E’ Arrivato Il Momento!

Una Nota da Neale… Miei cari amici… E’ arrivato il momento… che tutta l’umanità decida Chi e Cosa Siamo Davvero, e Chi e Cosa scegliamo di essere in relazione a ciò, e come vogliamo dimostrarlo nel nostro mondo. E’ arrivato il momento… che la leadership emerga in ogni città, centro, e villaggio sulla terra, in ogni dove e in ogni luogo, nella forma di individui coraggiosi e forti e saggi, pronti a ricevere la chiamata, preparati a fare qualsiasi sacrificio sia richiesto,  ansiosi di assumersi l’incarico, e determinati a non abbandonare Il Lavoro fino a quando Il Lavoro non sarà stato fatto. E’ arrivato il momento… che tu decida se sei quel leader nel mondo in cui ti muovi, se sarai colui che starà spalla a spalla con i pochi Altri coraggiosi e che, cambiando la direzione del nostro Presente, cambierà il corso del Futuro. “E’ un mondo rivoluzionario quello in cui viviamo,  e questa generazione in patria e  nel resto del mondo si è fatta carico di una responsabilità maggiore di qualsiasi altra generazione che abbia mai vissuto.” Perché il mondo non può più aspettare. La gente di questo pianeta non può più mantenersi per millenni e secoli in base ai comportamenti passati e presenti dell’umanità. Ci restano, se va bene, dei decenni, e poi ci verrà richiesto di spostare la nostra esperienza, o qualcun altro lo farà per noi. La nostra specie, come collettività, lo sa e lo capisce a livello cellulare. Ci stiamo dunque domandando, in questo giorno e da ogni luogo: Se non ora, quando? Se non tu, chi? Poiché è come disse Robert F. Kennedy rivolgendosi alla gente del Sudafrica nel Giorno dell’Affermazione nel 1966, con parole che risultano ancor più vere oggi di quanto lo fossero allora: Le crudeltà e gli ostacoli di questo pianeta che cambia così velocemente non porteranno a dogmi obsoleti e slogan desueti. Non possono essere rimossi da coloro che si aggrappano al presente che è già moribondo, che preferiscono l’illusione della sicurezza all’eccitazione e al pericolo che arrivano anche con il progresso più pacifico. E’ un mondo rivoluzionario quello in cui viviamo, e questa generazione in patria e nel resto del mondo si è fatta carico di una responsabilità maggiore di qualsiasi altra generazione che abbia mai vissuto. Parafrasando ed espandendo le parole di Robert Kennedy, vorrei osservare che alcuni credono che non ci sia nulla che si possa fare contro l’enorme varietà di malattie del mondo. Eppure molti dei più grandi movimenti universali di pensiero e azione sono scaturiti dal lavoro di una singola persona. Un singolo monaco iniziò la riforma Protestante, una giovane donna rivendicò i territori francesi, un ministro nero da solo disse “Io ho un sogno” e alterò il corso della storia della sua nazione, una fragile ed anziana suora risvegliò la compassione dell’umanità in tutto il mondo. E un 32-enne Thomas Jefferson proclamò che tutti gli uomini vengono creati uguali. Citando ancora una volta Robert Kennedy direttamente… Questi uomini mossero il mondo, e noi possiamo fare altrettanto. Pochi avranno la grandezza necessaria a piegare la storia ma ciascuno di noi può operare per modificare una piccola parte del corso degli eventi, e tutte queste azioni scriveranno la storia di questa generazione. La storia dell’umanità è il prodotto di innumerevoli atti di coraggio e di fede. Ogniqualvolta un uomo si batte per un ideale od opera per migliorare la condizione degli altri o lotta contro l’ingiustizia, invia un minuscolo impulso di speranza… e tutti questi impulsi provenienti da milioni di centri di energia, intersecandosi gli uni con gli altri danno vita ad una corrente capace di travolgere i più possenti muri dell’oppressione e dell’ostilità. …Che piaccia o meno, sono tempi di pericolo e di incertezza. Ma sono anche tempi che danno spazio, come mai prima d’ora, alle energie creative dell’uomo. Tutti alla fine saremo giudicati — e col passar degli anni sicuramente giudicheremo noi stessi — per il contributo che avremo saputo dare alla costruzione di una nuova società mondiale e per la misura in cui avremo saputo plasmare il nostro sforzo sulla base di alti ideali e obiettivi. Robert Kennedy ha anche detto queste parole: Alcuni uomini vedono le cose come sono e dicono, perché? Io sogno cose che non ci sono mai state e dico, perché no? E’ arrivato il momento per dire “Perché no?”. E’ la nostra opportunità per iniziare un nuovo movimento per i diritti civili… un movimento per i diritti civili dell’anima… liberando infine l’umanità dall’oppressione del credere in un Dio esclusivista, violento, arrabbiato e vendicativo, che ci giudica per i nostri umani  capricci ed incomprensioni, che ci condanna alla dannazione eterna per esserci avvicinati a lui nel “modo sbagliato”. “E’ un lavoro importante quello che state facendo, e dovete assolutamente continuare” Ciò di cui ha bisogno il mondo ora è una Nuova Spiritualità, un nuovo modo per onorare il nostro impulso verso il Divino che non faccia sembrare gli altri in errore per  il modo in cui lo stanno facendo. So che molti di  voi stanno lavorando proprio in questo momento per produrre questo risultato, ognuno a suo modo. Lo vedo ogni giorno, ed ogni giorno vengo a sapere di sforzi lontani da me, nei quali siete impegnati ovunque voi e altri come voi. E’ un lavoro importante quello che state facendo, e dovete assolutamente continuare. Continuare nelle  vostre case, continuare nella relazione col vostro amato, con i  vostri figli, con i vicini e gli amici, con i  vostri collaboratori, con i vostri concittadini. E continuare in modi che accrescano ed enfatizzino le vostre probabilità di successo nel fare la vera differenza sul nostro pianeta. Lavoriamo insieme per farlo. E’ arrivato il momento. ∼ Con amore, Neale

