Dove sto andando?
Lettere a Neale Caro Neale… Sono una neofita di CcD, avendo letto due volte il Libro 1. Sono sollevata, emozionata e grata per le bellissime conversazioni. Alla luce di ciò, come scendo a patti col fatto che mio marito non è sollevato, emozionato e/o grato, visto che non è interessato a leggerle? Desidero così tanto condividerle con qualcuno — sarebbe bello se fosse lui. Come posso rispettare il suo percorso? Non sono sicura che sia appropriato “pregarlo di leggerle”, vero? E’ anche difficile discuterne con gli amici che non sono “ancora lì”. Cercherò un gruppo dalle mie parti, o ne creerò uno 😉 E, più importante di tutto, come posso rispettare il mio percorso se “lascia indietro” mio marito? Grazie per la tua risposta. Dana Neale risponde Cara Dana, Conversazioni con Dio dice chiaramente “Permetti ad ogni persona di percorrere il proprio sentiero”. Hai ragione. Non sono entusiasta dell’idea di cercare di “pregarlo”. La miglior preghiera sarebbe “Dio, per favore aiuta e dai la forza al mio Amato di rimanere sempre fermo nella propria verità, qualunque possa essere, e di viverla senza paura”. Non cercare nemmeno di discuterne con i tuoi amici che non sono “ancora lì”. Ci sono tante persone che “sono già lì”, prova magari ad andare su www.conversazionicondio.com , su https://www.facebook.com/conversazionicondio/ e su https://www.facebook.com/groups/45058906855/ , troverai persone che hanno voglia di parlare degli argomenti trattati in CcD. Per quanto riguarda il rispettare il tuo percorso, sebbene “lasci indietro tuo marito”, in realtà non lo “lascia indietro” se lo tieni al tuo fianco in tutto ciò che fai, e costantemente lo inviti ad unirsi a te se e quando ne abbia voglia. Potrebbe non averne mai voglia — ma difficilmente si sentirebbe “lasciato indietro” se venisse continuamente invitato ad unirsi a te nelle tue esplorazioni ed esperienze con CcD. Alla fine, comunque, ci sono solo due domande da fare in ogni relazione, Dana: 1. Dove sto andando? 2. Chi viene con me? Dana, è importante non rigirare mai l’ordine delle domande. Capisci? Se rigiri l’ordine delle domande, finirai un giorno per svegliarti e domandarti “Come diamine ho fatto ad arrivare qui?” Spero e confido che questa risposta ti sia stata di beneficio. Come in tutte le cose, il tuo beneficio più elevato verrà dal fare le domande a Dio. Puoi farlo, piuttosto direttamente. Semplicemente fai una domanda a Dio, poi sii pronta a scrivere la risposta di Dio. Nella maggior parte dei casi ti arriverà prima che tu abbia finito di formulare la domanda. Butta giù la prima cosa che ti viene in Mente. ∼ Con amore, Neale
Perché non riesco ad essere felice?
Una Nota da Neale Miei cari amici… Il più straordinario messaggio che io abbia mai ricevuto nel dialogo di Conversazioni con Dio consisteva di sei parole. In una mezza dozzina di suoni soltanto, mi è stato dato tutto ciò che avevo bisogno di sapere sull’esperienza che stavo avendo sulla terra. Mi stavo domandando dal profondo perché, arrivato a quel punto, la mia vita non mi stesse portando la felicità che cercavo, anche se quasi sempre stavo facendo un lavoro che amavo fare, stavo insieme ad una partner con la quale amavo stare, e godevo di una famiglia di cui amavo godere. “Cosa c’è di sbagliato in me?” chiesi a Dio. “Perché non riesco ad essere felice???” “E’ tutto molto semplice”, disse Dio. “Tu pensi che la tua vita riguardi te”. Volevo sapere cosa intendesse dire. Cosa stava dicendo Dio? E allora sentii le sei parole che cambiarono la mia vita, “La tua vita non riguarda te” E allora, dimmi, chi riguarda? Volli sapere. “La tua vita riguarda tutti quelli con le cui vite entri in contatto”, mi disse Dio. “E riguarda il modo in cui entri in contatto con loro. Il modo in cui entri in contatto con loro determina il modo in cui sperimenti il tuo Sé — e il modo in cui sperimenti il tuo Sé determina quanto sei felice”. In questo senso, la mia vita riguardava me, ma… al contrario. Dovevo prestare attenzione a me stesso prestando attenzione agli altri. Dovevo aiutare me stesso ad evolvere aiutando gli altri