Dio diffama i sensitivi?
Lettere a Neale Caro Neale… recentemente ho ascoltato il Libro 3 dove Dio dice che fare i medium e canalizzare l’altra parte è piuttosto fraudolento ed inutile. Io sono stata una medium per più di 30 anni, genuina, onesta e convinta di portare un servizio utile e spesso senza prezzo alle persone che hanno perso i loro cari e hanno bisogno di conforto, di sicurezza della vita dopo la morte, e di sapere che i loro cari sono sempre con loro. Perchè la mia canalizzazione di queste informazioni è così terribile? Tu hai canalizzato Dio, e anch’io sto facendo lo stesso, se Dio è tutti noi, vivi o morti, allora perchè lui diffama ciò che faccio? Debbie Neale Risponde Cara Debbie… Non so quale libro tu abbia ascoltato in cui si dicesse che “fare i medium e canalizzare l’altra parte è piuttosto fraudolento ed inutile”, ma certamente non era il terzo libro di Conversazioni Con Dio. In questo libro Dio dice che la canalizzazione può essere molto utile — e si spinge anche oltre dicendo alle persone di non “imbrogliare” un sensitvo o un medium quando fa il suo lavoro. Vediamo cosa dice esattamente CcD3 sull’abilità psichica, e sui canali e i medium, ok? “Ci sono tre regole dei fenomeni psichici che ti permettono di comprendere come lavora il potere psichico. Vediamole: 1. Tutto il pensiero è energia. 2. Tutte le cose sono in movimento. 3. Tutto il tempo è ora. I sensitivi sono persone che si sono aperte alle esperienze che questi fenomeni producono: vibrazioni. A volte sotto forma di immagini nella mente. A volte un pensiero sotto forma di parola. I sensitivi diventano esperti nel sentire queste energie.” Bene, niente di denigratorio qui. Vediamo cos’altro dice CcD3 sull’argomento… “Per essere sensitivo, devi essere al di fuori della tua mente. Poiché l’intuizione risiede nella psiche. Nell’anima. L’intuizione è l’orecchio dell’anima. L’anima è l’unico strumento abbastanza sensitivo da “cogliere” le vibrazioni più lievi della vita, da “percepire” queste energie, da sentire queste onde nel campo, e da interpretarle.” Bene, niente di denigratorio qui. Hmmm… andiamo avanti… “Un sacco di persone affermano di essere sensitive. Come posso distinguere il vero dal falso? Tutti sono “sensitivi”, quindi tutti sono “veri”. Ciò che vogliamo guardare è il loro scopo. Stanno cercando di aiutare te, o di arricchire se stessi? I sensitivi — i cosiddetti “sensitivi professionisti” — che stanno cercando di arricchirsi, spesso promettono di fare cose con il loro potere psichico — “far tornare un amore perduto”, “portare ricchezza e fama”, addirittura aiutarti a perdere peso! Ti promettono di fare tutto questo — ma solo dietro pagamento. Faranno anche una “lettura” su qualcun altro — il tuo capo, il tuo amato, un amico — e ti diranno tutto su di lui. Ti diranno “Portami qualcosa — una sciarpa, una fotografia, qualcosa scritto da lui”. E riusciranno a dirti qualcosa di lui. Spesso, un bel po’. Poiché tutti lasciano una traccia, un’ “impronta psichica”, una scia energetica. E un vero sensitivo riesce a sentirla. Ma un vero intuitivo non ti proporrà mai di riportarti indietro qualcuno, di far cambiare idea ad una persona, o di creare un qualsiasi risultato utilizzando il proprio “potere” psichico. Un vero sensitivo — uno che ha dedicato la propria vita allo sviluppo e all’uso di questo dono — sa che non si deve mai manipolare il libero arbitrio altrui, e che non si devono mai invadere i pensieri di un altro, e che non si deve mai violare lo spazio psichico di un altro. Un vero sensitivo conosce e vive la Direttiva Primaria. E cioè, se gli chiedi di riportarti un “amore perduto”, o di leggere l’aura di un’altra persona di cui hai il fazzoletto o la lettera, un vero sensitivo ti dirà: “Mi dispiace ma non lo faccio. Non interferirò mai col sentiero di un’altra persona, né mi intrometterò, né vi guarderò dentro.” “Non cercherò in alcun modo di influenzare, dirigere o incidere sulle sue scelte.” “E non ti divulgherò informazioni personali o provate su qualcuno”. Se una persona si offre di fare uno qualsiasi di questi “servizi”, quella persona è ciò che chiameresti “corrotto”, che usa la tua umana debolezza e la tua vulnerabilità per estrapolarti denaro.” Bene, ora, Debbie… cosa ti sembra sbagliato di tutto ciò? A me sembra che tutto questo ci dica solo quale sia un buono standard etico di un sensitivo o di un medium. Con quale parte di quanto sopra non sei d’accordo? Ma aspetta, andiamo avanti e vediamo cos’altro dice CcD3 di tutto questo. “Va bene chiedere ad un sensitivo di contattare i morti? Dovremmo cercare di metterci in contatto con coloro che se ne sono “andati prima”? Perchè dovremmo volerlo? Per vedere se hanno qualcosa da dirci. Se qualcuno “dall’altra parte” ha qualcosa che desidera che tu sappia, stai pur certa che farà in modo che tu lo sappia. La zia, lo zio, il fratello, la sorella, il padre, la madre, il coniuge e l’amante che sono “andati prima” stanno continuando il proprio viaggio, sperimentanto gioia completa, si stanno spostando verso la comprensione totale. Se parte di ciò che vogliono fare è tornare da te — per vedere come stai, o per farti sapere che stanno bene — fidati che lo faranno. Poi, stai attento al segno e “coglilo”. Non liquidarlo come fosse solo la tua immaginazione, una “pia illusione” o una coincidenza. Stai attento al messaggio, e ricevilo. Quindi stai dicendo — per tornare alla domanda originaria — che non dovremmo andare da un sensitivo o ad una seduta spiritica per contattare quelli dall’altra parte? Non sto dicendo che dovresti o non dovresti fare qualcosa. Solo non sono sicuro di quale sarebbe lo scopo. Bene, supponendo che tu avessi qualcosa da dire all’altro, o che ci fosse qualcosa che vuoi sapere? Immagini che potresti dirlo e lui non potrebbe sentirlo? Il minimo pensiero che abbia a che fare con un essere che esiste in quella che chiami “l’altra parte” porta la coscienza di quell’essere a volare da te. Non puoi avere un pensiero o un’idea
Perché devo andare avanti?
