NDW: Saggezza per il fine settimana
Note da Neale Ed eccoci qua, negli ultimi giorni di un altro anno. È difficile immaginare che è passato un altro Ciclo annuale… eppure è così. E com’è stato per te? Negli ultimi 12 mesi hai avuto l’esperienza del livello di crescita spirituale da te sperato? Hai già avuto l’Esperienza Sacra? Come sai se sei un lettore regolare, in questo spazio stiamo esplorando da diversi mesi quello che CcD chiama L’Esperienza Sacra. E, come ho detto settimana scorsa, L’Esperienza Sacra non è qualcosa che ci accade, è qualcosa che noi creiamo. Quindi, mi piacerebbe continuare ora a parlarne. Però non intendo ignorare il fatto che, naturalmente, questo è il weekend di Capodanno. Quindi ci sarà di più sull’argomento più avanti nel Bollettino settimanale… Ma… sul tema del momento, fammi dire che è possibile per tutti, non solo per i “maestri”, avere l’Esperienza Sacra (o, in termini più precisi, di Sapere che la stiamo sempre avendo). Questa, naturalmente, è la promessa di Dio, e il pegno di tutte le vere religioni. Sapere che stai avendo l’Esperienza Sacra è semplice come sapere che tu sei Vita. Tutte le persone sanno che stanno vivendo, ma poche persone sanno di essere la vita. È cos’è la vita? Un processo. Tu, quindi, sei un processo. Pochissime persone si pensano in questo modo. Possono pensare a loro stessi come a qualcosa che È, ma raramente si fermano a chiedere, “è cosa?”. Altri si pensano come un essere, una creatura biologica senziente. Malgrado ciò, raramente si fermano a chiedere, una creatura che è cosa? Altri ancora dicono che non sono il proprio corpo, sono ciò che sta utilizzando il corpo come uno strumento. Ma uno strumento nella creazione di cosa? Noi stessi, dicono. Si ma che cos’è? Non lo sapranno fino a che non l’avranno creato, dicono. E hanno ragione. Profondamente ragione. E quindi, siamo tutti nient’altro che un processo. Siamo anche niente di meno, che vuol dire una gran cosa. Perché siamo il processo chiamato Vita – e questo è Tutto Ciò che c’È. La nostra identità ci diventa più chiara quando sentiamo davvero queste ultime parole – perché “tutto ciò che c’è” è, chiaramente, un altro modo per dire, “Dio”. Niente di questa spiegazione verbale potrà significare qualcosa se non la mettiamo in pratica. Niente di essa avrà alcuna utilità se non riusciamo a metterla a terra, minuto dopo minuto, nelle nostre vite quotidiane. Le elucubrazioni possono essere affascinanti, ma non portano nessun valore pratico se non le facciamo vivere e respirare e manifestare nella nostra realtà. Dall’elucubrazione alla manifestazione – questo è il viaggio. Dal nostro pensiero su noi stessi alla nostra esperienza di noi stessi – questo è il cammino. È il cammino sul quale l’Anima è eternamente imbarcata. È la Gioia Eterna di Dio. Mettere in pratica la saggezza esoterica e renderla parte delle nostre vite quotidiane è l’opportunità più grande che mai avremo – e l’abbiamo in ogni momento. È l’opportunità di conoscere ed avere esperienza della nostra divinità. Praticare l’Esoterismo è un impegno permanente. Pochissime, ma veramente pochissime persone ci provano. La maggioranza di loro non sa neanche che è lì da provare. Sono troppo occupate semplicemente nel rimanere vive. Per questo motivo, il primo dovere di ogni società che si ritiene illuminata, è di alleggerire il peso a coloro che riescono appena a sopravvivere. Ciò che faremo per il più debole tra noi ci dice tutto su ciò che faremo come specie. Quando gli ultimi fra i molti potranno distogliere la mente dalla preoccupazione costante e dall’ansia della sopravvivenza giorno per giorno, potranno finalmente prestare la loro attenzione al raggiungimento di una comprensione più ampia delle faccende che renderebbero la semplice sopravvivenza un dato di fatto. Questi sono i mezzi con i quali conseguire la trasformazione di un’intera società. La trasformazione personale e sociale è ardua. È una sfida immensa. Non è lavoro per i deboli di cuore o per i deboli di spirito. È lavoro per i forti e i coraggiosi. È l’ultimo passo per avere l’Esperienza Sacra. Il prossimo passo è dichiarare che uno sta per fare proprio questo. E questo lo vedremo la settimana prossima… la prima settimana veramente piena del 2012 – l’anno di cui tutto il mondo sta parlando! Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Lettera: Un nuovo momento è arrivato Caro Neale, ricordo che l’anno scorso hai pubblicato un fantastico articolo giusto in tempo per la sera di Capodanno. Lo avevo salvato sul mio computer e avevo intenzione di diffonderlo in questo periodo… ma mi sono accorta di averlo perso. C’è la possibilità che tu lo ripubblichi? Eva R. Risposta di Neale Cara Eva, infatti questa era la mia intenzione! Mi leggi nella mente. Per tutti voi… vorrei offrirvi il bis di un articolo pubblicato per la prima volta nell’ultima settimana del 2005. Spero vi piaccia. =============================================================================== Questo è un periodo dell’anno molto speciale poiché è il Tempo dei Nuovi Inizi. Per me, Gennaio significa la