NDW: Saggezza per il fine settimana

Chi dobbiamo mettere al primo posto? Una Nota da Neale Miei cari amici… Quando ero bambino, mi fu detto che l’amore significa pensare prima agli altri. Poi Conversazioni con Dio mi ha detto che dovrei sempre mettere me stesso al primo posto. Potrebbe essere giusto? Come posso conciliarlo con gli insegnamenti ricevuti nella mia infanzia? La risposta è che tutto ha a che fare con le intenzioni. Se la tua intenzione nella vita è di vivere la tua più grandiosa versione della più grande visione che tu abbia mai avuto di te stesso, e se quella visione di te stesso è che sei amorevole, affettuoso, generoso, gentile, compassionevole e leale, allora ti comporterai con gli altri in un modo che potrebbe sembrare porre gli altri al primo posto. La differenza è che lo farai non per gli altri, ma per te stesso… perchè questo è semplicemente chi sei. Quando facciamo cose per gli altri (o immaginiamo che sia ciò che stiamo facendo) possono comparire due insidiosi atteggiamenti: Aspettativa e Risentimento. Potremmo iniziare ad aspettarci che coloro per i quali facciamo le cose ora “siano in debito” con noi, e potremmo sperimentare risentimento crescente se non veniamo “ripagati”. D’altra parte, quando facciamo le cose per noi stessi (anche se ne derivano cose belle che accadono agli altri), sarà difficile entrare nell’Aspettativa, e sarà virtualmente impossibile accumulare Risentimento… a meno che non comprendiamo chiaramente la natura di ciò che sta succedendo. Cioè, a meno che ignoriamo o neghiamo che stiamo facendo qualcosa per noi stessi, e in realtà ci convinciamo che lo stiamo facendo per un altro. In verità, tutto ciò che fate, lo fate per voi stessi, poiché ogni atto è un atto di auto-definizione. Tutta la vita è un processo di decisione di Chi Siete. Il vostro scopo è sperimentarlo, e ricreare nuovamente voi stessi nella vostra prossima più grandiosa versione. Questo si chiama Evoluzione. Quindi pensate per primi a voi stessi in ogni momento di decisione. Pensate a Chi Siete, e a cosa state cercando di diventare. Fate la scelta più elevata al riguardo — dipingete il più grandioso ritratto che potreste mai immaginare di Chi Siete in ogni luogo e circostanza — e tutto il resto ci penserà da sé. Amore sempre, Neale Domanda & Risposta Qualche risposta per favore? Caro Signor Walsch, Chiedo assistenza al nostro Padre, e la risposta è sempre che dovrei scrivere a lei cosicché altri potranno beneficiare delle risposte. Sono stata cresciuta da un auto-dichiaratosi predicatore Pentecostale che ha abusato sessualmente di me. Ho trascorso 20 anni vivendo con uno stile di vita distruttivo, tentando spesso il suicidio. E’ stato in uno di questi tentativi che credo di aver conosciuto Dio. Sei anni fa ho cercato di uccidere il mio patrigno, e ho avuto un esaurimento totale. Sono stata messa in ospedale psichiatrico e diagnosticata come maniaco-depressiva. E’ stato allora che ho iniziato a notare quanti malati mentali siano terrorizzati non solo dal diavolo, ma da Dio. Sono diventata mentalmente stabile da quando ho letto (molte volte) CcD, Libri 1 e 2, e ora cerco di aiutare i malati mentali. Mio marito ed io incontriamo migliaia di persone ogni anno, la maggior parte di fede Battista e Pentecostale. Devo essere onesta, la maggior parte di queste persone si arrabbia quando parlo di CcD, ma tornano sempre indietro con delle domande — domande alle quali non riesco a rispondere. Sono stata fortunata ad aver la possibilità di condividere CcD con così tanti e ho visto le persone cambiare completamente la propria vita, grazie a lei e al nostro Padre. Ma ho bisogno di sapere le risposte. Ora veniamo alle domande. Se non esiste il peccato, per che cosa è morto Gesù? Come si spiegano le persone che hanno avuto esperienze di pre-morte e dichiarano di essere state all’inferno? Se la Bibbia non è tutta vera, quali parti studiamo? Si suppone che dobbiamo ancora pagare le decime? Mi è stato insegnato a pagare le decime nel luogo dove si viene istruiti. Sembro una sciocca quando non riesco a rispondere a queste domande degli altri, e magari comprometto la possibilità che le persone conoscano il nostro Padre. Come posso scoprire il mio scopo? So che il Padre ha impedito i miei tentativi di suicidio per una ragione. E’ sufficiente la mia condivisione? Come posso fare di più per essere d’aiuto? Nome non pubblicato su richiesta. Neale Risponde Cara Amica, prendiamo le tue domande una alla volta. Se non esiste il peccato, per che cosa è morto Gesù? Gesù è morto e risorto affinché potessimo sapere la verità su di lui, e quindi su di noi. Il suo atto si intende come dimostrazione di Chi Siamo Davvero. Ogni atto è un atto di auto-definizione. Ciò vale per te, e valeva per Gesù. Gesù era un maestro divino che possedeva l’assoluta comprensione della verità, su se stesso e su Dio. Desiderava condividere questa verità con tutto il mondo. Quindi disse “Io e il Padre siamo un’unica cosa”. Ci ha anche proclamati suoi fratelli, e lo hanno sentito domandare “Non ho forse detto, Voi siete Dei?”. Riguardo ai suoi miracoli, ha detto “Perchè ti meravigli? Queste cose, e anche di più, le farai anche tu”. Gesù non è morto per i nostri peccati, ma piuttosto per dimostrare che siamo senza peccato. Siamo stati fatti ad immagine e somiglianza di Dio, e Gesù ha continuato a cercare di dircelo. Ma pochi gli hanno creduto. Sapeva che solo una dimostrazione reale di Deità sarebbe stata convincente. Be’, ha convinto molte persone che lui era Dio, va bene, ma a molti è sfuggito il fatto che siamo tutti la stessa cosa. Abbiamo iniziato a venerarlo, e non è quello che lui voleva. Come si spiegano le persone che hanno avuto esperienze di pre-morte e dichiarano di essere state all’inferno? Dio dice che nei primi momenti dopo la “morte” sperimenteremo qualsiasi cosa ci aspettiamo di sperimentare. Se abbiamo paura che “andremo all’inferno”, creeremo questo risultato nella nostra realtà. Non dobbiamo preoccuparci, tuttavia,

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Possiamo salvarci da noi stessi? Miei cari amici… Non è possibile guardare il nostro mondo, dopo le varie catastrofi naturali, senza contemplare il significato della vita (e della morte), lo scopo degli eventi (se ce ne fosse uno), e la funzione e le intenzioni di Dio (se mai esistesse un “Dio”). La vita, in fin dei conti, è solo una serie di eventi casuali, che non hanno una Causa specifica e particolare… nessuna “ragione” perché accadano? Siamo, alla fin della fiera, davvero limitati a restare in attesa e “soffrire i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna”, come ha detto Shakespeare? Dovremmo, come si è domandato, “prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre fine… al dolore del cuore e ai mille tumulti naturali di cui è erede la carne…”? Anche se potessimo, riusciremmo a porvi fine? Certo possiamo cambiare i nostri comportamenti umani elementari. Possiamo creare la fine della guerra, arrestare la violenza, porre uno stop alla povertà e alla fame e alle sofferenze causate dall’uomo. Non sembra che, come specie, abbiamo la volontà per farlo, ma sicuramente ne abbiamo la capacità. Ma come possiamo avere effetto sui disastri naturali? Non abbiamo niente a che fare con quelli… …oppure si…? Il comportamento umano ha avuto qualcosa a che fare con la creazione delle peggiori bufere che questo pianeta abbia mia visto? Lo vedremo tra un momento. Ma prima, una parola di compassione ed una richiesta di aiuto e guarigione per quelli coinvolti in questi terribili eventi. I membri della nostra famiglia umana hanno bisogno di aiuto proprio in questo momento in quelle aree colpite dalle calamità. Per favore informatevi e fate quello che potete. Proprio adesso. Oggi. E offriamo una preghiera collettiva: “Caro Dio della nostra Comprensione Più Elevata: Porta soccorso, conforto e guarigione ai nostri fratelli nel mondo che oggi soffrono in seguito a terribili disastri. Dona loro la forza di sopportare le indescrivibili