduta ma non è stata sperimentata, il suo accadere non significa proprio niente. Niente ha significato, a parte il significato che noi gli diamo. Se non c’è nessuno a dargli significato, non ha significato. Le cose non hanno significato intrinsecamente. Non esiste qualcosa come il significato intrinseco. Così come, non esiste alcuna cosa come la verità intrinseca. Questa è l’Esperienza Sacra, proprio qui. L’Esperienza Sacra è l’attribuzione di significato a qualcosa. È nel momento in cui noi diamo signficato a qualcosa che l’esperienza più sacra ha luogo. L’esperienza è creazione pura – e quella è davvero sacra. È la cosa più straordinaria che un’essere senziente possa fare. Ci sono due modi per dare significato a qualcosa: (1) possiamo estrapolare il significato dal nostro Passato, o (2) possiamo scegliere il significato nel nostro Presente, come gli Esseri Altamente Evoluti farebbero. (Di nuovo, questo è spiegato con una chiarezza meravigliosa nel libro CcD Quando Tutto Cambia, Cambia Tutto, dove si può trovare una spiegazione straordinaria della Meccanica della Mente e del Sistema dell’Anima). E noi continueremo la nostra esplorazione di tutto ciò la settimana prossima. Fino ad allora… Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Se non puoi parlarne, come puoi parlarne?  Caro Neale… recentemente ho letto questo tuo commento: “Oggi dobbiamo rivolgere l’attenzione agli eventi nel nostro mondo. Necessitano della nostra messa a fuoco e non possiamo ignorare i quotidiani traumi della vita sulla Terra mentre cerchiamo ed esploriamo verità spirituali e significati più elevati”. Ma ti vorrei umilmente chiedere di ampliare questo concetto  in relazione al viaggio emozionale di cui parla la coscienza Abraham, di Abraham-Hicks. In particolare, Esther Hicks ha recentemente pubblicato un messaggio da Abraham, che dice: “Se ne dovrebbe parlare solo se il parlarne ti farà sentire meglio. Non è utile, mai, attivare e parlare di qualcosa che non ti fa stare bene, perché si riattiva nella tua vibrazione; modifica il tuo punto di attrazione e tu sarai meno sicuro. In altre parole, quando ti focalizzi sui problemi degli altri, diminuisci la tua capacità di aiutarli. “La gente pensa che ci si debba focalizzare sui problemi per poter trovare una soluzione. E lo ripetiamo, nessuna soluzione vien fuori – non è mai ispirata; non la riconosci mai, e non riesci mai a facilitarla o a raggiungerla – dal tuo luogo di focalizzazione sul problema. Sono due vibrazioni totalmente diverse. Se hai qualcuno con molte cose che vanno storte ed una sola che va bene, insisti su quella che va bene, e fa’ che sia quella il tuo punto di attrazione. Se ti focalizzi sui suoi problemi, entri in armonia vibrazionale con qualcosa di diverso dalla Fonte che ti dà le soluzioni”. Per me, c’è una dicotomia tra queste due affermazioni – che senza dubbio porta ad una verità più grande. Quindi apprezzerei molto tuoi ulteriori commenti su questa apparente contraddizione. Con affetto e rispetto, Jaime. Neale risponde Caro Jaime… come puoi aiutare qualcuno, una persona cara, diciamo…  o qualunque altra persona… con un problema che potrebbe avere, se non puoi nemmeno parlarne? DOTTORE: Quale sembra essere il problema? PAZIENTE: Non posso parlarne. DOTTORE: Oh, bene, perché nemmeno io posso parlarne. Nessuna soluzione vien fuori da un luogo di focalizzazione sul problema. Quindi, qual è l’unica cosa che le va bene? PAZIENTE: Be’, ho una buona vista. DOTTORE: Grandioso! Questo è fantastico. PAZIENTE: Ma non è il motivo per cui sono venuto da lei. Non è ciò che mi preoccupa. DOTTORE: E cos’E’ che la preoccupa? PAZIENTE: Non posso parlarne. DOTTORE: Ah già, me n’ero dimenticato… POLIZIOTTO ALLA RECEPTION: Centrale di Polizia, buongiorno, come posso aiutarla? CHIAMANTE: Non glielo posso dire. Non posso focalizzarmi sul problema. Ma sicuramente voglio una volante qui adesso. TELECRONISTA: Migliaia di persone in Giappone sono state devastate

NDW: Saggezza per il finesettimana

Le nostre esperienze sono tutte delle scelte? Cari amici miei… Ci sono tante aree della vita, molte situazioni, nelle quali potresti scegliere di avere l’Esperienza Sacra. Ora, questa può sembrare una cosa strana da dire, quindi diamole un’occhiata. All’inizio potrebbe sembrare strano parlare dell’Esperienza Sacra come qualcosa che tu “scegli di avere”. La maggioranza pensa alle cose che sono sacre come cose che sono rare. O in ultima istanza, non controllabili in prima persona. Ciò significa che non si vedono come parte in causa nella faccenda. In effetti, lo sono. Tutti lo siamo. Tutti noi. Stiamo “scegliendo di avere” tutte le esperienze che abbiamo, attimo dopo attimo. Ora ricorda, ho detto tutte le esperienze, non tutte le condizioni, circostanze o eventi. Un’”esperienza” è qualcosa che senti dentro a proposito di qualcosa che succede fuori. La tua “esperienza” di qualcosa è “come l’hai sentita tu”. Non è niente di più, e niente di meno, di questo. Nel mondo del pensiero duale (che è il mondo in cui la maggior parte di noi vive), potresti immaginare che qualcun altro sta “facendo qualcosa” a te, o che ti sei imbattuto in qualche apparentemente incontrollabile condizione esterna, come il clima, senza che tu avessi niente a che fare con essa. (Questo è impossibile, in effetti, ma nel mondo della nostra illusione tali impossibilità possono sembrare molto reali.) Il mondo del Pensiero Duale dice che ci siamo NOI ed ESSO, o NOI e LORO. Nel mondo del Pensiero Non-duale ci siamo solo NOI e NOI. Non c’è nient’altro che NOI, in forme diverse. Se c’è solo NOI, allora niente può succedere A noi, e tutto deve succedere TRAMITE noi. Questo è infatti il caso. Tuttavia, un evento potrebbe avere l’apparenza di succedere A noi – e quando ciò accade, se è un evento negativo, sarà molto difficile evitare di pensare a noi stessi come la vittima di quella circostanza. Ci vediamo come la vittima piuttosto che come il creatore della nostra situazione attuale. Lo spostamento da vittima a creatore è una sorpresa. È lo spostamento che fanno i Maestri. Tutti possono essere un Maestro — in effetti, tutti sono già Maestri — ed è vero che non tutti lo sanno. In effetti, poche persone lo sanno. Quello che ci vuole per sperimentare il fatto che uno sia già un Maestro è impegnarsi nell’avere L’Esperienza Sacra tutti i giorni. In verità, tutto il giorno tutti i giorni, se è possibile. E lo è. La prossima settimana guarderemo nelle varie aree o aspetti delle nostre vite, per vedere un’area alla volta, come uno può entrare nell’Esperienza Sacra, quando vuole. Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Raccontaci di Gesù, e di come si inserisce in CcD Caro Neale… per me questi sono argomenti nuovi e non ho letto i tuoi libri, perché ho problemi agli occhi e faccio fatica a leggere. Ho due domande:  1. Chi era Gesù e cosa dice Dio su di Lui?  2. Sono un Master Reiki e fare Reiki per Aiutare la gente è OK per Dio? Grazie, con affetto, Brian. Neale risponde Caro Brian… voglio iniziare dalla tua seconda domanda perché è molto più facile rispondere a quella. Ovviamente è “ok per Dio” fare Reiki “per aiutare la gente”. Come potrebbe non andar bene a Dio aiutare la gente in qualsiasi modo? Ora, il tuo primo quesito… Brian, hai fatto quella che molti considerano la domanda centrale del secolo. L’impatto della vita di Gesù è stato così straordinario che non verrà mai dimenticato. Ciò perché Gesù è stato/è il salvatore per tutta l’umanità. Come d’altronde lo siamo tu ed io. Ora, la differenza tra te e me e Gesù è che egli si mise la veste, indossò il mantello, accettò la responsabilità. La maggior parte di noi non l’ha fatto. In questo senso, Gesù è il nostro salvatore. Poiché lui ha fatto con la sua vita ciò che pochi di noi hanno fatto con la propria. Ha fatto ciò che tutti noi siamo venuti al mondo a fare! E facendolo, ci ha “salvati” del tutto dalla necessità di farlo, se non lo desideriamo. Fammi spiegare. Siamo tutti nati per salvare il mondo. Non dalle “spire diaboliche” o dalla “dannazione eterna”. (Come ci insegna CcD, non c’è qualcosa tipo il diavolo, e la dannazione non esiste). Siamo qui a salvare il mondo dalla sua nozione erronea di se stesso. Proprio ora, stiamo vivendo in un mondo di nostra stessa creazione, una non-verità, un’esperienza che non ha niente a che fare con la realtà ultima, o con Chi Siamo Davvero. Gesù lo sapeva. Sapeva anche Chi Era Davvero. E lo ha dichiarato, perché tutti lo sentissimo. Inoltre ha dichiarato anche qualcos’altro. Ha detto che ciò che lui faceva sulla terra, anche noi potevamo farlo. Certe persone non ci credono. Non credono che siano state date loro – e davvero sono state date loro – le stesse capacità di Gesù. Eppure questo livello di fede è la chiave per sperimentare quei doni. Questo è ciò che insegnava Gesù. Questo era il suo messaggio centrale. Penso che un’attenta lettura di alcune pagine di CcD Libro 1 aiuterebbe a far chiarezza sull’argomento. (Nella versione originale inglese le pagine citate sono: 52, 55, 67, 86, 180 e 197 – n.d.t.). Ho scritto un libretto, Recreating Yourself  (non esiste la versione in italiano – n.d.t.) che affronta direttamente buona parte dell’argomento. Lì sottolineo il fatto che fu Gesù stesso a dire “Secondo la tua fede, avvenga per te”. Fu Gesù stesso a dire “donna, grande è la tua fede: avvenga per te come desideri”. E la figlia di quella donna fu risanata immediatamente. E fu Gesù stesso a dire “Se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: ‘Passa da qui a là’, e passerà; e niente vi sarà impossibile”. Ma se non riuscite a credere in voi stessi e

NDW: Sagezza per il fine settimana

