Non temere più la perdita

Una Nota da Neale…

Miei cari amici…

La settimana scorsa abbiamo condiviso con voi la parabola del Fiocco di Neve. E se l’hai letta, ora potresti dire, “Carina, una metafora molto carina. Ma cosa c’entra con l’Esperienza Sacra?” (A proposito, se non l’hai letta, ti sarebbe molto utile riprendere dalla posta il Bollettino della settimana scorsa e leggerla).

La domanda qui sopra è lecita. Per quanto mi riguarda, una volta che ho abbracciato la Metafora del Fiocco di Neve, ho capito che non importava quello che facevo, sarei sempre rimasto vivo. Non sarei mai morto, avrei semplicemente cambiato forma.

Immediatamente, ho perso la mia paura della morte. E poi è successo qualcosa di miracoloso . Quando ho perso la mia paura di morire, ho perso la mia puara di vivere.

Qualcuno molto saggio una volta ha detto, “Tutta la paura è paura della morte.” Qualcos’altro o qualcun altro “morirà”, e andrà via. Non “esisterà più”. Tuttavia nel momento in cui realizzi che quando tutto finisce (un punto che abbiamo stabilito precedentemente in questo libro), tutto ciò che finisce ricomincia come qualcosa di nuovo, non avrai mai più paura di perdere qualcosa.

Neppure, le entrate di denaro.

Ed è qui che la tua campana della libertà si mette a suonare. Perchè quando non hai più paura di perdere l’introito (e neppure della morte fisica che ne potrebbe conseguire), in quel momento l’acquisire denaro diventa una preferenza piuttosto che una necessità.

Wow. Quando preferisci vivere, invece di aver il bisogno di vivere, tutto cambia. Non sei più impegnato in un processo di Sopravvivenza. Sei impegnato in un processo di Celebrazione.

Questo è, in sintesi, il sentiero del viaggio della vita. Iniziamo con il pensare che dobbiamo sopravvivere, e basiamo su questo concetto molte decisioni della nostra vita. Poi, quando acquisiamo la consapevolezza che la lotta per la sopravvivenza non è necessaria in quanto la nostra sopravvivenza è garantita, le nostre decisioni si basano su qualcosa d’altro: Cosa mi porterà il massimo della gioia?

Ciò che ci porta gioia, la gioia più elevata, è l’auto-espressione. Perchè è attraverso l’espressione più piena del Sè che si raggiunge l’esperienza più piena di Ciò Che Realmente Siamo. Ed è questa l’esperienza per la quale siamo qui!

È con questa realizzazione meravigliosa che arriva l’attuazione. Diventiamo esseri auto-realizzati. E due cose accadono insieme. Per prima, non “lavoriamo” più in un’attività che non ci piace. Secondo, “non detestiamo” più un lavoro che staimo facendo. Ciò perchè il nostro “lavoro” è diiventato una “gioia” — anche se è lo stesso lavoro che avevamo prima.

Perchè? Come? Perchè ad un tratto realizziamo il motivo per cui lo stiamo facendo. Ad un tratto vediamo chiaramente che non lo stiamo facendo perchè dobbiamo, ma perchè vogliamo; perchè è al nostro servizio; perchè è un mezzo per arrivare ad una meta. Il nostro impiego è il nostro strumento. È qualcosa che stiamo facendo per poter avere l’esperienza che vogliamo avere.

Questa esperienza non è obbligatoria. Possiamo averla o meno, come decidiamo. Quindi, se stiamo scegliendo di avere Questa Particolare Esperienza piuttosto che Quell’Altra Esperienza, come possiamo non essere gioiosi, a prescindere dal nostro lavoro? Non stiamo forse raggiungendo i nostri scopi?

Questo è un cambiamento di atteggiamento, non di circostanze. Niente è cambiato, ma tutto è diverso.

Questo è quando saprai di aver avuto l’Esperienza Sacra.

Abbracci e amore, Neale

P.S.: i pensieri qui sopra sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite).

Domanda & Risposta

Cosa posso fare per il mio Disturbo Ossessivo Compulsivo?

