NDW: Saggezza per il fine settimana
Come pregare Una Nota da Neale… Ricevo molte lettere ed email dove mi viene chiesto quale sia il modo migliore per affrontare spiritualmente le crisi in atto nel mondo. Io dico a tutti, semplicemente… pregate. Pensando a ciò, mi sono trovato a ritornare sul testo del Libro Uno di Conversazioni con Dio, per avere un promemoria di ciò che aveva da dire sulla ‘preghiera’. Ecco cos’ho trovato: Non avrai quello che chiedi, né puoi avere qualsiasi cosa tu voglia. Questo perché la tua stessa richiesta è una dichiarazione che ti manca qualcosa, e il tuo dichiarare di desiderare questo qualcosa funziona soltanto nel senso di dar luogo a quella precisa esperienza: il senso della mancanza, nella tua realtà. La preghiera corretta non è mai perciò una preghiera di supplica, ma una preghiera di ringraziamento. Quando ringrazi Dio in anticipo per quello che scegli di sperimentare nella tua realtà, tu, di fatto, riconosci che ciò esiste… in effetti. La riconoscenza è perciò la dichiarazione più potente nei confronti di Dio; una affermazione di come, ancor prima che si chieda, Io ho risposto. Perciò, non bisogna mai supplicare. Ma apprezzare. La gratitudine non può rappresentare un mezzo tramite il quale manipolare Dio; un espediente con cui farsi beffe dell’universo. Non si può mentire a se stessi. La tua mente conosce la verità dei tuoi pensieri. Se stai dicendo: «Grazie, Dio, per questo e per quest’altro», mentre nel frattempo ti è molto ben chiaro che tutto ciò non è presente nella tua attuale realtà, non puoi aspettarti che Dio sia meno consapevole di quanto lo sia tu, e che perciò lo metta in atto per te. Dio sa quello che tu sai, e quanto tu sai è ciò che appare come la tua realtà. Il modo in cui essere grati per qualcosa che non c’è è la fede. Se hai soltanto tanta fede quanta equivale a un seme di senape, riuscirai a muovere le montagne. Giungerai a sapere che esiste perché Io ho detto che esiste, perché sono stato Io a dirlo; ancora prima che tu formulassi una domanda ho risposto; perché ho detto e l’ho detto a te in ogni concepibile modo, per mezzo di ogni maestro tu possa nominare, che qualsiasi cosa tu scelga, scegliendola in Mio Nome, così sarà. Nessuna preghiera, e una preghiera non è niente più di una fervida dichiarazione di ciò che è in tal modo, resta inascoltata. Ogni preghiera – ogni pensiero, ogni dichiarazione – è creativa. Secondo il livello in cui viene con fervore considerata una verità, a quel livello verrà resa manifesta nell’esperienza. Quando si dice che una preghiera è stata esaudita, quanto è in realtà accaduto è che il pensiero, la parola o il sentimento albergato con il più grande fervore è diventato operativo. Eppure dovresti saperlo – e qui sta il segreto, è sempre il pensiero dietro il pensiero, quello che si potrebbe definire il Pensiero Promotore, a rappresentare il pensiero che domina. Perciò, se preghi e supplichi, c’è una minore possibilità che tu sperimenti quanto pensi di aver scelto, perché il Pensiero Promotore dietro ogni supplica è che non possiedi adesso quello che desideri. E questo Pensiero Promotore diventa la tua realtà. Il solo Pensiero Promotore capace di prevalere su questo pensiero è quello riposto nella fiducia che Dio esaudirà qualsiasi cosa venga chiesta, senza fallo. C’è chi possiede una fede del genere, ma ad averla sono in pochi. Il procedimento della preghiera diventa assai facile quando, invece di dover credere che Dio dirà sempre “sì” a ogni richiesta, una persona si rende conto grazie all’intuito che la richiesta stessa non è necessaria. Allora la preghiera è una preghiera di ringraziamento. Non è affatto una richiesta, bensì una dichiarazione di gratitudine per quello che è com’è. Quindi diciamo tutti una preghiera di ringraziamento oggi. Ecco la mia: Grazie Dio perchè ci aiuti a capire che questo problema è già stato risolto per noi. Grazie per la pace che prevarrà, e per la perfezione del processo che porta a quella pace. Grazie per la consolazione di sapere che Andrà Tutto Bene nella Storia dell’Umanità, e che ogni creatura vivente alla fine tornerà a stare nella Perfezione Stessa, nel paradiso che è la Presenza della Divinità in, come, e attraverso noi, completamente ed assolutamente, per sempre e in eterno. Vi invio luce e amore… Neale Domanda & Risposta Libero arbitrio? Davvero? Caro Neale… Ho 82 anni e sono reduce da un intervento all’anca. Nel Libro Uno di CcD come riesci a riconciliare: a) puoi rivolgerti a Dio per aiuto e conforto, e b) Dio ti mette al posto di guida? Il primo punto parla di chiedere a Dio di soddisfare i bisogni. Il secondo sottintende che Dio sia un osservatore, visto che ci ha dato il dono del libero arbitrio. Affettuosi saluti, Soli Neale Risponde Qui ci sono le mie risposte, Soli, al meglio che posso fare… 1. Il fatto che Dio ci metta al posto di guida non esclude affatto la possibilità di rivolgerci a Dio per essere confortati o di chiedere a Dio di soddisfare i nostri bisogni. I miei stessi genitori hanno messo ME al “posto di guida” quando sono cresciuto e ho lasciato casa. Ero sicuramente responsabile della mia vita, senza dubbio. Ma questo non mi ha fatto smettere di rivolgermi ai miei genitori se e quando avevo bisogno di aiuto. E non ha fatto smettere a loro di darmene. 2. Il primo punto parla di chiedere a Dio di soddisfare i nostri bisogni, e hai ragione, il secondo punto implica che Dio ci ha dato il libero arbitrio. Di nuovo, il fatto che abbiamo il libero arbitrio, e che creiamo la nostra realtà, non significa che non possiamo o non dovremmo chiedere aiuto a Dio in questa creazione. Quando mi rivolgo a Dio, so che mi sto rivolgendo a Quell’Aspetto di Me Più Elevato, di cui sono una parte. E’ come se fossi io, che mi rivolgo a me stesso. Parlo sempre a me stesso quando perdo
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Perché Soffriamo? Miei cari amici… Siamo nel bel mezzo, qui nel Bollettino Settimanale, di una serie di articoli che ho creato, intitolati… La Natura di Dio e della Vita: un’esplorazione di importanza critica ai nostri tempi. Questa è la IV parte di questa serie in corso… C’è così tanta tristezza e sofferenza nel mondo, e chiunque creda in Dio e lo definisca come la fonte di Pura Intelligenza e Perfetto Amore si chiederebbe: Perché? Perché mai Dio metterebbe tristezza e sofferenza nel mondo? E quali strumenti, se ce ne sono, ci ha dato Dio, per affrontare tristezza e sofferenza quando le incontriamo (come si curamente sarà nel corso della nostra vita)? La risposta, come sono arrivato a capirla, è che Dio non ha deliberatamente messo tristezza e inserito sofferenza nel nostro mondo, le abbiamo portate noi nella nostra esperienza del nostro libero arbitrio. E’ difficile da credere e da abbracciare, lo so, e quindi richiede un po’ di esplorazione e spiegazione. Tristezza e sofferenza sono risposte, sia emozionali che fisiche, a particolari situazioni, circostanze ed eventi che si manifestano o accadono nella nostra vita. Poiché sono risposte, e non eventi in sé, sono totalmente sotto il nostro controllo. Poiché sono totalmente sotto il nostro controllo, sono create da noi, non imposte a noi. Alcuni hanno detto che Dio ci ha imposto tristezza e sofferenza come punizione per le nostre cosiddette cattive azioni. Ma ciò che