NDW: Saggezza per il fine settimana
Le sacre scritture sono infallibili? Una Nota da Neale Miei cari amici… In Amicizia Con Dio ho fatto una domanda molto diretta — e ho ricevuto una risposta molto diretta. Vorrei condividere con voi questo scambio… Puoi dirmi qualcosa sui gay? Mi è stato chiesto un sacco di volte, alle conferenze e ai ritiri in giro per il mondo: non dirai qualcosa per far terminare una volta per tutte e per sempre la violenza e la crudeltà e la discriminazione contro i gay? Viene fatto così tanto in nome Tuo. Così tanto si dice essere giustificato dai Tuoi insegnamenti e dalle Tue leggi. L’ho già detto, e lo ripeto: non c’è alcuna forma né modo in cui l’espressione di puro e vero amore sia inappropriata. Non posso essere più inequivocabile di così. Questo passaggio tratto dalla cosmologia di Conversazioni con Dio mi risuona in testa ogni volta che emerge l’argomento dei gay e della loro battaglia per l’accettazione nella nostra società — e specialmente quando fa notizia. E lo ha appena fatto di nuovo. Il Rev. Tim Reed, pastore della Prima Chiesa Battista di Gravel Ridge a Jacksonville in Arkansas, è stato citato nelle notizie l’altro giorno per aver detto che la sua chiesa non aveva altra scelta se non concludere la sua collaborazione con la Truppa 542 dei Boy Scouts poiché i Boy Scouts d’America hanno tolto le barriere alla gioventù apertamente gay. Reed ha detto ad una delle maggiori emittenti televisive che “non è una questione di odio”. Ha detto che è una “presa di posizione morale che dobbiamo prendere come Chiesa Battista Sudista”. Il Ministro Cristiano è stato citato nelle notizie per aver detto: “La parola di Dio dice esplicitamente che l’omosessualità è una scelta, un peccato”. Ora, non mi importa quando le persone usano la Bibbia come Fonte ed Autorità per questioni di rilievo spirituale, ma ho dei problemi con chi usa la Bibbia “come un buffet”, scegliendo solo quei versetti che si adattano al loro scopo o alle loro personali opinioni, ignorando quindi tutto ciò che non lo fa — o che pensano potrebbe, da fedeli credenti nella Bibbia, farli “sembrare cattivi”. Il Rev. Reed non è il primo Cristiano ad usare la “Parola di Dio” come autorità morale per emarginare i gay. Ho sentito che altri Cristiani lo fanno, molto spesso indicando il libro del Levitico, al capitolo 18, versetto 22. Come riportato dalla Bibbia nella ‘Versione di Re Giacomo’ (o Bibbia Autorizzata – n.d.t.), il versetto 22 dice: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole”. Molti Credenti nella Bibbia citano anche Levitico 20:13, che dice: “Se uno ha con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; dovranno esser messi a morte; il loro sangue ricadrà su loro”. Ad alcune Chiese Battiste Sudiste usare la Bibbia in questo modo può sembrare che fornisca un’autorità virtuosa, e si presume che molte di esse termineranno la loro collaborazione con gli Scouts nelle settimane a venire. Che significa circa 4000 truppe di Boy Scouts a breve senza sostegno. Richard Land, capo della Commissione della Libertà Etica e Religiosa dei Battisti Sudisti, è stato citato nelle notizie menzionate sopra per aver detto che “i Battisti Sudisti sono sul punto di lasciare i Boy Scouts in massa”. I Battisti Sudisti, ovviamente, hanno diritto di credere esattamente così come credono. E, avendo detto ciò… non è forse il momento di una Giusta Domanda? Dovrei chiedere: Quali versetti della Bibbia dovrebbero essere operativi nelle nostre vite, se dobbiamo vivere sulle intimazioni morali di Dio, come pensano di fare i Battisti Sudisti in risposta alla decisisione dei Boy Scouts di ammettere la gioventù gay? Pensate che debba essere il versetto nel Libro del Deuteronomio dove dice che se un uomo sposa una donna e scopre che non è vergine, e se la sua famiglia non può provare che fosse vergine prima del matrimonio, allora “si farà uscire quella giovane all’ingresso della casa di suo padre, e la gente della sua città la lapiderà, sì ch’ella muoia” (Deuteronomio 22:20,21 – n.d.t.)? O forse sarebbe il versetto che dice che se scoperti in una relazione adulterina, sia l’uomo che la donna dovranno essere portati alle porte della città e anche loro lapidati a morte? — Dt 22:22 (prima di decidere, tieni a mente che se dovesse essere applicato, alcune chiese dovrebbero lapidare a morte i loro stessi ministri). O forse è il versetto che dice che solo certe persone sono bene accette nel luogo di culto di Dio. Se per caso sei un bambino nato fuori dal matrimonio, o il pro-pro-pronipote di una persona nata fuori dal matrimonio, Dio dice che non puoi metter piede in chiesa. La Bibbia lo dice molto chiaramente. Dice che nessun figlio illegittimo, “nessuno dei suoi, neppure alla decima generazione, entrerà nella raunanza dell’Eterno” (Dt 23:2). E sapevate questo?: Se una determinata parte del corpo di un uomo viene ferita in un incidente o a causa della guerra, egli analogamente non può riunirsi insieme agli altri fedeli di Dio in una Casa del Signore. La Bibbia dice: “Se i testicoli di un uomo vengono schiacciati o il suo pene viene tagliato, egli non potrà essere incluso nell’assemblea del Signore”. Si, queste sono proprio parole della Bibbia. Fai riferimento a Deuteronomio 23:1,2, nella Nuova Traduzione. “Oh”, potresti dire, “una di quelle Bibbie moderne“. Si. La Versione di Re Giacomo lo dice in questo modo: “L’eunuco a cui sono state infrante o mutilate le parti, non entrerà nella raunanza dell’Eterno”, ma significa la stessa cosa. E la Bibbia ha notizie allarmanti per le donne che frequentano uno di quei corsi di auto-difesa che vengono offerti attualmente. Potrebbero trovarsi in grande difficoltà con alcune delle cose che imparano in quei corsi. La Bibbia dice: “Quando alcuni verranno a contesa fra loro, e la moglie dell’uno s’accosterà per liberare suo marito dalle mani di colui che lo percuote, e stendendo la mano afferrerà quest’ultimo per le sue vergogne, tu le
