Chi servirai oggi?

Una Nota da Neale

Miei cari amici…

Stiamo esplorando ciò che ho chiamato L’Esperienza Sacra, e come crearla nella propria vita. Esiste un certo numero di Strumenti che ho trovato, con i quali poterlo fare, e in molte delle settimane passate li abbiamo esplorati uno per uno. Questa settimana diamo un’occhiata allo Strumento n° 10: Servizio & Disciplina.

Quando ero più giovane ebbi un grande dispiacere. Una donna con la quale ero fidanzato per sposarmi decise alla fine che non voleva più sposarmi. Ruppe la nostra relazione, e io ero devastato. Paralizzato, davvero. Non volevo più fare niente, andare da nessuna parte, vedere nessuno, nè vivere mai più in modo felice. In effetti ricordo che avevo la sensazione che se nel futuro avessi permesso a me stesso di essere felice, avrei contaminato o sporcato la memoria della relazione una-sola-volta-nella-vita, più-che-extra-speciale che avevo con quella donna. Sarei stato infelice per il resto della vita.

Così avrebbe imparato!

(Non è strano come funziona la Mente?).

Un mio caro amico, un uomo che conoscevo da  più di 15 anni (e che tuttora considero un amico, dopo più di 30 anni), venne a ‘bussarmi’ alla porta un sabato dopo questo tragico evento e mi disse di rimettermi in sesto, perchè dovevo andare da qualche parte con lui.

“Oh Bill, non voglio andare da nessuna parte!” mi lamentai. “Lasciami solo in pace”.

Ma non ascoltò ragioni. “O vieni con me ora, o non considerarmi più tuo amico”.

“Wow, metteresti fine alla nostra amicizia di quindici anni per qualcosa che vuoi che io faccia con te?” domandai incredulo.

“No. Ma lo farei per qualcosa che voglio che tu faccia per te stesso”.

Okay, mi convinse. Ero incuriosito. Mi diedi una rinfrescata, una pettinata, mi buttai addosso dei vestiti puliti e lo raggiunsi in auto. Poi lui mi portò in un appartamento dall’altra parte della città, dove viveva un uomo di 80 anni che disse di chiamarsi Walter.

“Cosa ci facciamo qui?” chiesi.

“Guarda” fu tutto ciò che disse Bill.

All’interno, Bill mi presentò al suo anziano amico e poi iniziò a levare delle bende dalla sua gamba destra. Poco dopo riuscii a capire ciò che stava facendo. Bill stava lavando delicatamente le piaghe cancerose aperte sulla gamba di Walter, applicando una specie di unguento, e avvolgendole poi nuovamente con delle bende pulite.

Bill poi disse a Walter, “Ho portato con me il mio amico perchè possa vedere ciò che sto facendo. D’ora in poi lo farà lui, Walter”.

Walter fece un cenno con la testa e allungò una vecchia mano carnosa per stringere la mia. “Piacere di conoscerti”, disse. Io ero sbigottito, ma sorrisi debolmente e non  dissi niente fino a quando non uscimmo da quella casa e raggiungemmo l’auto.

“Cosa diamine significa tutto ciò?” domandai a Bill.

“Sono un volontario dell’ospizio, e tutti i giorni vengo a cambiare Walter più o meno a quest’ora. Ho dei nuovi pazienti da accudire, quindi sto passando Walter a te. E’ una procedura piuttosto semplice, come puoi vedere, e Walter è una persona piacevole alla quale ti piacerà stare intorno”.

“Uh… Bill,  non mi sono  offerto volontario per fare  questo, e non ho intenzione di farlo”.

“Certo che lo farai”, sogghignò Bill. “Hai bisogno di uscire da te stesso. Pensi di essere infelice, pensi di aver avuto  un duro colpo — hai bisogno di uscire e vedere il mondo. Ancor meglio, tu hai bisogno di servire il mondo; di servire qualcuno. Ti farà un mondo di bene”.

Be’, discussi con Bill su questa cosa per tutto il tragitto verso casa mia, ma persi la battaglia, e da quel giorno, per molti mesi, andai a casa di Walter a lavare le sue ferite e a cambiare le  sue bende. E Bill aveva ragione. Presto dimenticai la mia tristezza. Divenni Non-Consapevole.