La meraviglia del perdono

Lettere a Neale Ciao Neale, sono un tuo fan da quando ti ho sentito in uno show radiofonico ad Atlanta diversi anni fa. Poco dopo aver iniziato a leggere la tua serie di libri ho visto parte di un’intervista con Larry King in cui ti chiedeva se avessi paura di qualcosa. All’inizio dicesti di no, poi subito ti correggesti con un’altra risposta. “Ego”. Mi sorprese. Sfortunatamente allora non lo “afferrai”. Ci vollero diversi anni per capire finalmente ciò che avevi detto. Sono stato la fonte di dolore per i miei cari e non ne ho mai avuto idea. Vorrei poterti scrivere un altro tipo di email in questo momento. Una che non fosse così piena di rammarico per cose che ho fatto creando dolore in coloro che hanno più importanza nella mia vita. Vorrei essere stato… migliore. Ultimamente mi sono sentito molto ‘connesso’ all’Universo e non ho sentito altro che puro amore stando sdraiato di fianco a mia moglie. Lei è il mio più grande insegnante, Neale. So cos’è l’Amore… grazie a lei. Ho iniziato a vedere la bellezza del mio passato e le esperienze dalle quali sono stato capace di imparare e con le quali sono cresciuto. Anche i miei figli sono insegnanti meravigliosi. Sono così fortunato e benedetto ad averli nella mia vita, Neale. Sono infine riuscito a ‘perdonare’ me stesso per quelle cose in cui sento di aver deluso loro e altri. Non perché ‘meritassi’ di essere perdonato, ma perché ne ‘avevo bisogno’. Grazie per avermi aiutato a fare questo per me stesso. Voglio ringraziarti per la tua saggezza, le tue esperienze e la meraviglia che i tuoi libri mi hanno ispirato negli anni. Soprattutto, per avermi aiutato ad imparare ad apprezzare coloro intorno a me e il perché siano stati con me. Anni fa mi hai messo su un sentiero di scoperta dell’universo e di me stesso… e del mio posto in esso. E’ stato pieno di alti e bassi che ora non posso definire ‘buoni’ o ‘cattivi’ perché ogni esperienza mi ha insegnato qualcosa su me stesso. Ho imparato che devono essere stati tutti ‘buoni’ in qualche modo, anche se ‘buono’ a volte è difficile da trovare quando è avvolto dal dolore. Grazie, Neale. Sinceramente, Ralph Neale Risponde Mio caro Ralph… Grazie per la tua lettera molto aperta, onesta e rivelatrice. Mi fa molto piacere che le tue stesse riflessioni ti abbiano condotto a questa saggezza. Sono d’accordo con te che il perdono di se stessi sia una cosa importante e meravigliosa. Ora, la prossima come importanza sarà il nostro impegno a non ripercorrere più di nuovo quegli stessi sentieri di ferite e danni agli altri attraverso il soddisfacimento del nostro ego. Anch’io ho fatto molto danno agli altri, Ralph, e ho fatto piangere molte persone. Vorrei con tutto il mio cuore che non fosse così. Ma lo è, e non posso fare altro che perdonare me stesso, ed impegnarmi profondamente ad essere migliore. Sei molto fortunato ad avere tua moglie e i tuoi figli dalla tua parte. Sono d’accordo con te anche su questo. Il loro amore è un tesoro che non puoi comperare, che spero non perderai mai, e che certamente non metterai mai da parte. Entra ancora più pienamente in questo, amico mio, e la tua anima canterà la sua gioia. Grazie per avermi scritto. Sono solo felice che qualcosa che ho fatto possa averti portato grande discernimento. Mi onora il fatto che ciò possa essere vero, e sono grato a Dio che almeno una parte della mia vita abbia portato benefici ad altri. ∼ Con amore, Neale  

Perché Siamo Qui?

Una Nota da Neale Miei cari amici… Ogni settimana ricevo lettere dalle persone, che dicono che le loro vite sono nel caos, che niente sta andando bene, che stanno finendo i soldi, che le relazioni si stanno sgretolando o si sono sgretolate, che il lavoro è scialbo ed insipido, e che la vita stessa ha perso di significato e di gioia. Sempre più persone, anche quelle di paesi benestanti, si sentono sconnesse, deluse, scoraggiate e depresse. Cosa c’è che NON VA qui… cosa pensate stia succedendo? Perché pare che non riusciamo a far funzionare la vita? E perché a così tante persone viene chiesto di lottare con queste circostanze schiaccianti? Il problema ha a che fare con la nostra comprensione di base su Chi Siamo e Cosa E’ la Vita. Perché siamo qui, in ogni caso? Sulla terra, intendo. Chi siamo, e perché siamo qui? Siamo semplici animali? Creature del cosmo, per così dire, che non detengono in sé alcun potere per avere un impatto o influenzare la propria realtà — e ancor meno crearla — ma soggette, invece, ai colpi e alle frecciate della sorte beffarda? E qual E’ lo scopo della vita, dopotutto? E’ solo quello di vedere chi sarà l’Ultimo Uomo Sopravvissuto? O chi ha raccolto più giocattoli? O nel cosmo  c’è in atto qualcosa di più grande, qualcosa di più significativo? Io penso che ci sia. Credo che ci sia un Processo in atto che si sta svolgendo, nel quale stiamo impersonando un ruolo — la maggior parte di noi senza neanche saperlo. La cosa affascinante di questo Processo è che non c’è bisogno che sappiamo di recitarvi un ruolo per potervi recitare un ruolo. Quindi il ruolo che la maggior parte di noi sta impersonando viene impersonato inconsciamente. Se ho ragione su questo — e, a propostito, la maggior parte degli antichi mistici e dei moderni insegnanti spirituali è d’accordo con la mia osservazione — allora l’idea qui è di divenire consci. E cioè, di RISVEGLIARSI. Ma come si fa? Facciamo in modo che questa sia la nostra domanda odierna. Be’, non è leale porre una domanda senza proporre una risposta. Quindi ecco la risposta che propongo: Ci risvegliamo risvegliando ciascun ALTRO. Allora questa è la nostra opportunità, questo è il nostro invito. Siamo invitati a risvegliare ogni altra persona sul pianeta, a far sapere a ciascun altro che non siamo tutti matti, che niente è davvero come sembra, che siamo “caduti nella tana del coniglio” e stiamo vedendo le cose attraverso uno specchio, e che se diciamo le parole magiche possiamo vivere in questo modno illusorio in un modo che può effettivamente iniziare ad avere senso, che ci può portare nuovamente la gioia, che può porre termine all’enorme quantità di sofferenza umana, e che può permetterci di etichettare come un “successo” questo esperimento umano. Le parole magiche che siamo invitati ad invocare sono queste: Niente di ciò che vedo è reale. Il mondo è un mondo di mia immaginazione e di mia creazione. Se voglio cambiarlo, tutto ciò che devo fare è cambiare il mio pensiero sul mondo. Dal mio pensiero sul mondo ha origine tutta la mia realtà. Poi, dobbiamo fare in modo che anche gli ALTRI pronuncino le parole magiche. Ah.. questa è il vero trucco. Come facciamo a far capire agli ALTRI che stiamo creando tutti insieme questa attuale realtà — e che non deve essere così per forza? Come possiamo far capire aagli ALTRI che non è necessario uccidere e combattere? Che c’è ABBASTANZA. C’è abbastanza cibo, c’è abbastanza vestiario, ci sono abbastanza abitazioni, c’è abbastanza energia, ci sono abbastanza opportunità, c’è abbastanza di tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere davvero felici. Ce n’è abbastanza per tutti. Tutto ciò che dobbiamo fare è condividere. Cosa ci impedisce di condividere? Ironicamente, l’idea che “non ci sia abbastanza”. La paura che in qualche modo “finiremo” ciò di cui abbiamo bisogno. Se lo “finiamo”, poi cosa faremo? E quindi, è tutto un discorso di sopravvivenza. Pensiamo di aver bisogno di ciò di cui abbiamo bisogno per poter sopravvivere, e poiché “non c’è abbastanza” di ciò di cui abbiamo bisogno, dobbiamo fare due cose: 1- PROTEGGERE la roba che abbiamo; e, 2. ottenerne DI PIU’. Se pensassimo che c’è ABBASTANZA  di tutto ciò di cui abbiamo bisogno per poter sopravvivere ed essere felici, tutte le nostre competizioni, tutti i nostri conflitti, tutto il nostro stress e pensiero e preoccupazione e fare la guardia potrebbero finire. Sono venuto qui oggi per portare Buone Notizie: C’E’ ABBASTANZA. Queste due semplici parole sono tutto ciò di cui abbiamo bisogno per cambiare la nostra realtà. Le abbracceremo? Riusciamo a crederci? La nostra vita — e il comportamento DELLA nostra vita — sarà la risposta a queste domande. ∼ Con amore, Neale