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Almeno una volta nella vita Una Nota da Neale… Miei cari amici… Per molte delle settimane passate abbiamo parlato dell’Esperienza Sacra. Vi invito ad evitare di sviluppare idee preconcette su cosa riguarda questa Esperienza, o su cosa si suppone che “sembri”. Potrebbe non riguardare il sentirsi “riempiti di luce” o “sentire calore ovunque” o sentirsi “Uno Con L’Universo”. Potrebbe essere così, ma potrebbe anche non esserlo. Potrebbe non essere parlare solo dolcemente e muoversi solo lentamente e andarsene in giro in eterno con un’espressione angelica sul viso. Potrebbe esserlo, ma potrebbe anche non esserlo. Una volta ogni tanto potrebbe anche essere andare a giocare a bowling. Lo capite? L’Esperienza Sacra riguarda la gioia, pura e semplice. Riguarda la gioia di essere. Essere cosa? Be’, qualunque cosa immaginiate che sia la Divinità. Magari riguarda l’essere pura essenza, ad esempio… della Creatività. O dell’Amorevolezza. O della Saggezza. O dell’Amore. O della Pazienza. O della Sessualità. O della Comprensione. O della Gioia. O della Compassione. O della Pace. O della Gentilezza. O del Perdono. O della Generosità. O della Guarigione. O dell’Allegria. O dell’Intuizione. O del Coraggio. O di qualunque cosa immaginiate che sia la Divinità, proprio in questo momento (incluso Tutto Quanto Sopra). Ho imparato che l’Esperienza Sacra può uscire da qualunque cosa… una divertente partita a poker o una meditazione di un’ora davanti alle candele accese. Una serata in discoteca o parte del pomeriggio passata ad aiutare qualcuno che ha bisogno di un cambio di medicazione sulla gamba malata di cancro. Riguarda la pienezza. La Pienezza della Vita, in qualsiasi forma che porti benedizioni e che non arrechi danno. Vi dirò di più: Provate a fare tutto ciò che è fantastico almeno una volta nella vita. Non ce la farete mai a far tutto in un’unica vita, ma non lasciate che ciò vi fermi. Provate. In questa vita o in un’altra, ognuno dovrebbe cantare almeno una canzone a voce alta davanti agli altri, dovrebbe fare almeno un ballo che lasci tutti stupefatti, dovrebbe fare almeno un discorso ispiratore, dovrebbe ricevere almeno una standing ovation, dovrebbe battere almeno un fuoricampo, dovrebbe risolvere almeno un problema che nessun altro è riuscito a capire come risolvere, dovrebbe almeno una volta vincere un primo premio, dovrebbe assumersi almeno un grosso rischio, dovrebbe avere almeno un innamorato, dovrebbe avere almeno un momento di pura beatitudine sessuale tra le braccia di quell’innamorato, e dovrebbe avere in dono almeno una trascendente, indimenticabile, indescrivibile, divorante, strabiliante esperienza di Dio. Vi auguro questo. Vi auguro l’Esperienza Sacra. Abbracci & Amore, Neale P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) scritto da me, che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Ciò che conta è Ciò Che Uno Desidera Caro Neale… In L’Unica Cosa Che Conta (“The Only Thing That Matters” – per ora solo in inglese – n.d.t.) hai scritto che la priorità maggiore nella nostra vita dovrebbe essere “ciò che uno desidera”. Pensi realmente che Dio si preoccupi davvero di Ciò Che Uno Desidera? Guarda il cosmo e il minuscolo granello che è ognuno di noi, coi suoi desideri e le sue preoccupazioni così serie. Vulcani, buchi neri, stelle esplose e il Micropunto Mike… non capisco come ognuno di noi possa essere così significativo per Dio. Non ti delego la responsabilità di avermi convinto del contrario, ma ciò che hai scritto e detto è dannatamente interessante. Di me è importato oggi al club degli Ottimisti quando ho trafficato alla loro giornata del barbecue, ma all’universo?? Mike Neale Risponde Caro Mike, mi è chiaro che potresti voler rileggere il libro in modo più accurato. Hai completamente frainteso la frase “ciò che uno desidera”, pensando che significhi ciò che ogni individuo sulla Terra desidera. Non significa niente del genere. Sospetto che tu non lo abbia letto per intero, o non avresti scritto ciò che hai scritto sopra. “Ciò Che Uno Desidera” si riferisce a ciò che desidera Dio, Mike. Dio è l’UNO a cui si riferisce quella parte del libro. Dio e noi siamo Uno. Tutte le cose sono Una Cosa. Esiste solo Una Cosa, e tutte le cose sono parte dell’Unica Cosa che esiste. Quindi ciò che conta nella vita, Mike, è ciò che Uno desidera. E cioè, ciò che il Tutto, che spesso chiamiamo Dio, desidera. E cos’è questa cosa, Mike? E’ che tu esprima e sperimenti il tuo Sé come Chi Sei Davvero. Sei un’Individuazione della Divinità, e l’unico desiderio di Dio è che tu, e tutta la Vita, possiate saperlo nella vostra esperienza. Ti mando amore e tutti pensieri positivi. Al tuo servizio, Neale
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Il segreto delle relazioni felici Una Nota da Neale Miei cari amici… Settimana scorsa ho parlato del fatto che la solitudine attualmente è il più grande problema sul nostro pianeta. Ho detto che stiamo vivendo in un mondo di crescente isolamento, dove le famiglie allargate stanno sparendo e le opportunità di intimità con gli altri stanno scomparendo. L’improvvisa comparsa e l’uso quasi assuefativo dei siti di social network in Internet da parte di milioni di persone nel mondo è, senza dubbio, il comportamento compensatorio collettivo dell’umanità. Ma non abbiamo bisogno di accendere il computer quando invece possiamo “accendere” un altro essere umano – a se stesso o a noi. E niente può accendere le persone quanto i momenti in cui si è autenticamente vulnerabili, davvero intimi, o completamente nudi. Il mio consiglio migliore è di trovare qualcuno con cui poter essere tutte e tre le cose. Ma non uno qualsiasi. Suggerisco fortemente che questa sia una persona molto speciale per voi — e per la quale vogliate essere molto speciali. Quindi ci sono due domande che fareste bene a porvi quando scegliete una persona con la quale essere le tre cose. Ed è specialmente vero se state pensando di formare una relazione a vita con questa persona. Condivido con voi questi pensieri poiché spesso mi viene chiesto “Qual è il segreto delle relazioni felici?”. Ne ho avute molte infelici, e confesso apertamente di aver largamente contribuito nel crearle infelici. Avrei voluto sapere prima quello che so adesso. Specialmente le Due Domande da Fare a Te Stesso in Ogni Relazione. Siete pronti? Ecco le domande: Dove sto andando? Chi viene con me? Ora… e anche più importante… quando fate questa profonda auto-indagine, non scambiate l’ordine delle domande. Se lo fate, potreste trovarvi in futuro a domandarvi “Come diamine ho fatto ad arrivare qui? Dov’è finito il mio sogno?” Quindi è importante scegliere una persona che possa condividere il vostro sogno. O, perlomeno, che possa sostenervi nel viverlo. E non controvoglia, ma entusiasticamente, gioiosamente e appassionatamente, ovunque il vostro sogno vi porti. Ovviamente, un’altra persona non può indovinare quale sia il vostro sogno se voi non siete almeno due dei tre — vulnerabili ed intimi — in qualche punto lungo il cammino, e si spera fin dall’inizio, della vostra relazione. Quando due persone si supportano l’un l’altra nell’avere propri sogni, e nell’essere vulnerabili, intimi e nudi nell’averli, allora viene scritta una Fiaba. Inizia con “C’era una volta”. E questa è l’Esperienza Sacra. Pochi giorni dopo il matrimonio, mia moglie, la poetessa americana Em Claire, ha scritto di questo tipo di relazione. E’ quello che vedeva per noi. E’ quello che sperava per noi. E’ quello che ha scelto di creare per noi. Diciamo che avremo una Bella Vita. Questo è garantito se siamo gentili l’un l’altro. Se siamo pazienti. Se, quando io parlo, tu