Cosa è ‘Giusto’ e Cosa è ‘Sbagliato’?

Una Nota da Neale Miei cari amici… Uno dei concetti più contorversi nei messaggi di CcD è l’idea che nell’universo di Dio non esista l’assolutamente giusto e l’assolutamente sbagliato. La mente umana lo trova difficile da accettare. Se non esiste l’assolutamente giusto, come facciamo a sapere quando siamo sul sentiero che conduce a Dio? Con quale termine di misura valuteremo il nostro progresso? Con che determinazione sapremo quali dovrebbero essere le nostre azioni in ogni data circostanza? Come faremo a creare le nostre leggi? Cosa costituirà i nostri valori? E come giustificheremo l’inflizione delle nostre punizioni? La difficoltà che alcune persone hanno col messaggio “né giusto né sbagliato” di CcD è che ritengono che il libro dica che dobbiamo eliminare “giusto” e “sbagliato” dal nostro modo di fare le cose, e non vedono come si possa procedere con un qualsiasi tipo di società ordinata se lo facciamo. Riguardo al primo assunto, si sbagliano. Riguardo al secondo, hanno ragione. Non possiamo, dato il nostro attuale stato di evoluzione come specie, avere una società ordinata se abbandoniamo le nostre idee di “giusto” e “sbagliato”. Ma la trilogia CcD non ci chiede di farlo. Non suggerisce nemmeno che sarebbe una buona cosa da provare. In realtà, fa esattamente l’opposto. Suggerisce che ci teniamo stretti i nostri valori, fino a quando vediamo che ci servono. Lì è il punto-chiave. I valori sono valori solo finché sono validi. Una volta in questo paese si pensava che fosse una cosa valida bruciare le streghe sul rogo, e lo facevamo. Da allora, i nostri valori sono cambiati, e non lo facciamo più. Può darsi che spariamo ai medici nelle cliniche dell’aborto, e che giustiziamo gli assassini sulla sedia elettrica, ma non bruciamo più le streghe. Quindi si presume che la nostra società abbia fatto un passo avanti. Il dialogo dice che “ogni atto è un atto di auto-definizione”. E’ esattamente attraverso le nostre scelte su ciò che attualmente riteniamo “giusto” o “sbagliato” che definiamo noi stessi come individui, e come società. Quindi l’affermazione di CcD che “non esiste giusto o sbagliato” non è un motivo per abbandonare i nostri attuali concetti su cosa sia giusto o sbagliato. E’ un argomento perché ci sia chiaro che i nostri concetti sono esattamente questo; i nostri concetti. Rappresentano la nostra idea corrente sulle cose. Questo non ha niente a che vedere con la realtà oggettiva. In altre parole, sarebbe inesatto suggerire che la ragione per cui dovremmo far nostri questi valori è perchè questi sono i valori di Dio. Dio non ha valori. Nel senso che Dio pensi che una linea d’azione sia “giusta” e un’altra “sbagliata”, Dio non ha valori. Non ha preferenze in materia. Lei non siede in giudizio dicendo “Hai fatto questo, e io volevo che tu facessi quest’altro, quindi ora devi essere punito”. Ripetutamente, CcD afferma che “il tuo volere è il volere di Dio”. Questo per molte persone è difficile da accettare. Significa, quasi letteralmente, che puoi fare qualsiasi cosa tu voglia, senza recriminazione da parte del Signore. Quello che dobbiamo fare per dare un senso al messaggio di CcD “non esiste giusto o sbagliato” è decidere di smettere di usare la forza (economica, spirituale, fisica, emotiva) nel nostro tentativo di far accettare e adottare agli altri il nostro punto di vista sulle cose. Ciò che ora ci permette di usare questa forza, e di farlo impunemente, è il nostro pensiero che, dopo tutto, “la ragione è dalla nostra parte”, e quindi siamo giustificati in qualsiasi cosa facciamo per farlo vedere agli altri. E vediamo di esser chiari su qualcosa, o altrimenti anche questa discussione andrà ad impantanarsi nel fraintendimento. La ragione per non usare la forza non è che usare la forza sia “sbagliato”. La ragione per smettere di usare la forza è che non funziona. La guerra non funziona. Combattere e uccidere non funziona. Il ricatto economico non funziona. Non per una società che dice di voler vivere in pace ed armonia. CcD, Libro 3, puntualizza che gli Esseri Altamente Evoluti (EAE) che vivono in civilizzazioni avanzate sono diversi dagli esseri umani in due modi. Primo, osservano ciò che è, e, secondo, fanno ciò che funziona. Nella maggior parte degli umani, osservare ciò che è e dire la verità su di esso, non è comune, e fare ciò che funziona è anche più raro. Il punto qui è che gli EAE non hannno un sistema di valori basato su concetti artificiali come “giusto” o “sbagliato”, ma piuttosto su ciò che “funziona” e ciò che “non funziona” per la loro salute, per il loro benessere, per la loro felicità. Se applicassimo qui questa regola empirica, tutto cambierebbe da un giorno all’altro. ∼ Con amore, Neale  

Libero arbitrio? Davvero?