Idee che potrebbero cambiare il mondo

Lettere a Neale Ho delle perplessità sui suoi libri! Caro Signor Walsch… Sono molto preoccupato per un amico che sta attraversando un periodo di stress e di dubbi. Ha dei dubbi su Dio e sulla salvezza. Non ho ancora letto i suoi libri, ma ho intenzione di farlo dopo la conversazione avuta con lui ieri sera. Ho già dato un’occhiata in libreria. Il mio amico ha avanzato delle idee piuttosto radicali su Dio dopo la lettura del suo libro e io non so se riesco davvero ad affrontarle adeguatamente. La preoccupazione più importante che ho è ovviamente il fatto che lui mi abbia detto di non credere nella Bibbia, ma mette il suo libro sullo stesso piano di un testo sacro. Crede che questo libro Conversazioni con Dio sia stato ispirato da Dio nello stesso modo in cui Paolo descrive che le sacre scritture sono state “inspirate (ispirate) da Dio”. Francamente questa idea mi spaventa un po’. Dal momento che non ho letto il suo libro non farò supposizioni, ma c’è qualcosa nel suo libro che potrebbe distogliere il mio amico dall’autorità dei testi sacri? Ho sfogliato il suo libro e non vi ho trovato alcun riferimento alle sacre scritture (ciò non significa che non ci siano, significa solo che potrei non averli visti io). Un’altra cosa di cui abbiamo discusso è l’Inferno. Il mio amico dice di non credere che esista un inferno. Per quanto questo possa non essere un vasto argomento, io credo che ci sia sicuramente una conseguenza per le nostre azioni. L’Inferno è un luogo, proprio come è un luogo il Paradiso! (Non sono solo luoghi che possiamo raggiungere nel nostro corpo fisico). Sostiene (per averlo letto nei suoi libri) che poiché Dio ci ha dato il libero arbitrio, possiamo fare ciò che vogliamo. Queste sono supposizioni pericolose, sono certo che lei concordi. Non so proprio cosa dire per sfatare alcune di queste false ipotesi alle quali è arrivato leggendo questo. So che lei è una persona impegnata, ma mi domandavo se potesse darmi dei consigli su come gestire questa situazione. Grazie per il tempo dedicatomi. Dio la benedica! Rob G. Neale Risponde Caro Rob… Grazie, amico mio, per la tua meravigliosa lettera. Stai sollevando proprio il tipo di domande che penso l’umanità dovrebbe sollevare ora, e lo stai facendo con sincerità e con quella che io ritengo un’onesta disponibilità ad indagare. Prima che io risponda alle tue domande, Rob, ti dirò che spero che la mia affermazione precedente sia vera. Poiché se hai un’onesta disponibilità ad esplorare gli argomenti che hai sollevato, la nostra discussione qui potrebbe essere molto fruttuosa. Se, d’altro canto, credi di saper già tutto ciò che c’è da sapere su questi argomenti e che nessun nuovo pensiero o idea potrebbe eventualmente essere valido, allora la nostra discussione porterà allo stesso tipo di vicolo cieco (e fine mortale!) che sta davanti all’umanità intera al giorno d’oggi. Nel mio libro, Nuove Rivelazioni, Dio dice: “Ci sono cinque cose che puoi scegliere ora, se cambiare il tuo mondo, e la direzione auto-distruttiva verso cui si sta muovendo, è ciò che desideri ottenere: 1. Puoi scegliere di riconoscere che alcune delle tue vecchie credenze su Dio e sulla Vita non funzionano più. 2. Puoi scegliere di riconoscere che c’è qualcosa che non comprendi su Dio e sulla Vita, la cui comprensione cambierà tutto. 3. Puoi scegliere di voler dare vita ora ad una nuova comprensione di Dio e della Vita, comprensione che potrebbe produrre un nuovo modo di vivere sul tuo pianeta. 4. Puoi scegliere di essere coraggioso abbastanza da esplorare ed esaminare questa nuova comprensione, e, se si allinea con la tua verità e la tua conoscenza interiori, di ampliare il tuo sistema di credenze per includerla. 5. Puoi scegliere di vivere la tua vita come dimostrazione delle tue credenze più elevate e grandiose, piuttosto che come una loro negazione. Questi sono i Cinque Passi verso la Pace, e se li intraprendi, puoi elevare tutto sul tuo pianeta.” Sei pronto ad intraprendere questi passi, Rob? Sei capace di ammettere che forse, forse, alcune delle tue vecchie credenze su Dio e sulla Vita non funzionano più? Questo chiaramente è ciò che ha fatto il tuo amico — e capisco perché ti ha turbato, perché allontanarsi da certe credenze che ci siamo tenute strette può mettere molta paura e disorientamento. Ma mi vengono in mente i medici che, non molti anni fa, rifiutavano di accettare che lavarsi le mani prima di un intervento potesse fare alcuna differenza, men che meno salvare le vite. Non accettavano questa nuova radicale idea perché era solo questo: una nuova radicale idea che sfidava la comprensione convenzionale. Ora Rob, hai detto che l’idea che Conversazioni con Dio sia stato ispirato da Dio ti spaventa, e la prima cosa che ti voglio dire è, perché? Perché ti spaventa? La Dichiarazione di Indipendenza non è forse stata ispirata da Dio? Il dipinto mozzafiato di Michelangelo sul soffitto della Cappella Sistina non è forse stato ispirato da Dio? La musica di Mozart non è forse stata ispirata da Dio? Un libro non può essere ispirato da Dio? Se si, deve essere un libro antico? Non potrebbe essere un libro nuovo, scritto oggi stesso? E se si, dev’essere solo un libro col quale tu concordi? Non può essere un libro che dice cose con cui tu non concordi? Sono questioni che ti esorto a considerare, Rob. Ora, continuando con la tua lettera, Rob, hai chiesto se c’è qualcosa nel mio libro che potrebbe distogliere il tuo amico “dall’autorità dei testi sacri”. Ti risponderò onestamente che si, c’è, se ciò che intendi con “autorità dei testi sacri” è che ogni parola ed ogni sillaba della Bibbia siano vere, giuste e corrette, e non debbano esser messe in dubbio. Se questo è ciò che intendi e questo è ciò che credi, ti invito — in realtà ti sfido — a leggere Nuove Rivelazioni. In questo libro vedrai passaggio dopo passaggio di materiale della Bibbia che dubito

