Parliamo Di Paura…

Una Nota da Neale Miei cari amici… Una donna mi ha scritto sul sito qualche giorno fa chiedendomi se andava bene esprimere apertamente ed autenticamente agli altri le sue paure sulle cose nella sua vita. Sentiva che, così facendo, stava offrendo un esempio agli altri, rendendo possibile anche a loro essere aperti e onesti sulle proprie paure — e quindi guarirle. Voleva sapere se avesse senso a livello spirituale, secondo Conversazioni con Dio. Mentre preparavo la risposta, mi sono reso conto che stavo producendo qualcosa che desideravo che tutti potessero vedere e leggere. E’ uno dei più precisi, concisi, chiari e spiritualmente lucidi discorsi che siano arrivati attraverso me sulla Via e sul Perché della Vita così com’è. Sono spinto a condividerlo con voi, miei membri del team spirituale, dal Dipartimento Per Cosa Vale La Pena. Per favore sentitevi liberi di trasmetterlo a chiunque, e ovunque, desideriate. Ecco la risposta: Mia Cara Jeannette… Per come la capisco io, l’Anima migra (in un certo senso) dal Regno dell’Assoluto (chiamato anche Il Regno dello Spirituale) al Regno del Relativo (chiamato anche Il Regno del Fisico) per poter sperimentare totalmente la pienezza di Chi e Cosa E’ Davvero: vale a dire… la Divinità Personificata. Il più grande desiderio di Dio è sperimentare Se Stesso completamente, in tutta la sua gloria. Ma nel Regno dell’Assoluto non esiste nient’altro CHE Dio… nient’altro CHE gloria.. e quindi, Dio può conoscere Se Stesso assolutamente, ma l’esperienza di Se Stesso può verificarsi solamente nel Regno del Relativo, dove la Totalità di Dio esiste in termini relativi. Quindi noi sperimentiamo, nella vita fisica, ciò che chiamiamo “bene” e “male”, “felicità” e “tristezza”, “gioia” e “dolore” — e tutte le condizioni che la nostra consapevolezza limitata ci porta a definire come “dualità” nelle nostre vite. Ma quando la nostra consapevolezza aumenta, iniziamo a vedere tutto questo come Una Singola Energia — la chiamerò Energia Essenziale — che semplicemente si manifesta in forme diverse. Come esempio, utilizziamo l’apparente dualità di “caldo” e “freddo”. Spesso vediamo queste condizioni come due cose diverse — persino “opposte” — ma guardate da lontano vediamo che sono semplicemente gradi variabili della STESSA cosa… che chiamiamo “Temperatura”. Allo stesso modo, ogni aspetto della vita è semplicemente la stessa cosa, la Divinità,  che si esprime in gradi variabili. Anche la Paura è semplicemente Amore — l’Essenza essenziale — che si esprime in grado minore. Se non Amassimo niente, non Avremmo Paura di niente. Riuscite a vederlo? Una volta che lo abbiamo visto, non critichiamo niente, non condanniamo niente, non rifiutiamo niente, ma abbracciamo e accettiamo tutto nella vita come Espressione Perfetta della Perfezione Stessa. Così facendo, l’energia che abbiamo nei confronti di qualsiasi situazione, evento o circostanza, cambia sensibilmente, spostandosi da ciò che chiameremmo “negativo” a ciò che chiameremmo “positivo” — e questo, di rimando, cambia notevolmente l’energia che proiettiamo, che inviamo all’esterno, riguardo a qualsiasi particolare circostanza. Riversando la nostra energia positiva completamente su quella circostanza od evento, la nostra esperienza di essa viene trasformata. Non “soffriamo” più — anche se potremmo ancora essere nel dolore (emozionale o fisico). In Conversazioni con Dio ci viene insegnato che il “dolore” è una circostanza oggettiva, mentre la “sofferenza” è il risultato del pensiero che abbiamo sul dolore. La sofferenza ha luogo quando il nostro pensiero riguardo al nostro dolore è che “questo non dovrebbe succedere. E’ sbagliato. Non è giusto”, eccetera. Ma quando accettiamo il nostro dolore come l’espressione Perfetta della Perfezione Stessa (come potrebbe sperimentare una madre durante il parto), la nostra sofferenza scompare e si dissolve. Il dolore può rimanere, ma la sofferenza scompare. Anche la morte non viene sperimentata in modo negativo, ma come il Perfetto Prossimo Evento. Da qui: “Oh morte, dov’è il tuo dardo?” (Corinzi, 15:55 – n.d.t.). Ora, mi hai chiesto della Paura, e sono d’accordo con te sul fatto che parlare autenticamente e apertamente (e anche ampiamente) delle nostre Paure, possa essere una cosa straordinariamente benefica. CcD dice: “Ciò cui resisti persiste, e ciò che guardi scompare. Cioè, smette di avere la sua forma illusoria”. Questo è uno dei più grandi messaggi che ci è stato dato in Conversazioni con Dio. Quindi si, parlare delle nostre Paure è potente, davvero. E si, sono d’accordo con te: fa da esempio agli altri, permettendo anche agli altri di “stare bene” col fatto che anche loro hanno delle Paure… e di stare bene nel parlarne. Quello che inoltre osservo è che CI VUOLE “coraggio” nel farlo. Vivere secondo i concetti teologici avanzati di Conversazioni con Dio (che non è altro che chiarire delle ri-affermazioni delle più alte verità di tutte le grandi religioni del mondo) non è facile. (Fino a quando non lo è. Fino a quando non diventa una seconda natura. Fino a quando non esprime facilmente e continuamente la nostra VERA natura). Quindi, sebbene tu non abbia condiviso con noi la tua “storia” per poter sentire cori di plauso per il tuo coraggio, tuttavia è comprensibile e giustificabile che tu li senta. Tutti noi riconosciamo il coraggio quando lo vediamo, ed è naturale volerlo lodare. Hai detto che parli delle tue Paure non per raccogliere lodi per il tuo coraggio, ma per dare un esempio ad altri che potrebbero aver paura di qualcosa nella propria vita, ma che sono riluttanti a parlarne. La tua intenzione non riduce in alcun modo il coraggio che ci vuole per affrontare la tua vita come hai fatto. Ecco perché ti ho scritto, in risposta alla tua prima affermazione, quanto segue: “Mi unirò al coro di persone che ti hanno detto quanto tu sia coraggiosa! So che toccherai molte vite attraverso il vivere la tua nel modo coraggioso in cui hai scelto di farlo”. Confermo gioiosamente ogni parola della mia prima risposta! E non ti vedo per niente come “ancòra confusa in qualche modo”, ma come straordinariamente chiara in ogni parola che hai scritto. In modo particolare nella tua affermazione riassuntiva: “Forse, invece di evitare comportamenti di paura, sarebbe meglio abbracciarli, abbracciarli come grandiosi poiché ora essi

Amore o Paura?

