NDW: Saggezza per il fine settimana
Dove si va ora? Una Nota da Neale… Miei cari Amici… Ok, l’ho fatto. L’altro giorno per la prima volta ho scritto “2013” su un assegno. In qualche modo, per me, lo ha reso ufficiale. E, diversamente dagli altri anni, quando mi sbagliavo le prime volte che dovevo scrivere la data, questa volta non ho avuto alcun problema a scrivere due-zero-uno-TRE. Ero così contento che l’anno vecchio fosse finito! E’ stato un anno duro, vero? Un anno tosto. Un anno lungo. Un anno di sfide, sicuramente. Alcuni pensavano non sarebbe mai finito. In effetti, alcuni pensavano che noi saremmo finiti prima che finisse l’anno. Ma il mondo non è finito il 21 Dicembre come alcuni temevano, e ora è andato. La fine del calendario Maya è arrivata ed andata, e noi siamo ancora qui. Non tutti. No, non tutti quelli che hanno iniziato l’anno lo finiranno qui sulla Terra. Ma tutti quelli che se ne sono andati, tutti quelli che sono andati a casa… i bambini di Sandy Hook, le migliaia in Siria, i giovani e vecchi umani ovunque — alcuni di loro conosciuti da noi personalmente — tutti quelli che ci hanno lasciato sono ancora vivi e stanno bene… gioiosamente felici di essere a casa. Questa è la grande promessa di Dio… e io credo in questa promessa. E ora, per l’intera umanità — quelli che sono qui nel corpo e quelli che sono qui nello spirito — è iniziata una nuova epoca. Se vogliamo credere ai Maya, ora è in corso un nuovo ciclo. L’intero cosmo ha compiuto il suo giro. La rotazione dell’Universo Stesso inizia di nuovo. E la domanda è: Dove si va ora, in questo prossimo viaggio intorno al cerchio paradisiaco? Dove viene condotta l’umanità? E dove vengono condotte le nostre stesse VITE? E in ogni caso, di cosa si tratta? E’ una domanda alla quale la persona di cui abbiamo celebrato la nascita il 24 dicembre ha cercato di rispondere per noi. E la risposta che Lui ci ha dato è molto più grande dei costrutti di un qualsiasi particolare sistema di credenze, o dei dogmi di una qualsiasi particolare religione. La risposta che ci ha dato trascende i confini esteriori che i “nomi ufficiali” religiosi cercherebbero di porre nella nostra esperienza interiore. E quindi è una buona cosa che le persone di ogni religione — e quelle non appartenenti ad alcuna religione — usino questo inizio del Nuovo Anno per entrare di nuovo in contatto con un messaggio che è eterno. E mentre terminiamo questo ciclo di più di 5.000 anni, mentre ci imbarchiamo in una nuova epoca, difficilmente ci potrebbe essere periodo migliore per ascoltare di nuovo quel messaggio. Poiché guardando le nostre vite, essendo testimoni di eventi sul nostro pianeta da Sandy Hook alla Siria, vediamo che ci sono così tante cose nel nostro mondo che non stiamo scegliendo, che non stiamo cercando, e che desidereremmo non fossero così. Talvolta si ha la sensazione che non ci sia niente che possiamo fare per migliorare le cose. Ma c’è. E renderà le cose migliori, se ognuno di noi decide semplicemente di farlo. Il compositore David Alan Friedman lo ha reso perfettamente quando ha scritto una canzone nel cui testo c’è: “Possiamo essere gentili. Possiamo aver cura gli uni degli altri”. Ma non è abbastanza, ci ricorda il Sig. Friedman, cantare semplicemente una canzone. “Dobbiamo cercare di andare d’accordo”. Lo so che lo pensiamo tutti. Ma per gli esseri umani sembra impossibile farlo. A meno che non lo sia. A meno che non vediamo noi stessi in un modo nuovo. A meno che non adottiamo ed abbracciamo la nostra Vera Identità. Ognuno di noi si porta dentro la saggezza, la chiarezza, la premura, la compassione e l’amore che sono stati dimostrati da tutti i maestri di tutte le grandi religioni e di tutte le tradizioni spirituali del mondo. Ognuno di quei maestri è venuto per dirci che la Divinità è costruita dentro tutti noi dalla Divinità Stessa. E quindi, mentre iniziamo un nuovo anno ed una nuova epoca, ricordiamo che il modo per andare d’accordo è “andare d’accordo” con la vera ragione per la quale siamo venuti qui. La nostra Anima è qui in missione… e non sto parlando per voi ma per me stesso quando dico: per me è giunto il momento di andarci d’accordo. La mia anima non è venuta qui con l’idea che quello che ha più giocattoli alla fine vince. La mia anima è venuta qui con la profonda consapevolezza che quello che regala più doni vince. Ovviamente ciò è vero per tutti noi. Ognuno di noi ha qualcosa di meraviglioso da dare a tutti quelli che attraverseranno il suo cammino. La stagione dei doni appena passata non deve terminare. Può essere Natale per sempre. Con ogni persona che incrocia il nostro cammino, possiamo guardarci dentro profondamente e decidere: Qual è il dono che questa persona è venuta a ricevere da me in questo momento? Se questa fosse la Notte di Natale, come George Bailey nel film La vita è meravigliosa, mi verrebbe in mente di andare su un ponte in fondo alla città e saltar giù perchè penso che la mia vita sia un fallimento? Oppure ascolterei i migliori angeli della mia natura per vedere il dono che ho da dare in ogni momento, e per darlo? Si, può essere Natale Per Sempre. E la Nuova Era può infine trasformarsi nella Nuova Epoca, dove la Stagione dei Doni non finisce mai. Abbracci & Amore, Neale Domanda & Risposta Avere in cambio Caro Neale… Nei tuoi libri parli molto di dare, dare, dare agli altri. Ma quando avrò qualcosa in cambio? Sembra che tutto ciò che faccio sia DARE. E, francamente, sto iniziando un po’ ad arrabbiarmi. O almeno, a sentirmi frustrata. Poichè non ottengo mai niente in cambio. Cosa c’è che non va? E come posso superare questa negatività che sta iniziando a venirmi? Grazie, Carolyn. Neale Risponde Mia cara Carolyn: grazie per la tua lettera, e per la tua onestà. Posso capire come ti senti. Anch’io
