Sei co-creatore degli eventi della vita

Una Nota da Neale A volte si dà per scontato non avere il controllo su condizioni, circostanze o eventi esteriori — e so che molto spesso può sembrare così — ma, in realtà, li stai co-creando insieme agli altri nella tua vita — ricordando, naturalmente, il modo in cui usiamo la parola “creare” come sininimo di ricordare. (Quando “crei” le cose, stai in realtà ricordando, o diventando di nuovo consapevole di ciò che è stato, è, e sempre sarà. La tua consapevolezza si espande nel luogo senza confini, al di là dello Spazio e del Tempo, nella spaziosità di tutti i Quando/Dove dell’Esistenza). Hai co-creato la circostanza esterna chiamata ripetizione per poter creare l’esperienza interna chiamata comprensione. E’ per questo scopo che stai co-creando, una per una, tutte le condizioni, le circostanze e gli eventi della tua vita. Per tante persone è una cosa molto difficile da credere. E’ un concetto impegnativo da abbracciare, ed una comprensione trasformativa da accettare. Quando accetti questa comprensione, accetti Chi Sei Davvero. E questa E’ l’Esperienza Sacra. Non ce n’è altra. Quando non accetti questa comprensione, allora non accetti la Verità su Te Stesso, e quindi vivi nella menzogna su di te. La tua intera vita diventa una menzogna, poichè una falsità ne nutre e ne perpetua un’altra. Il passo iniziale verso la Maestria è l’accettazione di questa Verità Divina al primo livello. Se non riesci ad accettare che stai co-creando tutte le condizioni, le circostanze e gli eventi della tua vita, accetta almeno che stai creando l’esperienza che ne hai. Tu, e solo tu, decidi come sentirti al riguardo. Nessun altro può dirti come sentirti riguardo a qualcosa. Questo è sicuramente innegabile. Qualsiasi fattorino può lasciarti un pacchetto davanti alla porta. Ma non può obbligarti a portarlo in casa. E tu non devi farlo se non vuoi. Puoi lasciarlo davanti all’ingresso. Quindi quando una persona ti porta un pacchetto di Rabbia, lascialo davanti all’ingresso. Non portarlo dentro. Decidere come vuoi sentirti riguardo a qualsiasi cosa stia accadendo intorno a te, e poi fare in modo di sentirti così, è il primo passo verso la Maestria. (“Voglio non essere così arrabbiato tutte le volte in cui lei non è pronta per uscire. Voglio rimanere calmo e amorevole e accettare questa parte di lei…” — “Voglio imparare a gestire meglio la delusione. Voglio prenderla in modo filosofico…” — “Voglio smettere di sentrimi ferito quando qualcuno fa del sarcasmo su di me..”). Sono tutti desideri comuni su se stessi. Puoi farli avverare. Ricordati sempre, sempre, sempre: la Tua “esperienza” di qualcosa è il modo in cui ti senti riguardo ad essa. E come ti senti riguardo a qualsiasi cosa è una cosa che puoi controllare (e lo fai, che tu lo sappia o no). Nel mondo della Dualità di Pensiero (che è quello in cui la maggior parte di noi vive), potresti pensare che qualcun altro ti stia “facendo qualcosa”, o che ti sia imbattuto in una condizione esterna apparentemente incontrollabile, con la quale tu non abbia avuto niente a che fare. Una cosa del genere è impossibile, dato che la Dualità non è la Realtà, eppure nel mondo della nostra illusione queste impossibilità possono sembrare molto reali. ∼ Con amore, Neale  

Un altro Padre Nostro?

Lettere a Neale Caro Neale… Dopo aver scritto il tuo libro, The Only Thing That Matters, potrebbe esserci stata la possibilità che Dio cambiasse la preghiera del Padre Nostro in una preghiera che ognuno potrebbe recitare — con ‘male’ sostituito da ‘illusioni’ e ‘perdono’ da ‘comprensione’? Potrebbe magari essere qualcosa tipo: Mio Dio, sono nei Cieli. Santificato è il mio nome. Il mio Regno è arrivato, la mia Volontà è fatta, come in cielo, così in terra. Ogni giorno mi viene dato il mio pane  quotidiano. Sostituisco il Perdono con la Comprensione per i miei Peccati, così come sostituisco il Perdono con la Comprensione per coloro che hanno Peccato contro di me. Guido me stesso nella tentazione allo scopo di allontanare me stesso dalle Illusioni che abbiamo creato. Mio è il Regno, mia è la Potenza e la Gloria nei secoli. Amen. Non sarebbe una grandiosa attuazione di tutti i libri di Conversazioni con Dio, e una dichiarazione di libertà e liberazione dalle illusioni, poter pregare in questo modo? Buona giornata. Marian. Neale Risponde Cara Marian… Amo la preghiera del Padre Nostro esattamente così come ci è stata data originariamente, e la  dico spesso. A volte anche cinque o sei volte al giorno. Ma non sono in disaccordo con quanto hai detto. Anche la tua preghiera è bella. Tutte le preghiere, ovviamente, sono il Padre Nostro (in inglese letteralmente “Preghiera del Signore” – n.d.t.). Cioè, ogni preghiera è felicemente “proprietà” di Dio! La preghiera è una dichiarazione di ciò in cui ognuno di noi crede intensamente. Nel mio mondo va bene chiedere cose a Dio. Io continuo a  credere in un Dio molto personale, e Dio ama che noi chiediamo cose che desideriamo sperimentare — specialmente quando chiediamo sapendo che “prima che tu chieda, Io ti avrò risposto”. Perciò mi piace chiedere a Dio “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, perchè chiedo sapendo che Dio lo avrà già fatto. E mi piace chiedere a Dio “rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Mi fa sentire bene pregare per questo, poiché mi ricorda di perdonare gli altri. Non posso aspettarmi che Dio faccia per me qualcosa che io non sono neanche disposto a fare per gli altri. Ancor meglio (come viene  discusso in The Only Thing That Matters), quando dico queste parole mi viene  ricordato di sostituire ‘perdono’ con ‘comprensione’ — come hai dichiarato anche tu nella tua preghiera. Amo la tua comunicazione, nella preghiera che hai composto, di ciò che ritieni vero. E’ potente e molto dolce, e dice la tua verità. Grazie per averla  condivisa con me. Ti invio l’augurio che tu possa continuare a sperimentare la presenza di Dio in te e attraverso di te tutti i giorni della tua vita. ∼ Con amore, Neale

Cos’è la Crescita Spirituale?

