Dare un significato è una cosa sacra

Note da Neale

Miei cari amici…

Come ho detto qui la settimana scorsa, ci sono tante aree della vita, tante situazioni, nelle quali puoi scegliere di avere l’Esperienza Sacra. Quello che ci vuole per avere l’esperienza del fatto che uno è già un Maestro è di darsi l’impegno di avere l’Esperienza Sacra tutti i giorni. In effetti, tutto il giorno tutti i giorni, se è possibile. E lo è.

Iniziando questa settimana andremo a guardare nelle varie aree o aspetti delle nostre vite per vedere, un’area alla volta, come uno può entrare nell’Esperienza Sacra, quando vuole.

Scomponiamo la vita di una persona media in cinque distinte aree. Poi utilizziamo le settimane seguenti per esplorare come ognuna di esse si relaziona con l’Esperienza Sacra.

In linea di massima, la vita della maggioranza delle persone può essere scomposta in queste aree o situazioni:

  1. Te stesso
  2. Il tuo altro significativo (partner)
  3. La tua famiglia
  4. La tua professione o attività
  5. La tua vita più ampia nel mondo.

Naturalmente, “categorie” così arbitrarie sono sempre ingannevoli, sempre incomplete, sempre vaghe in frontiere e confini. Tuttavia, si potrebbe dire che, in genere, le attività durante una giornata tipica implicheranno interazioni con se stessi, col proprio altro significativo, con i membri della propria famiglia, con il proprio lavoro o attività principale, con i propri contatti nel “mondo più ampio”, conoscenti, e i contatti fuori-casa (il funzionario all’ufficio postale, la signora al supermercato, le persone dal parruchiere, ecc.)

Come già notato, ci sono sovrapposizioni, certamente. Ma focalizziamo, per gli obbiettivi di questa esplorazione, le cinque aree dell’interazione umana.

L’Esperienza Sacra e te stesso.

Qui è dove inizia tutto. Qui è dove tutto comincia, se qualcosa deve iniziare. Tutta l’esperienza comincia con il Sé. Tutta l’esperienza risiede dentro il Sé. Ogni esperienza è creata dal Sé. In assenza del Sé, l’esperienza non esiste proprio.

Questa è la risposta alla classica domanda: Un albero che cade nella foresta, fa rumore anche se lì non c’è nessuno?

La risposta è, si, certo. Tuttavia l’albero che fa rumore è un evento. L’atto di qualcuno che sente il rumore è un’esperienza. Nella vita, se una cosa è accaduta ma non è stata sperimentata, il suo accadere non significa proprio niente.

Niente ha significato, a parte il significato che noi gli diamo. Se non c’è nessuno a dargli significato, non ha significato. Le cose non hanno significato intrinsecamente. Non esiste qualcosa come il significato intrinseco. Così come, non esiste alcuna cosa come la verità intrinseca.

Questa è l’Esperienza Sacra, proprio qui. L’Esperienza Sacra è l’attribuzione di significato a qualcosa.

È nel momento in cui noi diamo signficato a qualcosa che l’esperienza più sacra ha luogo.

L’esperienza è creazione pura – e quella è davvero sacra. È la cosa più straordinaria che un’essere senziente possa fare.

Ci sono due modi per dare significato a qualcosa: (1) possiamo estrapolare il significato dal nostro Passato, o (2) possiamo scegliere il significato nel nostro Presente, come gli Esseri Altamente Evoluti farebbero.

(Di nuovo, questo è spiegato con una chiarezza meravigliosa nel libro CcD Quando Tutto Cambia, Cambia Tutto, dove si può trovare una spiegazione straordinaria della Meccanica della Mente e del Sistema dell’Anima).

E noi continueremo la nostra esplorazione di tutto ciò la settimana prossima. Fino ad allora…

Abbracci e amore, Neale

P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite).

Domanda & Risposta

Se non puoi parlarne, come puoi parlarne? 

Caro Neale… recentemente ho letto questo tuo commento: “Oggi dobbiamo rivolgere l’attenzione agli eventi nel nostro mondo. Necessitano della nostra messa a fuoco e non possiamo ignorare i quotidiani traumi della vita sulla Terra mentre cerchiamo ed esploriamo verità spirituali e significati più elevati”. Ma ti vorrei umilmente chiedere di ampliare questo concetto  in relazione al viaggio emozionale di cui parla la coscienza Abraham, di Abraham-Hicks.

In particolare, Esther Hicks ha recentemente pubblicato un messaggio da Abraham, che dice: “Se ne dovrebbe parlare solo se il parlarne ti farà sentire meglio. Non è utile, mai, attivare e parlare di qualcosa che non ti fa stare bene, perché si riattiva nella tua vibrazione; modifica il tuo punto di attrazione e tu sarai meno sicuro. In altre parole, quando ti focalizzi sui problemi degli altri, diminuisci la tua capacità di aiutarli.

“La gente pensa che ci si debba focalizzare sui problemi per poter trovare una soluzione. E lo ripetiamo, nessuna soluzione vien fuori – non è mai ispirata; non la riconosci mai, e non riesci mai a facilitarla o a raggiungerla – dal tuo luogo di focalizzazione sul problema. Sono due vibrazioni totalmente diverse. Se hai qualcuno con molte cose che vanno storte ed una sola che va bene, insisti su quella che va bene, e fa’ che sia quella il tuo punto di attrazione. Se ti focalizzi sui suoi problemi, entri in armonia vibrazionale con qualcosa di diverso dalla Fonte che ti dà le soluzioni”.

Per me, c’è una dicotomia tra queste due affermazioni – che senza dubbio porta ad una verità più grande. Quindi apprezzerei molto tuoi ulteriori commenti su questa apparente contraddizione. Con affetto e rispetto, Jaime.

Neale risponde

Caro Jaime… come puoi aiutare qualcuno, una persona cara, diciamo…  o qualunque altra persona… con un problema che potrebbe avere, se non puoi nemmeno parlarne?

DOTTORE: Quale sembra essere il problema?

PAZIENTE: Non posso parlarne.

DOTTORE: Oh, bene, perché nemmeno io posso parlarne. Nessuna soluzione vien fuori da un luogo di focalizzazione sul problema. Quindi, qual è l’unica cosa che le va bene?

PAZIENTE: Be’, ho una buona vista.

DOTTORE: Grandioso! Questo è fantastico.

PAZIENTE: Ma non è il motivo per cui sono venuto da lei. Non è ciò che mi preoccupa.

DOTTORE: E cos’E’ che la preoccupa?

PAZIENTE: Non posso parlarne.

DOTTORE: Ah già, me n’ero dimenticato…

POLIZIOTTO ALLA RECEPTION: Centrale di Polizia, buongiorno, come posso aiutarla?

CHIAMANTE: Non glielo posso dire. Non posso focalizzarmi sul problema. Ma sicuramente voglio una volante qui adesso.

TELECRONISTA: Migliaia di persone in Giappone sono state devastate dallo tsunami e la Croce Rossa Internazionale sta chiedendo aiuti… coperte, roba da mangiare, medicine… oh, scusate gente. Non avete sentito niente. Non ho riportato proprio niente. Dimenticate ciò che ho detto. Non focalizzatevi sul problema. Non mandate coperte né vestiti né medicine né altro. Dimenticate che lo abbiamo detto.

Dalla NBC – canale Non Brutte Comunicazioni – passo e chiudo…

Jaime… come possiamo mai io e te parlare di QUESTO se non possiamo focalizzarci su nulla eccetto ciò che sta andando bene???

Caso chiuso.

Abbracci,

Neale