Lettere a Neale Caro Neale… Ho 82 anni e sono reduce da un intervento all’anca. Nel Libro Uno di CcD come riesci a riconciliare: a) puoi rivolgerti a Dio per aiuto e conforto, e b) Dio ti mette al posto di guida? Il primo punto parla di chiedere a Dio di soddisfare i bisogni. Il secondo sottintende che Dio sia un osservatore, visto che ci ha dato il dono del libero arbitrio. Affettuosi saluti, Soli Neale Risponde Qui ci sono le  mie risposte, Soli, al meglio che posso fare… 1. Il fatto che Dio ci metta al posto di guida non esclude affatto la possibilità di rivolgerci a Dio per essere confortati o di chiedere a Dio di soddisfare i nostri bisogni. I miei  stessi genitori hanno messo ME al “posto di guida” quando sono cresciuto e ho lasciato casa. Ero sicuramente responsabile della mia vita, senza dubbio. Ma questo non mi ha fatto smettere di rivolgermi ai miei genitori se e quando avevo bisogno di aiuto. E non ha fatto smettere a loro di darmene. 2. Il primo punto parla di chiedere a Dio di soddisfare i nostri bisogni, e hai ragione, il secondo punto implica che Dio ci ha dato il libero arbitrio. Di nuovo, il fatto che abbiamo il libero arbitrio, e che creiamo la nostra realtà, non significa che non possiamo o non dovremmo chiedere aiuto a Dio in questa creazione. Quando mi rivolgo a Dio, so che mi sto rivolgendo a Quell’Aspetto di Me Più Elevato, di cui sono una parte. E’ come se fossi io, che mi rivolgo a me stesso. Parlo sempre a me stesso quando perdo le chiavi… o quando cerco di ricordare qualcosa… o quando voglio che quel dannato semaforo diventi verde. Quindi questa è la stessa cosa — pregare è la stessa cosa — tranne che sto parlando col mio Sé Più Elevato. Sto parlando a Dio — e questo è come io personalmente concepisco Dio. Penso a Dio semplicemente come ad una parte del mio Sé Più Elevato. Penso che Dio sia COSI’ grande da essere parte del Sè Più Elevato di OGNUNO, e, se è per questo, di ogni COSA. Amo il fatto di poter avere una reale amicizia con Dio (vedi il libro Amicizia Con Dio), perchè significa solo che ho finalmente imparato come amare, ed avere un’amicizia, con me stesso. Con il mio Sé Più Elevato. Con il mio Sé Più Grande. Quindi  per me non è difficile riconciliare le idee di Dio che soddisfa i nostri bisogni e Dio che ci dà il libero arbitrio e il potere di creare la nostra realtà. Entrambe le cose sono vere. Anche quando uso il mio potere creativo, è sempre Dio che sta facendo la creazione… attraverso me, COME me. Spero che ciò ti aiuti a far chiarezza su quello che il libro dice in quei punti. ∼ Con amore, Neale

Come aiutare gli adolescenti che sono ‘alla deriva’?

Lettere a Neale Caro Neale… Come posso aiutare spiritualmente la mia inquieta nipote adolescente? Stiamo avendo un bel problema, essendo lei coinvolta in un culto potenzialmente dannoso. Sono una tua devota lettrice e amo tutto ciò che scrivi e conosco nel mio cuore e nella mia anima la verità di cui scrivi. Voglio usarla per mostrarle come ritrovare se stessa. E’ in tutti noi, e ho bisogno di più indicazioni. Le cure mediche non hanno funzionato. E’ la sua anima. Per favore aiutami. Grazie. Dawn Neale Risponde Cara Dawn… Grazie per avermi scritto. La tua nipote adolescente sta attraversando un periodo molto tipico della sua età: la lotta per l’identità individuale. Ironicamente, molte persone giovani lottano per raggiungere un’identità individuale unendosi ad un GRUPPO. Ciò perché il gruppo dà loro un’identità oltre all’identità che si sono portati in giro per anni dalla famiglia d’origine — che riconoscono non come la LORO identità, ma come un’identità che è stata, in un certo senso, forzata. I giovani faranno qualsiasi cosa per togliersi di dosso questa identità (anche se finiranno col cercare di ritrovarla e col sceglierla di nuovo quando arriveranno ai 30 anni!). Unirsi ad un gruppo che sia distante, in termini di credenze, dalla famiglia d’origine del giovane, è uno dei modi più veloci per realizzare, in realtà,  due scopi: 1) creare una nuova identità; e 2) avere ancora una “famiglia”. In questo caso, il gruppo sostituisce la famiglia, e gioca lo stesso ruolo nella vita del giovane dandogli un senso di appartenenza, la sensazione di aver intorno persone solidali, e la percezione di non essere solo al mondo. Nessuno vuole essere solo al mondo. Tuttavia i giovani vogliono “allontanarsi” dall’identità che è stata data loro (che la volessero o meno) dalla nascita. Ciò è buono e giusto, poiché ognuno deve infine trovare se stesso, e anche se ritorneranno all’identità della loro famiglia d’infanzia, lo faranno per scelta, non per caso, e ciò farà tutta la differenza. Quindi la prima cosa che puoi fare per aiutare tua nipote in questo periodo difficile è capire esattamente cosa sta succedendo. Questo è un periodo che lei deve attraversare, per poter diventare una persona nel pieno potere di sé. Quindi, qualsiasi cosa tu faccia, consiglio a te e agli altri intorno a lei di non farla sentire “sbagliata” per quello che sta facendo o per come si sta comportando. Piuttosto, incoraggiatela. Invitala a guardare profondamente, molto profondamente, ciò che sta facendo, e perché. Invitala a porsi due domande: E’ questo ciò che io sono? E… E’ questo il massimo e il meglio che io riesco ad essere? Poi, invitala a farsi altre due domande. Dille che sono le domande-chiave della vita. Non ci saranno mai due domande più importanti di queste. Eccole: Dove sto andando? Chi viene con me? ORA… Dawn… e questo è estremamente importante… di’ a tua nipote “Amore, queste due domande che ti ho appena dato non devono MAI ESSERE FATTE NELL’ORDINE INVERSO. Devi prima fare e rispondere alla prima domanda. Se inverti l’ordine e fai per prima la seconda domanda finirai per andare dove vai nella vita per via della compagnia che hai, invece di avere la compagnia che hai per via di dove stai andando.” Non è una questione di poco conto. Le persone che decidono per primi i compagni, prima di decidere la direzione, spesso non scelgono mai una vera direzione per se stessi, o, se lo fanno, spesso non arrivano mai a seguire la propria direzione interiore e i propri sogni perché le persone con le quali stanno viaggiando nella vita non creano lo spazio perché ciò accada. Allora invita tua nipote a porsi queste domande, Dawn. E, ovviamente, fai tutto ciò che puoi per assisterla a livello spirituale. Mandale buone energie ogni giorno. Includila nelle tue preghiere e meditazioni. Potresti anche scriverle una breve annotazione, o inviarle un biglietto, con pensieri incoraggianti ed accoglienti… “Sei Speciale”, “Sei Straordinaria”…, ecc. Infine, potresti trovare una fantastica idea parlare a tua nipote di Conversazioni con Dio per i GIOVANI, il libro CcD per le persone più giovani. Questo testo include domande e risposte riferite direttamente alla vita quotidiana degli adolescenti. Ti auguro del bene, Dawn, e grazie ancora per avere scritto. ∼ Con amore, Neale

Cosa è vero riguardo al nostro mondo?