ad evolvere. Il modo per me più veloce per essere felice era di rendere felici gli altri. Ora, prima che io vada oltre, un avvertimento, per favore. Ciò non significa che dovete focalizzarvi sul far felici gli altri con l’esclusione di voi stessi. Quando la felicità degli altri è al prezzo della vostra infelicità, state ostacolando il vostro stesso scopo. Quindi non stiamo parlando di cappottarvi e fingervi morti, o trasformarvi in un tappeto da calpestare del tutto. Se un’altra persona semplicemente non accetterà i doni che a voi dà gioia elargire — o, peggio ancora, li accetta e ne approfitta, trattandovi quindi senza rispetto né gentilezza — potreste voler continuare a fargli doni, ma in un altro modo. Come, ad esempio, dandogli la libertà di ricercare una stretta relazione con qualcun altro. Ci sono circa 7 miliardi di persone al mondo, e non dovete per forza continuare a donare all’infinito ad una persona che non dà valore, non apprezza, non onora il vostro dono. Ovviamente, non state offrendo i vostri doni con l’intento di essere onorati. State offrendo i vostri doni con l’intento di sperimentare ed esprimere una parte di voi stessi che parla di chi siete. Però se chi siete non viene apprezzato, ma ignorato o maltrattato, allora in realtà state facendo del male, anziché aiutando, la persona alla quale date i vostri doni — poiché le avete insegnato che il modo per continuare a ricevere il meglio dagli altri è dare il peggio di se stessi. E ciò non è una cosa che volete insegnare agli altri. In realtà è scortese insegnarlo a qualcuno. Ma non vi preoccupate. Come ho detto, il mondo è pieno di gente, e la mia esperienza di vita mi ha dimostrato che la stragrande maggioranza degli esseri umani riceve i doni con gratitudine, e si comporta come un fantastico specchio per chi glieli offre. ∼ Con amore, Neale
Possiamo trasformare la nostra risposta
Lettere a Neale Caro Neale… Ero qui a pensare ad alcune cose molto traumatiche che ho attraversato nella vita, specialmente a quelle che pare abbiano ancora effetto su di me, dopo molti decenni. Sono arrivata a questo mondo in una vita familiare di abusi, che ha portato a conseguenze nella mia vita che mi hanno causato tumulto interiore, e ci sono state molte volte in cui ho desiderato togliermi da questo mondo per sfuggire al dolore e alla sofferenza che sperimentavo. E si, dopo essere stata su questa terra per 51 anni, sto ancora affrontando le ripercussioni della mia vita familiare di abusi. Sto facendo il meglio che posso, cercando una spiritualità più elevata e facendo analisi e terapia di gruppo. Per moltissimo tempo mi sono domandata “Perché ho dovuto passare quello che ho passato?”. Pensavo che forse un giorno avrei trovato risposta a questa domanda, che avrebbe avuto un senso e avrebbe rivelato uno scopo più alto in tutto ciò. Ma ora mi viene detto (in CcD) che posso semplicemente rispondermi da sola, e non riesco a pensare ad alcuna ragione plausibile perché un bambino subisca abusi, e ne venga perseguitato per il resto della vita in una forma o nell’altra. Quindi… si sta dicendo che ho voluto attraversare l’inferno che ho attraversato, e che ne conosco la ragione e un qualche scopo superiore che mi serva? Mi dispiace, non intendo mancare di rispetto, ma faccio davvero fatica a capire. Sinceramente, C.E. Neale Risponde Cara amica… Prima di tutto, non scusarti per aver posto la domanda o aver detto la tua verità qui. Se non è questo il posto per farlo, allora non c’è alcun posto. Detto ciò, lascia che ti dica questo: niente suggerisce che tu volessi attraversare l’inferno che hai attraversato. Non è una scelta conscia, quella che hai fatto. Ciò che viene suggerito è che, attraverso il Processo di Ricontestualizzazione, puoi arbitrariamente “assegnare” una ragione all’esperienza che ti è capitata…, e che, così facendo, puoi re-incorniciare l’esperienza stessa, vedendola in un modo nuovo che possa cancellare tutta la persistente sofferenza che, comprensibilmente, ha continuato a rimanervi collegata nella tua Mente. Ho visto questo processo funzionare con diverse persone