Lettere a Neale Neale… Perché la mia vita deve continuare… quando non ho passione per il futuro? Non so più cosa ho da portare come contributo. Posso avere contatti con più vite, e allora? Posso dare il mio denaro, ma quindi? Esther Neale Risponde Mia cara Esther… C’è sempre qualcosa in più a cui contribuire. Ma ecco qualcosa che dovresti sapere: C’è solo una ragione per fare qualsiasi cosa, incluso continuare a vivere, incluso dare un contributo agli altri. La ragione per fare qualsiasi cosa è annunciare e dichiarare, esprimere e sperimentare, diventare e onorare chi sei davvero, al livello successivo. Ogni atto è un atto di auto-definizione. Se tocchi altre vite, non lo stai davvero facendo per toccare altre vite, ma per toccare la tua. Cerchi di toccare la tua vita con un senso di Te sempre maggiore. Desideri capire, in modo esperienziale, chi sei e chi scegli di essere nella prossima più grande versione della più magnifica visione che tu abbia mai avuto di te stessa. Se dai del denaro, non lo dai agli altri, ma a te stessa, in un modo molto indiretto, ma sicuro. Tutto ciò che va, ritorna, e quello che fai per un altro lo fai per te stessa. Quando regali del denaro, ancora una volta regali a te stessa l’esperienza di essere ricca, di essere generosa, di essere una che si preoccupa abbastanza da aiutare gli altri. Queste “sensazioni” sono ciò che stai cercando. Provare certe sensazioni è il programma della tua anima, poiché è nel provare certe sensazioni che sperimenti, anziché saperlo soltanto, chi sei. Quando sei fuori dal tuo corpo, non puoi sperimentare certe cose. Puoi Sapere chi sei, ma hai bisogno di fisicità per poterlo Sperimentare. L’anima non si stanca mai di sperimentare il suo Sé Divino. Potresti pensare di esserne stanca, ma non lo sei, e questo è il motivo per cui Tu hai creato la Vita Stessa. Quando l’Individuazione della Divinità che chiami “te” smetterà di continuare a vivere (nella forma fisica), sarà chiaro che continuerai a vivere in una forma non-fisica, o spirituale. Poi ritornerai alla forma fisica come parte del continuo ed infinito Ciclo Benedetto che chiamiamo vita. Se hai già sperimentato tutto ciò che pensi sia interessante ed emozionante sperimentare di te stessa, Esther, allora hai sicuramente vissuto una vita straordinaria. Ma anche in questa circostanza non sarebbe vero che la vita “non ha più niente da offrire”. Puoi sempre pensare ad una più grande versione del tuo Sé… e ad una ancora più grande. E quindi l’opportunità di aumentare in coscienza e in consapevolezza in luoghi di magnificenza sempre più grande esiste sempre. E’ l’invito della Vita Stessa. La retribuzione di tutto questo è la gioia. La gioia e la felicità sono i risultati di una vita in cui viene espresso completamente il Vero Sé. Dio ti ha benedetta, Esther. Spero che continuerai a condividere queste benedizioni con tutti quelli di cui toccherai la vita. ∼ Con amore, Neale
Come uni-amo
Lettere a Neale Caro Neale… so già di essere l’esperienza divina di ciò che è la vita. Il clero e la maggior parte della gente con cui parlo pensa che io sia blasfemo quando dico di essere Dio. So di esserlo e so che siamo un’unica cosa. E’ dura mettere in pratica l’amore incondizionato con persone che vogliono mettermi in croce per le mie credenze. Devo accettare la punizione o devo tenere la bocca chiusa? Blake Neale risponde Caro Blake… potresti trovare un modo più garbato per esprimere le tue convinzioni. “Io sono Dio” non viene accolto molto bene. Che ne dici di: “Io sono un Aspetto della Divinità”? O “Io sono un’Individuazione del Divino”? Queste affermazioni vogliono dire la stessa cosa, ma non sono come affrontare una persona che creda nella Teologia della Separazione. La Teologia della Separazione è una teologia che dice “io sono ‘qua’ e Dio è ‘là’ e i ‘due non saranno mai conciliabili’ finché io non muoio e Dio decide se sono stato bravo abbastanza da ritornare a ‘casa’ ed essere di nuovo ‘là’ con lui.” Il problema con una Teologia della Separazione è che genera una Cosmologia della Separazione. E cioè, una maniera cosmologica di guardare tutta la vita come se ogni cosa fosse separata da ogni altra. E una Cosmologia della Separazione produce una Sociologia della