NDW: Saggezza per il fine settimana
Fare cose mai fatte prima Una nota da Neale Nel nostro ultimo Bollettino abbiamo parlato di ciò che accade quando hai l’Esperienza Sacra. Questa esperienza avviene quando noti ciò che è già nella tua vita, ed inizi a dimostrarlo nella tua quotidianità. Tutto ha uno spostamento in questi momenti, perchè li stai vivendo in un modo nuovo. Niente è cambiato, ma tutto è diverso. Se hai iniziato a leggere l’argomento da qui, ti può essere utile tornare indietro di un paio di bollettini e “leggere dentro” ciò che è stato detto. E ora.. andiamo avanti.. Quando sarai entrato nell’Esperienza Sacra, le persone — in molti casi completi sconosciuti — inizieranno a notarti. La tua personale guida interiore ti porterà verso espressioni del tuo meraviglioso Sé più grandi e più magnificenti. Ti ritroverai a fare tutti i generi di cose che potresti non aver mai pensato di fare… o che avevi solo sognato di fare prima d’ora. Come scrivere poesie (e vederle pubblicate), o fare fotografia (e avere persone che ti chiedono foto). Come candidarti per un incarico, o entrare nel consiglio amministrativo dell’ospedale. O iniziare a studiare uno strumento musicale. O iniziare un’attività focalizzata sul portare beneficio o bellezza agli altri. O cantare la tua canzone e danzare la tua danza nello splendido modo che è adatto a te e solo a te… come l’unico fiocco di neve esattamente uguale a te nell’universo. D’un tratto non ti preoccuperai più di cosa puoi tirarne fuori, ma di ciò che puoi metterci — così che gli altri possano ottenerne il più possibile. Non ti importerà di guadagnarci del denaro. Troverai il tempo per fare ciò che ti dà gioia, per offrire ciò che ti fa piacere offrire, e l’occupazione che hai nel tuo mondo quotidiano, se le due cose non coincidono, ti faciliterà nel portare i tuoi doni — il che renderà gioiosa anche quell’occupazione, poichè vedrai che ti supporterà, anziché ostacolarti, nel mostrare al mondo la parte più speciale di te. E non sorprenderti se dopo poco tempo la tua intera vita si capovolgerà, e la tua gioia diventerà ciò che fai nel mondo e che genera introito. Poichè questo è ciò che l’Esperienza Sacra può produrre nella tua vita più vasta nel mondo. Un completo capovolgimento. Credimi. Ci sono molte situazioni in cui puoi scegliere di avere l’Esperienza Sacra. Ora, potrebbe sembrare una strana cosa da dire, quindi diamole un’occhiata. Innanzitutto, può sembrare strano parlare dell’Esperienza Sacra come qualcosa che puoi “scegliere di avere”. La maggior parte della gente pensa alle cose sacre come a qualcosa di raro. O perlomeno, non controllabile in prima persona. E cioè, non vedono loro stessi come causa della faccenda. In effetti, lo sono. Lo siamo tutti. Noi tutti. “Scegliamo di avere” tutte le esperienze che abbiamo, istante per istante. E questo è il punto da cui riprenderemo la discussione corrente settimana prossima! Spero e confido che vi stia piacendo questa escursione mentale e spirituale. Abbracci e Amore, Neale P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Il “risveglio” interrompe una dipendenza? Caro Neale… Alcuni di noi hanno raggiunto la consapevolezza interiore di essere portatori di luce su questo pianeta, ma non riescono a fermare i propri conflitti corpo/mente/spirito. Ad esempio, le dipendenze (nel mio caso abbuffarmi), e c’è il desiderio di essere il proprio Sé interiore, ma si resta costantemente bloccati da questo squilibrio. Hai qualche riflessione su come approcciarsi a questo argomento del “risveglio” in contrasto con l’integrazione corpo/mente/spirito, e significa che per essere completamente “risvegliato” uno deve superare gli squilibri mente/corpo, come le dipendenze? Grazie, Marilyn Neale risponde Cara Marilyn… Io vedo la tua domanda all’opposto. Non è che uno “debba superare” tutti gli squilibri mente/corpo, come le dipendenze, per raggiungere ciò che tu chiami “integrazione” — è il contario. Quando uno raggiunge l’integrazione (risveglio, consapevolezza superiore, illuminazione), automaticamente sperimenta l’equilibrio in tutte le aree, e lo squilibrio delle dipendenze sparisce da solo. Ad esempio… pensala in questo modo: Quando eri un bambino piccolo, molto probabilmente hai “preso” la caramella di qualcun altro… o magari hai agguantato il giocattolo di tuo fratello (“Ce l’avevo prima io!”, “NO! Prima io!”, ecc.). Ma ora che sei cresciuto non penseresti mai di “rubare la caramella ad un bambino” o di prendere la roba di qualcun altro perchè “l’avevi prima tu”. E, cosa più importante, non hai mai scelto consapevolmente di interrompere quel comportamento. Lo hai semplicemente FATTO… automaticamente. Hai semplicemente rimosso quei comportamenti infantili. La stessa cosa accade quando raggiungi l’illuminazione. Saprai quando avrai completamente “integrato” la verità di Chi Sei quando le tue dipendenze semplicemente spariranno. Ma non devono essere “scomparse” affinchè tu raggiunga l’integrazione. Puoi raggiungere l’integrazione in un istante. In uno schiocco di dita. Che tu sia dipendente da qualcosa o meno in quel momento. Ma non appena raggiungi l’integrazione, la dipendenza termina. La mia personale esperienza è stata di muovermi dentro e fuori dall’”integrazione”. O, se preferisci, dentro e fuori dalla “consapevolezza” o “illuminazione”. Come ho detto spesso, “L’Illuminazione non è come farsi togliere le tonsille. Non è una cosa una-tantum; qualcosa che ‘succede’ ed è fatta. L’Illuminazione è un’esperienza istante per istante, da raggiungere ripetutamente in ogni momento d’oro dell’Adesso. Quando leghiamo insieme un intero mazzo di questi momenti, possiamo dire di aver raggiunto la Maestria”. Capito? Ora, se non vuoi continuare ad abbuffarti, smetti di abbuffarti. Smetti semplicemente. Io ho smesso di fumare (roba dura da affrontare) in un giorno, e non mi sono mai più acceso una sigaretta (e fumavo un pacchetto e mezzo al giorno). Era 30 anni fa. Non sto dicendo che interrompere una dipendenza sia facile, ma SO che è possibile. Con Amore, Neale
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Nota: Sia io che Lida (la nostra traduttrice) siamo in ferie e a spasso, per cui ci saranno diversi giorni questo mese in cui non ci saranno i messaggi quotidiani di Neale. Ma prima di andare in vacanza, Lidia ci ha preparato questo bollettino. Saluti da San Benedetto del Tronto! – Steve Espandere la propria vita Una nota da Neale Miei cari amici… Settimana scorsa in questo spazio vi ho offerto sei parole, datemi da Dio, che potrebbero cambiare la vostra vita. Ve le ripeto: La tua vita non riguarda te. Potenti, potenti parole. Parole che cambiano la vita. E quando ho abbracciato queste parole, e tutto ciò che segue quando vengono trasformate in azione, ho dato a me stesso l’Esperienza Sacra relativa alla mia vita più vasta nel mondo. Come? Dandomi l’esperienza diretta di Chi Sono Davvero. E questo è ciò per cui sono venuto qui. Questo è ciò che desideravo ardentemente. Questo è ciò che cercavo, che speravo e per cui lavoravo. Solo che non sapevo come produrre questa esperienza nella mia realtà. Fino a quando non lo seppi. Fino a quando Dio non mi diede l’indizio, in quelle sei parole. Adottando quel