Quell’episodio ebbe un grande impatto su di me. Mi insegnò che il Servizio è un meraviglioso strumento per aiutarmi a mettermi in contatto con l’Esperienza Sacra attraverso la Non-Consapevolezza. Da allora, ogniqualvolta mi sento “intossicato” da qualcosa, e magari mi sento un po’ giù o triste, mi domando “Chi hai servito oggi?”.

Quando metto in atto la risposta, il mio stato d’animo cambia completamente.

Quindi… trova una forma di servizio. Non importa cosa. Guida una truppa di Boy Scout. Allena una squadra sportiva. Porta pasti a domicilio. Entra nel Consiglio Scolastico. Offriti volontario come usciere al teatro locale. Vai a leggere ai non-vedenti. Fai l’organizzatore di serate al Centro Anziani. Diventa un visitatore regolare della Casa di Riposo. Stai con la gente. Fai cose. Sii al servizio.

Abbracci & Amore,

Neale

P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) scritto da me, che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite).

Domanda & Risposta

Dio si sta solo prendendo in giro?

Caro Neale… Una domanda che mi è sorta leggendo i tuoi  libri è  questa. Se  tutto è Uno (ed è una cosa in cui credo) allora Dio come fa a sperimentare qualcosa? Ad esempio, come facciamo a formare relazioni, o relazioni intime, se siamo tutti la stessa cosa? E il libero arbitrio è solo un’illusione, considerando che tutto è Dio,  è la sua volontà,  non la nostra? Come fa Dio ad amare “noi” come suoi figli se sa di essere esattamente questo?  Tutto quello che hai scritto non è solo Dio che parla a se Stesso, prendendosi in giro? Grazie molte. Erin

Neale Risponde

Cara Erin, belle domande. Ecco le mie risposte, una alla volta:

1. Il fatto che tutto sia uno non preclude a Dio di sperimentare qualcosa. Dio sperimenta tutto, attraverso le  varie parti di se stesso. Il fatto che il tuo corpo sia tutto Un Corpo non impedisce alla tua testa di sperimentare un mal di testa, anche se le punte dei tuoi piedi stanno bene, giusto? Le varie parti di te possono sperimentare cose diverse, permettendo all’Intero Corpo di sperimentarle. Il sesso è un buon esempio. Può darsi che tu stia usando una o  due parti del tuo corpo, ma ciò non impedisce al tuo intero corpo di sperimentarlo.

2. Formiamo relazioni intime con gli altri nello stesso modo in cui formiamo relazioni intime con noi stessi. Non hai una relazione intima con te Stessa? Non  parli mai a te stessa, o pensi tra te e te, o ti consoli, ecc.? Ovviamente si. Il fatto che tu non sia separata da te stessa non ti impedisce di fare queste cose.

3. Dio dice “Ciò che volete per voi, io lo voglio”. Dio permette ad ognuno dei suoi molti aspetti di esprimersi liberamente, al livello di coscienza  che possiede. Hai ragione, tutto E’  volontà di Dio, e la VOLONTA’ di Dio è che ogni essere umano, che è una parte di Dio, esprima la propria Volontà individualmente in qualsiasi modo scelga di farlo. Ma quando lo facciamo, stiamo esprimendo la Volontà di Dio. Lascia che ti dia un esempio pratico. Pensi di poter anche solo alzare il tuo dito mignolo se Dio non volesse che tu lo facessi? No. Non potresti. Ciò non  significa, tuttavia, che Dio ti FORZI a farlo. Quindi se alzi il mignolo lo fai come atto di volontà personale, libera. Ma non potresti FARLO se Dio non volesse. Dio potrebbe fermarti in un minuto. In un secondo. In meno di un secondo. Allora vediamo che è Volere di Dio che tu esprima il Tuo Volere. Giusto? Lo vedi? I due sono la stessa cosa. Hai esattamente ragione. Ma le  due Volontà non sono in contraddizione. Il Volere di Dio è il tuo Libero Arbitrio. Vedi?

4. Dio ama “noi”, anche se sa di ESSERE noi, nello stesso modo in cui noi amiamo noi stessi. Posso amare me stesso anche se so di essere il Sé che sto amando. Qual è il problema?

5. Si, tutto ciò che  ho scritto è Dio che parla con Se Stesso, ma  non sta “prendendo in  giro” Se Stesso. E’ Dio che parla a Se Stesso, ricordando alle parti di Se Stesso quello che queste parti individuali di Se Stesso hanno dimenticato.

Spero di averti chiarito le cose Erin.

Con l’Amore di Dio,

Neale

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