Vulnerabili, intimi, e nudi

Una Nota da Neale

Miei cari amici…

Stiamo discutendo qualcosa che ho chiamato Esperienza Sacra. E questa settimana voglio condividere con voi il fatto che noto che la qualità della mia vita migliora sensibilmente quando sono disposto ad essere vulnerabile, intimo e nudo — cioè l’opposto di  totalmente invulnerabile, bloccato, e sempre con le spalle coperte.

Trovo che quando sono intimo con qualcuno, sono intimo con me stesso. Vedo che quando sono pronto a condividere intimità e autenticità, il Vero Me e il Vero Te, sperimento me stesso totalmente.

Ma voglio essere chiaro. Non sto parlando di sessualità dirompente, o di intimità indiscriminata, o di autenticità senza controllo che sconfina nel Territorio altrui. Non è dare alle persone Troppa Informazione subito dopo “Piacere di  conoscerti”, nè piangere sulla spalla di qualcuno che conosci da poco, e nemmeno spogliarsi emozionalmente e fisicamente con tutti quelli che incontri nella vita.

Significa invece essere  disponibili alla vera Apertura e alla vera Intimità con qualcuno — all’opposto di occupare gran parte del tempo di qualcuno qui sulla terra senza essere davvero aperti e in intimità con alcuno.

C’è un motivo per cui la peggior punizione che si possa ricevere in prigione sia l’isolamento. I funzionari correttivi hanno capito che anche quando una persona è già in punizione, esiste un’altra punizione, peggiore, che può essere inflitta, ed è la necessità di sopportare la carcerazione in isolamento.

Nondimeno, molte persone che non sono in prigione si costruiscono una prigione “con le proprie mani”. Vi si chiudono dentro — all’interno della propria casa, o all’interno della propria mente, o entrambe le cose — rifiutando di far entrare qualsiasi persona. Non mi pare di vedere molte di queste persone smodatamente gioiose.

Vero, c’è il recluso occasionale che afferma di essere felice quando è totalmente e completamente solo. E ci sono persone che diventano membri di ordini religiosi o altre società in cui gli incontri intimi (per non parlare di quelli sessuali) non fanno parte della norma. Ma per la maggior parte degli esseri umani il sentiero verso il Vero Sé non si trova nell’isolamento emozionale o fisico, bensì nell’Apertura e nell’Intimità.

C’è una ragione per questo. Gli esseri umani hanno una memoria cellulare, e quindi una comprensione intuitiva, che siamo tutti uno, che l’unità è l’ordine naturale delle cose, e che l’isolamento e la separazione non sono solo inusuali, ma anche innaturali.

Ci possono essere momenti nell’intimità a lungo termine in cui la solitudine venga volontariamente creata o cercata, ma la chiave qui è “volontariamente”. In questo contesto, momenti di privacy e di separazione possono essere meravigliosamente rinvigorenti e sono, in effetti, salutari. Ma un intero stile di vita che esclude intimità in qualsiasi momento e con qualsiasi altra persona può essere molto, molto isolato — e, in effetti, debilitante.

La solitudine, in effetti, è il problema principale del nostro pianeta oggigiorno. Stiamo vivendo in un mondo di crescente isolamento, dove le famiglie allargate stanno sparendo e le opportunità di intimità con gli altri stanno scomparendo. L’improvvisa comparsa e l’uso quasi assuefativo dei siti di social network in Internet da parte di milioni di persone nel mondo è, senza  dubbio, il comportamento compensatorio collettivo dell’umanità.

Ma non abbiamo bisogno di accendere il computer quando invece possiamo “accendere” un altro essere umano – a se stesso o a noi. E niente può accendere le persone quanto i momenti in cui si è autenticamente vulnerabili, davvero intimi, o completamente nudi. Il mio consiglio migliore è di trovare qualcuno con cui poter essere tutte e tre  le cose.