Non ascoltare senza sentire Note da Neale Cari amici miei… Come ci si sente dentro all’Esperienza Sacra? In un’esperienza simile uno è senza difesa. Non c’è bisogno di difendersi in quanto l’esperienza di attacco non è possibile, e nemmenon l’esperienza di danneggiamento. Esiste solo ciò che succede, quello che succede adesso, ma non è etichettato né come attacco né come danneggiamento dall’Essere Unico, e quindi non c’è bisogno di difesa, di giudizio né di perdono. Questo è precisamente quello che Gesù ha avuto come esperienza quando è stato crocifisso. Aveva capito che L’Essere Unico stava facendo questo a Se Stesso, per obiettivi molto più elevati e grandiosi di quelli visti o capiti dalle Individuazioni dell’Uno, che si trovavano lì in quel momento, osservando tutto ma non vedendo niente. Quando hai uno scambio con un altro, assicurati di non essere nel momento osservando tutto senza vedere niente. Capita troppo spesso fra gli esseri umani. E non solo quando le persone litigano. A volte questo succede anche quando si amano. Anche quando stanno facendo l’amore. Stanno osservando tutto senza vedere niente. Per avere l’Esperienza Sacra, condividi l’Esperienza Sacra. Fallo prendendo parte ai sentimenti degli altri. Quando ascolti quello che stanno dicendo, non ripetere le loro parole. Mai ripetere le parole di qualcuno se vuoi avvicinarti a lui. Pensi che non sappia quello che ha appena detto? O, se non lo sa, pensi che voglia che qualcuno lo sottolinei? Quello che vuole è essere ascoltato al livello dei suoi sentimenti. Quindi, invece di ripetere le sue parole, dì ciò che pensi che stia provando. Questo è l’Ascolto Attivo. Un dialogo con un ascoltatore INattivo potrebbe svilupparsi così: “Arrivi sempre a casa tardi dal lavoro, anche quando prometti che sarai in tempo per cena.” “Non arrivo sempre a casa tardi dal lavoro. Non ero in ritardo neanche  ieri. Lo fai sempre. Lo descrivi sempre peggio di quello che è, per avere ragione.” “Non lo sto descrivendo peggio di quello che è! Può darsi che tu sia arrivato a casa in orario ieri, ma oggi è la terza volta questa settimana che sei in ritardo!” “La terza VOLTA? Non sono neanche ANDATO al lavoro lunedì. Ero malato, ti ricordi? Vedi quello che intendo? Non sai neanche di cosa stai parlando.” “Va bene! Erano due volte questa settimana, tre volte settimana scorsa! Non ho un calendario al polso. Sto solo dicendo che sei in ritardo di nuovo e io sono stanca di doverne discutere.” “Tu sei stanca di discuterne? IO sono stanco di discuterne. Adesso non ho più voglia di CENARE. Lascia perdere. Sarò in salotto se vorrai parlare con me in modo gentile tanto per cambiare…” Ora, questo scambio avrebbe potuto svolgersi molto diversamente, se solo uno dei due fosse stato un Ascoltatore Attivo… “Arrivi sempre a casa tardi dal lavoro, anche quando prometti che sarai in tempo per cena.” “Vedo che sei delusa che io sia arrivato a casa così tardi, e sono veramente dispiaciuto che tu sia delusa. C’è qualcosa che posso fare per farti sentire meglio?” “Questa è la terza volta questa settimana che sei in ritardo!” “Caspita, sei veramente arrabbiata.” “Sono arrabbiata, e mi dispiace di essere così arrabbiata, ma mannaggia, questo capita tutte le volte.” “Sento che sei triste e anche un po’ arrabbiata. Voglio che tu sappia che sto male dentro quando sei triste o arrabbiata. Ti amo.” “Ti amo anch’io. Potresti per favore cercare di tornare a casa in orario un po’ più spesso?” “Ci proverò. A volte il tempo mi sfugge. Cercherò di tenere il tempo sott’occhio. Grazie per aver detto che mi ami. So che se non mi amassi, non ti importerebbe niente di questo. E’ bello sentirsi amati così tanto. “Beh, certo che ti amo, per l’amor di Dio. Perciò vieni qui e siediti. Ci metto solo un minuto per riscaldare la nostra cena.” Questo è soltanto un semplice esempio di com’è avere l’Esperienza Sacra in una situazione di Vita Quotidiana. L’Esperienza Sacra è quando ridai ogni persona a se stessa. È quando fai in modo che sappia chi è davvero. E cioè, che è importante per te, che è parte di te. E che è parte di Dio. La tratti come se fosse Sacra, come se fosse Divina. Questa è l’Esperienza Sacra, resa reale. Abbracci e amore,

NDW: Saggezza per il finesettimana

Nota: vi trasmetto la newsletter di Neale con qualche giorno di ritardo, chiedo scusa se vi è mancata questo fine settimana! – Steve Dimentica le parole, ascolta i sentimenti Note da Neale Miei cari amici… Mentre esploriamo ancora più approfonditamente ogni settimana quello che ho descritto come l’Esperienza Sacra, abbiamo detto che il modo più facile per afferrare l’esperienza è di condividerla con altri. Tuttavia come condividere questa esperienza? Per primo, dobbiamo decidere cos’è L’Esperienza Sacra. Per me, è l’esperienza di Unicità. È l’esperienza di Unicità con Dio e unicità con gli altri. E il modo più facile che posso pensare per far si che tu abbia la consapevolezza che non sei separato da qualsiasi altro è di fare in modo che tutti gli altri abbiano la consapevolezza che non sono separati da te. Per questo motivo, il condividere l’Esperienza Sacra con gli altri funziona. E il modo più facile per far si che gli altri abbiano la consapevolezza che non sono separati da te è di comportarti in quel modo. Questo significa che forse dovrai cambiare il tuo intero