Lettere a Neale Caro Neale… Non ti sto scrivendo come ad un’autorità di tutto nel mondo. Ma mi rendo conto che grazie alle tue esperienze con dio/dea potresti avere una prospettiva migliore della mia. Ho appena finito di leggere le profezie di Nostradamus e l’autore di Salvato dalla Luce, Dannion Brinkley. Ciò che mi preoccupa è che entrambe le loro predizioni sono simili e tu hai accennato alla stessa cosa nel tuo libro. Questi sono davvero i tempi finali? Esiste davvero un Anti-Cristo che proverà a dominare il mondo? Queste predizioni fanno paura, ma allo stesso tempo mi rendo conto che non possiamo essere spaventati, abbiamo scelto noi di essere qui in questo momento per sperimentare questo. Tutti dicono che l’unica cosa da fare sia preparare il proprio spirito e la propria anima e centrarsi con Dio all’interno. Ma come, solo con la meditazione e la preghiera? In sostanza, penso che ti sto chiedendo cosa possiamo fare per prepararci per gli imminenti tempi di cambiamento. Con amore, Penny Neale Risponde Mia cara Penny… Mi rattristano questi pensieri che continuano ad emergere sul come il mondo che conosciamo stia per finire. La fine del mondo è stata predetta dall’inizio dei tempi. E il mondo potrebbe benissimo finire tra qualche tempo… o sicuramente la vita come la si vive ora potrebbe cambiare sorprendentemente e sensibilmente. Ma la domanda di fronte a noi non dovrebbe essere, oh mio Dio, cosa sta per succedermi? E al mondo? Ma piuttosto, come posso usare questo momento attuale per diventare la personificazione della più splendida versione della più grandiosa visione che io abbia mai avuto di me stesso? Come posso guarire me stesso e guarire il mondo? Cosa posso fare di buono in questo momento per portare al mondo più amore, più luce, più consapevolezza, più comprensione, più accettazione incondizionata? Come posso toccare la parte di me che è toccata in ogni momento da Dio? Ciò che accade su questo pianeta avviene al di fuori della coscienza collettiva. E’ il prodotto della realtà congiunta condivisa da tutti. Questa realtà congiunta è modellata, formata, creta in parte da te, ogni ora, ogni giorno. I pensieri sono cose, e puoi usarli per cambiare le cose che sono state create da altri pensieri che ti hanno preceduto. La tua domanda su Nostradamus e Brinkley suggerisce che siamo su una rotta di collisione che non posssiamo evitare; che il nostro destino è predeterminato. Ma ti dico questo: niente è predeterminato nella mente di Dio, poiché la mente di Dio è la tua mente, che pensa ciò che la tua mente sta pensando in questo momento. La tua, la mia, e quella di ciascun altro. Sono i nostri pensieri, le nostre idee, le nostre decisioni, le nostre determinazioni che creeranno e creano la nostra Realtà. Questo è il messaggio più grande di Dio: tu crei la tua realtà. Nessuno lo recepisce. Nemmeno i cosiddetti “new-age”. Se lo recepissero, non farebbero domande del tipo “Sono vere le predizioni sui tempi della fine?”. Domanderebbero “Cosa scelgo ora di fare di fronte a tutti i pensieri del mondo su questo argomento?”. Poi risponderebbero alla domanda, non la farebbero e basta, aspettando la risposta di qualcun altro. Tu, amica mia, non hai bisogno della mia opinione sull’argomento. Sai già tutto quello che devi sapere sull’amore, sulla pace, sull’armonia, sull’onestà e l’integrità, la gentilezza e la bontà, la pace, e, si, anche su Dio. Semplicemente comportati come se lo sapessi. Fai di ogni giorno, di ogni momento, un monumento vivente a ciò che già sai di queste cose; una testimonianza vivente di ciò che hai deciso su queste cose; una dimostrazione vivente di Chi Sei Davvero. Mia meravigliosa Penny, fai quello che sei. Fai cose amorevoli, gentili, affettuose, pacifiche, onorevoli, guaritrici. Ogni giorno. Ovunque tu vada. Con ogni persona di cui tocchi la vita. Poi, cerca di toccare ancora più vite. E dopo, ancora di più. Mettiti in comunicazione e tocca il mondo, con la tua magnificenza, e la magnificenza della verità di Chi Sei. Di chi siamo tutti. In ogni momento abbiamo la scelta di vivere nell’amore o nella paura. Scegli l’amore adesso, e sempre. Se il mondo come lo conosciamo sta per finire, e allora? Solo una di due cose può accadere: morirai con esso, nel qual caso sarai in un luogo molto migliore di quanto tu abbia mai immaginato; o continuerai a vivere, e sarai nel periodo più eccitante che questo pianeta abbia mai visto. E sarai una dei pochi con una comprensione di tutto quanto è accaduto, di tutto ciò che può accadere, tale da creare un nuovo mondo. Quindi non vivere nella paura, ma nella fede. Fede che qualsiasi cosa il futuro abbia in serbo, sarà perfetta. Le perfette condizioni affinché tu crei la perfetta esperienza di chi e cosa sei davvero. Dio è un Dio amorevole. Niente viene creato, niente, che non sia diretto al tuo Bene Più Elevato. O ci credi o non ci credi. Se ci credi, non c’è niente che io debba dire perché tu senta che tutto va bene. Se non ci credi, non c’è niente che io possa dire. Penny, non pretendo di sapere o avere tutte le risposte. E nemmeno penso lo faccia Nostradamus (per estensione), né Brinkley, né qualcun altro. Tutti i messaggi che riceviamo vengono ricevuti attraverso i filtri della nostra comprensione e delle nostre credenze precedenti. In altre parole, Neale sente ciò che Neale è preparato a sentire, pronto a sentire, allenato a sentire, e predisposto a sentire. Solo tu puoi decidere se ciò che Neale sente dalla sua fonte sia qualcosa vicino alla verità del tuo essere. La stessa cosa vale per il materiale che arriva attraverso Brinkley, o qualsiasi altro. Il mondo potrebbe benissimo venire scosso fino al suo centro nei prossimi cinquant’anni o anche meno. Alcuni dicono il mese prossimo. La questione è, e poi allora? Cosa farai poi? Di che beneficio sarai al resto di noi? A coloro che sono nella paura e nell’angoscia, che tremano nel