messaggio come mio mantra personale (cambiando le parole in Prima Persona: La mia vita non riguarda me…), le mie priorità personali cambiarono velocemente. Non mi preoccupavo più di quando avrei avuto il mio prossimo momento felice, ma di quando lo avresti avuto tu; di come avrei provato la gioia più grande, ma di come l’avresti provata tu; se avrei trovato la vera pace e l’onesto e vero amore, ma se li avresti trovati tu. Naturalmente, puoi solo immaginare cosa ciò produsse nella mia vita. Improvvisamente, tutto ciò per cui mi ero “sforzato” per anni mi arrivò fluendo facilmente. Presi nota in particolare del messaggio di CcD: Sii la fonte. Dio mi aveva consigliato di non essere più il Cercatore, ma di essere la Fonte, nella vita di un altro, di ciò che avevo cercato nella mia stessa vita. “Ciò che fluisce attraverso te, ti rimane attaccato”, disse Dio, e ho capito! Ho capito il messaggio! Ovviamente Dio ha mandato questo messaggio a tutti noi attraverso tutti i suoi messaggeri dall’inizio dei tempi. Solo che non stavo ascoltando. Guardando indietro ora, mi rendo conto di come mi fosse stato inviato questo messaggio nella tradizione di fede della mia stessa infanzia: Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te stesso. Solo che lo avevo interpretato diversamente. Pensavo che significasse, se vuoi che gli altri ti trattino bene, tratta bene gli altri. Significa questo, ovviamente. Ma significa anche molto di più. Significa anche: Quando fai in modo che gli altri abbiano l’esperienza che tu desideri avere, anche tu alla fine l’avrai. Ciò è vero per il semplice fatto che non puoi regalare qualcosa che non hai. L’atto stesso di dare qualcosa ad un altro ti fa notare che l’hai da dare — e che l’hai sempre avuta. Allora, tutto ad un tratto, ogni cosa iniziò ad aver senso per me — incluso l’insegnamento che nessuno di noi sta davvero “creando” qualcosa, ma sta semplicemente notando che questa cosa è già lì. L’Esperienza Sacra avviene quando noti ciò che già esiste nella tua vita, e passi a dimostrarlo nel tuo cammino quotidiano. Ogni cosa si sposta in quel momento, perchè la stai sperimentando in maniera nuova. Niente è cambiato, ma tutto è diverso. E non sorprenderti se non si ferma lì. Poiché una volta che hai sperimentato l’Esperienza Sacra nella tua vita più ampia nel mondo, la tua vita nel mondo si espande. Abbracci e Amore, Neale P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Come puoi creare la pace nel mondo Caro Neale… Mi domando se puoi aiutarmi con la confusione che ho in testa… l’argomento è la pace, la pace nel mondo, per esser precisi. Come possiamo avvicinarci alla pace nel mondo come creatori consapevoli della nostra esperienza di vita e dell’esperienza collettiva — quella che dobbiamo tutti sperimentare come umanità? Allora… The Secret (il film ed il libro) ci dice che ciò su cui poniamo l’attenzione si espande. Molti insegnanti ci dicono di non guardare le notizie poichè facendolo diamo energia alla negatività. Madre Teresa dice che non parteciberebbe ad una dimostrazione anti-guerra ma andrebbe ad un raduno per la pace. Quindi da una parte, anche se poniamo l’attenzione su ciò che non ci piace o su ciò che non vorremmo nella nostra vita potremmo, tuttavia, attrarla nella nostra vita… pare sia questo il messaggio della creazione consapevole. D’altro canto, cosa dire dell’attivismo spirituale che vuol portare la pace nel mondo, come il lobbismo di deputati, senatori, ecc. che si dichiarano contrari alla guerra, Marianne Williamson e la sua crociata per un Dipartimento della Pace negli Stati Uniti, ecc…? Non dovremmo far sentire la nostra voce sul fatto che la guerra non è una buona idea? Infatti è una bruttissima idea, no? Penso che tu abbia detto nel tuo tour inglese a Birmingham che se uno viene preso a botte in un vicolo, tu non gli passeresti oltre, ed è la stessa cosa quando ci si trova davanti ad un mondo in cui le persone sono vittime di guerra. Allora qual è l’approccio più saggio per non creare altra guerra? E qual è l’approccio più saggio per far capire alla gente che la guerra è inutile? Qualunque aiuto per fare chiarezza nella mia mente sull’argomento sarebbe apprezzato. E il tuo punto di vista è preziosissimo… Al momento io mi focalizzo sulla pace, ma mi arrabbio molto per la guerra. Nick, Southampton Neale risponde Ciao Nick. La tua domanda trova risposta in Felici più di Dio (edizione italiana in uscita a breve – n.d.t.) e in La Tempesta Prima della Calma, due libri della cosmologia CcD. Ciò che può essere più utile in questo momento, Nick, è uno sforzo reciproco per creare una nuova storia
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La tua vita non riguarda te Una nota da Neale Miei cari amici… Settimana scorsa in questo spazio ho detto che c’è una ragione per cui spostare il focus da me stesso agli altri ha funzionato così efficacemente nel cambiare la mia vita, e ho promesso che avrei continuato la discussione questa settimana. La ragione è perchè non esiste qualcosa come “gli altri”. Tutti gli altri sono me. Siamo tutti uno. La separazione è un’illusione. Nessuno è separato dagli altri. Quindi, ciò che faccio per te lo faccio per me, e ciò che non faccio per te non lo faccio per me. Ciò che dò a te lo dò a me, e ciò che non dò a te non lo dò a me. Ciò che va, ritorna. Come già notato, potresti non riceverlo mai indietro dall’esatta persona a cui lo hai dato, ma nello schema generale delle cose la Vita ti porterà — a volte da fonti totalmente inaspettate — ciò che le porti tu. Non appena ho portato la mia vita verso l’esterno — preoccupandomi pochissimo di come le cose mi toccassero, o di come stesse andando la mia vita, o di cosa immaginassi di aver bisogno, ma focalizzandomi invece sull’esterno, guardando per vedere se ci fosse qualche luogo o qualche modo in cui potessi offrire i miei doni per portare aiuto o gioia aglia altri — ho trovato il sentiero per la fera felicità e per la genuina pace interiore. Quel mio fantastico insegnante spirituale che ho già menzionato in precedenza, il ministro Terry Cole-Whittaker, una volta chiese ad una sala piena di persone, dove io sedevo: “Cosa faresti se sentissi di essere a posto con te stesso? Se fossi completo, e Dio ti dicesse che non c’è altro che potresti fare per renderti migliore, o più perfetto? Se Dio ti dicesse che vai bene così come sei, che sei perfetto agli occhi di Dio esattamente come ti mostri in questo momento. Cosa faresti allora? Su cosa lavoreresti? Cosa ti diresti che va ‘sistemato’, o guarito in te stesso, o realizzato per sentirti ‘completo’? “Se non dovessi andare ad altri laboratori, o partecipare ad altri seminari, o ascoltare altri sermoni, o leggere altri libri? Se Dio ti dicesse ‘Sei a posto! Hai capito.’ Ora cosa faresti? Se non ci fosse nulla che dovessi fare per ‘sistemare’ te stesso, se qualcuno ti dicesse che la tua vita è perfetta così com’è, cosa faresti allora?” Be’, disse Terry, potresti semplicemente decidere di metterti in comunicazione con l’esterno e vedere cosa potresti fare per aiutare gli altri a realizzare la stessa cosa. E in quel momento la tua totale esperienza di te stesso cambierebbe. Col senno di poi mi è chiaro che Terry aveva capito, ad un livello molto profondo, ciò che Dio mi avrebbe detto anni dopo in quelle sei parole… LA TUA VITA NON RIGUARDA TE Potenti, potenti parole. Parole che cambiano la vita. E quando ho abbracciato queste parole, e tutto ciò che segue quando vengono trasformate in azione, ho dato a me stesso l’Esperienza Sacra relativa alla mia vita più vasta nel mondo. Come? Risponderò a questa domanda settimana prossima. Abbracci e Amore, Neale P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Dio punisce il suicidio? Caro Neale… Cosa credi che succeda quando una persona o un’anima commette suicidio? …Ho sentito che è l’unico peccato non perdonabile… Davvero vorrei sapere se una persona così infelice qui verrà punita. Il nostro Dio è così inclemente? Becky Neale risponde Mia cara Becky… Una risposta molto completa alla tua domanda ci è stata data nello staordinario libro ACCANTO A DIO La vita non finisce.Ti esorto caldamente a leggerlo se vuoi davvero una risposta ricca e completa, e non solo qualcosa che può esser condensato nelle poche parole che siamo abituati a leggere nelle email o nei messaggi. E’ inevitabile. La questione è immensa, e la risposta non deve e non può essere data in poche parole in un modo che non le rende giustizia. Ci provo qui come meglio posso, nella speranza che la mia risposta ti indirizzi verso la più vasta e molto più completa risposta di ACCANTO A DIO. E’ inevitabile. 1. Dio non ci “punisce” mai. 2. La Morte non esiste. 3. Tutte le ‘morti’ sono ‘suicidi’, nel senso che nessuna Anima muore (e cioè, termina una particolare esperienza di incarnazione fisica) in un momento o in un modo che sia contro la propria Volontà. Una cosa simile è impossibile, visto Chi Sei Davevro. 4. Le Individuazioni della Divinità (e cioè, la “gente”) che terminano la propria vita nel modo che gli umani chiamano normalmente “suicidio”, in ogni caso semplicemente scelgono, dopo una Revisione della Vita, di ritornare alla fisicità nella stessa forma e nello stesso momento in cui se ne sono andate, vivendo di nuovo la loro stessa vita, incontrando gli stessi Punti di Scelta, e avendo poi l’opportunità di prendere decisioni diverse al riguardo — inclusa la decisione di terminare qulla particolare esperienza fisica nello stesso modo in cui l’hanno fatto in precedenza. 5. Quindi, non c’è ragione di terminare l’attuale vita fisica attraverso ciò che chiameremmo “suicidio”, se ciò che immaginiamo di ottenere con questa azione è una “fuga” da qualsiasi circostanza o condizione attuale. Semplicemente sceglieremo, volontariamente e gioiosamente, di ritornare alla stessa vita nella stessa linea di tempo e alle stesse condizioni, per regalarci l’opportunità di esprimere e sperimentare, come Anime, esattamente ciò per la cui espressione e sperimentazione abbiamo co-creato quelle circostanze e condizioni. E’ inevitabile. Questa ovviamente è una risposta molto breve, che solleva più domande che risposte. Ti raccomando davvero fortemente di leggere ACCANTO A DIO, che offre profonde intuizioni su ogni aspetto di ciò che sulla Terra chiamiamo “vita dopo la morte”. E’ inevitabile. Per favore perdonami per la risposta incompleta. Una newsletter semplicemente non è lo spazio adatto ad un’esplorazione così vasta. E’ inevitabile. Ti invio la benedizione di Dio… Neale
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Perchè non riesco ad essere felice? Una nota da Neale Miei cari amici… Il più straordinario messaggio che io abbia mai ricevuto nel dialogo di Conversazioni con Dio consisteva di sei parole. In solo una mezza dozzina di suoni mi è stato dato tutto ciò che avevo bisogno di sapere sull’esperienza che stavo avendo sulla terra. Mi stavo domandando dal profondo perchè, arrivato a quel punto, la mia vita non mi stesse portando la felicità che cercavo, anche se quasi sempre stavo facendo un lavoro che amavo fare, stavo insieme ad una partner con la quale amavo stare, e godevo di una famiglia di cui amavo godere. “Cosa c’è di sbagliato in me?” chiesi a Dio. “Perchè non riesco ad essere felice???” “E’ tutto molto semplice”, disse Dio. “Tu pensi che la tua vita riguardi te”. Volevo sapere cosa intendesse dire. Cosa stava dicendo Dio? E allora sentii le sei parole che cambiarono la mia vita, “La tua vita non riguarda te” E allora, dimmi, chi riguarda? Volli sapere. “La tua vita riguarda tutti quelli con le cui vite entri in contatto”, mi disse Dio. “E riguarda il modo in cui entri in contatto con loro. Il modo in cui entri in contatto con loro determina il modo in cui sperimenti il tuo Sè — e il modo in cui sperimenti il tuo Sè determina quanto sei felice”. In questo senso, la mia vita riguardava me, ma… al contrario. Dovevo prestare attenzione a me stesso prestando attenzione agli altri. Dovevo aiutare me stesso ad evolvere aiutando gli altri ad evolvere. Il modo per me più veloce per essere felice era di rendere felici gli altri. Ora, prima che io vada oltre, un avvertimento, per favore. Ciò non significa che dovete focalizzarvi sul far felici gli altri con l’esclusione di voi stessi. Quando la felicità degli altri è al prezzo della vostra infelicità, state ostacolando il vostro stesso scopo. Quindi non stiamo parlando di cappottarvi e fingervi morti, o trasformarvi in un tappeto da calpestare del tutto. Se un’altra persona semplicemente non accetterà i doni che a voi dà gioia elargire — o, peggio ancora, li accetta e ne approfitta, trattandovi quindi senza rispetto nè gentilezza — potreste voler continuare a fargli doni, ma in un altro modo. Come, ad esempio, dandogli la libertà di ricercare una stretta relazione con qualcun altro. Ci sono circa 7 miliardi di persone al mondo, e non dovete per forza continuare a donare all’infinito ad una persona che non dà valore, non apprezza, non onora il vostro dono. Ovviamente, non state offrendo i vostri doni con l’intento di essere onorati. State offrendo i vostri doni con l’intento di sperimentare ed esprimere una parte di voi stessi che parla di chi siete. Però se chi siete non viene apprezzato, ma ignorato o maltrattato, allora in realtà state facendo del male, anzichè aiutando, la persona alla quale date i vostri doni — poichè le avete insegnato che il modo per continuare a ricevere il meglio dagli altri è dare il peggio di se stessi. E ciò non è una cosa che volete insegnare agli altri. In realtà è scortese insegnarlo a qualcuno. Ma non vi preoccupate. Come ho detto, il mondo è pieno di gente, e la mia esperienza di vita mi ha dimostrato che la stragrande maggioranza degli esseri umani riceve i doni con gratitudine, e si comporta come un fantastico specchio per chi glieli offre. C’è una ragione per cui spostare il focus da me stesso agli altri ha funzionato così bene nel cambiare la mia vita. E riprenderemo questo argomento la settimana prossima. Abbracci e Amore, Neale P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Dove sto andando? Caro Neale… Sono una neofita di CcD, avendo letto due volte il Libro 1. Sono sollevata, emozionata e grata per le bellissime conversazioni. Alla luce di ciò, come scendo a patti col fatto che mio marito non è sollevato, emozionato e/o grato, visto che non è interessato a leggerle? Desidero così tanto condividerle con qualcuno — sarebbe bello se fosse lui. Come posso rispettare il suo percorso? Non sono sicura che sia appropriato “pregarlo di leggerle”, vero? E’ anche difficile discuterne con gli amici che non sono “ancora lì”. Cercherò un gruppo dalle mie parti, o ne creerò uno 😉 E, più importante di tutto, come posso rispettare il mio percorso se “lascia indietro” mio marito? Grazie per la tua risposta. Dana Neale risponde Cara Dana, Conversazioni con Dio dice chiaramente “Permetti ad ogni persona di percorrere il proprio sentiero”. Hai ragione. Non sono entusiasta dell’idea di cercare di “pregarlo”. La miglior preghiera sarebbe “Dio, per favore aiuta e dai la forza al mio Amato di rimanere sempre fermo nella propria verità, qualunque possa essere, e di viverla senza paura”. Non cercare nemmeno di discuterne con i tuoi amici che non sono “ancora lì”. Ci sono tante persone che “sono già lì”, prova magari ad andare su www.conversazionicondio.com , su https://www.facebook.com/#!