Le nostre esperienze sono tutte delle scelte?

Cari amici miei…

Ci sono tante aree della vita, molte situazioni, nelle quali potresti scegliere di avere l’Esperienza Sacra.

Ora, questa può sembrare una cosa strana da dire, quindi diamole un’occhiata. All’inizio potrebbe sembrare strano parlare dell’Esperienza Sacra come qualcosa che tu “scegli di avere”. La maggioranza pensa alle cose che sono sacre come cose che sono rare. O in ultima istanza, non controllabili in prima persona. Ciò significa che non si vedono come parte in causa nella faccenda.

In effetti, lo sono. Tutti lo siamo. Tutti noi. Stiamo “scegliendo di avere” tutte le esperienze che abbiamo, attimo dopo attimo.

Ora ricorda, ho detto tutte le esperienze, non tutte le condizioni, circostanze o eventi. Un'”esperienza” è qualcosa che senti dentro a proposito di qualcosa che succede fuori. La tua “esperienza” di qualcosa è “come l’hai sentita tu”. Non è niente di più, e niente di meno, di questo.

Nel mondo del pensiero duale (che è il mondo in cui la maggior parte di noi vive), potresti immaginare che qualcun altro sta “facendo qualcosa” a te, o che ti sei imbattuto in qualche apparentemente incontrollabile condizione esterna, come il clima, senza che tu avessi niente a che fare con essa. (Questo è impossibile, in effetti, ma nel mondo della nostra illusione tali impossibilità possono sembrare molto reali.)

Il mondo del Pensiero Duale dice che ci siamo NOI ed ESSO, o NOI e LORO. Nel mondo del Pensiero Non-duale ci siamo solo NOI e NOI. Non c’è nient’altro che NOI, in forme diverse.

Se c’è solo NOI, allora niente può succedere A noi, e tutto deve succedere TRAMITE noi.

Questo è infatti il caso. Tuttavia, un evento potrebbe avere l’apparenza di succedere A noi – e quando ciò accade, se è un evento negativo, sarà molto difficile evitare di pensare a noi stessi come la vittima di quella circostanza. Ci vediamo come la vittima piuttosto che come il creatore della nostra situazione attuale.

Lo spostamento da vittima a creatore è una sorpresa. È lo spostamento che fanno i Maestri. Tutti possono essere un Maestro — in effetti, tutti sono già Maestri — ed è vero che non tutti lo sanno. In effetti, poche persone lo sanno.

Quello che ci vuole per sperimentare il fatto che uno sia già un Maestro è impegnarsi nell’avere L’Esperienza Sacra tutti i giorni. In verità, tutto il giorno tutti i giorni, se è possibile. E lo è.

La prossima settimana guarderemo nelle varie aree o aspetti delle nostre vite, per vedere un’area alla volta, come uno può entrare nell’Esperienza Sacra, quando vuole.

Abbracci e amore, Neale

P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite).

Domanda & Risposta

Raccontaci di Gesù, e di come si inserisce in CcD

Caro Neale… per me questi sono argomenti nuovi e non ho letto i tuoi libri, perché ho problemi agli occhi e faccio fatica a leggere. Ho due domande:  1. Chi era Gesù e cosa dice Dio su di Lui?  2. Sono un Master Reiki e fare Reiki per Aiutare la gente è OK per Dio? Grazie, con affetto, Brian.

Neale risponde

Caro Brian… voglio iniziare dalla tua seconda domanda perché è molto più facile rispondere a quella. Ovviamente è “ok per Dio” fare Reiki “per aiutare la gente”. Come potrebbe non andar bene a Dio aiutare la gente in qualsiasi modo?

Ora, il tuo primo quesito…

Brian, hai fatto quella che molti considerano la domanda centrale del secolo. L’impatto della vita di Gesù è stato così straordinario che non verrà mai dimenticato. Ciò perché Gesù è stato/è il salvatore per tutta l’umanità. Come d’altronde lo siamo tu ed io.

Ora, la differenza tra te e me e Gesù è che egli si mise la veste, indossò il mantello, accettò la responsabilità. La maggior parte di noi non l’ha fatto. In questo senso, Gesù è il nostro salvatore. Poiché lui ha fatto con la sua vita ciò che pochi di noi hanno fatto con la propria. Ha fatto ciò che tutti noi siamo venuti al mondo a fare! E facendolo, ci ha “salvati” del tutto dalla necessità di farlo, se non lo desideriamo.