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Cari Amici… Questa volta vi proponiamo una versione “insolita” del Bollettino Settimanale, per approfondire il significato di Chi Siamo, e per fare chiarezza sul “senso della Vita”. Quindi vediamo… …un paio di domande a Neale Sii la Fonte dell’Amore Caro Neale… Anche se non sono cristiana, voglio credere a tutte le cose buone che il Natale, da poco passato, rappresenta. Ma temo che il mondo abbia distorto il mio senso delle cose. Mi sembra di aver perso lo “spirito natalizio”. Puoi aiutarmi? Con tristezza, ma con speranza… Catherine Z., Toledo, Ohio. Neale Risponde Mia cara Catherine: puoi “trovare” di nuovo lo spirito natalizio facendo in modo che qualcun altro lo sperimenti. Non cercare di trovare lo spirito natalizio, cerca di esserne la fonte. E’ molto facile a farsi, e non ha niente a che vedere con un periodo dell’anno, o con la propria fede religiosa (o l’assenza di fede). E’ semplicemente una questione di donare e mostrare e condividere Amore. Con tutti. Ovunque tu vada. Sempre. Senza eccezioni o limitazioni. Prova. Decidi di farlo e basta, Catherine. L’Amore è Chi Sei Tu, e quindi starai davvero semplicemente prendendo la decisione di tornare alla tua Vera Identità. E quando prenderai questa decisione, il mondo ti darà ampie opportunità di metterla in atto. Osserva. Non appena deciderai di diventare Amore, personificato, il mondo ti offrirà occasione dopo occasione dopo occasione di essere esattamente quello. Se poi ti metterai alla prova, scoprirai di aver “trovato” lo “spirito natalizio” esattamente dove è sempre stato — profondamente dentro di te. Poichè è chi sei. Non è qualcosa che trovi al di fuori di te, è qualcosa che richiami da dentro. E non lo fai per te. Lo fai per tutti quelli con la cui vita entri in contatto. L’ironia di ciò è che mentre lo fai per tutti quelli con la cui vita entri in contatto, lo fai per te stesso senza cercare di farlo. Ciò che fluisce attraverso di te, rimane attaccato a te. Quindi non cercare lo spirito natalizio, Catherine. Procuralo per quelli che lo stanno cercando. Ricorda sempre: Ciò di cui sei la fonte, lo sperimenti. Con Amore, Neale Il senso di tutto Caro Neale… Okay, il Nuovo Anno è iniziato. E allora? Non ho idea del perchè io sono qui. Non ho idea di cosa riguardi la vita. Mi sembra tutto senza scopo. Riesci a darmi una buona ragione — una qualsiasi ragione — per tutto questo? E cosa posso fare per rendere il Nuovo Anno “felice”? Con amore, Margaret Neale Risponde Mia cara Margaret… L’Anno Nuovo sarà migliore se darai a te stessa una ragione “migliore” per andare avanti; una ragione migliore per vivere. La maggior parte delle persone, Margaret, non solo tu… sono molto confuse sul perchè sono qui, sullo scopo della Vita, su chi sono e dove stanno andando e cosa stanno cercando di fare. Non è colpa loro. Tutto ciò che hanno fatto è stato ascoltare ciò che è stato loro detto. Ma la vita non riguarda ciò che è stato detto a noi tutti, tesoro. Non ha nulla a che fare con quello. Non riguarda l’avere la ragazza, il ragazzo, l’auto, il lavoro, la casa, i bambini, avere un lavoro migliore, un’auto migliore, una casa migliore, avere i nipoti, avere una promozione, avere l’ufficio d’angolo, avere il regalo per il pensionamento, avere i biglietti per la crociera, ammalarti, e andartene. Non ha niente a che vedere con tutto ciò. La Vita riguarda il Programma dell’Anima. Ecco l’intera storia, Margaret, così puoi capire davvero… Il Disegno Grandioso è questo: Dio ha creato la fisicità come mezzo col quale esprimere la Sua Totalità in termini relativi, così da poter esprimere la Divinità in tutti i Suoi aspetti. Il Progetto della Vita Umana Fisica è questo: Tu sei un essere tripartito, fatto di Corpo, Mente, e Anima. Non c’è separazione all’interno di questa triade, che qui è stata chiamata “La Totalità di Te”. La Totalità di Te, infatti, è un’individuazione della Divinità Stessa. Così come la Divinità è Trina (ESSERE, CONOSCERE, SPERIMENTARE), così lo sei tu (ANIMA, MENTE, CORPO). Tu sei, proprio come è stato detto in molti circoli teologici, fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Il Programma dell’Anima è questo: esprimere e sperimentare ogni aspetto della sua Vera Identità come un’Individuazione della Divinità raggiungendo il Compimento del Sacro Viaggio nelle espressioni della Vita attimo per attimo; creare in modo collaborativo, con altre anime, le giuste e perfette condizioni, situazioni e circostanze all’interno delle quali divenga possibile sperimentare ciò. Il Sacro Viaggio è questo: una continua, eterna espressione da parte dell’Anima dell’Energia Essenziale o Primaria chiamata Vita, in specifiche e particolari forme, realizzando Lo Scopo Divino mediante le incarnazioni, che in termini umani vengono definite “esistenze”. Lo Scopo Divino è questo: il Compimento Continuo. E cioè, la completa esperienza della Divinità in qualsiasi ed in ognuno dei suoi aspetti, attraverso continue espressioni fisiche che riflettono la Natura del Divino nella misura in cui una qualsiasi manifestazione fisica è in grado di farlo in un qualsiasi particolare stadio evolutivo. Quando un fiore sboccia, lo Scopo Divino (l’espressione e l’esperienza di qualsiasi aspetto della Divinità) è stato realizzato — e il Sacro Viaggio della forma di vita chiamata “fiore” ha raggiunto il Completamento in quello stadio. Non raggiunge ciò che verrebbe chiamato Completamento “totale” poiché la forma di vita chiamata “fiore” non “muore” e non potrà mai “morire” o “andar via”. La sua energia semplicemente cambia forma, spostandosi al prossimo stadio nella sua espressione e manifestazione. Quando un albero cresce al massimo della sua altezza, cadendo alla fine per il suo stesso peso, lo Scopo Divino (l’espressione e l’esperienza di qualsiasi aspetto della Divinità) è stato realizzato — e il Sacro Viaggio della forma di vita chiamata “albero” ha raggiunto il Completamento in quello stadio. Non raggiunge ciò che verrebbe chiamato Completamento “totale” poiché la forma di vita chiamata “albero” non “muore” e non potrà mai “morire” o “andar via”. La sua energia semplicemente cambia forma, spostandosi al prossimo stadio nella sua espressione e manifestazione. Quando un
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Abbraccia ciò che hai scoperto Una Nota da Neale… Miei cari amici… Settimana scorsa in questo spazio abbiamo parlato di come le opinioni e le osservazioni su di noi dateci dagli altri possono “guidare” la nostra vita, creando in effetti, in qualche modo, la nostra esperienza di noi stessi. Ho parlato di come ciò è capitato a me… e di come, alla fine, sono evaso da quella trappola attraverso la profonda esplorazione personale. Ho raccolto molto dalle mie esplorazioni. Ho raccolto molto da tutti quei libri, ritiri, religioni, seminari, e sacre interazioni con gli altri, di cui ho parlato nelle settimane passate. Ma non riuscivo proprio a farli del tutto miei e renderli la mia verità, in buona parte a causa di chi avrei dovuto ritenere in errore se l’avessi fatto. Poi, ho finalmente fatto un grande balzo — usando quello che poi divenne il Quarto Strumento dell’Esperienza Sacra. Mi ci è voluto un enorme coraggio, più di quanto ce n’è voluto per diventare un esploratore. Quando crei ciò che desideri, volendolo