fondamento dell’essere. Potresti dover cambiare interamente il tuo fondamento dell’essere. Potresti dover cambiare l’intero modo in cui ti relazioni agli altri. Puoi iniziare lavorando duramente per comprendere, cercando sinceramente di sapere come l’altra persona si sente. La prossima volta che sei con qualcuno, cerca di valutare cosa prova. Non ascoltare soltanto le sue parole, ma guarda profondamente dentro per vedere se riesci a capire cosa prova. Leggi fra le righe. Guarda oltre le parole. Pratica l’Ascolto Attivo. Può fare miracoli. Questa è una forma di ascolto nella quale ti sintonizzi con la comunicazione dell’Anima piuttosto che con quella della Mente della persona davanti a te. I Sentimenti sono il linguaggio dell’anima. Questo non è un linguaggio che ti è impossibile capire. In effetti, è proprio il contrario. Spesso puoi capire i sentimenti di una persona molto più velocemente di quanto tu possa capire le sue parole. Pensa a quante volte hai ascoltato una persona che è disperata o che ha paura o che è molto triste o profondamente delusa. Spesso, le sue parole escono in un balbettio e non hanno alcun senso. Forse ti sei trovato a dire, “Non stai neanche ragionando.” Potresti averlo usato come difesa durante qualche scambio verbale. Una persona che ascolta le parole piuttosto che i sentimenti spesso rigetta le parole dell’altro buttandogliele in faccia, recitando perfettamente ciò che ha appena detto parola per parola in modo da dimostrargli che non è per niente ragionevole. Proprio a quel punto l’altra persona dirà, “Non riesci a sentire proprio niente di ciò che PROVO?” Proprio a quel punto saprai che stavi ascoltando la Mente della persona, e che hai preso la decisione di evitare completamente la sua Anima. Se l’altra persona pensa che lui o lei sia la tua “anima gemella”, questa potrebbe essere un’esperienza devastante. Si chiederà perché non riesci a sentirla al livello dell’Anima, mentre insisti soltanto nel fare a pezzi le sue parole una alla volta, analizzandole per dimostrare quanto si stia comportando in modo sciocco. Qualche esperienza di questo tipo potrebbe cambiare una relazione per sempre. Qualcuno che una volta ti era molto vicino potrebbe decidere che non è molto sicuro restarti così vicino – che forse non ti è mai stato molto vicino – in quanto non hai nessuna idea di come si senta. Il modo più veloce per fare sapere a qualcuno che tu e l’altro siete Uno è di rimandare all’altro esattamente ciò che sta sentendo. Questo significa rinunciare alla difesa in tutti gli scambi verbali – anche le discussioni – e realizzare che, se voi due siete Uno, non c’è nessuno dal quale difendersi. Rimane soltanto da capire cosa sta sperimentando la Totalità chiamata Unicità di Te. Questo significa guardare onestamente i tuoi sentimenti e aprirti ai sentimenti degli altri. E continueremo questa esplorazione proprio lì la prossima settimana. Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Lettera: Come uni-amo Caro Neale… so già di essere l’esperienza divina di ciò che è la vita. Il clero e la maggior parte della gente con cui parlo pensa che io sia blasfemo quando dico di essere Dio. So di esserlo e so che siamo un’unica cosa. E’ dura mettere in pratica l’amore incondizionato con persone che vogliono mettermi in croce per le mie credenze. Devo accettare la punizione o devo tenere la bocca chiusa? Blake Neale risponde Caro Blake… potresti trovare un modo più garbato per esprimere le tue convinzioni. “Io sono Dio” non viene accolto molto bene. Che ne dici di: “Io sono un Aspetto della Divinità”? O “Io sono un’Individuazione del Divino”? Queste affermazioni vogliono dire la stessa cosa, ma non sono come affrontare una persona che creda nella Teologia della Separazione. La Teologia della Separazione è una teologia che dice “io sono ‘qua’ e Dio è ‘là’ e i ‘due non saranno mai conciliabili’ finché io non muoio e Dio decide se sono stato bravo abbastanza da ritornare a ‘casa’ ed essere di nuovo ‘là’ con lui.” Il problema con una Teologia della Separazione è che genera una Cosmologia della Separazione. E cioè, una maniera cosmologica di guardare tutta la vita come se ogni cosa fosse separata da ogni altra. E una Cosmologia della Separazione produce una Sociologia della Separazione. E cioè un modo di socializzare che separa ogni persona da ogni altra persona dichiarando che hanno interessi separati. E una Sociologia della Separazione genera una Patologia della Separazione. E cioè, comportamenti patologici di auto-distruzione, messi in atto individualmente e collettivamente ed evidenziati ovunque sul nostro pianeta nel corso della storia umana. Dire “Io sono Dio” crea ulteriore separazione, Blake, poiché la maggior parte della gente non pensa di esserlo. Dire “Sono parte di Ciò che è Divino”, o.. “Sono un Aspetto della Divinità” è molto più digeribile. La maggior parte della gente si sentirebbe a proprio agio con qualcuno che si esprime così. Prova! Con Amore, Neale  

NDW: Saggezza per il finesettimana

