NDW: Saggezza per il fine settimana
Non fare mai un lavoro che non ami Note Da Neale Miei Cari Amici… Questa settimana continueremo la nostra occhiata all’Esperienza Sacra e il tuo lavoro, o attività principale. Ho iniziato questa particolare esplorazione la settimana scorsa dicendoti che la tua vita non avrebbe mai dovuto riguardare il “lavoro”. Non nel modo in cui la maggior parte della gente usa la parola. Ho raccontato di come avevo ottenuto un lavoro in radio quando avevo 19 anni dopo che ho lasciato il collegio per via dei miei pessimi voti. Ero libero! Mio padre voleva che diventassi un avvocato, ed era molto generoso e gentile nella sua disponibilità a pagare tutta la mia formazione. Ma non volevo rimanere a scuola. Volevo entrare nella radiodiffusione! Era il desiderio del mio cuore da quando avevo 10 anni. Quindi me ne sono andato da solo, lasciando la casa di mio padre e il conforto del nido. Durante il resto della mia vita ho avuto solo un lavoro che non mi piaceva. Non voglio annoiarvi entrando in Tutta la Mia Storia Triste al riguardo. Basti dire che ho mantenuto la posizione per sette mesi, e poi ho trovato un modo “per uscirne” con dignità. (Non potevo semplicemente andarmene. La stupenda donna con la quale ero sposato in quel periodo era incinta di otto mesi del figlio n° 1.) Avevo 23 anni, e da allora non ho mai più trovato necessario “guadagnare” soldi “lavorando”. Ho generato guadagni “giocando”. Facendo le cose che amo fare. Radiodiffusione. Fotografia. Giornalismo. Rappresentante Mediatico per Campagne Politiche. Marketing, Pubblicità & Pubbliche Relazioni. Un po’ di recitazione. Ancora radiodiffusione (ospite di talk show). E, finalmente, autore pubblicato e conferenziere mondiale. Non mi sto vantando ora. Sto cercando di sottolineare un concetto. Il “Lavoro” dovrebbe essere una gioia. E lo può essere. È stato concepito per esserlo, è stato progettato per esserlo, e può esserlo. Ma prima, una persona deve capire lo scopo del “lavoro”. Ed ecco il segreto. Mi sembra qualcosa che sapevo intuitivamente dai miei primi giorni da “adulto”. Non chiedermi da dove l’ho pescato. In qualche modo lo sapevo… Il “Lavoro” non ha niente a che fare con il “guadagnare” la pagnotta. Non dobbiamo guadagnare il diritto di essere qui. Non dobbiamo guadagnare il diritto di utilizzare spazio su questo pianeta. E non dobbiamo guadagnare il diritto di stare al mondo e di aiutare coloro che amiamo a stare al mondo. Questi sono diritti naturali, e non dovrebbero essere guadagnati. La Vita stessa dovrebbe provvedere alla Vita Stessa. E lo fa. Lo fa. La Vita è un processo che provvede alla Vita Stessa attraverso il processo della vita stessa. Tutto ciò che dobbiamo fare è toglierci di mezzo e lasciare che la Vita fluisca attraverso noi. “Lascia che la forza sia con te”. Lascia che l’energia che rivitalizza te, rivitalizzi la vita. E continueremo questa discussione nella prossima uscita. Abbracci e amore, P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Come VIVERLO, non solo pensarlo Caro Neale… In realtà ho diverse domande, ma inizierò con una. Ho letto i tuoi libri e quelli di ‘Esther e Jerry Hicks’. Capisco e credo nel processo. Non ho alcun dubbio riguardo a tutto ciò che ho letto, su un livello prettamente intellettuale. Ora mi piacerebbe sentirlo nel mio essere. Sentire veramente dentro di me che posso essere, fare ed avere qualsiasi cosa io scelga. Hai qualche suggerimento su come riuscirci? Parte 2 (se posso farne un’altra): capisco che devi essere in allineamento con ciò che chiedi, ad esempio sentirti gioioso, entusiasta, ecc. Quanto tempo si sta in quella frequenza prima che i desideri si manifestino? Sebbene sia fantastico vivere nella gioia continua, ci sono momenti in cui spesso si smette. Questo ci porta indietro alla Casella Uno nel percorso vibrazionale?? Che Dio ti benedica. Neale risponde Caro amico… Riguardo alla Parte 1, sicuramente HO suggerimenti su come puoi farlo. E odio sembrare un “pubblicitario” di me stesso, ma me lo hai chiesto e ti devo rispondere onestamente: il modo più veloce che conosco per rendere reale nella tua vita il materiale di cui scrive Esther Hicks, e che ritrovi in Conversazioni con Dio, è di leggere Felici Più di Dio (edizione italiana in uscita a breve – n.d.t.), un fantastico libro pieno di suggerimenti pratici proprio sull’argomento. Te lo prometto, questo è un libro che sarai felicissimo di aver letto! E’ il classico libro che vorrai prestare ad un sacco di amici. Per rispondere alla Parte 2: no, non ritorni alla Casella Uno quando ti trovi in un temporaneo stato d’animo negativo. Non preoccuparti minimamente di ciò. Ciò che conta veramente è lo stato d’animo in cui ti trovi per la maggior parte del tempo. E’ il tipo di energia che emetti di solito, e che emana da te più spesso, ad avere importanza, e a produrre risultati a lungo-termine. Non puoi — e non devi — andare in giro monitorando continuamente ogni tuo stato d’animo in ogni momento della tua vita. Quindi non ti preoccupare per una “brutta giornata” o per un momento amaro. Mantieni il tuo pensiero positivo per la maggior parte del tempo, e “per la maggior parte del tempo” vedrai che la vita sta lavorando per te! Abbracci e Amore,