ascolti, e se quando tu parli io ti sento. Questo è sicuro, se continuiamo a prenderci cura l’uno dell’altro. Se vogliamo trovare. Se, quando sono qui, vengo vista, e se, quando tu sei qui, io ti vedo. Diciamo che sarà una Bella Vita. Questo è garantito se siamo Nudi l’uno con l’altro. Se saremo spogliati. Se, quando io sono vulnerabile, tu mi dai rifugio, e se, quando tu sei indifeso, io ti proteggo. (© 2007 – Dal libro Silent Sacred Holy Deepening Heart della poetessa americana Em Claire). Vi lascio con questo per ora, e, se dovessi volerlo, ci ritroveremo di nuovo qui settimana prossima. Abbracci & Amore, Neale P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) scritto da me, che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Quali dovrebbero essere i nostri doveri politici? Caro Neale… Potresti suggerire quali dovrebbero essere i nostri doveri politici, come cittadini del mondo o della nazione? Neale Risponde Agli occhi di Dio, amico mio, non c’è qualcosa che “dovremmo”. Ci sono alcune cose in ambito politico che i cittadini di una nazione sono invitati a fare… e in effetti, ci ho scritto un intero libro. Sono troppo numerosi per essere messi in una risposta di uno o due paragrafi. Posso suggerirti di leggere il libro La Tempesta Prima Della Calma? Il testo è pieno di suggerimenti su come si possa essere un cittadino spirituale del mondo. Con Amore, Neale
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Vulnerabili, intimi, e nudi Una Nota da Neale Miei cari amici… Stiamo discutendo qualcosa che ho chiamato Esperienza Sacra. E questa settimana voglio condividere con voi il fatto che noto che la qualità della mia vita migliora sensibilmente quando sono disposto ad essere vulnerabile, intimo e nudo — cioè l’opposto di totalmente invulnerabile, bloccato, e sempre con le spalle coperte. Trovo che quando sono intimo con qualcuno, sono intimo con me stesso. Vedo che quando sono pronto a condividere intimità e autenticità, il Vero Me e il Vero Te, sperimento me stesso totalmente. Ma voglio essere chiaro. Non sto parlando di sessualità dirompente, o di intimità indiscriminata, o di autenticità senza controllo che sconfina nel Territorio altrui. Non è dare alle persone Troppa Informazione subito dopo “Piacere di conoscerti”, nè piangere sulla spalla di qualcuno che conosci da poco, e nemmeno spogliarsi emozionalmente e fisicamente con tutti quelli che incontri nella vita. Significa invece essere disponibili alla vera Apertura e alla vera Intimità con qualcuno — all’opposto di occupare gran parte del tempo di qualcuno qui sulla terra senza essere davvero aperti e in intimità con alcuno. C’è un motivo per cui la peggior punizione che si possa ricevere in prigione sia l’isolamento. I funzionari correttivi hanno capito che anche quando una persona è già in punizione, esiste un’altra punizione, peggiore, che può essere inflitta, ed è la necessità di sopportare la carcerazione in isolamento. Nondimeno, molte persone che non sono in prigione si costruiscono una prigione “con le proprie mani”. Vi si chiudono dentro — all’interno della propria casa, o all’interno della propria mente, o entrambe le cose — rifiutando di far entrare qualsiasi persona. Non mi pare di vedere molte di queste persone smodatamente gioiose. Vero, c’è il recluso occasionale che afferma di essere felice quando è totalmente e completamente solo. E ci sono persone che diventano membri di ordini religiosi o altre società in cui gli incontri intimi (per non parlare di quelli sessuali) non fanno parte della norma. Ma per la maggior parte degli esseri umani il sentiero verso il Vero Sé non si trova nell’isolamento emozionale o fisico, bensì nell’Apertura e nell’Intimità. C’è una ragione per questo. Gli esseri umani hanno una memoria cellulare, e quindi una comprensione intuitiva, che siamo tutti uno, che l’unità è l’ordine naturale delle cose, e che l’isolamento e la separazione non sono solo inusuali, ma anche innaturali. Ci possono essere momenti nell’intimità a lungo termine in cui la solitudine venga volontariamente creata o cercata, ma la chiave qui è “volontariamente”. In questo contesto, momenti di privacy e di separazione possono essere meravigliosamente rinvigorenti e sono, in effetti, salutari. Ma un intero stile di vita che esclude intimità in qualsiasi momento e con qualsiasi altra persona può essere molto, molto isolato — e, in effetti, debilitante. La solitudine, in effetti, è il problema principale del nostro pianeta oggigiorno. Stiamo vivendo in un mondo di crescente isolamento, dove le famiglie allargate stanno sparendo e le opportunità di intimità con gli altri stanno scomparendo. L’improvvisa comparsa e l’uso quasi assuefativo dei siti di social network in Internet da parte di milioni di persone nel mondo è, senza dubbio, il comportamento compensatorio collettivo dell’umanità. Ma non abbiamo bisogno di accendere il computer quando invece possiamo “accendere” un altro essere umano – a se stesso o a noi. E niente può accendere le persone quanto i momenti in cui si è autenticamente vulnerabili, davvero intimi, o completamente nudi. Il mio consiglio migliore è di trovare qualcuno con cui poter essere tutte e tre le cose. Ma non uno qualsiasi. Suggerisco fortemente che questa sia una persona molto speciale per voi — e per la quale vogliate essere molto speciali. Quindi ci sono due domande che fareste bene a porvi quando scegliete una persona con la quale essere le tre cose. Ed è specialmente vero se state pensando di formare una relazione a vita con questa persona. Ne parleremo settimana prossima. Nel frattempo vi invio… Abbracci & Amore, Neale P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) scritto da me, che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Dio diffama i sensitivi? Caro Neale… recentemente ho ascoltato il Libro 3 dove Dio dice che fare i medium e canalizzare l’altra parte è piuttosto fraudolento ed inutile. Io sono stata una medium per più di 30 anni, genuina, onesta e convinta di portare un servizio utile e spesso senza prezzo alle persone che hanno perso i loro cari e hanno bisogno di conforto, di sicurezza della vita dopo la morte, e di sapere che i loro cari sono sempre con loro. Perchè la mia canalizzazione di queste informazioni è così terribile? Tu hai canalizzato Dio, e anch’io sto facendo lo stesso, se Dio è tutti noi, vivi o morti, allora perchè lui diffama ciò che faccio? Debbie Neale Risponde Cara Debbie… Non so quale libro tu abbia ascoltato in cui si dicesse che “fare i medium e canalizzare l’altra parte è piuttosto fraudolento ed inutile”, ma certamente non era il terzo libro di Conversazioni Con Dio. In questo libro Dio dice che la canalizzazione può essere molto utile — e si spinge anche oltre dicendo alle persone di non “imbrogliare” un sensitvo o un medium quando fa il suo lavoro. Vediamo cosa dice esattamente CcD3 sull’abilità psichica, e sui canali e i medium, ok? “Ci sono tre regole dei fenomeni psichici che ti permettono di comprendere come lavora il potere psichico. Vediamole: 1. Tutto il pensiero è energia. 2. Tutte le cose sono in movimento. 3. Tutto il tempo è ora. I sensitivi sono persone che si sono aperte alle esperienze che questi fenomeni producono: vibrazioni. A volte sotto forma di immagini nella mente. A volte un pensiero sotto forma di parola. I sensitivi diventano esperti nel sentire queste energie.” Bene, niente di denigratorio qui. Vediamo cos’altro dice CcD3 sull’argomento… “Per essere sensitivo, devi essere al di fuori della tua mente. Poiché l’intuizione risiede nella psiche. Nell’anima. L’intuizione è