meraviglia e l’emozione e la liberazione di “ricominciare”. L’Anno Vecchio è dietro di me e il Nuovo Anno è appena iniziato; la lavagna è stata cancellata ed è pulita. C’è qualcosa di metafisico in tutto ciò; c’è un messaggio tra le righe di questa esperienza che arriva direttamente da Dio. Il messaggio è: non importa quanto siano andate male le cose, non importa quanto io sia stato negativo, quello era ‘Allora’ e questo è ‘Ora’. Un Nuovo Giorno è sorto, un Nuovo Momento è arrivato. E’ il Momento d’Oro di Ora, in cui tutte le cose sono possibili, tutte le cose sono perdonate, e tutte le cose sono rinnovate. Dicono che Febbraio sia il Mese dell’Amore. Se è così, allora per me Gennaio è il Mese della Speranza. la Speranza è il primo passo sulla strada verso la Maestria. Sono tre in tutto. Sono: Sperare, Credere, Conoscere. Sperare inizia il processo, e Gennaio inizia l’anno. Sperare inizia il ciclo e lo stesso fa Gennaio. Il ciclo si completa in Dicembre
NDW: Saggezza per il fine settimana
NOTE DA NEALE Come ben sai se sei un lettore regolare, stavamo discutendo i passi verso l’Esperienza Sacra. E l’Esperienza Sacra non è qualcosa che ci capita, è qualcosa che creiamo. Perciò adesso vorrei parlare di quello. L’Esperienza Sacra naturalmente è esattamente ciò di cui la stagione natalizia tratta. Si tratta di amore e di prendersi cura e di riconoscerci come Divino. Si tratta di (per utilizzare termini Cristiani) far nascere il Cristo in noi. Ripeto, questo non è qualcosa che ci cade addosso dal cielo, come la neve invernale. E’ qualcosa che scegliamo. E’ qualcosa che sappiamo. Sapere fa parte dell’atto della creazione. È la prima parte. È quello che deve succedere prima che qualsiasi altra cosa possa succedere. Quando uno ci pensa in modo logico, diventa ovvio che questo è vero. Conversazioni con Dio ci dice che i tre Strumenti della Creazione sono: * Pensiero * Parola * Azione Il primo passo nella creazione di qualsiasi cosa è averne l’idea. Un’idea su qualcosa è il tuo Pensiero su di essa. È ciò che“sai” di quella cosa. Perciò, sapere è l’inizio della creazione. Quel pensiero iniziale ti può arrivare in Prima Forma come un’immagine, o un sentimento. Alla fine, modelli quel pensiero in una Parola, o più parole, o tante. Questo è il secondo Strumento della Creazione. Infine, trasformi le tue Parole in Azione – il terzo Strumento della Creazione – e hai la manifestazione. Questo è un modo elementare di capire il processo della vita. Si tratta di una prospettiva estremamente primitiva. Però funziona. Per persone che vivono all’interno di un paradigma con una prospettiva estremamente limitata, questo rudimentale congegno, questi tre strumenti grezzi, possono sembrare magici. In verità, siccome non esiste qualcosa come la Creazione, esiste solo un Sapere che tutto è già stato creato, e il nostro compito è semplicemente di Richiamarlo. Questo è un livello più alto di comprensione, ed è dimostrato attraverso costante e prevedibile manifestazione fisica, che viene realizzata da pochissime persone, che abbiamo chiamato maestri e avatars. Il resto di noi può produrre questo tipo di dimostrazione in rare occasioni (può darsi anche in più occasioni, ma raramente in molte, e mai in ogni), e questi momenti ci portano inevitabilmente ad una comprensione ancora più profonda. Comprensione più profonda significa, naturalmente, l’Esperienza Sacra. È il Sapere in modo più completo, attraverso la sua dimostrazione, Chi Siamo Davvero. E questo è, naturalmente , quello che il Natale ci invita tutti a fare. Ulteriori riflessioni su questa giornata sacra si trovano sotto. Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). DOMANDA & RISPOSTA: Parlaci del Natale Caro Neale, mi è piaciuto il tuo precedente articolo sul Natale. Anche se il tuo prossimo Bollettino uscirà dopo Natale, mi domandavo se potessi parlarcene ancora di più. Marsha Risposta di Neale Cara Marsha… sono felice di farlo. Ricordo ciò che ho detto qualche anno fa in pubblico, la sera di Natale, le mie riflessioni furono registrate e poi trascritte, ecco le parole che mi arrivarono. Era nell’anno 2000. Quella notte non riuscivo a dormire. Sono stato in piedi dalle 2 alle 6, e ho avuto un’altra delle mie Conversazioni con Dio. “Dimmi del Natale”, dissi. “E’ tutto a proposito di cosa realmente?” E sentii, “Cosa intendi, è tutto a proposito di cosa realmente? Te l’ho detto un milione di volte cosa riguarda”. Così dissi “Dimmelo di nuovo. Mi sa che me lo sono perso”. E all’improvviso la mia testa si riempì di una Canzone Natalizia, una delle più gioiose e trionfanti tra le melodie di Natale. “Gioia al mondo”, iniziava la canzone, “il Signore è arrivato”. Ma non ce la facevo ancora. Continuavo a domandarmi, cosa c’è di gioioso nell’arrivo di qualcuno che diventerà un signore su di noi? Dio! Dissi… non lo capisco! E Dio rispose, “Hai ragione. Non lo capisci.” Poi Dio disse, “Ma almeno stai facendo una domanda. E questo va bene. E’ davvero difficile capire qualcosa se pensi che non ci siano più domande da fare. Non può esserti data una risposta se pensi di avere