Sei co-creatore degli eventi della vita

Una Nota da Neale A volte si dà per scontato non avere il controllo su condizioni, circostanze o eventi esteriori — e so che molto spesso può sembrare così — ma, in realtà, li stai co-creando insieme agli altri nella tua vita — ricordando, naturalmente, il modo in cui usiamo la parola “creare” come sininimo di ricordare. (Quando “crei” le cose, stai in realtà ricordando, o diventando di nuovo consapevole di ciò che è stato, è, e sempre sarà. La tua consapevolezza si espande nel luogo senza confini, al di là dello Spazio e del Tempo, nella spaziosità di tutti i Quando/Dove dell’Esistenza). Hai co-creato la circostanza esterna chiamata ripetizione per poter creare l’esperienza interna chiamata comprensione. E’ per questo scopo che stai co-creando, una per una, tutte le condizioni, le circostanze e gli eventi della tua vita. Per tante persone è una cosa molto difficile da credere. E’ un concetto impegnativo da abbracciare, ed una comprensione trasformativa da accettare. Quando accetti questa comprensione, accetti Chi Sei Davvero. E questa E’ l’Esperienza Sacra. Non ce n’è altra. Quando non accetti questa comprensione, allora non accetti la Verità su Te Stesso, e quindi vivi nella menzogna su di te. La tua intera vita diventa una menzogna, poichè una falsità ne nutre e ne perpetua un’altra. Il passo iniziale verso la Maestria è l’accettazione di questa Verità Divina al primo livello. Se non riesci ad accettare che stai co-creando tutte le condizioni, le circostanze e gli eventi della tua vita, accetta almeno che stai creando l’esperienza che ne hai. Tu, e solo tu, decidi come sentirti al riguardo. Nessun altro può dirti come sentirti riguardo a qualcosa. Questo è sicuramente innegabile. Qualsiasi fattorino può lasciarti un pacchetto davanti alla porta. Ma non può obbligarti a portarlo in casa. E tu non devi farlo se non vuoi. Puoi lasciarlo davanti all’ingresso. Quindi quando una persona ti porta un pacchetto di Rabbia, lascialo davanti all’ingresso. Non portarlo dentro. Decidere come vuoi sentirti riguardo a qualsiasi cosa stia accadendo intorno a te, e poi fare in modo di sentirti così, è il primo passo verso la Maestria. (“Voglio non essere così arrabbiato tutte le volte in cui lei non è pronta per uscire. Voglio rimanere calmo e amorevole e accettare questa parte di lei…” — “Voglio imparare a gestire meglio la delusione. Voglio prenderla in modo filosofico…” — “Voglio smettere di sentrimi ferito quando qualcuno fa del sarcasmo su di me..”). Sono tutti desideri comuni su se stessi. Puoi farli avverare. Ricordati sempre, sempre, sempre: la Tua “esperienza” di qualcosa è il modo in cui ti senti riguardo ad essa. E come ti senti riguardo a qualsiasi cosa è una cosa che puoi controllare (e lo fai, che tu lo sappia o no). Nel mondo della Dualità di Pensiero (che è quello in cui la maggior parte di noi vive), potresti pensare che qualcun altro ti stia “facendo qualcosa”, o che ti sia imbattuto in una condizione esterna apparentemente incontrollabile, con la quale tu non abbia avuto niente a che fare. Una cosa del genere è impossibile, dato che la Dualità non è la Realtà, eppure nel mondo della nostra illusione queste impossibilità possono sembrare molto reali. ∼ Con amore, Neale  

Un altro Padre Nostro?

Lettere a Neale Caro Neale… Dopo aver scritto il tuo libro, The Only Thing That Matters, potrebbe esserci stata la possibilità che Dio cambiasse la preghiera del Padre Nostro in una preghiera che ognuno potrebbe recitare — con ‘male’ sostituito da ‘illusioni’ e ‘perdono’ da ‘comprensione’? Potrebbe magari essere qualcosa tipo: Mio Dio, sono nei Cieli. Santificato è il mio nome. Il mio Regno è arrivato, la mia Volontà è fatta, come in cielo, così in terra. Ogni giorno mi viene dato il mio pane  quotidiano. Sostituisco il Perdono con la Comprensione per i miei Peccati, così come sostituisco il Perdono con la Comprensione per coloro che hanno Peccato contro di me. Guido me stesso nella tentazione allo scopo di allontanare me stesso dalle Illusioni che abbiamo creato. Mio è il Regno, mia è la Potenza e la Gloria nei secoli. Amen. Non sarebbe una grandiosa attuazione di tutti i libri di Conversazioni con Dio, e una dichiarazione di libertà e liberazione dalle illusioni, poter pregare in questo modo? Buona giornata. Marian. Neale Risponde Cara Marian… Amo la preghiera del Padre Nostro esattamente così come ci è stata data originariamente, e la  dico spesso. A volte anche cinque o sei volte al giorno. Ma non sono in disaccordo con quanto hai detto. Anche la tua preghiera è bella. Tutte le preghiere, ovviamente, sono il Padre Nostro (in inglese letteralmente “Preghiera del Signore” – n.d.t.). Cioè, ogni preghiera è felicemente “proprietà” di Dio! La preghiera è una dichiarazione di ciò in cui ognuno di noi crede intensamente. Nel mio mondo va bene chiedere cose a Dio. Io continuo a  credere in un Dio molto personale, e Dio ama che noi chiediamo cose che desideriamo sperimentare — specialmente quando chiediamo sapendo che “prima che tu chieda, Io ti avrò risposto”. Perciò mi piace chiedere a Dio “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, perchè chiedo sapendo che Dio lo avrà già fatto. E mi piace chiedere a Dio “rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Mi fa sentire bene pregare per questo, poiché mi ricorda di perdonare gli altri. Non posso aspettarmi che Dio faccia per me qualcosa che io non sono neanche disposto a fare per gli altri. Ancor meglio (come viene  discusso in The Only Thing That Matters), quando dico queste parole mi viene  ricordato di sostituire ‘perdono’ con ‘comprensione’ — come hai dichiarato anche tu nella tua preghiera. Amo la tua comunicazione, nella preghiera che hai composto, di ciò che ritieni vero. E’ potente e molto dolce, e dice la tua verità. Grazie per averla  condivisa con me. Ti invio l’augurio che tu possa continuare a sperimentare la presenza di Dio in te e attraverso di te tutti i giorni della tua vita. ∼ Con amore, Neale