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Hai disciplina? Una Nota da Neale Miei cari amici… Stiamo esplorando ciò che ho chiamato L’Esperienza Sacra, e come crearla nella propria vita. Esiste un certo numero di Strumenti che ho trovato, con i quali poterlo fare, e in molte delle settimane passate li abbiamo esplorati uno per uno. Settimana scorsa abbiamo visto lo Strumento n° 10: il Servizio. Oggi vi invito a vedere lo strumento della Disciplina. Vedo due modi di usare questo strumento. Primo, come strumento per dar forma e modellare la mia personale esperienza quotidiana della vita, così che io possa essere pronto per l’Esperienza Sacra della Vita Stessa. Secondo, come mezzo per dare consistenza all’uso che faccio degli Strumenti specifici dell’Esperienza Sacra discussi finora. Nella prima categoria c’è il tipo di disciplina personale che mi ha permesso di smettere di fumare, in crisi di astinenza, 25 anni fa. Ora ho bisogno di praticare di più questo tipo di disciplina nella mia propensione a mangiare dolci e altri cibi che potrei mangiare di meno. Ho anche bisogno di disciplinarmi a fare un po’ di esercizio fisico di tanto in tanto. E di smettere di essere così stacanovista. Queste sono le tre aree della mia vita in cui vorrei vedere dei cambiamenti. Per il mio bene. Per la mia salute. In modo tale che l’Esperienza Sacra della Vita Stessa sia più divertente, meno stressante, e con meno malessere e dolore che possono derivare dalla mancanza di buona salute. Sotto la seconda categoria c’è la decisione di usare gli altri strumenti dell’Esperienza Sacra con focus, regolarità, determinazione e affidabilità. E cioè, senza interruzioni, continuamente, per tutta la vita. La Disciplina è la cosa più difficile per me. Mi par di capire che lo è per molti di noi. Quindi non cerco di forzare me stesso ad averla, chiedendo a me stesso di fare questo o quello, o esigendo da me stesso di usare i Dieci Strumenti dell’Esperienza Sacra ogni ora, ogni giorno della mia vita. In realtà, non è neanche necessario usarne uno, ancor meno tutti, per poter avere l’Esperienza Sacra. L’Esperienza Sacra non è qualcosa che guadagni attraverso un buon comportamento. E’ qualcosa che semplicemente accade, spesso senza “preparazione” di alcun tipo, sempre senza avvertimento, e mai senza impatto e beneficio duraturi. E’ anche qualcosa che puoi creare, come ho detto in precedenza. Ma decisamente non è qualcosa che puoi creare guadagnandola. I Dieci Strumenti che abbiamo esplorato in questo Bollettino Settimanale in questi mesi sono mezzi potenti, non per guadagnare un’Esperienza Sacra, ma per costruirne le fondamenta — cosicché se e quando accadrà, e se e quando la creerete, non ve la perderete, o confonderete, o fraintenderete, o interpreterete male, o equivocherete completamente, o, peggio di tutti, la ignorerete. Quindi… una delle mie discipline è usare tutti questi Strumenti alcune volte, e alcuni di questi Strumenti sempre. Spero che abbiate conservato un archivio di tutti i dieci strumenti che abbiamo esplorato, così da poterli rileggere più avanti, con comodo. Dei dieci, quello che uso di meno è il Movimento. Non sono proprio un campione di yoga, di esercizio fisico, e di far muovere il mio corpo. Quindi non mi muovo tanto quanto so che mi farebbe bene. Non seguite il mio esempio. Datevi il permesso di usare questo strumento. Può essere meravigliosamente efficace. Conosco persone che lo usano energicamente. Gli Strumenti che uso di più sono la Visualizzazione, il Rituale e il Servizio. E anche il Desiderio e la Spiegazione. Questi cinque sono i miei preferiti. Come ho fatto io, troverete quelli più adatti a voi. Ho notato che uso almeno uno o due di questi Strumenti ogni giorno. Ciò mi ha aiutato enormemente quando ho cercato di costruire delle salde fondamenta per comprendere e godere pienamente dell’Esperienza Sacra. La cosa fantastica di questi strumenti è che possono costruire un ponte dalla Mente alll’Anima, e dall’Anima a Dio. Ciò funziona con ciascuno dei Dieci Strumenti dell’Esperienza Sacra presi separatamente, e in particolar modo con tutti gli Strumenti usati in modo sequenziale — per non parlare di usarli simultaneamente. E quindi, vi offro questi strumenti come risposta alla domanda che sento così spesso: “Come faccio ad avere l’esperienza che hai avuto tu?” Abbracci & Amore, Neale P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) scritto da me, che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Non voglio sorprese nell’Aldilà Caro Neale… Negli anni ’90 ero nell’ala liberale dei seguaci di Swedenborg (Emanuel Swedenborg – 1688-1772 – scienziato, filosofo, mistico, medium e chiaroveggente svedese – n.d.t.). Nel 1758, in una delle sue rivelazioni che diceva venissero da Dio (somiglia a qualcuno), scrisse un resoconto molto preciso sulla visita in Paradiso e Inferno. Diceva che Dio non è mai arrabbiato, che è l’amore stesso, e che non manda mai nessuno all’inferno — ma che ne esiste uno. “Tutti possono entrare in paradiso. Tuttavia, non appena una persona malvagia ne inala l’aria, ha un tormento lancinante, così lo rifiuta subito e torna nello stato/luogo adatto alla sua vera natura”. Come dice il vecchio adagio, “Dove un albero cade, lì rimane”. Quindi, o la sua rivelazione è sbagliata, essendo la sua immaginazione una conseguenza del suo stato mentale, o l’inferno ha chiuso i battenti nel 1758, o la tua rivelazione è la tua versione del tuo stato mentale. Non vedo come si possa valutare questa cosa con certezza. Dopo Swedenborg si formarono due gruppi che non crearono mai una chiesa e che cercarono di scrivere nell’anonimato. Uno diceva che erano i nuovi testi sacri rivelati. In essi, Dio in qualche modo evita la questione se ci sia una verità al di là della propria personale versione. Cosa pensi, cosa provi o cosa ne hai dedotto? Non voglio sorprese nell’aldilà come questo inferno. Saluti affettuosi, Mike. Neale Risponde Caro Mike… Il libro ACCANTO A DIO La Vita Non Finisce ci dice che l’inferno non esiste — ma che, si, esattamente come Swedenborg disse che gli fu detto — ciò che ho compreso è che nel momento dopo