Una Nota da Neale… Perché la vita va come sta andando? Perché l’amore spesso è così difficile da trovare, e poi da tenere? Perché la bontà e la gentilezza e la compassione e anche una faccia sorridente sono così difficili da trovare nell’esperienza quotidiana? Le nostre vite devono essere fatte di dramma, dramma e ancora dramma giorno dopo giorno? Mi sono state fatte queste domande tante volte, e quando mi rivolgo ai dialoghi di  Conversazioni con Dio per trovare risposte, ecco qualcosa che scopro, in queste parole di Dio: Ogni pensiero umano, ed ogni azione umana, sono basati sull’amore o sulla paura. Non c’è altra motivazione umana, e tutte le altre idee non sono che derivazioni di queste. Sono semplicemente versioni diverse — diverse sfaccettature dello stesso tema. Pensateci profondamente e vedrete che è  vero. Questo è ciò che Dio ha chiamato Pensiero Promotore. E’ un pensiero d’amore o di paura. E’ il pensiero dietro il pensiero dietro il pensiero. E’ il primo pensiero. E’ la forza primaria. E’ l’energia pura che guida il motore dell’esperienza umana. Ed ecco come il comportamento umano produce esperienza ripetibile dopo esperienza ripetibile; è il motivo per cui gli umani amano, poi distruggono, poi amano di nuovo: c’è sempre l’oscillazione da un’emozione all’altra. Amore promuove paura promuove amore promuove paura… …e la ragione si trova nella prima bugia — la bugia che avete come verità su Dio — che non si può credere in Dio; che non si può fare affidamento sull’amore di Dio; che il fatto che Dio ti accetti è condizionato; che quindi il risultato finale è incerto. Perché se non puoi contare sul fatto che l’amore di Dio ci sia sempre, sull’amore di chi puoi contare? Se Dio ritratta e si tira indietro quando non ti comporti correttamente, non lo faranno anche i comuni mortali? …E quindi avviene che nel momento  in cui giuri il più grande amore, accogli la tua più grande paura. La prima cosa che ti preoccupa dopo aver detto “Ti amo” è se ti verrà ridetto. E se ti verrà ridetto, inizierai immediatamente a preoccuparti che l’amore che hai appena trovato, lo perderai. E quindi ogni azione diventa una reazione — difesa contro la perdita. Ma se tu sapessi Chi Sei — che sei il più magnifico, il più straordinario, il più splendido essere che Dio abbia mai creato — non avresti mai paura. Ma non sai Chi Sei, e pensi di essere molto meno. E dove hai preso l’idea di quanto tu sia meno che magnifico? Dalle uniche persone alle quali crederesti sulla parola in tutto. Da tua madre e da tuo padre. Queste sono le persone che ami di più. Perchè dovrebbero mentirti? Ma non ti hanno forse detto che sei troppo di questo, e non abbastanza di quello? Non ti hanno forse ricordato che devi farti vedere ma non farti sentire? Non ti hanno forse  rimproverato in qualche momento della tua più grande esuberanza? E non ti hanno forse incoraggiato a metter da parte alcune delle tue fantasie più selvagge? Questi sono i messaggi che hai ricevuto, e sebbene non corrispondessero ai criteri, e non fossero quindi messaggi di Dio, avrebbero comunque potuto esserlo, poichè quasi sicuramente sono arrivati dagli dei del tuo universo. Sono stati i tuoi genitori ad insegnarti che l’amore è condizionato — hai sentito molte volte le loro condizioni — e questa è l’esperienza che porti nelle tue relazioni d’amore. E’ anche l’esperienza che porti in Dio. Da questa esperienza trai le tue conclusioni su Dio. Da questa impalcatura dici la tua verità. “Dio è un Dio amorevole”, dici, “ma se infrangi i Suoi comandamenti, Egli ti punirà con l’esilio e la dannazione eterni”. Perché, non hai forse sperimentato l’esilio dei tuoi genitori? Non conosci forse il dolore della loro dannazione? E allora, come potresti immaginare che con Dio sia diverso? Hai dimenticato com’era essere amato senza condizioni. Non ricordi l’esperienza dell’amore di Dio. E quindi provi ad immaginare come debba essere l’amore di Dio, basandoti su ciò che vedi dell’amore nel mondo. Hai proiettato su Dio il ruolo di “genitore”, e quindi ti è emerso un Dio che giudica e che ricompensa o punisce, in base a quanto gli piace ciò che hai combinato. Ma questa è una visione semplicistica di Dio, basata sulla tua mitologia. Non ha niente a che fare con Chi è Dio. Avendo quindi creato un intero sistema di pensiero su Dio, basato sull’esperienza umana anziché su verità spirituali, di conseguenza crei un’intera realtà sull’amore. E’ una realtà basata sulla paura, radicata nell’idea di un Dio che incute paura, e vendicativo. Il suo Pensiero Promotore è sbagliato, ma rinnegare quel pensiero vorrebbe dire perturbare tutta la tua teologia. E sebbene la nuova teologia che andrebbe a rimpiazzarla sarebbe sicuramente la tua salvezza, non la puoi accettare, perché l’idea di un Dio che non deve essere temuto, che non giudica, e che non ha motivo di punire è semplicemente troppo splendida da abbracciare anche nella tua più grande nozione di Chi e Cosa è Dio. Questa realtà dell’amore basata sulla paura domina la tua esperienza dell’amore; in realtà, in effetti la crea. Poiché non solo ti vedi ricevere amore che è condizionato, vedi anche te stesso darlo nello stesso modo. E anche mentre trattieni e ritratti e stabilisci le tue condizioni, una parte di te sa che questo non è ciò che è davvero l’amore. Eppure, sembri incapace di cambiare il modo in cui lo elargisci. Lo hai imparato a tue spese, ti dici, e che tu sia dannato se ti renderai ancora vulnerabile. Ma la verità è, sarai dannato se non lo farai. ==================== Avendo riletto questo splendido passaggio del Libro Uno, ho preso una nuova decisione in questo meraviglioso giorno: condividere il mio amore incondizionatamente con tutti quelli coi quali entrerò in contatto. So che non sarà facile. Mi sono imbarcato in questa missione in precedenza. Ho abbracciato questa sfida in passato. Non sono sempre riuscito nel tentativo. (Ad esser sincero, non sono