Una Nota da Neale Miei cari amici… Per me la contentezza è un gran posto. Molte persone impiegano tutta la loro vita cercando di essere lì. E quando — o se — raggiungono un luogo di “contentezza” desiderano lasciare che le cose rimangano esattamente lì. Arrivare alla Contentezza è abbastanza per un ciclo di vita. E’ più che abbastanza. E’ davvero un risultato straordinario, e, a dir la verità, la maggior parte della gente non ci riesce. Quindi perché andare avanti? Perché — in un certo senso — non essere “contenti” della Contentezza? Be’, ovviamente, non potete non andare avanti se siete “non contenti” della Contentezza, poiché ciò significa, per definizione, che non avete raggiunto la Contentezza. Quindi la prima cosa che possiamo capire sulla ragione per andare avanti è che non ha niente a che fare con lo stato di Contentezza che in qualche modo non è “abbastanza”. Non ha niente a che fare col bisogno, o con la frustrazione, o con l’insoddisfazione di Chi o Cosa siamo. Se il nostro desiderio di andare avanti con la nostra evoluzione scaturisce da uno di questi sentimenti, allora in realtà potremmo essere andati all’indietro. O, forse, non siamo mai arrivati nel luogo in cui immaginavamo di essere. Quindi il primo messaggio che riceviamo quando raggiungiamo il luogo, nel Viaggio Evolutivo, chiamato Contentezza, è che — come Conversazioni con Dio dice in modo così perfetto — “non c’è alcun luogo dove dobbiamo andare, niente che dobbiamo fare, e nessun modo in cui dobbiamo essere, se non esattamente il modo in cui siamo proprio ora”. Ridotto alla sua essenza, si traduce in in una semplice questione di Auto Accettazione. Ma, per la maggior parte della gente, L’Auto Accettazione non è una questione così semplice. In realtà, può essere la cosa più difficile da raggiungere nella vita. Ecco perché è un risultato così fantastico per un Essere raggiungere uno stato di Contentezza. Ed essere capaci di sostenere un’esperienza del genere è un segno di maestria iniziale. Ma ci sono luoghi più grandi verso i quali un’anima può viaggiare. Ci sono esperienze più grandi da avere nella struttura di una vita. E lo stato di Contentezza non è per niente uno stato di totale risveglio. O, per dirla in altre parole, l’Accettazione di Sé non equivale alla Consapevolezza di Sé. Accettare il tuo Sé così come sei al momento non significa che non esista una versione più grande del tuo Sé che puoi sperimentare. Significa semplicemente che sei soddisfatto del tuo Sé e che non hai bisogno di andare oltre, non hai bisogno di essere “di più”, non hai requisiti auto-imposti o imposti da altri di essere in qualche modo addirittura “migliore”. Significa che hai capito la Nona Illusione degli Umani: La Superiorità Esiste. (Ricorderai Le Dieci Illusioni degli Umani dallo straordinario libro Comunione con Dio: 1. Il Bisogno Esiste 2. il Fallimento Esiste 3. La Disunione Esiste 4. L’Insufficienza Esiste 5. Il Requisito Esiste 6. Il Giudizio Esiste 7. La Condanna Esiste 8. La Condizione Esiste 9. La Superiorità Esiste 10. L’Ignoranza Esiste Le prime cinque sono le Illusioni Fisiche, che hanno a che fare con la vita nel corpo fisico. Le ultime cinque sono le Illusioni Metafisiche, che riguardano la realtà non-fisica, o le idee che hai nella mente). L’idea che la Superiorità Esista può creare nella mente il “bisogno” di sperimentare qualcosa di diverso da quanto stiamo sperimentando proprio ora. Anche questo bisogno è un’illusione. E’ la Prima Illusione degli Umani, è la falsa idea sulla quale si basano tutte le altre false idee riguardanti la Vita. E’ il Primo Errore. E’ il Primo Fraintendimento. E’, in un certo senso, il Peccato Originale. (Ovviamente non esiste una cosa come il “peccato”. Il termine viene qui usato come metafora). Quindi, la Contentezza è uno Stato dell’Essere in cui realizziamo che la Superiorità è un’illusione. E’ impossibile essere superiore a ciò che sei esattamente in questo momento. E’ un altro modo per dire che tutte le cose sono perfette nel mondo di Dio. Dio non ha bisogno di nulla per essere diverso dal modo in cui è proprio ora. Perché, allora, preoccuparsi di cambiare? Perché preoccuparsi di cambiare qualcosa, men che meno il nostro vero sé? La ragione per cambiare La ragione per cambiare è la stessa per fare qualsiasi cosa. Conversazioni con Dio ci dice che esiste un’unica ragione per fare qualsiasi cosa: annunciare e dichiarare, diventare e realizzare, esprimere e sperimentare la successiva più grande versione della più grandiosa visione che abbiamo mai avuto di Chi Siamo. CcD lo riassume in questa frase: Ogni atto è un atto di auto-definizione E’ profondamente vero, e viene compreso da molto poche persone. Viene abbracciato da ancor meno persone. E’ importante qui comprendere che “più grande” non significa in alcun modo “migliore”. Una cosa che è più grande non equivale ad una cosa che è superiore. Significa semplicemente più grande. Nel contesto della frase sopra, tratta da CcD, significa “una più grande versione” della più grandiosa visione che abbiamo mai avuto di noi stessi. Un albero non è “migliore” perché oggi è più grande di quanto lo fosse quindici anni fa. E’ semplicemente cresciuto. Non è diventato “migliore” di quanto lo fosse prima. Non è in alcun modo “più bello” o “più saggio” di quanto fosse quando era una piantina. L’albero non ne sa di più ora di quanto ne sapesse allora. Ma è CRESCIUTO. E’ diventato di più di quanto sia mai stato, fin dall’inizio. Sta semplicemente mostrando più “alberità”. Non è diventato qualcosa di diverso da ciò che era, ma è diventato di più di ciò che era. La ragione perché un umano cambi non è diventare “migliore”, ma semplicemente diventare una versione più vasta di ciò che quell’Essere è già. Questo processo di diventare più grande è il processo di crescita — e la crescita è il processo della Vita stessa. Quindi non potresti fermare il processo, se volessi, senza fermare la Vita stessa, e questo è qualcosa che non puoi

Cos’è una ‘Revisione della Vita’?