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Chi servirai oggi? Una Nota da Neale Miei cari amici… Stiamo esplorando ciò che ho chiamato L’Esperienza Sacra, e come crearla nella propria vita. Esiste un certo numero di Strumenti che ho trovato, con i quali poterlo fare, e in molte delle settimane passate li abbiamo esplorati uno per uno. Questa settimana diamo un’occhiata allo Strumento n° 10: Servizio & Disciplina. Quando ero più giovane ebbi un grande dispiacere. Una donna con la quale ero fidanzato per sposarmi decise alla fine che non voleva più sposarmi. Ruppe la nostra relazione, e io ero devastato. Paralizzato, davvero. Non volevo più fare niente, andare da nessuna parte, vedere nessuno, nè vivere mai più in modo felice. In effetti ricordo che avevo la sensazione che se nel futuro avessi permesso a me stesso di essere felice, avrei contaminato o sporcato la memoria della relazione una-sola-volta-nella-vita, più-che-extra-speciale che avevo con quella donna. Sarei stato infelice per il resto della vita. Così avrebbe imparato! (Non è strano come funziona la Mente?). Un mio caro amico, un uomo che conoscevo da più di 15 anni (e che tuttora considero un amico, dopo più di 30 anni), venne a ‘bussarmi’ alla porta un sabato dopo questo tragico evento e mi disse di rimettermi in sesto, perchè dovevo andare da qualche parte con lui. “Oh Bill, non voglio andare da nessuna parte!” mi lamentai. “Lasciami solo in pace”. Ma non ascoltò ragioni. “O vieni con me ora, o non considerarmi più tuo amico”. “Wow, metteresti fine alla nostra amicizia di quindici anni per qualcosa che vuoi che io faccia con te?” domandai incredulo. “No. Ma lo farei per qualcosa che voglio che tu faccia per te stesso”. Okay, mi convinse. Ero incuriosito. Mi diedi una rinfrescata, una pettinata, mi buttai addosso dei vestiti puliti e lo raggiunsi in auto. Poi lui mi portò in un appartamento dall’altra parte della città, dove viveva un uomo di 80 anni che disse di chiamarsi Walter. “Cosa ci facciamo qui?” chiesi. “Guarda” fu tutto ciò che disse Bill. All’interno, Bill mi presentò al suo anziano amico e poi iniziò a levare delle bende dalla sua gamba destra. Poco dopo riuscii a capire ciò che stava facendo. Bill stava lavando delicatamente le piaghe cancerose aperte sulla gamba di Walter, applicando una specie di unguento, e avvolgendole poi nuovamente con delle bende pulite. Bill poi disse a Walter, “Ho portato con me il mio amico perchè possa vedere ciò che sto facendo. D’ora in poi lo farà lui, Walter”. Walter fece un cenno con la testa e allungò una vecchia mano carnosa per stringere la mia. “Piacere di conoscerti”, disse. Io ero sbigottito, ma sorrisi debolmente e non dissi niente fino a quando non uscimmo da quella casa e raggiungemmo l’auto. “Cosa diamine significa tutto ciò?” domandai a Bill. “Sono un volontario dell’ospizio, e tutti i giorni vengo a cambiare Walter più o meno a quest’ora. Ho dei nuovi pazienti da accudire, quindi sto passando Walter a te. E’ una procedura piuttosto semplice, come puoi vedere, e Walter è una persona piacevole alla quale ti piacerà stare intorno”. “Uh… Bill, non mi sono offerto volontario per fare questo, e non ho intenzione di farlo”. “Certo che lo farai”, sogghignò Bill. “Hai bisogno di uscire da te stesso. Pensi di essere infelice, pensi di aver avuto un duro colpo — hai bisogno di uscire e vedere il mondo. Ancor meglio, tu hai bisogno di servire il mondo; di servire qualcuno. Ti farà un mondo di bene”. Be’, discussi con Bill su questa cosa per tutto il tragitto verso casa mia, ma persi la battaglia, e da quel giorno, per molti mesi, andai a casa di Walter a lavare le sue ferite e a cambiare le sue bende. E Bill aveva ragione. Presto dimenticai la mia tristezza. Divenni Non-Consapevole. Quell’episodio ebbe un grande impatto su di me. Mi insegnò che il Servizio è un meraviglioso strumento per aiutarmi a mettermi in contatto con l’Esperienza Sacra attraverso la Non-Consapevolezza. Da allora, ogniqualvolta mi sento “intossicato” da qualcosa, e magari mi sento un po’ giù o triste, mi domando “Chi hai servito oggi?”. Quando metto in atto la risposta, il mio stato d’animo cambia completamente. Quindi… trova una forma di servizio. Non importa cosa. Guida una truppa di Boy Scout. Allena una squadra sportiva. Porta pasti a domicilio. Entra nel Consiglio Scolastico. Offriti volontario come usciere al teatro locale. Vai a leggere ai non-vedenti. Fai l’organizzatore di serate al Centro Anziani. Diventa un visitatore regolare della Casa di Riposo. Stai con la gente. Fai cose. Sii al servizio. Abbracci & Amore, Neale P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) scritto da me, che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Dio si sta solo prendendo in giro? Caro Neale… Una domanda che mi è sorta leggendo i tuoi libri è questa. Se tutto è Uno (ed è una cosa in cui credo) allora Dio come fa a sperimentare qualcosa? Ad esempio, come facciamo a formare relazioni, o relazioni intime, se siamo tutti la stessa cosa? E il libero arbitrio è solo un’illusione, considerando che tutto è Dio, è la sua volontà, non la nostra? Come fa Dio ad amare “noi” come suoi figli se sa di essere esattamente questo? Tutto quello che hai scritto non è solo Dio che parla a se Stesso, prendendosi in giro? Grazie molte. Erin Neale Risponde Cara Erin, belle domande. Ecco le mie risposte, una alla volta: 1. Il fatto che tutto sia uno non preclude a Dio di sperimentare qualcosa. Dio sperimenta tutto, attraverso le varie parti di se stesso. Il fatto che il tuo corpo sia tutto Un Corpo non impedisce alla tua testa di sperimentare un mal di testa, anche se le punte dei tuoi piedi stanno bene, giusto? Le varie parti di te possono sperimentare cose diverse, permettendo all’Intero Corpo di sperimentarle. Il sesso è un buon esempio. Può darsi che tu stia usando una o due parti del tuo