perdite, di ricostruire le loro vite nella prossima più grande versione della più grandiosa visione che abbiano mai avuto di Chi Sono Davvero. Aiutali oggi, Caro Dio, con la tua misericordia e la tua compassione, dando loro la forza di sopportare l’insopportabile, così che possano sperimentare in questo momento l’indistruttibile natura dello spirito umano — che è il tuo spirito, Caro Dio, che fluisce attraverso di loro. Amen, e amen”. E ora, la domanda che questo momento richiede: L’attività umana ha qualcosa a che fare con questi cataclismi? Il riscaldamento globale ha fatto qualcosa — qualsiasi cosa — per creare le condizioni che ora stanno generando sempre più tempeste marittime? I meteorologi e gli scienziati ambientali non se lo chiedono nemmeno più. Sanno la risposta. Il clima sul nostro pianeta — che produce, a cicli, ondate di calore, siccità, venti, piogge torrenziali, alluvioni, uragani, tifoni, maremoti — è diventato più disastroso per una ragione. Ma ci sono quelli nella nostra comunità mondiale che continuano ad insistere che il “riscaldamento globale” stesso sia il falso grido d’allarme di ambientalisti figli-dei-fiori, porta-Birkenstock, abbraccia-alberi; che non esiste nemmeno. O se esiste, gli esseri umani non hanno avuto nulla a che fare con la sua creazione. La cosa importante sono i lavori. Dobbiamo proteggere l’economia, non l’ecologia, del pianeta, insiste questa gente. Tutti i tentativi di controllare o limitare il riscaldamento globale che chiedono di cambiare le attività industriali e commerciali che potrebbero incidere sulle condizioni che lo creano, vengono brutalmente criticati e rabbiosamente e sommariamente respinti da coloro che dichiarano che i mezzi di sostentamento vengono per primi nel nostro mondo. Ciò, tuttavia, sembra troppo poco lungimirante da credere. La specie umana può essere così cieca sugli effetti a lungo termine di ciò che sta facendo? Non c’è nulla che possa salvarci da noi stessi? Cosa ne pensate? Abbracci sempre… Neale Domanda & Risposta Possiamo scegliere di far scegliere a Dio? Caro Neale, queste Conversazioni con Dio mi parlano ad un livello in cui vedo un’integrazione tra il Divino e l’umano. Tuttavia ho difficoltà a capire una cosa. Capisco di essere lo spirito del Creatore che esprime se stesso in me, quindi Io Sono — in effetti, in realtà e in verità — lo spirito di Dio, e come tale posso creare una vita di “perfezione” proprio qui sulla Terra. Capisco quindi che qualsiasi altra cosa nella mia vita è mis-creazione, e posso semplicemente lasciarlo andare e scegliere di creare ciò che penso sia simile a Dio. Tuttavia nel Libro 1 leggo “non mi importa di ciò che fai, e questo è difficile per te da sentire”, e, poco prima, “…il tuo volere per te è il volere di Dio per te”. Cosa succede quando siamo coscienti che “…non come io voglio, ma come Tu vuoi sarà fatto”? Cosa succede quando facciamo la scelta di far scegliere a Dio per noi, e Dio dice “non mi importa di ciò che fai”? Cosa accade al volere, all’idea, alla richiesta allora, se diciamo a Dio di scegliere per noi, ma Dio dice a noi di scegliere per noi? Per favore chiariscimelo. Possa tu essere benedetto in abbondanza in tutto ciò che scegli, e ti invio tanta Luce per il tuo viaggio. Yvonne Neale Risponde Cara Yvonne, hai fatto una domanda molto buona. Quando scegli che sia Dio a scegliere per te, essenzialmente hai ammainato le vele, mollato il timone, e lasciato la tua barca alla deriva in un mare in tempesta. Questo perché Dio non ha preferenze in merito, e davvero sceglie per te ciò che tu scegli per te. O, per metterla in tutt’altro modo, se Dio avesse una preferenza, sarebbe: che tu arrivi a scegliere. Ora, se non vuoi scegliere, abbiamo un piccolo problema qui. Puoi ovviamente lasciare il tuo futuro al destino. E quei venti del destino ti possono portare in un porto sicuro, o ad un naufragio. Se non hai “alcun pensiero al riguardo” su ciò che scegli, ma lasci tutto al caso (cioè a Dio), stai in effetti cedendo ai pensieri di tutti quelli intorno a te (che sono

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Non esiste Giusto o Sbagliato? Una Nota da Neale Miei cari amici… Uno dei concetti più controversi nei messaggi di CcD è l’idea che non esistano l’assolutamente giusto e l’assolutamente sbagliato nell’universo di Dio. La mente umana lo trova difficile da accettare. Se non esiste il giusto assoluto, come possiamo sapere quando siamo sul sentiero di Dio? Con quale unità di misura possiamo valutare il nostro progresso? Con quale determinazione possiamo sapere quali dovrebbero essere le nostre azioni in ogni circostanza? Come possiamo creare le nostre leggi? Che cosa costituirà i nostri valori? E come giustificheremo l’assegnazione delle nostre punizioni? La difficoltà che alcune persone hanno con il messaggio “né giusto né sbagliato” di CcD è che credono che il libro dica che dobbiamo eliminare “giusto” e “sbagliato” dal nostro modo di fare le cose, e non vedono come poter continuare con qualsiasi tipo di società ordinata se lo facciamo. Riguardo alla prima supposizione, si sbagliano. Riguardo alla seconda, hanno ragione. Non possiamo, dato il nostro attuale stato di sviluppo come specie, avere una società ordinata se abbandoniamo le nostre idee su “giusto” e “sbagliato”. Ma la trilogia CcD non ci chiede di farlo. E nemmeno suggerisce che sarebbe una buona idea provarci. In realtà, fa esattamente l’opposto. Ci suggerisce di tenerci stretti i nostri valori, fino a quando vedremo che ci sono utili. E’ lì il punto-chiave. I valori sono valori solo finché sono validi. Una volta in questo paese si pensava che fosse una cosa valida bruciare le streghe sul rogo, e lo facevamo. Da allora, i nostri valori sono cambiati, e non lo facciamo più. Può darsi che spariamo ai medici nelle cliniche dell’aborto, e che giustiziamo gli assassini sulla sedia elettrica, ma non bruciamo più le streghe. Quindi si presume che la nostra società abbia fatto un passo avanti. Il dialogo dice che “ogni atto è un atto di auto-definizione”. E’ esattamente attraverso le nostre scelte su ciò che attualmente riteniamo “giusto” o “sbagliato” che definiamo noi stessi come individui, e come società. Quindi l’affermazione di CcD che “non esiste giusto o sbagliato” non è un motivo per abbandonare i nostri attuali concetti su cosa sia giusto o sbagliato. E’ un argomento perché ci sia chiaro che i nostri concetti sono esattamente questo; i nostri concetti. Rappresentano la nostra idea corrente sulle cose. Questo non ha niente a che vedere con la realtà oggettiva. In altre parole, sarebbe inesatto suggerire che la ragione per cui dovremmo far nostri questi valori è perchè questi sono i valori di Dio. Dio non ha valori. Nel senso che Dio pensi che una linea d’azione sia “giusta” e un’altra “sbagliata”, Dio non ha valori. Non ha preferenze in materia. Lei non siede in giudizio dicendo “Hai fatto questo, e io volevo che tu facessi quest’altro, quindi ora devi essere punito”. Ripetutamente, CcD afferma che “il tuo volere è il volere di Dio”. Questo per molte persone è difficile da accettare. Significa, quasi letteralmente, che puoi fare qualsiasi cosa tu voglia, senza recriminazione da parte del Signore. Quello che dobbiamo fare per dare un senso al messaggio di CcD “non esiste giusto o sbagliato” è decidere di smettere di usare la forza (economica, spirituale, fisica, emotiva) nel nostro tentativo di far accettare e adottare agli altri il nostro punto di vista sulle cose. Ciò che ora ci permette di usare questa forza, e di farlo impunemente, è il nostro pensiero che, dopo tutto, “la ragione è dalla nostra parte”, e quindi siamo giustificati in qualsiasi cosa facciamo per farlo vedere agli altri. E vediamo di esser chiari su qualcosa, o altrimenti anche questa discussione andrà ad impantanarsi nel fraintendimento. La ragione per non usare la forza non è che usare la forza sia “sbagliato”. La ragione per smettere di usare la forza è che non funziona. La guerra non funziona. Combattere e