nel mio lavoro personale con loro durante i ritiri CcD di rinnovamento spirituale, quindi so che può essere efficace – si, anche in situazioni di incidenti terribili e profondamente dannosi come quelli che hai incontrato nella tua vita. Non sto dicendo che il Processo di Ricontestualizzazione sia un processo attraverso cui l’azione che è stata fatta contro di te venga “condonata”. No. Mai. La violenza verso qualcuno in qualsiasi forma non può mai essere condonata, approvata, o accettata. Ma può essere spiegata. Spiegare non è condonare, ma può essere chiarificatore. Specialmente se la spiegazione ha a che fare col risultato che è stato prodotto nella vita della vittima attraverso il Sapere dell’Anima. Uno dei più grandi esempi di ciò è l’esempio della reazione di Gesù alla crocifissione, e anche a quelle stesse persone che lo hanno crocifisso. Gesù ha compreso, a livello spirituale, “perché” stava accadendo ciò che stava accadendo. Attraverso quella comprensione, è stato capace di trasformare la sua risposta all’evento, anche mentre stava accadendo. Anche noi possiamo trasformare la nostra risposta ai peggiori eventi della nostra vita, non solo mentre stanno accadendo, ma anche anni dopo. Ciò non cambia l’evento, né lo condona – ma può rimuovere, alla fine, la sofferenza che continuiamo a sperimentare a causa sua. Forse un giorno potresti riuscire a partecipare ad uno dei Ritiri di Rinnovo Spirituale, e tu ed io potremmo avere l’occasione di lavorare sulla tua particolare esperienza. Mi piacerebbe molto. Ti invio amore e comprensione, la mia profonda compassione e i miei migliori e più gentili pensieri. ∼ Con amore, Neale
Possiamo parlare?
Una Nota da Neale Miei cari amici… Può essere impegnativo restare positivi quando vediamo i titoli dei giornali ogni settimana. In che genere di mondo stiamo vivendo? Che tipo di mondo stiamo creando? Più precisamente: Che tipo di mondo vogliamo? E forse ancora più pertinente: Cosa, semmai, si può fare in proposito? Questa è diventata la domanda del giorno per le persone nel mondo, molte delle quali sono così scoraggiate dal mondo che vediamo da non volerci avere nulla a che fare. E’ giunto il momento, dicono, di “rannicchiarsi” e “superarlo” e basta. Spero che nessuno che abbia letto Conversazioni con Dio si senta in questo modo. Ciò che stiamo attraversando sul pianeta è tutto parte di un processo piuttosto ovvio ed evidente, se non prevedibile. La cosmologia CcD lo chiama “Ristrutturazione dell’Umanità”. Se volete comprendere davvero tutto questo, ed arrivare ad un punto di profonda comprensione non solo di cosa sta succedendo e del perché, ma di ciò che potete fare in proposito e di come potete reagire efficacemente, posso darvi un suggerimento? Il libro La Tempesta Prima della Calma si rivolge proprio a questi temi, esplorando molti modi in cui possono essere attivamente coinvolti quelli di voi che sentono l’impulso di essere partecipi del cambiamento del mondo, e non semplicemente osservarlo — senza che questo coinvolgimento occupi la loro vita interamente. Vorrei condividere qui con voi alcune righe del libro, poiché penso che siano attinenti a questi tempi. Il libro inizia con questo… ====================================================== E’ in corso la Ristrutturazione dell’Umanità. Non è un’esagerazione. E’ la realtà. E’ evidente. Eppure ecco qualcosa che non è così evidente: Le cose non sono come sembrano. E penso che ne dobbiamo essere tutti consapevoli, prima che il mondo e i suoi abitanti si spingano troppo in là su questa strada. Ma sto anticipando. Col vostro permesso, faccio un passo indietro. E’ passato più di un decennio da quando è andata in stampa la mia prima conversazione con Dio, che ha creato un fenomeno di pubblicazione spirituale globale, che alla fine ha venduto più di un milione di copie, ed è stato tradotto in 35 lingue, rimanendo nella lista dei bestseller del New York Times per 137 settimane. Da allora, sono stati pubblicati altri 8 libri su questo dialogo in corso, di cui 6 nuovamente nella lista dei Bestseller del Times. Non ve lo sto dicendo per