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Fai un Rituale del Rituale Una Nota da Neale… Miei cari amici… Settimana scorsa abbiamo discusso il Movimento come strumento nella creazione dell’Esperienza Sacra. Abbiamo anche promesso che questa settimana avremmo discusso un altro strumento ancora: il Rituale. Vediamolo adesso. Il dizionario descrive il rituale come una serie di azioni o tipi di comportamento che vengono seguiti regolarmente e senza variazioni, spesso in base ad un ordine prestabilito. I rituali sono schemi di un modo di vivere ordinato. Per loro natura ci spostano nella non-consapevolezza mediante le loro forme automatiche. Sono essenziali per tutte le società. Quando il Rituale ha una forte componente spirituale, emotiva o psicologica, può spesso essere un potente Strumento dell’Esperienza Sacra. Cantare potrebbe essere proprio un rituale. O pregare in un certo modo ripetitivo, come dire il rosario. (Una forma di devozione nella fede Romana Cattolica, in cui vengono ripetute cinque, quindici o venti decine di Ave Maria, e ogni decina è preceduta da un Padre Nostro e seguita da un Gloria). O la meditazione, fatta per un certo lasso di tempo, in un certo modo, ad una determinata ora del giorno, ogni giorno. Alcuni Rituali sono molto più brevi di altri nel loro svolgimento, ma è meno importante la loro durata rispetto allo spazio che prendono alla Mente — che si allontana dal mondo giorno-per-giorno, di-ora-in-ora, minuto-per-minuto della nostra realtà esteriore ed entra nei confini dell’Anima; si allontana dai dati per entrare nei non-dati, dove nessun attimo riguarda l’informazione ma solo l’esperienza; si allontana dalla paura per entrare nell’amore – Amore per la Vita, Amore per Dio e Amore per Sé. Potresti desiderare di trovare un Rituale, o di crearne uno, che ti possa essere utile come strumento in questo modo. Ad esempio, ogni mattina quando mi alzo dico la stessa cosa nella mia testa. Esattamente la stessa cosa esattamente alla stessa ora. Appena dopo esser “rinvenuto”, dico: Grazie Dio, per un altro giorno e per un’altra occasione di diventare il mio Sé Più Elevato. Ho un rituale anche per quando faccio la mia doccia quotidiana. Canto Oh, what a beautiful morning, quella favolosa canzone tratta dallo spettacolo di Broadway Oklahoma! – (cantata da Ray Charles – n.d.t. – su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=dGoJxZqyFAc ). A volte la canto a voce alta e a volte nella testa. La canto perchè: 1. Amo le parole iniziali. 2. Mi è impossibile rimanere “di cattivo umore” mentre canto (anche se mi sono alzato “dalla parte sbagliata del letto”), e il mio buon umore di solito mi rimane per un po’. A proposito, le parole iniziali sono: Oh, che bella mattina! Oh, che bella giornata! Ho la meravigliosa sensazione che tutto mi andrà bene! Ho un rituale anche quando vado a letto la sera. Dico: Ogni giorno, in ogni modo, miglioro sempre di più. (Questa è la famosa frase che il fisico e filosofo francese Emile Coué faceva ripetere 100 volte al giorno ai soldati che aveva in cura nelle tende in prima linea durante la prima Guerra Mondiale. Lo chiamava processo di Auto-Suggestione. Io la dico 11 volte ogni sera. Non chiedetemi perché. E’ solo un numero che ho scelto. Hey, è un rituale! Ed infine, ho un rituale ogni volta che incontro qualcosa di “imprevisto” o impegnativo durante la giornata. Di nuovo, è una piccola cosa che dico: Grazie, Dio, per aiutarmi a capire che questo problema è già stato risolto per me. Questi sono alcuni dei miei rituali, e ne ho degli altri. Sono i miei modi per costruire un sentiero per l’Esperienza Sacra. Magari dalla loro descrizione ne creerete alcuni voi stessi. Abbracci & Amore, Neale P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) scritto da me, che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Il perdono sottinteso Caro Neale… Prima un po’ di storia e poi la mia domanda. Sono stata cresciuta cattolica in una famiglia molto amorevole, ma disfunzionale. Mio padre era un alcolista; avendo prestato servizio in molte guerre, quello era il modo in cui affrontava la cosa. Nella mia vita c’erano un sacco di urla e di subbuglio al riguardo, anche se io ero molto vicina ad entrambi i miei genitori, che ora sono entrambi morti. I miei fratelli e io ci siamo divisi nel tempo, ed essendo io la più giovane ho sperimentato maggiormente la disfunzione. Tre di noi fratelli sono molto liberali, e uno molto cattolico. I miei fratelli sanno del mio credo nel materiale di CcD, e ho condiviso con loro i concetti centrali. Mio marito di 28 anni è stato cresciuto anch’egli cattolico e anche lui crede nel materiale di CcD. Il fratello cattolico ha espresso per tutta la mia vita commenti che mi ferivano molto. Avrei dovuto essere, o fare, questo o quello in modo diverso. Quindi per tutta la vita ho seppellito i miei sentimenti e ho tenuto duro. Prima di Natale quest’anno ho lasciato uscire tutto, nei dettagli, e ho deciso, a 50 anni, che non ho più intenzione di tenere duro. E’ stata una sorpresa per i miei fratelli, ma ora si spiegano molte cose che ho fatto. Lui ricorda a malapena ciò che ha fatto o come le cose andassero nella nostra famiglia, anche se i miei fratelli mi hanno rinfresacto la memoria su quasi tutto ciò che era successo. Lui si rende conto e ha ammesso con me di essere stato mentalmente violento nei miei confronti, anche se non lo ricorda nel modo in cui lo ricordiamo noi. Abbiamo risolto la questione e ci siamo riappacificati. A Pasqua è successo di nuovo e gli è stato ricordato da uno dei miei fratelli che avevo ragione io su ciò che era successo. Non so su quale parte del materiale CcD mi debba focalizzare riguardo a questo. Ho tutti i tuoi libri e li sto rileggendo e creando da essi i miei libri. L’ho perdonato e gli voglio bene, eppure non voglio più accettarlo. Voglio lasciare andare la cosa, e pensavo di averlo fatto, fino a Pasqua. Mio padre è morto nel
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“Movimentità” è Santità Una Nota da Neale… Miei cari amici… La scorsa settimana abbiamo discusso il Movimento come strumento per creare L’Esperienza Sacra nella propria vita. Ho detto che, in qualsiasi modo lo si impieghi, si sa che lo strumento del Movimento produce un significativo beneficio. Non solo, come può sembrare ovvio, tonificazione fisica e modellamento, ma acutezza metafisica ed apertura. Continueremo questa settimana dicendo che quanto detto sopra è vero poiché il Movimento ha a che fare con l’agitare energia. E’ il rimestio del pentolone della zuppa primordiale. E’ una meticolosa agitazione della Roba Che E’, ridisponendola sempre delicatamente, mantenendola in movimento, in scorrimento, e lavata di fresco. Conversazioni con Dio ci dice che tutta la Vita è Movimento — e quindi non dovrebbe sorprendere che il Movimento ci connetta più direttamente con tutta la Vita. Nella Vita non c’è niente — niente — che non si muova. Anche quelli che chiamiamo “oggetti inanimati” si muovono. Se non ci credete, mettete un sasso sotto un microscopio. E quindi il Movimento è, in questo senso, sacro. E’ la caratteristica sacra e l’aspetto segreto della Vita Stessa. Quindi, se volete rimanere connessi con la Vita, Mantenete Corpo e Mente in movimento. Esercitate entrambi. Non lasciate che diventino stagnanti. Trovate un modo per muovervi. Regolarmente. Vigorosamente. Continuamente. Intenzionalmente. Con determinazione. Si potrebbe anche dire religiosamente. Non state fermi. Fate scorrere l’energia attraverso il corpo. Non state fermi, per nessuna ragione. Muovetevi, muovetevi, muovetevi. Il Movimento è uno degli Strumenti dell’Esperienza Sacra