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Pagato per fare ciò che ami Questa settimana diamo un’occhiata all’Esperienza Sacra e il tuo lavoro, o attività principale. Voglio iniziare questa esplorazione dicendovi che la vostra vita non ha mai riguardato il “lavoro.” Non nel senso in cui la maggior parte della gente utilizza la parola. Il dizionario definisce ‘lavoro’ come: un’attività che implica uno sforzo mentale o fisico fatto per poter raggiungere uno scopo o risultato; attività come mezzo per guadagnare un introito; un’occupazione; un compito o dei compiti da intraprendere; qualcosa che una persona o una cosa deve fare. La vita dovrebbe essere una gioia, gioia, e ancor più gioia – il tutto raggiungibile senza assolutamente alcun lavoro. Bada bene, non ho detto senza sforzo. Ho detto, senza lavoro. “Sforzo” non deve significare “tensione” o “stress” o “sforzo difficile o sgradito.” Lo Sforzo può significare, semplicemente: “energia spesa”. E se quella energia è stata spesa con gioia – come, ad esempio, un amorevole e giocoso incontro sessuale, o la costruzione di un pupazzo di neve, o fare qualche vasca in piscina durante un’afosa giornata estiva – può essere uno sforzo gioioso. Fare quelle vasche richiede “sforzo”, ma non richiede “lavoro.” Richiede “sforzo” fare un pupazzo di neve, ma non richiede “lavoro.” Richiede “sforzo” fare l’amore, ma non richiede “lavoro”. Qualsiasi impresa, anche se fosse un impiego, che ti porta felicità, che ti lascia colmo di eccitamento e piacere, difficilmente potrebbe essere chiamata “lavoro”. L’Esperienza Sacra è quel momento in cui realizziamo che ci pagano per qualcosa che assolutamente amiamo; qualcosa per cui pagheremmo un altro per poterlo fare. I musicisti spesso hanno questa esperienza. Spesso anche gli attori e i cantanti e i ballerini. Spesso anche i falegnami e i pasticcieri e gli artisti e gli stilisti. Spesso gli agenti immobiliari. In effetti, qualsiasi persona che ami ciò che sta facendo. Non dimenticherò mai i miei primi anni nel “mondo del lavoro quotidiano.” Avevo 19 anni, avevo frequentato il college per due anni e sono stato invitato dal Decano a lasciare l’università a favore di qualcuno che volesse utilizzare il mio posto per apprendere davvero qualcosa… in quanto i miei voti avevano chiaramente dimostrato che a me non importava molto. Ero libero! Mio padre, che stave pagando per la mia formazione e non era molto contento del mio abbandono degli studi, disse, “Ok, figlio. Tu pensi di saperne di più? Sei da solo.” E poi ho fatto ciò che avevo sempre voluto fare; qualcosa di cui avevo sognato da quando avevo 9 anni: ho ottenuto un impiego alla radio! Sono diventato un commentatore radiofonico, di quelli veri! Ricordo la mia prima paga. Non riuscivo a credere – veramente, del tutto e semplicemente, non riuscivo a credere – che qualcuno mi stessse dando dei soldi per quello che stavo facendo! Ciò che facevo era stare seduto davanti ad un microfono, mettendo la mia musica favorita per quattro ore, e parlare. Negli anni successivi ho scherzato dicendo che dovevo girarmi e prendere dietro la schiena l’assegno poiché non riuscivo a guardare il mio capo negli occhi e prendere i soldi. Amavo così tanto quello che combinavo! Era, per me, così facile. Non era affatto lavoro. Fu proprio allora che ho capito che non dovevo fare qualcosa che non amavo fare, o che non era divertente, o che non ero veramente bravo a fare, per potermi “guadagnare la pagnotta.” E continueremo questa discussione nella prossima uscita. Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Vivere la vita ripetutamente Ciao Neale – ho appena terminato di leggere “Accanto a Dio” e mi ha molto sorpresa come mi sono sentita dopo averlo finito. Non mi sono sentita “positiva” e speranzosa come dopo aver finito Comunione, Conversazioni e Amicizia con Dio. Mi sono sentita preoccupata, e ciò mi ha messa a terra. Non riuscivo a tradurlo in parole… ma penso di riuscirci ora, forse tu mi puoi aiutare… mi sono preoccupata quando ho letto che continuiamo a ritornare nella forma fisica, ripetutamente. Ho sempre pensato che il Paradiso ci stesse aspettando… per tutta l’eternità. Non che avremmo continuato a tornare indietro per tutta l’eternità. Ho sempre detto che, anche se sono sicura di essere lontana dall’essere “totalmente evoluta”, questo è il mio ultimo “giro” sulla terra perchè, francamente, sono stanca! Ma pur avendo detto questo, sono ancora convinta che la vita sia un dono, sono ancora un’ottimista nel cuore e penso che di base la gente sia buona, in fondo. Ma leggere che tutto ciò che ci aspetta è… più “evoluzione”, più ritorni, mi ha in un certo senso “sgonfiato il pallone”, per dire. E non sono riuscita a liberarmi da questa sensazione fino alla fine del libro. Hai per caso un’altra prospettiva, un altro modo di vedere le cose, che non sembri così sconfortante? Mi sembra di non riuscire a trovare una soluzione. Apprezzo il tuo aiuto e il tuo tempo. Con affetto, Tracey. Neale risponde Cara Tracey… Hai mai avuto un’esperienza sessuale? Se la risposta è si, l’hai trovata piacevole e divertente? Se la tua risposta è si, ti piacerebbe ripeterla? Se la risposta è si, c’è un limite al numero di volte in cui la vorresti ripetere (presupponendo che non siano tutte di fila)?? Tracey… questa vita fisica umana è la più straordinaria esperienza che un’anima potrebbe mai avere. Ci permette di esprimere e sperimentare, espandere e ricreare a nuovo, Chi Siamo Davvero. La ragione per cui la gente non è molto emozionata all’idea di “tornare qui” e “rifare la vita” è che non hanno capito lo scopo o le possibilità della vita con cui cominciare — e ancor meno come viverle. Per favore leggi Felice più di Dio. La vita è fatta per essere FELICE, Tracey. Se non è così, c’è qualcosa che non hai capito, sperimentato o fatto. Ciò non significa che non puoi iniziare a farlo, proprio ora. Nel mio caso, io amo la mia vita, Tracey, e NON VEDO L’ORA di ritornare! Wow, è stata uno sballo! Ho
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Ricordo Divino Note da Neale Miei cari amici… Settimana scorsa abbiamo discusso in questo spazio l’allontanamento da qualsiasi bisogno di perdonare, come parte della nostra più ampia esplorazione dell’Esperienza Sacra. La nostra serie continua con questi ulteriori commenti… La scomparsa del bisogno di perdonare comporta la scomparsa del bisogno di rimanere separati dagli altri. In definitiva, tutto quello che dobbiamo fare è ricordare Chi Siamo Davvero. Quando ciò accade, il perdono diventa obsoleto, e la separazione diventa impossibile da sentire se non nella nostra stessa immaginazione. In effetti possiamo voler immaginare di essere separati per adempiere ad un particolare compito, ma solo per quello scopo e per quel momento, non per tutta la vita. In effetti, non è neanche necessario immaginare la separazione. Abbiamo bisogno soltanto di sperimentare la nostra individuazione. Quando ci vediamo come individuati, ma non separati, cominciamo finalmente a comprendere la vera natura del nostro