comprendo è che tristezza e sofferenza non sono punizioni, sono conseguenze. E conseguenze di cosa? Sono conseguenze dei nostri pensieri. Pensare è lo strumento che Dio ci ha dato per affrontare gli eventi e le circostanze, le situazioni e gli accadimenti della vita. Ma perché dovrebbero verificarsi eventi e circostanze, situazioni e accadimenti che comunemente ci si aspetta che producano ragionevolmente tristezza e sofferenza negli esseri umani? Ah, questa è una domanda ancor più grande — e dalla risposta dell’umanità a questa domanda dipende il futuro dell’intera specie umana. Esploreremo questa domanda nei prossimi articoli di questa serie. Ma per ora occupiamoci di questa indagine passo-a-passo. Guardiamo questa faccenda dei nostri pensieri, e il ruolo che gioca nel portare tristezza e sofferenza nella nostra esperienza. Faremo questo primo passo nella Parte V della nostra serie, nel prossimo numero del Bollettino Settimanale. Ci vediamo! Con Amore e abbracci, Neale Domanda & Risposta Il Reiki interferisce con l’anima? Caro Neale, recentemente la mia migliore amica ha avuto la fortuna di avere una nuova nipotina nella sua famiglia. Tuttavia, poco dopo la sua nascita hanno scoperto che la bambina aveva una malattia della pelle molto rara. La mia amica ha chiesto a me e ad altri Master Reiki di mandare alla bambina Reiki e preghiere. Lo abbiamo fatto tutti come richiesto. La mia domanda è, stiamo interferendo con ciò che l’anima di questa bambina ha scelto di patire in questa vita, inviandole guarigione e preghiere? So dai tuoi insegnamenti che tutti noi scegliamo il sentiero per questa esistenza. Grazie in anticipo per la tua risposta. Diane Neale Risponde Cara Diane, la risposta è no. Le preghiere per un altro non sono mai interferenze. Inviare buona energia a qualcuno non è mai sgradito ad un’anima. Potrebbe essere che, a livello dell’anima, questa Essenza Divina stia esortando la tua buona energia, e questo è il motivo per cui ti è stato fatto sapere. “Fare del bene”, o fare qualcosa di meraviglioso, non è mai e poi mai una violazione della legge karmica. Cerca di non iper-intellettualizzare la tua spiritualità. Usa invece il buon senso. Ciò che senti buono e ha senso per il tuo cuore è ciò che ha senso anche per Dio, poiché il tuo cuore è dove risiede Dio. Con Amore, Neale
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Come si manifesta la Divinità? Una Nota da Neale Miei cari amici… Anche solo una rapida esplorazione del nostro mondo rivela l’entità della tristezza e della sofferenza che risiedono nell’esperienza umana. E’ impossibile esistere su questo pianeta senza incontrarle entrambe. La domanda non è se le incontrerò, ma quanto incontrerò di entrambe? Dietro questa domanda se ne cela un’altra, più importante. Quando incontrerai tristezza e sofferenza, come le affronterai? Quali strumenti avrai? Più precisamente, quali strumenti hai? Voglio dire, come esseri umani, quali strumenti ci vengono dati? E da chi? Penso ci sia qualcosa di più grande di me stesso, qualcosa di più grande di tutta l’umanità, qualcosa di più grande, anche, dell’intero universo. Io chiamo questo qualcosa “Dio”. Penso che Dio esista e che Dio sia la Suprema Intelligenza dietro e in ogni cosa. Quando dico “in” ogni cosa, intendo affermare che la Cosa che chiamo Divinità manifesta Se Stessa in, come e attraverso tutta la Vita. E’ l’aspetto sottostante, l’energia fondamentale, di tutto ciò che esiste, in qualsiasi forma e in ogni forma. Usando il linguaggio umano (che comprendo essere molto limitato), chiamo questa energia l’Essenza Divina. E’ Ciò Che E’, che si manifesta in milioni-miliardi-trilioni di modi, che alla fine nell’esistenza formano tutto, sia fisico che non-fisico, sia visibile che invisibile. E’ parte e particella di Tutto Ciò Che E’, e niente che E’ può in alcun modo essere altro che, o separato da, Esso. Credo che questa Essenza Divina abbia l’intelligenza — in verità, è Intelligenza nella Forma Più Pura — e che il grado in cui questa Intelligenza manifesta Se Stessa sia in relazione al livello di Coscienza dimostrato o presente in qualsiasi Forma di Vita. Inoltre, credo che la Coscienza si possa espandere quando è Consapevole di Se Stessa. Cioè, quando una Forma di Vita esprime la qualità dell’Auto-Coscienza, si dice che è Consapevole di Se Stessa, e viene definita, nella nostra lingua, un Essere Senziente. Penso che gli Esseri Senzienti siano la Massima Espressione dell’Essenza Divina, e che la Pura Intelligenza di Dio sia accessibile a tutti gli Esseri Senzienti. Credo proprio che esprimere pienamente l’Essenza Divina sia lo scopo e l’intenzione sottintesa di tutti gli Esseri Senzienti. Definisco la Divinità come La Somma Totale di Tutta l’Energia Essenziale. Usando il linguaggio limitato che ho a disposizione, descrivo questa Energia Essenziale come Pura Intelligenza e Perfetto Amore. Vedo questa Energia Essenziale come la Totalità di Tutto Ciò Che E’, e per quanto comprendo è da questa Totalità che Tutto Ciò Che E’ emerge e si esprime. Questo è un altro modo di dire che è in Dio che viviamo e respiriamo e abbiamo il nostro Essere. Se tutto ciò è vero, allora perchè esistono tristezza e sofferenza? Quale forma di Pura Intelligenza e Perfetto Amore vorrebbe per Sé una simile esperienza — e perché? E che tipo di strumenti fornisce la Vita alle sue varie Espressioni nei momenti in cui incontrano queste esperienze? Per rispondere a queste domande dobbiamo indagare la natura stessa della tristezza e della sofferenza. E lo faremo, precisamente, nel prossimo articolo. Con amore e abbracci, Neale Domanda & Risposta Qual è la cosa ‘giusta’ da fare per nostra madre? Caro Neale, per favore rispondi alla mia famiglia il più presto possibile. Siamo divisi in relazione alla cura e al benessere della nostra mamma 89enne ricoverata in una casa di riposo. E’ molto malata, e lo è da molto tempo, assume medicinali per Alzheimer avanzato e molti altri — ma è peggiorata progressivamente. Le è appena stato amputato un dito del piede, e ha contratto la polmonite da aspirazione in ospedale. Ora, di ritorno al ricovero — ci è stato ‘detto’ di non darle liquidi (specialmente acqua) con una cannuccia, solo conun cucchiaio. Alla mamma è venuta un’avversione agli utensili e come risultato si alimenta poco o niente. La cannuccia è l’unico modo con cui prende sostanze, e neanche molte. La casa di riposo ci ha ‘combattuti’ in modo consistente con politiche e regolamenti che ci sembra compromettano il benessere di nostra madre. Mio padre ha anche paura di andar nelle ‘grane’ se non facciamo le cose a modo ‘loro’. Non abbiamo nemmeno comunicazione col suo medico, e i piani di cura e le medicine sono stati ordinati e cambiati senza che ne sapessimo nulla o senza prima venir consultati. Ora alcuni di noi vogliono togliere tutte le medicie e alcuni no, quindi la famiglia si sta dividendo. La maggioranza di noi sente che lei debba avere qualunque cosa voglia, in qualunque modo, e quando lo voglia. Secondo le ‘loro’ regole — quando la mamma si sveglia e io sono lì e voglio darle dell’acqua — non posso — perchè lei è sulla loro ‘lista di chi si strozza’ e dobbiamo essere nella sala pranzo davanti alle infermiere e al personale. Quindi si suppone che la facciamo alzare e vestire e tutto per la sala da pranzo oppure che chiamiamo qualcuno e aspettiamo che venga a darle dell’acqua? La sua lingua è disidratata e le sue labbra incollate e io non posso dare a mia madre dell’acqua? La mamma è stata in tormento mentale per la maggior parte del tempo ma ora è calma, anche se è quasi sempre apatica. Il suo ‘momento’ potrebbe arrivare presto ma è attaccata alla vita con resilienza incredibile. Il suo piccolo corpo è così fragile. E’ così duro e triste essere testimoni che la sua vita vada avanti in questo modo. Vogliamo solo che sia felice e vogliamo darle qualsiasi cosa di cui abbia bisogno, ma non siamo tutti d’accordo su quale sia il meglio per lei. Ho chiesto aiuto a Dio ma non sono riuscito a trovare il modo ‘giusto’ per agire. Abbiamo chiesto aiuto ad ospizio, casa di riposo, preti, amici, riunioni familiari, ai media e a gruppi di avvocati. Ma non riusciamo a giungere ad alcuna conclusione o accordo su quale sia il meglio per nostra madre. Per favore dacci il tuo contributo. Grazie Neale! Con affetto, Tony Neale Risponde
