Come pregare

Una Nota da Neale…

Ricevo molte lettere ed email dove mi viene chiesto quale sia il modo migliore per affrontare spiritualmente le crisi in atto nel mondo. Io dico a tutti, semplicemente… pregate.

Pensando a ciò, mi sono trovato a  ritornare sul testo del Libro Uno di Conversazioni con Dio, per avere un promemoria di ciò che aveva da dire sulla ‘preghiera’. Ecco cos’ho trovato:

Non avrai quello che chiedi, né puoi avere qualsiasi cosa tu voglia. Questo perché la tua stessa richiesta è una dichiarazione che ti manca qualcosa, e il tuo dichiarare di desiderare questo qualcosa funziona soltanto nel senso di dar luogo a quella precisa esperienza: il senso della mancanza, nella tua realtà. La preghiera corretta non è mai perciò una preghiera di supplica, ma una preghiera di ringraziamento.

Quando ringrazi Dio in anticipo per quello che scegli di sperimentare nella tua realtà, tu, di fatto, riconosci che ciò esiste… in effetti. La riconoscenza è perciò la dichiarazione più potente nei confronti di Dio; una affermazione di come, ancor prima che si chieda, Io ho risposto. Perciò, non bisogna mai supplicare. Ma apprezzare.

La gratitudine non può rappresentare un mezzo tramite il quale manipolare Dio; un espediente con cui farsi beffe dell’universo. Non si  può mentire a se stessi. La tua mente conosce la verità dei tuoi pensieri. Se stai dicendo: «Grazie, Dio, per questo e per quest’altro», mentre nel frattempo ti è molto ben chiaro che tutto ciò non è presente nella tua attuale realtà, non puoi aspettarti che Dio sia meno consapevole di quanto lo sia tu, e che perciò lo metta in atto per te. Dio sa quello che tu sai, e quanto tu sai è ciò che appare come la tua realtà.

Il modo in cui essere grati per qualcosa che  non c’è è la fede. Se hai soltanto tanta fede quanta equivale a un seme di  senape, riuscirai a muovere le montagne. Giungerai a sapere che esiste perché Io ho detto che esiste, perché sono stato Io a dirlo; ancora prima  che tu formulassi una domanda ho risposto; perché ho detto e l’ho detto a te in ogni concepibile modo, per mezzo di ogni maestro tu possa nominare, che qualsiasi cosa tu scelga, scegliendola in Mio Nome, così sarà.

Nessuna preghiera, e una preghiera non è niente più di una fervida dichiarazione di ciò che è in tal modo, resta inascoltata. Ogni preghiera – ogni pensiero, ogni dichiarazione – è creativa. Secondo il livello in cui viene con fervore considerata una verità, a quel livello verrà resa manifesta nell’esperienza.

Quando si dice che una preghiera è stata esaudita, quanto è in realtà accaduto è che il pensiero, la parola o il sentimento albergato con il più grande fervore è diventato operativo. Eppure dovresti saperlo – e qui sta il segreto, è sempre il pensiero dietro il pensiero, quello che si potrebbe definire il Pensiero Promotore, a rappresentare il pensiero che domina.

Perciò, se preghi e supplichi, c’è una minore possibilità che tu sperimenti quanto pensi di aver scelto, perché il Pensiero Promotore dietro ogni supplica è che non possiedi adesso quello che desideri. E questo Pensiero Promotore diventa la tua realtà.

Il solo Pensiero Promotore capace di prevalere su questo pensiero è  quello riposto nella fiducia che Dio esaudirà qualsiasi cosa venga chiesta, senza fallo. C’è chi possiede una fede del genere, ma ad averla sono in pochi.

Il procedimento della preghiera diventa assai facile quando, invece di dover credere che Dio dirà sempre “sì” a ogni richiesta, una persona si rende conto grazie all’intuito che la richiesta stessa non è necessaria.  Allora la preghiera è una preghiera di ringraziamento. Non è affatto una richiesta, bensì una dichiarazione di gratitudine per quello che è com’è.

Quindi diciamo tutti una preghiera di ringraziamento oggi. Ecco la mia:

Grazie Dio perchè ci aiuti a capire che questo problema è già stato risolto per noi. Grazie per la pace che prevarrà, e per la perfezione del processo che porta a quella pace. Grazie per la consolazione di sapere che Andrà Tutto Bene nella Storia dell’Umanità, e che ogni creatura vivente alla fine tornerà a stare nella Perfezione Stessa, nel paradiso che è la Presenza della Divinità in, come, e attraverso noi, completamente ed assolutamente, per sempre e in eterno.

Vi invio luce e amore…

Neale

Domanda & Risposta

Libero arbitrio? Davvero?

Caro Neale…

Ho 82 anni e sono reduce da un intervento all’anca. Nel Libro Uno di CcD come riesci a riconciliare: a) puoi rivolgerti a Dio per aiuto e conforto, e b) Dio ti mette al posto di guida? Il primo punto parla di chiedere a Dio di soddisfare i bisogni. Il secondo sottintende che Dio sia un osservatore, visto che ci ha dato il dono del libero arbitrio.

Affettuosi saluti, Soli

Neale Risponde

Qui ci sono le  mie risposte, Soli, al meglio che posso fare…

1. Il fatto che Dio ci metta al posto di guida non esclude affatto la possibilità di rivolgerci a Dio per essere confortati o di chiedere a Dio di soddisfare i nostri bisogni. I miei  stessi genitori hanno messo ME al “posto di guida” quando sono cresciuto e ho lasciato casa. Ero sicuramente responsabile della mia vita, senza dubbio. Ma questo non mi ha fatto smettere di rivolgermi ai miei genitori se e quando avevo bisogno di aiuto. E non ha fatto smettere a loro di darmene.

2. Il primo punto parla di chiedere a Dio di soddisfare i nostri bisogni, e hai ragione, il secondo punto implica che Dio ci ha dato il libero arbitrio. Di nuovo, il fatto che abbiamo il libero arbitrio, e che creiamo la nostra realtà, non significa che non possiamo o non dovremmo chiedere aiuto a Dio in questa creazione.

Quando mi rivolgo a Dio, so che mi sto rivolgendo a Quell’Aspetto di Me Più Elevato, di cui sono una parte. E’ come se fossi io, che mi rivolgo a me stesso. Parlo sempre a me stesso quando perdo le chiavi… o quando cerco di ricordare qualcosa… o quando voglio che quel dannato semaforo diventi verde. Quindi questa è la stessa cosa — pregare è la stessa cosa — tranne che sto parlando col mio Sé Più Elevato.

Sto parlando a Dio — e questo è come io personalmente concepisco Dio. Penso a Dio semplicemente come ad una parte del mio Sé Più Elevato. Penso che Dio sia COSI’ grande da essere parte del Sè Più Elevato di OGNUNO, e, se è per questo, di ogni COSA.

Amo il fatto di poter avere una reale amicizia con Dio (vedi il libro Amicizia Con Dio), perchè significa solo che ho finalmente imparato come amare, ed avere un’amicizia, con me stesso. Con il mio Sé Più Elevato. Con il mio Sé Più Grande.

Quindi  per me non è difficile riconciliare le idee di Dio che soddisfa i nostri bisogni e Dio che ci dà il libero arbitrio e il potere di creare la nostra realtà. Entrambe le cose sono vere. Anche quando uso il mio potere creativo, è sempre Dio che sta facendo la creazione… attraverso me, COME me.

Spero che ciò ti aiuti a far chiarezza su quello che il libro dice in quei punti.

Con tutti i buoni pensieri,

Neale

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