Separazione. E cioè un modo di socializzare che separa ogni persona da ogni altra persona dichiarando che hanno interessi separati. E una Sociologia della Separazione genera una Patologia della Separazione. E cioè, comportamenti patologici di auto-distruzione, messi in atto individualmente e collettivamente ed evidenziati ovunque sul nostro pianeta nel corso della storia umana. Dire “Io sono Dio” crea ulteriore separazione, Blake, poiché la maggior parte della gente non pensa di esserlo. Dire “Sono parte di Ciò che è Divino”, o.. “Sono un Aspetto della Divinità” è molto più digeribile. La maggior parte della gente si sentirebbe a proprio agio con qualcuno che si esprime così. ∼ Con amore, Neale
Qual è la cosa ‘giusta’ da fare per nostra madre?
Lettere a Neale Caro Neale, per favore rispondi alla mia famiglia il più presto possibile. Siamo divisi in relazione alla cura e al benessere della nostra mamma 89enne ricoverata in una casa di riposo. E’ molto malata, e lo è da molto tempo, assume medicinali per Alzheimer avanzato e molti altri — ma è peggiorata progressivamente. Le è appena stato amputato un dito del piede, e ha contratto la polmonite da aspirazione in ospedale. Ora, di ritorno al ricovero — ci è stato ‘detto’ di non darle liquidi (specialmente acqua) con una cannuccia, solo con un cucchiaio. Alla mamma è venuta un’avversione agli utensili e come risultato si alimenta poco o niente. La cannuccia è l’unico modo con cui prende sostanze, e neanche molte. La casa di riposo ci ha ‘combattuti’ in modo consistente con politiche e regolamenti che ci sembra compromettano il benessere di nostra madre. Mio padre ha anche paura di andar nelle ‘grane’ se non facciamo le cose a modo ‘loro’. Non abbiamo nemmeno comunicazione col suo medico, e i piani di cura e le medicine sono stati ordinati e cambiati senza che ne sapessimo nulla o senza prima venir consultati. Ora alcuni di noi vogliono togliere tutte le medicine e alcuni no, quindi la famiglia si sta dividendo. La maggioranza di noi sente che lei debba avere qualunque cosa voglia, in qualunque modo, e quando lo voglia. Secondo le ‘loro’ regole — quando la mamma si sveglia e io sono lì e voglio darle dell’acqua — non posso — perché lei è sulla loro ‘lista di chi si strozza’ e dobbiamo essere nella sala pranzo davanti alle infermiere e al personale. Quindi si suppone che la facciamo alzare e vestire e tutto per la sala da pranzo oppure che chiamiamo qualcuno e aspettiamo che venga a darle dell’acqua? La sua lingua è disidratata e le sue labbra incollate e io non posso dare a mia madre dell’acqua? La mamma è stata in tormento mentale per la maggior parte del tempo ma ora è calma, anche se è quasi sempre apatica. Il suo ‘momento’ potrebbe arrivare presto ma è attaccata alla vita con resilienza incredibile. Il suo piccolo corpo è così fragile. E’ così duro e triste essere testimoni che la sua vita vada avanti in questo modo. Vogliamo solo che sia felice e vogliamo darle qualsiasi cosa di cui abbia bisogno, ma non siamo tutti d’accordo su quale sia il meglio per lei. Ho chiesto aiuto a Dio ma non sono riuscito a trovare il modo ‘giusto’ per agire. Abbiamo chiesto aiuto ad ospizio, casa di riposo, preti, amici, riunioni familiari, ai media e a gruppi di avvocati. Ma non riusciamo a giungere ad alcuna conclusione o accordo su quale sia il meglio per nostra madre. Per favore dacci il tuo contributo. Grazie Neale! Con affetto, Tony Neale Risponde Caro Tony, devo essere all’antica ma posso dirti che se fossi il marito di quella signora vorrei che nessuno decidesse per lei tranne me… io e lei c’eravamo prima di chiunque altro. Abbiamo iniziato il cammino insieme e lo finiamo insieme, e niente e nessuno si frappone tra noi, nemmeno i nostri figli, che, a proposito, abbiamo portato noi in questo mondo… Direi ai miei figli “Scusate, ma anche prima che voi ci foste, io c’ero…” Quindi penso che ciò che sto per dirti sia che, a meno che non ci sia un’infermità mentale in lui, il marito di vostra Madre dovrebbe essere l’unico a prendere queste decisioni — che a voi figli piaccia o meno ciò che decide. Questa non è una “decisione di famiglia”, è la decisione di un marito e compagmo di vita. Non hai detto che tuo Padre ha capacità