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Sai Chi Sei Davvero? Una Nota da Neale Settimana scorsa ho iniziato una serie di note evidenziando il fatto che ogni evento e ogni circostanza sulla terra vengono prodotti congiuntamente, e messi nella realtà collettiva come una creazione collaborativa della Collettività Stessa. E la tragedia è che La Collettività non lo sa — o, peggio ancora, lo sa, e semplicemente si comporta come se non lo sapesse. Il risultato è che la gente finisce col rivolgersi a Dio nel momento sbagliato… di solito dopo, anziché prima, che gli eventi sono accaduti o che le circostanze sono state create. Ciò perchè la maggior parte della gente non sa chi è davvero, e nemmeno ha una comprensione precisa di cosa sia la propria relazione con Dio. Quindi le persone pensano che la maggior parte di esse subisca le conseguenze di eventi e condizioni come conflitti e guerre, tracolli finanziari, sconvolgimenti politici, violenza e omicidi. Pensano che siano i pochissimi al potere a creare gli eventi, e che le masse li debbano sopportare e basta. E quando si parla dei cosiddetti Eventi Naturali, si pensa che anche i pochi al potere siano alla mercé della vita. Che sia un atto dell’Uomo o della Natura, la nostra specie è molto chiara: Non è colpa nostra. Non abbiamo niente a che fare con questo. Nessun comportamento umano ha qualcosa a che fare col riscaldamento globale (che metà del pianeta continua addirittura a negare che stia accadendo), coi terremoti, con uragani e tornado, incendi incontrollati, piogge torrenziali, o tsunami — o l’incremento di malattie nella popolazione terrestre, come il tasso crescente di cancro, o l’aumento di attacchi cardiaci precoci, infarti o Alzheimer. Nessun comportamento umano ha qualcosa a che fare con la moria di api (che, se continuerà, avrà un effetto disastroso sull’impollinazione a livello mondiale, e di conseguenza sui raccolti), o sull’aumento di tossicità dell’acqua potabile, o sul fatto che dei test dimostrino che negli hamburger provenienti dalle catene di fast-food raramente contengono più del 15% di vera carne (e in alcuni test si è visto che ne contengono solo il 2%), o sul fatto che 650 bambini ogni ora nel pianeta muoiano di fame. Quando un’intera cultura rifiuta di credere di aver qualcosa a che fare con ciò che sta accadendo, non si può fare nulla per ciò che sta accadendo. Questo, in 28 parole, è il sunto della realtà attuale sul Pianeta Terra. Come ho sottolineato in precedenza, molto di tutto ciò ha a che fare con la nostra comprensione della natura di Dio stesso. Esiste addirittura un essere chiamato “Dio”? Qual è la vera natura del Divino — e cosa vuole, di cosa ha bisogno, che cosa esige? Cosa fa in effetti nella nostra vita? Come interagisce la Divinità con l’Umanità? Qual è la natura della nostra relazione? Esiste persino? Queste ed altre domande verranno esplorate qui continuando in questa serie multipartita chiamata FOCUS: La Natura di Dio e della Vita/un’esplorazione di importanza critica ai nostri tempi, nelle prossime settimane. Amore & Abbracci, Neale Domanda & Risposta Cos’è una ‘Revisione della Vita’? Caro Neale, Grazie mille per “Accanto a Dio”!! Finalmente le mie esperienze con la morte e i moribondi sono state confermate. Sono stata un’infermiera per 30 anni e ho lavorato con le persone morenti per molti di quegli anni. Essendo presente più e più volte con la gente a questo sacro evento, sono stata testimone di cose notevoli. Ci sono così tante storie che potrei raccontare, ma che non condivido perchè la gente penserebbe che me le sto inventando. Sono stata educata in una casa di genitori atei. Parlare di Dio o di religione provocava la punizione. Mi diplomai alla scuola per infermiere ed il mio primo incarico fu al reparto Oncologico. I pazienti erano lì per curarsi o per morire. In quel periodo non avevo avuto esperienze con la morte o con i morenti, e nemmeno basi spirituali. Era un gran dono essere lì! Lentamente, iniziai a scoprire il miracolo della morte. Mi portò a Dio e alle mie attuali credenze spirituali. Non ho paura della morte e mi emoziona vedere tutte quelle persone amate dall’altra parte. La mia domanda riguarda i passaggi immediatamente dopo la morte. Il primo, come ho capito, è diventare consapevoli di lasciare il corpo e realizzare che la vita è andata avanti. Il secondo è sperimentare qualsiasi cosa crediamo che accada dopo la morte. Nelle mie letture sulle esperienze pre-morte, le persone hanno affermato di aver avuto una revisione della vita, subito dopo la morte. Tutti gli eventi della loro vita gli sono passati davanti, come un film, e li hanno ri-sperimentati dalla prospettiva degli altri. Quindi, se un nostro comportamento ha ferito qualcuno, sentiremo il suo dolore; allo stesso modo, se abbiamo aiutato qualcuno, sentiremo la sua gratitudine. Nelle tue conversazioni, si è parlato della revisione della vita? E’ qualcosa che succede? O succede solo a chi pensa che succederà? Nikki Neale Risponde Cara Nikki, ACCANTO A DIO descrive essenzialmente la stessa esperienza che hai appena descritto. Per favore leggi il capitolo 30. Troverai quanto segue… Immagina adesso una stanza più ampia in cui le parti del murale che hai guardato mentre percorrevi il Tunnel del Tempo sono fissate alle pareti. L’intero murale non è lì, ci sono solo alcune parti, solo le sezioni su cui ti sei concentrato quando hai attraversato il tunnel. Queste immagini, adesso, sono appese alle pareti come in una mostra d’arte, e tu cammini in questa “galleria d’arte” lentamente, esaminando le figure una alla volta. Mentre esamini queste figure a fondo, sperimenti tutto ciò che sta accadendo nell’immagine. Non solo quello che sta succedendo a te, ma anche quello che sta accadendo a tutti gli altri nell’immagine. Queste figure rappresentano ognuno dei momenti della tua vita, e adesso, esaminandole, hai per la prima volta un’immagine completa di tutto quello che accade in ogni momento. Spesso non è quello che hai pensato che succedesse, ed è sempre più di quello che hai immaginato. e dal Cap. 31 …vedi tutto