e chiamandolo a te, e quando lo esplori pienamente, sembra quasi troppo bello per essere vero. E quindi, se non stai attento, lo definirai non vero. Come il Cappellaio Matto nel Paese delle Meraviglie, giurerai che ciò che è “così” non è così, e che “non è così” è così. Quello che mi ha reso possibile uscire da questa trappola è stata la disperazione. Nel mio caso, fu ciò che ci voleva. Creai una situazione nella mia vita dove improvvisamente non avevo modo di produrre un reddito, avendo subito la frattura del collo in un incidente d’auto, e finii col vagabondare per strada, vivendo in un campeggio, senza casa, senza lavoro, senza auto, senza soldi, senza proprietà se non gli indumenti che avevo in spalla, una tenda e un sacco a pelo. Dio ha dovuto ridurmi a nulla — i miei ultimi 25 centesimi, letteralmente — prima che fossi pronto ad ammettere che il modo in cui avevo “vissuto” fino ad allora non funzionava. Guardando indietro a quel periodo, mi ritrovo ora determinato a fare tutto ciò che posso per aiutare gli altri ad evitare di dover mai passare per qualcosa di simile. La desolazione per quell’esperienza fu totale per me. Ero convinto che non sarei mai uscito da quella situazione, che non avrei mai lasciato quel campeggio, che non sarei mai stato capace di tornare sui miei passi e ritrovare la mia via verso la “vita vera”. Ero sicuro che avrei terminato i miei giorni come uomo di strada. (Pensa che non ero un giovane uomo quando mi è capitato tutto questo. Avevo 50 anni). Per un po’ mi sono figurato morente in qualche posto abbandonato, senza qualcuno che mi notasse e qualcuno a cui importasse. Mi vedevo dormire notte dopo notte in quel freddo e umido sacco a pelo. Qualsiasi cosa sbagliata avessi fatto ad altri nella mia vita, mi dicevo, ora la stavo pagando. Avevo ricevuto il mio riscontro. Questa era la mia punizione, e, come l’inferno, sarebbe continuata per sempre. Ora immagina, in una situazione come questa, cambiare improvvisamente la tua idea fondamentale sulla vita e accettare il concetto di un Dio che non punisce nessuno per niente — e che nemmeno costruisce la vita per dare una tale retribuzione. Be’, mi era impossibile farlo in quella situazione. Fu solo dopo essere uscito da quella situazione che iniziai a credere all’incredibile, e ad abbracciare nuove idee su Dio, sulla Vita, e su tutte le altre persone nella mia vita e sulla terra. Ora sono qui a dirvi che non dovete percorrere questo sentiero di disperazione. Potete usare, invece, i Dieci Strumenti dell’Esperienza Sacra. Come è stato affermato meravigliosamente nel dialogo finale del libro CcD, ACCANTO A DIO La vita non finisce: “La Buona Notizia è che non è necessario passare attraverso l’inferno per arrivare al paradiso”. Usate il Quarto Strumento. Abbracciate ciò che avete scoperto durante tutta la vostra esplorazione. Accettate come verità le vostre idee più elevate su voi stessi, su Dio, e sulle persone che la vostra Anima vi ha inviato — e vi sta inviando ora. Avete chiamato a voi queste idee attraverso il vostro desiderio, attraverso le vostra volontà, e attraverso la vostra esplorazione. Non rigettatele ora perchè sono in contraddizione con ciò che le figure autorevoli della vostra vita vi hanno detto. Non rigettatele perchè sembrano troppo belle per essere vere. Abbracciatele. Non rinnegate il vostro vero Sé per non rinnegare gli altri. Ricordatevi sempre questo: Il tradimento del proprio Sé per non tradire un altro è pur sempre tradimento. E’ il più alto tradimento. Abbracci & Amore, Neale Domanda & Risposta Puoi aiutarmi ad essere un messaggero? Caro Neale… Innanzitutto, congratulazioni per il tuo importante lavoro! Ecco la mia domanda: Quante persone ti hanno detto di far parte dello stesso processo e dello stesso obiettivo di cui fai parte tu? Ovvero, che Dio ha passato per anni le informazioni con lo scopo di creare una sorta di missione. Penso, Neale, che tu abbia dato loro le fondamenta, che tu abbia mostrato un esempio. E questo è grandioso! 🙂 Qual è il tuo consiglio e messaggio per queste persone e come puoi davvero aiutarle? Con amore, Zoltan Neale Risponde Mio caro Zoltan… Molte persone mi hanno detto questa cosa, e il mio consiglio a tutte quelle persone è sempre lo stesso: Vai ora, e aiuta a guarire il nostro mondo e la sua gente. In termini di come io possa aiutarli, certamente non posso offrir loro aiuto individuale — ci sono tantissime persone e c’è pochissimo di me. Come gruppo, tuttavia, sto provando seriamente a ad assisterli in molti modi… il più importante, offrendo loro una piattaforma globale attraverso la quale le loro voci individuali possano essere ascoltate. Ho lanciato una piattaforma mondiale, www.TheGlobalConversation.com , per quelli che desiderano assistere l’umanità nel comprendere più profondamente, e poi ri-scrivere, la propria storia culturale. Apprezzo la domanda che mi hai fatto. Ti invio Amore… Neale
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Vivere le credenze di altre persone… Una Nota da Neale… Miei cari amici… Settimana scorsa in questo spazio vi ho detto di come una volta una mia meravigliosa insegnante, Terry Cole-Whittaker, mi abbia aiutato a comprendere quale fosse la mia resistenza nell’abbracciare una nuova verità, la mia verità, su qualcosa. “Chi dovresti ‘ritenere in errore’ per poter accettare ciò che sai essere vero dentro di te?” mi chiese. In un caso era mio padre. In un altro caso era mia madre. In un altro caso ancora era l’insegnante favorito della mia infanzia. Piuttosto che ritenerli “in errore”, mi ero attaccato alle loro verità, mi ero aggrappato alle loro storie, e le avevo rese reali. Avevo anche detto che in questo bollettino avremmo guardato come presi qualcosa che mia madre mi disse e la trasformai in una “verità” che “condusse” la mia vita per 30 anni… e a come ciò può capitare anche a voi. Questo impressionante esempio è stato quando mia madre mi disse, durante una sessione di lettura della mano quando ero un bambino: “Non amerai mai nessuno”. Le era sembrato di vedere questo sulle linee della mia mano, e semplicemente me lo disse. “Sei un genio”, disse, “ma non amerai mai nessuno”. “Cosa?” dissi. “Come può essere?” “Vedi qui?” rispose, indicando una formazione di linee sul mio palmo. “Ti manca la linea del Cuore su entrambe le mani. Significa che non ti innamorerai mai. Tu sperimenti la vita come un processo mentale. Sperimenterai anche l’amore come un processo mentale, non come un processo emotivo. Per te l’amore è un pensiero, più che un’esperienza”. Wow. Ok, mamma, se