già l’unica risposta esistente”. “Be’, non ho la risposta”, ammisi, “quindi qual è la risposta?” E Dio disse, “La risposta è che il Signore… che è arrivato… non è un signore sopra di te ma in te”. Queste parole mi sono arrivate alle 2.57 di mattina, e ci ho riflettuto sopra nel mio cuore. “Allora”, azzardai, “la stagione natalizia non è solo la commemorazione della nascita di un Bambino. Canteremo di quel Bambino stanotte, e onoreremo il suo arrivo, poichè ha portato nel mondo una nuova NARRAZIONE di una grande verità — e un vero MODO DI VIVERLA. E queste davvero erano notizie di conforto, e gioia. Ma questa è anche una celebrazione della nascita del Cristo in tutti noi”. E Dio rispose piano, “Si”. E poi mi domandai cosa avrebbero significato tutte le canzoni, tutti i messaggi e tutti i sentimenti del Natale se io avessi accettato questa verità. Se avessi davvero capito che il messaggio di questa stagione non riguarda un unico essere benedetto, ma tutti gli esseri, benedetti. Non riguarda qualcun altro, ma noi. Riguarda me. Ma oh, accipicchia, suonava male. Voglio dire, in effetti suonava come una bestemmia. Come poteva il Natale riguardare me? Per tutti i pensieri egocentrici ed ego-maniacali! Riguarda l’arrivo del Signore! Riguarda il Dono dei Magi! Ma, il mio cuore insisteva, e se il regalo FOSSI io? E se il Signore FOSSE arrivato per stare dentro di me anzichè sopra di me? So che posso trovare un posto per lui sopra di me, ma riesco a trovare un posto per lui dentro di me? E cosa significherebbe per me fare questo? Cosa significherebbe per me essere non solo una persona che è stata benedetta, ma una persona che è benedetta? E pensare la stessa cosa di te? Se vedessi te benedetto? Mi comporterei diversamente con te? Mi piacerebbe pensare che lo farei. Mi piacerebbe pensare
NDW-BS: Il Sapere precede il Creare
Note da Neale Saluti ai miei meravigliosi amici….. In questi giorni, come saprai se sei un lettore regolare, stavamo discutendo qui i passi verso l’Esperienza Sacra. E abbiamo concluso la nostra esplorazione la settimana scorsa con una domanda intrigante: Come può una cosa che è limitata intrinsicamente, essere letteralmente illimitata? Uno dei miei amici, il quale ho citato in precedenza, Bill Fischofer dice: “Nella Matematica, questa è la distinzione fra l’essere infinito e l’essere senza limiti. Il Divino è una realtà infinità, qualcosa che è completamente oltre qualsiasi tentativo di comprensione. Le Individuazioni del Divino sono finiti ma illimitati, che significa che in qualsiasi istante hanno un’estensione limitata ma la loro capacità per la crescita e per le nuove esperienze non è limitata. Siamo dunque, asintoti del divino.” (Probabilmente per il resto della mia vita non userò mai la parola “asintoti”, ma cosa vuoi, Bill è un genio ed io, un semplice umano.) La soluzione al paradosso sta nel fatto che siamo illimitati in ciò che possiamo conoscere e avere come esperienza di noi stessi – e nel momento in cui conosceremo e avremo l’esperienza di tutto ciò che c’è da conoscere e di cui possiamo fare esperienza, creeremo immediatamente ancora altro da conoscere e di cui fare esperienza. Quindi, possiamo conoscere Noi Stessi completamente, e nel momento in cui ci conosceremo completamente, non ci conosceremo più, completamente. Possiamo eseguire questo notevole trucco semplicemente cambiando la definizione della parola “completamente”. Chiaramente, solo un Dio potrebbe farlo e questo è esattamente ciò che noi siamo. In precedenza in questa serie di articoli ho detto che “sapere” che stai avendo l’Esperienza Sacra è il terzo passo per “crearla”. (Per chiarezza: uso la parola “creare” qui nel senso umano limitato. Tutto è già stato creato. Quello che chiamiamo “creare” è realmente un “ricordare” o un “notare” o una “consapevolezza” che qualcosa è già presente, esiste già, ed è sempre esistito. Comprendi? Perciò se questo lo capiamo, continuerò ad utilizzare la parola “creare” nel senso umano). Quindi… prima ho detto che “sapere” che stai avendo l’Esperienza Sacra è il terzo passo per “crearlo”. Alcune persone vedranno questo come una giustaposizione del sapere e creare e, naturalmente, è precisamente quello. Questa giustaposizione è necessario quando parliamo (come la maggioranza di noi fanno di solito) all’interno della comprensione limitata della nostra prospettiva. Fammi spiegare. Tanta gente crede che la creazione precede il sapere. Cioè, non puoi veramente “sapere” di qualcosa che “non è”. Questo è come sembra che funziona nel vivere le nostre vite. Ma quello che sto dicendo qui, è il contrario. Non possiamo creare niente che prima non sapiamo. Il sapere precede la creazione, e lo produce. Questo è un inversione del paradigma attraverso il quale generalmente abbiamo l’esperienza di noi stessi. Con un inversione del genere si arriva ad un completo dietrofront della nostra esperienza. Un abbraccio, P.S. I pensieri sopra citati vengono da La Sacra Esperienza, un libro completo che puoi scaricare gratis a www.nealedonaldwalsch.com. Semplicemente cliccare sull’ icone Risorse Gratis.