/conversazionicondio e su https://www.facebook.com/#!/groups/45058906855/ , troverai persone che hanno voglia di parlare degli argomenti trattati in CcD. Per quanto riguarda il rispettare il tuo percorso sebbene “lasci indietro tuo marito”, in realtà non “lo lascia indietro” se lo tieni al tuo fianco in tutto ciò che fai, e costantemente lo inviti ad unirsi a te se e quando ne avesse voglia. Potrebbe non averne mai voglia — ma difficilmente si sentirebbe “lasciato indietro” se venisse continuamente invitato ad unirsi a te nelle tue esplorazioni ed esperienze con CcD. Alla fine, comunque, ci sono solo due domande da fare in ogni relazione, Dana: 1. Dove sto andando? 2. Chi viene con me? Dana, è importante non rigirare mai l’ordine delle domande. Capisci? Se rigiri l’ordine delle domande, finirai un giorno per svegliarti e domandarti “Come diamine ho fatto ad arrivare qui?” Spero e confido che questa risposta ti sia stata di beneficio. Come in tutte le cose, il tuo beneficio più elevato verrà dal fare le
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Smetti di provare a guadagnarti da vivere Una Nota da Neale… Da molte, molte settimane, stiamo esplorando in questo Bollettino Settimanale ciò che ho chiamato L’Esperienza Sacra. Spero con tutto il mio cuore che ti sia servito, e che tu abbia avuto la possibilità di leggere tutto quello che è stato scritto qui. Io credo che i messaggi che sono arrivati da Dio al nostro mondo possano veramente cambiare la tua vita. Una della cose che abbiamo visto è l’esperienza che chiamiamo “lavoro”. Ciò che spero di fare qui è di metterti nella posizione di trasformare quello che chiami “lavoro” in quello che chiami “gioia”. L’Esperienza Sacra, riferita alla tua vita lavorativa, viene vissuta quando capisci che a prescindere da quello che stai facendo per produrre un introito, è una gioia in quanto sta producendo un introito — e un introito, al contrario di una mancanza di introito, è quello che scegli. Quindi, stai facendo quello che vuoi fare. L’Esperienza Sacra si espande quando realizzi che puoi permettere al flusso della Forza Vitale di attraversarti in un modo che sembra la cosa più eccitante e più divertente, senza il pensiero di “quanti soldi puoi guadagnare”, e che sarai ancora vivo alla fine del processo. (A meno che tu non lo sia, in tal caso non avrà importanza in ogni caso.) Molti anni fa mi fu regalata una targa dal Rev. Terry Cole-Whittaker, un ministro molto popolare e meravigliosamente saggio il quale ha condiviso delle verità sulla vita con migliaia di persone per molti anni. La targa dice: NEALE… TU SEI UNO DEI CORAGGIOSI: QUALCUNO CHE HA SCELTO DI VIVERE, PIUTTOSTO CHE GUADAGNARSI DA VIVERE. Non l’ho mai dimenticato in quanto aveva espresso perfettamente il modo in cui vivevo ed anche ciò che sto cercando di dire qui. Ci vuole coraggio a farsi una vita piuttosto che guadagnarsi la pagnotta. Ma si può fare. Ci vuole coraggio ad abbracciare la nozione che la Vita è stata fatta per essere felice, e che le attività della nostra vita sono state fatte per essere una gioia. L’obiettivo del lavoro non è di “guadagnare” il nostro sostentamento, in modo da “giustificare” la nostra occupazione dello spazio sul pianeta. L’amore di Dio (e ciò che arriva con esso, inclusa una Buona Vita) non è qualcosa che “guadagniamo,” è qualcosa che ci viene dato. E ci viene dato liberamente, non solamente se facciamo qualcosa di particolare (dire un Rosario, inchinarsi verso l’est, digiunare, rimanere casti, viaggiare verso la Mecca, pregare, o roteare come un derviscio, o fare voto di povertà, o “andare e non peccare più”). Lo scopo del lavoro, così come lo scopo di tutta la vita, è che noi annunciamo e dichiariamo, esprimiamo e realizzziamo, diventiamo e sperimentiamo Ciò Che Siamo Davvero. Non c’è nessun altro motivo per fare qualsiasi cosa. Sapere questo è L’Esperienza Sacra. La settimana prossima guarderemo un altro aspetto dell’Esperienza Sacra. Spero che ci raggiungerai allora e condividerai questa informazione meravigliosa con tutti i tuoi amici! Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Sei libero! Caro Neale… Come conseguenza della tua ultima newsletter, “Dolore e sofferenza non sono la stessa cosa”, mi è arrivata molta pace. Una delle mie recenti sfide è stata manifestare abbandono e piangere la perdita in forti relazioni personali. Sto imparando a sentire il dolore della separazione senza soffrire del dolore della separazione. Vedere questo potente fenomeno, la rimozione fisica dalla tua presenza di un altro essere unano che ami profondamente, come una benedizione da imparare (di tante cose da imparare in questo scenario ho a malapena grattato la superficie!), è straordinariamente catartico. Spero di impararlo bene e manifestare relazioni emozionalmente meno instabili. Tuttavia, so che lo schema si ripeterà fino a quando non avrò completato queste lezioni nella vita. Vedere la separazione come una benedizione ed inviare luce e amore all’altra parte riempie anche me di luce e amore… e la pace si stabilizza un po’ quando la sofferenza si placa un po’. Ancora una volta il tuo messaggio fa suonare il proverbiale campanello. Tante benedizioni. Pace e amore. D.J. Corbin Caro D.J…. Sono molto toccato dalla tua lettera e ti ringrazio per esserti preso il tempo per mandarla. Anch’io ho sofferto la perdita di una persona molto amata nella mia vita, ed è successo più di una volta. Le relazioni di tipo romantico sono molto, molto complicate. Sono una sfida al massimo grado — però ci portano la gioia più grande. Come dice sorridendo la mia meravigliosa moglie, la poetessa americana Em Claire: “Le relazioni non sono per femminucce”. Tuttavia possono offrire le più grandi ricompense della vita, e spesso lo fanno, e ci danno una meravigliosa base su cui costruire l’esperienza dei nostri sogni più elevati. Non solo l’esperienza dell’”amore” nella nostra vita (che è già meravigliosa di suo), ma l’esperienza del Vero Sè in tutte le sue gloriose manifestazioni. Come la gentilezza, la pazienza, la compassione, la comprensione, il perdono, l’amicizia… e molti altri aspetti della Divinità. Se tu — o qualunque altra persona che stia leggendo — volessi ristudiare quella particolare parte del materiale di Conversazioni con Dio che si focalizza in modo specifico sulle relazioni, ti invito a rileggere il Capitolo 8 del primo libro. E’ un grande punto di partenza. Grazie per avermi scritto D.J. La tua lettera mi ha commosso, e sono solo grato se qualcosa scritto in L’Esperienza Sacra ha toccato la tua vita in modo positivo. Spero che tutti scarichino questo meraviglioso libro gratuito. Abbracci, Neale