Il Viaggio dell’Anima

Lettere a Neale Caro Neale… Spero tu legga questa lettera poiché c’è una questione che mi preoccupa da molto tempo. Ho appena finito di leggere tutti i libri di CcD e li ho trovati profondamente preziosi nella mia esperienza della relazione con Dio. Le persone dicono di amare Dio, ma l’ho sempre trovata una cosa in qualche modo superficiale perché può qualcuno dire di conoscere Dio e di aver sviluppato una relazione in cui si è innamorato di Lui/Lei? (E non sto parlando di te, poiché sembra che tu ti sia innamorato di Dio attraverso il tuo lavoro). Io sto cercando di sviluppare questo ONESTO SENTIMENTO di AMARE DIO. Bene, ecco la mia questione: ho perso il mio unico figlio, Tommy, in un incidente d’auto venerdì 13 agosto 1999. Si potrebbe dire che sia venuto al mondo tramite un incidente poiché venerdì 13 settembre 1974 ebbi un incidente d’auto mentre ero incinta di otto mesi. Siamo sopravvissuti, fortunatamente, ma lui nacque circa un mese dopo, prematuro, a causa della rottura delle acque dovuta al trauma dell’incidente. Quando è nato avevo 24 anni, a poco meno del mio 25esimo compleanno. Quando lui è morto aveva 24 anni, a poco meno del suo 25esimo compleanno. Durante il travaglio mi si svilupparono dei duri nodi nei capelli che impiegarono diverse settimane a sciogliersi. Quando lui morì mi tornarono gli stessi nodi e ci volle una parrucchiera e un taglio di capelli per farli andar via. Dal 1985 sono su un sentiero che riguarda tutto la morte, al punto in cui mio figlio un giorno mi disse “Mamma  tu leggi tutti questi libri sulle esperienze pre-morte e sulla morte che ho paura che tu stia per morire”. Gli dissi che ero resistente e che non sarei morta a  breve. Non sapendo mai che lui se ne sarebbe andato per primo. Prima di leggere i tuoi libri, ho letto Il Viaggio delle Anime e Il Destino delle Anime del Dr. Michael Newton. In questi libri dichiara che tuo figlio non è più  tuo figlio, tuo  marito non è più tuo marito, e neanche tua madre e tuo padre, poiché hanno solo interpretato questi ruoli nella tua vita attuale. Se questo fosse vero, mi demoralizzerebbe sapere che mio figlio non è più mio figlio. Mi fa male pensare che lui sceglierebbe un’altra madre dal nostro cosiddetto “gruppo di anime” e continuerebbe un’altra esistenza con un’altra famiglia per l’evoluzione della sua anima. Scusa se ti suona egoico, ma è già abbastanza doloroso perderlo senza pensare che non sia più mio figlio. Questo è stato e continua ad essere un lungo sentiero per me. Ho accettato la sua morte perché non ho scelta, ma realizzare che non è più mio figlio mi sta devastando. Puoi fare un po’ di luce per me su questa cosa? La tua testimonianza di Dio è così giusta, così confortante. Puoi dirmi di più, con le saggezze e le conoscenze  che hai acquisito, sul significato di tutto ciò? Mi rattrista pensare che le tue conversazioni con Dio si siano fermate a questi scritti e che io non possa più essere illuminata dalla conoscenza, da una continuazione di questi meravigliosi libri spirituali. Helen Neale Risponde Mia  cara Helen, la primissima cosa che ti dico di fare è di procurarti una copia di Accanto a Dio — La Vita Non Finisce. Poi inizia a leggerlo e non fermarti fino a quando non l’hai finito. In molti modi è quasi come se questo libro fosse stato scritto per te. Nel dialogo finale, Dio spiega che “la morte è un processo di ri-identificazione”. Ogni anima vive per sempre, e nel Periodo Dopo la Morte l’anima si muove in un processo in tre fasi, in cui (1) smette di identificarsi col suo corpo; (2) smette di identificarsi con la sua mente; (3) smette di identificarsi con la sua anima, fondendosi infine con l’Unità, l’Essenza dell’Essere che alcuni di noi chiamano Dio. Questo è il Viaggio Verso Casa, ed è un viaggio gioioso, pieno di meraviglia, che ogni entità spirituale intraprende dopo la morte, che non è per niente morte, ma semplicemente nascita in una forma diversa. Attraverso tutti gli annali del tempo verrà registrato che tu hai dato fisicità all’anima che è stata chiamata tuo figlio. Ma questa anima è molto più grande dell’identità localizzata, individuale, che ha assunto nel momento della sua nascita. In questo senso quest’anima “non è più tuo figlio” — nè tu vorresti che lo fosse. L’anima è eterna, immortale, e non limitata  nella sua identità con un’incarnazione individuale, eccetto quando sceglie di ri-focalizzarsi in quel modo. Ciò significa che quello spirito gigantesco che è l’anima di tuo figlio può “tornare piccolo”, riducendosi ad una delle sue singolari nozioni di se stesso, in qualsiasi momento nell’Aldilà. Ciò che sto dicendo è che, come lo intendo io, l’Essenza Individualizzata dell’Essere che è apparsa nella tua vita come l’anima di tuo figlio, può riassumere, e riassume, quella specifica identità quando vuole, e sceglie sempre di farlo ad ogni più lieve pensiero d’amore  su di lui. Le anime, in realtà, Helen, sono “mutaformi” — così come lo è Dio stesso. Un’anima non  dimentica mai una forma che ha assunto una volta, e nessuna identità individuale (l’anima vive molte vite)  viene mai abbandonata o persa o “messa da parte” per sempre solo perchè una particolare vita fisica è finita. Invece, un’anima può, come ho già detto, riformarsi intorno ad una specifica forma ogniqualvolta lo desideri. Ed una delle cose che glielo fa fare è l’Amore. L’Amore è una particolare forma di Pura Energia che è vicinissima ad assomigliare all’Energia Essenziale di Dio, e quando un’anima viene pensata con Amore, quell’anima risponde riformandosi nella forma che aveva preso quando era l’oggetto dell’Amore che sta percependo ora, e volerà in  quel modo verso la persona che la sta pensando. L’amore è un  magnete che attrae a noi tutte le anime, sia quelle che vivono nel regno fisico che quelle che vivono  nel regno spirituale. In questo modo, tuo figlio