Sei un “taccagno spirituale”? Note da Neale Miei cari amici… In questo spazio ci siamo imbarcati in un’esplorazione dell’Esperienza Sacra che dura un anno. Spero e ho fiducia che stiate godendola tanto quanto me. L’Esperienza Sacra è come qualsiasi altra forma di ricchezza. Non puoi avere l’esperienza in modo totale fino a che la condividi con gli altri. A che cosa serve ereditare un millione di dollari se non ne spendi neanche un centesimo? Come il personaggio del fumetto di Walt Disney, Zio Paperone, che rimane a sbavare davanti al suo mucchio d’oro, troverai che non c’è molta gioia nell’attaccarsi ad esso. Tuttavia se ne prendi una manciata e la dai ad altri – vai a fare “spese folli” – ad un tratto lo sai a livello d’esperienza cosa significa avere tutti quei soldi. Allo stesso modo, se trattieni l’Esperienza Sacra tutta per te, scoprirai dopo un breve periodo che ne stai avendo solo la parte più piccola. Tuttavia se ne prendi una manciata e la dai ad altri – vai a fare “spese spirituali folli” – ad un tratto lo sai a livello d’esperienza cosa significa avere l’Esperienza Sacra. Esiste un’istruzione meravigliosa nel materiale di Conversazioni con Dio che dice, “Ciò che desideri avere come esperienza dentro di te, fai in modo che un altro l’abbia come esperienza.” CcD dice anche, “Ciò che fluisce attraverso te si attacca a te.” L’atto stesso di far fluire l’Esperienza Sacra verso gli altri fa in modo che quell’esperienza si attacchi a te, e se hai mai dubitato del fatto che stavi avendo l’Esperienza Sacra, condividerla con gli altri toglie questo dubbio assolutamente. Il modo più facile per condividerla… L’Esperienza Sacra è l’esperienza di sapere Chi Sei Davvero. E’ l’esperienza effettiva (al contrario del “sapere” intellettuale) che tu sei ogni altra persona e cosa. È l’esperienza che niente è separato da te. Neanche Dio. Specialmente non Dio. Come condividere questa esperienza? Il modo più facile che posso pensare per fare in modo che tu sappia di non essere separato da qualsiasi altra persona è di fare in modo che tutti gli altri sappiano di non essere separati da te. Questo è il motivo per cui il condividere l’Esperienza Sacra funziona. E il modo più facile perchè gli altri sappiano di non essere separati da te è di comportarti in quel modo. Questo significa che forse dovrai cambiare tutto il tuo fondamento dell’essere. Forse dovrai cambiare tutto il modo in cui ti relazioni con gli altri. Puoi iniziare con i sentimenti. E noi inizieremo proprio da lì la settimana prossima! Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Lettera: Come possiamo ‘sentire’ Dio? Caro Neale… come faccio a sentire Dio in modo da poter scrivere un libro come hai fatto tu? Joan Neale risponde Mia cara Joan… ci sono moltissimi modi per avere la tua personale Conversazione con Dio. I messaggi di Dio non arrivano sempre sotto forma di parole che tu possa trascrivere in un libro. A volte ci arrivano come sentimenti. Altre volte come immagini o figure. E altre volte ancora come pensieri casuali o emozioni inaspettate. I messaggi di Dio ci potrebbero arrivare sotto forma di un’affermazione casuale fatta da un amico appena incontrato per strada, o del testo della prossima canzone che sentirai, o delle parole di un cartellone pubblicitario che ti capiterà di vedere mentre guidi, o dell’apparizione improvvisa in cielo di un’aquila che si alza in volo maestosamente, o di una consapevolezza che ti arriva mentre te ne stai in doccia, o di un sentimento che ti sommerge mentre fai l’amore. Non ti preoccupare di scrivere un libro. Non è questo lo scopo delle comunicazioni di Dio. Fai in modo che sia la tua vita il “libro” che scrivi. Vivi il copione dei tuoi giorni e delle tue notti. Con Amore,

NDW: Saggezza per il finesettimana

Smetti di “futur-izzare” Note da Neale Miei cari amici… Come sai se sei un lettore regolare del Bollettino Settimanale, da parecchi mesi stiamo discutendo in questo spazio di ciò che chiamo l’Esperienza Sacra. Oggi vorrei condividere con te un grande segreto al riguardo… Dichiarare che stai avendo l’Esperienza Sacra proprio ora richiede che rifiuti di entrare nel Domani prima che il Domani arrivi. Ciò significa che dobbiamo rinunciare alla nostra abitudine a “futur-izzare.” Futur-izzare è un tratto umano comune. Tutte le persone guardano al futuro, al proprio futuro in particolare, e iniziano a costruire delle realtà attorno ad esso. Immaginano quello che succederà e come succederà – e, incredibilmente, molto spesso immaginano il peggio. Poi (e qui arriva la parte subdola e spinosa) vivono la loro vita in questo momento, Proprio Ora, come se quel risultato fosse una realtà certa. “Futur-izzare” non è uguale a visualizzare. Preoccuparsi non è la stessa cosa di visualizzare in modo creativo. Va benissimo immaginare un Domani positivo, ma è ancora più potente avere l’esperienza positiva ADESSO. Futur-izzare è l’atto di vivere Oggi come se fosse Domani. La Bibbia ci consiglia (e qui sto