Cos’è la Crescita Spirituale?

Una Nota da Neale Miei cari amici… Per me la contentezza è un gran posto. Molte persone impiegano tutta la loro vita cercando di essere lì. E quando — o se — raggiungono un luogo di “contentezza” desiderano lasciare che le cose rimangano esattamente lì. Arrivare alla Contentezza è abbastanza per un ciclo di vita. E’ più che abbastanza. E’ davvero un risultato straordinario, e, a dir la verità, la maggior parte della gente non ci riesce. Quindi perché andare avanti? Perché — in un certo senso — non essere “contenti” della Contentezza? Be’, ovviamente, non potete non andare avanti se siete “non contenti” della Contentezza, poiché ciò significa, per definizione, che non avete raggiunto la Contentezza. Quindi la prima cosa che possiamo capire sulla ragione per andare avanti è che non ha niente a che fare con lo stato di Contentezza che in qualche modo non è “abbastanza”. Non ha niente a che fare col bisogno, o con la frustrazione, o con l’insoddisfazione di Chi o Cosa siamo. Se il nostro desiderio di andare avanti con la nostra evoluzione scaturisce da uno di questi sentimenti, allora in realtà potremmo essere andati all’indietro. O, forse, non siamo mai arrivati nel luogo in cui immaginavamo di essere. Quindi il primo messaggio che riceviamo quando raggiungiamo il luogo, nel Viaggio Evolutivo, chiamato Contentezza, è che — come Conversazioni con Dio dice in modo così perfetto — “non c’è alcun luogo dove dobbiamo andare, niente che dobbiamo fare, e nessun modo in cui dobbiamo essere, se non esattamente il modo in cui siamo proprio ora”. Ridotto alla sua essenza, si traduce in in una semplice questione di Auto Accettazione. Ma, per la maggior parte della gente, L’Auto Accettazione non è una questione così semplice. In realtà, può essere la cosa più difficile da raggiungere nella vita. Ecco perché è un risultato così fantastico per un Essere raggiungere uno stato di Contentezza. Ed essere capaci di sostenere un’esperienza del genere è un segno di maestria iniziale. Ma ci sono luoghi più grandi verso i quali un’anima può viaggiare. Ci sono esperienze più grandi da avere nella struttura di una vita. E lo stato di Contentezza non è per niente uno stato di totale risveglio. O, per dirla in altre parole, l’Accettazione di Sé non equivale alla Consapevolezza di Sé. Accettare il tuo Sé così come sei al momento non significa che non esista una versione più grande del tuo Sé che puoi sperimentare. Significa semplicemente che sei soddisfatto del tuo Sé e che non hai bisogno di andare oltre, non hai bisogno di essere “di più”, non hai requisiti auto-imposti o imposti da altri di essere in qualche modo addirittura “migliore”. Significa che hai capito la Nona Illusione degli Umani: La Superiorità Esiste. (Ricorderai Le Dieci Illusioni degli Umani dallo straordinario libro Comunione con Dio: 1. Il Bisogno Esiste 2. il Fallimento Esiste 3. La Disunione Esiste 4. L’Insufficienza Esiste 5. Il Requisito Esiste 6. Il Giudizio Esiste 7. La Condanna Esiste 8. La Condizione Esiste 9. La Superiorità Esiste 10. L’Ignoranza Esiste Le prime cinque sono le Illusioni Fisiche, che hanno a che fare con la vita nel corpo fisico. Le ultime cinque sono le Illusioni Metafisiche, che riguardano la realtà non-fisica, o le idee che hai nella mente). L’idea che la Superiorità Esista può creare nella mente il “bisogno” di sperimentare qualcosa di diverso da quanto stiamo sperimentando proprio ora. Anche questo bisogno è un’illusione. E’ la Prima Illusione degli Umani, è la falsa idea sulla quale si basano tutte le altre false idee riguardanti la Vita. E’ il Primo Errore. E’ il Primo Fraintendimento. E’, in un certo senso, il Peccato Originale. (Ovviamente non esiste una cosa come il “peccato”. Il termine viene qui usato come metafora). Quindi, la Contentezza è uno Stato dell’Essere in cui realizziamo che la Superiorità è un’illusione. E’ impossibile essere superiore a ciò che sei esattamente in questo momento. E’ un altro modo per dire che tutte le cose sono perfette nel mondo di Dio. Dio non ha bisogno di nulla per essere diverso dal modo in cui è proprio ora. Perché, allora, preoccuparsi di cambiare? Perché preoccuparsi di cambiare qualcosa, men che meno il nostro vero sé? La ragione per cambiare La ragione per cambiare è la stessa per fare qualsiasi cosa. Conversazioni con Dio ci dice che esiste un’unica ragione per fare qualsiasi cosa: annunciare e dichiarare, diventare e realizzare, esprimere e sperimentare la successiva più grande versione della più grandiosa visione che abbiamo mai avuto di Chi Siamo. CcD lo riassume in questa frase: Ogni atto è un atto di auto-definizione E’ profondamente vero, e viene compreso da molto poche persone. Viene abbracciato da ancor meno persone. E’ importante qui comprendere che “più grande” non significa in alcun modo “migliore”. Una cosa che è più grande non equivale ad una cosa che è superiore. Significa semplicemente più grande. Nel contesto della frase sopra, tratta da CcD, significa “una più grande versione” della più grandiosa visione che abbiamo mai avuto di noi stessi. Un albero non è “migliore” perché oggi è più grande di quanto lo fosse quindici anni fa. E’ semplicemente cresciuto. Non è diventato “migliore” di quanto lo fosse prima. Non è in alcun modo “più bello” o “più saggio” di quanto fosse quando era una piantina. L’albero non ne sa di più ora di quanto ne sapesse allora. Ma è CRESCIUTO. E’ diventato di più di quanto sia mai stato, fin dall’inizio. Sta semplicemente mostrando più “alberità”. Non è diventato qualcosa di diverso da ciò che era, ma è diventato di più di ciò che era. La ragione perché un umano cambi non è diventare “migliore”, ma semplicemente diventare una versione più vasta di ciò che quell’Essere è già. Questo processo di diventare più grande è il processo di crescita — e la crescita è il processo della Vita stessa. Quindi non potresti fermare il processo, se volessi, senza fermare la Vita stessa, e questo è qualcosa che non puoi