Lettere a Neale Caro Neale, Grazie mille per “Accanto a Dio”!! Finalmente le mie esperienze con la morte e i moribondi sono state confermate. Sono stata un’infermiera per 30 anni e ho lavorato con le persone morenti per molti di quegli anni. Essendo presente più e più volte con la gente a questo sacro evento, sono stata testimone di cose notevoli. Ci sono così tante storie che potrei raccontare, ma che non condivido perchè la gente penserebbe che me le sto inventando. Sono stata educata in una casa di genitori atei. Parlare di Dio o di religione provocava la punizione. Mi diplomai alla scuola per infermiere ed il mio primo incarico fu al reparto Oncologico. I pazienti erano lì per curarsi o per morire. In quel periodo non avevo avuto esperienze con la morte o con i morenti, e nemmeno basi spirituali. Era un gran dono essere lì! Lentamente, iniziai a scoprire il miracolo della morte. Mi portò a Dio e alle mie attuali credenze spirituali. Non ho paura della morte e mi emoziona vedere tutte quelle persone amate dall’altra parte. La mia domanda riguarda i passaggi immediatamente dopo la morte. Il primo, come ho capito, è diventare consapevoli di lasciare il corpo e realizzare che la vita è andata avanti. Il secondo è sperimentare qualsiasi cosa crediamo che accada dopo la morte. Nelle mie letture sulle esperienze pre-morte, le persone hanno affermato di aver avuto una revisione della vita, subito dopo la morte. Tutti gli eventi della loro vita gli sono passati davanti, come un film, e li hanno ri-sperimentati dalla prospettiva degli altri. Quindi, se un nostro comportamento ha ferito qualcuno, sentiremo il suo dolore; allo stesso modo, se abbiamo aiutato qualcuno, sentiremo la sua gratitudine. Nelle tue conversazioni, si è parlato della revisione della vita? E’ qualcosa che succede? O succede solo a chi pensa che succederà? Nikki Neale Risponde Cara Nikki, ACCANTO A DIO descrive essenzialmente la stessa esperienza che hai appena descritto. Per favore leggi il capitolo 30. Troverai quanto segue… Immagina adesso una stanza più ampia in cui le parti del murale che hai guardato mentre percorrevi il Tunnel del Tempo sono fissate alle pareti. L’intero murale non è lì, ci sono solo alcune parti, solo le sezioni su cui ti sei concentrato quando hai attraversato il tunnel. Queste immagini, adesso, sono appese alle pareti come in una mostra d’arte, e tu cammini in questa “galleria d’arte” lentamente, esaminando le figure una alla volta. Mentre esamini queste figure a fondo, sperimenti tutto ciò che sta accadendo nell’immagine. Non solo quello che sta succedendo a te, ma anche quello che sta accadendo a tutti gli altri nell’immagine. Queste figure rappresentano ognuno dei momenti della tua vita, e adesso, esaminandole, hai per la prima volta un’immagine completa di tutto quello che accade in ogni momento. Spesso non è quello che hai pensato che succedesse, ed è sempre più di quello che hai immaginato. e dal Cap. 31 …vedi tutto ciò che c’e nella “galleria d’arte”, tutte le esperienze della tua vita, e puoi osservarle oggettivamente come se stessi sfogliando un libro illustrato, o stessi guardando un film o studiando una grande opera d’arte. La studi in ogni particolare, finché non senti di averla capita. Poi passi all’immagine successiva, il momento successivo, il “dipinto successivo”. In questo modo, ti muovi attraverso e attorno a tutta la galleria; ti assicuri di aver visto l’intera collezione. Ogni momento è importante per te, perché ti rendi conto, mentre esamini i singoli momenti della tua vita, che essi sono ciò che hai utilizzato per creare la tua esperienza del Sé, e presto deciderai come desideri ricreare il tuo Sé dal principio. Okay, aspetta un attimo. Sono confuso su un punto. So che è tutta una metafora e non veramente “com’è”– — descrivere “com’è” senza usare una metafora renderebbe virtualmente impossibile la tua comprensione. Capisco. Ma, anche sapendo che questa è una metafora, devo “criticarla” un po’. C’è una cosa che non mi è chiara. Pensavo di aver “riguadagnato” la mia identità quando emergevo dall’Essenza, quando il mio “incontro con Dio” fosse terminato. Altrimenti, come saprei “chi sono”? Lo sai. E allora com’è che posso attraversare questa “retrospettiva della vita” e non sentire niente? Ho fatto delle cose piuttosto orribili, mi dispiace dirlo. Anche delle  cose belle. Com’è che, se ho riguadagnato l’identità che  avevo perso nei primi stadi della morte, non provo nessuna sensazione di tristezza, felicità o sofferenza, al riguardo? Quando il tuo “incontro con Dio” si conclude, tu riacquisti la tua consapevolezza dell’identità limitata che avevi nell’ultima vita, vero, ma non ritorni in quella identità. Anzi, sperimenti il tuo Sé in maniera più ampia, molto più illimitata. Nel Capitolo 31 continuo usando un’analogia per descrivere come è possibile per l’anima subire una tale “revisione della vita” senza provare alcun dolore o disagio mentre guardiamo le “scene” della nostra vita, ma conoscendo totalmente l’esperienza esatta che hanno avuto gli altri come risultato delle nostre scelte, parole, e azioni. Spero che questo ti abbia chiarito  le cose, Nikki. Grazie per avere scritto. Sii benedetta… ∼ Con amore, Neale