NDW-BS: La tua prospettiva crea tutto
Note da Neale Ciao miei meravigliosi amici… Come sai se sei un abituale lettore, qui abbiamo parlato dei passi verso l’Esperienza Sacra. Il terzo passo nel creare l’Esperienza Sacra è sapere che la stai avendo. In verità, uno non crea per niente l’Esperienza Sacra (né crea nulla, se è per questo). Uno semplicemente espande la propria prospettiva, permettendosi di notare che l’esperienza si sta già verificando e sta solo aspettando che la realizziamo. Tutte le cose che “sono” ora, che sono mai state, o che mai saranno, sono ora. Nel nostro Multiverso Atemporale (non viviamo semplicemente in un Universo, ma in una molteplicità di universi—qualcosa che la scienza ci sta dicendo ora), mai niente sarà creato di nuovo. Ogni cosa esiste già nell’Eterno Momento di Ora. E’ stato creato tutto in una volta! Sta a noi semplicemente arrivare in quel Momento e in tutto ciò che contiene e, con lo strumento della nostra prospettiva, tirar fuori qualsiasi cosa desideriamo. Come un mago che toglie il coniglio dal cappello, allo stesso modo anche noi sperimentiamo la meraviglia e la magia della Vita. Incredibilmente, poche persone sono consapevoli che stanno avendo ora l’Esperienza Sacra. Ci sono due ragioni per questo. La maggior parte della gente non sa cosa sia l’Esperienza Sacra. La maggior parte della gente non sa chi è. La nostra prospettiva estremamente limitata ci permette solo una percezione molto limitata. Puoi vedere solo ciò che sei capace di vedere. Thomas Aquina ha messo meravigliosamente questa eterna verità nel suo Summa Theologica quando ha detto: “Il conosciuto è in colui che conosce conformemente alla modalità di chi conosce”. La Conoscenza Totale, la Vera Conoscenza, non è possibile per Aspetti dell’Essere o Individuazioni della Divinità di prospettiva limitata – e tutte le Individuazioni della Divinità hanno una prospettiva limitata della Realtà Ultima in virtù del fatto che sono Individuazioni. Eppure non tutto è perduto, poiché il grado in cui la prospettiva di uno si può espandere è, in termini umani, al di là dello straordinario, e, in termini cosmici, virtualmente illimitata. Ciò presenta una dicotomia, poiché come può una cosa che è per sua natura limitata essere virtualmente illimitata? Ah già, questo lo indagheremo la prossima settimana. P.S.: I pensieri provengono da “La Sacra Esperienza”, un libro (soltanto in inglese per ora) che potete scaricare gratis su www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona “Free Resources”. Domanda & Risposta Caro Neale… Frequento un gruppo di CcD nella mia città e la nostra ultima convocazione era basata sul concetto In assenza di ciò che non siamo, ciò che siamo non esiste (Nota di Neale: Questa è la Legge degli Opposti). La domanda che è sorta ad un certo numero di noi è stata “per quanto tempo continuiamo a vedere esperienze opposte?” e in base alla tua esperienza c’è un modo per spostarsi dall’opposto verso “Chi Siamo” in un periodo di tempo più breve? Avevi detto “che non abbiamo bisogno di passare noi stessi attraverso l’esperienza, che possiamo imparare dall’esperienza degli altri ed avere la stessa esperienza come se ci fossimo passati noi”. Aspetto impazientemente la tua risposta. Amore & Pace… Mark. Neale risponde Mio caro Mark… La tua è una buona domanda, ed è molto importante. La nostra risposta inizia notando che c’è una differenza tra Esperienza Interiore ed Esperienza Esteriore. L’Esperienza Interiore di ogni essere umano è spirituale, l’Esperienza Esteriore è fisica. Una non ha niente a che fare con l’altra, e invece noi pensiamo che ce l’abbia — e questa è la nostra caduta. Continueremo a vedere “le esperienze opposte” finché non ci sarà chiara l’asserzione qui sopra. Quando inizieremo a capire che la nostra Esperienza Individuale Interiore non ha niente a che fare con la nostra Esperienza Collettiva Esteriore, allora l’Esperienza Esteriore, qualunque essa sia, non avrà significato per noi. Non avrà importanza. Conversazioni con Dio mi ha insegnato che “solo quando non ha più importanza, non avrà più importanza”. Qui sto usando la parola “materia” come un verbo nel secondo caso (nel testo originale il termine usato è “matter”, che significa sia “materia”—come sostantivo—che “avere importanza”—come verbo—n.d.t.). Come in: “l’energia si trasforma in materia”. Una cosa “ha importanza” ( e cioè, diventa “materia” fisica dalla pura energia) perché diciamo che ha importanza. Niente ha importanza in se stesso e per se stesso. Quando una cosa non ha più importanza per noi internamente, smette di averla esternamente. Cioè, quando svuoti gli eventi esterni dai significati interni, quegli eventi esterni di solito evaporano e se ne vanno; scompaiono; smettono di manifestarsi nella realtà fisica, perché sono serviti allo