Cos’è una ‘Revisione della Vita’?

Lettere a Neale Caro Neale, Grazie mille per “Accanto a Dio”!! Finalmente le mie esperienze con la morte e i moribondi sono state confermate. Sono stata un’infermiera per 30 anni e ho lavorato con le persone morenti per molti di quegli anni. Essendo presente più e più volte con la gente a questo sacro evento, sono stata testimone di cose notevoli. Ci sono così tante storie che potrei raccontare, ma che non condivido perchè la gente penserebbe che me le sto inventando. Sono stata educata in una casa di genitori atei. Parlare di Dio o di religione provocava la punizione. Mi diplomai alla scuola per infermiere ed il mio primo incarico fu al reparto Oncologico. I pazienti erano lì per curarsi o per morire. In quel periodo non avevo avuto esperienze con la morte o con i morenti, e nemmeno basi spirituali. Era un gran dono essere lì! Lentamente, iniziai a scoprire il miracolo della morte. Mi portò a Dio e alle mie attuali credenze spirituali. Non ho paura della morte e mi emoziona vedere tutte quelle persone amate dall’altra parte. La mia domanda riguarda i passaggi immediatamente dopo la morte. Il primo, come ho capito, è diventare consapevoli di lasciare il corpo e realizzare che la vita è andata avanti. Il secondo è sperimentare qualsiasi cosa crediamo che accada dopo la morte. Nelle mie letture sulle esperienze pre-morte, le persone hanno affermato di aver avuto una revisione della vita, subito dopo la morte. Tutti gli eventi della loro vita gli sono passati davanti, come un film, e li hanno ri-sperimentati dalla prospettiva degli altri. Quindi, se un nostro comportamento ha ferito qualcuno, sentiremo il suo dolore; allo stesso modo, se abbiamo aiutato qualcuno, sentiremo la sua gratitudine. Nelle tue conversazioni, si è parlato della revisione della vita? E’ qualcosa che succede? O succede solo a chi pensa che succederà? Nikki Neale Risponde Cara Nikki, ACCANTO A DIO descrive essenzialmente la stessa esperienza che hai appena descritto. Per favore leggi il capitolo 30. Troverai quanto segue… Immagina adesso una stanza più ampia in cui le parti del murale che hai guardato mentre percorrevi il Tunnel del Tempo sono fissate alle pareti. L’intero murale non è lì, ci sono solo alcune parti, solo le sezioni su cui ti sei concentrato quando hai attraversato il tunnel. Queste immagini, adesso, sono appese alle pareti come in una mostra d’arte, e tu cammini in questa “galleria d’arte” lentamente, esaminando le figure una alla volta. Mentre esamini queste figure a fondo, sperimenti tutto ciò che sta accadendo nell’immagine. Non solo quello che sta succedendo a te, ma anche quello che sta accadendo a tutti gli altri nell’immagine. Queste figure rappresentano ognuno dei momenti della tua vita, e adesso, esaminandole, hai per la prima volta un’immagine completa di tutto quello che accade in ogni momento. Spesso non è quello che hai pensato che succedesse, ed è sempre più di quello che hai immaginato. e dal Cap. 31 …vedi tutto ciò che c’e nella “galleria d’arte”, tutte le esperienze della tua vita, e puoi osservarle oggettivamente come se stessi sfogliando un libro illustrato, o stessi guardando un film o studiando una grande opera d’arte. La studi in ogni particolare, finché non senti di averla capita. Poi passi all’immagine successiva, il momento successivo, il “dipinto successivo”. In questo modo, ti muovi attraverso e attorno a tutta la galleria; ti assicuri di aver visto l’intera collezione. Ogni momento è importante per te, perché ti rendi conto, mentre esamini i singoli momenti della tua vita, che essi sono ciò che hai utilizzato per creare la tua esperienza del Sé, e presto deciderai come desideri ricreare il tuo Sé dal principio. Okay, aspetta un attimo. Sono confuso su un punto. So che è tutta una metafora e non veramente “com’è”– — descrivere “com’è” senza usare una metafora renderebbe virtualmente impossibile la tua comprensione. Capisco. Ma, anche sapendo che questa è una metafora, devo “criticarla” un po’. C’è una cosa che non mi è chiara. Pensavo di aver “riguadagnato” la mia identità quando emergevo dall’Essenza, quando il mio “incontro con Dio” fosse terminato. Altrimenti, come saprei “chi sono”? Lo sai. E allora com’è che posso attraversare questa “retrospettiva della vita” e non sentire niente? Ho fatto delle cose piuttosto orribili, mi dispiace dirlo. Anche delle  cose belle. Com’è che, se ho riguadagnato l’identità che  avevo perso nei primi stadi della morte, non provo nessuna sensazione di tristezza, felicità o sofferenza, al riguardo? Quando il tuo “incontro con Dio” si conclude, tu riacquisti la tua consapevolezza dell’identità limitata che avevi nell’ultima vita, vero, ma non ritorni in quella identità. Anzi, sperimenti il tuo Sé in maniera più ampia, molto più illimitata. Nel Capitolo 31 continuo usando un’analogia per descrivere come è possibile per l’anima subire una tale “revisione della vita” senza provare alcun dolore o disagio mentre guardiamo le “scene” della nostra vita, ma conoscendo totalmente l’esperienza esatta che hanno avuto gli altri come risultato delle nostre scelte, parole, e azioni. Spero che questo ti abbia chiarito  le cose, Nikki. Grazie per avere scritto. Sii benedetta… ∼ Con amore, Neale