vantarmi. Ve lo sto dicendo per creare un contesto per ciò che sto per dirvi: Dio ha portato nel mondo un messaggio che cambia la vita, e, grazie alla vendita di tutti i libri CcD unitamente al passaggio di mano in mano, milioni di persone ne sono state toccate. C’è una ragione per questo. Non è capitato per caso. La Ristrutturazione dell’Umanità (Ristrutturazione: esame globale e riparazione di qualcosa) è in atto, e questo è tutto parte di essa. Ora è arrivato il momento che nuove conversazioni avvengano. Ora è il momento che voi ed io abbiamo una conversazione, e, in realtà, che tutti noi abbiamo una conversazione con ciascun altro. E’ tempo di una Conversazione con l’Umanità. Poiché queste sono le conversazioni che saranno critiche se l’umanità stessa deve sopravvivere intatta per un altro decennio. Ora non voglio che sembri una tattica del terrore. Infatti mi è stato detto che in realtà non c’è niente di cui aver paura nel nostro futuro se non faremo altro che recitare il nostro ruolo nel crearlo. E mi è anche stato detto che il nostro ruolo — il ruolo che siamo invitati ad impersonare dalla Vita Stessa — sarà molto facile. Non dovremo fare cose straordinarie, non dovremo essere oratori fantastici o scrittori prolifici o insegnanti meravigliosi o leader politici o consulenti personali o maestri spirituali o qualsiasi altra cosa diversa da ciò che siamo ora. Non dovremo fare salti mortali verbali o capovolgimenti di carriera o acrobazie relazionali o miracoli finanziari o qualsiasi altra cosa potremmo pensare di dover fare per catturare l’attenzione della gente. Tutto ciò che dovremo fare sarà essere disposti a parlare; a conversare con le persone a noi più vicine, con la famiglia, con i nostri amici, con i nostri conoscenti, e a fare sette domande. Tutto ciò che dovremo fare sarà avere conversazioni. Schiette, semplici, piccole conversazioni. Tutto qui. E’ tutto ciò che dobbiamo fare. Ma se decidiamo che proprio non riusciamo a farlo, se rifiutiamo di parlare semplicemente a qualcun altro, se rifiutiamo di domandare e discutere le risposte a sette semplici domande, se assistiamo inerti guardando il futuro che si svolge in modo predefinito, il meglio della vita come lo abbiamo conosciuto potrebbe benissimo scomparire dalla nostra esperienza, e il peggio della vita come molti lo hanno creato potrebbe benissimo diventare la nostra realtà duratura — e un peso per i nostri figli e i loro da sostenere negli anni a venire. Quindi questo è un momento importante. Abbiamo argomenti vitali da discutere. Voi ed io. Qui ora. Possiamo iniziare? ∼ Con amore, Neale
Niente lavoro e niente denaro
Lettere a Neale Ciao Neale… Per anni ho letto tutti i libri sul manifestare, e a volte sono riuscita a farlo molto bene, però ora mi trovo in un periodo in cui sembra che io non riesca a manifestare né lavoro né soldi. Cosa sto sbagliando stavolta? Cordiali saluti, Cathrine Neale risponde Cara Cathrine… Il mio suggerimento: smetti di focalizzarti su ciò che non sta accadendo, e focalizzati su ciò che è. Usa questo “tempo libero” per fare qualcosa che la tua anima ti suggerisce. In ogni caso devi far qualcosa, giusto? Voglio dire, non puoi semplicemente startene seduta tutto il giorno a guardare il muro, no? Quindi fai qualcosa su cui la tua anima sta richiamando la tua attenzione. Il tuo spirito ha cercato per tanto tempo di indovinare come farti avere i momenti dei quali hai bisogno per seguire la beatitudine del tuo cuore e le tue intenzioni animiche. Impegnati in questo, e il tuo tempo volerà. E… potrebbe anche portarti inavvertitamente alla tua prossima carriera o lavoro! (Strane cose sono accadute…) E POI… sappi che la tua prossima perfetta opportunità di vita, e tutto il denaro di cui hai bisogno, stanno arrivando ora. Dillo a te stessa, ripetutamente, ogni giorno — anche per un anno se necessario. Non smettere mai. Non interrompere mai questo pensiero. “La mia perfetta opportunità di vita, e tutto il denaro di cui ho bisogno, stanno arrivando ora”. Ti auguro ogni bene. ∼ Con amore, Neale
Parlaci della morte