Fammi spiegare. Siamo tutti nati per salvare il mondo. Non dalle “spire diaboliche” o dalla “dannazione eterna”. (Come ci insegna CcD, non c’è qualcosa tipo il diavolo, e la dannazione non esiste). Siamo qui a salvare il mondo dalla sua nozione erronea di se stesso.

Proprio ora, stiamo vivendo in un mondo di nostra stessa creazione, una non-verità, un’esperienza che non ha niente a che fare con la realtà ultima, o con Chi Siamo Davvero. Gesù lo sapeva. Sapeva anche Chi Era Davvero. E lo ha dichiarato, perché tutti lo sentissimo. Inoltre ha dichiarato anche qualcos’altro. Ha detto che ciò che lui faceva sulla terra, anche noi potevamo farlo.

Certe persone non ci credono. Non credono che siano state date loro – e davvero sono state date loro – le stesse capacità di Gesù. Eppure questo livello di fede è la chiave per sperimentare quei doni. Questo è ciò che insegnava Gesù. Questo era il suo messaggio centrale. Penso che un’attenta lettura di alcune pagine di CcD Libro 1 aiuterebbe a far chiarezza sull’argomento. (Nella versione originale inglese le pagine citate sono: 52, 55, 67, 86, 180 e 197 – n.d.t.).

Ho scritto un libretto, Recreating Yourself  (non esiste la versione in italiano – n.d.t.) che affronta direttamente buona parte dell’argomento. Lì sottolineo il fatto che fu Gesù stesso a dire “Secondo la tua fede, avvenga per te”. Fu Gesù stesso a dire “donna, grande è la tua fede: avvenga per te come desideri”. E la figlia di quella donna fu risanata immediatamente. E fu Gesù stesso a dire “Se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: ‘Passa da qui a là’, e passerà; e niente vi sarà impossibile”.

Ma se non riuscite a credere in voi stessi e nella vostra stessa eredità divina (e poiché così tante persone non ci riescono), Gesù si è messo di fronte a noi come il Campione. Come il Modello. Come l’Esempio e l’Espressione di chi tutti noi siamo davvero. Voleva favi sapere che potete farlo, potete esserlo, lo siete. E in un atto di amore e compassione enormi, Gesù ti ha invitato, se non riesci a credere in te stesso, a credere almeno in lui. Con l’idea che se riesci a credere che una persona possa farlo, puoi credere che tutte le persone possano farlo.

Gesù non è venuto qui per mostrarti quanto egli sia più grande di te, ma quanto tu possa essere più grande. Dimostrandoti ciò che riusciva a fare, ha voluto mostrarti ciò che puoi fare tu.

“In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò”

Non è questa una straordinaria promessa? Così grande e così completa era la comprensione che Gesù aveva di chi egli era, e di chi sei tu (“Io e il Padre siamo una cosa sola” diceva, e poi “siamo tutti fratelli”), da sapere profondamente che non c’è limite a ciò che puoi fare se credi in te stesso, o in ciò che è vero di te per il fatto che era vero di lui.

Potrebbe esserci un errore in queste dichiarazioni di Gesù? Potrebbe esserci un’interpretazione sbagliata? No. Le sue parole sono molto chiare. Voleva che tu ti considerassi una cosa sola col Padre, esattamente come lui è una cosa sola con Dio. Così grande fu il suo amore per tutta l’umanità, e così intensa la sua compassione per le sue sofferenze, che chiese a se stesso di elevarsi al più alto livello, di spostarsi alla più grande espressione del suo essere, in modo da presentare un esempio vivente a tutti gli esseri umani in ogni dove. E poi pregò perché noi potessimo vedere non solo l’evidenza della sua unità col Padre, ma anche quella della nostra.

“E per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati in verità. Io non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno”.

Non puoi essere più chiaro di così.

Conversazioni con Dio ci dice che siamo tutti membri del Corpo di Dio, sebbene noi pensiamo di esserne separati, e di non essere per niente parte di Dio.

Cristo capì la nostra difficoltà nel credere che eravamo parte di Dio, proprio del corpo di Dio. Però Cristo lo credeva di se stesso. Quindi per lui fu cosa semplice (e meravigliosa ispirazione) invitare coloro che non riuscivano ad immaginare se stessi come una parte di Dio ad immaginare se stessi come una parte di lui. Poiché lui aveva già dichiarato di essere una parte di Dio, e se noi riuscivamo semplicemente a credere di essere una parte di Cristo, attraverso la semplice verità della nostra Unicità con ogni altro, con ciascuno…  allora per estensione saremmo stati necessariamente una parte di Dio.