La Nuda Verità

Una Nota da Neale… Miei cari amici… Quando ero nel bel mezzo del periodo peggiore della mia vita, continuavo a domandarmi “Perché sta accadendo proprio a me?” Non capivo ciò che capisco ora. La mia consapevolezza non era aumentata. Mi sentivo frustrato. Mi sentivo arrabbiato. Mi sentivo tradito dalla vita stessa. Fortunatamente, ho ascoltato queste sensazioni. Non le ho ignorate. Le sensazioni sono il linguaggio dell’anima. Ci dicono cosa la nostra anima vuole che guardiamo in questo momento. Ci conducono ad una comprensione più grande e più profonda. Sono l’accesso alla saggezza. Sono la saggezza stessa, mascherata con l’abito della nostra illusione. Quando togliamo l’illusione dalla vita che si esprime, l’abito cade, rivelando la nuda verità. E vediamo questa nuda verità come l’aspetto più bello della vita stessa. Questa stessa esperienza accade nella vita fisica quando vediamo il corpo nudo degli umani. Continuiamo a cercare di migliorare il nostro corpo rivestendolo con tutti i tipi di abbigliamento. Eppure, alla fine, tutti questi abiti non fanno altro che coprire la bellezza di chi siamo, non migliorarla. Pensiamo di coprire ciò di cui dovremmo vergognarci. Ma in effetti stiamo coprendo ciò che dovremmo totalmente celebrare. Giudichiamo noi stessi per essere troppo grassi o troppo magri, per essere troppo questo o troppo quello. Eppure, attraverso gli occhi di Dio, siamo straordinariamente belli esattamente così come appariamo. Quando stiamo nella nostra nudità, riveliamo al mondo la nostra vera bellezza. Ecco perchè gli amanti non sono mai così entusiasti della vita come quando stanno nudi l’uno di fronte all’altro. E’ la stessa cosa con la saggezza. E’ più emozionante quando viene rivelata come nuda verità. E questo accade quando lasciamo cadere le vesti della nostra illusione. Nella vita ho imparato che vivo in un mondo pieno di illusioni. Non mi è mai stato così chiaro come nello straordinario libro Comunione con Dio. Voglio subito dirvi che se non lo avete letto vi state perdendo qualcosa di estremamente importante in termini di comprensione totale della cosmologia di Conversazioni con Dio. Comunione con Dio è il libro singolo più esplicativo della serie di libri Con Dio, riguardo all’illusione degli umani. Nessun altro libro ci ha mai dato più intuizioni su come riconoscere l’illusione e su come allontanarsene. Nessun altro libro ci ha detto di più su come  vivere con l’illusione e non all’interno di essa. Non abbiamo mai ricevuto dati che più chiaramente di così ci rivelassero come usare l’illusione della vita anziché esserne ab-usati. Quindi, in assoluto, se non avete letto Comunione con Dio, pensando di aver già letto tutto ciò che avevate bisogno di leggere nella serie Con Dio, o che gli ultimi libri ripetano semplicemente ciò che hanno già detto i libri precedenti, trovate una copia e leggetela. Scoprirete che contiene nuove e ricche spiegazioni dei misteri più profondi della vita. Nel mio personale viaggio ho scoperto che una volta capite le illusioni della vita, le Dieci Illusioni degli umani come vengono descritte in Comunione con Dio, tutto è cambiato. Il modo in cui percepivo la vita stessa è cambiato quando la mia consapevolezza si è espansa. Sono così potuto ritornare a Conversazioni con Dio e capire più ampiamente l’insegnamento che pensiero, parola e azione sono i tre livelli della creazione. Ho potuto vedere come, nella mia vita, moltissimi effetti esteriori venivano creati dai pensieri che io formulavo. Poi ho capito che anche ciò che dicevo nasceva dai miei pensieri, e che ciò che facevo nasceva sia dai miei pensieri che dalle mie parole. Prima arrivava il pensiero, poi la mia espressione di esso attraverso le parole, e poi ne arrivava la mia esperienza attraverso le azioni. Spesso i miei pensieri, parole ed azioni non sono in allineamento. E’ qualcosa che ho osservato più volte nella mia vita. Cioè, posso pensare una cosa, e dirne un’altra, o posso dire qualcosa, e fare qualcos’altro esattamente all’opposto. Solo quando i miei pensieri, parole ed azioni sono in allineamento, ed esprimono tutti la stessa idea, producono manifestazioni nella mia vita fisica nel modo più potente. Nel caso in cui questi tre aspetti della creazione divina non siano in allineamento, mi rendo conto di creare a singhiozzo. Le manifestazioni nella mia vita sono incomplete, o alla meglio sono temporanee. Questo succede perchè sto pensando una cosa e dicendone un’altra, o sto dicendo una cosa e facendone un’altra, o sto pensando una cosa e non sto facendo ciò che sto pensando, o sto dicendo qualcosa e non sto pensando a ciò che sto dicendo, o in un modo o nell’altro sono sconnesso dal mio Sé. Nella mia vita ho inoltre imparato ad esaminare tutti e tre questi strumenti della creazione poiché sono molto potenti. Ho imparato a guardare attentamente ciò che sto pensando — come direbbero certi filosofi, penso a ciò che sto pensando. Ho imparato a parlare di ciò di cui sto parlando. Quando parlo di ciò di cui sto parlando, che è qualcosa che sto facendo proprio qui mentre scrivo, allora vedo più chiaramente di cosa sto parlando. E quando penso a ciò che sto pensando, vedo più chiaramente a cosa sto pensando. E quando faccio qualcosa  riguardo a ciò che sto facendo, vedo più chiaramente cosa sto facendo. Quindi uso gli strumenti della creazione per ritornare sulla creazione stessa e per creare ciò che sto creando. Quando inizio a diventare consapevole che sto creando ciò che sto creando, invece di creare inconsapevolmente, allora mi sono mosso nella vita con ciò che chiamo Nuova Consapevolezza. E’ ciò a cui ci si riferisce nella società contemporanea come movimento della consapevolezza. Riguarda la coscienza ampliata. Riguarda la consapevolezza ampliata. Quando cioè mi sposto al secondo livello di consapevolezza, e divento consapevole di ciò di cui sono consapevole. Allora lo strumento più potente che potrei dare a qualcuno  e la  cosa più importante che potrei dire a qualcuno nei miei commenti su questa dichiarazione di verità da Conversazioni con Dio è questo: Pensa a ciò a cui stai pensando, parla di ciò di cui stai parlando, fai qualcosa che