più ignorato e meno utilizzato. In molti non lo vedono come uno strumento verso Dio. Eppure il Movimento è Dio… e Dio è Movimento. CcD dice che Dio è un processo. Questo processo si chiama “cambiamento”. E il cambiamento — cambiamento in qualsiasi cosa — è Movimento. Quindi la “Deità” è “Movimentità”. Non esiste una parola simile, ovviamente. Il Movimento è così raramente riconosciuto come un sentiero diretto verso Dio che non esiste parola per quello stato dell’essere in movimento. Ho dovuto inventarla! Non importa come ti muovi, ma muoviti. Riempi la tua vita di Movimentità e riempirai la tua vita di grazia, gioiosità e felicità. E se questa non è Deità, non so cosa sia! Settimana prossima: Un’occhiata allo Strumento n° 9 nella creazione dell’Esperienza Sacra.. il Rituale. Abbracci & Amore, Neale P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) scritto da me, che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Come sentire la voce di Dio Caro Neale… Ho visto un paio di libri su come sentire la voce di Dio, e mi domando se puoi consigliarmi dei libri sull’argomento. Amore e gioia. Jasmine Neale Risponde Cara Jasmine… Non ho libri particolari da consigliarti, ma posso dirti come sentire la voce di Dio. Chiedi semplicemente con profonda purezza, profonda semplicità, profonda onestà, profondo desiderio, e profonda disponibilità a sentire Dio. POI… lascia che Dio ti “parli” in qualsiasi modo e in tutti i modi. Non “esigere” che Dio ti parli in un dato modo, e solo in quello… ossia “una voce nella tua testa”. Può darsi che Dio ti “parli” nella forma della prossima canzone che sentirai alla radio, o del prossimo cartellone autostradale, o dell’affermazione casuale di un amico che ti “capiterà” di incontrare per strada. Oppure, per quel che ne sai, del commento di un completo estraneo al supermercato. O di una frase di un film o di un programma televisivo che ti salta all’occhio. O di un libro che praticamente ti cade in mano da uno scaffale. O del titolo del prossimo articolo di giornale che vedrai. O di un articolo in internet. O anche di un sogno. Lo vedi? Quindi, prima viene la Disponibilità. Poi viene l’Apertura a ricevere il messaggio in qualsiasi modo. Poi viene l’Accettazione (e non il rifiuto) del messaggio. E poi viene l’Applicazione di ciò che hai sentito. Cioè, lo applichi nella tua vita. Istantaneamente. Immediatamente. E vivi da quello spazio… dallo spazio della tua Nuova Comprensione. Spero di averti aiutato Jasmine. Con Amore, Neale PS: a proposito… questa stessa risposta è una “conversazione con Dio”. Cos’altro pensi che ci sia in corso qui..?
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Il Movimento Fisico è uno Strumento Una Nota da Neale… Miei cari amici… Stiamo discutendo i vari strumenti che ho scoperto esserci stati dati come un sentiero verso ciò che chiamo L’Esperienza Sacra. Oggi vorrei continuare questa esplorazione con un’occhiata allo strumento che chiamo “Movimento”. Sin dall’inizio dell’esperienza umana la nostra specie ha capito intuitivamente che il Movimento era in qualche modo uno strumento importante sia nel vivere una buona vita che nel connettersi con un’Essenza più grande. Non è una coincidenza che anche nei primi tempi, quando gli umani erano contenti di qualcosa e volevano celebrarla, si muovessero. Intuitivamente, saltavano e si agitavano in gioiosa celebrazione. E ben presto i loro movimenti divennero coordinati, vennero ricordati e ricreati. In breve, danzavano. Questa è un’espressione fisica della Risonanza. Non è una coincidenza nemmeno il fatto che quando erano scontenti di qualcosa, e cercavano aiuto in ciò che consideravano un Potere Superiore, di nuovo danzassero. Danziamo e ci muoviamo in modo coordinato e significativo da millenni. In qualche modo abbiamo sempre saputo che era una buona cosa. E lo è. Avevamo ragione, lo è. Non sorprende, quindi, che il Movimento sia a tutt’oggi considerato un gioioso e meravigliosamente efficace Strumento dell’Esperienza Sacra; uno strumento utilizzato da molti per raggiungere rilassamento esteriore e pace interiore. Nel Sufismo — che è, ovviamente, una forma dell’Islam — alcuni Musulmani danzano e vorticano su se stessi verso un senso di beata connessione con il Divino. Vengono chiamati Dervisci Roteanti. Nell’America contemporanea ha invaso il territorio una nuova tendenza, chiamata Danza Estatica. Nelle città e nelle cittadine di tutto il paese, dei gruppi si ritrovano ogni settimana per impegnarsi in questa emergente nuova versione di un’antica forma di gioioso movimento che può portare ad un’esperienza di separazione dalle preoccupazioni e frustrazioni quotidiane e ad un’unificazione con la Vita ad un livello totalmente differente. Niente è cambiato, ma tutto è diverso. Per un momento, si può danzare nell’estasi. E, ovviamente, in tutto il mondo si possono trovare corsi e gruppi di yoga. Un’altra forma di connessione fisico-spirituale che si sta rapidamente diffondendo è la Dahn Hak, una pratica coreana che implica movimenti predeterminati e stabiliti, che cercano di unificare Corpo, Mente e Spirito come una singola espressione di vita attraverso un’attività fisica in sequenza. Il Tai Chi ancora è un’altra forma di questa attività di integrazione Corpo-Mente-Spirito. Ed infine, c’è il semplice datato buon “esercizio fisico”. In qualsiasi modo lo si impieghi, si sa che lo strumento del Movimento produce un significativo beneficio. Non solo, come può sembrare ovvio, tonificazione fisica e modellamento, ma acutezza metafisica ed apertura. E parleremo ancora un po’ di questo meraviglioso Strumento settimana prossima. Abbracci & Amore, Neale Domanda & Risposta L’Anima conserva i ricordi? Caro Neale… Sono a metà del tuo libro “Accanto A Dio”, il terzo che ho letto dei tuoi molti scritti. Forse non ci sono ancora entrata abbastanza, ma sto aspettando che tu e Dio parliate del fatto se in qualche modo manteniamo il livello di consapevolezza che abbiamo raggiunto (e che stiamo raggiungendo in questo momento come conseguenza del ricevere i Suoi messaggi attraverso te) quando transitiamo nelle future vite fisiche. In altre parole, i progressi che la mia anima ha fatto in questa vita e la conoscenza che ho ottenuto attraverso la mia esplorazione spirituale nella vita come “Kristen” sono qualcosa che seguiterà nei successivi viaggi sulla terra? Avrò una qualche memoria di tutto questo? Mentre ci muoviamo verso la maestria, saremo capaci di attingere e recuperare le memorie di ciò che abbiamo imparato spiritualmente in altre vite? Neale Risponde Cara Amica… Ciò che posso capire è che la risposta alla tua domanda è “Si”. Ma devi accedere alla tua “memoria” della conoscenza che hai ottenuto attraverso l’Anima, non attraverso la Mente. Come la capisco io, la Mente “elimina” o “cancella” tutte le memorie delle vite precedenti — e ciò che è stato “imparato” lì — con ogni nuova incarnazione, ma l’Anima ricorda tutto e sa tutto… e quindi, è all’Anima che siamo invitati a ritornare per poter portare alla nostra Nuova Mente in ogni vita la saggezza delle ere che risiede nell’Anima. Il file della Mente “rifiuti” (per usare un’analogia da computer) contiene tutto ciò che è stato sperimentato nella vita di ognuno, e a volte è possibile accedere a questi “dati precedenti” attraverso la Mente, ma non è facile. Il modo più facile è cercare l’accesso attraverso l’Anima. Tutto ciò è spiegato splendidamente — incluso l’uso dell’analogia col computer — nel prossimo libro che uscirà nella cosmologia CcD, L’Unica Cosa Che Conta, che ti invito caldamente a procurarti se vuoi una risposta dettagliata e magnificamente funzionale. La risposta breve è si, puoi avere accesso alle informazioni dalle vite passate, e il modo migliore e più facile per farlo è attraverso la Consapevolezza dell’Anima. Con Amore, Neale