Vero Sé. Questa è la svolta che stavamo aspettando. Questa è la rivelazione che ci è stata promessa dall’inizio dei tempi. È la rivelazione che ci è già stata fatta in precedenza, eppure non l’abbiamo sentita, o se l’abbiamo sentita, non l’abbiamo abbracciata, o se l’abbiamo abbracciata, non l’abbiamo utilizzata praticamente nella nostra vita quotidiana. La differenza fra individuazione e separazione è il Ricordo Divino. È il Grande Segreto. È il Sacro Graal. È la Verità Ultima. Quindi, dovremmo dire che è il ricordo la cosa essenziale per l’esperienza della famiglia. In effetti, tutta l’Esperienza Sacra è indotta dal ricordo. Il Ricordo – questa è la chiave che apre il lucchetto della porta dorata della saggezza eterna. Tu sei stato portato qui con lo scopo di ricordare. Ecco perchè hai messo questo libro davanti a te. Ecco perchè ti sei fatto arrivare queste parole. La questione ora non è se sai cosa sei invitato a ricordare. La questione è, accetterai l’invito? E continueremo questa discussione nella prossima uscita. Abbracci e amore, Neale. P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Non riprenderti mai l’amore Ciao Neale – Ho appena visto il tuo film e, non c’è neanche bisogno di dirlo, per tutto il tempo le lacrime mi sono sgorgate a fiotti perchè la verità mi ha colpita duramente. Recentemente ho lasciato un lavoro molto remunerativo per dare avvio ad una compagnia che ricorda alle donne di amarsi e di prendersi cura di se stesse. Mi sono sentita ispirata e chiamata a farlo basandomi sulla mia personale esperienza di bassa autostima, problemi di salute e cattive relazioni. Potresti darmi qualche consiglio? Nello specifico, cosa fare quando le persone a te più vicine non sono dove sei tu e non capiscono il tuo slancio di fede? Con molta gratitudine, Ria. Neale risponde Cara Ria… abbi pazienza e comprensione, e se davvero li ami, non richiedere loro nulla se non la loro autentica esperienza. Se c’è qualcosa nel tuo comportamento che non comprendono, sforzati di portarli a capire. Se proprio non riescono a condividere le tue scelte e decisioni (e ricorda, “capire” non è “essere d’accordo”), invitali amorevolmente a notare che non “devono” essere d’accordo. Non è necessario che lo siano. Una volta saputo questo, la pressione se ne andrà del tutto. Se una Persona Cara non desidera più viaggiare con te attraverso la vita poichè non è d’accordo con le tue scelte, benedicila dal profondo del tuo cuore e permetti anche a lei di fare le proprie scelte, tanto liberamente quanto tu vorresti fare le tue. Non riprenderti mai l’amore che hai per lei. In questo, vedrà la fermezza del tuo amore — e le sue qualità curative. Servirai da modello per un tipo di comportamento che potrebbe essere incoraggiata ad adottare. E’ sempre scoraggiante quando qualcuno che ami sembra non riuscire ad “essere d’accordo con te” su qualcosa. Specialmente se il “qualcosa” è molto importante per te. Quello è anche il momento in cui essere fermo nell’amore per te stesso. Ho sempre sentito che non era benefico per me lasciar perdere i miei sogni per vivere quelli di qualcun altro. Con Amore,
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La scomparsa della ‘vendetta’ Note Da Neale Miei cari amici… Il movimento verso l’Esperienza Sacra può essere una questione di volontà, non soltanto una questione di fortuna. Si tratta di qualcosa che può accadere spontaneamente, si, ma può anche succedere intenzionalmente. Non siamo obbligati ad aspettare che l’Esperienza Sacra ci cada addosso come pioggia magica da qualche paradiso mistico. Possiamo fare in modo che l’Esperienza Sacra diventi parte del nostro incontro quotidiano con la vita, parte della nostra esperienza quotidiana con i nostri Sé Più Sacri, parte della nostra espressione quotidiana della Divinità Stessa. Quello che sto dicendo qui è che l’Esperienza Sacra può essere creata e anche aspettata. Ho già detto questa cosa in precedenza in questo testo. Come in altri punti, la sto ripetendo qui per enfasi. Quel pochino di poesia è qualcosa che possiamo ricordare con beneficio, e quindi fatemelo ripetere: L’Esperienza Sacra può essere creata così come aspettata. Quando scegliamo di crearla come una dimostrazione attiva della nostra volontà quando guardiamo in faccia l’umanità ogni giorno, comprendiamo come l’Esperienza Sacra si riferisca all’esperienza chiamata “famiglia.” Ovviamente, non potremmo neanche iniziare a vedere tutti gli esseri umani come membri della nostra famiglia se non riuscissimo ad iniziare a perdonare tutti gli altri esseri umani per ciò che immaginiamo che ci abbiano fatto. Il perdono è essenziale per l’esperienza della famiglia. Ora, la Nuova Spiritualità ci insegna che il perdono non è mai necessario. Ci dice che Dio non ci perdona mai per alcunché, in quanto Dio non trova niente nel nostro comportamento per il quale dobbiamo essere perdonati. Questo perché Dio non può essere né danneggiato, né distrutto, né ferito in alcun modo. Dal momento che Dio è incapace di sentirsi ferito, Dio è incapace di essere vendicativo. Per quale motivo cercherebbe la vendetta? Quando tutti gli esseri umani si vedranno come espressioni della Divinità, tutti gli esseri umani capiranno anche di essere immuni alle ferite o al danno. Di conseguenza, anche loro si troveranno incapaci di essere vendicativi. Per quale motivo cercherebbero la vendetta? Per quale motivo sentirebbero il desiderio per la vendetta quando non sono mai stati, in alcun modo, feriti? L’idea della vendetta sparisce quando l’idea delle nostre ferite si dissolve. E l’idea delle nostre ferite si dissolve quando viene abbracciata l’idea della nostra divinità. Questa è la soglia di un nuovo modo per essere umani. Questo è il confine fra la Nuova Spiritualità e il vecchio modo di sperimentare noi stessi e Dio. E continueremo questa discussione nella prossima uscita. Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Le cinque emozioni naturali Ciao Neale… Come può la rabbia essere davvero un’emozione positiva? Non riesco a capirlo, se non forse in una sorta di “Giusta Indignazione”. Pochissime persone hanno ‘autenticamente’ questa emozione nella propria vita. (La rabbia non è forse un’altra manifestazione della Paura, e la Paura non è forse qualcosa che vogliamo alleviare?). Mi è stato insegnato ad entrare in me e fidarmi dei sentimenti piuttosto che delle emozioni. Non sopporterei di SFOGARE EMOTIVAMENTE la mia rabbia con qualcuno. Grazie Neale! Continua a far brillare la tua luce nel buio. Beth. Neale risponde Cara Beth… che magnifica domanda! Grazie per averla fatta! La Rabbia è una delle Cinque Emozioni Naturali. Queste sono: dolore, rabbia, invidia, paura e amore. Ed in ognuna di esse ci sono due livelli finali: amore e paura. Mentre le cinque emozioni naturali includono amore e paura, queste due sono le basi di tutte le emozioni. Le altre tre sono la conseguenza di queste due. In ultimo, tutti i pensieri sono supportati dall’amore o dalla paura. Questa è la grande polarità. Questa è la dualità primaria. Tutti i pensieri, le idee, i concetti, le interpretazioni, le decisioni, le scelte, e le azioni, sono basate su una delle due. E, alla fine, in realtà ce n’è solo una. L’Amore. In verità, l’amore è tutto ciò che esiste. Anche la paura è una conseguenza dell’amore e, quando usata efficacemente, esprime amore. Potresti domandare, “La paura esprime amore?”. E la risposta, nella sua forma più elevata, è si. Ogni cosa esprime amore, quando l’espressione è nella sua forma più elevata. Il genitore che salva il bambino dall’essere investito nel traffico esprime paura, o amore? “Be’, entrambi, suppongo”, potresti rispondere. “Paura per la vita del bambino, e amore – abbastanza da rischiare la propria vita per salvare il bambino”. Precisamente. E quindi qui vediamo che la paura nella sua forma più elevata diventa amore… è amore… espresso come paura. In modo simile, risalendo la scala delle emozioni naturali, dolore, rabbia e invidia sono forme di paura, che, a sua volta, è una forma di amore. Una cosa porta all’altra, vedi? Il problema si presenta quando una qualsiasi delle cinque emozioni naturali viene distorta. Allora diventa grottesca, ed assolutamente irriconoscibile come conseguenza dell’amore, e ancor meno come Dio, che è l’Amore Assoluto. Ho sentito parlare in precedenza delle cinque emozioni naturali – dalla mia fantastica associazione con la Dottoressa Elizabeth Kuebler-Ross. E’ lei che me le ha spiegate. Il dolore è un’emozione naturale. E’ quella parte di te che ti permette di dire addio quando non hai voglia di dire addio; di esprimere – buttar fuori, tirar fuori – la tristezza che c’è in te quando sperimenti un qualsiasi tipo di perdita. Può essere la perdita di una persona amata o la perdita di una lente a contatto. Quando ti permetti di esprimere dolore, te ne liberi. I bambini ai quali viene permesso di essere tristi quando sono tristi avranno un sano rapporto con la tristezza da adulti, e quindi di solito usciranno in fretta dalla propria tristezza. I bambini ai quali viene detto “Su, su, non piangere”, faranno fatica a piangere da adulti. Dopo tutto, gli è stato detto per tutta la vita di non farlo. Quindi reprimeranno il proprio dolore. Il dolore continuamente represso diventa depressione cronica, un’emozione molto innaturale. Persone hanno ucciso a causa della
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Il nostro Primo Errore Note da Neale Miei cari amici… Nella nostra esplorazione della Sacra Esperienza, ora tratteremo il tema di Dio e di alcune conclusioni tratte dall’Umanità riguardo a Dio. Dio esiste davvero, ha concluso molta parte dell’umanità, ma la parte scorretta della conclusione che abbiamo raggiunto è che Dio esiste al di fuori di noi, come un aspetto della vita che è separato da noi. Questa idea di separazione è ciò che potremmo chiamare, nella Nuova Spiritualità, “il Peccato Originale”. Naturalmente nella Nuova Spiritualità non esiste alcuna cosa come il “peccato” e quindi può darsi che questa idea di separazione possa essere descritta meglio come “Percezione Originale.” La nostra primitiva idea di separazione ha prodotto una cosmologia separatista — e cioè, un modo per considerare la vita stessa. Questa cosmologia separatista conseguentemente ha prodotto una teologia separatista, che ha poi prodotto una psicologia separatista, che infine ha prodotto una sociologia separatista, che adesso ha prodotto una patologia separatista. È questa patologia separatista che vediamo in evidenza ovvunque guardiamo, che viene espressa praticamente in ogni nostra scelta, azione, e nelle decisioni di tutte le nostre istituzioni umane – incluse quelle governative, educative, commerciali, le nostre economie collettive, e le nostre costruzioni sociali di ogni tipo… non ultime quelle che chiamiamo religioni. In queste condizioni non c’è da meravigliarsi che troviamo così difficile pensare alle persone esterne al nostro immediato ambiente – per non parlare di persone di altre culture – come a membri della nostra famiglia. Tuttavia il mancato pensare alle persone in questo modo è ciò che ha prodotto gran parte della sofferenza e del dolore e dell’angoscia e delle difficoltà e delle sfide e dei disastri creati dall’uomo che di cui ogni giorno siamo testimoni sul nostro pianeta. E’ sia una grande tristezza che una grande ironia della condizione umana il fatto che il 90% della sofferenza umana potrebbe sparire dalla faccia della terra se semplicemente riuscissimo ad abbracciare ogni essere umano come membro della nostra famiglia. Per riuscire a fare questo, ciò di cu avremmo bisogno sarebbe un allontanamento dalla nostra esperienza umana di tutta una vita ed un movimento verso l’Esperienza Sacra di cui stiamo parlando in questo Bollettino settimanale da parecchie settimane. E continueremo con questa discussione nella prossima puntata. Abbracci e Amore, Neale. P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Smetti di opporti alla vita Caro Neale… Ciao, innanzitutto lasciami dire che questo è il secondo tentativo di chiederti qualcosa sull’argomento. L’ho rimuginato più e più volte nella mia testa. In “Felici Più di Dio” (a breve in uscita nella traduzione italiana– n.d.t.) e nel ‘segreto non rivelato nella Legge di Attrazione’ dici che, perché