Dovrei portare a termine la gravidanza?

Lettere a Neale Caro Neale… La mia situazione è urgente, quindi spero tu riceva in tempo la mia lettera. Sono madre di 5 bambini, esseri fantastici, sono sposata col mio migliore amico da 20 anni. Stiamo finalmente realizzando insieme la nostra stabilità economica e stiamo per trasferirci a Seattle per imbarcarci in una nuova avventura con la famiglia. Bene, ho pensato a come sarebbe avere un altro  figlio. Solo uno ancora, e sarebbe l’ultimo. Be’, si è esaudito il mio desiderio, e sono incinta di 7 settimane. Ciò che non mi aspettavo era di dover affrontare contemporaneamente il cancro al seno. Quando ho scoperto di essere incinta mi è stato fatto l’esame per il cancro al seno poiché c’era un cambiamento nel mio seno destro. La mia salute va bene, ma ci sono state complicazioni col mio ultimo figlio che renderanno difficile portare in grembo un altro bambino senza disagi. Dopo molte settimane di ripensamenti ho preso un appuntamento per interrompere la gravidanza e ora sono così combattuta da non riuscire a pensare con lucidità. Questa gravidanza ha già il suo costo, sto male quasi sempre, i bambini mi impegnano e anche se mio marito è stato un angelo e si è preso carico di tutto, ho la sensazione di deluderli tutti. Mi sembra di essere egoista nel sacrificare me stessa e il loro benessere. Non so cosa fare, Neale. Sto cercando un consiglio. Grazie mille! Amore e luce. “S” (nome omesso per garantire la privacy). Neale Risponde Mia Cara “S”… Non so se la mia risposta ti sia arrivata in tempo o meno. In ogni caso, penso sia utile dare un’occhiata ad alcuni messaggi fondamentali da Conversazioni con Dio. Primo, non esiste qualcosa di Giusto o Sbagliato. Secondo, non esiste qualcosa che Dio voglia, necessiti, esiga o ci richieda come esseri umani. Terzo, non esiste autorità al di fuori di te stessa che sia più grande dell’Autorità Interiore. Quarto, la morte non esiste… e nessuna Anima si muove nell’esperienza che chiamiamo “morte” in un momento o in un modo che non sia di sua scelta. Quinto, lo scopo della vita è di ricreare te stesso daccapo nella prossima più grande versione della più elevata visione che tu abbia mai avuto di Chi Sei. Voglio suggerirti di fare ciò che puoi per connetterti con la tua Anima in questo momento. Chiedi alla tua Anima… perchè questa situazione sarebbe stata creata per me? Perchè l’Anima del mio bambino non-nato avrebbe acconsentito a partecipare a questo momento e a questa esperienza? Chiedi a Dio di aiutarti a trovare un luogo di pace nella tua decisione finale. Mi viene in mente che potresti voler fare ciò che è meglio per i bambini che hai già, e per tuo marito, così come per te stessa. Inoltre, sarei curioso di sapere cos’hanno detto i dottori sull’opportunità e sulla fattibilità di una gravidanza in queste condizioni. Non posso consigliarti qui in modo specifico, poiché ogni Anima deve rispondere individualmente e da un luogo di Libero Arbitrio alle condizioni e circostanze a cui si trova di fronte. Ma questo è ciò che posso dirti: la tua volontà è davvero libera. Dio non ti punirà nè condannerà per una decisione o un’altra. Non puoi ferire o danneggiare Dio, e nemmeno puoi “offenderlo” in alcun modo. Allo stesso modo non puoi danneggiare od offendere alcuna Anima. Tutte le cose che succedono nell’esperienza di ogni Anima vengono create in collaborazione con tutte le anime, e non succede niente nella vita di un’Anima che sia contro la sua volontà. Una cosa del genere sarebbe impossibile, visto chi e cosa è l’Anima: un’individuazione della Divinità. Di conseguenza, tutte le anime devono avere uno scopo per  tutte le esperienze che stiamo creando in collaborazione. Ogni Anima sa qual è lo scopo, e qual è il beneficio in opportunità ed evoluzione. Ad esempio, è possibile che un’Anima possa cercare di avere l’esperienza di rinunciare ad una particolare vita umana (tutte le Anime hanno un numero infinito di vite) per portare beneficio alla vita di un altro? Come lo farebbe, se lo volesse? Be’,  ci sono molti modi — ed un modo potrebbe essere di venire nella  fisicità per un breve periodo, e poi lasciare la fisicità per beneficiare un altro. O, magari, altri. Le anime sono in grado di prendere accordi con ciascun’altra con lo scopo di creare le perfette condizioni perchè avvenga questa esperienza? Per favore sia chiaro qui, amica mia, che non sto in alcun modo affermando che tutto ciò riguardi la tua esperienza attuale. Non ho modo di sapere con assoluta sicurezza il programma di ogni singola Anima, e non insinuerei mai che lo faccio. Devi prendere in considerazione la tua attuale situazione tra te, la tua Anima, e Dio. Ti mando la pace e la benedizione di Dio. ∼ Con amore, Neale

Dio diffama i sensitivi?