Ma non uno qualsiasi. Suggerisco fortemente che questa sia una persona molto speciale per voi — e per la quale vogliate essere molto speciali. Quindi ci sono due domande che fareste bene a porvi quando scegliete una persona con la quale essere  le tre cose. Ed è specialmente vero se state pensando di formare una relazione a vita con questa persona.

Ne parleremo settimana prossima. Nel frattempo vi invio…

Abbracci & Amore,

Neale

P.S.: i pensieri esposti sono tratti da The Holy Experience, un libro completo (in inglese) scritto da me, che potete scaricare gratis da www.nealedonaldwalsch.com. Cliccate semplicemente sull’icona Free Resources (risorse gratuite).

Domanda & Risposta

Dio diffama i sensitivi?

Caro Neale… recentemente ho ascoltato il Libro 3 dove Dio dice che fare i medium e canalizzare l’altra parte è piuttosto fraudolento ed inutile. Io sono stata una medium per più di 30 anni, genuina, onesta e convinta di portare un servizio utile e spesso senza prezzo alle persone che hanno perso i loro cari e hanno bisogno di conforto, di sicurezza della vita dopo la morte, e di sapere che i loro cari  sono sempre con loro. Perchè la mia canalizzazione di queste informazioni è così terribile? Tu hai canalizzato Dio, e anch’io sto facendo lo stesso, se Dio è tutti noi, vivi o morti, allora perchè lui diffama ciò che faccio? Debbie

Neale Risponde

Cara Debbie… Non so quale libro tu abbia ascoltato in cui si dicesse che “fare i medium e canalizzare l’altra parte è piuttosto fraudolento ed inutile”, ma certamente non era il terzo libro di Conversazioni Con Dio. In questo libro Dio dice che la canalizzazione può essere molto utile — e si  spinge anche oltre dicendo alle persone di non “imbrogliare” un sensitvo o un medium quando fa il suo lavoro.

Vediamo cosa dice esattamente CcD3 sull’abilità psichica, e sui canali e i medium, ok?

“Ci sono tre regole dei fenomeni psichici che ti permettono di comprendere come lavora il potere psichico. Vediamole:

1. Tutto il pensiero è energia.

2. Tutte le cose sono in movimento.

3. Tutto il tempo è ora.

I sensitivi sono persone che si sono aperte alle esperienze che questi fenomeni producono: vibrazioni. A volte sotto forma di immagini nella mente. A volte un pensiero sotto forma di parola.

I sensitivi diventano esperti nel sentire queste energie.”

Bene, niente di denigratorio qui. Vediamo cos’altro dice CcD3 sull’argomento…

“Per essere sensitivo, devi essere al di fuori della tua mente. Poiché l’intuizione risiede nella psiche. Nell’anima.

L’intuizione è l’orecchio dell’anima.

L’anima è l’unico strumento abbastanza sensitivo da “cogliere” le vibrazioni più lievi della vita, da “percepire” queste energie, da sentire queste onde nel campo, e da interpretarle.”

Bene, niente di denigratorio qui. Hmmm… andiamo avanti…

“Un sacco di persone affermano di essere sensitive. Come posso distinguere il vero dal falso?

Tutti sono “sensitivi”, quindi tutti sono “veri”. Ciò che vogliamo guardare è il  loro scopo. Stanno cercando di aiutare te, o di arricchire se stessi?

I sensitivi — i cosiddetti “sensitivi professionisti” — che stanno cercando di arricchirsi, spesso promettono di fare cose con il loro potere psichico — “far tornare un amore perduto”, “portare ricchezza e fama”, addirittura aiutarti a perdere peso!

Ti promettono di fare tutto questo — ma solo dietro pagamento. Faranno anche una “lettura” su qualcun altro — il tuo capo, il tuo amato, un amico — e ti diranno tutto su di  lui. Ti diranno “Portami qualcosa — una sciarpa, una  fotografia, qualcosa scritto da lui”.

E riusciranno a dirti qualcosa di lui. Spesso, un bel po’. Poiché tutti lasciano una traccia, un’ “impronta psichica”, una scia energetica. E un vero sensitivo riesce a sentirla.