Il Ruolo della Nostra Personalità

Lettere a Neale Caro Neale… Mi sono domandato che ruolo abbia la personalità nelle meccaniche della mente e nel sistema dell’anima. Noto che alcune persone hanno personalità che sembrano render loro più facile operare nella nostra cultura — ad esempio seguire regole e dottrine religiose — mentre altre sfidano le regole e non accettano le strutture che governano e fanno le regole. Puoi discutere il ruolo della personalità? Il tuo amico… Neale Risponde Caro Nuovo Amico, la mia personale esperienza è che la maggior parte della gente oggi comprende ciò che chiamano “personalità” come la somma delle inclinazioni, degli impulsi, delle caratteristiche e delle “risposte automatiche” delle persone al mondo intorno a loro, basate generalmente su una combinazione di genetica,  ambiente della propria infanzia ed educazione, così come di determinate esperienze che un essere umano ha subito — forse soprattutto nell’infanzia (ma non limitate a quel periodo), e particolarmente quelle esperienze che sono state drammatiche, altamente impattanti (in positivo o in negativo) e/o traumatiche. Contestualizzati nelle Meccaniche della Mente così come sono descritte nel libro Quando Tutto Cambia, Cambia Tutto, questi potrebbero essere definiti come i Dati contenuti nella Mente. Alcuni sono Dati Effettivi del Passato, altri sono Dati Giudicati del Passato. Ora tu hai chiesto del “ruolo” della personalità nelle Meccaniche della Mente e nel Sistema dell’Anima. Ciò che mi trovo a risponderti è che la personalità è il risultato del processo che la Mente subisce quando il Corpo le porta nuovi dati riguardanti qualsiasi evento o circostanza che il Corpo incontra in ciò che chiamiamo il Momento Presente. La personalità si espande per includere non solo i dati contenuti nella Mente, ma anche i Dati contenuti nell’Anima, quando l’Essere Tripartito che sei Tu si sposta nella comunione tra Mente e Anima. Ciò produce un’espansione della banca-dati alla quale la Totalità di Te attinge quando trae le sue conclusioni su una qualsiasi circostanza o situazione particolare della vita, ed invia al Corpo le istruzioni su come reagire o rispondere a quelle condizioni od eventi esterni. Se seguiamo l’Impulso Divino che emerge dal processo di questo momento di Comunione con Dio, la  nostra intera “personalità” sembra cambiare; vibriamo ad una frequenza diversa; anche il tono della nostra voce e il suo volume sembrano alzarsi. Il modo in cui ci spostiamo nel mondo in un qualsiasi momento (e spesso, in un’intera vita) può venire sensibilmente alterato. Altre persone che ci conoscono potrebbero dire che la nostra intera “personalità” sia differente. Avrebbero ragione. E’ proprio questo il caso. Ciò perchè i dati ampliati ed illimitati dell’Anima hanno aperto la nostra Mente ad un nuovo livello di Coscienza, creando una maggiore e più profonda Consapevolezza, e producendo, in sequenza, una prospettiva più ampia, una percezione allargata, un nuovo sistema di credenze basato su queste percezioni, ed un nuovo sistema di comportamenti derivanti da esse. Penso che ciò che chiamiamo “personalità” sia un riflesso del funzionamento delle Meccaniche della Mente e del Sistema dell’Anima come viene descritto in Quando Tutto Cambia, Cambia Tutto. Spero di esserti stato d’aiuto. ∼ Con amore, Neale

Dio si sta solo prendendo in giro?

Lettere a Neale Caro Neale… Una domanda che mi è sorta leggendo i tuoi  libri è  questa. Se  tutto è Uno (ed è una cosa in cui credo) allora Dio come fa a sperimentare qualcosa? Ad esempio, come facciamo a formare relazioni, o relazioni intime, se siamo tutti la stessa cosa? E il libero arbitrio è solo un’illusione, considerando che tutto è Dio,  è la sua volontà,  non la nostra? Come fa Dio ad amare “noi” come suoi figli se sa di essere esattamente questo?  Tutto quello che hai scritto non è solo Dio che parla a se Stesso, prendendosi in giro? Grazie molte. Erin Neale Risponde Cara Erin, belle domande. Ecco le mie risposte, una alla volta: 1. Il fatto che tutto sia uno non preclude a Dio di sperimentare qualcosa. Dio sperimenta tutto, attraverso le  varie parti di se stesso. Il fatto che il tuo corpo sia tutto Un Corpo non impedisce alla tua testa di sperimentare un mal di testa, anche se le punte dei tuoi piedi stanno bene, giusto? Le varie parti di te possono sperimentare cose diverse, permettendo all’Intero Corpo di sperimentarle. Il sesso è un buon esempio. Può darsi che tu stia usando una o  due parti del tuo corpo, ma ciò non impedisce al tuo intero corpo di sperimentarlo. 2. Formiamo relazioni intime con gli altri nello stesso modo in cui formiamo relazioni intime con noi stessi. Non hai una relazione intima con te Stessa? Non  parli mai a te stessa, o pensi tra te e te, o ti consoli, ecc.? Ovviamente si. Il fatto che tu non sia separata da te stessa non ti impedisce di fare queste cose. 3. Dio dice “Ciò che volete per voi, io lo voglio”. Dio permette ad ognuno dei suoi molti aspetti di esprimersi liberamente, al livello di coscienza  che possiede. Hai ragione, tutto E’  volontà di Dio, e la VOLONTA’ di Dio è che ogni essere umano, che è una parte di Dio, esprima la propria Volontà individualmente in qualsiasi modo scelga di farlo. Ma quando lo facciamo, stiamo esprimendo la Volontà di Dio. Lascia che ti dia un esempio pratico. Pensi di poter anche solo alzare il tuo dito mignolo se Dio non volesse che tu lo facessi? No. Non potresti. Ciò non  significa, tuttavia, che Dio ti FORZI a farlo. Quindi se alzi il mignolo lo fai come atto di volontà personale, libera. Ma non potresti FARLO se Dio non volesse. Dio potrebbe fermarti in un minuto. In un secondo. In meno di un secondo. Allora vediamo che è Volere di Dio che tu esprima il Tuo Volere. Giusto? Lo vedi? I due sono la stessa cosa. Hai esattamente ragione. Ma le  due Volontà non sono in contraddizione. Il Volere di Dio è il tuo Libero Arbitrio. Vedi? 4. Dio ama “noi”, anche se sa di ESSERE noi, nello stesso modo in cui noi amiamo noi stessi. Posso amare me stesso anche se so di essere il Sé che sto amando. Qual è il problema? 5. Si, tutto ciò che  ho scritto è Dio che parla con Se Stesso, ma  non sta “prendendo in  giro” Se Stesso. E’ Dio che parla a Se Stesso, ricordando alle parti di Se Stesso quello che queste parti individuali di Se Stesso hanno dimenticato. Spero di averti chiarito le cose Erin. ∼ Con amore, Neale

