NDW: Saggezza per il finesettimana

Esci dall’Ieri

Note da Neale

Cari amici miei…

La settimana scorsa abbiamo parlato della Consapevolezza come un passo sulla strada verso l’Esperienza Sacra. Ci sono solo alcune parole in più che voglio dire sul tema prima di passare all’esplorazione di questa settimana…

La Consapevolezza è un aspetto molto, molto importante della Vita. Penso che sia una qualità importante da nutrire e da crescere. Se possiamo crescere nella Consapevolezza, penso che cresciamo in una delle modalità più vitali. Penso che la Consapevolezza sia Vitalità. Penso che sia Vitalità Spirituale. Penso che uno sia “spiritualmente vitale” quando uno è Consapevole – e penso che quando uno è Consapevole, diventi “spiritualmente vitale.” Sto dicendo che penso che l’effetto sia circolare.

Perciò guarda profondamente in ogni momento. Assapora ogni nanosecondo. Non perdere una singola formazione di nubi, se puoi farcela. Né un singolo profumo. Né una singola sfumatura nell’energia del tuo Amato. Non perdere questo; non perdere questo, NON PERDERE QUESTO.

Quando sei consapevole – profondamente consapevole – della meraviglia dell’Adesso, trovi veramente facile dichiarare che stai avendo l’Esperienza Sacra (Eckhart Tolle ha scritto meravigliosamente su questo argomento).

Ora, sull’argomento del contributo di questa settimana: in passato avevo detto, “La trasformazione personale e sociale è ardua. È una sfida immensa. Non è un lavoro per i deboli di cuore o per i deboli di spirito. È un lavoro per i forti e i coraggiosi. È l’ultimo passo per avere l’Esperienza Sacra. Il passo successivo è dichiarare che uno sta per fare proprio quello.”

Ora voglio dirvi che la trasformazione personale e sociale non deve essere ardua. Può essere facile quando esci dall’Ieri ed entri nell’Adesso.

Uscire dall’Ieri è semplice come realizzare: quello era ALLORA e questo è ORA.

ORA non ha niente a che fare con ALLORA. Pensiamo che lo abbia, ma non ce l’ha. Ieri era Ieri, e non ha niente a che fare con Oggi. Non sei chi eri Ieri, e niente di ciò che hai fatto Ieri, e niente che ti è capitato o è capitato attraverso te Ieri, ha niente a che fare con Oggi.

Ogni momento è il Momento della Creazione.

Questa è la Meraviglia e la Gloria della Vita. Questo è precisamente il motivo per cui ogni Momento NELLA Vita è, infatti, un’Esperienza Sacra. Quello che lo rende sacro è che incarna il processo sacro della creazione stessa.

Questa non è una cosa che la maggior parte delle persone sa, o realizza in senso specifico. Quando ci arrivano, spesso dichiarano apertamente che stanno avendo l’Esperienza Sacra.

Tuttavia non dobbiamo aspettare di arrivare ad avere quell’esperienza (o a sapere che la stiamo avendo) per dichiarare che la stiamo avendo. In effetti, l’atto stesso di dichiararlo la produce.

E’ un’osservazione azzeccata, è una cosa straordinara quella appena detta, e quindi merita di essere ripetuta. Riguardo all’Esperienza Sacra, il segreto più grande nella Vita è che l’atto di dichiararla la produce.

Questo è vero di TUTTA la Vita. Quello che dichiari è quello che produci. Dì la tua Parola, e la parola diviene carne e dimora fra noi.

Quindi, non guardarti indietro per sapere Chi Sei in questo momento. NON sei chi ERI. Tu sei chi sei PROPRIO ADESSO. Lascia andare Ieri e tutto ciò che è successo a te e attraverso te, e poi dichiara semplicemente: Io Sono Ciò Che Sono.

Io Sono Quello Che Sono Proprio Qui, Proprio Ora.

È cos’è ciò esattamente? È qualsiasi cosa che tu scegli che sia.

Di più la settimana prossima, mentre continuiamo da mesi il nostro sguardo all’Esperienza Sacra.

Abbracci e amore, Neale

P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite).

Domanda & Risposta

Lettera: Come essere un ‘Messaggero’

Caro Neale… in CcD Dio (attraverso te come parte di Dio) dice che sei un messaggero, e non è un mestiere facile. Cosa diresti ad altri che potrebbero avere la stessa vocazione?

In particolare, come mantieni vivo il fuoco della creatività sapendo che così tante persone proprio non ricevono il messaggio? E come fai a sentirti connesso agli altri quando impieghi tante ore scrivendo e facendo ricerche, specialmente all’inizio del percorso, e non hai persone (come me) interessate a quello che stai facendo?

C’è mai stato per te un momento in cui essere capace di parlare in pubblico era un sogno remoto che ti domandavi se avresti mai raggiunto? La mia (completamente irrazionale) paura non è di rendermi ridicolo (presto detto, presto fatto), ma che nessuno venga ad ascoltarmi o ancor peggio che nessuno mi faccia domande o commenti.