Lettere a Neale Caro Neale… Cosa ci accade dopo la morte? E domanda n° 2: La Bibbia è vera? In quali delle sue parti possiamo credere? Grazie Neale Risponde Mio caro amico… Ho scritto un intero libro che propone una risposta alla tua domanda. La questione stessa è enorme, e la risposta non può essere data in una semplice replica di 3 o 4 paragrafi. E’ per questo che mi è stato dato un intero libro in risposta al desiderio di tutti gli esseri umani di sapere cosa succede dopo che abbiamo sperimentato il nostro Giorno della Continuazione. Il libro è intitolato ACCANTO A DIO La Vita Non Finisce. Lì imparerai i tre stadi della morte così come mi è stato dato di capirli, e ti saranno date lunghe spiegazioni dietro i 18 Ricordi concernenti la morte: Il Primo Ricordo: Morire è qualcosa che fai per te stesso. Il Secondo Ricordo: Tu sei la causa della tua morte. Questo è sempre vero, non importa dove, o come, muori. Il Terzo Ricordo: Non puoi morire contro la tua volontà. Il Quarto Ricordo: Nessun sentiero che conduce a Casa è migliore di un altro. Il Quinto Ricordo: La morte non è mai una tragedia, è sempre un dono. Il Sesto Ricordo: Tu e Dio siete una cosa sola. Non c’è separazione tra voi. Il Settimo Ricordo: La morte non esiste. L’Ottavo Ricordo: Non puoi cambiare la Realtà Ultima, ma puoi cambiare la tua esperienza di essa. Il Nono Ricordo: Il desiderio di Tutto Ciò Che È è Conoscere Se Stesso nella propria Esperienza. Questa è la ragione di tutta la Vita. Il Decimo Ricordo: La vita è eterna. L’undicesimo Ricordo: I tempi e le circostanze della morte sono sempre perfetti. Il Dodicesimo Ricordo: La morte di ogni persona serve sempre il programma di tutte le altre persone che ne sono consapevoli. Per questo ne sono consapevoli. Pertanto, non viene mai “sciupata” alcuna morte (né alcuna vita). Nessuno muore mai “invano”. Il Tredicesimo Ricordo: La nascita e la morte sono la stessa cosa. Il Quattordicesimo Ricordo: Ti trovi continuamente nell’atto di creare, da vivo e da morto. Il Quindicesimo Ricordo: Non esiste una cosa come la fine dell’evoluzione. Il Sedicesimo Ricordo: La morte è reversibile. Il Diciassettesimo Ricordo: Nella morte sarai accolto da tutti i tuoi cari, quelli che sono morti prima di te e quelli che moriranno dopo di te. Il Diciottesimo Ricordo: La Libera Scelta è l’atto di Pura Creazione, la firma di Dio, e il tuo dono, la tua gloria e il tuo potere per l’eternità. Per quanto riguarda quali sono le parti della Bibbia in cui “puoi credere”, la risposta è che puoi credere in qualsiasi parte tu desideri. Conversazioni con Dio ci dice che non esiste qualcosa come la verità assoluta. La “verità” è un’esperienza individuale, incontrata in termini relativi. Ad esempio, un Eschimese può dire che oggi il tempo è “bello”, e tu potresti dire, “Accidenti, si gela qui fuori”. Tutto è relativo, e dipende da moltissime variabili. La Bibbia contiene una quantità enorme di saggezza. Contiene anche molte affermazioni che io, personalmente, non definirei molto sagge. Altri potrebbero dire lo stesso di Conversazioni con Dio — in effetti, molti potrebbero dire che l’intero libro è spazzatura — e io non potrei dissentire. Dal loro punto di vista, potrebbe benissimo essere. Allora… in quali parti della Bibbia possiamo credere? In qualsiasi parte in cui desideriamo credere. Ma ciò in cui credi creerà i tuoi comportamenti. E ciò che ho notato è che la tendenza dell’umanità a prendere le proprie sacre scritture come verità letterale, parola per parola, ha causato più danno che bene. Credo che potremmo avere grande beneficio da una Nuova Teologia sulla faccia della terra. Ho riassunto questa teologia in Cosa Dice Dio, che verrà pubblicato l’anno prossimo. E’ un sommario dei 25 principali messaggi di CcD, con validi suggerimenti successivi ad ogni messaggio su come renderlo una realtà pratica nella tua vita quotidiana. Spero avrai occasione di leggerlo. Il mio suggerimento riguardante la Bibbia, o qualsiasi altro libro sacro o sistema di credenze: Guarda in quali sue parti ti è servito credere, e credi in quelle. ∼ Con amore, Neale
Cosa è ‘Giusto’ e Cosa è ‘Sbagliato’?