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Dolore e Sofferenza non sono la stessa cosa Una Nota da Neale… Miei cari amici… La settimana scorsa nella nostra serie in corso sull’Esperienza Sacra l’abbiamo definita come quel momento in cui niente è cambiato, ma tutto è diverso. Ora, ciò non significa che dobbiamo ignorare tutta la sofferenza, sorvolare sul tormento di un altro, e procedere come se niente di male stesse accadendo nel mondo. Al contrario. Tutte le circostanze sul nostro pianeta, tutte le condizioni della Vita, sono state messe DAVANTI a noi DA noi (ricordati sempre: stiamo agendo insieme; esiste solo Uno di noi) per poter decidere, esprimere, e sperimentare chi siamo davvero in relazione ad esse. In questo modo, sia coloro che soffrono che coloro che fanno terminare la sofferenza degli altri, sperimentano Chi Siamo Davvero Tutti. Credo che questo sia esattamente ciò che sta accadendo qui sulla terra. Credo che tutto quello che sta succedendo stia succedendo perfettamente per far si che tutti noi possiamo svegliarci. Credo che tante Anime stiano facendo ciò che io e te chiameremmo soffrire e morire, così che tutti noi possiamo risvegliare, dentro di noi, le qualità Divine di compassione, aiuto, perdono, comprensione, pazienza, amore e, soprattutto, l’Unità e Unicità della Vita. Secondo l’osservatore non consapevole, questo potrebbe sembrare un modo crudele della Vita per informare la Vita della Vita attraverso il processo della Vita Stessa. Perchè le persone dovrebbero soffrire per poter dimostrare a loro stesse o ad altri Chi Sono Davvero? Questa è una domanda pertinente ed importante. È una domanda che ogni persona pensante deve porsi se queste conoscenze spirituali devono avere un punto d’appoggio. La risposta si trova in Conversazioni con Dio, che ci dicono. infatti, che le persone non devono soffrire per poter dimostrare a loro stesse o ad altri Chi Sono Davvero. La Sofferenza come mezzo per produrre una tale dimostrazione è, in effetti, una scelta. Forse è una scelta fatta per enfasi, così che la Dimostrazione non sarà presto dimenticata. Non lo so. Non conosco il programma di ogni Anima individuale. Sono d’accordo sul fatto che non è una scelta che la maggior parte della gente fa coscientemente. Al Livello Conscio della Creazione, la maggioranza degli esseri umani non sceglierebbe di soffrire. Tuttavia, CcD ci dice che stiamo producendo la nostra realtà a quattro livelli della creazione: Conscio, Subconscio, Superconscio e Supraconscio. È all’interno di questo contesto più ampio che CcD ci informa che il dolore è un’esperienza oggettiva e la sofferenza è un’esperienza soggettiva. Il dolore è un fenomeno fisico e la sofferenza è il nostro pensiero al riguardo. Messa in un altro modo, il dolore è semplicemente dolore, ma se esprimiamo il giudizio che non va bene, che non è gradito, che non è accettabile a favore di un bene più esteso, allora diventa sofferenza. Mentre se prendiamo la decisione opposta — che va bene, che è gradito, che è sopportabile per un bene più ampio — allora la nostra sofferenza termina, anche se il dolore continua. Niente cambia, ma tutto è diverso. Arrivano anche momenti nell’esperienza di tanti in cui il dolore può effettivamente essere celebrato (che tu ci creda o no), cambiando la definizione stessa da sofferenza a goia. Chiunque abbia subito l’estrazione di un dente dolente e abbia sopportato le macchinazioni del dentista e l’iniezione di antidolorifico, sa esattamente di cosa sto parlando. Tante donne che hanno partorito hanno vissuto questa esperienza. È quando facciamo questo cambiamento che ci spostiamo dalla Sopravivenza alla Celebrazione. Da quel momento in poi, niente ci può toccare in modo negativo. Questa comprensione può veramente “liberarci dal male. Poichè tuo E’ il Regno, tua è la Potenza, e la Gloria per l’eternità. Amen.” Non è forse scritto, “Voi siete Dei”? E continueremo questa discussione straordinaria la settimana prossima in questo spazio. Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Sei libero! Caro Neale… Questa settimana negli Stati Uniti abbiamo festeggiato il 4 Luglio — quello che chiamiamo Independence Day. Ma io non mi sentivo molto celebrativa, perchè non ho molta “libertà” nella mia vita. Mi sento come se la vita mi chiedesse di fare un sacco di cose che io non voglio fare. Qualche suggerimento..? Jim – Chicago Neale risponde Caro Jim, può darsi che tu stia cercando la libertà nel posto sbagliato. La libertà non è il prodotto della vita, è la vita ad essere il prodotto della libertà. La libertà è lo stato naturale dell’Anima, e l’unico Stato della Divinità. Se ci pensi onestamente, ti sarà chiaro che la Vita non ti chiede di fare nulla. Hai sempre la scelta. Ciò che stai cercando di evitare sono le conseguenze di determinate scelte. Ma se hai volontariamente evitato quei risultati, non hai forse esercitato la Libertà Stessa? Molte persone vogliono immaginare di essere “forzate” a fare questo o quello, perchè ciò permette loro di “giocare il ruolo della vittima” e sentirsi abusate o maltrattate. Ma nessuno è “forzato” a fare qualcosa. Tutti esprimiamo giudizi di valore, valutando molto attentamente ciò che vogliamo o non vogliamo sperimentare, poi agiamo in base alla nostra valutazione ma fingiamo che “non abbiamo avuto scelta”. Ovviamente l’abbiamo avuta! E abbiamo agito in base ad essa! La più grande scelta che farai mai nella vita è la tua decisione su Chi Sei Davvero, ciò che scegli di sperimentare e come scegli di sperimentarlo. E’ una decisione spirituale — e la maggior parte della gente non la vede così. Sei libero, Jim, di cambiare idea su qualsiasi decisione tu abbia preso nella tua vita. Se ti senti “bloccato” nel farlo è perchè senti che facendolo traviseresti chi sei o quello che scegli di sperimentare. Capire questo è il tuo primo passo verso la Maestria. Abbracci, Neale