uccidere non funziona. Il ricatto economico non funziona. Non per una società che dice di voler vivere in pace ed armonia. CcD, Libro 3, puntualizza che gli Esseri Altamente Evoluti (EAE) che vivono in civilizzazioni avanzate sono diversi dagli esseri umani in due modi. Primo, osservano ciò che è, e, secondo, fanno ciò che funziona. Nella maggioranza degli umani, osservare ciò che è e dire la verità su di esso, non è comune, e fare ciò che funziona è anche più raro. Il punto qui è che gli EAE non hannno un sistema di valori basato su concetti artificiali come “giusto” o “sbagliato”, ma piuttosto su ciò che “funziona” e ciò che “non funziona” per la loro salute, per il loro benessere, per la loro felicità. Se applicassimo qui questa regola empirica, tutto cambierebbe da un giorno all’altro. Abbracci sempre… Neale Domanda & Risposta Qual è la differenza tra emozioni e sensazioni? Caro Neale, vorrei iniziare un dialogo su alcuni aspetti di CcD, Libro 1, che risuonano in me. C’è molto, ovviamente, e mi riferisco solo ad alcune pagine del libro. Si, effettivamente sono tornata all’inizio e ho cominciato dalla prima pagina dopo aver provato ad aprire a caso per vedere come mi risuonasse. Ogni pagina contiene una serie di gemme che potrebbero ognuna essere il soggetto di un lungo dialogo. Ciò che mi salta all’occhio ora è il tema delle “sensazioni” e di quanto siano un comunicatore di verità più accurato di quanto lo sia la parola pronunciata. Come società, ovviamente, ci è stato insegnato a giudicare col senno di poi, o, peggio ancora, a negare le nostre sensazioni. Il paradigma secondo il quale abbiamo condotto la nostra vita e le nostre organizzazioni ha validato (finora) il pensiero dell’emisfero sinistro, lineare, se-non-posso-vederlo/toccarlo/assaggiarlo/sentirlo/annusarlo-deve-essere-non-reale, e ha invalidato tutto ciò che è “impressione”, “lieve”, intuitivo. Che è il motivo per cui gli uomini bianchi sopra i 45 anni hanno in mano la maggior parte delle attività in questo paese. Ma questo sta leggermente cambiando. Io credo che i princìpi femminili presto verranno più generalmente accettati negli affari. Ovviamente, questo è il mio desiderio da un po’ di tempo, quindi mi

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Dove va il tempo? Una Nota da Neale Miei cari amici… Mi meraviglio sempre di come il tempo trascorra velocemente nelle nostre vite, e in questa seconda settimana del 2014 mi domando dove sia andato l’anno passato… Ciò che mi è chiaro in proposito è che i giorni delle nostre vite volano via molto rapidamente — e che quelli che prima sembravano momenti più lunghi, ora sembrano solo nanosecondi. Per me, questo significa che sono invitato dalla Vita stessa ad usare ogni singolo isolato momento per creare la più elevata idea di Divinità che io abbia mai avuto, e per esprimerla in me, attraverso me, come me — se questo è davvero lo scopo della vita. Nelle mie Conversazioni con Dio mi è stato detto che lo è, quindi posso scegliere se crederci incondizionatamente, o se metterlo da parte come un semplice e nobile pensiero, che ha poco a che fare con la mia realtà quotidiana. Il trucco per me è di non esserne “preso” — di non renderlo un grosso “Dovere” — tanto da smettere di godermi del tutto la vita per tutta la preoccupazione e il domandarmi se il modo in cui mi sto “mostrando” sia il migliore esempio di Dio che posso esprimere. La verità è che in qualsiasi modo io mi stia mostrando, è il modo perfetto per farlo, poiché ogni passo che faccio è un passo verso Dio. Questa è diventata una piccola cosa molto importante per me da ricordare… quindi lasciate che la ripeta perchè tutti noi la assorbiamo: Ogni passo che faccio è un passo verso Dio. Ovviamente, nel senso più vero non siamo mai “lontani” da Dio, poiché Dio è lo Spirito Albergante che anima il nostro vero essere. Questa è una splendida verità, e mi offre un favoloso “aggancio” a quella famosa frase del personaggio dei fumetti di Walt Kelly, Pogo. Fu Pogo a dire notoriamente: “Abbiamo incontrato il nemico, e siamo Noi”. Io ora la rigiro e dico: “Abbiamo incontrato la Divinità, e siamo Noi”. Quindi Dio e noi siamo Uno, e dato che questo è vero, non posso letteralmente fare un passo “verso” Dio. Ma penso che capiate cosa intendo quando lo dico. Quando lo dico, intendo articolare il pensiero che “ogni passo che faccio è un passo verso una più grande esperienza di Dio, di cui io sono un’espressione individuale”. Quindi non potrei fare un passo che mi allontani da Dio, se volessi. Ciò che ho bisogno di fare ora è di aver compassione per me stesso quando mi giudico per non riuscire ad esprimere il mio più elevato pensiero della Divinità in ogni dato momento. Questo affare di esprimere la Divinità non è qualcosa che devo fare, non è una richiesta messa davanti a me da una deità esigente. E’ un invito, portatomi da Dio attraverso il processo della Vita Stessa. Perché prenderci la briga di accettare l’invito quando non dobbiamo — e quando a volte il farlo può essere impegnativo? Be’, la mia vita mi ha mostrato che fare così produce la più gioiosa, la più serena, la più interiormente pacifica, la più intera e completa e perfetta e beata e dolce e gentile e totalmente meravigliosa esperienza di me stesso che io abbia mai avuto, o potrei mai aver immaginato o sperato o sognato di avere, su questa terra. Se il mio desiderio nella vita è di essere felice e di risiedere in un luogo di pace interiore, allontanandomi dal subbuglio e dalla lotta, dall’esperienza di limitazione e carenza, e dall’impressione di venire colpito o danneggiato un qualsiasi modo da qualsiasi circostanza o situazione — se questo è davvero il desiderio della mia vita — allora ho trovato la formula perfetta. E quella sarebbe la ragione per accettare questo invito. Non perché “devo”, ma perché è il modo più veloce per realizzare ciò che desidero realizzare in quanti più momenti possibili da qui alla morte. Naturalmente, non esiste la “morte” nel senso di “fine della vita”. Qui uso la parola “morte” per intendere la celebrazione del mio Giorno della Continuazione. Qualcuno recentemente mi ha chiesto “Come fai a sapere che ogni cosa che hai scritto o che stai condividendo ora sia vera? E se avessi montato tutto, seguendo il tuo desiderio inconscio di saltar fuori con una ‘storia’ della tua vita con cui poter vivere, con cui poter stare bene?” E io ho risposto: “Io non so di non aver montato tutto. So solo ciò che percepisco. Percepisco come se ciò che ho sentito da Dio sia molto reale — e che l’esperienza di sentire qualcosa da Dio stesso sia molto reale. Ma sai cosa? Potrei avere, inconsciamente, creato tutta l’esperienza. Però questa non mi sembra essere la questione davvero importante. La domanda importante, per me, è: Riesci a pensare ad un modo di vivere migliore? Se si, dimmi qual è”. Vi lascio con queste osservazioni, dal Dipartimento Per Ciò-Per-Cui-Vale-La-Pena. Abbracci e buoni pensieri sempre… Neale Domanda & Risposta Cosa possiamo fare per mantenere il messaggio puro? Caro signor Walsch… ero presente al suo weekend intensivo. Sto scrivendo per dire che ho trovato vera ed ispiratrice la sua presentazione e spiegazione di cosa Dio voglia e di quale sia il mio scopo nella vita. I suoi insegnamenti saranno per me linee-guida su come avere ancora più controllo sulla mia vita e creare la persona e l’essere che voglio essere. Grazie per questo. C’è una domanda che vorrei farle e per cui non ho trovato il momento appropriato al seminario. Ha a che fare con quello che ci insegnano la storia e l’esperienza quando si tratta di altre religioni e credenze. Come lei ha detto durante il ritiro, quasi tutte le religioni sono iniziate con l’esperienza personale di qualcuno con Dio. Da quell’esperienza è derivata una teoria, un concetto, una verità se vogliamo, che si è poi tramandata agli altri. Nel tempo, sempre più persone si uniranno al movimento e quindi questa percezione cresce e si propaga. All’inizio la ‘parola’ originale è pura e coerente.