Gesù deve aver enfatizzato questo punto della nostra Unicità con ciascun altro, e quindi con lui, molte volte, poiché la documentazione sui suoi insegnamenti, e i commenti a questi nella Bibbia, contengono innumerevoli riferimenti alla nostra interrelazione. Legate insieme anche solo qualcuno di questi riferimenti separati ed avrete una rivelazione straordinaria:

Io e il Padre siamo una cosa sola (Giovanni 10:30)

E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno (Giovanni 17:22)

Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità (Giovanni 17:23)

Padre, l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro (Giovanni 17:26)

Così noi siamo molti ma insieme formiamo un unico corpo di Cristo e ognuno di noi è una parte degli altri (Romani 12:5)

Così colui che pianta e colui che annaffia sono una medesima cosa (1 Corinzi 3:8)

Noi siamo, benché molti, un solo pane e un solo corpo: poiché tutti partecipiamo all’unico pane (1 Corinzi 10:17)

Poiché, siccome il corpo è uno ed ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un unico corpo, così ancora è di Cristo. Infatti noi tutti abbiam ricevuto il battesimo di un unico Spirito per formare un unico corpo, e Giudei e Greci, e schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un unico Spirito. E infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra. Se il piè dicesse: Siccome io non sono mano, non son del corpo, non per questo non sarebbe del corpo. E se l’orecchio dicesse: Siccome io non son occhio, non son del corpo, non per questo non sarebbe del corpo (1 Corinzi 12:12-12:16)

Ma ora ci son molte membra, ma c’è un unico corpo (1 Corinzi 12:20)

La Bibbia non potrebbe essere più chiara. Gesù non avrebbe potuto dirlo in modo più diretto. Tutti noi siamo parti del Corpo di Cristo. Tutti noi siamo l’Essere Cristico. E se Cristo è una cosa sola con Dio, allora anche noi lo siamo. Semplicemente non lo sappiamo. Rifiutiamo di crederlo. Non riusciamo ad immaginarlo.

Ma non è vero che è necessario passare attraverso Gesù per andare insieme a Gesù. Gesù non ha mai pronunciato queste parole, e nemmeno ci è andato vicino. Non era questo il suo messaggio. Il suo messaggio era: Se non riuscite a credere in me, se non credete che io sia chi dico di essere, che ho fatto tutto ciò che ho fatto, allora non crederete mai in voi stessi, in chi siete, e la vostra stessa esperienza di Dio sarà virtualmente irraggiungibile. Gesù disse ciò che disse, fece ciò che fece – compì miracoli, guarì i malati, risuscitò i morti – risuscitò anche se stesso – per farci sapere Chi Egli Era… e quindi sapere Chi Noi Davvero Siamo. E’ questa seconda parte dell’equazione che viene più spesso lasciata fuori dalla dottrina tradizionale su Cristo.

Vedete, Gesù è il nostro salvatore, nella misura in cui ci ha salvati dall’illusione della nostra stessa separazione da Dio. Gesù è il Figlio di Dio, come lo siamo tutti.

Come lo siamo tutti.

Dal Febbraio 2012 ho iniziato a condividere un insegnamento molto audace. L’ho fatto perché ho visto il mondo entrare in un periodo molto importante della sua evoluzione, un periodo di grandi cambiamenti e di grande espansione delle coscienze, e sapevo che la gente era pronta come mai prima d’ora a sentire un messaggio molto particolare.

“Immagina come sarebbe la tua vita”,  ho iniziato a dire ovunque andassi, “se tu dicessi a te stesso prima di entrare in ogni momento, in ogni spazio, in ogni esperienza: ‘io sono venuto perché tu abbia la vita… e  l’abbia in abbondanza’ (Giovanni 10:10 – n.d.t.). Come sarebbe se tu la pensassi così di te stesso? Hai il coraggio di farlo? E’ sacrilego? E’ blasfemo? E’ eresia o apostasia? O è il tuo Naturale Stato dell’Essere?

“Se alla fine abbraccerai il tuo Naturale Stato dell’Essere, cambierai per sempre la tua vita – e le vite di tutti quelli la cui vita toccherai”.

Avrai accettato l’invito centrale della Cristianità, che è sempre stato lo stesso sin dall’inizio: Essere un Essere Cristico.

Spero tu abbia trovato questa risposta utile mentre continui la tua personale ricerca delle tue personali risposte alle domande più impegnative della vita.

Abbracci…
Neale