lo dici tu.. Ora, non fraintendetemi. Amo mia mamma. (Ha celebrato il suo Giorno della Continuazione più di 30 anni fa). E non ce l’ho con lei neanche per un attimo per questo piccolo incidente della mia infanzia. Non voleva ferirmi. Stava semplicemente condividendo la verità, così come lei la conosceva. Ma dire che non abbia avuto alcun impatto sulla mia vita sarebbe una bugia. Il fatto è che ho vissuto la predizione di mia madre piuttosto che ritenere lei ‘in errore’ sull’argomento. In modo simile ho vissuto molte predizioni di mio padre (“Non combinerai mai niente”) e molte sue caratterizzazioni (“Vai in giro con la testa tra le nuvole”). E anche molti dei miei modelli di ruolo infantili. Mio fratello maggiore Wayne, che io idolatravo totalmente, era solito dire di me, “Tutto ciò che vuole è attenzione”. Quindi, ovviamente, ho vissuto anche questa caratterizzazione, per molti anni. (Ora ho tutta l’attenzione che voglio, grazie molte). Visto quanto in alto nella mia personale gerarchia avevo piazzato queste e altre figure autorevoli della mia infanzia, potete immaginare quanto fu difficile per me rifiutare alla fine, una per una, queste idee su di me — e ancor più abbracciare qualsiasi nuova idea potessi avere su me stesso, per non parlare delle nuove idee su cose più grandi come Dio e la Vita. Si, ho raccolto molto dalle mie esplorazioni. Ho raccolto molto da tutti quei libri, ritiri, religioni, seminari, e sacre interazioni con gli altri, di cui ho parlato settimana scorsa. Ma non riuscivo proprio a farli del tutto miei e renderli la mia verità, in buona parte a causa di chi avrei dovuto ritenere in errore se l’avessi fatto. Poi, feci finalmente un grande balzo — usando quello che poi divenne il Quarto Strumento dell’Esperienza Sacra. E con la vostra indulgenza, condividerò con voi l’argomento settimana prossima. Vi sto raccontando la mia storia nella remota possibilità che parte di essa potrebbe essere qualcosa a cui riferirvi — e che quindi potrebbe esservi di beneficio ascoltare. Quindi, ci vedremo qui settimana prossima. Salvo il contrario. Se tutto questo vi annoia, non vi rimprovererò se salterete una settimana o due ;o) Fatemi sapere. Abbracci & Amore, Neale Domanda & Risposta Difficile lasciar andare la paura Cristiana Caro Neale… Innanzitutto vorrei dire che amo i tuoi libri, è il primo modello del divino che ha senso per me. Sono stato cresciuto Cristiano e trovo molto sgradevole l’idea che Dio sia un Dio geloso, infuriato, giudicante che richiede la salvezza attraverso strane ed incomprensibili tecnicità. La mia domanda è riferita a Gesù e ad alcune cose che ha detto. Nei tuoi libri affermi che era un umano pienamente auto-realizzato. Credo molto più a questo che al modello Cristiano ‘figlio di Dio – ponte esclusivo verso il paradiso’. Ma alcune cose che ha detto mi confondono ancora. “Chiunque dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli. Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli.” Matteo 10:32. In questo capitolo dice anche ai suoi discepoli di andare a scacciare i demoni. Quindi mi domando, pensi che abbia detto davvero queste cose? Se si, cosa intendeva dire? Sembra una chiara implicazione che lui abbia la parola finale sulla salvezza, e che creda nei demoni… qualcosa che non penso che un uomo pienamente auto-realizzato, secondo il tuo modello di divino, crederebbe o direbbe. Come spieghi questa discrepanza? Per quanto io ami i tuoi libri e voglia che siano veri, è dura lasciar andare la paura Cristiana di rinnegare Gesù come figlio di Dio, che mi è stata instillata fin dalla prima infanzia. Continua il tuo buon lavoro. Dan Neale Risponde Caro Dan: mi domando quale parte della Bibbia pensi sia la verità? Pensi che possa essere il Libro del Deuteronomio, dove dice che se un uomo sposa una donna e scopre che non è vergine, e se la sua famiglia non può provare che fosse vergine prima del matrimonio, allora “si farà uscire quella giovane all’ingresso della casa di suo padre, e la gente della sua città la lapiderà, sì ch’ella muoia” (Deuteronomio 22:20,21)? Ora potresti dire, “Un attimo. Questa è la Legge di Dio?”. E la risposta, così come si trova nelle Sacre Scritture Cristiane, è si. La Bibbia dice anche che, se scoperti in una relazione adulterina, sia l’uomo che la donna dovranno essere portati
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La tua verità è diversa? Una Nota da Neale… Miei cari amici… Sapere qualcosa ed accettarla sono due cose diverse. L’ho scoperto quando ho finito (o credevo di aver finito) la mia esplorazione. L’”Esplorazione”, vi ricorderete dalle discussioni delle settimane precedenti, è lo Strumento n° 3 nella mia creazione dell’Esperienza Sacra. Oggi discuteremo dello Strumento n° 4: l’ “Accoglienza”. Riguarda l’abbracciare sinceramente una nuova idea su tutto — chi sono, chi è Dio, perchè siamo qui… tutto. Ho speso anni guardando molte diverse religioni, filosofie, sistemi di credenze, sentieri verso l’illuminazione, metodi di innalzamento della coscienza, tecniche di auto-realizzazione, corsi di formazione per l’integrazione corpo-mente-spirito, ritiri di crescita personale, programmi e laboratori di ogni tipo, forma, dimensione ed approccio. Ho letto libri, ascoltato conferenze, frequentato seminari, fatto camminate sul fuoco (si, ho attraversato uno strato di carboni ardenti non una, ma due volte), ho meditato, mi sono messo a dieta liquida depurativa per dieci giorni, ho disciplinato il mio corpo (be’, un po’ almeno), e ad un certo punto sono anche stato seduto in cima ad un palo della luce per dieci giorni e dieci notti! (Non come parte di un allenamento spirituale. E’ stata solo una delle tante cose strane ed inusuali che ho fatto nella mia vita per confrontarmi con me stesso e le mie paure). Dopo tutto questo ho sentito di non essere più vicino ad una conoscenza maggiore o ad una più grande consapevolezza di quanto non lo fossi prima. Non sto dicendo che nessuna di quelle attività sia stata preziosa. C’è semplicemente da accorgersi che non ero pronto ad abbracciare ciò che dovevano mostrarmi. Il famoso detto “Quando l’allievo è pronto, il maestro appare” funziona anche al contrario: quando l’allievo non è pronto, tutti i maestri del mondo non faranno alcuna differenza. Eppure, avevo raccolto ed usato — senza saperlo consciamente — lo Strumento n° 1 in ciò che si sarebbe poi evoluto nei Dieci Strumenti dell’Esperienza Sacra. Avevo messo in moto l’energia del desiderio. Quest’energia, infatti, si era mossa in me sin da quando ero un