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Il principale problema che sta di fronte all’umanità oggi Una Nota da Neale Miei cari amici… Dio è la fonte d’aiuto per la gente nel mondo, ma la maggior parte delle persone chiede a Dio il tipo sbagliato di aiuto — e anche allora non si rivolge a Dio se non quando è troppo tardi. La maggior parte della gente chiede a Dio di cambiare le cose. Chiedono di cambiare le situazioni, le circostanze, e gli eventi della loro vita — non comprendendo che stanno chiedendo a Dio di annullare proprio le condizioni che loro, loro stessi, hanno co-creato. Chiedono a Dio la pace sulla terra, e la bontà tra tutte le persone — mentre loro, loro stessi, continuano a creare l’opposto. Chiedono a Dio salute, stabilità e sicurezza — mentre loro, loro stessi, continuano a creare l’opposto. Chiedono a Dio che ciascuno abbia uguali opportunità di piena auto-espressione, di abbondanza, e di felicità personale — mentre loro, loro stessi, continuano a creare l’opposto. E’ vero. Per tutto il tempo in cui noi umani inviamo preghiere a Dio, neghiamo che noi, noi stessi, stiamo continuando a creare l’opposto di ciò che diciamo di desiderare. E c’è una cosa di cui possiamo esser certi nella nostra relazione con Dio: Dio ci darà sempre il Libero Arbitrio, permettendoci di creare nella nostra esperienza collettiva qualsiasi cosa scegliamo di creare — anche quando viola lo spirito di tutto ciò che diciamo di voler creare. Il principale problema che sta di fronte all’umanità oggi è il nostro assoluto rifiuto di accettare la responsabilità per le esperienze che noi, noi stessi, creiamo in collaborazione. Ciò che Dio desidera profondamente che facciamo è permetterGli di darci potere. Ma quando ci rivolgiamo a Dio per il tipo sbagliato di aiuto nel momento sbagliato, ci togliamo potere, poiché dichiariamo di essere le vittime delle circostanze in cui ci troviamo. Inoltre, avvaloriamo il nostro pensiero di essere impotenti nel cambiare le circostanze che abbiamo creato, e che ora Dio è l’unico che ci possa aiutare — se mai ci sia un “Dio”. Fintanto che la maggior parte della gente penserà di subire le conseguenze degli eventi o delle circostanze della propria vita, si ritroverà a ripeterle, poiché non sarà consapevole di come o del perchè si siano presentate queste circostanze. Questa è la dichiarazione, in 38 parole, della ragione precisa per cui la vita è così com’è sul Pianeta Terra oggigiorno. Le persone non sono la conseguenza degli eventi e delle circostanze globali della loro vita, bensì sono collettivamente parte in causa. Ogni evento e circostanza sulla Terra viene prodotto congiuntamente, e messo nella realtà collettiva come una creazione collaborativa della Collettività Stessa. E la tragedia è che La Collettività non lo sa — o, peggio ancora, lo sa, e si comporta semplicemente come se non lo sapesse. Molto di tutto ciò ha a che fare con la nostra comprensione della natura di Dio stesso. Addirittura esiste un essere chiamato “Dio”? Qual è la vera natura del Divino — e cosa vuole, di cosa ha bisogno, che cosa esige? Cosa fa in effetti nella nostra vita? Come interagisce la Divinità con l’Umanità? Qual è la natura della nostra relazione? Esiste persino? Queste ed altre domande verranno esplorate qui in una serie multipartita chiamata “La Natura di Dio e della Vita/un’esplorazione di importanza critica ai nostri tempi”. E’ arrivato il momento di una conversazione mondiale su una questione di impatto globale e di significato universale. Abbracci & Amore, Neale Domanda & Risposta Il Viaggio dell’Anima Caro Neale… Spero tu legga questa lettera poiché c’è una questione che mi preoccupa da molto tempo. Ho appena finito di leggere tutti i libri di CcD e li ho trovati profondamente preziosi nella mia esperienza della relazione con Dio. Le persone dicono di amare Dio, ma l’ho sempre trovata una cosa in qualche modo superficiale perchè può qualcuno dire di conoscere Dio e di aver sviluppato una relazione in cui si è innamorato di Lui/Lei? (E non sto parlando di te, poiché sembra che tu ti sia innamorato di Dio attraverso il tuo lavoro). Io sto cercando di sviluppare questo ONESTO SENTIMENTO di AMARE DIO. Bene, ecco la mia questione: ho perso il mio unico figlio, Tommy, in un incidente d’auto venerdì 13 agosto 1999. Si potrebbe dire che sia venuto al mondo tramite un incidente poiché venerdì 13 settembre 1974 ebbi un incidente d’auto mentre ero incinta di otto mesi. Siamo sopravvissuti, fortunatamente, ma lui nacque circa un mese dopo, prematuro, a causa della rottura delle acque dovuta al trauma dell’incidente. Quando è nato avevo 24 anni, a poco meno del mio 25esimo compleanno. Quando lui è morto aveva 24 anni, a poco meno del suo 25esimo compleanno. Durante il travaglio mi si svilupparono dei duri nodi nei capelli che impiegarono diverse settimane a sciogliersi. Quando lui morì mi tornarono gli stessi nodi e ci volle una parrucchiera e un taglio di capelli per farli andar via. Dal 1985 sono su un sentiero che riguarda tutto la morte, al punto in cui mio figlio un giorno mi disse “Mamma tu leggi tutti questi libri sulle esperienze pre-morte e sulla morte che ho paura che tu stia per morire”. Gli dissi che ero resistente e che non sarei morta a breve. Non sapendo mai che lui se ne sarebbe andato per primo. Prima di leggere i tuoi libri, ho letto Il Viaggio delle Anime e Il Destino delle Anime del Dr. Michael Newton. In questi libri dichiara che tuo figlio non è più tuo figlio, tuo marito non è più tuo marito, e neanche tua madre e tuo padre, poiché hanno solo interpretato questi ruoli nella tua vita attuale. Se questo fosse vero, mi demoralizzerebbe sapere che mio figlio non è più mio figlio. Mi fa male pensare che lui sceglierebbe un’altra madre dal nostro cosiddetto “gruppo di anime” e continuerebbe un’altra esistenza con un’altra famiglia per l’evoluzione della sua anima. Scusa se ti suona egoico, ma è già abbastanza doloroso perderlo senza
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E’ Arrivato Il Momento! Una Nota da Neale… Miei cari amici… E’ arrivato il momento… che tutta l’umanità decida Chi e Cosa Siamo Davvero, e Chi e Cosa scegliamo di essere in relazione a ciò, e come vogliamo dimostrarlo nel nostro mondo. E’ arrivato il momento… che la leadership emerga in ogni città, centro, e villaggio sulla terra, in ogni dove e in ogni luogo, nella forma di individui coraggiosi e forti e saggi, pronti a ricevere la chiamata, preparati a fare qualsiasi sacrificio sia richiesto, ansiosi di assumersi l’incarico, e determinati a non abbandonare Il Lavoro fino a quando Il Lavoro non sarà stato fatto. E’ arrivato il momento… che tu decida se sei quel leader nel mondo in cui ti muovi, se sarai colui che starà spalla a spalla con i pochi Altri coraggiosi e che, cambiando la direzione del nostro Presente, cambierà il corso del Futuro. “E’ un mondo rivoluzionario quello in cui viviamo, e questa generazione in patria e nel resto del mondo si è fatta carico di una responsabilità maggiore di qualsiasi altra generazione che abbia mai vissuto.” Perché il mondo non può più aspettare. La gente di questo pianeta non può più mantenersi per millenni e secoli in base ai comportamenti passati e presenti dell’umanità. Ci restano, se va bene, dei decenni, e poi ci verrà richiesto di spostare la nostra esperienza, o qualcun altro lo farà per noi. La nostra specie, come collettività, lo sa e lo capisce a livello cellulare. Ci stiamo dunque domandando, in