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Perchè la tua Anima farebbe questo? Una Nota da Neale… Miei Cari Amici … Come sapete, stiamo esplorando l’Esperienza Sacra e la settimana scorsa abbiamo detto che l’Esperienza Sacra è quando niente è cambiato ma tutto è diverso. Ciò che è cambiato non è l’Esteriore, ma l’Interiore. Ora ti è chiaro che stai scegliendo, e che niente ti viene imposto riguardo a come stai vivendo la vita. Ora mi è chiaro mentre sto scrivendo che questa idea, questo atteggiamento, potrebbe essere facilmente abbracciato solo da persone che vivono in una società libera. Per altri esseri umani — molti, molti esseri umani — che vivono in un regime dispotico, che non hanno accesso ad alcun tipo di vera opportunità economica od occupazionale, discorsi come questo che sto esponendo potrebbero comprensibilmente cadere nel vuoto. “E’ facile da dire per te”, potrebbero borbottare queste persone. Ed in un senso umano avrebbero ragione. Tutto ciò avrebbe senso in tutte le situazioni umane — anche in una vita sotto il pugno di un despota — soltanto dal punto di vista dell’Anima . Uno dovrebbe chiedersi, dal livello dell’Anima… Per quale motivo l’Anima ha scelto di incarnarsi, di assumere una forma fisica, in circostanze di tale oppressione personale? Potrebbe darsi che l’Anima sapesse esattamente quello che stava facendo? E tuttavia, perchè un’Anima farebbe intenzionalmente una cosa del genere? Potrebbe essere che le Anime che vivono una vita fisica di oppressione o di dolore, lo facciano con la più elevata consapevolezza ed intenzione spirituale? Potrebbe essere che coloro che lo stanno facendo, lo stiano facendo per dare a coloro che non stanno vivendo vite di questo genere, l’opportunità di fare esperienza di se stessi come aiutanti, guaritori, e magari anche come liberatori? Potrebbe anche essere che coloro che vivono vite così all’estremo si permettano, al livello dell’Anima, di sopportare esperienze fisiche del genere per poter in definitiva provare e dimostrare a noi altri Chi Siamo Davvero? Ci stanno forse dimostrando che il nostro Essere non è semplicemente un Corpo e una Mente, e che la nostra sofferenza fisica finisce quando il Corpo e la Mente si elevano al livello più alto di consapevolezza della nostra vera identità? Potrebbe essere questo il senso della Resurrezione? Quello che è capitato a Gesù, è stato qualcosa che Gesù ha dovuto sopportare, o qualcosa che la sua Anima ha scelto di vivere? Quale è stata…? E se è stata la seconda, l’Anima di Gesù è stata l’unica anima nella storia del mondo a fare una scelta simile? Mi è stato detto che la risposta a questa domanda è no. Lo so che è difficile da credere, ma mi è stato detto che la risposta è no. Tante anime, mi è stato detto, sperimentano le proprie persecuzioni e crocifissioni individuali — ed esattamente per la stessa ragione. E continueremo questa straordinaria discussione la settimana prossima in questo spazio. Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Niente lavoro e niente denaro Ciao Neale… Per anni ho letto tutti i libri sul manifestare, e a volte sono riuscita a farlo molto bene, però ora mi trovo in un periodo in cui sembra che io non riesca a manifestare nè lavoro nè soldi. Cosa sto sbagliando stavolta? Cordiali saluti, Cathrine Neale risponde Cara Cathrine… Il mio suggerimento: smetti di focalizzarti su ciò che non sta accadendo, e focalizzati su ciò che è. Usa questo “tempo libero” per fare qualcosa che la tua anima ti suggerisce. In ogni caso devi far qualcosa, giusto? Voglio dire, non puoi semplicemente startene seduta tutto il giorno a guardare il muro, no? Quindi fai qualcosa su cui la tua anima sta richiamando la tua attenzione. Il tuo spirito ha cercato per tanto tempo di indovinare come farti avere i momenti dei quali hai bisogno per seguire la beatitudine del tuo cuore e le tue intenzioni animiche. Impegnati in questo, e il tuo tempo volerà. E… potrebbe anche portarti inavvertitamente alla tua prossima carriera o lavoro! (Strane cose sono accadute…) E POI… sappi che la tua prossima perfetta opportunità di vita, e tutto il denaro di cui hai bisogno, stanno arrivando ora. Dillo a te stessa, ripetutamente, ogni giorno — anche per un anno se necessario. Non smettere mai. Non interrompere mai questo pensiero. “La mia perfetta opportunità di vita, e tutto il denaro di cui ho bisogno, stanno arrivando ora”. Ti auguro ogni bene. Abbracci, Neale
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Non temere più la perdita Una Nota da Neale… Miei cari amici… La settimana scorsa abbiamo condiviso con voi la parabola del Fiocco di Neve. E se l’hai letta, ora potresti dire, “Carina, una metafora molto carina. Ma cosa c’entra con l’Esperienza Sacra?” (A proposito, se non l’hai letta, ti sarebbe molto utile riprendere dalla posta il Bollettino della settimana scorsa e leggerla). La domanda qui sopra è lecita. Per quanto mi riguarda, una volta che ho abbracciato la Metafora del Fiocco di Neve, ho capito che non importava quello che facevo, sarei sempre rimasto vivo. Non sarei mai morto, avrei semplicemente cambiato forma. Immediatamente, ho perso la mia paura della morte. E poi è successo qualcosa di miracoloso . Quando ho perso la mia paura di morire, ho perso la mia puara di vivere. Qualcuno molto saggio una volta ha detto, “Tutta la paura è paura della morte.” Qualcos’altro o qualcun altro “morirà”, e andrà via. Non “esisterà più”. Tuttavia nel momento in cui realizzi che quando tutto finisce (un punto che abbiamo stabilito precedentemente in questo libro), tutto ciò che finisce ricomincia come qualcosa di nuovo, non avrai mai più paura di perdere qualcosa. Neppure, le entrate di denaro. Ed è qui che la tua campana della libertà si mette a suonare. Perchè quando non hai più paura di perdere l’introito (e neppure della morte fisica che ne potrebbe conseguire), in quel momento l’acquisire denaro diventa una preferenza piuttosto che una necessità. Wow. Quando preferisci vivere, invece di aver il bisogno di vivere, tutto cambia. Non sei più impegnato in un processo di Sopravvivenza. Sei impegnato in un processo di Celebrazione. Questo è, in sintesi, il sentiero del viaggio della vita. Iniziamo con il pensare che dobbiamo sopravvivere, e basiamo su questo concetto molte decisioni della nostra vita. Poi, quando acquisiamo la consapevolezza che la lotta per la sopravvivenza non è necessaria in quanto la nostra sopravvivenza è garantita, le nostre decisioni si basano su qualcosa d’altro: Cosa mi porterà il massimo della gioia? Ciò che ci porta gioia, la gioia più elevata, è l’auto-espressione. Perchè è attraverso l’espressione più piena del Sè che si raggiunge l’esperienza più piena di Ciò Che Realmente Siamo. Ed è questa l’esperienza per la quale siamo qui! È con questa realizzazione meravigliosa che arriva l’attuazione. Diventiamo esseri auto-realizzati. E due cose accadono insieme. Per prima, non “lavoriamo” più in un’attività che non ci piace. Secondo, “non detestiamo” più un lavoro che staimo facendo. Ciò perchè il nostro “lavoro” è diiventato una “gioia” — anche se è lo stesso lavoro che avevamo prima. Perchè? Come? Perchè ad un tratto realizziamo il motivo per cui lo stiamo facendo. Ad un tratto vediamo chiaramente che non lo stiamo facendo perchè dobbiamo, ma perchè vogliamo; perchè è al nostro servizio; perchè è un mezzo per arrivare ad una meta. Il nostro impiego è il nostro strumento. È qualcosa che stiamo facendo per poter avere l’esperienza che vogliamo avere. Questa esperienza non è obbligatoria. Possiamo averla o meno, come decidiamo. Quindi, se stiamo scegliendo di avere Questa Particolare Esperienza piuttosto che Quell’Altra Esperienza, come possiamo non essere gioiosi, a prescindere dal nostro lavoro? Non stiamo forse raggiungendo i nostri scopi? Questo è un cambiamento di atteggiamento, non di circostanze. Niente è cambiato, ma tutto è diverso. Questo è quando saprai di aver avuto l’Esperienza Sacra. Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Cosa posso fare per il mio Disturbo Ossessivo Compulsivo? Caro Neale… Sono una ragazza danese di 27 anni. Ho letto tutti i libri Conversazioni con Dio. E, lasciamelo dire, sono piena di ammirazione. Credo con tutto il cuore nella benedizione delle parole di questi generosi libri. Scusami se ti disturbo con questi pensieri, ma penso tu sia l’unico che possa aiutarmi oltre a Dio. Mi hanno diagnosticato il Disturbo Ossessivo Compulsivo, e questa malattia mi rende molto apprensiva. Mentre ti scrivo so che puoi aiutarmi. E ti prego di farlo. Sono spaventata dal fatto di poter fraintendere o interpretare male ciò che si suppone che io faccia. La mia mente cerca sempre di indovinare quello che Dio vuole da me. So che non c’è davvero qualcosa che Lui voglia da me, ma continuo ad andare in chiesa e a cercare di indovinarlo. Ho degli attacchi di panico. E non so se è davvero Lui a parlarmi o se è la mia mente a produrre dei pensieri. Come, ad esempio, dove posare la mia tazza o se indossare una cosa o l’altra. E altre cose. Non so se tutto ciò abbia un senso, ma spero e prego che tu possa aiutarmi. Credo fermamente in Dio e so che Lui mi aiuta in ogni momento, ma faccio così fatica a lasciare andare le regole che mi sono imposta da sola che mi sono ammalata e ho difficoltà a credere che sia vero. Per favore aiutami. Grazie. Con amore, speranza e fiducia… Birgitte Neale risponde Mia cara Birgitte… Esistono cure per il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC), e ci sono un sacco di persone che sanno come aiutarti a gestirlo, e a gestire la tua vita, in modo ottimale. Tutti noi abbiamo un po’ di DOC nel nostro sistema. Ad esempio, c’è un certo modo in cui io devo assolutamente appendere le cose nell’armadio. C’è una certa routine nel lavarmi i denti che io devo rispettare. Cose così. Non è qualcosa di cui preoccuparsi, o per la quale agitarsi più di tanto – a meno che tu ti renda conto che queste “routines” stanno iniziando, come suggerisci, a creare ansia nella tua vita. Fatti vedere da un professionista! Se ti è stato diagnosticato il DOC, devi aver già visto un professionista della salute. Continua con quel tipo di assistenza. Ci sono persone addestrate ad aiutare in casi come questo. Leggi dei libri. Ci sono dei libri molto validi sul
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Come un fiocco di neve, tu sei eterno Note da Neale Miei cari amici… Tutto sta succedendo per il mio proprio bene. Non potrebbe essere in altro modo nel Regno di Dio. Questa è la sorprendente affermazione fatta in La Sacra Esperienza, che considero uno dei libri più importanti che abbia mai scritto, in seguito al mio incontro con le Conversazioni con Dio. Ciò che le CcD mi hanno portato a capire è che la nostra vita qui non è ciò che io, e tante persone, pensiamo che sia. Questo non è “l’inferno sulla terra”. Questa vita non è fatta di “prove e tribolazioni”. Non siamo in una “scuola”, dovendo “imparare la nostra lezione.” La vita non è un “test” che se passiamo andiamo in “paradiso” e se falliamo andiamo all’ “inferno”. Non è ciò che sta accadendo qui. Non siamo semplicemente creature biologiche, risultato di una casualità di processi chimici, vaganti sulla terra nel tentativo di arrivare alla fine facendo il minimo di danno a noi stessi ed agli altri. Siamo Creazioni della Deità, Prodotti del Divino, Individuazioni di Dio. Siamo Espressioni Singolari della Singolarità, Elementi Essenziali dell’Essenza stessa della Vita. Dio mi ha dato un modello meraviglioso col quale potessi tenere tutto ciò in Mente. Dio disse: “Pensa a te stesso come ad un fiocco di neve. Un fiocco di neve è eterno, lo sapevi? Il primissimo fiocco di neve nella storia del mondo è il fiocco di neve che sta cadendo oggi. Cade dal cielo come una fisicità altamente individualizzata. Non esistono due fiocchi di neve uguali. Non ci sono mai stati, in tutta la storia dei fiocchi di neve. “I fiocchi di neve sono incredibilmente belli nel loro disegno individuale. A nessuno che li veda cadere dai cieli può sfuggire la loro bellezza. Corri fuori quando vedi cadere i fiocchi di neve, ammirando la loro bellezza mozzafiato. “Quando atterrano, si mischiano l’uno con l’altro. Chiami semplicemente “neve” una collezione enorme di fiocchi sulla terra . Non dici, “Guarda quel grande mucchio di fiocchi di neve.” Dici, “Guarda quella montagna di neve”. Vedi tutti i singoli fiocchi come Uno. E, in effetti, sono Uno con Ciascun Altro. “Fra poco il sole sorge e la neve si scioglie, e ogni fiocco sparisce, uno dopo l’altro. Ovviamente, non spariscono affatto. Semplicemente cambiano forma. Ora sono acqua, e ondeggiano insieme in una pozzanghera scintillante, o fluiscono insieme in un piccolo ruscello. “Il sole continua a fare la sua magia, e presto l’acqua stessa sparisce. O così sembra. In realtà, anch’essa, semplicemente cambia forma. Evapora, elevandosi nell’aria sotto forma di vapori invisibili ed accumulandosi lì in una concentrazione tale che è di nuovo visibile – sotto forma di nuvole. “Quando i vapori si accumulano sempre di più, le nuvole diventano pesanti con la loro umidità. Presto, di nuovo, l’umidità cade, piovendo sulla terra. E se la temperatura è quella giusta, la pioggia che cade si trasforma di nuovo in fiocchi di neve – nessun fiocco uguale all’altro. Mai. Nella storia dei fiocchi di neve. “E quindi, nella neve, vediamo il Ciclo della Vita e la Storia di Te. “Non c’è mai stato un tempo in cui Tu non Eri. Non ci sarà mai un tempo in cui Tu non Sarai. Appari dai Cieli, materializzato come aspetti individuali di Tutto Ciò Che È. Mentre ogni materializzazione è assolutamente e gloriosamente non-identica, sono comunque Tutte La Stessa Cosa. E quindi si uniscono in un’essenza singolare, un’espressione particolare della vita che tu chiami “umani.” Poi, ai Cieli ogni Essenza ritorna, di nuovo invisibil-izzato. Non sei, “non più qui”, sei semplicemente “non più visibile”. Tuttavia, esisti, completamente auto-cosciente e completamente auto-consapevole, fino a che Tu non ritorni di nuovo nella visibilità totale e nella piena materializzazione. “Ed ecco un grande segreto. Non sei mai non “fisico”. Semplicemente a volte sei meno fisico. Così come un fiocco di neve non è mai non fisico. Quando è neve, è fisico. Quando è acqua è fisico. Quando è vapore, è fisico. Quando è umidità, è fisico. Quando non è visto e assolutamente invisibile, è fisico. Quando cade dalle nuvole come pioggia, è fisico. E quando incontra temperature gelide sotto le nuvole illuminate dal sole, si cristallizza, diventando di nuovo un fiocco di neve. Che viaggio ha fatto il fiocco di neve! Cambiando forma, cambiando forma, sempre cambiando forma, finalmente ritornando come un altro fiocco di neve, magnificamente diverso dalla sua versione precedente, ma sempre, in essenza e contenuto, esattamente la stessa cosa.” Abbracci e Amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Cosa sono i ‘sentimenti’? Caro Neale… Mi è piaciuto leggere CcD e ascolto continuamente la versione audio mentre sono in auto. Ho conversato via email con l’Autore e Fisico Teoretico Fred Alan Wolf e gli ho fatto qualche domanda che mi dava perplessità su relativi alla Meccanica Quantistica. Vorrei farti qualche domanda riferita all’argomento in CcD. N° 1: Da dove arrivano i sentimenti (sono spontanei e arrivano dal nulla oppure li creiamo noi)? N° 2: Noi creiamo veramente oppure è una delle infinite possibilità della creazione che si manifesta in ogni momento e noi semplicemente le diamo forma con i nostri pensieri e i nostri sentimenti? N° 3: Il Pensiero, la Parola e l’Azione sono strumenti per la creazione. I sentimenti sono solo una comunicazione da parte dell’anima, oppure sono un altro strumento per la creazione? Ti ringrazio molto, Elliott. Neale risponde Grazie, Elliott, per le affascinanti domande. Ecco le mie interpretazioni. 