mentali diminuite… solo che ha “paura” di “andar nelle grane” se le cose non vengono fatte nel modo in cui vuole la casa di cura. Quel po’ di apprensione non squalifica tuo Papà dal prendere le decisioni più importanti riguardanti sua moglie e tua Madre, Tony, a meno che io non viva in un altro momdo… Dai a tuo Padre il suo merito e smetti di complicargli le cose. Supportalo in qualsiasi decisione lui prenda. Questo è il modo per facilitare lui — e, tra l’altro, anche i figli. Puoi non essere d’accordo con tuo Padre, ma è sempre tuo Padre — e, forse ancor più significativamente, è il marito e il compagno di vita della donna di cui stiamo parlando. Quando era più giovane e più se stessa, a chi si sarebbe rivolta tua madre, lei stessa, per un consiglio? Mi sono perso qualcosa? C’è qualcosa che non mi stai dicendo qui? Tipo “Mia madre odiava mio padre e non gli chiederebbe neanche l’ora, figuriamoci cosa fare ora…” Da un punto di vista spirituale, non c’è “giusto” o “sbagliato” qui… quindi se è un semplice consiglio che chiedi, l’unico che ti posso dare è.. se tua madre stessa ora si sente in pace, QUALSIASI cosa stia accadendo, perchè permetti a te stesso di essere così agitato? E se pensi che lei stia soffrendo (anche se apparentemente non ne ha esperienza — che, a proposito, significa che non sta soffrendo), tutti i figli potrebbero voler prender parte e assumere un’infermiera privata o fare qualsiasi cosa fosse necessaria per darle miglior cura di quella che senti che riceve dove vive ora. Sono confuso su come può essere che non abbiate contatti col suo dottore. Esercita in un altro stato? Sulla luna? In un paradiso fiscale? Cosa impedisce a voi figli e al Papà di prendere un appuntamento tutti insieme e andare nel suo studio a discutere sui medicinali di tua madre e su altri aspetti della sua cura? Rifiuta di vedervi? Cancella i vostri appuntamenti? Vi evita nei corridoi? E’ stato denunciato all’Ordine dei Medici? O… il problema non potrebbe essere nella vostra famiglia? Che ne pensi? In ogni modo, Tony, dal dipartimento chi-dice-che-io-so-tutto, queste sono le mie osservazioni. Ti mando i miei pensieri migliori in questo momento che so essere difficile per te
Possiamo salvarci da noi stessi?
Una Nota da Neale Miei cari amici… Non è possibile guardare il nostro mondo, dopo le varie catastrofi naturali, senza contemplare il significato della vita (e della morte), lo scopo degli eventi (se ce n’è uno), e la funzione e le intenzioni di Dio (se mai esista un “Dio”). La vita, in fin dei conti, è solo una serie di eventi casuali, che non hanno una Causa specifica e particolare… nessuna “ragione” del perché accadono? Siamo, alla fin della fiera, davvero limitati a restare in attesa e “soffrire i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna”, come ha detto Shakespeare? Dovremmo, come si è domandato, “prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre fine… al dolore del cuore e ai mille tumulti naturali di cui è erede la carne…”? Anche se potessimo, riusciremmo a porvi fine? Certo possiamo cambiare i nostri comportamenti umani elementari. Possiamo creare la fine della guerra, arrestare la violenza, porre uno stop alla povertà e alla fame e alle sofferenze causate dall’uomo. Non sembra che, come specie, abbiamo la volontà per farlo, ma sicuramente ne abbiamo la capacità. Ma come possiamo avere effetto sui disastri naturali? Non abbiamo niente a che fare con quelli… …oppure si…? Il comportamento umano ha avuto qualcosa a che fare con la creazione delle peggiori bufere che questo pianeta abbia mia visto? Lo vedremo tra un momento. Ma prima, una parola di compassione ed una richiesta di aiuto e guarigione per quelli coinvolti in questi terribili eventi. I membri della nostra famiglia umana hanno bisogno di aiuto proprio in questo momento in quelle aree colpite dalle calamità. Per favore informatevi e fate quello che potete. Proprio adesso. Oggi. E offriamo una preghiera collettiva: “Caro Dio della nostra Comprensione Più Elevata: Porta soccorso, conforto e guarigione ai nostri fratelli nel mondo che oggi soffrono in seguito a terribili disastri. Dona loro la forza di sopportare le indescrivibili perdite, di ricostruire le loro vite nella prossima più