Una Nota da Neale Miei cari amici… Uno dei concetti più contorversi nei messaggi di CcD è l’idea che nell’universo di Dio non esista l’assolutamente giusto e l’assolutamente sbagliato. La mente umana lo trova difficile da accettare. Se non esiste l’assolutamente giusto, come facciamo a sapere quando siamo sul sentiero che conduce a Dio? Con quale termine di misura valuteremo il nostro progresso? Con che determinazione sapremo quali dovrebbero essere le nostre azioni in ogni data circostanza? Come faremo a creare le nostre leggi? Cosa costituirà i nostri valori? E come giustificheremo l’inflizione delle nostre punizioni? La difficoltà che alcune persone hanno col messaggio “né giusto né sbagliato” di CcD è che ritengono che il libro dica che dobbiamo eliminare “giusto” e “sbagliato” dal nostro modo di fare le cose, e non vedono come si possa procedere con un qualsiasi tipo di società ordinata se lo facciamo. Riguardo al primo assunto, si sbagliano. Riguardo al secondo, hanno ragione. Non possiamo, dato il nostro attuale stato di evoluzione come specie, avere una società ordinata se abbandoniamo le nostre idee di “giusto” e “sbagliato”. Ma la trilogia CcD non ci chiede di farlo. Non suggerisce nemmeno che sarebbe una buona cosa da provare. In realtà, fa esattamente l’opposto. Suggerisce che ci teniamo stretti i nostri valori, fino a quando vediamo che ci servono. Lì è il punto-chiave. I valori sono valori solo finché sono validi. Una volta in questo paese si pensava che fosse una cosa valida bruciare le streghe sul rogo, e lo facevamo. Da allora, i nostri valori sono cambiati, e non lo facciamo più. Può darsi che spariamo ai medici nelle cliniche dell’aborto, e che giustiziamo gli assassini sulla sedia elettrica, ma non bruciamo più le streghe. Quindi si presume che la nostra società abbia fatto un passo avanti. Il dialogo dice che “ogni atto è un atto di auto-definizione”. E’ esattamente attraverso le nostre scelte su ciò che attualmente riteniamo “giusto” o “sbagliato” che definiamo noi stessi come individui, e come società. Quindi l’affermazione di CcD che “non esiste giusto o sbagliato” non è un motivo per abbandonare i nostri attuali concetti su cosa sia giusto o sbagliato. E’ un argomento perché ci sia chiaro che i nostri concetti sono esattamente questo; i nostri concetti. Rappresentano la nostra idea corrente sulle cose. Questo non ha niente a che vedere con la realtà oggettiva. In altre parole, sarebbe inesatto suggerire che la ragione per cui dovremmo far nostri questi valori è perchè questi sono i valori di Dio. Dio non ha valori. Nel senso che Dio pensi che una linea d’azione sia “giusta” e un’altra “sbagliata”, Dio non ha valori. Non ha preferenze in materia. Lei non siede in giudizio dicendo “Hai fatto questo, e io volevo che tu facessi quest’altro, quindi ora devi essere punito”. Ripetutamente, CcD afferma che “il tuo volere è il volere di Dio”. Questo per molte persone è difficile da accettare. Significa, quasi letteralmente, che puoi fare qualsiasi cosa tu voglia, senza recriminazione da parte del Signore. Quello che dobbiamo fare per dare un senso al messaggio di CcD “non esiste giusto o sbagliato” è decidere di smettere di usare la forza (economica, spirituale, fisica, emotiva) nel nostro tentativo di far accettare e adottare agli altri il nostro punto di vista sulle cose. Ciò che ora ci permette di usare questa forza, e di farlo impunemente, è il nostro pensiero che, dopo tutto, “la ragione è dalla nostra parte”, e quindi siamo giustificati in qualsiasi cosa facciamo per farlo vedere agli altri. E vediamo di esser chiari su qualcosa, o altrimenti anche questa discussione andrà ad impantanarsi nel fraintendimento. La ragione per non usare la forza non è che usare la forza sia “sbagliato”. La ragione per smettere di usare la forza è che non funziona. La guerra non funziona. Combattere e uccidere non funziona. Il ricatto economico non funziona. Non per una società che dice di voler vivere in pace ed armonia. CcD, Libro 3, puntualizza che gli Esseri Altamente Evoluti (EAE) che vivono in civilizzazioni avanzate sono diversi dagli esseri umani in due modi. Primo, osservano ciò che è, e, secondo, fanno ciò che funziona. Nella maggior parte degli umani, osservare ciò che è e dire la verità su di esso, non è comune, e fare ciò che funziona è anche più raro. Il punto qui è che gli EAE non hannno un sistema di valori basato su concetti artificiali come “giusto” o “sbagliato”, ma piuttosto su ciò che “funziona” e ciò che “non funziona” per la loro salute, per il loro benessere, per la loro felicità. Se applicassimo qui questa regola empirica, tutto cambierebbe da un giorno all’altro. ∼ Con amore, Neale
Libero arbitrio? Davvero?