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Perché la Vita è un Caos? Una Nota da Neale Miei cari amici, La vita su questo pianeta è un caos in questo momento, e c’è una buona ragione per questo. Forse anche la vostra vita è un caos a livello personale. Se è così, non disperate. C’è una buona ragione anche per questo. Conversazioni con Dio dice che nel momento in cui prendete una decisione riguardo a qualcosa, tutto ciò che è diverso si manifesta. E’ la Legge degli Opposti, che si manifesta in grande. Se non comprendete questa legge, non capirete cosa sta succedendo intorno a voi, e vi sentirete molto scoraggiati, demoralizzati, disillusi, e disperati. Solo se vi è chiaro che il Mondo Che Vi Si Oppone è in realtà l’Universo in Accordo Con Voi potete evitare queste trappole emotive. “Il Mondo Che Vi Si Oppone è l’Universo in Accordo Con Voi” è un altro modo per dire che la Macro Verità Differisce dalla Micro Realtà. Ma è la differenza che rende possibile sperimentare la Macro Verità. Senza Differenze, è impossibile Sperimentare gli Assoluti. Ciò perché non esiste Assolutamente Nient’Altro. E Conversazioni con Dio chiarisce che “in assenza di Ciò Che Non Sei, Ciò Che SEI… NON E’ “. In assenza di “freddo”, il “caldo” non esiste. In assenza di “su”, il “giù” non esiste. In assenza di “buono”, il “cattivo” non esiste. E viceversa. Questa è la Legge degli Opposti, e non può essere ignorata nel mondo fisico, o ciò che CcD chiama “il Regno del Relativo”. Solo nel Regno dell’Assoluto si può travalicare la Legge degli Opposti. Ma questo non significa che quando esistiamo con i nostri corpi fisici dobbiamo essere infelici. Significa semplicemente che dobbiamo essere certi. Dobbiamo essere consci. Dobbiamo essere consapevoli. Questo è ciò che l’evoluzione ci invita a essere. Certi. Consci. Consapevoli. Dobbiamo anche essere disponibili. Siamo come un mago che sta giocando con i suoi trucchi, e dobbiamo essere disposti a giocare secondo le regole del gioco. Dobbiamo sapere e capire che sebbene ciò che è in atto sembri molto reale, in realtà è un trucco. E’ un trucco della realtà in cui viviamo. E quindi non dobbiamo crederci neanche per un attimo. Questo diventa molto difficile, specialmente quando le cose stanno andando molto male, poiché può sembrare tutto molto reale. E’ molto reale, all’interno della visione limitata della nostra prospettiva ristretta. Solo quando ti allontani e hai la visuale ampia, puoi almeno iniziare a capire. Solo quando ti allontani abbastanza da vedere l’intero arazzo riesci a vedere la meraviglia dei suoi intrecci — che sembrano, da vicino, un caos totale. La Dottoressa Elisabeth Kübler-Ross ha avuto un modo fantastico e pittoresco per definire questo principio: Se tu dovessi proteggere i canyon dalle loro tempeste, non vedresti mai la bellezza dei loro intagli. Devi capire che vivi in due realtà. Ci sono davvero due versioni di te. C’è il Macro Te (a volte chiamato il Grande Sé) e c’è il Micro Te (Piccolo Sé). Un altro modo per dirlo è che c’è il Sé Universale e c’è il Sé Locale. La parte di Te che è distante riesce a vedere l’intero arazzo. La parte di Te che è localizzata è a poca distanza, col viso direttamente sulla superficie dell’arazzo. Tutto ciò che riesci a vedere è il micro-intreccio dei fili. Vedi le cose sulla superficie, e sulla superficie le cose non sembrano molto belle. Se riesci ad allontanarti immediatamente, se solo ti allontani e guardi le cose da una certa distanza, riuscirai a vedere le cose da una prospettiva più ampia – la prospettiva più ampia della tua vita intera – da cui riuscirai a vedere e capire esattamente perché il filo sia disposto proprio in quel modo. Voglio darvi un esempio dalla mia vita. Tempo fa, tenni una bellissima conferenza in Colorado. Non proverò neanche ad essere modesto in proposito. Ci ero proprio dentro. Ero nell’argomento. Avevo “fatto meta”. E quando scesi dal palco mi dissi “Wow, ecco, questo è Chi Sono Davvero!”. Poi tornai alla mia stanza d’albergo, aprii la mia posta elettronica, e trovai delle notizie molto sgradite. Immediatamente mi sentii demoralizzato, alterato, fuori di me. Voglio dire che lo ero letteralmente. Ero accanto al mio Sé. Il mio Sé, il mio Vero Sé, stava guardando tutto questo e si stava domandando quando il mio Falso Sé, il mio Piccolo Sé, l’avrebbe “capita”. Non appena dichiaro di essere qualsiasi cosa, tutto ciò che è diverso si presenterà. Deve farlo. Deve. Altrimenti non posso sperimentare Chi Sono Davvero. Poiché se “freddo” non fosse parte dell’esperienza, “caldo” non potrebbe mai esistere. Ecco perché tutti i Maestri hanno detto “Non giudicate, né condannate”. Il mio lavoro in quel momento era non di giudicare il contenuto dell’email, ma di elogiarlo. Perché il vero punto nella mia vita non è se dimostro Chi Sono quando sono di fronte ad una platea, ma quando sono solo; non solo quando le cose stanno andando bene, ma quando non lo stanno facendo; non solo quando sono in cima al mondo, ma quando ho toccato il fondo. Quando mi allontano abbastanza da vedere il dono nel contenuto di quell’email, mi allontano abbastanza da riceverlo. Questa è una fantastica affermazione, e voglio che la memorizziate e la usiate spesso nella vita. “Questo dono è troppo grande per essere visto da vicino”. Quando allargo la mia prospettiva, io altero la mia percezione, vedendo cose che non potevo vedere in precedenza. Questo è ciò che si intende con “Una volta ero cieco, ora vedo”. Allora la prossima domanda sarà, crederò in ciò che vedo? Crederò di essere Chi Sono Davvero? Ogni apparente evidenza direbbe il contrario. Ma non è con la mia vista esteriore, bensì con la mia vista interiore che devo guardare l’immagine del mio Sé che è proprio di fronte a me. Non con i miei due occhi, ma con il mio terzo occhio. Allora avrò l’intuizione, e vedrò le cose in modo differente. Non solo il Sé, ma tutto quello con cui ho circondato il