Ma un vero intuitivo non ti proporrà mai di riportarti indietro qualcuno, di far cambiare idea ad una persona, o di creare un qualsiasi risultato utilizzando il proprio “potere” psichico. Un vero sensitivo — uno che ha dedicato la propria vita allo sviluppo e all’uso di questo dono — sa che non si deve mai manipolare il libero arbitrio altrui, e che non si devono mai invadere i pensieri di un altro, e che non si deve mai violare lo spazio psichico di un altro.

Un vero sensitivo conosce e vive la Direttiva Primaria. E cioè, se gli chiedi di riportarti un “amore perduto”, o di leggere l’aura di un’altra persona di cui hai il fazzoletto o la lettera, un vero sensitivo ti dirà:

“Mi dispiace  ma non lo faccio. Non interferirò mai col sentiero di un’altra persona, né mi intrometterò, né vi guarderò dentro.”

“Non cercherò in alcun modo di influenzare, dirigere o incidere sulle sue scelte.”

“E non ti divulgherò informazioni personali o provate su qualcuno”.

Se una persona si offre di fare uno  qualsiasi di questi “servizi”, quella persona è ciò che chiameresti “corrotto”, che usa  la tua umana debolezza e la tua vulnerabilità per estrapolarti denaro.”

Bene, ora, Debbie… cosa ti sembra sbagliato di tutto ciò? A me sembra che tutto questo ci dica solo quale sia un buono standard etico di  un  sensitivo o di un medium. Con quale parte di quanto sopra non sei d’accordo? Ma aspetta, andiamo avanti  e vediamo cos’altro dice CcD3 di tutto questo.

“Va bene chiedere ad un sensitivo di contattare i morti? Dovremmo cercare di metterci in contatto con coloro che se ne sono “andati prima”?

Perchè dovremmo volerlo?

Per vedere se hanno qualcosa da dirci.

Se qualcuno “dall’altra parte” ha qualcosa che desidera che tu sappia, stai pur certa che farà in modo che tu lo sappia.

La zia, lo zio, il fratello, la sorella, il padre, la madre, il coniuge e l’amante che sono “andati prima” stanno continuando il proprio viaggio, sperimentanto gioia completa, si stanno spostando verso la comprensione  totale.

Se parte di ciò che vogliono fare è tornare da te — per vedere come stai, o per farti sapere che stanno bene — fidati che lo faranno.

Poi, stai attento al segno e “coglilo”. Non liquidarlo come fosse solo la tua immaginazione, una “pia illusione” o una coincidenza. Stai attento al messaggio, e ricevilo.

Quindi stai dicendo — per tornare alla domanda originaria — che non dovremmo andare da un sensitivo o ad una seduta spiritica per contattare quelli dall’altra parte?

Non sto dicendo che dovresti o non dovresti fare qualcosa. Solo non sono sicuro di quale sarebbe lo scopo.

Bene, supponendo che tu avessi qualcosa da dire all’altro, o che ci fosse qualcosa che vuoi sapere?

Immagini che potresti dirlo e lui non potrebbe sentirlo? Il minimo pensiero che abbia a che fare con un essere che esiste in quella che chiami “l’altra parte” porta la coscienza di quell’essere a volare da te.

Non puoi avere un pensiero o un’idea su qualcuno che chiami “deceduto” senza che l’Essenza di quella persona ne diventi completamente consapevole. Non è necessario usare un medium per produrre questo tipo di comunicazione. L’amore è il miglior “medium” di comunicazione.

…Ora, tornando alla tua domanda: hai bisogno di un cosiddetto “medium” o “canale” per comunicare con gli esseri  fuori dal corpo? No. E’ utile a volte? A volte. Dipende molto, di nuovo, dal sensitivo o medium — e dalla sua motivazione.