questo giorno e da ogni luogo: Se non ora, quando? Se non tu, chi? Poiché è come disse Robert F. Kennedy rivolgendosi alla gente del Sudafrica nel Giorno dell’Affermazione nel 1966, con parole che risultano ancor più vere oggi di quanto lo fossero allora: Le crudeltà e gli ostacoli di questo pianeta che cambia così velocemente non porteranno a dogmi obsoleti e slogan desueti. Non possono essere rimossi da coloro che si aggrappano al presente che è già moribondo, che preferiscono l’illusione della sicurezza all’eccitazione e al pericolo che arrivano anche con il progresso più pacifico. E’ un mondo rivoluzionario quello in cui viviamo, e questa generazione in patria e nel resto del mondo si è fatta carico di una responsabilità maggiore di qualsiasi altra generazione che abbia mai vissuto. Parafrasando ed espandendo le parole di Robert Kennedy, vorrei osservare che alcuni credono che non ci sia nulla che si possa fare contro l’enorme varietà di malattie del mondo. Eppure molti dei più grandi movimenti universali di pensiero e azione sono scaturiti dal lavoro di una singola persona. Un singolo monaco iniziò la riforma Protestante, una giovane donna rivendicò i territori francesi, un ministro nero da solo disse “Io ho un sogno” e alterò il corso della storia della sua nazione, una fragile ed anziana suora risvegliò la compassione dell’umanità in tutto il mondo. E un 32-enne Thomas Jefferson proclamò che tutti gli uomini sono creati uguali. Citando ancora una volta Robert Kennedy direttamente… Questi uomini mossero il mondo, e noi possiamo fare altrettanto. Pochi avranno la grandezza necessaria a piegare la storia ma ciascuno di noi può operare per modificare una piccola parte del corso degli eventi, e tutte queste azioni scriveranno la storia di questa generazione. La storia dell’umanità è il prodotto di innumerevoli atti di coraggio e di fede. Ogni qualvolta un uomo si batte per un ideale o opera per migliorare la condizione degli altri o lotta contro l’ingiustizia, invia un minuscolo impulso di speranza… e tutti questi impulsi provenienti da milioni di centri di energia, intersecandosi gli uni con gli altri danno vita ad una corrente capace di travolgere i più possenti muri dell’oppressione e dell’ostilità. …Che piaccia o meno, sono tempi di pericolo e di incertezza. Ma sono anche tempi che danno spazio, come mai prima d’ora, alle energie creative dell’uomo. Tutti alla fine saremo giudicati — e col passar degli anni sicuramente giudicheremo noi stessi — per il contributo che avremo saputo dare alla costruzione di una nuova società mondiale e per la misura in cui avremo saputo plasmare il nostro sforzo sulla base di alti ideali e obiettivi. Robert Kennedy ha anche detto queste parole: Alcuni uomini vedono le cose come sono e dicono, perchè? Io sogno cose che non ci sono mai state e dico, perchè no? E’ arrivato il momento per dire “Perchè no?”. E’ la nostra opportunità per iniziare un nuovo movimento per i diritti civili… un movimento per i diritti civili dell’anima… liberando infine l’umanità dall’oppressione del credere in un Dio esclusivista, violento, arrabbiato e vendicativo, che ci giudica per i nostri umani capricci ed incomprensioni, che ci condanna alla dannazione eterna per esserci avvicinati a lui nel “modo sbagliato”. “E’ un lavoro importante quello che state facendo, e dovete assolutamente continuare” Ciò di cui ha bisogno il mondo ora è una Nuova Spiritualità, un nuovo modo per onorare il nostro impulso verso il Divino che non faccia sembrare gli altri in errore per il modo in cui lo stanno facendo. So che molti di voi stanno lavorando proprio in questo momento per produrre questo risultato, ognuno a suo modo. Lo vedo ogni giorno, ed ogni giorno vengo a sapere di sforzi lontani da me, nei quali siete impegnati ovunque voi e altri come voi. E’ un lavoro importante quello che state facendo, e dovete assolutamente continuare. Continuare nelle vostre case, continuare nella relazione col vostro amato, con i vostri figli, con i vicini e gli amici, con i vostri collaboratori, con i vostri concittadini. E continuare in modi che accrescano ed enfatizzino le vostre probabilità di successo nel fare la vera differenza sul nostro pianeta. Lavoriamo insieme per farlo. E’ arrivato il momento. Con amore e abbracci, Neale Domanda & Risposta Come rimanere connessi Caro Neale… La mia è una di quelle questioni con cui ho combattuto per anni, e ora sono pronta per fare un cambiamento. Essendo una persona mattiniera, mi sento più ispirata e più connessa alla fonte di mattina.
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Amnesia Spirituale? Una Nota da Neale… Miei cari amici… Siete meravigliosi nel venir qui su questa pubblicazione e leggerla. Sapete perché? Perché la vostra decisione di leggere questo materiale dice che volete cambiare la vostra vita e cambiare il mondo. E’ tutto ciò che riguarda Conversazioni con Dio, se ci pensate. La ragione per cui ci è stato dato questo materiale è cambiare le nostre vite, e cambiare il nostro mondo. Dio sa che questo compito viene svolto da una persona alla volta — e in questo momento quella persona sei tu. In verità, Dio avrebbe potuto semplicemente ordinare questo cambiamento. Avrebbe potuto semplicemente pretenderlo. Ma non lo ha fatto, e non lo farà mai. Fin dall’inizio dei tempi non c’è mai stata un’Esigenza da parte di Dio, né ci sarà mai. C’è chi crede che Dio emetta editti, disponga comandamenti, e abbia necessità, ma questa è una credenza erronea, basata su secoli e millenni di fraintendimento. Ciò che stiamo fraintendendo è Chi e Cosa è Dio, chi e cosa siamo noi, e lo scopo di tutta la vita. Una volta chiarito questo equivoco, non ci comporteremo più nel modo in cui facciamo in relazione a Dio/Dea/Essenza della Vita, e sicuramente non ci comporteremo più nel modo in cui ci comportiamo in relazione agli altri. Infine — e forse più importante di tutti — non ci comporteremo più nel modo in cui ci comportiamo in relazione a noi stessi. Alla fine, se vogliamo cambiare la nostra vita, è la nostra relazione con noi stessi che dobbiamo cambiare. E’ la prima cosa che dobbiamo modificare. Non sappiamo Chi Siamo Davvero. Rifiutiamo di crederlo, rifiutiamo di accettarlo, evitiamo di abbracciarlo. E lo evitiamo nella paura, che è la cosa più triste di tutte. Ciò che temiamo è il fatto che potremmo sbagliarci, e che se ci sbagliamo, Dio non ci perdonerà mai. Abbiamo così paura di Dio che rinunceremo al nostro vero Sé per non avere l’occasione di offendere Dio. Questo è il motivo per cui una nuova Storia Culturale su Dio è così dura ad arrivare, così difficile da suggerire, e così arda da adottare. Ma una nuova Storia Culturale su Dio, sulla Vita, e su Ciascun Altro è l’unica cosa che cambierà la nostra vita e cambierà il nostro mondo. E quindi, qualcuno deve andare avanti a piazzare questi nuovi pensieri nel Mercato delle Idee — e qualcun altro li deve condividere. Questo è il lavoro che viene fatto proprio adesso. Questo è ciò che sta accadendo sul nostro pianeta proprio in questi giorni e di questi tempi. Questo è il vigneto. Tutto intorno a noi sulla terra vediamo cose davvero meravigliose. Vediamo albe e cieli stellati ed uccelli in volo. Vediamo montagne coperte di neve ed alberi maestosi e fiori bellissimi. Vediamo felicità