parafrasando)…Quindi non andare in giro a chiedere “Cosa dobbiamo mangiare? Cosa dobbiamo bere? Con cosa ci vestiremo?” Ogni giorno porta con sé i propri problemi. Dove mantenere lo sguardo? Su Dio, e sul Regno del Paradiso – e tutto il resto vi sarà dato. Poiché dov’è il tuo cuore, lì si trova anche il tuo tesoro. Ho smesso di preoccuparmi del Domani. Quando ti preoccupi del Domani non puoi sapere che stai avendo l’Esperienza Sacra. La preoccupazione priva il Momento Presente della sua grandiosità. Le persone tendono ad avere l’esperienza che dicono che stanno avendo. Lo sapevi? Questa è una verità stupefacente, e funziona. Voglio dire, come processo, funziona. Annuncia la verità che vorresti avere come esperienza e molto probabilmente sarà la verità che incontrerai. Questo perchè tutta la Vita è creativa, e gli Strumenti della Creazione, come abbiamo già imparato, sono il Pensiero, la Parola e l’Atto. Ogni giorno quando ti svegli, ringrazia Dio per l’Esperienza Sacra. Poi dichiara a te Stesso, “Sto avendo l’Esperienza Sacra, Proprio Qui, Proprio Ora. IO SONO L’ESPERIENZA SACRA.” Questo Atto di Dichiarazione ha più potere in sé di quanto tu abbia mai immaginato. Provalo. Provalo per sette settimane di fila, senza interruzione. Fai la tua Dichiarazione ogni mattina, mezzogiorno, e sera. Intendo letteralmente. Smetti di fare ciò che stai facendo ogni mattina, ogni giorno alle 12 e ogni sera e fai questa dichiarazione: IO SONO L’ESPERIENZA SACRA. Fallo per sette settimane di seguito. Ti cambierà la vita. Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Lettera Caro Neale… come può la società odierna rinunciare all’uso della punizione come mezzo per prevenire comportamenti dannosi, quando la gente che ne fa parte non vive ancora secondo il codice triangolare di consapevolezza, onestà e responsabilità? Come possono le forze dell’ordine compiere efficacemente il proprio lavoro quando non c’è lo strumento punitivo per farlo? La maggior parte di ciò che la polizia fa, “lavora” in una certa misura perché possono ricorrere alla punizione sottoforma di ammende e sentenze. Senza questo strumento sono impotenti. Xen Risposta di Neale Caro Xen…  Conversazioni con Dio dice che c’è un’enorme differenza tra “punizione” e “conseguenze”. La risposta alla tua domanda è istituire nella nostra società conseguenze che non siano meramente e semplicemente punitive. Sbattere in carcere una persona per cinque anni per possesso di marijuana, ad esempio, è insensato, e non risolve nulla. Ammende  e sentenze che siano correttive, riparatrici e di recupero, e non semplicemente punitive, hanno senso. La brutale e semplice vendetta (“occhio per occhio”) non è né correttiva né riparatrice, bensì il marchio di una società primitiva. Con Amore,

NDW: Saggezza per il finesettimana

Esci dall’Ieri Note da Neale Cari amici miei… La settimana scorsa abbiamo parlato della Consapevolezza come un passo sulla strada verso l’Esperienza Sacra. Ci sono solo alcune parole in più che voglio dire sul tema prima di passare all’esplorazione di questa settimana… La Consapevolezza è un aspetto molto, molto importante della Vita. Penso che sia una qualità importante da nutrire e da crescere. Se possiamo crescere nella Consapevolezza, penso che cresciamo in una delle modalità più vitali. Penso che la Consapevolezza sia Vitalità. Penso che sia Vitalità Spirituale. Penso che uno sia “spiritualmente vitale” quando uno è Consapevole – e penso che quando uno è Consapevole, diventi “spiritualmente vitale.” Sto dicendo che penso che l’effetto sia circolare. Perciò guarda profondamente in ogni momento. Assapora ogni nanosecondo. Non perdere una singola formazione di nubi, se puoi farcela. Né un singolo profumo. Né una singola sfumatura nell’energia del tuo Amato. Non perdere questo; non perdere questo, NON PERDERE QUESTO. Quando sei consapevole – profondamente consapevole – della meraviglia dell’Adesso, trovi veramente facile dichiarare che stai avendo l’Esperienza Sacra (Eckhart Tolle ha scritto meravigliosamente su questo argomento). Ora, sull’argomento del contributo di questa settimana: in passato avevo detto, “La trasformazione personale e sociale è ardua. È una sfida immensa. Non è un lavoro per i deboli di cuore o per i deboli di spirito. È un lavoro per i forti e i coraggiosi. È l’ultimo passo per avere l’Esperienza Sacra. Il passo successivo è dichiarare che uno sta per fare proprio quello.” Ora voglio dirvi che la trasformazione personale e sociale non deve essere ardua. Può essere facile quando esci dall’Ieri ed entri nell’Adesso. Uscire dall’Ieri è semplice come realizzare: quello era ALLORA e questo è ORA. ORA non ha niente a che fare con ALLORA. Pensiamo che lo abbia, ma non ce l’ha. Ieri era Ieri, e non ha niente a che fare con Oggi. Non sei chi eri Ieri, e niente di ciò che hai fatto Ieri, e niente che ti è capitato o è capitato attraverso te Ieri, ha niente a che fare con Oggi. Ogni momento è il Momento della Creazione. Questa è la Meraviglia