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Buoni Nuovi Inizi! Una Nota da Neale Miei cari amici… Questo è un periodo dell’anno molto speciale perché è il Tempo dei Nuovi Inizi. Per me, Gennaio significa la meraviglia e l’eccitazione e la liberazione del “ricominciare”. L’Anno Vecchio è dietro di me e il Nuovo Anno è appena iniziato; la lavagna è stata cancellata, ho una lavagna pulita. C’è qualcosa di metafisico in tutto ciò; c’è un messaggio tra le righe in questa esperienza che arriva direttamente da Dio. Il messaggio è: non importa quanto possano essere andate male le cose, non importa quanto io possa essere stato male, quello era ‘Allora’ e questo è ‘Adesso’. Un Nuovo Giorno è sorto, un Nuovo Momento è arrivato. E’ il Momento d’Oro dell’Adesso, nel quale tutte le cose sono possibili, tutte le cose vengono perdonate, tutte le cose vengono rinnovate. Dicono che Febbraio sia il Mese dell’Amore. Se è così, allora per me Gennaio è il Mese della Speranza. La Speranza è il primo passo sulla strada verso la Maestria. Sono tre in tutto: Sperare, Credere, Conoscere. Sperare inizia il processo, e Gennaio inizia l’anno. Sperare inizia il ciclo, e lo stesso fa Gennaio. Il ciclo si completa in Dicembre con la conclusione finale: la scoperta in ognuno di noi della Fiamma Eterna di Chanukah — la luce di Dio che non può mai essere e non sarà mai spenta, perché è Chi Siamo Noi. Sapere questo, e quindi la nascita del Cristo in ogni anima umana, è ciò a cui invitano le celebrazioni di Dicembre. Questo ciclo dallo Sperare al Conoscere può completarsi in un anno, in un’esistenza, o in un momento. E’ davvero lo stesso per Dio, che non sa niente del Tempo poiché Dio è Senza Tempo, come la Vita, tranne che nella nostra immaginazione. E quindi nasciamo e moriamo e nasciamo di nuovo, tutto nello stesso identico istante, il Sacro Istante, il glorioso e sempre presente Momento dell’Adesso, che noi allunghiamo nell’ampiezza della nostra percezione per poter espandere l’Adesso e quindi espandere Noi Stessi, e quindi conoscere di più di entrambi. Questo è l’incredibile, indescrivibile miracolo della Vita, e in molti siamo d’accordo sul fatto che Gennaio dovrebbe essere chiamato il nuovo inizio, infinitamente ricorrente, di questo Processo sempre presente ed eternamente in corso. Allora, benvenuto Gennaio, Tempo della Speranza. Nel caso vi siate persi nel dramma di tutto, e abbiate dimenticato Chi Siete; nel caso siate passati attraverso l’ultimo ciclo e ne abbiate perso la conclusione finale; nel caso abbiate svoltato in un angolo buio; prestate attenzione! Il Tempo della Luce è arrivato. La Fiamma Eterna è stata messa dentro di voi. E’ voi. l’Essere Cristico è nato di nuovo come voi. E’ voi. E il Nuovo Anno vi offre un’altra occasione, un altro inizio, un’altra partenza nel viaggio dell’auto-realizzazione. Mi piace usare Gennaio anche come il Tempo del Perdono. Per me è un Periodo di Pulizia, quando provo il più possibile a perdonare a me stesso i miei peccati, così come perdono coloro che hanno peccato nei miei confronti. Non ho sempre successo con la prima parte. Riesco a perdonare gli altri, e credete, lo faccio sinceramente. Non sono così bravo nel perdonare me stesso. Sembra in qualche modo indulgente; sembra al servizio di me stesso. E quindi devo lasciare andare la mia idea che non vada bene essere al mio servizio. Perdonare se stessi è essere al servizio di se stessi. Non c’è dubbio. La questione non è se lo sia, ma se vada bene esserlo. Dio dice che la risposta è si. Devi servire te stesso per conoscere te stesso. In verità, non puoi conoscere qualcosa senza esserne al servizio. Il servizio è l’esperienza del Conoscere, in azione. E’ il modo in cui arriviamo a Conoscere Dio. E’ il modo in cui arriviamo a Conoscere la Vita. E’ il modo in cui arriviamo, infine,  a Conoscere il Sé. Servire Dio è, naturalmente, Auto-servizio. E questo è ciò che in definitiva arriviamo a Conoscere. Attraverso il processo di servire Dio, arriviamo a sapere che stiamo servendo il Sé. Attraverso il processo di servire il Sé, arriviamo a sapere che stiamo servendo Dio. E attraverso il meraviglioso processo di servire gli altri, arriviamo a sapere che stiamo servendo entrambi. Il cerchio si completa, e vediamo che il cerchio c’è sempre stato, e sempre ci sarà. Non c’è nient’altro che il Cerchio, non c’è nient’altro che il Ciclo, ed è solo questione di dove siamo, ora, in questa incessante rivoluzione dell’anima. Ci stiamo rivoluzionando, ed in ogni rivoluzione che sperimentiamo vediamo più chiaramente che è una Rivoluzione Spirituale, che produce una Evoluzione Spirituale. Stiamo facendo molto di più che “girare in tondo” qui. Per l’anima rivoluzione è evoluzione. Il Ciclo è Eterno, ma ciò non significa che non sta andando da nessuna parte. Il Ciclo va sempre verso l’alto, e un giorno vedremo che il Cerchio non è un cerchio, ma una Spirale. Guardato in un solo modo, da un luogo della percezione che vede solo la superficie delle cose, senza la profondità, a tutto il mondo sembra un cerchio. Solo quando vediamo nella profondità delle cose, solo quando la nostra percezione si espande in profondità, allora vediamo che il cerchio è una spirale. E’ come una molla: schiacciata e compressa sembra un cerchio. Solo quando si espande si rivela come spirale. E quindi Gennaio, l’inizio di un nuovo Ciclo, è il momento per espandere la nostra coscienza, per aumentare la nostra consapevolezza, per spostarci dallo Sperare al Credere al Conoscere. Quando mi ritrovo a leggere articoli come questo (molto meno a scriverli), mi ritrovo, all’inizio, a sperare che siano veri. A sperare che forse, solo forse, mi sono imbattuto in qualcosa che è del tutto vero e davvero notevole e davvero utile e del tutto diverso da qualsiasi cosa io abbia compreso in precedenza, e, quindi, davvero di valore per la mia personale crescita ed espansione ed evoluzione. Si, lo spero. Vedo le parole qui, e spero. Poi ad un certo punto mi sposto

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Amore o Paura? Una Nota da Neale… Perchè la vita va come sta andando? Perchè l’amore spesso è così difficile da trovare, e poi da tenere? Perchè la bontà e la gentilezza e la compassione e anche una faccia sorridente sono così difficili da trovare nell’esperienza quotidiana? Le nostre vite devono essere fatte di dramma, dramma e ancora dramma giorno dopo giorno? Mi sono state fatte queste domande tante volte, e quando mi rivolgo ai dialoghi di  Conversazioni con Dio per trovare risposte, ecco qualcosa che scopro, in queste parole di Dio: Ogni pensiero umano, ed ogni azione umana, sono basati sull’amore o sulla paura. Non c’è altra motivazione umana, e tutte le altre idee non sono che derivazioni di queste. Sono semplicemente versioni diverse — diverse sfaccettature dello stesso tema. Pensateci profondamente e vedrete che è  vero. Questo è ciò che Dio ha chiamato Pensiero Promotore. E’ un pensiero d’amore o di paura. E’ il pensiero dietro il pensiero dietro il pensiero. E’ il primo pensiero. E’ la forza primaria. E’ l’energia pura che guida il motore dell’esperienza umana. Ed ecco come il comportamento umano produce esperienza ripetibile dopo esperienza ripetibile; è il motivo per cui gli umani amano, poi distruggono, poi amano di nuovo: c’è sempre l’oscillazione da un’emozione all’altra. Amore promuove paura promuove amore promuove paura… …e la ragione si trova nella prima bugia — la bugia che avete come verità su Dio — che non si può credere