scopo. Può non essere sempre così, ma non avrà importanza. Che le condizioni esterne si muovano o cambino non avrà importanza per te, perché avrai imparato che è la tua risposta interna alle condizioni esterne a creare la tua realtà. Questa è la “via più breve” che stai cercando per spostarti da ciò di cui non desideri fare esperienza nella tua realtà a ciò di cui desideri fare esperienza. E’ uno spostamento mentale, non fisico. Semplicemente cambi idea sull’argomento. Decidi che non ha più importanza che stia andando avanti la tal cosa, o che stia capitando così-e-così, o che stia succedendo questo-o-quello. Niente di tutto ciò ha importanza, perché Chi Tu Sei è uno che non può essere toccato da circostanze o condizioni esterne — e non lo sei quando capisci questo. Questa è chiamata trasformazione. Questa è chiamata illuminazione. Questo è il modo in cui guarisci te stesso e guarisci il mondo. Il mondo è un’illusione. E’ solo la tua esperienza interiore ad essere reale. E quindi, Guarisci con ciò che è Reale. Hai creato l’esperienza di Ciò Che E’ Opposto a Ciò Che Desideri Sperimentare per poterlo sperimentare. Ciò Che E’ Opposto semplicemente crea un Campo Contestuale all’interno del quale Ciò Che Desideri Sperimentare può essere sperimentato come la Tua Realtà. Quindi benedici, benedici, benedici ciò che ti si oppone, e sii una luce verso l’oscurità, così che tu possa sapere Chi Sei Veramente. Con Amore,
BS-NDW: La chiave più importante di tutte
Note da Neale Ciao miei meravigliosi amici… Continuiamo questa settimana con la nostra serie in corso sull’Esperienza Sacra. Come avevo detto la settimana scorsa, il secondo passo per creare l’Esperienza Sacra è capire che sei degno di averla. Questa comprensione nasce dalla chiarezza che Dio ci considera come interi, completi e perfetti esattamente come siamo, in questo momento, in quanto non siamo giudicati da Dio in nessun modo. Tuttavia, anche se accettiamo che Dio non ci giudicherà mai e non l’ha mai fatto, esiste ancora la questione del nostro stesso auto-giudizio – il giudizio più pesante di tutti. Quindi, un processo importante per noi, un enorme pezzo del nostro lavoro interno e della nostra preparazione personale per l’Esperienza Sacra, e quello che abbiamo definito la chiave più importante di tutte, ha che fare con il perdono di noi stessi. È quasi sempre più facile per la gente abbracciare l’idea che Dio li perdoni di quanto lo sia perdonare se stessi. Abbiamo una lista intera di “sbagli” che immaginiamo di aver commesso nelle nostre vite, e non riusciamo a dimenticarli. Noi, e solo noi, conosciamo i meccanismi interni della nostra mente, il complottare in silenzio del nostro cuore, la valutazione triste della nostra coscienza molto umana, mentre guardiamo le nostre vite e ci diamo un voto. Il trucco qui non è di cercare di dimenticare i nostri errori, ma di fare proprio il contrario. Ricordali, e ricordali vivamente – perché è ciò a cui opponi resistenza che persiste, e ciò che osservi che sparisce. Cioè, smette di mantenere la sua forma illusoria. Ricorda tutti i tuoi presunti sbagli e poi fai due cose contemporaneamente: (a) concorda con te stesso di non ripetere mai più quei comportamenti e (b) permetti a te stesso di lasciar andare qualsiasi senso di colpa tu abbia in proposito, sostituendo tutta la colpa col dispiacere. Colpa e paura sono gli unici nemici dell’uomo. Elisabeth Kuebler-Ross era solita dirlo (era una delle sue frasi più citate) ed aveva profondamente ragione. Quindi, falla finita col senso di colpa per ciò che hai fatto in passato. Semplicemente falla finita. Falla finita. Tutti abbiamo commesso errori – e per alcuni di noi sono stati delle belle sberle – ma tutto ciò non ha niente che fare col tuo esser degno di vedere Dio, di essere amato da Dio e di avere l’Esperienza Sacra. In effetti, parte dell’Esperienza Sacra è capire questo. Abbracci e amore, Domande & Risposta Ultimamente ho ricevuto un commento sulla mia pagina di Facebook al quale ho dato una prolissa risposta. Sembra così perfettamente allineato con ciò che ho appena messo nel Bollettino Settimanale che mi è venuto in mente immediatamente quando ho firmato la lettera qui sopra, e quindi ve lo riporto qui… Ciao Neale… Sono recentemente diventato un Baha’i (= aderente alla Fede Baha’i, religione monoteistica nata in Iran nel XIX sec. – n.d.t.), ad oggi sono 3 anni, dopo molti anni di, be’, l’unica parola che mi viene in mente è dissolutezza. Spero che Dio mi perdoni. A volte metto per iscritto le cose che ho fatto e chiedo perdono. Di tutte le cose che ho fatto o desiderato, questa è quella che ho più desiderato in vita mia. Non lo sapevo, ma Dio è colui che ho cercato per tutta la vita. Ma con tutte le tentazioni della vita, non sono mai riuscito a vederlo. David G. Neale risponde