Dolore e Sofferenza non sono la stessa cosa

Una Nota da Neale…

Miei cari amici…

La settimana scorsa nella nostra serie in corso sull’Esperienza Sacra l’abbiamo definita come quel momento in cui niente è cambiato, ma tutto è diverso.

Ora, ciò non significa che dobbiamo ignorare tutta la sofferenza, sorvolare sul tormento di un altro, e procedere come se niente di male stesse accadendo nel mondo. Al contrario. Tutte le circostanze sul nostro pianeta, tutte le condizioni della Vita, sono state messe DAVANTI a noi DA noi (ricordati sempre: stiamo agendo insieme; esiste solo Uno di noi) per poter decidere, esprimere, e sperimentare chi siamo davvero in relazione ad esse.

In questo modo, sia coloro che soffrono che coloro che fanno terminare la sofferenza degli altri, sperimentano Chi Siamo Davvero Tutti.

Credo che questo sia esattamente ciò che sta accadendo qui sulla terra. Credo che tutto quello che sta succedendo stia succedendo perfettamente per far si che tutti noi possiamo svegliarci. Credo che tante Anime stiano facendo ciò che io e te chiameremmo soffrire e morire, così che tutti noi possiamo risvegliare, dentro di noi, le qualità Divine di compassione, aiuto, perdono, comprensione, pazienza, amore e, soprattutto, l’Unità e Unicità della Vita.

Secondo l’osservatore non consapevole, questo potrebbe sembrare un modo crudele della Vita per informare la Vita della Vita attraverso il processo della Vita Stessa. Perchè le persone dovrebbero soffrire per poter dimostrare a loro stesse o ad altri Chi Sono Davvero?

Questa è una domanda pertinente ed importante. È una domanda che ogni persona pensante deve porsi se queste conoscenze spirituali devono avere un punto d’appoggio.

La risposta si trova in Conversazioni con Dio, che ci dicono. infatti, che le persone non devono soffrire per poter dimostrare a loro stesse o ad altri Chi Sono Davvero. La Sofferenza come mezzo per produrre una tale dimostrazione è, in effetti, una scelta.

Forse è una scelta fatta per enfasi, così che la Dimostrazione non sarà presto dimenticata. Non lo so. Non conosco il programma di ogni Anima individuale. Sono d’accordo sul fatto che non è una scelta che la maggior parte della gente fa coscientemente. Al Livello Conscio della Creazione, la maggioranza degli esseri umani non sceglierebbe di soffrire. Tuttavia, CcD ci dice che stiamo producendo la nostra realtà a quattro livelli della creazione: Conscio, Subconscio, Superconscio e Supraconscio.

È all’interno di questo contesto più ampio che CcD ci informa che il dolore è un’esperienza oggettiva e la sofferenza è un’esperienza soggettiva. Il dolore è un fenomeno fisico e la sofferenza è il nostro pensiero al riguardo.

Messa in un altro modo, il dolore è semplicemente dolore, ma se esprimiamo il giudizio che non va bene, che non è gradito, che non è accettabile a favore di un bene più esteso, allora diventa sofferenza. Mentre se prendiamo la decisione opposta — che va bene, che è gradito, che è sopportabile per un bene più ampio — allora la nostra sofferenza termina, anche se il dolore continua. Niente cambia, ma tutto è diverso.

Arrivano anche momenti nell’esperienza di tanti in cui il dolore può effettivamente essere celebrato (che tu ci creda o no), cambiando la definizione stessa da sofferenza a goia.

Chiunque abbia subito l’estrazione di un dente dolente e abbia sopportato le macchinazioni del dentista e l’iniezione di antidolorifico, sa esattamente di cosa sto parlando. Tante donne che hanno partorito hanno vissuto questa esperienza.

È quando facciamo questo cambiamento che ci spostiamo dalla Sopravivenza alla Celebrazione. Da quel momento in poi, niente ci può toccare in modo negativo. Questa comprensione può veramente “liberarci dal male. Poichè tuo E’ il Regno, tua è la Potenza, e la Gloria per l’eternità. Amen.”

Non è forse scritto, “Voi siete Dei”?

E continueremo questa discussione straordinaria la settimana prossima in questo spazio.

Abbracci e amore,

Neale

P.S.: i pensieri qui esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite).

Domanda & Risposta

Sei libero!

Caro Neale… Questa settimana negli Stati Uniti abbiamo festeggiato il 4 Luglio — quello che chiamiamo Independence Day. Ma io non mi sentivo molto celebrativa, perchè non ho molta “libertà” nella mia vita. Mi sento come se la vita mi chiedesse di fare un sacco di cose che io non voglio fare. Qualche suggerimento..? Jim – Chicago

Neale risponde

Caro Jim, può darsi che tu stia cercando la libertà nel posto sbagliato. La libertà non è il prodotto della vita, è la vita ad essere il prodotto della libertà. La libertà è lo stato naturale dell’Anima, e l’unico Stato della Divinità. Se ci pensi onestamente, ti sarà chiaro che la Vita non ti chiede di fare nulla. Hai sempre la scelta. Ciò che stai cercando di evitare sono le conseguenze di determinate scelte. Ma se hai volontariamente evitato quei risultati, non hai forse esercitato la Libertà Stessa?

Molte persone vogliono immaginare di essere “forzate” a fare questo o quello, perchè ciò permette loro di “giocare il ruolo della vittima” e sentirsi abusate o maltrattate. Ma nessuno è “forzato” a fare qualcosa. Tutti esprimiamo giudizi di valore, valutando molto attentamente ciò che vogliamo o non vogliamo sperimentare, poi agiamo in base alla nostra valutazione ma fingiamo che “non abbiamo avuto scelta”. Ovviamente l’abbiamo avuta! E abbiamo agito in base ad essa!

La più grande scelta che farai mai nella vita è la tua decisione su Chi Sei Davvero, ciò che scegli di sperimentare e come scegli di sperimentarlo. E’ una decisione spirituale — e la maggior parte della gente non la vede così.

Sei libero, Jim, di cambiare idea su qualsiasi decisione tu abbia preso nella tua vita. Se ti senti “bloccato” nel farlo è perchè senti che facendolo traviseresti chi sei o quello che scegli di sperimentare. Capire questo è il tuo primo passo verso la Maestria.

Abbracci,

Neale

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