negli occhi dei bambini e gioia sul volto delle persone che hanno trovato la pace e lo stupore nella propria vita. Possiamo vederlo anche sul nostro volto. Ma tutto intorno a noi sulla terra vediamo anche infelicità e patema, tristezza e disperazione, dolore e violenza e angoscia. E ci domandiamo, quanto manca prima che veniamo toccati anche noi da questo lato della vita, come lo sono milioni di persone? In realtà, come lo sono la maggior parte degli esseri umani. Non la minoranza, ma la maggioranza. E tutti gli esseri pensanti si pongono questa domanda: Cosa possiamo fare per cambiare questa situazione? Siamo condannati, per il semplice fatto di essere umani, a ripetere i comportamenti che sostengono tutto questo? E se non lo siamo, cosa dovremmo fare come specie per interrompere questi comportamenti? E anche quelli di noi che hanno in abbondanza, e vivono al sicuro, il cui stomaco è pieno ogni giorno, il cui corpo è al caldo… anche noi a volte abbiamo problemi a rimanere felici. Anche le nostre vite sono piene di dramma, addizionate di dolore, toccate dal loro particolare tipo di violenza, e profondamente segnate da profonda delusione, se non disperazione. E ci domandiamo: Cosa possiamo fare per cambiare questa situazione? Siamo condannati, per il semplice fatto di essere umani, a ripetere i comportamenti che sostengono tutto questo? E se non lo siamo, cosa dovremmo fare come specie per interrompere questi comportamenti? Ci sono già state date molte risposte a questa domanda. Non è che non ce ne siano state date. Le abbiamo avute. E alcune sono arrivate dalle nostre religioni. Eppure, senza voler mancare di rispetto, qualcuno ha notato che quelle risposte non hanno funzionato? Niente di tutto quanto sopra è stato rimosso dalle nostre vite. Anche per quelli che hanno accettato le risposte, le hanno abbracciate come verità, le hanno applicate costantemente, non c’è ancora pace, non c’è vera e duratura gioia, ed il mondo in generale continua a rimanere costante nelle sue miserie, costante nei suoi conflitti e nella sua violenza, costante nella sua incapacità a porre fine alla sofferenza dell’umanità. Potrebbe essere che le risposte che ci sono state date non fossero complete? E’ possibile che ci sia qualcosa che non sappiamo del tutto o non comprendiamo pienamente su Dio, sulla Vita, e su Ciascun Altro, la cui comprensione cambierebbe tutto? Queste sono le domande che ci sono state poste da Conversazioni con Dio e dalla Nuova Spiritualità. E’ una nuova spiritualità che non cerca di rimpiazzare la vecchia, ma di completarla, non cerca di rinnegare il passato, ma di rinnovarlo, non cerca di rinunciare alla saggezza antica, ma di rinvigorirla soffiandovi nuova vita ed espandendone gli orizzonti. C’è di più da vedere oltre la collina, e ancor di più oltre ancora. Ma se non crediamo che ci sia di più da vedere, non scaleremo la collina, poiché il sentiero sembrerà troppo ripido per lo sforzo, e il percorrerlo sembrerà privo di scopo in ogni caso. No, l’unica ragione per cui imboccheremmo un nuovo sentiero sarebbe pensare che ci porterebbe al di là di dove siamo mai andati. E’ lì dove Conversazioni con Dio ci invita ad andare: al di là di dove siamo mai stati, che
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Benvenuti nella Nostra Comunità Una Nota da Neale… Miei cari amici… Non è fantastico essere in una comunità di persone con idee simili e spiritualmente orientate come quella che si è formata intorno ai messaggi di Conversazioni con Dio e alla Nuova Spiritualità? CcD stesso lo dice, e parla della nozione di Coscienza Collettiva che sta coinvolgendo e cambiando il mondo. Parla anche di “restituire le persone a loro stesse”, e di come noi tutti possiamo meglio farlo. Credo fermamente che questo sia il nostro lavoro qui sul pianeta. E’ un compito magnifico, ed un incarico formidabile, poiché è insieme stimolante e divertente! Ciò che cerchiamo di fare in questo Bollettino ogni settimana è esattamente questo: cerchiamo di restituire le persone a loro stesse. Questo lo si fa ricordando alle persone la verità. Innanzitutto, cercando di ricordare alle persone la verità su Chi Sono Davvero. Vogliamo ricordarvi quanto siate magnifici e meravigliosi. Vogliamo che conosciate la gloria del vostro essere, e la natura illimitata del vostro potenziale. Poi, vogliamo che sappiate della vostra divina connessione alla Pura Essenza di Tutto Ciò Che E’, che alcuni di noi chiamano Dio, e di come potete usare questa connessione per creare la realtà personale e collettiva di vostra scelta! Infine, vogliamo che sappiate che se scegliete di ricordare a tutti gli altri queste verità, anche voi ne verrete toccati, poiché è come dice Conversazioni con Dio: Ciò che fluisce attraverso di voi vi rimane dentro. Oggi, facciamo caso a quanto velocemente trascorrono i giorni e i momenti della nostra vita. Cosa fare per vivere lo scopo della nostra vita in modo più potente e con maggiore impatto nel muoverci attraverso il resto di quest’anno? Per quanti mesi ancora lascerò che la vita scorra senza prestare totale attenzione e senza mettere il massimo focus sulla vera ragione per cui sono qui? Questa è la domanda che mi son dovuto fare questa mattina quando mi è caduto l’occhio sul calendario e ho notato che è già trascorsa gran parte dell’anno. Ho questo sogno fantastico che rivisito spesso. E’ un sogno in cui ogni persona che legga queste parole, la cui vita sia stata toccata in modo meraviglioso dall’emozionante e confortante e liberatorio messaggio di CcD, si assume la propria Nuova Identità di Portatore di Luce e vero Attivista Spirituale nel mondo, ed inizia a lavorare in qualche modo importante ogni giorno per alterare la nostra realtà collettiva e per portare meraviglia e gloria alla sua vita individuale. Ci sono molti modi in cui possiamo farlo, e non deve significare lasciar da parte la nostra vita “regolare”. Possiamo aggiungere queste intenzioni e queste attività alla nostra esperienza quotidiana già-tutta-a-posto ed espandere il nostro raggio ed il nostro impatto sul pianeta, influenzando sensibilmente la gente nel nostro mondo personale, con la cui vita entriamo in contatto — sconosciuti e persone care allo stesso modo. Si, c’è moltissimo che tutti noi possiamo fare, e lo possiamo fare con potenza ed effetto se riusciamo a trovare un modo per lavorare insieme! Che, alla fine, è proprio quello che è così emozionante della Comunità che si è formata spontaneamente intorno al materiale di Conversazioni con Dio, e che si incontra qui ogni sette giorni per leggere il Bollettino Settimanale. Questo Bollettino parla direttamente a te. Tu, e tu soltanto, hai fatto in modo che ti arrivasse tra le mani oggi. Leggi questo materiale attentamente. Vedi se non è perfetto per te dire a te stesso queste cose proprio in questo momento. Sarai scioccato da quanto sia totalmente appropriato per questo momento della tua vita. Quindi ora leggi attentamente il resto del contenuto. E poi, ringrazia il tuo Sé per averti portato qui oggi… e lavoriamo insieme per fare di tutti i nostri Domani la più elevata espressione dei nostri desideri più grandiosi! Ti invio luce e amore, Neale Domanda & Risposta Il Ruolo della Nostra Personalità Caro Neale… Mi sono domandato che ruolo abbia la personalità nelle meccaniche