e la Gloria della Vita. Questo è precisamente il motivo per cui ogni Momento NELLA Vita è, infatti, un’Esperienza Sacra. Quello che lo rende sacro è che incarna il processo sacro della creazione stessa. Questa non è una cosa che la maggior parte delle persone sa, o realizza in senso specifico. Quando ci arrivano, spesso dichiarano apertamente che stanno avendo l’Esperienza Sacra. Tuttavia non dobbiamo aspettare di arrivare ad avere quell’esperienza (o a sapere che la stiamo avendo) per dichiarare che la stiamo avendo. In effetti, l’atto stesso di dichiararlo la produce. E’ un’osservazione azzeccata, è una cosa straordinara quella appena detta, e quindi merita di essere ripetuta. Riguardo all’Esperienza Sacra, il segreto più grande nella Vita è che l’atto di dichiararla la produce. Questo è vero di TUTTA la Vita. Quello che dichiari è quello che produci. Dì la tua Parola, e la parola diviene carne e dimora fra noi. Quindi, non guardarti indietro per sapere Chi Sei in questo momento. NON sei chi ERI. Tu sei chi sei PROPRIO ADESSO. Lascia andare Ieri e tutto ciò che è successo a te e attraverso te, e poi dichiara semplicemente: Io Sono Ciò Che Sono. Io Sono Quello Che Sono Proprio Qui, Proprio Ora. È cos’è ciò esattamente? È qualsiasi cosa che tu scegli che sia. Di più la settimana prossima, mentre continuiamo da mesi il nostro sguardo all’Esperienza Sacra. Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Lettera: Come essere un ‘Messaggero’ Caro Neale… in CcD Dio (attraverso te come parte di Dio) dice che sei un messaggero, e non è un mestiere facile. Cosa diresti ad altri che potrebbero avere la stessa vocazione? In particolare, come mantieni vivo il fuoco della creatività sapendo che così tante persone proprio non ricevono il messaggio? E come fai a sentirti connesso agli altri quando impieghi tante ore scrivendo e facendo ricerche, specialmente all’inizio del percorso, e non hai persone (come me) interessate a quello che stai facendo? C’è mai stato per te un momento in cui essere capace di parlare in pubblico era un sogno remoto che ti domandavi se avresti mai raggiunto? La mia (completamente irrazionale) paura non è di rendermi ridicolo (presto detto, presto fatto), ma che nessuno venga ad ascoltarmi o ancor peggio che nessuno mi faccia domande o commenti. Come tiri fuori un gran numero di parole in un periodo di tempo relativamente breve? In altre parole come fai a rendere il mestiere di messaggero qualcosa di più semplice? (Forse ho deciso di aver fatto abbastanza errori e mi piacerebbe sentire qualcuno che invece lo rende un successo). Neale risponde Ok, hai fatto delle buone domande. Guardiamole una per una… In CcD Dio (attraverso te come parte di Dio) dice che sei un messaggero, e non è un mestiere facile. Cosa diresti ad altri che potrebbero avere la stessa vocazione? Direi, “Fallo, e non lasciare che qualcosa ti fermi”. Direi anche “Ma sii certo e chiaro sul perché lo fai”. CcD ci dice che c’è una sola ragione per fare qualsiasi cosa: annunciare e dichiarare, esprimere e realizzare, divenire e sperimentare, Chi Sei Veramente. “Ogni atto è un atto di auto-definizione” dichiara il dialogo. Nota che niente di ciò ha qualcosa a che fare con il modo in cui la gente reagisce. E quindi posso dirti, amico mio, che sono totalmente indifferente al fatto che la gente “riceva il messaggio” o meno. Se quella fosse stata la mia preoccupazione, non avrei mai potuto scrivere 27 libri. Non sono un messaggero cosicché la gente possa ricevere il messaggio, sono un messaggero perché Ciò è Chi Sono. Mi piacciono le parole di quella stupenda canzone… “Devi cantare come se non avessi bisogno di denaro, amare come se non fossi mai stato ferito, e ballare come se nessuno ti stesse

NDW: Saggezza per il fine settimana

Consapevolezza significa ‘Notare Coscientemente’ Miei cari amici… Potrebbe essere difficile da credere per la maggior parte di noi , ma siamo già alla fine della 1° Settimana del Nuovo Anno. Ci restano soltanto 51 settimane e saremo proprio al punto dove eravamo la settimana scorsa – alla fine di un altro ciclo. Più avanti in questo Bollettino esprimerò la mia riflessione su ciò che stavo pensando la notte di sabato scorso, Capodanno, quando l’orologio ha scoccato le 12 e un’idea mi è arrivata la mattina della domenica quando sono strisciato fuori dal letto e sono entrato definitivamente nel Nuovo Anno. Per ora, in questa nota di apertura a tutti voi, continuiamo la nostra esplorazione dell’Esperienza Sacra – che stiamo esaminando da parecchi mesi. Come ho notato settimana scorsa, la trasformazione personale e sociale è ardua. È un’immensa sfida. Non è lavoro per i deboli di cuore o i deboli di spirito. È un lavoro per i forti e coraggiosi. Ed è l’ultimo passo verso l’Esperienza Sacra. Il prossimo passo è dichiarare che si farà proprio quello. Il quarto passo nel creare l’Esperienza Sacra è dichiarare che la stai avendo. La dichiarazione è il carburante più potente nel motore della manifestazione. Riguarda