Il principale problema che sta di fronte all’umanità oggi

Una Nota da Neale Miei cari amici… Dio è la fonte d’aiuto per la gente nel mondo, ma la maggior parte delle persone chiede a Dio il tipo sbagliato di aiuto — e anche allora non si rivolge a Dio se non quando è troppo tardi. La maggior parte della gente chiede a Dio di cambiare le cose. Chiedono di cambiare le situazioni, le circostanze, e gli eventi della loro vita — non comprendendo che stanno chiedendo a Dio di annullare proprio le condizioni che loro, loro stessi, hanno co-creato. Chiedono a Dio la pace sulla terra, e la bontà tra tutte le persone — mentre loro, loro stessi, continuano a creare l’opposto. Chiedono a Dio salute, stabilità e sicurezza — mentre loro, loro stessi, continuano a creare l’opposto. Chiedono a Dio che ciascuno abbia uguali opportunità di piena auto-espressione, di abbondanza, e di felicità personale — mentre loro, loro stessi, continuano a creare l’opposto. E’ vero. Per tutto il tempo in cui noi umani inviamo preghiere a Dio, neghiamo che noi, noi stessi, stiamo continuando a creare l’opposto di ciò che diciamo di desiderare. E c’è una cosa di cui possiamo esser certi nella nostra relazione con Dio: Dio ci darà sempre il Libero Arbitrio, permettendoci di creare nella nostra esperienza collettiva qualsiasi cosa scegliamo di creare — anche quando viola lo spirito di tutto ciò che diciamo di voler creare. Il principale problema che sta di fronte all’umanità oggi è il nostro assoluto rifiuto di accettare la responsabilità per le esperienze che noi, noi stessi, creiamo in collaborazione. Ciò che Dio desidera profondamente che facciamo è permetterGli di darci potere. Ma quando ci rivolgiamo a Dio per il tipo sbagliato di aiuto nel momento sbagliato, ci togliamo potere, poiché dichiariamo di essere le vittime delle circostanze in cui ci troviamo. Inoltre, avvaloriamo il nostro pensiero di essere impotenti nel cambiare le circostanze che abbiamo creato, e che ora Dio è l’unico che ci possa aiutare — se mai ci sia un “Dio”. Fintanto che la maggior parte della gente penserà di subire le conseguenze degli eventi o delle circostanze della propria vita, si ritroverà a ripeterle, poiché non sarà consapevole di come o del perchè si siano presentate queste circostanze. Questa è la dichiarazione, in 38 parole, della ragione precisa per cui la vita è così com’è sul Pianeta Terra oggigiorno. Le persone non sono la conseguenza degli eventi e delle circostanze globali della loro vita, bensì sono collettivamente parte in causa. Ogni evento e circostanza sulla Terra viene prodotto congiuntamente, e messo nella realtà collettiva come una creazione collaborativa della Collettività Stessa. E la tragedia è che La Collettività non lo sa — o, peggio ancora, lo sa, e si comporta semplicemente come se non lo sapesse. Molto di tutto ciò ha a che fare con la nostra comprensione della  natura di Dio stesso. Addirittura esiste un essere chiamato “Dio”? Qual è la vera natura del Divino — e cosa vuole, di cosa ha bisogno, che cosa esige? Cosa fa in effetti nella nostra vita? Come interagisce  la Divinità con l’Umanità? Qual è la natura della nostra relazione? Esiste persino? E’ arrivato il momento di una conversazione mondiale su una questione di impatto globale e di significato universale. ∼ Con amore, Neale

Quando lo studente è pronto, l’insegnante arriva

Lettere a Neale Caro Signor Walsch, Ho chiesto consiglio a nostro Signore e la risposta è sempre stata che avrei dovuto scrivere a lei così che altri possano essere partecipi delle risposte. Sono stata cresciuta da un auto-dichiaratosi predicatore Pentecostale che ha abusato sessualmente di me. Ho trascorso 20 anni vivendo con uno stile di vita distruttivo, tentando spesso il suicidio. E’ stato in uno di questi tentativi che credo di aver conosciuto Dio. Sei anni fa ho cercato di uccidere il mio patrigno, e ho avuto un esaurimento totale. Sono stata messa in ospedale psichiatrico e diagnosticata come maniaco-depressiva. E’ stato allora che ho iniziato a notare quanti malati mentali siano terrorizzati non solo dal diavolo, ma da Dio. Sono diventata mentalmente stabile da quando ho letto (molte volte) CcD, Libri 1 e 2, e ora cerco di aiutare i malati mentali. Mio marito ed io incontriamo migliaia di persone ogni anno, la maggior parte di fede Battista e Pentecostale. Devo essere onesta, la maggior parte di queste persone si arrabbia quando parlo di CcD, ma tornano sempre indietro con delle domande — domande alle quali non riesco a rispondere. Sono stata fortunata ad aver la possibilità di condividere CcD con così tanti e ho visto le persone cambiare completamente la propria vita, grazie a lei e al nostro Padre. Ma ho bisogno di sapere le risposte. Ora veniamo alle domande. Se non esiste il peccato, per che cosa è morto Gesù? Come si spiegano le persone che hanno avuto esperienze di pre-morte e dichiarano di essere state all’inferno? Se la Bibbia non è tutta vera, quali parti studiamo? Si suppone che dobbiamo ancora pagare le decime? Mi è stato insegnato a pagare le decime nel luogo dove si viene istruiti. Sembro una sciocca quando non riesco a rispondere a queste domande degli altri, e magari comprometto la possibilità che le persone conoscano il nostro Padre. Come posso scoprire il mio scopo? So che il Padre ha impedito i miei tentativi di suicidio per una ragione. E’ sufficiente la mia condivisione? Come posso fare di più per essere d’aiuto? Nome non pubblicato su richiesta. Neale Risponde Cara Amica, prendiamo le tue domande una alla volta. Se non esiste il peccato, per che cosa è morto Gesù? Gesù è morto e risorto affinché potessimo sapere la verità su di lui, e quindi su di noi. Il suo atto si intende come dimostrazione di Chi Siamo Davvero. Ogni atto è un atto di auto-definizione. Ciò vale per te, e valeva per Gesù. Gesù era un maestro divino che possedeva l’assoluta comprensione della verità, su se stesso e su Dio. Desiderava condividere questa verità con tutto il mondo. Quindi disse “Io e il Padre siamo un’unica cosa”. Ci ha anche proclamati suoi fratelli, e lo hanno sentito domandare “Non ho forse detto, Voi siete Dei?”. Riguardo ai suoi miracoli, ha detto “Perchè vi meravigliate? Queste cose, e anche di più, le farete anche voi”. Gesù non è morto per i nostri peccati, ma piuttosto per dimostrare che siamo senza peccato. Siamo stati fatti ad immagine e somiglianza di Dio, e Gesù ha continuato a cercare di dircelo. Ma pochi gli hanno creduto. Sapeva che solo una dimostrazione reale di Deità sarebbe stata convincente. Be’, ha convinto molte persone che lui era Dio, va bene, ma a molti è sfuggito il fatto che siamo tutti la stessa cosa. Abbiamo iniziato a venerarlo, e non è quello che lui voleva. Come si spiegano le persone che hanno avuto esperienze di pre-morte e dichiarano di essere state all’inferno? Dio dice che nei primi momenti dopo la “morte” sperimenteremo qualsiasi cosa ci aspettiamo di sperimentare. Se abbiamo paura che “andremo all’inferno”, creeremo questo risultato nella nostra realtà. Non dobbiamo preoccuparci, tuttavia, poiché sperimenteremo solo il nostro “inferno” auto-creato fino a quando non lo vorremo più fare, fino a quando non ci crederemo più. Quello è il momento in cui termineremo l’esperienza attuale. Per inciso, è la stessa cosa sulla terra. Possiamo pensare di essere in un inferno vivente, e poi possiamo cambiare la nostra percezione, e l’intera nostra esperienza cambierà. Se la Bibbia non è tutta vera, quali parti studiamo? Studia qualunque parte tu voglia studiare. Se tu potessi studiare solo roba che è “vera”, rimarrebbe esclusa la metà dei libri di storia e dei testi di studi sociali che si leggono a scuola, e la maggior parte degli articoli di giornale che vengono scritti oggigiorno. Leggi la Bibbia tanto quanto vuoi, ed entra nel profondo di qualsiasi lettura per domandarti cosa è vero per te. Fai lo stesso con Conversazioni con Dio e con qualsiasi altro libro di saggezza spirituale. Si suppone che dobbiamo ancora pagare le decime? Mi è stato insegnato a pagare le decime nel luogo dove si viene istruiti. Non “si suppone” che tu faccia niente. Chi farebbe la “supposizione”? Il pagamento della decima è un mezzo molto efficace per incrementare la tua abbondanza finanziaria, poiché ciò che tu dai ad un altro, lo dai a te stesso. Se dimostri a te stesso di essere nell’abbondanza, ti sperimenterai nell’abbondanza. Ecco perché la maggior parte dei movimenti spirituali e quasi tutte le religioni incoraggiano il versamento della decima in una forma o nell’altra… Non perchè sia una “cosa buona”, ma perchè ciò che va ritorna a te. Come posso scoprire il mio scopo? Non puoi “scoprire” il tuo scopo. CcD dice che la vita non è un processo di scoperta, è un processo di creazione. Non hai uno scopo fino a quando non te ne assegni uno. Chi altri te ne darebbe uno? Dio? E, dopo avertelo dato, te lo terrebbe nascosto? Ecco una grande saggezza: Noi aspettiamo che Dio ci mostri il nostro scopo, e Dio aspetta che noi gli mostriamo il nostro scopo. So che il Padre ha impedito i miei tentativi di suicidio per una ragione. E’ sufficiente la mia condivisione? Come posso fare di più per essere d’aiuto? Non c’è niente che tu debba fare per essere d’aiuto,