Lettere a Neale Caro Neale… recentemente ho ascoltato il Libro 3 dove Dio dice che fare i medium e canalizzare l’altra parte è piuttosto fraudolento ed inutile. Io sono stata una medium per più di 30 anni, genuina, onesta e convinta di portare un servizio utile e spesso senza prezzo alle persone che hanno perso i loro cari e hanno bisogno di conforto, di sicurezza della vita dopo la morte, e di sapere che i loro cari  sono sempre con loro. Perchè la mia canalizzazione di queste informazioni è così terribile? Tu hai canalizzato Dio, e anch’io sto facendo lo stesso, se Dio è tutti noi, vivi o morti, allora perchè lui diffama ciò che faccio? Debbie Neale Risponde Cara Debbie… Non so quale libro tu abbia ascoltato in cui si dicesse che “fare i medium e canalizzare l’altra parte è piuttosto fraudolento ed inutile”, ma certamente non era il terzo libro di Conversazioni Con Dio. In questo libro Dio dice che la canalizzazione può essere molto utile — e si  spinge anche oltre dicendo alle persone di non “imbrogliare” un sensitvo o un medium quando fa il suo lavoro. Vediamo cosa dice esattamente CcD3 sull’abilità psichica, e sui canali e i medium, ok? “Ci sono tre regole dei fenomeni psichici che ti permettono di comprendere come lavora il potere psichico. Vediamole: 1. Tutto il pensiero è energia. 2. Tutte le cose sono in movimento. 3. Tutto il tempo è ora. I sensitivi sono persone che si sono aperte alle esperienze che questi fenomeni producono: vibrazioni. A volte sotto forma di immagini nella mente. A volte un pensiero sotto forma di parola. I sensitivi diventano esperti nel sentire queste energie.” Bene, niente di denigratorio qui. Vediamo cos’altro dice CcD3 sull’argomento… “Per essere sensitivo, devi essere al di fuori della tua mente. Poiché l’intuizione risiede nella psiche. Nell’anima. L’intuizione è l’orecchio dell’anima. L’anima è l’unico strumento abbastanza sensitivo da “cogliere” le vibrazioni più lievi della vita, da “percepire” queste energie, da sentire queste onde nel campo, e da interpretarle.” Bene, niente di denigratorio qui. Hmmm… andiamo avanti… “Un sacco di persone affermano di essere sensitive. Come posso distinguere il vero dal falso? Tutti sono “sensitivi”, quindi tutti sono “veri”. Ciò che vogliamo guardare è il  loro scopo. Stanno cercando di aiutare te, o di arricchire se stessi? I sensitivi — i cosiddetti “sensitivi professionisti” — che stanno cercando di arricchirsi, spesso promettono di fare cose con il loro potere psichico — “far tornare un amore perduto”, “portare ricchezza e fama”, addirittura aiutarti a perdere peso! Ti promettono di fare tutto questo — ma solo dietro pagamento. Faranno anche una “lettura” su qualcun altro — il tuo capo, il tuo amato, un amico — e ti diranno tutto su di  lui. Ti diranno “Portami qualcosa — una sciarpa, una  fotografia, qualcosa scritto da lui”. E riusciranno a dirti qualcosa di lui. Spesso, un bel po’. Poiché tutti lasciano una traccia, un’ “impronta psichica”, una scia energetica. E un vero sensitivo riesce a sentirla. Ma un vero intuitivo non ti proporrà mai di riportarti indietro qualcuno, di far cambiare idea ad una persona, o di creare un qualsiasi risultato utilizzando il proprio “potere” psichico. Un vero sensitivo — uno che ha dedicato la propria vita allo sviluppo e all’uso di questo dono — sa che non si deve mai manipolare il libero arbitrio altrui, e che non si devono mai invadere i pensieri di un altro, e che non si deve mai violare lo spazio psichico di un altro. Un vero sensitivo conosce e vive la Direttiva Primaria. E cioè, se gli chiedi di riportarti un “amore perduto”, o di leggere l’aura di un’altra persona di cui hai il fazzoletto o la lettera, un vero sensitivo ti dirà: “Mi dispiace  ma non lo faccio. Non interferirò mai col sentiero di un’altra persona, né mi intrometterò, né vi guarderò dentro.” “Non cercherò in alcun modo di influenzare, dirigere o incidere sulle sue scelte.” “E non ti divulgherò informazioni personali o provate su qualcuno”. Se una persona si offre di fare uno  qualsiasi di questi “servizi”, quella persona è ciò che chiameresti “corrotto”, che usa  la tua umana debolezza e la tua vulnerabilità per estrapolarti denaro.” Bene, ora, Debbie… cosa ti sembra sbagliato di tutto ciò? A me sembra che tutto questo ci dica solo quale sia un buono standard etico di  un  sensitivo o di un medium. Con quale parte di quanto sopra non sei d’accordo? Ma aspetta, andiamo avanti  e vediamo cos’altro dice CcD3 di tutto questo. “Va bene chiedere ad un sensitivo di contattare i morti? Dovremmo cercare di metterci in contatto con coloro che se ne sono “andati prima”? Perchè dovremmo volerlo? Per vedere se hanno qualcosa da dirci. Se qualcuno “dall’altra parte” ha qualcosa che desidera che tu sappia, stai pur certa che farà in modo che tu lo sappia. La zia, lo zio, il fratello, la sorella, il padre, la madre, il coniuge e l’amante che sono “andati prima” stanno continuando il proprio viaggio, sperimentanto gioia completa, si stanno spostando verso la comprensione  totale. Se parte di ciò che vogliono fare è tornare da te — per vedere come stai, o per farti sapere che stanno bene — fidati che lo faranno. Poi, stai attento al segno e “coglilo”. Non liquidarlo come fosse solo la tua immaginazione, una “pia illusione” o una coincidenza. Stai attento al messaggio, e ricevilo. Quindi stai dicendo — per tornare alla domanda originaria — che non dovremmo andare da un sensitivo o ad una seduta spiritica per contattare quelli dall’altra parte? Non sto dicendo che dovresti o non dovresti fare qualcosa. Solo non sono sicuro di quale sarebbe lo scopo. Bene, supponendo che tu avessi qualcosa da dire all’altro, o che ci fosse qualcosa che vuoi sapere? Immagini che potresti dirlo e lui non potrebbe sentirlo? Il minimo pensiero che abbia a che fare con un essere che esiste in quella che chiami “l’altra parte” porta la coscienza di quell’essere a volare da te. Non puoi avere un pensiero o un’idea

Perché devo andare avanti?