grande versione della più grandiosa visione che abbiano mai avuto di Chi Sono Davvero. Aiutali oggi, Caro Dio, con la tua misericordia e la tua compassione, dando loro la forza di sopportare l’insopportabile, così che possano sperimentare in questo momento l’indistruttibile natura dello spirito umano — che è il tuo spirito, Caro Dio, che fluisce attraverso di loro. Amen, e amen”. E ora, la domanda che questo momento richiede: L’attività umana ha qualcosa a che fare con questi cataclismi? Il riscaldamento globale ha fatto qualcosa — qualsiasi cosa — per creare le condizioni che ora stanno generando sempre più tempeste marittime? I meteorologi e gli scienziati ambientali non se lo chiedono nemmeno più. Sanno la risposta. Il clima sul nostro pianeta — che produce, a cicli, ondate di calore, siccità, venti, piogge torrenziali, alluvioni, uragani, tifoni, maremoti — è diventato più disastroso per una ragione. Ma ci sono quelli nella nostra comunità mondiale che continuano ad insistere che il “riscaldamento globale” stesso sia il falso grido d’allarme di ambientalisti figli-dei-fiori, porta-Birkenstock, abbraccia-alberi; che non esiste nemmeno. O se esiste, gli esseri umani non hanno avuto nulla a che fare con la sua creazione. La cosa importante sono i lavori. Dobbiamo proteggere l’economia, non l’ecologia, del pianeta, insiste questa gente. Tutti i tentativi di controllare o limitare il riscaldamento globale che chiedono di cambiare le attività industriali e commerciali che potrebbero incidere sulle condizioni che lo creano, vengono brutalmente criticati e rabbiosamente e sommariamente respinti da coloro che dichiarano che i mezzi di sostentamento vengono per primi nel nostro mondo. Ciò, tuttavia, sembra troppo poco lungimirante da credere. La specie umana può essere così cieca sugli effetti a lungo termine di ciò che sta facendo? Non c’è nulla che possa salvarci da noi stessi? Cosa ne pensate? ∼ Con amore, Neale
Chi dobbiamo mettere al primo posto?
Una Nota da Neale Miei cari amici… Quando ero bambino, mi fu detto che l’amore significa pensare prima agli altri. Poi Conversazioni con Dio mi ha detto che dovrei sempre mettere me stesso al primo posto. Potrebbe essere giusto? Come posso conciliarlo con gli insegnamenti ricevuti nella mia infanzia? La risposta è che tutto ha a che fare con le intenzioni. Se la tua intenzione nella vita è di vivere la tua più grandiosa versione della più grande visione che tu abbia mai avuto di te stesso, e se quella visione di te stesso è che sei amorevole, affettuoso, generoso, gentile, compassionevole e leale, allora ti comporterai con gli altri in un modo che potrebbe sembrare porre gli altri al primo posto. La differenza è che lo farai non per gli altri, ma per te stesso… perchè questo è semplicemente chi sei. Quando facciamo cose per gli altri (o immaginiamo che sia ciò che stiamo facendo) possono comparire due insidiosi atteggiamenti: Aspettativa e Risentimento. Potremmo iniziare ad aspettarci che coloro per i quali facciamo le cose ora “siano in debito” con noi, e potremmo sperimentare risentimento crescente se non veniamo “ripagati”. D’altra parte, quando facciamo le cose per noi stessi (anche se ne derivano cose belle che accadono agli altri), sarà difficile entrare nell’Aspettativa, e sarà virtualmente impossibile accumulare Risentimento… a meno che non comprendiamo chiaramente la natura di ciò che sta succedendo. Cioè, a meno che ignoriamo o neghiamo che stiamo facendo qualcosa per noi stessi, e in realtà ci convinciamo che lo stiamo facendo per un altro. In verità, tutto ciò che fate, lo fate per voi stessi, poiché ogni atto è un atto di auto-definizione. Tutta la vita è un processo di decisione di Chi Siete. Il vostro scopo è sperimentarlo, e ricreare nuovamente voi stessi nella vostra prossima più grandiosa versione. Questo si chiama Evoluzione. Quindi pensate per primi a voi stessi in ogni momento di decisione. Pensate a Chi Siete, e a cosa state cercando di diventare. Fate la scelta più elevata al riguardo — dipingete il più grandioso ritratto che potreste mai immaginare di Chi Siete in ogni luogo e circostanza — e tutto il resto ci penserà da sé. ∼ Con amore, Neale
Possiamo far fare agli altri ciò che vogliamo?