Mio caro David… Non hai bisogno di sperare che Dio ti perdoni. Dio non ti perdonerà mai. Né perdonerà mai qualcuno. Il perdono non fa parte della realtà di Dio. Perdonare significa supporre che uno abbia qualcosa da perdonare. Perdonare significa ammettere che uno sia stato danneggiato per qualche motivo o ferito in qualche modo. Questo, naturalmente, è al di fuori della Realtà di Dio. Ora, quando scrivi tutte le cose che hai fatto, fallo non per chiedere perdono. Scrivi tutte le cose che hai fatto e chiedi la Guarigione. Chiedi la Consapevolezza. Chiedi la Pace che Va al di là di Ogni Comprensione. Quella pace deriva, David, dalla consapevolezza che Dio non DEVE perdonarti, poiché Dio non è stato danneggiato né ferito in alcun modo, né può essere irritato. Né deluso. Dio non sarebbe nemmeno critico. Chi giudicherebbe Dio se non Dio stesso? Poiché non c’è nessun altro se non Dio. La Guarigione che cerchi, David, è la guarigione del tuo fraintendimento su Chi e Che Cosa è Dio… e su Cosa Dio Vuole. David, corri, non esitare, vai subito sulla tua libreria preferita online, e acquista una copia di Che Cosa Vuole Dio. Ordinalo con la consegna in 24h. Leggilo immediatamente. All’istante. Poi, leggilo di nuovo, stavolta prendendo appunti a margine. Dici che non lo sapevi, ma che Dio è colui che hai cercato per tutta la vita. Be’, congratulazioni. L’hai appena trovato. Lei ti aspetta da sempre, esattamente dov’era sin dall’inizio: dentro la tua stessa Anima. Abbracciato dal tuo stesso Cuore. Nascosta dentro la tua stessa Mente. Poiché Dio e Tu siete Una Cosa Sola. Eppure potresti non crederci. Potrebbe essere semplicemente troppo bello per essere vero. Dio mi ha detto, “Alcune persone non ti crederanno — e per il motivo più triste: diranno che la Mia verità è troppo bella per essere vera. Dev’essere una bugia. E quindi, diranno a loro stessi una bugia, e la chiameranno verità”. Prendi il libro, David. Subito. E’ intitolato Che Cosa Vuole Dio. E poi sarai liberò da tutto ciò che immagini di aver fatto per ferire o far arrabbiare Dio. E poi ci uniremo, David, tu ed io, in un Movimento per i Diritti Civili dell’Anima… liberando finalmente l’umanità dall’oppressione del suo credere in un Dio violento, arrabbiato e vendicativo. Con Amore, Neale
Lascia che l’indegnità si sciogli
Note da Neale Ciao miei meravigliosi amici… Questa settimana continuiamo con la nostra serie in corso sull’Esperienza dell’Esperienza Sacra. Il secondo passo per creare l’Esperienza Sacra è capire che sei degno di averla. Abbiamo toccato questo punto brevemente nel capitolo precedente. Si potrebbe dire che il primo passo per creare l’Esperienza Sacra è credere che una cosa del genere sia possibile, e il secondo passo è credere che una cosa del genere sia possibile per te. La maggioranza della gente che soffre del sentirsi non degno si è fatta influenzare dalla religione. A tante persone è stato detto che sono peccatori, che sono nati nel peccato, e che moriranno nel peccato, che la loro unica speranza di salvarsi è nella loro continua invocazione di perdono, nella misericordia di Dio nel concederlo o nella loro fede nel Figlio di Dio come Redentore. Ad altri è stato detto che anche se fossero degni di vedere Dio – che è ciò che intendiamo per Esperienza Sacra – non sarebbero in ogni caso in grado di vedere Dio in quanto Dio è così magnifico e completamente insondabile, che Dio non può essere visto, capito, o avuto come esperienza. Altre religioni insegnano che anche soltanto il tentativo di sondare Dio, il cercare di capire Dio è bestemmia. Dio è Inesplicabile e dovrebbe rimanere così. Conversazioni con Dio ci dice che tutte queste premesse sono false. Nessuno è “nato nel peccato.” In effetti, il peccato di per sé, non esiste. Non esiste la possibilità di “offendere” Dio. E Dio non è soggetto allo stress, alla rabbia, alla frustrazione, né alla delusione. Semplicemente, questa non è la natura di Ciò che È Divino. Forse questo è un buon momento per presentare un breve riassunto di chi e cosa è Dio esattamente. In Nuove Rivelazioni ci è stato detto… “Dio non è un singolare Super Essere, che vive da qualche parte nell’Universo o al di fuori dell’Universo, che ha gli stessi bisogni emotivi ed è soggetto alla stessa turbolenza emotiva degli essere umani. Ciò che è Dio non può essere ferito né danneggiato in qualsiasi modo e quindi, non ha nessun bisogno di vendetta o di imporre punizioni.” Ci viene detto anche altro a questo punto, qualcosa forse di un po’ più inaspettato: “Dio non ha bisogno di niente. Dio non richiede niente per essere felice. Dio è la felicità stessa. Quindi, Dio non ha bisogno di niente da nessuno né dall’universo.” Ora, se queste frasi sono vere (e io affermo che lo siano), non c’è nessuna ragione per preoccuparci che Dio sia arrabbiato