si manifesti qualcosa che tu richiami, apparirà il suo opposto per fornirti un campo contestuale nel quale esprimere quella cosa che desideri… Ma non proveniamo già da un campo contestuale? Il terzo libro di CcD dichiara che ogni cosa è già stata creata, quindi non hai bisogno di richiamare l’opposto del tuo desiderio per sperimentare il tuo desiderio. Conosciamo già il caldo e il freddo, la sinistra e la destra, la luce e il buio. Andando oltre, non sperimentiamo ciò che ci aspettiamo. Se iniziamo ad aspettarci l’opposto, allora non sperimenteremo l’opposto ripetutamente? Se provengo da un luogo senza denaro, e richiamo l’esperienza di ricchezza, perché l’assenza di denaro dovrebbe continuare a comparirmi prima che compaia la mia ricchezza? Sono già in quel luogo di contrasto. L’esempio che fai della luce che conosce se stessa come luce e vuole sperimentarsi come luce, richiama l’oscurità per avere l’esperienza di essere luce. Quindi in questo esempio tutto ciò che ha intorno è la luce. Viviamo in un universo che già ci fornisce l’opposto di tutto ciò che desideriamo. Ed è da questo luogo che nascono i desideri. Come funziona in questo contesto la legge degli opposti? Scusa se la tiro per le lunghe. Spero tu capisca. Attendo la tua risposta. Anna. Neale risponde Ciao Anna… Buona domanda, interessante. E’ chiaro che hai guardato attentamente il materiale di CcD. Quindi vediamo insieme alcune cose che hai detto. Si, è vero che abbiamo già un campo contestuale tutto intorno a noi. Non tutti, però, stanno sperimentando pienamente questo campo contestuale nella propria diretta esperienza. L’“opposto” di ciò che desiderano attrarre non è necessariamente parte della loro esperienza quotidiana – o perlomeno non lo è in quantità tale da creare un campo di energia sufficientemente contrastante. Questo è spesso il caso di quelle persone che, ad esempio, vogliono più amore nella propria vita e quasi tutti – non “tutti”, sia chiaro, ma quasi tutti – hanno qualcuno che li ama. In effetti, in molti casi, hanno diverse o addirittura molte persone che li amano. Eppure, sono alla ricerca dell’ “anima gemella”. Per creare ciò (niente viene mai davvero creato. E’ semplicemente riconosciuto, o “visto di nuovo”, nella nostra esperienza), prima creeranno – o potrebbero aver già creato – il NON avere il compagno perfetto. Spesso il Superconscio crea un Campo Contestuale prima di noi. Cioè, sa già ciò che l’Anima desidera sperimentare, e semina il terreno in anticipo. E’ buona cosa ricordare che il nostro “Sé più elevato” è un passo avanti a noi. Sempre. A volte, tuttavia, anche se siamo immersi in un Campo Contestuale che è Perfetto per la “creazione” dell’esperienza prossimamente-desiderata (abbondanza economica, ad esempio… per usare il tuo caso), non vediamo questa energia come creativa, ma, piuttosto, come distruttiva; come un ostacolo piuttosto che uno strumento. Le persone che vedono la propria attuale esperienza come un ostacolo a ciò che vogliono, non capiscono ciò che sta accadendo. Quindi spesso creeranno ancor PIU’ di ciò che non vogliono – per sperimentare ancor più pienamente ciò che VOGLIONO. Diversi anni fa, quando stavo seriamente cercando la stabilità economica nella mia vita (avevo pochissimo denaro all’epoca), io richiamai verso di me ancor più esperienza di povertà – arrivando alla fine a vivere
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Siamo tutti davvero una ‘famiglia’? Note da Neale Miei cari amici… Stiamo guardando l’impatto dell’Esperienza Sacra su quella parte della nostra vita che chiamiamo la nostra Vita Familiare. In CcD siamo invitati ad avere l’esperienza di noi stessi come membri della famiglia umana, e ad immaginare come tratteremmo gli altri se veramente pensassimo di essere proprio questo: membri della stessa famiglia. Questa è l’Esperienza Sacra riferita alla nostra famiglia. Puoi sapere che stai avendo l’Esperienza Sacra quando consideri ogni altro membro della razza umana come un membro della tua stessa famiglia. Quando lo sperimenti in quel modo. Per tanta gente questo è estremamente difficile in quanto va contro tutto ciò che sia mai stato imparato o ricevuto come insegnamento o compreso. Tante culture in realtà insegnano ai figli a non pensare alle persone al di fuori del loro immediato gruppo culturale come membri della propria famiglia. In effetti, vanno anche oltre. Tante culture istruiscono attivamente i figli a pensare ad alcune persone che sono all’esterno del loro immediato gruppo culturale come nemici; a mettersi in opposizione, anche ad essere in guerra, con altre culture per via delle differenze culturali che loro ritengono antitetiche alla propria sopravvivenza. Per secoli e millenni la razza umana ha vissuto all’interno di un costrutto sociale di separazione e divisione. Questo è stato creato dai nostri primi pensieri: che siamo separati da tutto ciò che vediamo e separati dalla Fonte di Tutta la Creazione che abbiamo immaginato essere responsabile dell’universo che ci circonda. Dall’inizio del tempo, gli esseri umani hanno capito che qualcosa Più Grande di Noi era responsabile per il mondo esterno alla nostra osservazione. Abbiamo guardato in su al cielo notturno e abbiamo visto qualcosa di più espansivo e magnifico di qualsiasi cosa sapessimo che l’umanità era capace di creare. Abbiamo guardato gli elementi giocare il loro effetto sulle nostre vite quotidiane — il vento, i fuochi, e tutti gli elementi della vita — e abbiamo dedotto che qualcosa più grande di noi doveva essere responsabile anche di questi. Abbiamo guardato il cambiamento delle stagioni e abbiamo osservato il fenomeno del tempo — la distruttività degli uragani e i tornado e i terremoti e le inondazioni e altri disastri naturali — e ancora una volta abbiamo raggiunto la conclusione che qualcosa esterno a noi, o più grande di noi, o diverso da noi, aveva a che fare con tutto questo. Sicuramente noi non abbiamo avuto a che fare con tutto ciò, quindi Qualcun Altro dev’essere stato. Da queste ed altre osservazioni siamo arrivati alla naturale conclusione che qualcosa che oggi chiamiamo “Dio” o “Allah” o “Jehovah” o “Brahman” (o qualsiasi delle centinaia di altri nomi) deve esistere. Siamo stati corretti nella nostra conclusione, anche se eravamo errati nel nostro metodo per raggiungerla. La settimana prossima, esploreremo l’effetto che queste idee hanno avuto sull’esperienza umana. E nelle settimane successive vedremo come possiamo rigirare questo impatto, creando il tipo di vita che tutti noi desideriamo. Spero che ci sarai per la continuazione di questa serie. Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta La ‘Scelta’ esiste Caro Neale… Molti grandi saggi hanno insistito sul fatto che non esiste qualcosa come la scelta individuale, dati i nostri condizionamenti, i mascheramenti del nostro corpo/mente, il fatto che non possiamo controllare i nostri pensieri, ecc. In realtà dicono che non c’è nessuno a scegliere, dato che l’ego è un fantasma senza un’esistenza indipendente. Gli insegnamenti di CcD riguardanti la reincarnazione e l’evoluzione dell’anima risuonano in me profondamente, però sembrano tutti basati sulla scelta personale. Ti sarei davvero grato se potessi chiarirmi questo argomento. Neale Risponde Certo. I “grandi saggi” che hanno “insistito sul fatto che non esiste qualcosa come la scelta individuale” si sbagliano. Abbracci e Amore,
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Il miracolo della famiglia Note da Neale Miei cari amici… Nelle settimane precedenti avevo detto che avremmo suddiviso la vita della persona media in cinque aree distinte, e poi usato queste parti qui nel Bolletino Settimanale per esplorare ognuna di esse in relazione all’Esperienza Sacra. Approssimativamente, la vita della maggior parte delle persone può essere suddivisa in queste aree o situazioni: 1. Te Stesso 2. Il tuo altro significativo (partner) 3. La tua famiglia 4. La tua attività lavorativa 5. La tua vita più ampia nel mondo Abbiamo già visto l’Esperienza Sacra relativa a te stesso. Nelle edizioni più recenti del Bollettino abbiamo visto l’Esperienza Sacra e il tuo altro significativo. Ora guardiamo l’Esperienza Sacra e la tua famiglia. “Famiglia” è quanto più vicino potremo mai essere a creare, abbracciare, esprimere e sperimentare la vera natura della nostra realtà ultima. La sensazione che la maggior parte delle persone ha all’interno dell’ambiente familiare è la stessa che ha l’Anima quando ritorna a Dio. E’ una sensazione di unicità, di ciò che potrebbe essere meglio descritto come “singolarità nella molteplicità”. All’interno di una famiglia ci sentiamo come se stessimo sperimentando una “singolarità”, e all’interno di questa singolarità i membri della famiglia sperimentano se stessi come una “molteplicità”. Siamo membri multipli di una singola unità. Abbiamo esperienze individuali di una singola, combinata esperienza. Quando siamo con la famiglia, sentiamo di essere “casa”. Ed è vero ovunque i membri della famiglia e noi possiamo essere al momento. Questa è precisamente l’esperienza in cui l’Essenza Individuata che chiamiamo Anima si muove quando incontra La Singola Essenza che alcuni di noi chiamano Dio. Quando l’esperienza della “famiglia” è una bella esperienza, è l’esperienza di essere amati senza condizioni, di essere protetti in ogni situazione, incoraggiati e supportati in ogni impresa, e di non sentirsi mai davevro soli. Questa è precisamente l’esperienza che abbiamo quando notiamo di essere parte dell’eterna ed infinita Famiglia di Dio. Ciò che la vita ci invita a sperimentare è una versione ancora più grandiosa di questa. Siamo invitati dalla vita, prima, a notare il miracolo dell’esperienza chiamata famiglia, e poi, ad ampliarla. Ad ampliare quella gioia e quell’amore e quella sicurezza e quella meraviglia a tutti quelli con le cui vite entriamo in contatto. Siamo invitati a sperimentare noi stessi come membri della famiglia umana, e ad immaginare come tratteremmo gli altri se davvero pensassimo di essere esattamente questo: membri della stessa famiglia. Questa è l’Esperienza Sacra in relazione alla nostra famiglia. Abbracci e Amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite).
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Lascia che l’intenzione sostituisca la memoria Note da Neale Cari Amici Miei… Negli ultimi mesi stavamo guardando L’Esperienza Sacra in relazione a te stesso. Questa settimana continueremo a guardare l’Esperienza Sacra in relazione all’altro significativo. La cosa più potente che possiamo fare quando creiamo una relazione romantica con un altro significativo è di vederlo come noi stessi. “E i due diventeranno uno.” Questa è l’essenza dell’Esperienza Sacra. L’Esperienza Sacra, come si rapporta al tuo altro significativo, è il dimenticare il Sé Singolo attraverso il dispiegarsi dell’Altro come parte del Sé, come uno con il Sé, ed identico al Sé. È quando non c’è un punto dove il Sé finisce e l’Altro inizia. Quando non c’è assolutamente alcuna esperienza di separazione, reale o immaginata. Nella relazione quotidiana con il tuo altro significativo, quando qualcosa — qualsiasi — succede, attribuisci a quell’evento un significato. Nello stesso modo in cui attribuisci significato a tutte le cose nella tua vita. Quale significato attribuisci agli eventi nella tua relazione dipende dal fatto che tu venga dal tuo Passato o dal tuo Presente. Come ho voluto chiarire più volte, la maggior parte delle persone proviene dal proprio Passato. In realtà, la maggioranza delle persone trova impossibile non farlo. Prendono decisioni riguardo a quello che sta accadendo in questo momento nella loro relazione basandosi sul loro pensiero precedente. I Maestri, d’altro canto, prendono le proprie decisioni basandosi sulla propria intenzione futura. Memoria o intenzione. Questa è la scelta. Sempre. Quando provieni dalla tua memoria, crei un certo tipo d’esperienza di relazione con il tuo altro significativo. Quando provieni dalla tua intenzione, crei del tutto un altro tipo di esperienza. Questo provenire dall’intenzione piuttosto che dalla memoria è la magia adulta che può far sì che tutti i tuoi sogni relazionali si avverino. È lo spostarsi dalla reazione alla creazione che fa sì che tutte le relazioni sembrino