in Dio; che non si può fare affidamento sull’amore di Dio; che il fatto che Dio ti accetti è condizionato; che quindi il risultato finale è incerto. Perché se non puoi contare sul fatto che l’amore di Dio ci sia sempre, sull’amore di chi puoi contare? Se Dio ritratta e si tira indietro quando non ti comporti correttamente, non lo faranno anche i comuni mortali? …E quindi avviene che nel momento  in cui giuri il più grande amore, accogli la tua più grande paura. La prima cosa che ti preoccupa dopo aver detto “Ti amo” è se ti verrà ridetto. E se ti verrà ridetto, inizierai immediatamente a preoccuparti che l’amore che hai appena trovato, lo perderai. E quindi ogni azione diventa una reazione — difesa contro la perdita. Ma se tu sapessi Chi Sei — che sei il più magnifico, il più straordinario, il più splendido essere che Dio abbia mai creato — non avresti mai paura. Ma non sai Chi Sei, e pensi di essere molto meno. E dove hai preso l’idea di quanto tu sia meno che magnifico? Dalle uniche persone alle quali crederesti sulla parola in tutto. Da tua madre e da tuo padre. Queste sono le persone che ami di più. Perchè dovrebbero mentirti? Ma non ti hanno forse detto che sei troppo di questo, e non abbastanza di quello? Non ti hanno forse ricordato che devi farti vedere ma non farti sentire? Non ti hanno forse  rimproverato in qualche momento della tua più grande esuberanza? E non ti hanno forse incoraggiato a metter da parte alcune delle tue fantasie più selvagge? Questi sono i messaggi che hai ricevuto, e sebbene non corrispondessero ai criteri, e non fossero quindi messaggi di Dio, avrebbero comunque potuto esserlo, poichè quasi sicuramente sono arrivati dagli dei del tuo universo. Sono stati i tuoi genitori ad insegnarti che l’amore è condizionato — hai sentito molte volte le loro condizioni — e questa è l’esperienza che porti nelle tue relazioni d’amore. E’ anche l’esperienza che porti in Dio. Da questa esperienza trai le tue conclusioni su Dio. Da questa impalcatura dici la tua verità. “Dio è un Dio amorevole”, dici, “ma se infrangi i Suoi comandamenti, Egli ti punirà con l’esilio e la dannazione eterni”. Perchè, non hai forse sperimentato l’esilio dei tuoi genitori? Non conosci forse il dolore della loro dannazione? E allora, come potresti immaginare che con Dio sia diverso? Hai dimenticato com’era essere amato senza condizioni. Non ricordi l’esperienza dell’amore di Dio. E quindi provi ad immaginare come debba essere l’amore di Dio, basandoti su ciò che vedi dell’amore nel mondo. Hai proiettato su Dio il ruolo di “genitore”, e quindi ti è emerso un Dio che giudica e che ricompensa o punisce, in base a quanto gli piace ciò che hai combinato. Ma questa è una visione semplicistica di Dio, basata sulla tua mitologia. Non ha niente a che fare con Chi è Dio. Avendo quindi creato un intero sistema di pensiero su Dio, basato sull’esperienza umana anziché su verità spirituali, di conseguenza crei un’intera realtà sull’amore. E’ una realtà basata sulla paura, radicata nell’idea di un Dio che incute paura, e vendicativo. Il suo Pensiero Promotore è sbagliato, ma rinnegare quel pensiero vorrebbe dire perturbare tutta la tua teologia. E sebbene la nuova teologia che andrebbe a rimpiazzarla sarebbe sicuramente la tua salvezza, non la puoi accettare, perché l’idea di un Dio che non deve essere temuto, che non giudica, e che non ha motivo di punire è semplicemente troppo splendida da abbracciare anche nella tua più grande nozione di Chi e Cosa è Dio. Questa realtà dell’amore basata sulla paura domina la tua esperienza dell’amore; in realtà, in effetti la crea. Poiché non solo ti vedi ricevere amore che è condizionato, vedi anche te stesso darlo nello stesso modo. E anche mentre trattieni e ritratti e stabilisci le tue condizioni, una parte di te sa che questo non è ciò che è davvero l’amore. Eppure, sembri incapace di cambiare il modo in cui lo elargisci. Lo hai imparato a tue spese, ti dici, e che tu sia dannato se ti renderai ancora vulnerabile. Ma la verità è, sarai dannato se non lo farai. ==================== Avendo riletto questo splendido passaggio del Libro Uno, ho preso una nuova decisione in questo meraviglioso giorno: condividere il mio amore incondizionatamente con tutti quelli coi quali entrerò in contatto. So che non sarà facile. Mi sono imbarcato in questa missione in precedenza. Ho abbracciato questa sfida in passato. Non sono sempre riuscito nel tentativo. (Ad esser

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Come pregare Una Nota da Neale… Ricevo molte lettere ed email dove mi viene chiesto quale sia il modo migliore per affrontare spiritualmente le crisi in atto nel mondo. Io dico a tutti, semplicemente… pregate. Pensando a ciò, mi sono trovato a  ritornare sul testo del Libro Uno di Conversazioni con Dio, per avere un promemoria di ciò che aveva da dire sulla ‘preghiera’. Ecco cos’ho trovato: Non avrai quello che chiedi, né puoi avere qualsiasi cosa tu voglia. Questo perché la tua stessa richiesta è una dichiarazione che ti manca qualcosa, e il tuo dichiarare di desiderare questo qualcosa funziona soltanto nel senso di dar luogo a quella precisa esperienza: il senso della mancanza, nella tua realtà. La preghiera corretta non è mai perciò una preghiera di supplica, ma una preghiera di ringraziamento. Quando ringrazi Dio in anticipo per quello che scegli di sperimentare nella tua realtà, tu, di fatto, riconosci che ciò esiste… in effetti. La riconoscenza è perciò la dichiarazione più potente nei confronti di Dio; una affermazione di come, ancor prima che si chieda, Io ho risposto. Perciò, non bisogna mai supplicare. Ma apprezzare. La gratitudine non può rappresentare un mezzo tramite il quale manipolare Dio; un espediente con cui farsi beffe dell’universo. Non si  può mentire a se stessi. La tua mente conosce la verità dei tuoi pensieri. Se stai dicendo: «Grazie, Dio, per questo e per quest’altro», mentre nel frattempo ti è molto ben chiaro che tutto ciò non è presente nella tua attuale realtà, non puoi aspettarti che Dio sia meno consapevole di quanto lo sia tu, e che perciò lo metta in atto per te. Dio sa quello che tu sai, e quanto tu sai è ciò che appare come la tua realtà. Il modo in cui essere grati per qualcosa che  non c’è è la fede. Se hai soltanto tanta fede quanta equivale a un seme di  senape, riuscirai a muovere le montagne. Giungerai a sapere che esiste perché Io ho detto che esiste, perché sono stato Io a dirlo; ancora prima  che tu formulassi una domanda ho risposto; perché ho detto e l’ho detto a te in ogni concepibile modo, per mezzo di ogni maestro tu possa nominare, che qualsiasi cosa tu scelga, scegliendola in Mio Nome, così sarà. Nessuna preghiera, e