bambinetto. Anche in quei primi giorni di vita volevo sapere di più di ciò che dai miei genitori capivo fosse Dio, e di ciò che da loro capivo fosse la vita, e di ciò che da loro capivo fossero gli altri esseri umani. Più tardi nella mia vita arrivai a realizzare che molto di ciò che avevo capito, in effetti, non era vero. O almeno, non era vero per me. Può essere stato vero per i miei genitori e per i modelli di ruolo e gli insegnanti della mia infanzia, ma non era vero per me. Non avevo neanche idea se quelle comprensioni fossero vere oggettivamente. Sapevo solo che non erano la mia verità. (Sto parlando di alcune delle mie idee infantili su Dio e la religione, sulla vita e il suo scopo, e sugli altri esseri umani). Stare nella Terra dell’Incerto mi spaventava molto. Dopo tutto, le persone che ti hanno dato le idee che una volta ritenevi vere erano figure autorevoli nella tua vita. Sono le persone che avresti dovuto ritenere in errore se avessi rifiutato le loro idee e le loro verità, e combattuto per trovare le tue. Quel mio meraviglioso insegnante, Terry Cole-Whittaker, una volta mi aiutò a capire quale fosse la mia resistenza ad abbracciare una nuova verità, la mia personale verità, su qualcosa. “Chi dovresti ‘ritenere in errore’ per poter accettare ciò che sai essere vero dentro di te?” mi chiese. In un caso era mio padre. In un altro caso era mia madre. In un altro caso ancora era l’insegnante favorito della mia infanzia. Piuttosto che ritenerli “in errore”, mi ero attaccato alle loro verità, mi ero aggrappato alle loro storie, e le avevo rese reali. Settimana prossima: uno sguardo a come presi qualcosa che mia madre mi disse e la trasformai in una “verità” che “condusse” la mia vita per 30 anni… e a come ciò può capitare anche a voi. Abbracci & Amore, Neale Domanda & Risposta L’anima esiste in più di un luogo! Caro Neale… Apprezzerei i tuoi pensieri sul seguente argomento. Il risveglio con il nostro viaggio spirituale verso la crescita è fantastico. Sebbene non facile. C’è qualcosa su cui mi sento confusa… be’ non è l’unica confusione.. he he.. ma una delle tante. Quando ho parlato a Dio e gli ho detto per favore insegnami la verità (perchè le religioni non l’hanno fatto) mi è stato e tuttora mi viene data risposta in accordo col viaggio spirituale sul quale si suppone che io sia, che è fantastico perchè è come se fosse fatto su misura personalmente per me in accordo con la mia unicità (la mia personalità, i miei interessi, i miei punti di forza e le mie debolezze, ecc.). Ciò che mi confonde è che ricordo chiaramente un giorno quando ho ricevuto ‘comunicazione spirituale’, ha detto “Stai imparando. Voglio che tu lo condivida con gli altri e io farò il resto”. Ora, ho cercato e cerco sempre di farlo quando si presenta una situazione, ma ho anche capito di non esser più sicura che questa sia la cosa giusta per me. Ho cercato di condividere le mie esperienze spirituali (e sono esperienze e storie meravigliose) tranquillamente con gli altri e soprattutto con quelli della mia cerchia di amici Cristiani, ma ha solo provocato basse vibrazioni e mi ha messo nella posizione di diventare un bersaglio e di sentirmi dire che non sarò salvata (il solito tema del giudizio nella religione). Alla luce di questo, ora sono di nuovo nel mio guscio protetto, non desiderosa di uscire di nuovo e fuori rotta, e mi sento ferita. Una notte, dopo aver parlato ancora in un incontro Cristiano, ed aver di nuovo condiviso il mio punto di vista in maniera matura senza cercare di forzare qualcuno in alcuna direzione o di dire a qualcuno che si sbaglia, ho avuto il seguente ‘sogno lucido’. Diceva che ognuno impara alla propria maniera e che è un processo personale. Non è che questo non abbia alcun senso per me, ma allora dovremmo
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La fine è l’inizio Una Nota da Neale… Miei cari amici… Settimana scorsa in questo spazio abbiamo detto che L’Esplorazione della Divinità non finisce mai — poiché la Divinità stessa è infinita. E’ eterna ed illimitata, e si espande nel momento in cui la Sua consapevolezza di Sé è completa. Oggi vorrei spiegare meglio questo concetto. In un certo senso, la Piena Consapevolezza non è mai possibile, lo è solo la sua Illusione. Nel momento in cui immaginiamo il nostro Sé Pienamente Consapevole, diventiamo Consapevoli che c’è molto di più di cui diventare Consapevoli — poiché Chi è Quello che è Pienamente Consapevole, e Chi è Quello che è Pienamente Consapevole di questo? Questa è la grande questione mistica. Se tu fossi davvero pienamente Consapevole, non lo Sapresti. Se c’è una parte di te che sa che sei Pienamente Consapevole, significa che c’è una parte di te che sta osservando te e sta valutando ciò che Sai. Ma qual è questa parte di te, se sei già completo e pieno? Dev’essere una parte di te di cui non sei ancora consapevole. Porre questa domanda ci mette in contatto con la natura dell’Infinito, quanto meglio si possa spiegare in termini umani. L’Infinito si espande sempre per oltrepassare la comprensione del Finito. Una delle migliori (e paradossali) descrizioni dell’infinito che ho sentito è “tutto e ancora di più”!! Finché ci sarà un “te” che cerca di essere Pienamente Consapevole, la Piena Consapevolezza Assoluta non sarà possibile, perchè devono esistere, per definizione, almeno due aspetti del Sé: (1) Quello Che Cerca di Essere Pienamente Consapevole, e (2) Quello di Cui Il Cercatore Cerca di Essere Pienamente Consapevole. E ancora, facciamone un’affermazione: Se uno fosse davvero pienamente consapevole, non sarebbe consapevole di essere pienamente consapevole, perchè chi è Quello che è “consapevole”, e di cosa è consapevole? E’ per questo motivo che ho detto: Consapevolezza + Non-Consapevolezza = Realizzazione. Quando ti risvegli a questo fatto, lo Strumento n° 3 nella creazione dell’Esperienza Sacra, l’Esplorazione, è stato utilizzato completamente. Cessa tutta l’esplorazione. Ma come può essere? Non ho appena detto, L’esplorazione della Divinità non finisce mai? Si. Ecco, allora la Divina Dicotomia. Poiché è quando l’esplorazione finisce che inizia l’esplorazione. Abbracciamo questa Divina Dicotomia quando vediamo che due verità, apparentemente contraddittorie, possono esistere simultaneamente nello stesso spazio. Questa comprensione è ciò che mi ha portato allo Strumento n° 4. E vedremo questo fantastico piccolo congegno settimana prossima. Abbracci & Amore, Neale Domanda & Risposta L’anima esiste in più di un luogo! Caro Neale… Se ci reincarniamo, come possono i nostri cari sostenerci e guidarci quando moriamo? Un amico affettuoso. Neale Risponde Caro “Affettuoso” — La tua domanda presuppone che l’Anima esista solo in un dato luogo e in un dato momento. Ma Conversazioni con Dio ci dice che l’Anima può e in effetti esiste in più di un luogo in un unico Momento. Tempo e Spazio sono, infatti, illusioni, secondo CcD. Mi è chiaro, quindi, che in senso pratico l’anima di mia madre mi può offrire guida ora, e sarà presente nel momento della mia morte, anche se la sua Anima potrebbe essersi reincarnata in un’altra persona. L’Anima è molto più vasta di quanto pensiamo che sia, ed esiste in diverse parti in diversi luoghi simultaneamente, da quanto ho capito. Con Amore, Neale