nuove di zecca. Nello stesso modo in cui puoi ricreare a nuovo il tuo sé in ogni momento d’oro dell’adesso, nella prossima più grande versione della più grande visione che hai mai avuto di Chi Sei, così anche, puoi ricreare a nuovo la tua relazione. E se la persona con cui sei in relazione è veramente il tuo altro significativo, ciò è quello che vorrai fare in ogni momento d’oro dell’adesso. Riferita al tuo amico più intimo, questa è l’Esperienza Sacra. La prossima settimana guarderemo l’Esperienza Sacra riferita alla “famiglia.” Rimani con noi allora! Abbracci e Amore, Neale. P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda e Risposta Tu non hai bisogno di niente Caro Neale… Tu hai detto “Lo scopo della vita non ha niente a che fare con qualsiasi altra persona sulla terra. Ha a che fare con te, te, e Solo Te.” Come lo fai quadrare con la frequente citazione “La vita non riguarda solo te ma tutte le vite con le quali entri in contatto”? Penso di saperlo, ma aspetterò la tua spiegazione. Marko. Neale risponde La risposta, Marko, come la capisco io, è che il modo per rendere la tua vita qualcosa che riguarda te, te, e Solo Te è notare che la tua vita non riguarda te, ma qualsiasi persona con la cui vita entri in contatto; e muoversi nella vita con questa verità. Quando lo fai, scopri che tutte le cose che hai sempre voluto o desiderato nella tua vita – inclusa una profonda connessione con Dio – ti arrivano senza sforzo. E’ quando questo succede che ti rendi conto che la tua vita riguardava te, dopo tutto – ma che il miglior modo di comportarsi per ottenere ciò che vuoi dalla vita è di ignorare completamente te stesso e di dare agli altri ciò che tu vuoi. Questa è la Più Notevole Formula della vita. Ignorando te stesso, servi te stesso al più alto livello. Come può essere possibile? Perché la dichiarazione che fai quando ignori te stesso è che tu non hai bisogno di niente – e questa è precisamente la dichiarazione che ti porta l’esperienza di avere tutte le cose che hai sempre voluto, ma che hai immaginato di non avere. Avete colto il messaggio, gente? Lo spero. Perché quando cogliete questo messaggio, avete colto la più grande comprensione che ci sia: la comprensione di Chi Sei Tu, e di come è ESSERE Chi Tu Sei. E’ come dice Dio nel primo libro di CcD: “Tu sei bontà e misericordia e compassione e comprensione. Tu sei pace e gioia e luce. Tu sei perdono e pazienza, forza e coraggio, un aiuto nel momento del bisogno, un conforto nei momenti di dolore, un guaritore per le ferite, un insegnante nei momenti di confusione. Tu sei la saggezza più profonda e la verità più elevata; la più grande pace e il più grande amore. Tu sei queste cose. E in certi momenti della tua vita hai conosciuto te stesso come queste cose. Ora scegli di conoscere sempre te stesso come queste cose. Abbracci e Amore, Neale
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Guardando il tuo Altro Significativo Note da Neale Negli scorsi mesi stavamo guardando l’Esperienza Sacra in relazione a te stesso. Ora guardiamo l’Esperienza Sacra in relazione al tuo altro significativo (una persona significativa per te). Tutti hanno un altro significativo – a prescindere dal fatto che siano in una relazione intima, romantica o meno. Naturalmente, il termine “altro signficativo” non si riferisce unicamente ad una persona con cui dormi. Si riferisce a qualsiasi essere con il quale condividi la maggior parte della tua vita. Potrebbe essere una sorella o un fratello, un genitore, un bambino, un amico intimo. Mentre discutevamo dell’Esperienza Sacra e te stesso, avevo detto: “Sempre, con le tue scelte, stai dando risposta ad una sola domanda: Chi sono io? Ogni atto è un atto di auto-definizione. Quando abbracci totalmente le implicazioni di questa frase, inizi il processo dell’Esperienza Sacra con te Stesso.” Ora sto per dire la stessa cosa, soltanto che si riferisce al tuo altro significativo. Sempre, con le tue scelte, stai dando risposta ad un’unica domanda: Chi è questo altro? Ogni atto che coinvolge un altro è un atto di definizione dell’altro. Quando abbracci totalmente le implicazioni di quella frase, inizi il processo dell’Esperienza Sacra con il tuo altro significativo. Ognuno è chi tu dici che sia. Se dici che è il tuo amico migliore, lo è. Se dici che è il tuo nemico, lo è. Se dici che è il tuo compagno più fidato, lo è. Ciò perché tu sei colui che sta decidendo. Altre persone tendono a comparire nelle nostre vite esattamente come noi pensiamo che lo faranno. Anche se non lo fanno nel loro mondo, nel nostro mondo lo fanno. Questo è un altro modo per dire che se hai un pensiero preciso riguardo a qualcuno, quasi non importa ciò che fanno. Continuerai a pensarli nello stesso modo. Hai mai notato come due persone possano avere esperienze quasi diametralmente opposte riguardo ad una terza persona? Una persona dice che la terza persona é meravigliosa, mentre l’altra dice che la terza persona è orribile. Tutte e due hanno ragione, in quanto entrambe hanno creato la propria esperienza di quella terza persona nella propria realtà. Non importa cìò che la terza persona fa. Infatti, quella terza persona può fare esattamente la stessa cosa a tutte e due, e una delle due penserà che sia meravigliosa mentre la seconda penserà che sia orribile. Ho visto accadere proprio questo ! Una volta ho visto una persona fare un’offerta di $ 10,000 ad un’asta locale caritatevole, e due persone che conosco l’hanno percepito in modi totalmente diversi. La prima ha pensato che fosse meraviglioso ed incredibilmente generoso; un gesto tipico di un uomo molto gentile e di cuore. La seconda ha pensato che fosse da cafone ed incredibilmente altezzoso; un tipico gesto “sopra le righe” da parte di un maniaco egocentrico avido di potere e di attenzione. È sempre sembrato che l’Esperienza Sacra abbia a che fare col vedere l’Altro nella luce più elevata possibile, con le intenzioni più elevate possibili – e anche se sta facendo un “errore”, o si sta comportando “male” secondo noi, che lo consideriamo con compassione e perdono e amore. E continueremo a vedere questo argomento la settimana prossima procedendo nella nostra esplorazione dell’Esperienza Sacra. Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Regala ciò che pensi di non avere! Ciao Neale. Sono così grato per ciò che ho imparato dai tuoi libri. Una cosa che sto cercando di riconciliare è: AMO il concetto/realtà di “Ce n’è ancora di più nel luogo da cui proviene”, e riesco a vedere come funziona in così tante aree della nostra vita. Ma il mio problema è che in questo momento siamo in ristrettezze economiche, quindi come posso trovare il corretto equilibrio tra la mentalità di “ce n’è ancora di più nel luogo da cui proviene” e il senso pratico che dice il mio bilancio… in particolar modo riguardo alle decime? (La decima è un tributo di un “decimo” del reddito, che è esistito fin dall’antichità– n.d.t.) Neale risponde Caro amico, non mancare mai di fare donazioni all’Universo. Dona ad un amico che ha bisogno, ad un parente in difficoltà, ad un’organizzazione che cerca di fare del bene, o alla fonte della tua ispirazione spirituale. Fare donazioni è un atto che non vuole produrre l’esperienza dell’abbondanza, ma vuole annunciarla. Se senti che non riesci proprio a versare il 10%, allora dai il 5%. Se vedi che non puoi dare neanche il 5%, allora dai l’1%. Ma REGALA UN PO’ DEL TUO DENARO OGNI MESE. Ma non farlo nella speranza di creare abbondanza – perché non la creerai. Fallo nella consapevolezza di ESSERE già ricco. Fai in modo che tutte le azioni nella tua vita dicano ciò che è vero, non ciò che speri sarà vero. Te lo prometto, se in questo mese regalerai l’1% del tuo denaro, o anche solo la metà dell’uno percento, non ti mancherà. Ecco quanto denaro hai! Non ti mancherà. E… infine il tuo flusso di soldi aumenterà. L’universo non ha altra scelta. Non è questione se l’Universo oggi sia di “buon umore”… o se voglia farti avere una bella esperienza. L’Universo non ha altra scelta in questa faccenda, poiché riceve “direttive” da te. Ciò in cui credi, lui lo produce. Ciò che metti in circolazione ti ritorna. Se non ci credi, ovviamente, non lo farà. Poiché “Ciò in cui credi, verrà fatto a te”. Quindi regala del denaro questa settimana, nella consapevolezza di avere “più che abbastanza”. Nel momento in cui lo farai, vedrai che questo è vero. Abbracci e Amore,
Saggezza per il finesettimana
Abbraccia il meglio di te stesso Note da Neale Cari amici miei… La maggior parte delle persone non riesce a vedersi. Sono una cosa, e vedono se stessi come qualcos’altro. Si comportano in un modo, e giurano di non comportarsi per niente così. Il loro comportamento dev’essere continuamente sottolineato prima che si degnino almeno di guardarlo, men che meno di accettarlo. Alcune persone non ci crederebbero neanche se si mostrasse loro un video di loro stessi. Direbbero che hai fatto un montaggio, o lo hai truccato o che, beh, forse l’hai preso in un brutto momento, ma che è ingiusto e non è come sono realmente. È l’ironia della condizione umana che la maggioranza delle persone neghi il peggio di sé e che la maggioranza delle persone neghi il meglio di sé . Tuttavia se loro abbracciassero il meglio di sé, lo rivendicassero e lo chiamassero reale, il “peggio” di loro stessi se ne andrebbe ben presto e sparirebbe. Questa è l’Esperienza Sacra: abbracciare e rivendicare il meglio di sé. Naturalmente, in realtà non esiste “meglio” o “peggio”. Questi sono giudizi che danno gli essere umani, che non hanno niente a che fare con la Realtà Ultima. Ma ESISTONO molti modi per manifestarsi nel mondo fisico, e puoi scegliere quale modo parla più chiaramente di Chi Scegli Di Essere e Di Chi Sei Realmente. Credi di essere un messaggero? Lo sei. Stai portando un messaggio ALLA vita, DELLA vita, attraverso il processo della Vita Stessa. Lo stai facendo in ogni momento. Tu sei un messaggero e un creatore. Il Momento Sacro è quando lo capisci. L’Esperienza Sacra è quando lo diventi. Naturalmente, una parte fondamentale della tua esperienza del tuo Sé è la tua esperienza di te stesso mentre ti relazioni alla cosa che chiami Dio. Ad un certo punto lungo il tragitto della tua vita devi prendere delle decisioni piuttosto importanti. Devi decidere, per te stesso… Esiste un “Dio”? Se così fosse, Chi o Cosa è questa cosa che chiami Il Divino? Qual è il suo scopo? Cosa vuole, di che cosa ha bisogno, o che cosa esige? Qual è la tua vera relazione con Esso? Continuamo a riflettere su ciò mentre la nostra esplorazione dell’Esperienza Sacra prosegue in questo spazio la settimana prossima. Abbracci e Amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta: Dio conosce i tuoi veri desideri Caro Neale… sto leggendo Felice più di Dio (in uscita in italiano nei prossimi mesi – n.d.t.), che è assolutamente fantastico, e mi sono bloccato su un punto che sto cercando di riconciliare. Mi confonde, ma per me è una cosa importante da capire. Se la risposta di Dio ad ogni richiesta/desiderio è “SI”… e SE, secondo la Legge degli Opposti, ci appare come prima cosa l’esatto opposto di ciò che stiamo creando… quindi SE uno sta desiderando ricchezza, ma accidentalmente sta trasmettendo pensieri di mancanza/non-abbondanza/carenza, allora, visto che l’universo gli manderà mancanza/non-abbondanza/carenza, secondo la Legge degli Opposti nella sua vita non apparirà forse per prima la ricchezza, per fornirgli un campo contestuale di mancanza/non-abbondanza/carenza di ricchezza? Vorrei tanto il tuo aiuto su questo argomento! Grazie davvero. Con affetto, Larry. Neale risponde Hey, Larry, bella riflessione! Ma credo tu sia impreciso… L’Universo sa sempre cosa vuoi davvero. Puoi essere “accidentale” quanto vuoi, ma Dio conosce sempre i tuoi veri desideri… perciò, tu creerai sempre un Campo Contestuale all’interno del quale farne esperienza. Per dirla in altri termini, i Campi Contestuali vengono creati dai profondi desideri interiori, non da semplici sbagli in superficie o errori nel pensare. Quando sai come lavorare con la Legge degli Opposti, tuttavia, puoi farlo consciamente anziché inconsciamente, creando ed usando attivamente un Campo Contestuale invece che capitarci a casaccio sul percorso verso i tuoi desideri. Abbracci e Amore, Neale