Lettere a Neale Caro Neale, mi chiamo Julie e sono francese. Ho letto CcD e mi è piaciuto. Nel libro viene detto che non c’è niente che non possiamo essere, fare o avere. Ma include anche cose del tipo “Scelgo di essere amata da quell’uomo in particolare”, “Scelgo che il mio copione venga diretto da quel particolare regista”? (sono una sceneggiatrice). Perché, se è vero, allora significa che possiamo far fare agli altri qualsiasi cosa vogliamo semplicemente credendo che possa succedere? Personalmente, mi sento a disagio all’idea che qualcuno possa farmi fare o provare qualsiasi cosa voglia, solo perché sceglie di farlo. Per favore rispondimi perché sono molto confusa! Non oso neanche più pregare! Con affetto, Julie da Parigi Neale Risponde Mia cara Julie, non c’è nessuno e niente al mondo che possa “far fare agli altri qualsiasi cosa vogliamo”. Spero che ciò ti farà smettere di preoccuparti. CcD chiarisce molto bene che siamo tutti esseri indipendenti, e che nessun altro può “forzarci” o “ordinarci” o “farci” fare qualcosa indipendentemente dalla nostra volontà. Siamo tutti creatori della nostra personale realtà, vero, ma non possiamo creare la realtà di qualcun altro. Sta sempre a loro creare la propria realtà, e nessuna quantità di energia che inviamo loro può far fare qualcosa che loro stessi non vogliano fare, o che sia contro la loro volontà. Quando CcD dice che non c’è niente che non possiamo essere, fare o avere, non significa che possiamo entrare nella mente di qualcun altro, o “irrompere” nella loro realtà privata e in qualche modo farli agire in un modo in cui altrimenti non farebbero. Ciò che significa è che possiamo co-creare insieme agli altri a Livello SuperConscio per produrre risultati in accordo con i nostri desideri nel Contenuto. E’ il Contenuto delle cose che noi desideriamo sperimentare, non la Forma specifica, e la nostra Anima lo sa. L’Anima lavora sempre a livello di Contenuto, non di Forma. Ad esempio, se diciamo “Voglio che quella persona in particolare si innamori di me”, ciò che l’Essenza del tuo Essere sa è che è desiderio della tua mente sperimentare amore. Sa anche che non importa in quale Forma arrivi quell’amore. L’Essenza del tuo Essere quindi lavorerà per creare il Contenuto dei tuoi sogni, e lascerà la Forma al Processo di Co-Creazione mediante il quale Tutte le Cose Fisiche vengono rese manifeste sulla terra. Tutte le esperienze terrene vengono prodotte da un Processo di Co-Creazione, usando le energie creative di molti Esseri. Non è possibile che ad un Essere venga “rapita” o “sostituita” o ri-focalizzata da qualcuno a distanza la sua energia individuale (l’energia “ki” o “chi” di cui potresti aver sentito parlare). Nella situazione che descrivi, ciò che succede nel Processo della Co-Creazione è che una persona “emette” una richiesta perchè un’altra persona la ami… probabilmente è una particolare “altra” persona della quale sente di essere innamorata… ma ciò non significa che l’ “altro” debba rispondere, o possa essere forzato a farlo. Risponderanno solo le persone che risuonano (sono in accordo) con l’energia inviata, e che sono in armonia con essa. L’Energia è qualcosa come il campo di una calamita. Può sia attrarre che respingere, a seconda di quale punto polare di un secondo magnete stia ricevendo l’energia trasmessa. Questa è una spiegazione semplicistica e non pretende di essere alchemicamente accurata. E’ semplicemente un’illustrazione, un esempio, di ciò che sto cercando di spiegare. Ciò significa che una persona può trovare qualcun altro che la ami, poiché l’”amore” è l’esperienza che sta cercando, e smetterà presto di desiderare disperatamente la persona specifica che pensava potesse essere “l’unica” a renderla felice. Vale lo stesso per il regista di un film — per usare il tuo secondo esempio. Io dico sempre ai miei studenti “metteteci l’energia per un risultato ‘giusto e perfetto’, ma non chiedete mai uno specifico risultato che debba ‘apparire’ in un certo modo”. Quindi, se vuoi il miglior regista possibile per il tuo film, metti in gioco quell’energia, ma non cercare di “attrarre” mentalmente un particolare regista, poiché in realtà potresti ritrovarti, come un magnete opposto, a respingere quella persona. Così come per qualsiasi persona che ti ATTIRI nel suo campo di energia, non essere ansiosa per questa cosa. Come ho detto, nessuno può farlo contro la tua volontà. Quando ci spostiamo da studenti di Primo Livello a studenti di Secondo Livello nella Spiritualità della Creazione, ci ricordiamo come “lasciare andare e lasciare a Dio”. Potremmo ancora sperare per particolari risultati, ma smettiamo di esigere che quei risultati “appaiano” in un particolare modo. Ricerchiamo il Contenuto, non la Forma. Creiamo esperienze interiori, non effetti esteriori. Questa è una laurea superiore per tutti gli studenti della Scuola di Maestria di Vita a cui tutti siamo iscritti. Grazie, Julie, per la tua domanda. Sono felice di essere stato in grado di darti la risposta. ∼ Con amore, Neale
Come possiamo ‘sentire’ Dio?