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Un processo vita-dopo-vita Una Nota da Neale Miei cari Amici… Settimana scorsa in questo spazio abbiamo iniziato una discussione sulla differenza tra essere un “cercatore” dell’Esperienza Sacra ed esserne un “esploratore”. Continuando sull’argomento… Essere un esploratore dell’esperienza completa e conoscere la realtà ultima della vita può spesso separarci dalla nostra famiglia, dai nostri amici e dai nostri simili, che si domandano perchè non abbiamo accettato la risposta che loro hanno trovato o accettato, e perchè non stiamo sperimentando quello che loro stanno sperimentando. Possono anche ritenere che ci “sbagliamo” poichè siamo in un luogo della mente e dello spirito anziché nel luogo dove sono loro, e invece di onorarci per il coraggio della nostra esplorazione, potrebbero metterci in guardia contro di essa, o anche ridicolizzarci per averla intrapresa. Siddhartha Gautama era un esploratore. Figlio di un ricco uomo che era stato nominato governatore di una regione in India, lasciò il palazzo del padre e si separò dalla propria moglie e dal proprio figlio, abbandonando tutte le comodità e le confortanti relazioni familiari per esplorare e groccare totalmente la Vera Natura della Vita. Gesù di Nazareth era un esploratore. Lasciò sua madre e suo padre e si separò dalla sua famiglia e dalla sua società d’origine per poter esplorare e conoscere pienamente la Vera Natura del Suo Essere Divino. La lista di tali esseri umani contiene molti nomi, alcuni ampiamente conosciuti come quelli nominati sopra, altri del tutto sconosciuti, ma nessuno meno dedicato alla propria esplorazione, e nessuno meno santificato. Il tuo nome potrebbe andare su questa lista, così come il mio. Può essere la nostra scelta. Ma devi sapere questo: non è una scelta che si fa una volta sola. L’Esplorazione della propria Natura Divina non è come farsi togliere le tonsille. E’ un processo attimo-per-attimo, giorno-per-giorno, settimana-per-settimana, mese-per-mese, anno-per-anno, vita-natural-durante. E’ anche più di questo. E’ un processo vita-dopo-vita. E’ il processo di diventare ciò che si sta esplorando, e, nell’esatto momento in cui Lo si diventa, di estendere oltre l’esplorazione. Ecco una grande e meravigliosa verità: L’Esplorazione della Divinità non finisce mai — poiché la Divinità stessa è infinita. E’ eterna ed illimitata, e si espande nel momento in cui la Sua consapevolezza di Sé è completa. In questo senso, la Piena Consapevolezza non è mai possibile, lo è solo la sua Illusione. E discuteremo di questa cosa chiamata “piena consapevolezza” settimana prossima. Abbracci & Amore, Neale Domanda & Risposta Come avere risposte e guida Caro Neale… Grazie per i tuoi libri. I loro messaggi mi hanno portato grande conforto e tanta felicità! Potresti per favore descrivermi con istruzioni facili da seguire come posso raggiungere meglio quel luogo che Dio ti ha descritto come la sede dell’anima, in cui puoi tornare ogni volta per avere risposte e guida? (Sfortunatamente, non riesco ancora a padroneggiare la meditazione, quindi fatico a sentire le risposte, anche se tento davvero di ascoltare). Spero non sia una domanda stupida. Ho esaminato tutto il materiale per cercare di capire. Ti ringrazio molto per il tempo che mi dedicherai e per tutto ciò che fai per l’umanità. Joanne, Nuova Zelanda Neale Risponde Cara Joanne… credo che troverai meravigliose risposte alle tue domande nel prossimo libro che uscirà nella cosmologia CcD, che si intitolerà “L’Unica Cosa Che Conta” (in Italia nel 2013 – n.d.t.). Il libro contiene una favolosa sezione che descrive almeno cinque modi diversi di meditare, che potrebebro davvero esserti d’aiuto nel “padroneggiare” questa dolce pratica. Inoltre, il libro offre altri quattro meravigliosi strumenti con i quali connetterti ed esprimere la saggezza della tua Anima. Tieni d’occhio l’uscita del libro! Con Amore, Neale
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Esplora, ma non “cercare” Una Nota da Neale Miei cari amici… Stiamo discutendo qui ciò che ho chiamato L’Esperienza Sacra, in una lunga serie di articoli che formano il contenuto del Bollettino Settimanale da molte settimane. Spero che questi articoli vi siano stati utili, e sono lieto di continuare in questa discussione questa settimana con un’osservazione sulla differenza tra “esplorare” e “cercare”. Ho imparato nella vita, dopo anni passati a cercare L’Esperienza Sacra (che, naturalmente, è l’esperienza della Divinità), che non posso stare dove sono e sperimentare la Divinità se penso che la Divinità non sia dove sono. E a quanto pare pensavo che non fosse dove ero, o non avrei continuato a cercarla. Nelle settimane precedenti abbiamo parlato di due altri strumenti: il Desiderio e la Disponibilità. Per ricapitolare: il Desiderio è l’espressione di una persona che non sta sperimentando in questo momento. Se stai sperimentando qualcosa, non la desideri. Ma desiderare può produrre un’esperienza — in tal caso il desiderio è terminato. Quando l’Energia chiamata Desiderio si combina con l’energia chiamata Disponibilità, e quando queste due energie si combinano ulteriormente con l’energia dell’Esplorazione, si può arrivare molto rapidamente all’Esperienza Sacra. Esplorare qualcosa non è la stessa cosa che cercarla. Puoi cercare la prosperità nella tua vita, ma quando la vuoi (la richiami a te), allora sei in grado di esplorare ogni aspetto di ciò è. Puoi cercare l’amore nella tua vita, ma quando lo vuoi (lo richiami a te), allora sei in grado di esplorare ogni aspetto di ciò che è. Quindi cercare ed esplorare non sono la stessa cosa. Cercare significa essere in cerca DI qualcosa. Esplorare significa guardarLA. Quando esplori qualcosa, tu ce l’hai già, e ti muovi in profondità in ogni aspetto di quest’esperienza dell’averla, per