Caro Neale… Sono una ragazza danese di 27 anni. Ho letto tutti i libri Conversazioni con Dio. E, lasciamelo dire, sono piena di ammirazione. Credo con tutto il cuore nella benedizione delle parole di questi generosi libri. Scusami se ti disturbo con questi pensieri, ma penso tu sia l’unico che possa aiutarmi oltre a Dio.

Mi hanno diagnosticato il Disturbo Ossessivo Compulsivo, e questa malattia mi rende molto apprensiva. Mentre ti scrivo so che puoi aiutarmi. E ti prego di farlo. Sono spaventata dal fatto di poter fraintendere o interpretare male ciò che si suppone che io faccia. La mia mente cerca sempre di indovinare quello che Dio vuole da me. So che non c’è davvero qualcosa che Lui voglia da me, ma continuo ad andare in chiesa e a cercare di indovinarlo. Ho degli attacchi di panico. E non so se è davvero Lui a parlarmi o se è la mia mente a produrre dei pensieri. Come, ad esempio, dove posare la mia tazza o se indossare una cosa o l’altra. E altre cose. Non so se tutto ciò abbia un senso, ma spero e prego che tu possa aiutarmi.

Credo fermamente in Dio e so che Lui mi aiuta in ogni momento, ma faccio così fatica a lasciare andare le regole che mi sono imposta da sola che mi sono ammalata e ho difficoltà a credere che sia vero. Per favore aiutami. Grazie. Con amore, speranza e fiducia… Birgitte

Neale risponde

Mia cara Birgitte… Esistono cure per il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC), e ci sono un sacco di persone che sanno come aiutarti a gestirlo, e a gestire la tua vita, in modo ottimale.

Tutti noi abbiamo un po’ di DOC nel nostro sistema. Ad esempio, c’è un certo modo in cui io devo assolutamente appendere le cose nell’armadio. C’è una certa routine nel lavarmi i denti che io devo rispettare. Cose così. Non è qualcosa di cui preoccuparsi, o per la quale agitarsi più di tanto – a meno che tu ti renda conto che queste “routines” stanno iniziando, come suggerisci, a creare ansia nella tua vita.

Fatti vedere da un professionista! Se ti è stato diagnosticato il DOC, devi aver già visto un professionista della salute. Continua con quel tipo di assistenza. Ci sono persone addestrate ad aiutare in casi come questo. Leggi dei libri. Ci sono dei libri molto validi sul DOC, ne sono sicuro. Cerca l’argomento in un motore di ricerca e vedi cosa esce, sia come aiuto che come materiale di sostegno. Vai su una qualsiasi libreria online e digita DOC o le parole “Ossessivo” o “Compulsivo” e vedi che titoli escono.

Hai ragione, Birgitte, sul fatto che Dio non voglia niente da te. Leggi il libro Che Cosa Vuole Dio. E qualsiasi cosa tu faccia, non preoccuparti di “offendere” Dio. Fai un favore a te stessa e smetti di cercare di gestire tutto ciò da sola. Trova qualcuno che ti possa aiutare. Ci sono tante persone in grado di farlo. E poi abbi fede in questo: Dio ti ama, indipendentemente da ciò che fai. E’ impossibile offendere Dio, o “urtare i sentimenti di Dio”. Quindi non preoccupartene un minuto di più. Lascia che sia Dio a preoccuparsi di te!

Prega Dio. Ogni volta che hai un attacco di panico per qualcosa – anche una piccola cosa, ad esempio, come hai detto, dove mettere la tazza – fermati semplicemente per un momento, respira profondamente, e dì a te stessa “Ok, Dio, confido nel fatto che mi donerai la Pace. Proprio ora. Al mio prossimo respiro. Portami la Pace. So che non ha importanza, per te come per nessun altro, dove poserò questa tazza. Tutto ciò che importa è che Tu mi ami, Dio. Ed io accetto il tuo amore adesso! Wow, mi fa sentire così bene essere amata da Te! GRAZIE!

Dì quella piccola preghiera. Memorizzala! E sono sicuro che ti aiuterà a ridurre l’ansia sulle “cose” della tua vita. Poi, come ti ho suggerito, continua a consultare un professionista che ti sia d’aiuto.

Buona fortuna, amica mia.

Amore e abbracci,

Neale

 

 

 

 

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