Chi scegli di Essere?

Chi scegli di ESSERE? Una Nota da Neale Miei cari amici… Come possiamo in questi giorni affrontare gli eventi della nostra vita quotidiana con serenità e pace interiore mentre il pianeta va in subbuglio per gli eventi in Ucraina, in Siria, in Egitto, e nel mondo? Se è per questo, come possiamo anche conciliare gli eventi nelle nostre stesse vite con la verità spirituale che tutti cerchiamo di abbracciare e vivere? Mi è stato chiesto questo recentemente — qualcuno voleva sapere come faccio ad affrontare la vita nel mondo fisico istante per istante e, come hanno detto, “vivere ancora pienamente la saggezza di CCD”. L’ho trovata una fantastica domanda, quindi lasciate che io condivida qui con voi la risposta, poiché molte persone stanno affrontando la stessa sfida. Io sono uno di loro. Ogni giorno faccio l’esperienza di cercare un equilibrio tra “vivere la vita quotidiana nella fisicità” e “vivere pienamente la saggezza di CCD”. In termini teologici, è a proposito di essere “nel mondo, ma non del mondo”. Per mia esperienza, non è facile. Le Illusioni della vita nel Regno del Fisico sono molto potenti. Sono fatte per sembrare reali, così da poter formare un Campo Contestuale realistico all’interno del quale l’essere spirituale che tu (e noi tutti) siamo, possiamo sperimentare la nostra Vera Identità come un aspetto e un’espressione del Divino. Lascia che io inizia a darti la risposta sulla mia stessa vita dicendoti tutto quello in cui non “vivo pienamente la saggezza di CCD” — e tutti quelli che mi conoscono te lo diranno. Spero ti diranno anche che, tuttavia, vedono i miei tentativi. Il trucco è fare questo tentativo non come un onere carico di sforzo, ma come una gioiosa celebrazione e una felice dimostrazione. Ciò richiede un notevole cambio di prospettiva sugli eventi della nostra vita, passata e presente, e sulla nostra Reale Identità e sullo scopo della stessa vita fisica. Presto o tardi nella nostra vita dobbiamo prendere una decisione importante su chi siamo. Siamo la manifestazione fisica di un incidente biologico, o siamo qualcosa di più grande di un semplice mammifero? Come posso osservarla io, hai un paio di scelte quando si tratta di cosa pensare di te stesso. Scelta n° 1: Puoi concepire te stesso come una Creatura Chimica, un “Logico Incidente Biologico”. E cioè il risultato logico di un processo biologico intrapreso da due processi biologici più vecchi chiamati tua madre e tuo padre. Se vedi te stesso come una Creatura Chimica vedrai che non hai più connessioni al Più Vasto Processo della Vita di quante ne abbia una qualsiasi altra forma di vita chimica o biologica. Come tutti gli altri, vieni influenzato dalla vita, ma puoi avere pochissima influenza sulla vita. Sicuramente non puoi creare eventi, tranne che nel senso più remoto ed indiretto. Puoi creare più vita (tutte le creature chimiche hanno in dotazione la capacità biologica di ricreare più se stesse), ma non puoi creare ciò che la vita fa, o come si “mostra” in ogni dato momento. Inoltre, come Creatura Chimica, vedrai che hai un’abilità molto limitata nel creare una risposta intenzionale agli eventi e alle condizioni della vita. Ti vedrai come creatura con abitudine ed istinto, con le sole risorse che ti dà la tua natura biologica. Ti vedrai con più risorse di una tartaruga, poiché la tua biologia te ne ha donate di più. Ti vedrai con più risorse di una farfalla, poiché la tua biologia te ne ha donate di più. Ti vedrai con più risorse di una scimmia o di un delfino (ma, in questi casi, forse non molte di più), poiché la tua biologia te ne ha donate di più. Ma sarà tutto ciò che vedrai di avere in termini di risorse. Ti vedrai affrontare la vita quotidiana per come arriva, forse con un pochino di quello che sembra “controllo” basato su una pianificazione precedente, ecc., ma sai che in ogni momento qualcosa potrebbe andar male — e spesso lo fa. Scelta n° 2: Puoi concepire te stesso come un Essere Spirituale che vive in una massa biologica — ciò che chiami “corpo”. Se vedi te stesso come un Essere Spirituale, vedrai che hai poteri e abilità di gran lunga superiori a quelli di una semplice Creatura Chimica; poteri che trascendono la fisicità basica e le sue leggi. Capirai che questi poteri e queste abilità ti danno il controllo collaborativo sugli elementi esteriori della tua Vita Collettiva ed individuale, e completo controllo sugli elementi interiori — che significa che hai la capacità totale di creare la tua realtà, poiché la tua realtà non ha niente a che fare col produrre gli elementi esteriori della tua vita, e tutto a che fare col modo in cui rispondi agli elementi che sono stati prodotti. Inoltre, come Essere Spirituale, saprai di essere qui (cioè sulla terra) per una ragione spirituale. Questo è uno scopo altamente focalizzato, e ha poco a che fare direttamente con la tua occupazione o carriera, coi tuoi guadagni o possedimenti o risultati o posto nella società, o con qualsiasi condizione o circostanza esteriore della tua vita. Saprai che il tuo scopo ha a che fare con la tua vita interiore, ma il modo in cui realizzi il tuo scopo spirituale può molto spesso avere effetto sulla tua vita fisica esteriore. Poiché la vita interiore di ciascun individuo in modo cumulativo produce la vita esteriore del collettivo. Cioè delle persone intorno a te e delle persone intorno a queste persone. E’ questo il modo in cui tu, come Essere Spirituale, partecipi all’evoluzione della tua specie. Chi sei tu, allora? La vita ci chiama tutti a prendere questa decisione. Ora è il Momento della Nostra Scelta. Chi scegliamo di essere? Come scegliamo di vivere? Come una Creatura Chimica o come un Essere Spirituale? Possiamo scegliere l’uno o l’altro, e vivere come l’uno o l’altro. Nessuno ci giudicherà per la nostra scelta, e nessuno ci loderà. E’ semplicemente una questione di preferenza. Io ho optato per la Scelta n° 2. Ora, per rispondere direttamente