Qual è la Verità Assoluta?

Una Nota da Neale Miei cari amici… Non so voi ma io ho speso tutta la vita a cercare la mia verità al di fuori di me. Dapprima, l’ho trovata nei miei genitori, che sono state le mie prime figure autoritarie, e che ritenevo che dicessero Nient’Altro Che La Verità su tutto. In secondo luogo l’ho trovata nei membri della mia famiglia – i mie fratelli più grandi, le mie zie e i miei zii e i parenti che andavamo a trovare. Tutti loro, ad un certo grado, erano figure autorevoli. Poi, misi i miei insegnanti in questa categoria. I miei primi insegnanti furono suore e preti, dato che andavo alla scuola elementare Cattolica Romana. Le suore ci insegnavano ogni giorno, e i preto venivano una volta la settimana per la classe di catechismo. Ho imparato su Dio e sulla Vita da queste persone, che pensavo fossero fonti impeccabili. Come risultato di ciò, Dio divenne ben presto la mia più alta Figura Autorevole. L’unico problema era che dovevo dipendere dagli umani per sapere cosa voleva Dio. E questo facevo, ovviamente. Ascoltavo attentamente quello che mi dicevano suore e preti. Tuttavia iniziarono a sorgere delle difficoltà. Qualcosa di quanto mi avevano detto suore e preti su Dio sembrava non collimare con ciò che mi diceva il mio stomaco. Con ciò intendo dire che non “suonava bene”. Qualcosa dentro di me mi diceva che alcune delle cose che sentivo a scuola non erano vere. Lasciai l’ambiente della scuola parrocchiale quando terminai la scuola media – e mi lasciai dietro le conoscenze della Chiesa su Dio più o meno nello stesso periodo. Il Dio che conoscevo nel mio cuore sembrava proprio non essere il Dio che mi avevano raccontato gli altri. Niente di tutto ciò si compose in un senso completo per me fino a quando non iniziarono i dialoghi di Conversazioni con Dio circa 35 anni più tardi. Ma dopo quei dialoghi mi divenne molto chiaro che qualcosa che avevo percepito potesse essere “così”, era, in realtà, così: Riguardo a Dio, e alla mia vita, io sono la Verità. Nessuna verità di qualcun altro può essere la Verità Assoluta per me. Gli altri possono condividere i propri pensieri con me, gli altri possono darmi le loro idee, ma io devo farmi le mie idee su ciò che è vero per me. Questa potrebbe sembrare una conclusione semplice ed ovvia, ma posso dirvi che è una conclusione alla quale non mi è stato facile arrivare. Né lo è, da quanto posso osservare, per la maggior parte delle persone. Abbiamo tutti investito così tanto della nostra autorità in altre persone sin dai primi giorni della nostra vita, che riprenderci indietro quell’autorità, reclamarla, più tardi nella vita, non è poca cosa. Ma Conversazioni con Dio ha reso chiaro che l’unica verità nell’Universo è la verità che esiste dentro di me. Non esiste qualcosa come la Verità Assoluta, dice CcD. Questa fu un’affermazione sbalorditiva quando la sentii per la prima volta. Per tutta la mia vita avevo creduto il contrario. Ma ora vedo che tutta la “verità” è relativa, e che è davvero, quindi, negli occhi di chi ce l’ha. La Luna è “su” quando viene guardata dalla Terra. Ma uno può guardare “giù” alla Luna dallo spazio più esterno. Tutte le definizioni scompaiono e le prospettive cambiano. Niente è vero, niente, in senso assoluto. La verità è, per usare la frase di Hemingway, una festa mobile. La mia vita cambiò radicalmente quando ridiedi a me stesso l’autorità che avevo dato agli altri. In qualche modo, questo inizia ad accadere come un processo automatico della vita. Ricordo quando per la prima volta uscii dalla casa dei miei genitori. Avevo 19 anni, e nel momento in cui entrai nel mio appartamento, seppi che la mia vita era cambiata. Guidavo la mia auto, vivevo nel mio luogo, facevo un lavoro che amavo (in radio), e – piuttosto all’improvviso, mi sembrò – vivevo “la mia vita”. Potevo andare e venire a piacere, mangiare ciò che sceglievo, fare ciò che volevo. L’autorità genitoriale su di me era svanita, letteralmente nottetempo. Potevo stare al telefono quanto volevo, rientrare la notte quando mi andava, addirittura dormire con chiunque volessi che volesse me. Wow. Allora era QUESTA la vita! Wow! Non avevo mai conosciuto questo potere. O questa responsabilità. Mi sentivo in modo molto simile a quando sentii l’affermazione “Tu sei la verità” nella mia conversazione con Dio. Sentivo che qualcuno mi aveva appena dato le “chiavi del regno”. Improvvisamente, avevo potere assoluto. Non dovevo più credere a nessun altro. Non dovevo ascoltare nessun altro su niente. Ma avevo anche nuove responsabilità. Dovevo decidere io stesso quale fosse la mia verità. Ora, se avessi dovuto farlo da solo, avrei pensato che fosse davvero troppo. Sono solo un piccolo vecchio essere umano, e non posso decidere, nemmeno per me stesso, la verità dell’Universo. Ma la notizia fantastica è che non DEVO prendere queste decisioni da solo. Ciò perché ho una reale, genuina e funzionale amicizia con Dio. Grazie a ciò, posso chiedere l’aiuto di Dio nel determinare la mia verità. E questo, naturalmente, è l’argomento dei libri di Conversazioni con Dio. Ognuno di noi può avere la sua propria conversazione con Dio. Non dobbiamo riferirci a libri scritti da altri. Possiamo scrivere il nostro. E’ vero o no? Cosa credete voi? Cosa pensate? Chiedete a Dio proprio ora. Tirate fuori un pezzo di carta, liberate la mente da tutti i pensieri, idee o considerazioni. Ora scrivete la vostra domanda. E’ vero che posso avere le mie conversazioni con te? Mi risponderai chiaramente ed immediatamente proprio come hai fatto con Neale Donald Walsch? Forza. Scrivete la domanda. Poi ascoltate la vostra risposta. Quando vi arriva la risposta, scrivetela. Non indagatela. Non mettetela in dubbio. Scrivetela e basta come la sentite nella vostra mente. Se vi arriva la risposta “no”, fate un altro paio di domande. Chiedete “Perché no? Se non è Dio a rispondermi in questo momento, allora chi è?”. Poi portate avanti il