Se qualcuno si rifiuta di lavorare in questo modo con te — o di fare un qualsiasi tipo di “canalizzazione” o di lavoro “intermediario” — senza un compenso alto, scappa altrove. Può darsi che questa persona lo faccia solo per soldi. Non meravigliarti se ti senti “dipendente” dal ritornare ancora più e  più volte per settimane, mesi o anche anni, poichè sta giocando col tuo bisogno o desiderio di un contatto col “mondo spirituale”.

Una persona che è lì solo per aiutare — poiché lo spirito è lì — non ti chiede niente per sé eccetto ciò che è necessario per continuare a fare il lavoro che sta cercando di fare.

Se un sensitivo o un medium arriva da quel luogo quando accetta di aiutarti, assicurati di offrire in cambio tutto l’aiuto che puoi. Non approfittarti di una così straordinaria generosità di spirito dando poco, o niente del tutto, quando sai che potresti fare di più.

Guarda chi sta davvero servendo il mondo, davvero cercando di condividere saggezza e  conoscenza, intuizione e comprensione, affetto e compassione. Provvedi a queste persone, e fallo in modo grandioso. Paga  loro l’onorario più alto. Dai loro la somma più grande. Poichè questi sono i Portatori di Luce.”

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Sai cosa Debbie? Credo che tutto ciò sia un consiglio incredibilmente buono,  non pensi? Dio dice che non abbiamo bisogno di andare da un sensitivo o da un medium per comunicare con i  morti — che tutti possiamo farlo da soli. Non sei  d’accordo? Pensi di avere un dono speciale che ad altri non è stato dato? O pensi di aver sviluppato estremamente un dono che  viene dato a tutti? Quale delle  due?

E  ciò che sembra tu abbia sottovalutato, Debbie, è che Dio dice che mentre non è necessario andare da un medium, può essere “utile a volte”.

Non sei d’accordo con questa affermazione, Debbie? Con quale delle affermazioni che seguono — sui sensitivi ipocriti che si rifiutano di aiutare gli altri se non dietro pagamento, o sui medium che “agganciano” le persone nella dipendenza di tornare più volte — non sei d’accordo, cara amica?

E riguardo a questa affermazione di Dio… non sei d’accordo Debbie?

“Una persona che è lì solo per aiutare — poiché lo spirito è lì — non ti chiede niente per sé eccetto ciò che è necessario per continuare a fare il lavoro che sta cercando di fare.

Se un sensitivo o un medium arriva da quel luogo quando accetta di aiutarti, assicurati di offrire in cambio tutto l’aiuto che puoi. Non approfittarti di una così straordinaria generosità di spirito dando poco, o niente del tutto, quando sai che potresti fare di più.”

Mamma mia, Debbie… tutte queste sembrano meravigliose affermazioni del lavoro di sensitivi e medium veramente puri e sinceri. Mi sorprenderebbe che rimanessi dell’idea che hai espresso all’inizio.

E vorrei far chiarezza su una cosa che hai detto verso la  fine. Mi hai scritto: “Tu hai canalizzato Dio, e anch’io sto facendo lo stesso, se Dio è tutti noi, vivi o morti, allora perchè lui diffama ciò che faccio?”

Per la cronaca, Debbie, ho ripetuto un sacco di volte, ripetutamente negli anni in ogni intervista alla radio o televisiva, e in ogni articolo di rivista o storia di giornale mai fatta su di me, che io non “canalizzo” Dio. Il mio lavoro, l’ho detto molto chiaramente, non è  di “canalizzare”. Descrivo l’esperienza che ho avuto come “ispirazione”.

Non penso che gli scrittori dei molti libri dell’umanità  su Dio stessero “canalizzando” Dio… ma credo che fossero “ispirati” da Dio, e abbiano scritto dal  loro luogo di ispirazione nel modo più chiaro  e più puro che potessero. Questo è ciò che mi sono sforzato seriamente di fare.

Grazie per il tuo scritto e le tue domande. Spero che dopo un esame più attento vedrai che Dio non ha diffamato in alcun modo il lavoro che fai.

Ti auguro di sperimentare Dio in te e attraverso di te ogni giorno della tua vita.

Con Amore,

Neale

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