Esplora, ma non “cercare”

Una Nota da Neale

Miei cari amici…

Stiamo discutendo qui ciò che ho chiamato L’Esperienza Sacra, in una lunga serie di articoli che formano il contenuto del Bollettino Settimanale da molte settimane. Spero che questi articoli vi siano stati utili, e sono lieto di continuare in questa discussione questa settimana con un’osservazione sulla differenza tra “esplorare” e “cercare”.

Ho imparato nella vita, dopo anni passati a cercare L’Esperienza Sacra (che, naturalmente, è l’esperienza della Divinità), che non posso stare dove sono e sperimentare la Divinità se penso che la Divinità non sia dove sono. E a quanto pare pensavo che non fosse dove ero, o non avrei continuato a cercarla.

Nelle settimane precedenti abbiamo parlato di due altri strumenti: il Desiderio e la Disponibilità. Per ricapitolare: il Desiderio è l’espressione di una persona che non sta sperimentando in questo momento. Se stai sperimentando qualcosa, non la desideri. Ma desiderare può produrre un’esperienza — in tal caso il desiderio è terminato.

Quando l’Energia chiamata Desiderio si combina con l’energia chiamata Disponibilità, e quando queste due energie si combinano ulteriormente con l’energia dell’Esplorazione, si può arrivare molto rapidamente all’Esperienza Sacra.

Esplorare qualcosa non è la stessa cosa che cercarla. Puoi cercare la prosperità nella tua vita, ma quando la vuoi (la richiami a te), allora sei in grado di esplorare ogni aspetto di ciò è. Puoi cercare l’amore nella tua vita, ma quando lo vuoi (lo richiami a te), allora sei in grado di esplorare ogni aspetto di ciò che è. Quindi cercare ed esplorare non sono la stessa cosa.

Cercare significa essere in cerca DI qualcosa. Esplorare significa guardarLA.

Quando esplori qualcosa, tu ce l’hai già, e ti muovi in profondità in ogni aspetto di quest’esperienza dell’averla, per poterla conoscere pienamente.

Dopo aver desiderato, e poi voluto, l’esperienza della Divinità, è naturale iniziare una seria esplorazione dei modi in cui avere pienamente questa esperienza. (Ci sono molti modi in cui avere l’esperienza della prosperità. Ci sono molti modi in cui avere l’esperienza dell’amore. E ci sono molti modi in cui avere l’esperienza della Divinità).

Ma, per quanto naturale possa essere, l’esplorazione della propria Divinità richiede coraggio. Il fatto che una cosa sia naturale non significa che sia facile — e in questo caso ciò può essere particolarmente vero. Poiché intraprendere l’esplorazione di qualcosa è una dichiarazione al Sé e a qualsiasi testimone del nostro processo personale che al momento non abbiamo la piena Conoscenza di ciò che abbiamo desiderato.

Il passo dell’Esplorazione è un’uscita. E’ una dichiarazione interna — e a volte esterna — che siamo esploratori, che scegliamo di Conoscere qualcosa completamente. O, come disse il defunto autore Robert Heinlein, di “groccarla” pienamente.

Heinlein non riuscì a trovare una parola nella lingua inglese che si avvicinasse al totale, completo e assoluto conoscerecapirecomprenderesperimentare, che descriveva nel suo romanzo Straniero in Terra Straniera, così inventò una parola:  grok.  (Nel romanzo “groccare” era una parola marziana – tuttora usata in informatica – che significava letteralmente “bere”, quindi, metaforicamente, “comprendere”, “amare”, “essere uno con”, “avere assimilato pienamente il concetto” – n.d.t.).

Essere uno che cerca di groccare, di essere un esploratore, può non essere comodo. In effetti, raramente lo è — finché non ridefiniamo il nostro concetto di comodità. (Ci sono alcune persone che si sentono molto scomode a non essere un esploratore!). Ed “esploreremo” di più questo, settimana prossima.