poterla conoscere pienamente. Dopo aver desiderato, e poi voluto, l’esperienza della Divinità, è naturale iniziare una seria esplorazione dei modi in cui avere pienamente questa esperienza. (Ci sono molti modi in cui avere l’esperienza della prosperità. Ci sono molti modi in cui avere l’esperienza dell’amore. E ci sono molti modi in cui avere l’esperienza della Divinità). Ma, per quanto naturale possa essere, l’esplorazione della propria Divinità richiede coraggio. Il fatto che una cosa sia naturale non significa che sia facile — e in questo caso ciò può essere particolarmente vero. Poiché intraprendere l’esplorazione di qualcosa è una dichiarazione al Sé e a qualsiasi testimone del nostro processo personale che al momento non abbiamo la piena Conoscenza di ciò che abbiamo desiderato. Il passo dell’Esplorazione è un’uscita. E’ una dichiarazione interna — e a volte esterna — che siamo esploratori, che scegliamo di Conoscere qualcosa completamente. O, come disse il defunto autore Robert Heinlein, di “groccarla” pienamente. Heinlein non riuscì a trovare una parola nella lingua inglese che si avvicinasse al totale, completo e assoluto conoscerecapirecomprenderesperimentare, che descriveva nel suo romanzo Straniero in Terra Straniera, così inventò una parola: grok. (Nel romanzo “groccare” era una parola marziana – tuttora usata in informatica – che significava letteralmente “bere”, quindi, metaforicamente, “comprendere”, “amare”, “essere uno con”, “avere assimilato pienamente il concetto” – n.d.t.). Essere uno che cerca di groccare, di essere un esploratore, può non essere comodo. In effetti, raramente lo è — finché non ridefiniamo il nostro concetto di comodità. (Ci sono alcune persone che si sentono molto scomode a non essere un esploratore!). Ed “esploreremo” di più questo, settimana prossima. Abbracci & Amore, Neale Domanda & Risposta Non ascoltare il male, non dire il male, non vedere il male… Caro Neale… Un po’ di tempo fa ho letto questo tuo commento: “Oggi dobbiamo rivolgere l’attenzione agli eventi nel nostro mondo. Necessitano della nostra messa a fuoco e non possiamo ignorare i quotidiani traumi della vita sulla Terra mentre cerchiamo ed esploriamo verità spirituali e significati più elevati”. Ma ti vorrei umilmente chiedere di ampliare questo concetto in relazione al viaggio emozionale di cui parla la coscienza Abraham, di Abraham-Hicks. In particolare, Esther Hicks ha recentemente pubblicato un messaggio da Abraham, che dice: “Se ne dovrebbe parlare solo se il parlarne ti farà sentire meglio. Non è utile, mai, attivare e parlare di qualcosa che non ti fa stare bene, poiché si riattiva nella tua vibrazione; modifica il tuo punto di attrazione e tu sarai meno sicuro. In altre parole, quando ti focalizzi sui problemi degli altri, diminuisci la tua capacità di aiutarli. “La gente pensa che ci si debba focalizzare sui problemi per poter trovare una soluzione. E lo ripetiamo, nessuna soluzione ne viene fuori – non è mai ispirata; non la riconosci mai, e non riesci mai a facilitarla o a raggiungerla – dal tuo luogo di focalizzazione sul problema. Sono due vibrazioni totalmente diverse. Se hai qualcuno con molte cose che vanno storte ed una sola che va bene, insisti su quella che va bene, e fa’ che sia quella il tuo punto di attrazione. Se ti focalizzi sui suoi problemi, entri in armonia vibrazionale con qualcosa di diverso dalla Fonte che ti dà le soluzioni”. Per me, c’è una dicotomia tra queste due affermazioni – che senza dubbio porta ad una verità più grande. Quindi apprezzerei molto tuoi ulteriori commenti su questa apparente contraddizione. Con affetto e rispetto, Jaime. Neale risponde Caro Jaime… come puoi aiutare qualcuno, una persona cara, diciamo… o qualunque altra persona… con un problema che potrebbe avere, se non puoi nemmeno parlarne? DOTTORE: Quale sembra essere il problema? PAZIENTE: Non posso parlarne. DOTTORE: Oh, bene, perché nemmeno io posso parlarne. Nessuna soluzione vien fuori da un luogo di focalizzazione sul problema. Quindi, qual è l’unica cosa che le va bene? PAZIENTE: Be’, ho una buona vista. DOTTORE: Grandioso! Questo è fantastico. PAZIENTE: Ma non è il motivo per cui sono venuto da lei. Non è ciò che mi preoccupa. DOTTORE: E cos’E’ che la preoccupa? PAZIENTE: Non posso parlarne. DOTTORE: Ah già, me n’ero dimenticato… Oppure questa… POLIZIOTTO ALLA RECEPTION: Centrale di Polizia, buongiorno, come posso aiutarla? CHIAMANTE: Non glielo posso dire. Non posso focalizzarmi sul problema. Ma sicuramente voglio una volante qui adesso. O che ne dici di questa…? TELECRONISTA: Migliaia di persone in
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NON dimenticate mai di VOTARE! Una Nota da Neale… Miei cari amici… Ci sono appena state le elezioni negli Stati Uniti, dove risiedono molte persone che leggono questo Bollettino. Come organizzazione no-profit, non possiamo (né vorremmo) sostenere un candidato politico, ma vi raccomandiamo di non perdere mai l’occasione di votare, qualsiasi candidato voi supportiate. Votare in un’elezione libera è uno dei grandi privilegi di una democrazia, e vi raccomandiamo di far sempre sentire la vostra voce! Ricordate ciò che dice Conversazioni con Dio: “La politica è la vostra spiritualità, manifestata.” Il che ci porta direttamente al punto dove ci siamo interrotti la settimana scorsa, quando abbiamo concluso la rubrica con queste parole… Non sottovalutate mai il potere delle vostre parole e il potere della vostra volontà. La forza di volontà può produrre notevoli risultati. Volere che qualcosa accada è ciò che trasforma il desiderio in azione. Riprendendo da lì… Quando dici “Voglio che” accada questo o quello, stai dicendo “Chiedo” che accada. In realtà, stai dicendo anche più di questo, poiché l’atto di volere che qualcosa accada non è un atto di richiesta, è un atto di pretesa. E’ un “richiamare a sé”. Come in “Sia fatto il mio volere”. Quando voglio che la Divinità si manifesti nella mia vita, il Secondo Passo è stato fatto ed io mi avvicino all’Esperienza Sacra. A volte pongo me stesso all’interno di questa esperienza solamente con questo mezzo. Ma cosa ci vuole per arrivare a voler avere quest’esperienza? Ci vuole un accordo col proprio Sé a lasciar andare qualsiasi cosa ed ogni cosa che sia diversa dall’Esperienza Sacra. Ma, un momento. Ciò potrebbe non essere così facile come sembra. Perlomeno, per me non lo è stato. Innanzitutto, non sapevo come fosse l’Esperienza Sacra, e quindi non potevo sapere cosa fosse diverso da questa. Almeno, non del tutto. Potevo