della mente e nel sistema dell’anima. Noto che alcune persone hanno personalità che sembrano render loro più facile operare nella nostra cultura — ad esempio seguire regole e dottrine religiose — mentre altre sfidano le regole e non accettano le strutture che governano e fanno le regole. Puoi discutere il ruolo della personalità? Il tuo amico… Neale Risponde Caro Nuovo Amico, la mia personale esperienza è che la maggior parte della gente oggi comprende ciò che chiamano “personalità” come la somma delle inclinazioni, degli impulsi, delle caratteristiche e delle “risposte automatiche” delle persone al mondo intorno a loro, basate generalmente su una combinazione di genetica, ambiente della propria infanzia ed educazione, così come di determinate esperienze che un essere umano ha subito — forse soprattutto nell’infanzia (ma non limitate a quel periodo), e particolarmente quelle esperienze che sono state drammatiche, altamente impattanti (in positivo o in negativo) e/o traumatiche. Contestualizzati nelle Meccaniche della Mente così come sono descritte nel libro Quando Tutto Cambia, Cambia Tutto, questi potrebbero essere definiti come i Dati contenuti nella Mente. Alcuni sono Dati Effettivi del Passato, altri sono Dati Giudicati del Passato. Ora tu hai chiesto del “ruolo” della personalità nelle Meccaniche della Mente e nel Sistema dell’Anima. Ciò che mi trovo a risponderti è che la personalità è il risultato del processo che la Mente subisce quando il Corpo le porta nuovi dati riguardanti qualsiasi evento o circostanza che il Corpo incontra in ciò che chiamiamo il Momento Presente. La personalità si espande per includere non solo i dati contenuti nella Mente, ma anche i Dati contenuti nell’Anima, quando l’Essere Tripartito che sei Tu si sposta nella comunione tra Mente e Anima. Ciò produce un’espansione della banca-dati alla quale la Totalità di Te attinge quando trae le sue conclusioni su una qualsiasi circostanza o situazione particolare della vita, ed invia al Corpo le istruzioni su come reagire o rispondere a quelle condizioni od eventi esterni. Se seguiamo l’Impulso Divino che emerge dal processo di questo momento di Comunione con Dio, la nostra intera “personalità” sembra
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Con un pochino di ritardo, ecco il Bollettino del fine settimana 😉 La Nuda Verità Una Nota da Neale… Miei cari amici… Quando ero nel bel mezzo del periodo peggiore della mia vita, continuavo a domandarmi “Perchè sta accadendo proprio a me?” Non capivo ciò che capisco ora. La mia consapevolezza non era aumentata. Mi sentivo frustrato. Mi sentivo arrabbiato. Mi sentivo tradito dalla vita stessa. Fortunatamente, ho ascoltato queste sensazioni. Non le ho ignorate. Le sensazioni sono il linguaggio dell’anima. Ci dicono cosa la nostra anima vuole che guardiamo in questo momento. Ci conducono ad una comprensione più grande e più profonda. Sono l’accesso alla saggezza. Sono la saggezza stessa, mascherata con l’abito della nostra illusione. Quando togliamo l’illusione dalla vita che si esprime, l’abito cade, rivelando la nuda verità. E vediamo questa nuda verità come l’aspetto più bello della vita stessa. Questa stessa esperienza accade nella vita fisica quando vediamo il corpo nudo degli umani. Continuiamo a cercare di migliorare il nostro corpo rivestendolo con tutti i tipi di abbigliamento. Eppure, alla fine, tutti questi abiti non fanno altro che coprire la bellezza di chi siamo, non migliorarla. Pensiamo di coprire ciò di cui dovremmo vergognarci. Ma in effetti stiamo coprendo ciò che dovremmo totalmente celebrare. Giudichiamo noi stessi per essere troppo grassi o troppo magri, per essere troppo questo o troppo quello. Eppure, attraverso gli occhi di Dio, siamo straordinariamente belli esattamente così come appariamo. Quando stiamo nella nostra nudità, riveliamo al mondo la nostra vera bellezza. Ecco perchè gli amanti non sono mai così entusiasti della vita come quando stanno nudi l’uno di fronte all’altro. E’ la stessa cosa con la saggezza. E’ più emozionante quando viene rivelata come nuda verità. E questo accade quando lasciamo cadere le vesti della nostra illusione. Nella vita ho imparato che vivo in un mondo pieno di illusioni. Non mi è mai stato così chiaro come nello straordinario libro Comunione con Dio. Voglio subito dirvi che se non lo avete letto vi state perdendo qualcosa di estremamente importante in termini di comprensione totale della cosmologia di Conversazioni con Dio. Comunione con Dio è il libro singolo più esplicativo della serie di libri Con Dio, riguardo all’illusione degli umani. Nessun altro libro ci ha mai dato più intuizioni su come riconoscere l’illusione e su come allontanarsene. Nessun altro libro ci ha detto di più su come vivere con l’illusione e non all’interno di essa. Non abbiamo mai ricevuto dati che più chiaramente di così ci rivelassero come usare l’illusione della vita anziché esserne ab-usati. Quindi, in assoluto, se non avete letto Comunione con Dio, pensando di aver già letto tutto ciò che avevate bisogno di leggere nella serie Con Dio, o che gli ultimi libri ripetano semplicemente ciò che hanno già detto i libri precedenti, trovate una copia e leggetela. Scoprirete che contiene nuove e ricche spiegazioni dei misteri più profondi della vita. Nel mio personale viaggio ho scoperto che una volta capite le illusioni della vita, le Dieci Illusioni degli umani come vengono descritte in Comunione con Dio, tutto è cambiato. Il modo in cui percepivo la vita stessa è cambiato quando la mia consapevolezza si è espansa. Sono così potuto ritornare a Conversazioni con Dio e capire più ampiamente l’insegnamento che pensiero, parola e azione sono i tre livelli della creazione. Ho potuto vedere come, nella mia vita, moltissimi effetti esteriori venivano creati dai pensieri che io formulavo. Poi ho capito che anche ciò che dicevo nasceva dai miei pensieri, e che ciò che facevo nasceva sia dai miei pensieri che dalle mie parole. Prima arrivava il pensiero, poi la mia espressione di esso attraverso le parole, e poi ne arrivava la mia esperienza attraverso le azioni. Spesso i miei pensieri, parole ed azioni non sono in allineamento. E’ qualcosa che ho osservato più volte nella mia vita. Cioè, posso pensare una cosa, e dirne un’altra, o posso dire qualcosa, e fare qualcos’altro esattamente all’opposto. Solo quando i miei pensieri, parole ed azioni sono in allineamento, ed esprimono tutti la stessa idea, producono manifestazioni nella mia vita fisica nel modo più potente. Nel caso in cui questi tre aspetti della creazione divina non siano in allineamento, mi rendo conto di creare a singhiozzo. Le manifestazioni nella mia vita sono incomplete, o alla meglio sono temporanee. Questo succede perchè sto pensando una cosa e dicendone un’altra, o sto dicendo una cosa e facendone un’altra, o sto pensando una cosa e non sto facendo ciò che sto pensando, o sto dicendo qualcosa e non sto pensando a ciò che sto dicendo, o in un modo o nell’altro sono sconnesso dal mio Sé. Nella mia vita ho inoltre imparato ad esaminare tutti e tre questi strumenti della creazione poiché sono molto potenti. Ho imparato a guardare attentamente ciò che sto pensando — come direbbero certi filosofi, penso a ciò che sto pensando. Ho imparato a parlare di ciò di cui sto