1. Dipende da cosa intendi per “sentimenti”. Se intendi “emozioni”, le creiamo noi. Le creiamo basandoci sui nostri Pensieri, che a loro volta si basano sulla nostra Verità, che a sua volta è basata sui nostri Dati — i Dati che abbiamo nella mente su qualsiasi particolare evento di cui siamo testimoni o partecipi. Tutto questo è attentamente e magnificamente esposto in Quando Tutto Cambia, Cambia Tutto, nell’esplorazione delle Meccaniche della Mente. Se stai invece parlando dei sentimenti puri — e cioè del modo in cui ti senti dentro, profondamente, riguardo a qualcosa…
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Usare ‘il sistema’ senza saperlo Note Da Neale Miei Cari Amici… Stavamo parlando del Lavoro come parte della tua vita, e la settimana scorsa dicevo di non fare mai un lavoro che non ami… e di sapere che se desideri davvero ciò che vuoi fare, e poi provi ad ottenerlo, alla fine le cose si risolvono sempre. Devo ammettere che non avevo capito tutto questo da solo, fino al raggiungimento della cinquantina, dopo la mia esperienza della conversazione con Dio. Prima di allora pensavo di essere stato semplicemente “fortunato”. Pensavo di essere riuscito ad acchiappare tutte quelle occasioni. Mi ritenevo estremamente fortunato; una di quelle persone per le quali le cose sembrano sempre funzionare. Soltanto dopo la mia conversazione con Dio, ho realizzato cos’era successo in tutti quegli anni, da quando ero diciannovenne. Era il mio atteggiamento. Riguardava tutto l’energia che avevo tirato fuori negli anni. Era il modo in cui l’avevo pensata. Pensavo di essere una persona incredibilmente fortunata, e quindi lo ero. Pensavo che le cose funzionassero sempre, e di conseguenza funzionavano. Stavo utilizzando un sistema. Involontariamente. Senza saperlo. Ma in modo efficace. In pratica, il modo in cui pensi ha un effetto enorme, forse anche un effetto sporpozionato, sul modo in cui vivi. Molto presto nelle mie conversazioni con Dio mi è stato detto che ci sono tre Strumenti della Creazione. Questi sono il Pensiero, la Parola e l’Azione. L’utilizzo di questi strumenti dirige il nostro focus su ciò che scegliamo da quello che Deepak Chopra chiama “il campo di infinite possibilità.” Il modo in cui sperimenti la tua vita dipende da come la guardi. Se la vedi come un flusso costante di difficoltà e di sfide, di disastri e problemi, si rivelerà come tale. Se, d’altro canto, la vedi come un flusso continuo di buona fortuna, una cosa buona dopo l’altra, è quello che incontrerai. Nella vita, si tratta veramente di “ciò che vedi è ciò che riceverai”. Anche quando mi sono successe le cosidette cose “cattive”, ho sempre avuto la sensazione che infine tutto si sarebbe risolto. E che, posso aggiungere, si sarebbe risolto in mio favore. Ed è sempre stato così. Anche il mio periodo come persona senza tetto si è risolto bene. È vero, ci è voluto un anno, durante il quale ho vissuto in tenda in un campeggio popolato per la maggior parte da vagabondi, ma infine tutto iniziò a risolversi come doveva, ed oggi vedo il periodo che ho passato accattonando sulla strada, come uno dei passaggi più determinanti ed importanti della mia vita. L’Esperienza Sacra per me, riferita al mio lavoro o alla mia attività principale, mi è arrivata quando ho capito che la Vita è dalla mia parte; che la Vita si risolve sempre per me non perchè io sia uno dei fortunati, ma perché la Vita si risolve sempre per tutti, e che io sono semplicemente uno dei pochi che la vede così. Sono arrivato a questa realizzazione dopo i 50 anni, seguendo un mezzo secolo di eventi quotidiani su questo pianeta e, non a caso, dopo la mia esperienza delle conversazioni con Dio. Grazie a quell’esperienza, ora vedo ogni circostanza esterna, ogni Evento Esteriore, esistere per mio beneficio. Posso non vedere o riconoscere o capire il beneficio in quel momento, nel momento in cui qualcosa accade, ma so nel mio profondo che tutto ciò che accade sta accadendo per il mio bene. La mia vita me lo ha dimostrato. Più di una volta ho vissuto un’esperienza che avevo pensato, al momento, essere la peggior cosa che mi potesse succedere – per poi realizzare, con il passare del tempo, che era una delle cose migliori che mi fosse mai capitata; che se non mi fosse capitata, le cose buone che mi stavano capitando al momento non avrebbero potuto capitare! Questa è una rivelazione veramente meravigliosa. È una sacra, davvero… una sacra consapevolezza. Possiamo continuare questa conversazione settimana prossima? Spero che mi potrai raggiungere. Abbracci e amore, Neale P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Smetti di opporti alla vita Caro Neale… Ciao, innanzitutto lasciami dire che questo è il secondo tentativo di chiederti qualcosa sull’argomento. L’ho rimuginato più e più volte nella mia testa. In “Felici Più di Dio” (a breve in uscita nella traduzione italiana– n.d.t.) e nel ‘segreto non rivelato nella Legge di Attrazione’ dici che, perché si manifesti qualcosa che tu richiami, apparirà il suo opposto per fornirti un campo contestuale nel quale esprimere quella cosa che desideri… Ma non proveniamo già da un campo contestuale? Il terzo libro di CcD dichiara che ogni cosa è già stata creata, quindi non hai bisogno di richiamare l’opposto del tuo desiderio per sperimentare il tuo desiderio. Conosciamo già il caldo e il freddo, la sinistra e la destra, la luce e il buio. Andando oltre, non sperimentiamo ciò che ci aspettiamo. Se iniziamo ad aspettarci l’opposto, allora non sperimenteremo l’opposto ripetutamente? Se provengo da un luogo senza denaro, e richiamo l’esperienza di ricchezza, perché l’assenza di denaro dovrebbe continuare a comparirmi prima che compaia la mia ricchezza? Sono già in quel luogo di contrasto. L’esempio che fai della luce che conosce se stessa come luce e vuole sperimentarsi come luce, richiama l’oscurità per avere l’esperienza di essere luce. Quindi in questo esempio tutto ciò che ha intorno è la luce. Viviamo in un universo che già ci fornisce l’opposto di tutto ciò che desideriamo. Ed è da questo luogo che nascono i desideri. Come funziona in questo contesto la legge degli opposti? Scusa se la tiro per le lunghe. Spero tu capisca. Attendo la tua risposta. Anna. Neale risponde Ciao Anna… Buona domanda, interessante. E’ chiaro che hai guardato attentamente il materiale di CcD. Quindi vediamo insieme alcune cose che hai detto. Si, è vero che abbiamo già un campo contestuale tutto intorno a noi. Non tutti, però, stanno sperimentando pienamente questo campo contestuale nella propria diretta esperienza. L’“opposto” di ciò che desiderano attrarre non è necessariamente parte della loro esperienza quotidiana – o perlomeno