tirare ad indovinare su certe cose piuttosto ovvie — ma anche queste ipotesi a volte erano imprecise. Ad esempio, fa parte dell’Esperienza Sacra essere arrabbiati? No, mi dicevo. Le persone che stanno avendo l’Esperienza Sacra non sono mai arrabbiate. Non cadono mai preda delle proprie emozioni negative. Poi ho incontrato un Maestro che ha riso di questa mia supposizione. “Pensi davvero che una persona che stia vivendo nell’Esperienza Sacra non conosca mai la rabbia?” mi chiese il Maestro con una risatina. “E’ questo ciò che chiami ‘maestria’?” “Uhm, si, credo di si…” balbettai. Il Maestro sorrise. “Un Maestro non è colui che non sperimenta mai un’emozione negativa, un Maestro è colui che non sperimenta mai alcuna emozione come ‘negativa’. Il Maestro è colui che padroneggia tutte le emozioni, e le usa di proposito, con intenzione, per una ragione specifica, per produrre un certo risultato. Il Maestro è colui che sta sempre creando, e sa che la creazione è sempre in atto, e che usa ogni emozione per creare, anziché per reagire. Il Maestro sa che ogni emozione viene scelta. E come può essere negativo qualcosa che viene scelto? Come puoi avere una sensazione negativa quando ottieni ciò che vuoi? Puoi avere una sensazione negativa solo se hai dimenticato che tutto ciò che ricevi è qualcosa che hai creato tu. Solo una persona che non ha la maestria lo penserebbe.” Quando sentii il Maestro parlare così, realizzai di sapere ben poco sull’Esperienza Sacra. E’ stato quando è iniziata la mia vera esplorazione. Abbracci & Amore, Neale Domanda & Risposta Gesù stava parlando a Lucifero? Caro Neale… CcD ci insegna che non esiste un’entità come il Diavolo. Abbiamo letto e sentito di Gesù Cristo che è andato nel deserto a digiunare, meditare e pregare per 40 giorni e 40 notti. Apparentemente, il cattivo vecchio Lucifero lo ha tentato tre volte e l’ultima sua richiesta fu che Gesù si inchinasse a lui così da poter possedere il mondo/universo. Con chi stava parlando Gesù Cristo se il diavolo non esiste? Sono confusa. Grazie se vorrai rispondermi. Che Dio ti benedica. Angelica Neale Risponde Angelica, la storia è un’allegoria. Gesù stava “parlando” alla propria mente, alle proprie tentazioni, ai propri demoni interiori… alla parte di lui che sapeva di poter facilmente “possedere” il mondo (essere un importante personaggio pubblico del suo tempo) se avesse semplicemente abbandonato il suo Più Vasto Scopo e avesse ceduto alle attrazioni quotidiane del mondo fisico facendone il suo focus principale. Con Amore, Neale
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Mettere in atto la tua Volontà è una cosa potente Una Nota da Neale Nota: abbiamo fatto del nostro meglio a tradurre alcuni termini e modi dire in inglese, speriamo che si riesca a cogliere il senso di ciò che Neale vuole trasmettere. – Steve Miei cari amici… Nei nostri ultimi due articoli abbiamo parlato del desiderio come di un’energia nel processo della creazione. Abbiamo anche detto che esistono altre energie che possono essere ugualmente potenti nella Forza della Creazione. E ci siamo ripromessi di esplorarne una questa settimana. Eccola… L’esplorazione di questa settimana è focalizzata sulla Disponibilità come una Forza della Creazione. Quando un’Anima vuole che qualcosa accada, quella cosa con molta probabilità accadrà. Quando un’Anima non vuole, sarà molto difficile per la maggior parte degli esseri umani superare questo blocco energetico e produrre nella realtà fisica il risultato desiderato. Ma un attimo, facciamo chiarezza su questa dizione. Qui non sto usando la parola vuole come aggettivo (in inglese si scrive come “essere disponibile a” – n.d.t.). La sto usando come verbo. Volere non è qualcosa che sei, è qualcosa che fai. La maggior parte della gente non lo capisce. Usano la frase sono disponibile a per dire “Mi va bene che questo accada”. Io no. La uso per dire “Sto esercitando il mio volere”. C’è un mondo di differenza. Per anni ho utilizzato un certo modo di dire quando volevo dare un forte punto di vista su qualcosa. Per non apparire troppo arrogante, facevo seguire alla mia argomentazione la frase “Sono disposto ad essere in errore su questa cosa”. Ciò che intendevo era “Mi andrebbe bene” se alla fine risultasse che mi sono sbagliato. Ma quello che stavo in effetti facendo ad un certo livello era chiedere di essermi sbagliato. Ciò che non sapevo è che dicendo “Sono disposto a sbagliarmi”, stavo invocando il potere della mia volontà. Garantito, una singola piccola affermazione come questa probabilmente non avrebbe un gran potere creativo, quindi non è necessario che guardiamo ogni singola parola che esce dalla nostra bocca. E’ il sentimento dietro le parole che diciamo a portare il succo creativo. E ancora, se ripeto una dichiarazione più e più volte, le dò sempre più potere, fino a che “il Verbo diviene carne e viene ad abitare in mezzo a noi”. Non sottovalutate mai il potere delle vostre parole e il potere della vostra volontà. La forza di volontà può produrre notevoli risultati. Volere che qualcosa accada è ciò che trasforma il desiderio in azione. Abbracci & Amore, Neale Domanda & Risposta Gli ostacoli continuano a ripresentarsi Caro Neale… Da anni leggo tutti i libri su come manifestare e a volte mi è riuscito bene farlo. Tuttavia, ora mi trovo in un momento in cui sembra che io non riesca a manifestare nè lavoro nè denaro. Cosa non sto facendo giusto questa volta? Cari saluti, Cathrine M. Neale Risponde Cara Cathrine, smetti di focalizzarti su ciò che non sta accadendo ed inizia a focalizzarti su ciò che è. Usa questo “tempo libero” per fare qualcosa che la tua anima ti chiama a fare. Devi comunque fare qualcosa, giusto? Voglio dire, non puoi semplicemente startene seduta tutto il giorno a guardare il muro, no? Allora fai qualcosa che la tua anima ti chiama a fare. Il tuo spirito ha cercato per tanto tempo di indovinare come farti avere i momenti dei quali hai bisogno per seguire la beatitudine del tuo cuore e le intenzioni della tua anima. Impegnati in questo, e il tuo tempo volerà. E… potrebbe anche portarti inavvertitamente alla tua prossima carriera o lavoro! (Strane cose sono accadute…). E POI… sappi che la tua prossima perfetta opportunità di vita, e tutto il denaro di cui hai bisogno, stanno arrivando ora. Dillo a te stessa, ripetutamente, ogni giorno — anche per un anno se necessario. Non smettere mai. Non interrompere mai questo pensiero. “La mia perfetta opportunità di vita, e tutto il denaro di cui ho bisogno, stanno arrivando a me”. Con Amore, Neale