una preghiera non è niente più di una fervida dichiarazione di ciò che è in tal modo, resta inascoltata. Ogni preghiera – ogni pensiero, ogni dichiarazione – è creativa. Secondo il livello in cui viene con fervore considerata una verità, a quel livello verrà resa manifesta nell’esperienza. Quando si dice che una preghiera è stata esaudita, quanto è in realtà accaduto è che il pensiero, la parola o il sentimento albergato con il più grande fervore è diventato operativo. Eppure dovresti saperlo – e qui sta il segreto, è sempre il pensiero dietro il pensiero, quello che si potrebbe definire il Pensiero Promotore, a rappresentare il pensiero che domina. Perciò, se preghi e supplichi, c’è una minore possibilità che tu sperimenti quanto pensi di aver scelto, perché il Pensiero Promotore dietro ogni supplica è che non possiedi adesso quello che desideri. E questo Pensiero Promotore diventa la tua realtà. Il solo Pensiero Promotore capace di prevalere su questo pensiero è  quello riposto nella fiducia che Dio esaudirà qualsiasi cosa venga chiesta, senza fallo. C’è chi possiede una fede del genere, ma ad averla sono in pochi. Il procedimento della preghiera diventa assai facile quando, invece di dover credere che Dio dirà sempre “sì” a ogni richiesta, una persona si rende conto grazie all’intuito che la richiesta stessa non è necessaria.  Allora la preghiera è una preghiera di ringraziamento. Non è affatto una richiesta, bensì una dichiarazione di gratitudine per quello che è com’è. Quindi diciamo tutti una preghiera di ringraziamento oggi. Ecco la mia: Grazie Dio perchè ci aiuti a capire che questo problema è già stato risolto per noi. Grazie per la pace che prevarrà, e per la perfezione del processo che porta a quella pace. Grazie per la consolazione di sapere che Andrà Tutto Bene nella Storia dell’Umanità, e che ogni creatura vivente alla fine tornerà a stare nella Perfezione Stessa, nel paradiso che è la Presenza della Divinità in, come, e attraverso noi, completamente ed assolutamente, per sempre e in eterno. Vi invio luce e amore… Neale Domanda & Risposta Libero arbitrio? Davvero? Caro Neale… Ho 82 anni e sono reduce da un intervento all’anca. Nel Libro Uno di CcD come riesci a riconciliare: a) puoi rivolgerti a Dio per aiuto e conforto, e b) Dio ti mette al posto di guida? Il primo punto parla di chiedere a Dio di soddisfare i bisogni. Il secondo sottintende che Dio sia un osservatore, visto che ci ha dato il dono del libero arbitrio. Affettuosi saluti, Soli Neale Risponde Qui ci sono le  mie risposte, Soli, al meglio che posso fare… 1. Il fatto che Dio ci metta al posto di guida non esclude affatto la possibilità di rivolgerci a Dio per essere confortati o di chiedere a Dio di soddisfare i nostri bisogni. I miei  stessi genitori hanno messo ME al “posto di guida” quando sono cresciuto e ho lasciato casa. Ero sicuramente responsabile della mia vita, senza dubbio. Ma questo non mi ha fatto smettere di rivolgermi ai miei genitori se e quando avevo bisogno di aiuto. E non ha fatto smettere a loro di darmene. 2. Il primo punto parla di chiedere a Dio di soddisfare i nostri bisogni, e hai ragione, il secondo punto implica che Dio ci ha dato il libero arbitrio. Di nuovo, il fatto che abbiamo il libero arbitrio, e che creiamo la nostra realtà, non significa che non possiamo o non dovremmo chiedere aiuto a Dio in questa creazione. Quando mi rivolgo a Dio, so che mi sto rivolgendo a Quell’Aspetto di Me Più Elevato, di cui sono una parte. E’ come se fossi io, che mi rivolgo a me stesso. Parlo sempre a me stesso quando perdo

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Perché Soffriamo? Miei cari amici… Siamo nel bel mezzo, qui nel Bollettino Settimanale, di una serie di articoli che ho creato, intitolati… La Natura di Dio e della Vita: un’esplorazione di importanza critica ai nostri tempi. Questa è la IV parte di questa serie in corso… C’è così tanta tristezza e sofferenza nel mondo, e chiunque creda in Dio e lo definisca come la fonte di Pura Intelligenza e Perfetto Amore si chiederebbe: Perché? Perché mai Dio metterebbe tristezza e sofferenza nel mondo? E quali strumenti, se ce ne sono, ci ha dato Dio, per affrontare tristezza e sofferenza quando le incontriamo (come si curamente sarà nel corso della nostra vita)? La risposta, come sono arrivato a capirla, è che Dio non ha deliberatamente messo tristezza e inserito sofferenza nel nostro mondo, le abbiamo portate noi nella nostra esperienza del nostro libero arbitrio. E’ difficile da credere e da abbracciare, lo so, e quindi richiede un po’ di esplorazione e spiegazione. Tristezza e sofferenza sono risposte, sia emozionali che fisiche, a particolari situazioni, circostanze ed eventi che si manifestano o accadono nella nostra vita. Poiché sono risposte, e non eventi in sé, sono totalmente sotto il nostro controllo. Poiché sono totalmente sotto il nostro controllo, sono create da noi, non imposte a noi. Alcuni hanno detto che Dio ci ha imposto tristezza e sofferenza come punizione per le nostre cosiddette cattive azioni. Ma ciò che comprendo è che tristezza e sofferenza non sono punizioni, sono conseguenze. E conseguenze di cosa? Sono conseguenze dei nostri pensieri. Pensare è lo strumento che Dio ci ha dato per affrontare gli eventi e le circostanze, le situazioni e gli accadimenti della vita. Ma perché dovrebbero verificarsi eventi e circostanze, situazioni e accadimenti che comunemente ci si aspetta che producano ragionevolmente tristezza e sofferenza negli esseri umani? Ah, questa è una domanda ancor più grande — e dalla risposta dell’umanità a questa domanda dipende il futuro dell’intera specie umana. Esploreremo questa domanda nei prossimi articoli di questa serie. Ma per ora occupiamoci di questa indagine passo-a-passo. Guardiamo questa faccenda dei nostri pensieri, e il ruolo che gioca nel portare tristezza e sofferenza nella nostra esperienza. Faremo questo primo passo nella Parte V della nostra serie, nel prossimo numero del Bollettino Settimanale. Ci vediamo! Con Amore e abbracci, Neale Domanda & Risposta Il Reiki interferisce con l’anima? Caro Neale, recentemente la mia migliore amica ha avuto la fortuna di avere una nuova nipotina nella sua famiglia. Tuttavia, poco dopo la sua nascita hanno scoperto che la bambina aveva una malattia della pelle molto rara. La mia amica ha chiesto a me e ad altri Master Reiki di mandare alla bambina Reiki e preghiere. Lo abbiamo fatto tutti come richiesto. La mia domanda è, stiamo interferendo con ciò che l’anima di questa bambina ha scelto di patire in questa vita, inviandole guarigione e preghiere? So dai tuoi insegnamenti che tutti noi scegliamo il sentiero per questa esistenza. Grazie in anticipo per la tua risposta. Diane Neale Risponde Cara Diane, la risposta è no. Le preghiere per un altro non sono mai interferenze. Inviare buona energia a qualcuno non è mai sgradito ad un’anima. Potrebbe essere che, a livello dell’anima, questa Essenza Divina stia esortando la tua buona energia, e questo è il motivo per cui ti è stato fatto sapere. “Fare del bene”, o fare qualcosa di meraviglioso, non è mai e poi mai una violazione della legge karmica. Cerca di non iper-intellettualizzare la tua spiritualità. Usa invece il buon senso. Ciò che senti buono e ha senso per il tuo cuore è ciò che ha senso anche per Dio, poiché il tuo cuore è dove risiede Dio. Con Amore, Neale