Le relazioni: la nostra più grande opportunità

Lettere a Neale Caro Neale… Sono sul punto di divorziare da mio marito. Ho iniziato a leggere i tuoi libri solo l’estate scorsa e mi sono resa conto di non essere felice con lui. Cioè, non lo ritengo responsabile della mia felicità, ho deciso di accettare il suo atteggiamento negativo e la scelta di essere depresso, ma ho deciso che non posso e non voglio più vivere con lui. Al momento siamo entrambi in psicoterapia ed entrambi i nostri terapisti ci hanno consigliato di non divorziare immediatamente,  ma di avere un cosiddetto divorzio di prova/periodo di pausa. Stiamo vivendo separati e facciamo a turno con i bambini. Lui dovrebbe lasciarmi andare, ma  non lo fa, continua a mandarmi messaggi ed email dicendo che non può vivere senza di me, che non può ricominciare a lavorare e reintegrarsi senza di me. Ciò mi allontana  da lui ancora di più, perché sento che la sua dipendenza mi causa troppa pressione, e quindi sta crescendo in me il desiderio di rompere. Hai qualche consiglio su come gestire la situazione? Mi dispiace per lui, ma io ho bisogno di tenere/mantenere una certa distanza da lui per non venire sopraffatta e per proteggermi. Il suo è vero amore, o solo manipolazione e non accettazione dei cambiamenti? Grazie, Sas Neale Risponde Cara Sas… Cerco fortemente di non dare mai consigli personali su cosa fare o su cosa stia  accadendo in situazioni specifiche della vita, poiché non è questo il mio scopo qui. Il mio obiettivo in questo spazio e in questa vita è di aiutare gli altri a comprendere pienamente i messaggi di Conversazioni con Dio — cosa  significano, e come applicarli nell’esperienza  quotidiana. Non inizierei mai a dirti (a) di restare con tuo marito o (b) di divorziare da lui. Tuttavia posso dirti cosa dice Conversazioni con Dio sulle relazioni. Se vai a vedere il Capitolo 8 del Libro 1 di CcD troverai tutto ciò che ti serve sapere sull’argomento. Lì ci viene detto che… “Lo scopo di una relazione è di decidere quale parte di voi stessi vi piacerebbe che «venisse allo scoperto», non quale parte di un altro voi potreste catturare e trattenere. Ci può essere un solo scopo per un rapporto, e per tutto nella vita: essere e decidere Chi Siete Veramente. “La maggior parte di voi entra nel periodo di formazione dei rapporti amorosi colma di aspettative, piena di energia sessuale, a cuore aperto, e con animo gioioso, se non entusiasta. Ad un certo punto, tra i quaranta e i sessant’anni (e per la maggior parte è prima piuttosto che dopo) rinunciate ai vostri sogni più grandiosi, mettete da parte le speranze più audaci e vi adattate alle più modeste aspettative — o addirittura al nulla. “Il problema è così fondamentale, così semplice eppure frainteso in maniera tanto tragica: il vostro sogno più grandioso, la vostra più elevata concezione e la speranza più tenera hanno avuto a che fare più con il vostro diletto compagno che non con il vostro diletto Sé. La  relazione è stata messa alla prova mediante lo stabilire fino a qual punto l’altro fosse in sintonia con le vostre idee, e quanto voi sareste stato in sintonia con quelle di lui, o di lei. E comunque l’unico vero test ha a che fare con la misura in cui voi siete in accordo con le vostre opinioni. “I rapporti sono sacri, poiché forniscono le più grandi opportunità della vita – in effetti le sue uniche opportunità – di creare e di produrre l’esperienza del dare espressione al più elevato concetto di Sé. Le relazioni falliscono quando le si considera la più grande opportunità della vita di creare e di produrre l’esperienza del dare espressione, da parte vostra, al più elevato concetto di un altro. “Lasciamo che ogni individuo in un rapporto si preoccupi del proprio Sé, di come sia, agisca e disponga, di quale Ss Stesso voglia essere, di cosa pretenda e offra, di quale Se Stesso stia cercando, creando e sperimentando, e tutti i rapporti assolveranno in maniera magnifica i propri scopi, e riusciranno a dimostrarsi utili in maniera altrettanto magnifica a coloro che vi partecipano! Facciamo in modo che ogni persona in un rapporto non si preoccupi dell’altro, ma soltanto, unicamente del proprio Sé. “Questo potrebbe sembrare uno strano insegnamento, perché vi è stato detto che nella più alta forma di rapporto ci si preoccupa soltanto dell’altro. Eppure ti dico questo: il focalizzare l’attenzione sull’altro – l’ossessione di cui si fa oggetto l’altro – costituisce la causa del fallimento dei rapporti. Come sta l’altro? Che cosa sta facendo l’altro? Che cosa gli sta capitando? Che cosa sta dicendo? Volendo? Pretendendo? Che cosa sta pensando l’altro? Che cosa si aspetta? Quali sono i suoi progetti? Il Maestro si rende conto di quanto poco importi come stia l’altro, che cosa faccia, che cosa gli capiti, che cosa stia dicendo, che cosa voglia e che cosa pretenda. Non ha importanza che cosa stia pensando l’altro, quello che si aspetta, ciò che si propone. Importa soltanto come ti comporti tu in relazione a tutto questo.” C’è molto altro che viene offerto sulle relazioni in questo capitolo, Sas. Ti incoraggio ad aprire il Libro 1 e a leggere il Capitolo 8 per intero. Ti invio l’augurio che tu possa sperimentare la presenza di Dio in te e operante attraverso di te tutti i giorni della tua vita. ∼ Con amore, Neale