Come tiri fuori un gran numero di parole in un periodo di tempo relativamente breve? In altre parole come fai a rendere il mestiere di messaggero qualcosa di più semplice? (Forse ho deciso di aver fatto abbastanza errori e mi piacerebbe sentire qualcuno che invece lo rende un successo).

Neale risponde

Ok, hai fatto delle buone domande. Guardiamole una per una…

In CcD Dio (attraverso te come parte di Dio) dice che sei un messaggero, e non è un mestiere facile. Cosa diresti ad altri che potrebbero avere la stessa vocazione?

Direi, “Fallo, e non lasciare che qualcosa ti fermi”. Direi anche “Ma sii certo e chiaro sul perché lo fai”. CcD ci dice che c’è una sola ragione per fare qualsiasi cosa: annunciare e dichiarare, esprimere e realizzare, divenire e sperimentare, Chi Sei Veramente. “Ogni atto è un atto di auto-definizione” dichiara il dialogo. Nota che niente di ciò ha qualcosa a che fare con il modo in cui la gente reagisce. E quindi posso dirti, amico mio, che sono totalmente indifferente al fatto che la gente “riceva il messaggio” o meno. Se quella fosse stata la mia preoccupazione, non avrei mai potuto scrivere 27 libri. Non sono un messaggero cosicché la gente possa ricevere il messaggio, sono un messaggero perché Ciò è Chi Sono.

Mi piacciono le parole di quella stupenda canzone… “Devi cantare come se non avessi bisogno di denaro, amare come se non fossi mai stato ferito, e ballare come se nessuno ti stesse guardando…”

E come fai a sentirti connesso agli altri quando impieghi tante ore scrivendo e facendo ricerche, specialmente all’inizio del percorso, e non hai persone (come me) interessate a quello che stai facendo?

Sentirsi “connessi agli altri” è facile. Semplicemente fai un salto fuori casa, vai in centro, cammina lungo le strade e guarda la gente negli occhi. Chiama un amico. Scrivi un messaggio ad una persona amata. Manda un’email. Collegati ad internet. Unisciti ad una comunità, online o dal vivo. Una chiesa, un gruppo, un circolo…

Sentirsi “connessi” è facile. C’è gente ovunque – tutti desiderosi di sentirsi “connessi”. Il vero mistero della vita è, con così tante persone sole là fuori, come possono esserci così tante persone sole là fuori? Semplicemente ciao a tutti, per amor del cielo! Connettiti!

C’è mai stato per te un momento in cui essere capace di parlare in pubblico era un sogno remoto che ti domandavi se avresti mai raggiunto?

Onestamente, no. Ho sempre saputo che un giorno sarei stato “là fuori”, a parlare, dal primo momento delle mie Conversazioni con Dio. Era solo una questione di quando, e a chi. Avrei parlato nella mia chiesa locale a quattro persone se avessi dovuto farlo – e in effetti l’ho fatto. Le prime volte, ricordo che ero seduto con tre o quattro persone che erano venute a sentirmi parlare. Sedevamo in cerchio e semplicemente chiacchieravamo in tranquillità, ma ero “là fuori”. Stavo condividendo il messaggio. Niente avrebbe potuto impedirmi di farlo. Niente me lo può impedire oggi.

La mia (completamente irrazionale) paura non è di rendermi ridicolo (presto detto, presto fatto), ma che nessuno venga ad ascoltarmi, o ancor peggio, che nessuno mi faccia domande o commenti.

Come ho detto, in passato ho tenuto discorsi a tre o quattro persone. Se compare una persona, io sono pronto ad iniziare. Perché il mio lavoro non è aumentare il pubblico, il mio lavoro è aumentare la consapevolezza. E posso farlo indipendentemente da quante persone ci siano intorno. Una persona è sufficiente. Quanto alla mancanza di commenti o domande, tutto ciò che importa è sapere che il mio eloquio è stato impeccabilmente chiaro! Sorrido se non ci sono domande. “Wow”, dico al mio pubblico, “Devo essere stato proprio bravo. Neanche una domanda! Olèee!”

Come tiri fuori un gran numero di parole in un periodo di tempo relativamente breve?

Parlando veloce.

In altre parole come fai a rendere il mestiere di messaggero qualcosa di più semplice?

Non c’è niente di difficile al riguardo se non ti importa di ciò che succede e non hai “investito” su ciò che ne verrà fuori. Devi cantare come se non avessi bisogno di denaro. Danzare come se nessuno ti stesse guardando. E inviare il tuo messaggio come se non avesse importanza che lo “ricevano” o no. Ricordati sempre: lo scopo nel fare qualsiasi cosa non è di impressionare o provocare una reazione ad alcuno. E’ di annunciare e dichiarare a te stesso, di dimostrare e sperimentare per te stesso, chi sei. Non c’è altra ragione per fare una qualsiasi cosa. Tutta la vita è un processo di Auto Realizzazione. Non c’è nient’altro in ballo. Pensiamo che ci sia, ma non c’è.

Con Amore,

Neale