parlando. Quando parlo di ciò di cui sto parlando, che è qualcosa che sto facendo proprio qui mentre scrivo, allora vedo più chiaramente di cosa sto parlando. E quando penso a ciò che sto pensando, vedo più chiaramente a cosa sto pensando. E quando faccio qualcosa riguardo a ciò che sto facendo, vedo più chiaramente cosa sto facendo. Quindi uso gli strumenti della creazione per ritornare sulla creazione stessa e per creare ciò che sto creando. Quando inizio a diventare consapevole che sto creando ciò che sto creando, invece di creare inconsapevolmente, allora mi sono mosso nella vita con ciò che chiamo Nuova Consapevolezza. E’ ciò a cui ci si riferisce nella società contemporanea come movimento della consapevolezza. Riguarda la coscienza ampliata. Riguarda la consapevolezza ampliata. Quando cioè mi sposto al secondo livello di consapevolezza, e divento consapevole di ciò di cui sono consapevole. Allora lo strumento più potente che potrei dare a qualcuno e la cosa più importante che potrei dire a qualcuno nei miei commenti su questa dichiarazione di verità da Conversazioni con Dio è questo: Pensa a
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Gli angeli dell’Arizona ci mostrano il modo Una Nota da Neale… Miei cari amici… Settimana scorsa ho detto che la sopravvivenza è l’istinto che guida il motore dell’esperienza umana. Ho detto che avrei continuato la discussione questa settimana. Ora voglio dire che questo istinto non è il nostro istinto di base, è semplicemente l’istinto che guida il motore dell’esperienza umana per la maggior parte di noi. Qualche tempo fa un gruppetto di uomini straordinari ci ha rivelato, ancora una volta, qual è il nostro istinto di base. E non è la “sopravvivenza”. Sapevano a priori che il loro era un lavoro estremamente pericoloso, e che avrebbero potuto perdere la vita. Questa è la cosa straordinaria. Lo sapevano a priori. Eppure lo hanno fatto. Sono andati in quell’incendio incontrollato in Arizona. E 19 di quei vigili del fuoco incredibilmente coraggiosi sono morti al servizio dei loro simili. La perdita — per le loro famiglie, per i loro colleghi, per la loro comunità, il loro stato, la loro nazione — è quasi insopportabile. Li compiangiamo e riflettiamo: Qual è il significato di tutto ciò? Se esiste un Dio, perchè non li ha protetti, i Suoi più valorosi e coraggiosi? Perché hanno dovuto morire? La cosmologia di Conversazioni con Dio ci offre, su questo argomento, un messaggio difficile da abbracciare e impegnativo persino da ripetere. Però devo farlo qui, se voglio rimanere fedele ai messaggi che mi sono stati dati da trasmettere. Non hanno “dovuto” morire. In Accanto a Dio – La Vita Non Finisce ci viene detto che “nessuno muore in un momento o in un modo che non sia di propria scelta”. Può essere vero? Se è vero, come e perché quei 19 vigili del fuoco dell’Arizona hanno fatto una “scelta” del genere? Considerando la cosa, bisogna innanzitutto comprendere che non si è trattato di una scelta consapevole. Chiaramente, secondo ogni normale logica umana, questi uomini non volevano morire, non cercavano di porre fine alla propria vita, non hanno scelto di perire. Quindi l’affermazione citata sopra da Accanto a Dio si riferisce ad una scelta che viene fatta non dalla mente conscia, ma a livello dell’anima. Non posso sapere, e non ritengo di affermare, la ragione, in ogni singolo caso, del perchè queste anime abbiano fatto la scelta di lasciare la Terra in questo modo quel giorno. Ma so che queste 19 anime, permettendo alla propria vita di terminare al servizio di altri, come hanno fatto, ci pongono dinanzi un’affermazione indelebile di Chi Essi Sono — ed un testamento a chi noi tutti siamo nel profondo del nostro essere. E’ stato detto che la sopravvivenza è l’istinto base degli esseri umani. I messaggi di Conversazioni con Dio ci dicono un’altra cosa. Ci dicono che l’istinto di sopravvivenza non è il nostro impulso fondamentale, ma che il nostro desiderio primario è di esprimere la nostra Divinità. Ecco perché alcune persone — la maggior parte — si trovano a fare cose straordinariamente coraggiose quando le vite di altri sono in pericolo. Ci mettiamo tra il ragazzino che è andato oltre il bordo del marciapiede e l’autobus che sta per investirlo. Facciamo un balzo verso l’uomo che è caduto dalla banchina della metropolitana appena prima che il treno ruggente gli passi sopra. Corriamo all’interno dell’edificio in fiamme in risposta a delle grida di richiesta d’aiuto — o nell’incendio divampante in risposta alle suppliche di proteggere le vite e le proprietà di altri. Questo è Chi Siamo, questa specie chiamata Umanità. E alcuni della nostra specie dimostrano Chi Noi Tutti Siamo in modo che tutti noi possiamo sapere chi siamo davvero, possiamo ricordare chi siamo, al di sotto delle nostre paure. Alcuni di noi dimostrano cosa significhi essere Divini così che tutti noi possiamo avere un modello, possiamo avere un modo per vedere in azione, possiamo avere una prova vivente, della bontà e dell’amore per ciascun altro di cui siamo capaci noi tutti, se non facessimo che abbracciare quella parte della nostra natura, e smettessimo di pensare innanzitutto a noi stessi. Questo è il messaggio spirituale che ho ricevuto nel pensare alla morte di questi Angeli dell’Arizona: Andrew Ashcraft, 29; Robert Caldwell, 23; Travis Carter, 31; Dustin Deford, 24; Christopher Mackenzie, 30; Eric Marsh, 43; Grant McKee, 21; Sean Misner, 26; Scott Norris, 28; Wade Parker, 22; John Percin, 24; Anthony Rose, 23; Jesse Steed, 36; Joe Thurston, 32; Travis Turbyfill, 27; William Warneke, 25; Clayton Whitted, 28; Kevin Woyjeck, 21; and Garret Zuppiger, 27. Oggi possiamo promettere loro di usare il loro atto di valore e altruismo come ispirazione per vivere le nostre vite quanto più possibile liberi dal primario interesse personale, dal primario istinto di conservazione, dal primario semplice egoismo, e per rispecchiare come meglio riusciamo l’impeccabile dimostrazione che ci hanno dato della vera grandezza dello spirito umano, del vero amore che risiede nel cuore umano, e della vera gloria dell’animo umano. A volte ci vuole una grande tragedia per risvegliarci all’inesprimibile gloria di Chi Siamo Davvero, per liberarci dagli ormeggi delle nostre paure e delle nostre limitazioni al servizio di se stessi, lasciandoci liberi di solcare di nuovo i mari del meraviglioso ritorno a casa della nostra anima. Con umile gratitudine per averci mostrato cosa significa davvero essere grandiosamente umani, oggi onoriamo e salutiamo questi vigili del fuoco dell’Arizona, e scegliamo e annunciamo con il nostro giuramento che la loro dimostrazione non sarà invana. Abbracci & Amore, Neale Domanda & Risposta Le relazioni: la nostra più grande opportunità Caro Neale… Sono sul punto di divorziare da mio marito. Ho iniziato a leggere i tuoi libri solo l’estate scorsa e mi sono resa conto di non essere felice con lui. Cioè, non lo ritengo responsabile della mia felicità, ho deciso di accettare il suo atteggiamento negativo e la scelta di essere depresso, ma ho deciso che non posso e non voglio più vivere con lui. Al momento siamo entrambi in psicoterapia ed entrambi i nostri terapisti ci hanno consigliato di non divorziare immediatamente, ma di avere un cosiddetto divorzio di prova/periodo di