Lettere a Neale Neale… Perché la mia vita deve continuare… quando non ho passione per il futuro? Non so più cosa ho da portare come contributo. Posso avere contatti con più vite, e allora? Posso dare il mio denaro, ma quindi? Esther Neale Risponde Mia cara Esther… C’è sempre qualcosa in più a cui contribuire. Ma ecco qualcosa che dovresti sapere: C’è solo una ragione per fare qualsiasi cosa, incluso continuare a vivere, incluso dare un contributo agli altri. La ragione per fare qualsiasi cosa è annunciare e dichiarare, esprimere e sperimentare, diventare e onorare chi sei davvero, al livello successivo. Ogni atto è un atto di auto-definizione. Se tocchi altre vite, non lo stai davvero facendo per toccare altre vite, ma per toccare la tua. Cerchi di toccare la tua vita con un senso di Te sempre maggiore. Desideri capire, in modo esperienziale, chi sei e chi scegli di essere nella prossima più grande versione della più magnifica visione che tu abbia mai avuto di te stessa. Se dai del denaro, non lo dai agli altri, ma a te stessa, in un modo molto indiretto, ma sicuro. Tutto ciò che va, ritorna, e quello che fai per un altro lo fai per te stessa. Quando regali del denaro, ancora una volta regali a te stessa l’esperienza di essere ricca, di essere generosa, di essere una che si preoccupa abbastanza da aiutare gli altri. Queste “sensazioni” sono ciò che stai cercando. Provare certe sensazioni è il programma della tua anima, poiché è nel provare certe sensazioni che sperimenti, anziché saperlo soltanto, chi sei. Quando sei fuori dal tuo corpo, non puoi sperimentare certe cose. Puoi Sapere chi sei, ma hai bisogno di fisicità per poterlo Sperimentare. L’anima non si stanca mai di sperimentare il suo Sé Divino. Potresti pensare di esserne stanca, ma non lo sei, e questo è il motivo per cui Tu hai creato la Vita Stessa. Quando l’Individuazione della Divinità che chiami “te” smetterà di continuare a vivere (nella forma fisica), sarà chiaro che continuerai a vivere in una forma non-fisica, o spirituale. Poi ritornerai alla forma fisica come parte del continuo ed infinito Ciclo Benedetto che chiamiamo vita. Se hai già sperimentato tutto ciò che pensi sia interessante ed emozionante sperimentare di te stessa, Esther, allora hai sicuramente vissuto una vita straordinaria. Ma anche in questa circostanza non sarebbe vero che la vita “non ha più niente da offrire”. Puoi sempre pensare ad una più grande versione del tuo Sé… e ad una ancora più grande. E quindi l’opportunità di aumentare in coscienza e in consapevolezza in luoghi di magnificenza sempre più grande esiste sempre. E’ l’invito della Vita Stessa. La retribuzione di tutto questo è la gioia. La gioia e la felicità sono i risultati di una vita in cui viene espresso completamente il Vero Sé. Dio ti ha benedetta, Esther. Spero che continuerai a condividere queste benedizioni con tutti quelli di cui toccherai la vita. ∼ Con amore, Neale  

Come uni-amo

Lettere a Neale Caro Neale… so già di essere l’esperienza divina di ciò che è la vita. Il clero e la maggior parte della gente con cui parlo pensa che io sia blasfemo quando dico di essere Dio. So di esserlo e so che siamo un’unica cosa. E’ dura mettere in pratica l’amore incondizionato con persone che vogliono mettermi in croce per le mie credenze. Devo accettare la punizione o devo tenere la bocca chiusa? Blake Neale risponde Caro Blake… potresti trovare un modo più garbato per esprimere le tue convinzioni. “Io sono Dio” non viene accolto molto bene. Che ne dici di: “Io sono un Aspetto della Divinità”? O “Io sono un’Individuazione del Divino”? Queste affermazioni vogliono dire la stessa cosa, ma non sono come affrontare una persona che creda nella Teologia della Separazione. La Teologia della Separazione è una teologia che dice “io sono ‘qua’ e Dio è ‘là’ e i ‘due non saranno mai conciliabili’ finché io non muoio e Dio decide se sono stato bravo abbastanza da ritornare a ‘casa’ ed essere di nuovo ‘là’ con lui.” Il problema con una Teologia della Separazione è che genera una Cosmologia della Separazione. E cioè, una maniera cosmologica di guardare tutta la vita come se ogni cosa fosse separata da ogni altra. E una Cosmologia della Separazione produce una Sociologia della Separazione. E cioè un modo di socializzare che separa ogni persona da ogni altra persona dichiarando che hanno interessi separati. E una Sociologia della Separazione genera una Patologia della Separazione. E cioè, comportamenti patologici di auto-distruzione, messi in atto individualmente e collettivamente ed evidenziati ovunque sul nostro pianeta nel corso della storia umana. Dire “Io sono Dio” crea ulteriore separazione, Blake, poiché la maggior parte della gente non pensa di esserlo. Dire “Sono parte di Ciò che è Divino”, o.. “Sono un Aspetto della Divinità” è molto più digeribile. La maggior parte della gente si sentirebbe a proprio agio con qualcuno che si esprime così. ∼ Con amore, Neale

Qual è la cosa ‘giusta’ da fare per nostra madre?