La Nuda Verità

Una Nota da Neale… Miei cari amici… Quando ero nel bel mezzo del periodo peggiore della mia vita, continuavo a domandarmi “Perché sta accadendo proprio a me?” Non capivo ciò che capisco ora. La mia consapevolezza non era aumentata. Mi sentivo frustrato. Mi sentivo arrabbiato. Mi sentivo tradito dalla vita stessa. Fortunatamente, ho ascoltato queste sensazioni. Non le ho ignorate. Le sensazioni sono il linguaggio dell’anima. Ci dicono cosa la nostra anima vuole che guardiamo in questo momento. Ci conducono ad una comprensione più grande e più profonda. Sono l’accesso alla saggezza. Sono la saggezza stessa, mascherata con l’abito della nostra illusione. Quando togliamo l’illusione dalla vita che si esprime, l’abito cade, rivelando la nuda verità. E vediamo questa nuda verità come l’aspetto più bello della vita stessa. Questa stessa esperienza accade nella vita fisica quando vediamo il corpo nudo degli umani. Continuiamo a cercare di migliorare il nostro corpo rivestendolo con tutti i tipi di abbigliamento. Eppure, alla fine, tutti questi abiti non fanno altro che coprire la bellezza di chi siamo, non migliorarla. Pensiamo di coprire ciò di cui dovremmo vergognarci. Ma in effetti stiamo coprendo ciò che dovremmo totalmente celebrare. Giudichiamo noi stessi per essere troppo grassi o troppo magri, per essere troppo questo o troppo quello. Eppure, attraverso gli occhi di Dio, siamo straordinariamente belli esattamente così come appariamo. Quando stiamo nella nostra nudità, riveliamo al mondo la nostra vera bellezza. Ecco perchè gli amanti non sono mai così entusiasti della vita come quando stanno nudi l’uno di fronte all’altro. E’ la stessa cosa con la saggezza. E’ più emozionante quando viene rivelata come nuda verità. E questo accade quando lasciamo cadere le vesti della nostra illusione. Nella vita ho imparato che vivo in un mondo pieno di illusioni. Non mi è mai stato così chiaro come nello straordinario libro Comunione con Dio. Voglio subito dirvi che se non lo avete letto vi state perdendo qualcosa di estremamente importante in termini di comprensione totale della cosmologia di Conversazioni con Dio. Comunione con Dio è il libro singolo più esplicativo della serie di libri Con Dio, riguardo all’illusione degli umani. Nessun altro libro ci ha mai dato più intuizioni su come riconoscere l’illusione e su come allontanarsene. Nessun altro libro ci ha detto di più su come  vivere con l’illusione e non all’interno di essa. Non abbiamo mai ricevuto dati che più chiaramente di così ci rivelassero come usare l’illusione della vita anziché esserne ab-usati. Quindi, in assoluto, se non avete letto Comunione con Dio, pensando di aver già letto tutto ciò che avevate bisogno di leggere nella serie Con Dio, o che gli ultimi libri ripetano semplicemente ciò che hanno già detto i libri precedenti, trovate una copia e leggetela. Scoprirete che contiene nuove e ricche spiegazioni dei misteri più profondi della vita. Nel mio personale viaggio ho scoperto che una volta capite le illusioni della vita, le Dieci Illusioni degli umani come vengono descritte in Comunione con Dio, tutto è cambiato. Il modo in cui percepivo la vita stessa è cambiato quando la mia consapevolezza si è espansa. Sono così potuto ritornare a Conversazioni con Dio e capire più ampiamente l’insegnamento che pensiero, parola e azione sono i tre livelli della creazione. Ho potuto vedere come, nella mia vita, moltissimi effetti esteriori venivano creati dai pensieri che io formulavo. Poi ho capito che anche ciò che dicevo nasceva dai miei pensieri, e che ciò che facevo nasceva sia dai miei pensieri che dalle mie parole. Prima arrivava il pensiero, poi la mia espressione di esso attraverso le parole, e poi ne arrivava la mia esperienza attraverso le azioni. Spesso i miei pensieri, parole ed azioni non sono in allineamento. E’ qualcosa che ho osservato più volte nella mia vita. Cioè, posso pensare una cosa, e dirne un’altra, o posso dire qualcosa, e fare qualcos’altro esattamente all’opposto. Solo quando i miei pensieri, parole ed azioni sono in allineamento, ed esprimono tutti la stessa idea, producono manifestazioni nella mia vita fisica nel modo più potente. Nel caso in cui questi tre aspetti della creazione divina non siano in allineamento, mi rendo conto di creare a singhiozzo. Le manifestazioni nella mia vita sono incomplete, o alla meglio sono temporanee. Questo succede perchè sto pensando una cosa e dicendone un’altra, o sto dicendo una cosa e facendone un’altra, o sto pensando una cosa e non sto facendo ciò che sto pensando, o sto dicendo qualcosa e non sto pensando a ciò che sto dicendo, o in un modo o nell’altro sono sconnesso dal mio Sé. Nella mia vita ho inoltre imparato ad esaminare tutti e tre questi strumenti della creazione poiché sono molto potenti. Ho imparato a guardare attentamente ciò che sto pensando — come direbbero certi filosofi, penso a ciò che sto pensando. Ho imparato a parlare di ciò di cui sto parlando. Quando parlo di ciò di cui sto parlando, che è qualcosa che sto facendo proprio qui mentre scrivo, allora vedo più chiaramente di cosa sto parlando. E quando penso a ciò che sto pensando, vedo più chiaramente a cosa sto pensando. E quando faccio qualcosa  riguardo a ciò che sto facendo, vedo più chiaramente cosa sto facendo. Quindi uso gli strumenti della creazione per ritornare sulla creazione stessa e per creare ciò che sto creando. Quando inizio a diventare consapevole che sto creando ciò che sto creando, invece di creare inconsapevolmente, allora mi sono mosso nella vita con ciò che chiamo Nuova Consapevolezza. E’ ciò a cui ci si riferisce nella società contemporanea come movimento della consapevolezza. Riguarda la coscienza ampliata. Riguarda la consapevolezza ampliata. Quando cioè mi sposto al secondo livello di consapevolezza, e divento consapevole di ciò di cui sono consapevole. Allora lo strumento più potente che potrei dare a qualcuno  e la  cosa più importante che potrei dire a qualcuno nei miei commenti su questa dichiarazione di verità da Conversazioni con Dio è questo: Pensa a ciò a cui stai pensando, parla di ciò di cui stai parlando, fai qualcosa che