Come rimanere connessi

Lettere a Neale Caro Neale… La mia è una di quelle questioni con cui ho combattuto per anni, e ora sono pronta per fare un cambiamento. Essendo una persona mattiniera, mi sento più ispirata e più connessa alla fonte di mattina. Quindi, se c’è una situazione che sto affrontando, mi sento abbastanza fiduciosa su come risponderò — ma nel momento in cui sto per affrontare la situazione, entro nella paura. Allo stesso modo, posso avere un momento di meditazione meraviglioso e mi è perfettamente chiaro chi voglio essere quel giorno — eppure nel corso della giornata mi ritrovo ad essere tutto tranne quella persona che avevo detto che sarei stata. Cosa mi consigli per rimanere “connessa” durante la giornata? Grazie, Terry Neale Risponde Cara Terry… Stai facendo un’ottima domanda. Ho avuto esattamente lo stesso problema. Mi è molto facile rimanere centrato e gentile e “insieme” alle 4 di mattina o alle 6 di mattina o anche alle 8 di mattina, ma da qualche parte intorno alle 4 o le 6 o le 8 di sera, sembro aver “perso” ciò con cui ho iniziato. A meno che non sia così. La differenza, per me, ha a che fare con ciò che “faccio” col resto della mia giornata — il periodo tra il Sapere del Mattino e il Dimenticare della Sera. Se trascorro la mia giornata profondamente immerso nei drammi del mondo, nei grovigli della vita quotidiana, e anche nella mia “storia” giornaliera, vedo che per le 4 o le 6 o le 8 sono distrutto, ho dimenticato totalmente Chi Sono Davvero, e sono completamente senza contatto col mio Sé (nel senso di Sé Superiore). Se, d’altro canto, sto lontano dai drammi del mondo (eccetto che per notare brevemente ciò che succede… ma senza entrare in lunghe  discussioni o ruminazioni in proposito), e se mi tolgo dai grovigli della vita quotidiana, e se mi separo dalla mia “storia” giornaliera, vedo che riesco ad “aggrapparmi” al mio Senso del Sé molto più a lungo — forse anche fino all’ora di andare a dormire! Ecco alcuni trucchi che per me funzionano: 1. Non guardo mai le notizie in TV (o qualsiasi TV, se è per quello), fino alle 19.30. Non lascio che influenzi la mia energia diurna. Poi guardo un programma che presenta le notizie con un ritmo rilassato (non bang-bang-BANG, prendi questo- e questo-e QUESTO!!!) e offre una fantastica analisi delle notizie ogni sera. Raramente guardo programmi drammatici in televisione. Se guardo regolarmente qualcosa è Discovery Channel, o Biography, o canali simili. In altre parole, controllo attentamente ciò che metto dentro la testa. 2. Cerco di leggere un po’ — anche poco aiuta, tipo un quarto d’ora — scegliendo un libro spiritualmente illuminante, intorno a metà giornata, ogni  giorno. Tengo sempre vicino a me del materiale spiritualmente edificante. Ho libri spirituali in auto, sotto il sedile, e se mi trovo in un ingorgo stradale, o ad un passaggio a livello ad aspettare che passi Il Treno più Lungo al Mondo, o nel parcheggio di un negozio in attesa che esca la persona che è con me, cerco sotto il sedile ed inizio a leggere. Porto con me un libretto, As A Man Thinketh, di James Allen, ovunque vada. Posso ficcare questa piccola gemma nel mio borsone, o anche farla scivolare nella tasca del cappotto. Di nuovo, se mi ritrovo in coda da qualche parte, o in pausa senza niente da fare, tiro fuori questo libretto ed inizio a leggerlo. 3. Passo più tempo che posso ogni giorno dispensando agli altri messaggi spiritualmente importanti e personalmente ispiranti. Ogni sera faccio questo lavoro di leggere e ripondere personalmente alle lettere. Al mondo potrebbe sembrare che io lo faccia per gli altri. La mia anima sa e capisce che lo faccio per me. Quindi mettiti nella posizione di essere un Messaggero della Nuova Spiritualità, e riempi la tua giornata di opportunità per condividere le meravigliose verità che tengono Centrati (quando lo siamo) te e me e tutti noi, e scoprirai che è possibile stare in quel  luogo fantastico ogni giorno di più. Scrivi ogni giorno un trafiletto per il tuo  blog in Internet. Collegati online e fallo durante la giornata, anche al lavoro (durante la tua pausa pranzo). Se non hai un blog, vai su quello di una comunità e pubblica lì i tuoi pensieri. 4. Medita cinque volte al giorno. Una meditazione può durare anche solo 60 secondi. Alcune delle mie sono così. Chiudo solo gli occhi — specialmente quando le cose stanno diventanto un pochino difficili ed inizio a “cadere nel dramma” — e calmo la mia mente per qualche attimo. E’ strabiliante ciò che si ottiene facendolo cinque volte al giorno. 5. Sorridi cinque volte al giorno senza motivo. SORRIDI… e basta. Fallo. Senza un motivo o una ragione. Sorridi… e basta. Fallo DIECI volte al giorno se riesci. E ci riesci. Fanne una disciplina spirituale, una pratica. PROMETTI a te stesso che lo farai. Poi FALLO. Osserva che differenza farà. 6. Dì ad almeno tre persone al giorno che le ami. Prenditi il tempo per dire il perché ad almeno una di loro. 7. Risolleva almeno una persona al giorno — amico o sconosciuto —  dicendogli qualcosa che sai gli farà piacere sapere su se stesso. Dillo al cassiere della banca, al commesso del supermercato, e alla persona dall’altra parte del letto. Assicurati di farlo OGNI SINGOLO GIORNO. Non infiacchirti, non ricadere nel non-farlo. Cerca di trovare cinque persone nuove con cui farlo ogni settimana. 8. Regala non meno di 3 euro al giorno a qualcuno meno  fortunato. Fallo ogni giorno. Ti costerà 21 euro la settimana. Non spenderai mai i tuoi soldi con più beneficio — MAI. Quando la tua abbondanza aumenta, fai 6 euro al giorno. Poi 10, e  così via. Regala, regala, REGALA. Non solo soldi, ma TUTTE le buone cose. Diventa una Macchina Dispensatrice. Dai amore, dai abbracci, dai saggezza, dai pazienza, dai perdono (perdona una persona ogni giorno) per qualcosa. Quando hai finito la lista di