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Lasciare andare le aspettative Una Nota da Neale… Miei cari amici… Abbiamo discusso lo strumento della Visualizzazione come uno dei tanti strumenti che la vita ci ha dato come sentiero verso l’Esperienza Sacra. Oggi volevo concludere questa discussione con una nota finale su questo particolare strumento metafisico. In base alla mia esperienza questa è una parte importante del processo — forse la più importante: lasciare andare tutte le aspettative, le richieste, le esigenze. In altre parole, non iniziare a diventare impaziente se o quando non vedi i risultati che stai visualizzando. Dimenticati semplicemente del tuo film dopo averlo visto con gli occhi della Mente, e continua con la tua vita. Lascia andare e lascia a Dio. Se la tua vita non ti si mostra mai nel modo in cui appare nel tuo “film”, fa’ che questo vada del tutto bene per te. Ricorda, l’Universo sa ciò che è per il tuo bene più elevato, e non ti porterà mai qualcosa che non lo è — indipendentemente da quanto fortemente tu lo voglia, o da quante volte lo visualizzi. Quindi fidati del processo. Ma usa comunque il processo. Usalo per porre il fulcro della tua attenzione su particolari pezzi del puzzle sul tavolo cosmico, permettendo a te stesso di attrarre i pezzi che si incastreranno per formare l’immagine migliore per te in questo momento. Dì a Dio “Questo, Dio, o qualcosa di meglio!” Ora, se è l’Esperienza Sacra quella che desideri, e se vuoi usare lo Strumento della visualizzazione come lo strumento che ti possa condurre ad essa nella tua vita, permetti a te stesso di raffigurare con l’occhio della Mente, e di sentire, come sarebbe avere un’esperienza del genere. Decidi come potrebbe “sembrarti”; decidi che effetto ti farebbe. Vedi te stesso mentre hai quell’esperienza. Sentiti raggiante nella sua meraviglia. Guarda te stesso, nel tuo “film”, mentre sorridi dolcemente, ad occhi chiusi, mentre ti muovi attraverso l’Esperienza Sacra di sapere e dimostrare Chi Sei Davvero. Vedi te stesso muoverti nel mondo in questo modo. Senti come sarebbe dimostrarlo. Gusta, nel tuo piccolo “film”, l’essere pieno di amore e luce, saggezza e chiarezza, consapevolezza ed altissima coscienza. Guarda te stesso mentre ti muovi attraverso i momenti abituali o prevedibili della tua vita, col cuore traboccante di dolce gioia e profondo amore, con la Mente piena di intuizioni e saggezza infinite, col Corpo a suo agio ed in pace, e con l’Anima che si espande dolcemente nel suo più elevato stato dell’essere. Vedi e senti te stesso sperimentare tutto questo. E poi, non sorprenderti se un giorno, durante uno di quei momenti abituali o prevedibili, produrrai nella tua vita esattamente ciò che ti eri prefigurato. Non sorprenderti se troverai te stesso aperto all’Esperienza Sacra, e nel bel mezzo di essa. Nel prossimo articolo parleremo di un altro strumento, il movimento. A presto. Abbracci & Amore, Neale P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) scritto da me, che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite). Domanda & Risposta Possiamo ignorare il programma dell’anima? Caro Neale… Grazie infinite per i tuoi libri ed i tuoi corsi. Hai riempito la mia anima con le risposte alle domande che mi stavano facendo disperare e te ne sono davvero grata. Ora sono confusa col programma dell’anima contrapposto alla creazione personale. Hai detto che il programma dell’anima viene sempre realizzato, quindi dove interviene la creazione personale? Creiamo la nostra realtà con pensieri, parole ed azioni oppure il programma dell’anima ha sempre la precedenza su ciò che scegliamo di sperimentare? Hai detto che siamo co-creatori e che possiamo creare ed avere la vita dei nostri sogni, ma poi dici che dovremmo essere contenti ed accettare il modo in cui la vita ci si presenta, ma che se non lo siamo possiamo scegliere di nuovo. Che senso avrebbe creare la nostra esperienza se il programma dell’anima non è in linea con ciò che stiamo creando? La creazione personale non avrebbe la precedenza sul programma dell’anima. Per favore aiutami. Sono molto confusa su questo argomento. Sinceramente tua, Caroline. Neale Risponde Mia cara amica… Hai fatto una domanda meravigliosa! E penso di avere una risposta meravigliosa. Hai chiesto: “Che senso avrebbe creare la nostra esperienza se il programma dell’anima non è in linea con ciò che stiamo creando?”. La mia risposta: “Fai tutto il possibile per esser certa che ciò che stai creando sia in linea col programma dell’anima!”. Il mio libro L’Unica Cosa Che Conta discute proprio questo. Siamo qui su questo pianeta per realizzare il Programma dell’Anima, ma il 98% della gente impiega il 98% del suo tempo per fare tutto TRANNE questo. E c’è una buona ragione per questo: la maggior parte della gente non sa quale SIA il Programma dell’Anima. Questo libro lo spiega in dettaglio. Ora, per rispondere più direttamente alla tua domanda specifica, la tua Anima non “ignora” ciò che scegli di sperimentare se le tue scelte differiscono dal Programma dell’Anima… ma la tua Anima cercherà di reindirizzare gentilmente e dolcemente la tua attenzione sul Suo programma — e lo farà attraverso gli eventi della tua vita, che stai co-creando con le altre Anime. Hai domandato: “Che senso avrebbe creare la nostra esperienza se il programma dell’anima non è in linea con ciò che stiamo creando?”, e io rigirerei la domanda e chiederei: “Che senso avrebbe creare un’esperienza che non è in linea col Programma dell’Anima?”. Che senso avrebbe? Non sarebbe forse una perdita di tempo? Se desideri sapere di più sul punto di vista di CcD riguardo alla tua vera ragione di esistenza sulla Terra, potresti voler leggere L’Unica Cosa Che Conta. Credo che lo troverai una risorsa ricca e gratificante. Amore e abbracci, Neale