Dovrei portare a termine la gravidanza?

Lettere a Neale Caro Neale… La mia situazione è urgente, quindi spero tu riceva in tempo la mia lettera. Sono madre di 5 bambini, esseri fantastici, sono sposata col mio migliore amico da 20 anni. Stiamo finalmente realizzando insieme la nostra stabilità economica e stiamo per trasferirci a Seattle per imbarcarci in una nuova avventura con la famiglia. Bene, ho pensato a come sarebbe avere un altro  figlio. Solo uno ancora, e sarebbe l’ultimo. Be’, si è esaudito il mio desiderio, e sono incinta di 7 settimane. Ciò che non mi aspettavo era di dover affrontare contemporaneamente il cancro al seno. Quando ho scoperto di essere incinta mi è stato fatto l’esame per il cancro al seno poiché c’era un cambiamento nel mio seno destro. La mia salute va bene, ma ci sono state complicazioni col mio ultimo figlio che renderanno difficile portare in grembo un altro bambino senza disagi. Dopo molte settimane di ripensamenti ho preso un appuntamento per interrompere la gravidanza e ora sono così combattuta da non riuscire a pensare con lucidità. Questa gravidanza ha già il suo costo, sto male quasi sempre, i bambini mi impegnano e anche se mio marito è stato un angelo e si è preso carico di tutto, ho la sensazione di deluderli tutti. Mi sembra di essere egoista nel sacrificare me stessa e il loro benessere. Non so cosa fare, Neale. Sto cercando un consiglio. Grazie mille! Amore e luce. “S” (nome omesso per garantire la privacy). Neale Risponde Mia Cara “S”… Non so se la mia risposta ti sia arrivata in tempo o meno. In ogni caso, penso sia utile dare un’occhiata ad alcuni messaggi fondamentali da Conversazioni con Dio. Primo, non esiste qualcosa di Giusto o Sbagliato. Secondo, non esiste qualcosa che Dio voglia, necessiti, esiga o ci richieda come esseri umani. Terzo, non esiste autorità al di fuori di te stessa che sia più grande dell’Autorità Interiore. Quarto, la morte non esiste… e nessuna Anima si muove nell’esperienza che chiamiamo “morte” in un momento o in un modo che non sia di sua scelta. Quinto, lo scopo della vita è di ricreare te stesso daccapo nella prossima più grande versione della più elevata visione che tu abbia mai avuto di Chi Sei. Voglio suggerirti di fare ciò che puoi per connetterti con la tua Anima in questo momento. Chiedi alla tua Anima… perchè questa situazione sarebbe stata creata per me? Perchè l’Anima del mio bambino non-nato avrebbe acconsentito a partecipare a questo momento e a questa esperienza? Chiedi a Dio di aiutarti a trovare un luogo di pace nella tua decisione finale. Mi viene in mente che potresti voler fare ciò che è meglio per i bambini che hai già, e per tuo marito, così come per te stessa. Inoltre, sarei curioso di sapere cos’hanno detto i dottori sull’opportunità e sulla fattibilità di una gravidanza in queste condizioni. Non posso consigliarti qui in modo specifico, poiché ogni Anima deve rispondere individualmente e da un luogo di Libero Arbitrio alle condizioni e circostanze a cui si trova di fronte. Ma questo è ciò che posso dirti: la tua volontà è davvero libera. Dio non ti punirà nè condannerà per una decisione o un’altra. Non puoi ferire o danneggiare Dio, e nemmeno puoi “offenderlo” in alcun modo. Allo stesso modo non puoi danneggiare od offendere alcuna Anima. Tutte le cose che succedono nell’esperienza di ogni Anima vengono create in collaborazione con tutte le anime, e non succede niente nella vita di un’Anima che sia contro la sua volontà. Una cosa del genere sarebbe impossibile, visto chi e cosa è l’Anima: un’individuazione della Divinità. Di conseguenza, tutte le anime devono avere uno scopo per  tutte le esperienze che stiamo creando in collaborazione. Ogni Anima sa qual è lo scopo, e qual è il beneficio in opportunità ed evoluzione. Ad esempio, è possibile che un’Anima possa cercare di avere l’esperienza di rinunciare ad una particolare vita umana (tutte le Anime hanno un numero infinito di vite) per portare beneficio alla vita di un altro? Come lo farebbe, se lo volesse? Be’,  ci sono molti modi — ed un modo potrebbe essere di venire nella  fisicità per un breve periodo, e poi lasciare la fisicità per beneficiare un altro. O, magari, altri. Le anime sono in grado di prendere accordi con ciascun’altra con lo scopo di creare le perfette condizioni perchè avvenga questa esperienza? Per favore sia chiaro qui, amica mia, che non sto in alcun modo affermando che tutto ciò riguardi la tua esperienza attuale. Non ho modo di sapere con assoluta sicurezza il programma di ogni singola Anima, e non insinuerei mai che lo faccio. Devi prendere in considerazione la tua attuale situazione tra te, la tua Anima, e Dio. Ti mando la pace e la benedizione di Dio. ∼ Con amore, Neale