Niente è più potente del perdono

Una Nota da Neale Chi trae beneficio dal Perdono? Miei cari amici… Il perdono, ci dice Conversazioni con Dio, non è necessario nel Regno dei Cieli. Questo perché Dio non può essere né danneggiato né offeso, e quindi non ha bisogno di perdonare nessuno. Pensatela così. Avete bisogno di “perdonare” il vostro nipotino di tre anni per il suo comportamento disobbediente? Ovviamente no. E noi siamo, per Dio, ciò che un bambino di tre anni è per noi. Nella comunità di umani che abita questa terra, tuttavia, il perdono può essere molto curativo. Ciò che è affascinante è che è curativo per il perdonANTE anche più di quanto lo sia per il perdonATO. In Pennsylvania, dove ad alcuni bambini hanno sparato alla testa mentre stavano davanti alla lavagna in classe nella loro scuola, la comunità Amish lo ha dimostrato a tutti noi. Dei membri di quella comunità si sono riuniti intorno alle famiglie devastate delle vittime E intorno alla famiglia devastata del killer per offrire preghiere e supporto. Si, avete sentito? Ho detto… Membri della comunità Amish hanno visitato le case sia delle famiglie dei bambini uccisi che della famiglia dell’uccisore, offrendo conforto. E’ stato dato perdono all’uccisore anche dai membri della famiglia di quell’individuo mentalmente torturato, a notevole dimostrazione dei fondamentali valori e comprensioni spirituali della comunità Amish. I membri di questa comunità comprendono che il comportamento aberrante di una persona non riflette i valori più elevati della maggior parte delle persone, e rifiutano di reagire e rispondere con rabbia, odio o violenza. Men che meno, violenza. Quanto possiamo tutti imparare da questo esempio di perdono e comprensione profondamente toccante e davvero ispiratore, quando gli esseri umani agiscono in un modo che non riflette Chi Sono Davvero, né dimostra i più alti ideali dell’umanità. Nel mezzo di un’enorme tragedia e di un’indicibile perdita, gli anziani di questa comunità hanno detto: “Non pensate male dell’uccisore della scuola. Non odiate coloro che vi attaccano. Concedete loro il perdono, e guardate con compassione alle loro menti agitate”. E quindi io ringrazio la Comunità Amish per aver mostrato a noi tutti il modo più straordinario per rispondere alla perdita, e all’essere attaccati. Sono senza fiato nell’osservarlo. Non molti mesi prima la bambina di 5 anni Kai Leigh Harriott sedeva di fronte alla Corte di Boston nella sua sedia a rotelle e guardava direttamente l’uomo che era appena stato giudicato colpevole per aver sparato un colpo che l’aveva paralizzata. La reporter della Stampa Associata Denise LaVoie scrisse che “all’inizio la ragazzina crollò, piangendo più forte di quanto avesse mai fatto dalla notte di circa tre anni prima, quando Anthony Warren sparò tre colpi alla casa dove lei stava seduta nel portico. Dopo un sorso d’acqua e un po’ di conforto dalla madre, Kai parlò. ‘Quello che hai fatto a me è sbagliato’, disse all’uomo seduto solo pochi metri vicino, ‘Ma lo perdono ugualmente’. “L’accusa dice che Warren, suo fratello ed un altro, ebbero una discussione con della gente che viveva al primo piano della casa trifamiliare dove Kai viveva con la sua famiglia. Se ne andarono, poi Warren ritornò intorno alle 23, e sparò tre colpi alla casa. Una delle pallottole colpì Kai — che allora aveva 3 anni — mentre sedeva in un portico al terzo piano con una sorella più grande. Il proiettile frantumò la sua spiana dorsale, paralizzandola per sempre dalla vita in giù. Tonya David, la mamma della bambina, abbracciò l’imputato dopo che lui si scusò in tribunale con la bambina e la sua famiglia”. In entrambi questi momenti di incredibile perdita è stato offerto il perdono. Qualche tempo dopo, Papa Benedetto XVI fece un riferimento storico ad un commento sulla fede Islamica che apparentemente infastidì alcuni Musulmani nel mondo. Dissero che non avrebbero perdonato il Papa. Esplosero proteste di massa, in alcuni casi seguì della violenza, e in una località venne uccisa un’anziana suora Cattolica. La violenza era in protesta del riferimento del Papa ad un’affermazione che sembrava suggerire che l’Islam è una religione che usa la violenza per esporre la propria posizione. C’è qualcosa di sbagliato in questa immagine? Allo stesso modo, Cristiani ed Ebrei sono stati lenti nel perdonare, sia in momenti storici che in tempi contemporanei. Ma c’è una lezione da imparare sul trattare col mondo ed interagire con la sua gente. La lezione è questa: a prescindere dall’offesa, a prescindere dalla gravità del danno inflitto, niente è più potente del perdono per permetterci di andare avanti. Questa settimana, fate una lista di persone che vi hanno seriamente ferito nella vostra vita. Perdonatele una alla volta. Prendete una persona al giorno e cancellate quel nome dalla lista come parte di un Rituale di Perdono che potete creare per voi stessi. Osservate quanto liberi diverrete. Osservate quanta luce riuscirete a percepire. Osservate la guarigione che avviene, dentro di voi. ∼ Con amore, Neale