il “dire la tua”. I tre strumenti della Creazione sono Pensiero, Parola, e Atto, e la dichiarazione è il secondo e il terzo strumento combinati. Dichiarare che tu stai avendo l’Esperienza Sacra richiede, naturalmente, che tu sia consapevole di averla. Devi essere consapevole che ogni momento della tua vita è Sacro. Il Segreto della Consapevolezza La Consapevolezza è una delle esperienze più importanti che potrei mai dare a me Stesso durante il periodo in cui sono qui, a vivere sulla Terra. Essere consapevole, mi sembra, sigifica essere vivo all’estremo. Significa vivere nella Completezza di ogni momento. O, come il meraviglioso scrittore di fantascienza Robert Heinlein lo descrive, si tratta di “groccare completamente” (= avere assimilato pienamente il concetto – neologismo mutuato dalla cultura hippie degli anni ’60 – n.d.t.) La consapevolezza è una Qualità dell’Essere. Sorge dalla decisione che noi, e soltanto noi, possiamo prendere la decisione cosciente di aprire noi Stessi alla meraviglia e alla gloria e alla bellezza della Vita. E anche alla tristezza e al dolore e al buio. Quando uno decide di diventare Consapevole, uno sta scegliendo di essere profondamente impegnato nell’osservare, e nel notare coscientemente, la Totalità di Ogni Singolo Momento. Questa è una frase interessante, vero? Il Notare Coscientemente. La consapevolezza non è semplicemente osservare, ma notare a un livello molto alto della coscienza esattamente cosa sta accadendo e esattamente cos’è “ciò”… Proprio Qui, Proprio Ora. Recentemente stavo camminando per la strada con un amico e ho guardato uno degli alberi lungo la strada della nostra città. “Wow, guarda!”, ho esclamato, “Non è bellissimo il modo in cui quell’albero in qualche modo abbraccia quell’edificio?” Il mio amico non lo aveva neanche notato, prima che lo dicessi. “Questo è quello che mi piace di te,” disse. “Tu vedi tutto.” Beh, non sono sicuro di vedere tutto, ma cerco di vedere il più possibile di ciò che accade intorno a me. Non sarebbe fantastico se tutti lo facessero? Qualcuno aveva detto che “l’illuminazione” non è nient’altro che il prestare attenzione. Una delle cose che non vedo così bene come vorrei, è me stesso. Non sono sempre consapevole del modo in cui sto muovendomi nel mondo, del modo in cui ciò abbia impatto ed influenzi gli altri. Perciò penso che la Consapevolezza non sia soltanto il notare quello che succede intorno a te, ma anche quello che accade dentro di te. E, quello che accade dentro gli altri. Naturalmente, non possiamo sempre saperlo, e non si tratta per niente di giocare agli indovinelli, e quindi, una cosa che potremmo fare se non siamo sicuri riguardo ad una faccenda così importante… e si, ciò che accade negli altri È una faccenda importante… una cosa che potremmo fare è controllare con loro, e semplicemente chiedere. Perlomeno, questo dimostra che sei totalmente presente e che tieni sinceramente a loro e a come le cose stanno andando e a come tu li stai influenzando. Questo è un altro modo per dire “Ti Amo,” e fa stare molto bene l’altra persona, te lo assicuro. Non sono sicuro che passiamo abbastanza tempo a controllarci l’un l’altro. La settimana prossima continueremo a riflettere sull’Esperienza Sacra mentre ci immergeremo più profondamente nel 2012. Spero con fiducia che tu abbia avuto un meraviglioso primo giorno dell’Anno Nuovo. Adesso, per un’occhiata a quello che stavo rimuginando domenica scorsa, guarda l’articolo sotto! Abbracci e Amore, Neale. P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Lettera: Un nuovo momento è arrivato Caro Neale, so che avevi pubblicato qualcosa di davvero bello sul Nuovo Anno e su come fare sembrare ogni momento come la sera di Capodanno. Non l’ho letto ma mi piacerebbe farlo, c’è la possibilità che lo ripubblichi qui? Con affetto, Diana. Risposta di Neale Cara Diana, sono felice di pubblicarlo. Eccolo: GIORNI DEI BEI TEMPI ANDATI… (rif.: parole di una tradizionale ballata scozzese – di seguito – che viene spesso cantata durante i brindisi di Capodanno. In Italia è conosciuta come ‘Valzer delle candele’- n.d.t.) Ed eccoci ad iniziare un nuovo anno. Un altro ciclo nel continuo girare della Terra intorno al Sole. Un altro passaggio di Corpo, Mente e Anima attraverso il Labirinto della Vita. E mentre terminiamo l’ultima di queste rotazioni e ne iniziamo ancora un’altra, ogni essere pensante si domanderà, “Qual è lo scopo di ciò? Stiamo davvero soltanto girando in cerchio, fingendo che la nostra rotta ellittica sia invece una linea retta che va da qualche parte? C’è un qualche tipo di intento o di destinazione? Oppure siamo allineati ai cancelli di partenza come cavalli all’ippodromo, morendo dalla voglia di correre come matti per tornare al punto di partenza, stavolta stranamente ed ironicamente chiamando quel punto Traguardo?” E’ possibile che io sia l’unico ad aver avuto questi pensieri qualche ora fa mentre con un gruppo di amici e parenti ce ne stavamo in piedi tenendo i nostri