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Come si manifesta la Divinità? Una Nota da Neale Miei cari amici… Anche solo una rapida esplorazione del nostro mondo rivela l’entità della tristezza e della sofferenza che risiedono nell’esperienza umana. E’ impossibile esistere su questo pianeta senza incontrarle entrambe. La domanda non è se le incontrerò, ma quanto incontrerò di entrambe? Dietro questa domanda se ne cela un’altra, più importante. Quando incontrerai tristezza e sofferenza, come le affronterai? Quali strumenti avrai? Più precisamente, quali strumenti hai? Voglio dire, come esseri umani, quali strumenti ci vengono dati? E da chi? Penso ci sia qualcosa di più grande di me stesso, qualcosa di più grande di tutta l’umanità, qualcosa di più grande, anche, dell’intero universo. Io chiamo questo qualcosa “Dio”. Penso che Dio esista e che Dio sia la Suprema Intelligenza dietro e in ogni cosa. Quando dico “in” ogni cosa, intendo affermare che la Cosa che chiamo Divinità manifesta Se Stessa in, come e attraverso tutta la Vita. E’ l’aspetto sottostante, l’energia fondamentale, di tutto ciò che esiste, in qualsiasi forma e in ogni forma. Usando il linguaggio umano (che comprendo essere molto limitato), chiamo questa energia l’Essenza Divina. E’ Ciò Che E’, che si manifesta in milioni-miliardi-trilioni di modi, che alla fine nell’esistenza formano tutto, sia fisico che non-fisico, sia visibile che invisibile. E’ parte e particella di Tutto Ciò Che E’, e niente che E’ può in alcun modo essere altro che, o separato da, Esso. Credo che questa Essenza Divina abbia l’intelligenza — in verità, è Intelligenza nella Forma Più Pura — e che il grado in cui questa Intelligenza manifesta Se Stessa sia in relazione al livello di Coscienza dimostrato o presente in qualsiasi Forma di Vita. Inoltre, credo che la Coscienza si possa espandere quando è Consapevole di Se Stessa. Cioè, quando una Forma di Vita esprime la qualità dell’Auto-Coscienza, si dice che è Consapevole di Se Stessa, e viene definita, nella nostra lingua, un Essere Senziente. Penso che gli Esseri Senzienti siano la Massima Espressione dell’Essenza Divina, e che la Pura Intelligenza di Dio sia accessibile a tutti gli Esseri Senzienti. Credo proprio che esprimere pienamente l’Essenza Divina sia lo scopo e l’intenzione sottintesa di tutti gli Esseri Senzienti. Definisco la Divinità come La Somma Totale di Tutta  l’Energia Essenziale. Usando il linguaggio limitato che ho a disposizione, descrivo questa Energia Essenziale come Pura Intelligenza e Perfetto Amore. Vedo questa Energia Essenziale come la Totalità di Tutto Ciò Che E’, e per quanto comprendo è da questa Totalità che Tutto Ciò Che E’ emerge e si esprime. Questo è un altro modo di dire che è in Dio che viviamo e respiriamo e abbiamo il nostro Essere. Se tutto ciò è vero, allora perchè esistono tristezza e sofferenza? Quale forma di Pura Intelligenza e Perfetto Amore vorrebbe per Sé una simile esperienza — e perché? E che tipo di strumenti fornisce la Vita alle sue varie Espressioni nei momenti in cui incontrano queste esperienze? Per rispondere a queste domande dobbiamo indagare la natura stessa della tristezza e della sofferenza. E  lo faremo, precisamente, nel prossimo articolo. Con amore e abbracci, Neale Domanda & Risposta Qual è la cosa ‘giusta’ da fare per nostra madre? Caro Neale, per favore rispondi alla mia famiglia il più presto possibile. Siamo divisi in relazione alla cura e al benessere della nostra mamma 89enne ricoverata in una casa di riposo. E’ molto malata, e lo è da molto tempo, assume medicinali per Alzheimer avanzato e molti altri — ma è peggiorata progressivamente. Le è appena stato amputato un dito del piede, e ha contratto la polmonite da aspirazione in ospedale. Ora, di ritorno al ricovero — ci è stato ‘detto’ di non darle liquidi (specialmente acqua) con una cannuccia, solo conun cucchiaio. Alla mamma è venuta un’avversione agli utensili e come risultato si alimenta poco o niente. La cannuccia è l’unico modo con cui prende sostanze, e neanche molte. La casa di riposo ci ha ‘combattuti’ in modo consistente con politiche  e regolamenti che ci sembra compromettano il benessere di nostra madre. Mio padre ha anche paura di andar nelle ‘grane’ se non facciamo le cose a modo ‘loro’. Non abbiamo nemmeno comunicazione col suo medico, e i piani di cura e le medicine sono stati ordinati e cambiati senza che ne sapessimo nulla o senza prima venir consultati. Ora alcuni di noi vogliono togliere tutte le medicie e alcuni no, quindi la famiglia si sta dividendo. La maggioranza di noi sente che lei debba avere qualunque cosa voglia, in qualunque modo, e quando lo voglia. Secondo le ‘loro’ regole — quando la mamma si sveglia e io sono lì e voglio darle dell’acqua — non posso — perchè lei è sulla loro ‘lista di chi si strozza’ e dobbiamo essere nella sala pranzo davanti alle infermiere e al personale. Quindi si suppone che la facciamo alzare e vestire e tutto  per la sala da pranzo oppure che chiamiamo qualcuno e aspettiamo che venga a darle dell’acqua? La sua lingua è disidratata e le sue labbra incollate e io non posso dare a mia madre dell’acqua? La mamma è stata in tormento mentale per la maggior parte del tempo ma ora è calma, anche se è quasi sempre apatica. Il suo ‘momento’ potrebbe arrivare presto ma è attaccata alla vita con resilienza incredibile. Il suo piccolo corpo è così fragile. E’ così duro e triste essere testimoni che la sua vita vada avanti in  questo modo. Vogliamo solo che sia felice e vogliamo darle qualsiasi cosa di cui abbia bisogno, ma non siamo tutti d’accordo su quale sia il meglio per lei. Ho chiesto aiuto a Dio ma non sono riuscito a trovare il modo ‘giusto’ per agire. Abbiamo chiesto aiuto ad ospizio, casa di riposo, preti, amici, riunioni familiari, ai media e a gruppi di avvocati. Ma non riusciamo a giungere ad alcuna conclusione o accordo su quale sia il meglio per nostra madre. Per favore dacci il tuo contributo. Grazie Neale! Con affetto, Tony Neale Risponde