Lettere a Neale Caro Neale, per favore rispondi alla mia famiglia il più presto possibile. Siamo divisi in relazione alla cura e al benessere della nostra mamma 89enne ricoverata in una casa di riposo. E’ molto malata, e lo è da molto tempo, assume medicinali per Alzheimer avanzato e molti altri — ma è peggiorata progressivamente. Le è appena stato amputato un dito del piede, e ha contratto la polmonite da aspirazione in ospedale. Ora, di ritorno al ricovero — ci è stato ‘detto’ di non darle liquidi (specialmente acqua) con una cannuccia, solo con un cucchiaio. Alla mamma è venuta un’avversione agli utensili e come risultato si alimenta poco o niente. La cannuccia è l’unico modo con cui prende sostanze, e neanche molte. La casa di riposo ci ha ‘combattuti’ in modo consistente con politiche  e regolamenti che ci sembra compromettano il benessere di nostra madre. Mio padre ha anche paura di andar nelle ‘grane’ se non facciamo le cose a modo ‘loro’. Non abbiamo nemmeno comunicazione col suo medico, e i piani di cura e le medicine sono stati ordinati e cambiati senza che ne sapessimo nulla o senza prima venir consultati. Ora alcuni di noi vogliono togliere tutte le medicine e alcuni no, quindi la famiglia si sta dividendo. La maggioranza di noi sente che lei debba avere qualunque cosa voglia, in qualunque modo, e quando lo voglia. Secondo le ‘loro’ regole — quando la mamma si sveglia e io sono lì e voglio darle dell’acqua — non posso — perché lei è sulla loro ‘lista di chi si strozza’ e dobbiamo essere nella sala pranzo davanti alle infermiere e al personale. Quindi si suppone che la facciamo alzare e vestire e tutto  per la sala da pranzo oppure che chiamiamo qualcuno e aspettiamo che venga a darle dell’acqua? La sua lingua è disidratata e le sue labbra incollate e io non posso dare a mia madre dell’acqua? La mamma è stata in tormento mentale per la maggior parte del tempo ma ora è calma, anche se è quasi sempre apatica. Il suo ‘momento’ potrebbe arrivare presto ma è attaccata alla vita con resilienza incredibile. Il suo piccolo corpo è così fragile. E’ così duro e triste essere testimoni che la sua vita vada avanti in  questo modo. Vogliamo solo che sia felice e vogliamo darle qualsiasi cosa di cui abbia bisogno, ma non siamo tutti d’accordo su quale sia il meglio per lei. Ho chiesto aiuto a Dio ma non sono riuscito a trovare il modo ‘giusto’ per agire. Abbiamo chiesto aiuto ad ospizio, casa di riposo, preti, amici, riunioni familiari, ai media e a gruppi di avvocati. Ma non riusciamo a giungere ad alcuna conclusione o accordo su quale sia il meglio per nostra madre. Per favore dacci il tuo contributo. Grazie Neale! Con affetto, Tony Neale Risponde Caro Tony, devo essere all’antica ma posso dirti che se fossi il marito di quella signora vorrei che nessuno decidesse per lei tranne me… io e lei c’eravamo prima di chiunque altro. Abbiamo  iniziato il cammino insieme e lo finiamo insieme, e niente e nessuno si frappone tra noi, nemmeno i nostri figli, che, a proposito, abbiamo portato noi in questo mondo… Direi ai miei figli “Scusate, ma anche prima che voi ci foste, io c’ero…” Quindi penso che ciò che sto per dirti sia che, a meno che non ci sia un’infermità mentale in lui, il marito di vostra Madre dovrebbe essere l’unico a prendere queste decisioni — che a voi figli piaccia o meno ciò che decide. Questa non è una “decisione di famiglia”, è la decisione di un marito e compagmo di vita. Non hai detto che tuo Padre ha capacità mentali diminuite… solo che ha “paura” di “andar nelle grane” se le cose non vengono fatte nel modo in cui vuole la casa di cura. Quel po’ di apprensione non squalifica tuo Papà dal prendere le decisioni più importanti riguardanti sua moglie e tua Madre, Tony, a meno che io non  viva in un altro momdo… Dai a tuo Padre il suo merito e smetti di complicargli le cose. Supportalo in qualsiasi decisione lui prenda. Questo è il modo per facilitare lui — e, tra l’altro,  anche i figli. Puoi non essere d’accordo con tuo Padre, ma è sempre tuo Padre — e, forse ancor più significativamente, è il marito e il compagno di vita della donna di cui stiamo parlando. Quando era più giovane e  più se stessa, a chi si sarebbe rivolta tua madre, lei stessa, per un consiglio? Mi sono perso qualcosa? C’è qualcosa che non mi stai dicendo qui? Tipo “Mia madre odiava mio padre e non gli chiederebbe neanche l’ora, figuriamoci cosa fare ora…” Da un punto di vista spirituale, non c’è “giusto” o “sbagliato” qui… quindi se è un semplice consiglio che chiedi, l’unico che ti posso dare è.. se tua madre stessa ora si sente in pace, QUALSIASI cosa stia accadendo, perchè permetti a te stesso di essere così agitato? E se pensi che lei stia soffrendo (anche se apparentemente non ne ha esperienza — che, a proposito, significa che non sta soffrendo), tutti i figli potrebbero voler prender parte e assumere un’infermiera privata o fare qualsiasi cosa fosse necessaria per darle miglior cura di quella che senti che riceve dove vive ora. Sono confuso su come può essere che non abbiate contatti col suo dottore. Esercita in un altro stato? Sulla luna? In un paradiso fiscale? Cosa impedisce a voi figli e al Papà di prendere un appuntamento tutti insieme e andare nel suo studio a discutere sui medicinali di tua madre e su altri aspetti della sua cura? Rifiuta di vedervi? Cancella i vostri appuntamenti? Vi evita nei corridoi? E’ stato denunciato all’Ordine dei Medici? O… il problema non potrebbe essere nella vostra famiglia? Che ne pensi? In ogni modo, Tony, dal dipartimento chi-dice-che-io-so-tutto, queste sono le mie osservazioni. Ti mando i miei pensieri migliori in questo momento che so essere difficile per te