Ogni atto è un atto di auto-definizione

Lettere a Neale Perché devo andare avanti? Neale… Perché la mia vita deve continuare… quando non ho passione per il futuro? Non so più cosa ho da portare come contributo. Posso avere contatti con altre vite, e allora? Posso dare il mio denaro, ma quindi? Esther Neale Risponde Mia cara Esther… C’è sempre qualcosa in più a cui contribuire. Ma ecco qualcosa che dovresti sapere: C’è solo una ragione per fare qualsiasi cosa, incluso continuare a vivere, incluso dare un contributo agli altri. La ragione per fare qualsiasi cosa è annunciare e dichiarare, esprimere e sperimentare, diventare e onorare chi sei davvero, al livello successivo. Ogni atto è un atto di auto-definizione. Se tocchi altre vite, non lo stai davvero facendo per toccare altre vite, ma per toccare la tua. Cerchi di toccare la tua vita con un senso di Te sempre maggiore. Desideri capire, in modo esperienziale, chi sei e chi scegli di essere nella prossima più grande versione della più magnifica visione che tu abbia mai avuto di te stessa. Se dai del denaro, non lo dai agli altri, ma a te stessa, in un modo molto indiretto, ma sicuro. Tutto ciò che va, ritorna, e quello che fai per un altro lo fai per te stessa. Quando regali del denaro, ancora una volta regali a te stessa l’esperienza di essere ricca, di essere generosa, di essere una che si preoccupa abbastanza da aiutare gli altri. Queste “sensazioni” sono ciò che stai cercando. Provare certe sensazioni è il programma della tua anima, poiché è nel provare certe sensazioni che sperimenti, anziché saperlo soltanto, chi sei. Quando sei fuori dal tuo corpo, non puoi sperimentare certe cose. Puoi Sapere chi sei, ma hai bisogno di fisicità per poterlo Sperimentare. L’anima non si stanca mai di sperimentare il suo Sé Divino. Potresti pensare di esserne stanca, ma non lo sei, e questo è il motivo per cui Tu hai creato la Vita Stessa. Quando l’Individuazione della Divinità che chiami “te” smetterà di continuare a vivere (nella forma fisica), sarà chiaro che continuerai a vivere in una forma non-fisica, o spirituale. Poi ritornerai alla forma fisica come parte del continuo ed infinito Ciclo Benedetto che chiamiamo vita. Se hai già sperimentato tutto ciò che pensi sia interessante ed emozionante sperimentare di te stessa, Esther, allora hai sicuramente vissuto una vita straordinaria. Ma anche in questa circostanza non sarebbe vero che la vita “non ha più niente da offrire”. Puoi sempre pensare ad una più grande versione del tuo Sé… e ad una ancora più grande. E quindi l’opportunità di aumentare in coscienza e in consapevolezza in luoghi di magnificenza sempre più grande esiste sempre. E’ l’invito della Vita Stessa. La retribuzione di tutto questo è la gioia. La gioia e la felicità sono i risultati di una vita in cui viene espresso completamente il Vero Sé. Dio ti ha benedetta, Esther. Spero che continuerai a condividere queste benedizioni con tutti quelli di cui toccherai la vita. ∼ Con amore, Neale  