Lettere a Neale Caro Neale… come faccio a sentire Dio in modo da poter scrivere un libro come hai fatto tu? Joan Neale risponde Mia cara Joan… ci sono moltissimi modi per avere la tua personale Conversazione con Dio. I messaggi di Dio non arrivano sempre sotto forma di parole che tu possa trascrivere in un libro. A volte ci arrivano come sentimenti. Altre volte come immagini o figure. E altre volte ancora come pensieri casuali o emozioni inaspettate. I messaggi di Dio ci potrebbero arrivare sotto forma di un’affermazione casuale fatta da un amico appena incontrato per strada, o del testo della prossima canzone che sentirai, o delle parole di un cartellone pubblicitario che ti capiterà di vedere mentre guidi, o dell’apparizione improvvisa in cielo di un’aquila che si alza in volo maestosamente, o di una consapevolezza che ti arriva mentre te ne stai in doccia, o di un sentimento che ti sommerge mentre fai l’amore. Non ti preoccupare di scrivere un libro. Non è questo lo scopo delle comunicazioni di Dio. Fai in modo che sia la tua vita il “libro” che scrivi. Vivi il copione dei tuoi giorni e delle tue notti. ∼ Con amore, Neale
L’Ultimo Giorno della Tua Vita…
Una Nota da Neale Miei cari amici… Se questo fosse l’ultimo giorno della vostra vita, cosa fareste? Cosa considerereste importante? A chi parlereste, e cosa direste? Per chi trovereste del tempo, e con chi condividereste un momento davvero importante? Se questo fosse il vostro ultimo giorno sulla terra, quale sarebbe la vostra principale priorità? Come cambierebbe il vostro tono di voce? Su cosa spendereste le vostre parole? A cosa dedichereste i vostri pensieri? Se questo fosse il vostro giorno finale, come definireste il “benessere”? Come definireste il “sé”? Come definireste “Dio”? Cosa avrebbe importanza? Perché? Di cosa vi preoccupereste? In cosa avreste fede? Cosa vi spaventerebbe? Di cosa vi sentireste certi? Pensate che sarebbe possibile vivere questo giorno come se fosse il vostro ultimo giorno sulla terra? Cosa dovrebbe cambiare perché lo faceste? Cosa rimarrebbe uguale? Fareste qualche telefonata per trovare perdono? Abbraccereste qualche persona dicendole che la amate più di quanto saprà mai? Smettereste di agitarvi e di proiettarvi nel futuro? Sorridereste di cose per le quali ieri vi siete accigliati? Sgridereste il cane… o lo coccolereste e gli dareste un grande abbraccio? Chi ringraziereste oggi, in modo speciale? Chi vorreste assicurarvi che abbia capito il contributo che ha dato alla vostra vita? Che fiore chiedereste, da annusare ancora una volta? Cosa chiedereste come ultimo pasto? Se questo fosse il mio ultimo giorno, chiederei a tutti di alzarsi presto e venire con me a tagliare un albero di Natale. Tirerei fuori tutte le decorazioni natalizie e accenderei una candela profumata al pino e appenderei le luci e i decori e riderei e canterei canzoni natalizie e berrei vin brulé e poi, al tramonto, chiederei a tutti di rimanere, accenderei l’albero e mi ci siederei davanti e darei via tutto ciò che possiedo come regali natalizi speciali alla mia famiglia e ai miei amici. Lo chiamerei Giorno della Continuazione, e alla fine mi raggomitolerei nel letto con attorno le persone a me più care, chiederei un’ultima pallina di gelato, stringerei le mani della persona a me più cara, poi chiuderei gli occhi e sognerei il mio viaggio verso Dio. Oh… e direi Ti Amo un sacco di volte. A tutti. Ci pensavo oggi, mentre mi imbarcavo sull’aereo per tornare a casa, a quanto io ami tutti. No, davvero. Voglio dire proprio questo. Guardando tutte le persone intorno a me… anziani, bambini, gente di mezz’età… che salivano su quell’aereo, sono stato proprio colpito improvvisamente da quanto io AMI la vita, e da quanto davvero amassi tutte quelle persone intorno. E’ stata come una sorta di momentanea “sbronza”. E così ho pensato a come potrei cambiare le mie interazioni con le persone nel mondo, persone che non conosco. Voglio trattare ogni estraneo come se fosse un amico. Intendo, un buon amico. Penso che il messaggio di CcD sia che potremmo iniziare proprio da lì. E anche solo con quello, potremmo cambiare il mondo. Fiùuu. Che pensiero. E’ possibile che sia così semplice? ∼ Con amore, Neale
Le sacre scritture sono infallibili?