Abbracci & Amore,

Neale

Domanda & Risposta

Non ascoltare il male, non dire il male, non vedere il male…

Caro Neale… Un po’ di tempo fa ho letto questo tuo commento: “Oggi dobbiamo rivolgere l’attenzione agli eventi nel nostro mondo. Necessitano della nostra messa a fuoco e non possiamo ignorare i quotidiani traumi della vita sulla Terra mentre cerchiamo ed esploriamo verità spirituali e significati più elevati”.

Ma ti vorrei umilmente chiedere di ampliare questo concetto  in relazione al viaggio emozionale di cui parla la coscienza Abraham, di Abraham-Hicks. In particolare, Esther Hicks ha recentemente pubblicato un messaggio da Abraham, che dice: “Se ne dovrebbe parlare solo se il parlarne ti farà sentire meglio. Non è utile, mai, attivare e parlare di qualcosa che non ti fa stare bene, poiché si riattiva nella tua vibrazione; modifica il tuo punto di attrazione e tu sarai meno sicuro. In altre parole, quando ti focalizzi sui problemi degli altri, diminuisci la tua capacità di aiutarli.

“La gente pensa che ci si debba focalizzare sui problemi per poter trovare una soluzione. E lo ripetiamo, nessuna soluzione ne viene fuori – non è mai ispirata; non la riconosci mai, e non riesci mai a facilitarla o a raggiungerla – dal tuo luogo di focalizzazione sul problema. Sono due vibrazioni totalmente diverse. Se hai qualcuno con molte cose che vanno storte ed una sola che va bene, insisti su quella che va bene, e fa’ che sia quella il tuo punto di attrazione. Se ti focalizzi sui suoi problemi, entri in armonia vibrazionale con qualcosa di diverso dalla Fonte che ti dà le soluzioni”.

Per me, c’è una dicotomia tra queste due affermazioni – che senza dubbio porta ad una verità più grande. Quindi apprezzerei molto tuoi ulteriori commenti su questa apparente contraddizione. Con affetto e rispetto, Jaime.

Neale risponde

Caro Jaime… come puoi aiutare qualcuno, una persona cara, diciamo…  o qualunque altra persona… con un problema che potrebbe avere, se non puoi nemmeno parlarne?

DOTTORE: Quale sembra essere il problema?

PAZIENTE: Non posso parlarne.

DOTTORE: Oh, bene, perché nemmeno io posso parlarne. Nessuna soluzione vien fuori da un luogo di focalizzazione sul problema. Quindi, qual è l’unica cosa che le va bene?

PAZIENTE: Be’, ho una buona vista.

DOTTORE: Grandioso! Questo è fantastico.

PAZIENTE: Ma non è il motivo per cui sono venuto da lei. Non è ciò che mi preoccupa.

DOTTORE: E cos’E’ che la preoccupa?

PAZIENTE: Non posso parlarne.

DOTTORE: Ah già, me n’ero dimenticato…

Oppure questa…

POLIZIOTTO ALLA RECEPTION: Centrale di Polizia, buongiorno, come posso aiutarla?

CHIAMANTE: Non glielo posso dire. Non posso focalizzarmi sul problema. Ma sicuramente voglio una volante qui adesso.

O che ne dici di questa…?

TELECRONISTA: Migliaia di persone in Giappone sono state devastate dallo tsunami e la Croce Rossa Internazionale sta chiedendo aiuti… coperte, roba da mangiare, medicine… oh, scusate gente. Non avete sentito niente. Non ho riportato proprio niente. Dimenticate ciò che ho detto. Non focalizzatevi sul problema. Non mandate coperte né vestiti né medicine né altro. Dimenticate che lo abbiamo detto.

Dalla NBC – canale Non Brutte Comunicazioni – passo e chiudo…

Jaime… come possiamo mai io e te parlare di QUESTO se non possiamo focalizzarci su nulla eccetto ciò che sta andando bene???

Caso chiuso.

Abbracci,

Neale

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