Inizia a vivere la TUA vita

Lettere a Neale Come posso Vivere la Mia Vita? Ciao Neale. Il motivo per cui ti sto scrivendo è che sono gravemente depresso e sto attraversando un periodo difficile. Non so cos’altro fare. Sono costantemente alla ricerca di consigli su come poter iniziare a vivere la mia vita. Ho stabilito una relazione con Dio 4 mesi fa e ho imparato molto. Voglio riuscire a sperimentare le gioie della vita e vivere la mia vita e realizzare gli scopi che Dio vuole che io realizzi. Qualsiasi consiglio è apprezzato. In Cristo, Alex Neale Risponde Mio Caro Alex… Il miglior consiglio che io ti possa dare su come iniziare a vivere la tua vita è di fare proprio quello — inizia a vivere la TUA vita, anziché la vita che qualcun altro ha voluto che tu vivessi. Potrebbero essere i tuoi genitori, la tua attuale compagna di vita, anche la tua religione o la società in generale. Nella sua meravigliosa opera Amleto, William Shakespeare scrisse: “Ma soprattutto tieni questo in mente: sii sempre, e resta, fedele a te stesso; ne seguirà, come la notte al giorno, che non sarai sleale con nessuno”. Mi ci è voluta la maggior parte della mia vita per impararlo, e anche in anni recenti non ho messo in pratica ciò per cui ho lavorato duro per imparare. Forse di tanto in tanto, ma non quanto ci vorrebbe per guarire le mie ferite, rendere efficace la mia vita, farmi smettere di ferire gli altri, portarmi infine alla pace interiore. Vedi, essere vero con me stesso mi faceva paura. La paura era che, facendolo, avrei perso te. Te, con la ‘T’ maiuscola, chiunque tu fossi che non volevo perdere in quel momento. Il cast cambiava, ma la trama rimaneva la stessa. La commedia si chiamava Non Lasciarmi — e la battuta d’inizio? “Qualsiasi cosa tu faccia, non lasciarmi. Farò qualsiasi cosa per impedirti di lasciarmi”. Ora sto, finalmente, facendo un vero sforzo per scrivere quel copione. Sto finalmente andando alla tastiera della mia vita a scrivere una nuova scena di questa messa in opera della mia vita. Finalmente voglio imparare come essere solo. Mi ci è voluta tutta la vita. Ho recitato la stessa trama dallo stesso copione da quando avevo quattro anni. La paura di essere solo non è solo mia. E’ una paura naturale, in qualche modo “costruita” negli esseri umani, poiché comprendiamo che Siamo Tutti Uno, che l’Unità è la Natura Essenziale del nostro essere, e che la Separazione è una bugia. E quindi l’esperienza della separazione ci fa girare la testa, ci fa barcollare, come qualcuno che è caduto nel mondo di Alice Nel Paese Delle Meraviglie, dove tutti dicono che ciò che è “così” non è così, e che ciò che non è “così” è così. Siamo caduti nella tana del coniglio e non sappiamo come uscirne. A meno che non ci riusciamo. Dio è la via d’uscita. La Realtà Ultima ci aspetta lì, tra le braccia di Dio. Ma per abbracciare Dio, dobbiamo abbracciare noi stessi — poiché siamo un’Unica ed Identica cosa. Dobbiamo amarci esattamente come siamo. Dobbiamo dire a noi stessi che va bene essere noi e basta; essere esattamente chi, e come, siamo. Dobbiamo dire a noi stessi che siamo perfetti, nel modo esatto in cui ci “mostriamo” oggi. Non c’è niente da aggiustare, niente da correggere, niente da migliorare. Dobbiamo capire che il sentiero che stiamo percorrendo, e il mondo in cui lo percorriamo, è perfetto. Questo è ciò che mi è stato detto nelle mie conversazioni con Dio. Questo è ciò che insegno. Ma queste possono sembrare parole vuote in un mondo in cui tutti intorno a noi si alzano a dirci cos’è che stiamo facendo di “sbagliato”. Oh, e noi vogliamo così tanto compiacerli, tutti questi esseri che popolano la nostra vita, che sanno meglio di noi su quasi tutto. Così rinunciamo al nostro richiamo interiore, ci allontaniamo dalla nostra verità interiore, abbandoniamo il nostro desiderio interiore, mettiamo in dubbio la nostra saggezza interiore, e respingiamo le nostre sensazioni interiori come non importanti, non guarite, o male informate. Diciamo a noi stessi che siamo NOI a “non afferrare”, NOI a “non sapere”, e LORO ad avere tutta la saggezza, tutta la capacità di comprensione, tutte le risposte. Se ascoltassimo solamente LORO — la moglie che sa il modo giusto per fare tutto, l’amico che ha tutte le idee, il capo che ha tutto il potere — tutti quegli ALTRI che sembrano avere compreso tutto — saremmo infine felici, poiché alla fine lo faremmo nel modo giusto. Ho imparato tempo fa ad essere vero con me stesso su questioni irrilevanti. Ho smesso tempo fa di preoccuparmi su cosa gli altri pensassero del mio abbigliamento o della mia casa o della mia auto o della persona al mio braccio o della mia politica o della mia religione o del mio reddito o, davvero, di qualsiasi delle cose che occupavano i miei pensieri e il mio tempo quando ero così giovane. Solo recentemente ho trovato il sentiero verso il mio coraggio più elevato, che potrebbe anche portarmi a cercare, e ancor più a conoscere, capire e vivere la mia verità interiore sulle cose più piccole — che, naturalmente, riultano essere le più grandi di tutte: Cosa voglio davvero nella mia vita? Dove mi sto “sistemando”, dove sto ricevendo quello che desidero, dove sto abbandonando i miei sogni? Sono in grado di essere me stesso, pienamente “me”, negli spazi in cui mi sono messo? Nella mia relazione? Nel mio lavoro? Nel mio luogo fisico? In tutte le situazioni e circostanze in cui mi trovo ora? Avendo posto me stesso esattamente dove sono, sono felice del luogo in cui mi sono messo? Se no, perché diamine non ne esco? Letteralmente. Perché diamine non ne esco??? Quanta energia ho ancora intenzione di dare, quanto tempo ho ancora intenzione di trascorrere, cercando di migliorare le cose quando nessuna delle creazioni è lì? Quando avrò intenzione di scegliere Me? Queste sono le questioni che