con noi, né di valutarci non degni dell’amore di Dio, o dubitare della presenza di Dio nella nostra vita o della Sacra Esperienza. Due anni dopo, in “Il Dio di Domani”, abbiamo ricevuto una visione in primo piano ancora più completa di Dio e della natura del Divino, con alcune delle rivelazioni precedenti essenzialmente ripetute, ma con delle nuove aggiunte. Tuttavia, poche delle idee trovate lì sono considerate valide dalla maggioranza delle persone nella società di oggi. Quasi tutti questi concetti violano le credenze fondamentali riguardo a Dio della maggior parte delle persone. Tuttavia, se dovessimo abbracciare questi concetti, credo che tutta la nostra vita cambierebbe. Ecco quello che quel testo straordinario ci dice : Il Dio di domani non richiede a nessuno di credere in Dio. Il Dio di domani non ha sesso, grandezza, forma, colore, o qualsiasi altro caratteristica di un individuale essere vivente. Il Dio di domani parla con tutti, tutto il tempo. Il Dio di domani non è separato da niente, ma è Presente dappertutto, il Tutto nel Tutto, l’Alpha e l’Omega, l’inizio e la fine, la somma totale di tutto ciò che è mai esistito, è ora, e sempre sarà. Il Dio di domani non è un singolare Super Essere, ma il processo stra-ordinario chiamato Vita. Il Dio di domani è sempre in cambiamento. Il Dio di domani è senza bisogno. Il Dio di domani non deve essere servito, ma è il Servo di tutta la Vita. Il Dio di domani sarà amorevole incondizionatamente, senza giudizi, non condannatore e non punitivo.Dato tutto quello che siamo riusciti a capire di Dio, qualsiasi pensiero d’indegnità si scioglie. Questo presume, naturalmente, che accettiamo queste nuove conoscenze e le abbracciamo come verità. Per poter fare questo dobbiamo essere disponibili a fare un passo indietro praticamente da tutto quello che ci hanno detto in passato riguardo a Dio e a noi stessi. Dovremmo considerare la possibilità che ci potrebbe essere qualcosa riguardo a Dio che non capiamo pienamente, la comprensione di cui cambierebbe tutto. Ci toccherebbe rinunciare alla nostra arroganza spirituale. Il mio amico Bill Fischofer ama dire, “Bisogna ammettere con parzialità, che nessuna religione pretende di ‘capire’ Dio, in quanto tutte credono che Lui è infinito e quindi, oltre la comprensione. Il problema, sempre, è che tutti i nostri concetti di Dio sono troppo limitati. Siccome Dio è infinito in tutte le direzioni, ovunque uno si rivolga, trova un terreno inesauribile. La Religione A e la Religione B si trovano entrambe in infiniti spazi di prodigio e di conseguenza presumono di aver trovato Dio. In effetti, lo hanno trovato, ma Dio è vasto in modo così insondabile, che quello che non hanno visto è che Dio è grande abbastanza per poter contenere l’interezza delle loro (apparentemente diverse) visioni infinite (e ancora di più). Per questo motivo è nelle tradizioni mistiche delle religioni che uno trova l’unità spirituale (e, naturalmente, in Conversazioni con Dio), in quanto soltanto qui può essere colta questa consapevolezza più ampia.” I seguaci di molte delle religioni “principali” del mondo ti diranno che tutto quello di cui hai bisogno si trova nelle dottrine e nei dogmi della loro particolare fede. È un mappa stradale completa e tutto ciò che dobbiamo fare è seguirla. È la via il più sicura per la salvezza. In effetti, alcuni dicono, è l’unica via. Tuttavia, quella via non ha portato l’umanità alla salvezza, ma piuttosto l’ha messa in ginocchio. Ora è il momento di fare qualcosa che fin’ora non
Il Bollettino Settimanale di Neale Donald Walsch
Note da Neale Ciao miei meravigliosi amici… Nelle ultime settimane è stata una grande gioa per me discutere con voi quello che ho chiamato L’Esperienza Sacra, che nel mio mondo è il momento– e spero che ci siano tanti di questi momenti per voi – dell’incontro con Dio. Forse non l’avevo chiarito in precedenza. Stiamo parlando proprio di questo. Questo E’ ciò di cui stiamo discutendo qui. Quando parliamo dell’Esperienza Sacra stiamo parlando dell’incontro con Dio. E’ un incontro faccia a faccia e non soltanto qualcosa che esiste nei costrutti concettuali. Stiamo parlando di guardare la Divinità direttamente, vedendoLa proprio qui davanti a noi, conoscendoLa come parte di noi, facendone esperienza come parte integrale di noi, fondendoci con Essa come una nostra realtà percepita. Questa è precisamente la nostra esperienza dopo la morte, e Dio ci ha reso chiaro che non dobbiamo aspettare fino alla morte per poterla avere. Possiamo abbracciare — e, in effetti, creare — questa esperienza in qualsiasi momento. Ma dobbiamo sentire che è possibile, e che ne siamo degni, per poterlo fare. Come fare allora per scrollarci di dosso le nostre idee d’indegnità? Il primo passo è di identificarci di nuovo. Dobbiamo decidere di nuovo – e per molti decidere per la prima volta – chi siamo. Fino a quando immaginiamo di essere altro da Chi Siamo Davvero, saranno possibili pensieri che confermano la nostra indegnità . Nel momento in cui ci ri-identifichiamo, assumendo la nostra vera e reale identità, l’idea dell’indegnità in relazione a noi stessi, diventa impossibile da concepire. Attualmente, la maggioranza della gente si immagina come separata da Dio, dagli altri, e da tutto quello che esiste. In verità, siamo tutti intrinsecamente connessi con tutto – incluso cio’ che chiamiamo Divinità. Quando rinunciamo alla nostra idea di separazione – che è parte di ciò che chiamo la “Teologia della Separazione” della Terra – qualsiasi pensiero di indegnità viene abbandonato. Il defunto Robert Heinlein, il famoso scrittore di fantascienza, incluse una frase, detta molte volte da tanti personaggi, nel suo romanzo “Straniero in Terra Straniera”. La frase era, “Tu sei Dio.” Nel suo libro, Heinlein aveva descritto molta gente che si salutava in questo modo. La frase, ed il libro stesso, anche se finzione, offre una dichiarazione potente di ciò che é realmente. E Heinlein lo sapeva. Stava utilizzando la fantascienza come mezzo per trasmettere l’idea al suo pubblico – e come mezzo per dipingere un quadro sul tipo di relazione che possiamo creare con altri e con il nostro mondo se manteniamo come vera questa idea e la dichiariamo agli altri ad ogni incontro. Il giorno in cui abbraccerai la Tua Identità come una Parte del Divino abbandonerai per sempre la tua idea che in qualche modo non sei “all’altezza” di quell’ Esperienza Sacra, o non “degno” di essere incluso nel Regno di Dio. Il Regno di Dio è proprio qui sulla Terra, e l’Esperienza Sacra è la vita stessa, vissuta come dimostrazione dell’unità di tutto, in gioiosa celebrazione della meraviglia e della gloria di Tutto Ciò Che E’. Tuttavia, essendoci così tanta gente che ha grande difficoltà nell’accettare quest’idea della propria Unità con Dio, è diventato ormai praticamene impossibile per l’umanità abbandonare la propria idea di separazione da Dio e abbracciare finalmente la propria vera dignità. In “Accanto a Dio” questa faccenda è affrontata in pieno. Ecco qui un’occhiata di cio’ che il dialogo con Dio ha rivelato in quel libro. E’ un dialogo fra me e Dio, con le parole di Dio in grassetto: Ho spesso sentito l’analogia che sono, per Dio, come un’onda per l’oceano. Esattamente la stessa cosa. Soltanto di dimensioni più piccole. Quell’analogia in effetti è stata utilizzata molte volte e non è inappropriata. Quindi ora definiamo questo “oceano”. Dichiariamo qui che Dio è Il Creatore. Pochissime persone che credono in un Dio avrebbero da dire su questo. Se è vero che Dio è Il Creatore, significa che anche tu sei un creatore. Dio crea tutta la vita e tu crei tutta la tua vita. E’ così semplice. Se riesci a pensarla in questo modo puoi fissarlo nella tua coscienza. Tu e Dio state sempre creando – tu a livello micro e Dio a livello macro. Ci sei? Si, capisco! Non esiste separazione fra l’onda e l’oceano. Nessuna. L’onda è una parte dell’oceano, e agisce in un certo modo. L’onda fa la stessa cosa che fa l’oceano in percentuale minore. Esatto e perfettamente corretto. Tu sei me, e agisci nel modo in cui agisci. Io ti do’ il potere di agire come stai agendo. Il tuo potere viene da me. Senza l’oceano, l’onda non ha il potere di essere un’onda. Senza di me, tu non hai il potere di essere te. E senza di te, il mio potere non si manifesta. La tua gioia è di manifestarmi. La gioia dell’umanità è di manifestare Dio. Ecco una dichiarazione potente! Ed eccone un’ altra— La vita è Dio, reso fisico. Quello che é importante da capire è che non esiste un solo modo in cui la vita rende Dio fisico. Alcune onde sono piccole, appena un’increspatura, mentre altre onde sono enormi, strepitose nella loro portata. Tuttavia, minuscole o mostruose, esiste sempre un’onda. Non esiste un momento in cui non c’è un’onda sull’oceano. E mentre ogni onda è diversa, non una singola onda è divisa dall’oceano stesso. Differenza non significa separazione. Queste parole non sono intercambiabili. Tu sei diversa da Dio, ma non sei divisa da Dio. Il fatto che non sei divisa da Dio è il motivo per cui non puoi mai morire. L’onda cade sulla spiaggia ma non smette mai di essere. Semplicemente cambia forma, ritornando all’oceano. L’oceano non diventa “più piccolo” ogni volta che un’onda cade sulla sabbia. Anzi, l’onda in arrivo dimostra, e quindi, rivela, la maestosità dell’oceano. Poi, ritirandosi nell’oceano, ristabilisce la gloria dell’oceano. La presenza dell’onda è l’evidenza dell’esistenza dell’oceano. La tua presenza è l’evidenza dell’esistenza di Dio. — fine della citazione — Non è una dichiarazione notevole? Ricordati di queste dieci parole per il resto