Una Nota da Neale Miei cari amici… In Amicizia Con Dio ho fatto una domanda molto diretta — e ho ricevuto una risposta molto diretta. Vorrei condividere con voi questo scambio… Puoi dirmi qualcosa sui gay? Mi è stato chiesto un sacco di volte, alle conferenze e ai ritiri in giro per il mondo: non dirai qualcosa per far terminare una volta per tutte e per sempre la violenza e la crudeltà e la discriminazione contro i gay? Viene fatto così tanto in nome Tuo. Così tanto si dice essere giustificato dai Tuoi insegnamenti e dalle Tue leggi. L’ho già detto, e lo ripeto: non c’è alcuna forma né modo in cui l’espressione di puro e vero amore sia inappropriata. Non posso essere più inequivocabile di così. Questo passaggio tratto dalla cosmologia di Conversazioni con Dio mi risuona in testa ogni volta che emerge l’argomento dei gay e della loro battaglia per l’accettazione nella nostra società — e specialmente quando fa notizia. E lo ha appena fatto di nuovo. Il Rev. Tim Reed, pastore della Prima Chiesa Battista di Gravel Ridge a Jacksonville in Arkansas, è stato citato nelle notizie l’altro giorno per aver detto che la sua chiesa non aveva altra scelta se non concludere la sua collaborazione con la Truppa 542 dei Boy Scouts poiché i Boy Scouts d’America hanno tolto le barriere alla gioventù apertamente gay. Reed ha detto ad una delle maggiori emittenti televisive che “non è una questione di odio”. Ha detto che è una “presa di posizione morale che dobbiamo prendere come Chiesa Battista Sudista”. Il Ministro Cristiano è stato citato nelle notizie per aver detto: “La parola di Dio dice esplicitamente che l’omosessualità è una scelta, un peccato”. Ora, non mi importa quando le persone usano la Bibbia come Fonte ed Autorità per questioni di rilievo spirituale, ma ho dei problemi con chi usa la Bibbia “come un buffet”, scegliendo solo quei versetti che si adattano al loro scopo o alle loro personali opinioni, ignorando quindi tutto ciò che non lo fa — o che pensano potrebbe, da fedeli credenti nella Bibbia, farli “sembrare cattivi”. Il Rev. Reed non è il primo Cristiano ad usare la “Parola di Dio” come autorità morale per emarginare i gay. Ho sentito che altri Cristiani lo fanno, molto spesso indicando il libro del Levitico, al capitolo 18, versetto 22. Come riportato dalla Bibbia nella ‘Versione di Re Giacomo’ (o Bibbia Autorizzata – n.d.t.), il versetto 22 dice: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole”. Molti Credenti nella Bibbia citano anche Levitico 20:13, che dice: “Se uno ha con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; dovranno esser messi a morte; il loro sangue ricadrà su loro”. Ad alcune Chiese Battiste Sudiste usare la Bibbia in questo modo può sembrare che fornisca un’autorità virtuosa, e si presume che molte di esse termineranno la loro collaborazione con gli Scouts nelle settimane a venire. Che significa circa 4000 truppe di Boy Scouts a breve senza sostegno. Richard Land, capo della Commissione della Libertà Etica e Religiosa dei Battisti Sudisti, è stato citato nelle notizie menzionate sopra per aver detto che “i Battisti Sudisti sono sul punto di lasciare i Boy Scouts in massa”. I Battisti Sudisti, ovviamente, hanno diritto di credere esattamente così come credono. E, avendo detto ciò… non è forse il momento di una Giusta Domanda? Dovrei chiedere: Quali versetti della Bibbia dovrebbero essere operativi nelle nostre vite, se dobbiamo vivere sulle intimazioni morali di Dio, come pensano di fare i Battisti Sudisti in risposta alla decisisione dei Boy Scouts di ammettere la gioventù gay? Pensate che debba essere il versetto nel Libro del Deuteronomio dove dice che se un uomo sposa una donna e scopre che non è vergine, e se la sua famiglia non può provare che fosse vergine prima del matrimonio, allora “si farà uscire quella giovane all’ingresso della casa di suo padre, e la gente della sua città la lapiderà, sì ch’ella muoia” (Deuteronomio 22:20,21 – n.d.t.)? O forse sarebbe il versetto che dice che se scoperti in una relazione adulterina, sia l’uomo che la donna dovranno essere portati alle porte della città e anche loro lapidati a morte? — Dt 22:22 (prima di decidere, tieni a mente che se dovesse essere applicato, alcune chiese dovrebbero lapidare a morte i loro stessi ministri). O forse è il versetto che dice che solo certe persone sono bene accette nel luogo di culto di Dio. Se per caso sei un bambino nato fuori dal matrimonio, o il pro-pro-pronipote di una persona nata fuori dal matrimonio, Dio dice che non puoi metter piede in chiesa. La Bibbia lo dice molto chiaramente. Dice che nessun figlio illegittimo, “nessuno dei suoi, neppure alla decima generazione, entrerà nella raunanza dell’Eterno” (Dt 23:2). E sapevate questo?: Se una determinata parte del corpo di un uomo viene ferita in un incidente o a causa della guerra, egli analogamente non può riunirsi insieme agli altri fedeli di Dio in una Casa del Signore. La Bibbia dice: “Se i testicoli di un uomo vengono schiacciati o il suo pene viene tagliato, egli non potrà essere incluso nell’assemblea del Signore”. Si, queste sono proprio parole della Bibbia. Fai riferimento a Deuteronomio 23:1,2, nella Nuova Traduzione. “Oh”, potresti dire, “una di quelle Bibbie moderne“. Si. La Versione di Re Giacomo lo dice in questo modo: “L’eunuco a cui sono state infrante o mutilate le parti, non entrerà nella raunanza dell’Eterno”, ma significa la stessa cosa. E la Bibbia ha notizie allarmanti per le donne che frequentano uno di quei corsi di auto-difesa che vengono offerti attualmente. Potrebbero trovarsi in grande difficoltà con alcune delle cose che imparano in quei corsi. La Bibbia dice: “Quando alcuni verranno a contesa fra loro, e la moglie dell’uno s’accosterà per liberare suo marito dalle mani di colui che lo percuote, e stendendo la mano afferrerà quest’ultimo per le sue vergogne, tu le mozzerai la mano; l’occhio tuo