I Migliori Giorni sono davanti a te

Lettere a Neale Cosa Ho Fatto Di Sbagliato? Neale, ho davvero bisogno di una o due preghiere, e di un po’ di profondo incoraggiamento. Ho toccato un punto molto basso nella mia vita. Sto combattendo una battaglia con l’alcolismo, la disperazione e una profonda depressione. Sono totalmente squattrinato, con solo 50 centesimi in mio possesso, anche se ho un lavoro a tempo pieno! La mia busta paga diventa sempre più piccola ad ogni settimana che passa. Ho conti arretrati da pagare, e mi posso appena permettere di mettere il carburante in un’auto di 26 anni arrugginita. Non mi è più permesso fare straordinari, e per me sta diventando sempre più dura andare avanti finanziariamente. Mi sento un totale fallimento nella vita. Ho provato con impegno a fare del mio meglio per la società per cui lavoro, solo per essere fregato con critiche e paga più bassa. Non posso permettermi di lasciare questo lavoro, e ora con tutti i conti che si ammucchiano è difficile continuare. Sento di volermi arrendere. Qualche volta pensieri di suicidio mi hanno attraversato la mente. L’unica cosa che mi fa andare avanti è il sogno sbiadito di diventare un giorno uno scrittore e un artista. La mia salute è cagionevole. Non posso permettermi di vedere un dottore, un dentista o qualsiasi altro. Sono preoccupato che se non mi entra in fretta del denaro, finirò senza casa e senza lavoro. Come posso andare avanti, quando la mia vita fa totalmente schifo già adesso? Sono estremamente solo, sono un single (che vorrebbe un partner), sono depresso, frustrato, arrabbiato, ecc. Mi domando perché Dio sia così incazzato con me. Cos’ho fatto di sbagliato? Sto provando davvero ad essere una persona decente, ma fallisco in ogni cosa che provo a fare. Cosa posso fare, quando sono completamente al verde e le cose sembrano senza speranza? Qualsiasi incoraggiamento tu possa darmi sarà molto apprezzato. Un Ragazzo molto Solo… Eric dalla California Neale Risponde Mio caro Eric… Tu sei distante “Due Telefonate, Quattro Libri e un Film” dal cambiare totalmente la tua vita. Sono così contento che tu mi abbbia scritto! Innanzitutto, voglio che tu sappia che io sono stato dove sei tu. Non avevo niente dopo aver subito la frattura del collo in un incidente automobilistico. Ero impossibilitato a lavorare, e ho finito col vivere sotto le stelle, senza un rifugio se non una tenda da campeggio, senza auto, senza cibo eccetto quello che riuscivo a racimolare con i soldi che riuscivo ad accattonare raccogliendo lattine e bottiglie di birra vuote nel parco e chiedendo moneta alla gente per strada. Sono stato lì, Eric. Sono stato lì. (Oh, e, a proposito, non ci sono stato per una o due settimane, o per un mese o giù di lì. Ci sono stato per un anno. Tutto questo è descritto nel mio libro, Amicizia con Dio). A quel tempo, pensavo che non ne sarei mai uscito, che non sarei mai andato via dalla strada. Avevo 50 anni, Eric. Chi dà lavoro ad un cinquantenne che sembra un derelitto? Prima di tutto, circa “la preghiera di cui hai davvero bisogno”, la vedremo alla fine di questa comunicazione! Riguardo all’ “incoraggiamento di cui hai davvero bisogno”, lascia che ti dica che questa non è la fine per te, c’è ancora molta vita da vivere, con molta più gioia e molta più pace e molto più amore e molta più eccitazione e soddisfazione e divertimento in serbo. Ma prima, devi davvero sceglierlo. E sceglierlo richiede azione che richiede coraggio. Eric, prendi il telefono e chiama l’Anonima Alcolisti. Fallo. Proprio ora, dopo aver letto questo messaggio. Fallo. Smetti di discutere con te stesso e fallo e basta. La tua è una storia che ho sentito molte, molte volte. Le persone che conoscerai all’AA sono compassionevoli, profondamente comprensive, e potentemente utili. Prendi il telefono, e poi vai là, alla loro prossima riunione. Là verrai aiutato ad entrare in contatto con un Potere Superiore, una Fonte di Potere che molti pensano venga dall’esterno. Si dà il caso che io non concordi con quella descrizione. Io credo che il Potere sia dentro di te.  Credo che il Potere sia Dio, e che Dio viva dentro di te, e si esprima COME te. Questo è ciò che CcD mi ha detto, e quel pensiero ha cambiato la mia vita. Tuttavia non ha importanza se tu creda che Dio sia Uno con te o sia “lì fuori” da qualche parte. In ogni caso, la CREDENZA in questo potere può cambiare la tua vita. Questo Potere, Eric, può sconfiggere il tuo alcolismo, e qualsiasi altra esperienza o energia negativa che sia parte della tua vita. Questo Potere, Eric, può vincere tutto questo. E ciò che l’AA può fare, è aiutarti ad entrare in contatto con questo Potere. Se non usi questo potere, Eric, sei impotente. Se ti do un’auto, ma tu ti rifiuti di guidarla, in un certo senso sei immobile. Non riesci ad andare da qui a lì. La verità è che NON sei immobile, hai un’auto da guidare, ma se non la usi, potresti anche non averla. Lo stesso è con Dio. Se non “usi” Dio, sei privo di potere sulle dipendenze che ti hanno controllato. Poiché il Potere E’ Dio — che tu creda che sia fuori di te o dentro di te. Quindi vai al telefono nei prossimi tre minuti e chiama l’Anonima Alcolisti. Oppure vai al computer, accendilo, e vai sul loro sito. Non c’è nulla di vergognoso o imparazzante nel chiedere aiuto, Eric. Lo hai fatto scrivendo a me. Ora fai il prossimo passo. Alcune delle persone più famose nel mondo hanno ammesso la propria dipendenza a qualche sostanza o esperienza. La verità è che quasi tutti noi siamo dipendenti da qualcosa. Alcuni di noi sono dipendenti dall’amore. Alcuni dalla sicurezza. Alcuni dal sesso. Alcuni dalle droghe o dall’alcol. Alcuni sono dipendenti dal potere, e faranno qualsiasi cosa per ottenerlo e tenerselo. Alcuni di noi hanno grosse dipendenze — e cioè, ne abbiamo DAVVERO bisogno —

Non riprenderti mai l’amore

Lettere a Neale Ciao Neale – Ho appena visto il tuo film e, non c’è neanche bisogno di dirlo, per tutto il tempo le lacrime mi sono sgorgate a fiotti perchè la verità mi ha colpita duramente. Recentemente ho lasciato un lavoro molto remunerativo per dare avvio ad una compagnia che ricorda alle donne di amarsi e di prendersi cura di se stesse. Mi sono sentita ispirata e chiamata a farlo basandomi sulla mia personale esperienza di bassa autostima, problemi di salute e cattive relazioni. Potresti darmi qualche consiglio? Nello specifico, cosa fare quando le persone a te più vicine non sono dove sei tu e non capiscono il tuo slancio di fede? Con molta gratitudine, Ria. Neale risponde Cara Ria…  Abbi pazienza e comprensione, e se davvero li ami, non richiedere loro nulla se non la loro autentica esperienza. Se c’è qualcosa nel tuo comportamento che non comprendono, sforzati di portarli a capire. Se proprio non riescono a condividere le tue scelte e decisioni (e ricorda, “capire” non è “essere d’accordo”), invitali amorevolmente a notare che non “devono” essere d’accordo. Non è necessario che lo siano. Una volta saputo questo, la pressione se ne andrà del tutto. Se una Persona Cara non desidera più viaggiare con te attraverso la vita poichè non è d’accordo con le tue scelte, benedicila dal profondo del tuo cuore e permetti anche a lei di fare le sue scelte, tanto liberamente quanto tu vorresti fare le tue. Non riprenderti mai l’amore che hai per lei. In questo, vedrà la fermezza del tuo amore — e le sue qualità curative. Servirai da modello per un tipo di comportamento che potrebbe essere incoraggiata ad adottare. E’ sempre scoraggiante quando qualcuno che ami sembra non riuscire ad “essere d’accordo con te” su qualcosa. Specialmente se il “qualcosa” è molto importante per te. Quello è anche il momento in cui essere fermo nell’amore per te stesso. Ho sempre sentito che non è benefico per me lasciar perdere i miei sogni per vivere quelli di qualcun altro. ∼ Con amore, Neale