Lettere a Neale Caro Neale… Ho 82 anni e sono reduce da un intervento all’anca. Nel Libro Uno di CcD come riesci a riconciliare: a) puoi rivolgerti a Dio per aiuto e conforto, e b) Dio ti mette al posto di guida? Il primo punto parla di chiedere a Dio di soddisfare i bisogni. Il secondo sottintende che Dio sia un osservatore, visto che ci ha dato il dono del libero arbitrio. Affettuosi saluti, Soli Neale Risponde Qui ci sono le mie risposte, Soli, al meglio che posso fare… 1. Il fatto che Dio ci metta al posto di guida non esclude affatto la possibilità di rivolgerci a Dio per essere confortati o di chiedere a Dio di soddisfare i nostri bisogni. I miei stessi genitori hanno messo ME al “posto di guida” quando sono cresciuto e ho lasciato casa. Ero sicuramente responsabile della mia vita, senza dubbio. Ma questo non mi ha fatto smettere di rivolgermi ai miei genitori se e quando avevo bisogno di aiuto. E non ha fatto smettere a loro di darmene. 2. Il primo punto parla di chiedere a Dio di soddisfare i nostri bisogni, e hai ragione, il secondo punto implica che Dio ci ha dato il libero arbitrio. Di nuovo, il fatto che abbiamo il libero arbitrio, e che creiamo la nostra realtà, non significa che non possiamo o non dovremmo chiedere aiuto a Dio in questa creazione. Quando mi rivolgo a Dio, so che mi sto rivolgendo a Quell’Aspetto di Me Più Elevato, di cui sono una parte. E’ come se fossi io, che mi rivolgo a me stesso. Parlo sempre a me stesso quando perdo le chiavi… o quando cerco di ricordare qualcosa… o quando voglio che quel dannato semaforo diventi verde. Quindi questa è la stessa cosa — pregare è la stessa cosa — tranne che sto parlando col mio Sé Più Elevato. Sto parlando a Dio — e questo è come io personalmente concepisco Dio. Penso a Dio semplicemente come ad una parte del mio Sé Più Elevato. Penso che Dio sia COSI’ grande da essere parte del Sè Più Elevato di OGNUNO, e, se è per questo, di ogni COSA. Amo il fatto di poter avere una reale amicizia con Dio (vedi il libro Amicizia Con Dio), perchè significa solo che ho finalmente imparato come amare, ed avere un’amicizia, con me stesso. Con il mio Sé Più Elevato. Con il mio Sé Più Grande. Quindi per me non è difficile riconciliare le idee di Dio che soddisfa i nostri bisogni e Dio che ci dà il libero arbitrio e il potere di creare la nostra realtà. Entrambe le cose sono vere. Anche quando uso il mio potere creativo, è sempre Dio che sta facendo la creazione… attraverso me, COME me. Spero che ciò ti aiuti a far chiarezza su quello che il libro dice in quei punti. ∼ Con amore, Neale
Come aiutare gli adolescenti che sono ‘alla deriva’?
Lettere a Neale Caro Neale… Come posso aiutare spiritualmente la mia inquieta nipote adolescente? Stiamo avendo un bel problema, essendo lei coinvolta in un culto potenzialmente dannoso. Sono una tua devota lettrice e amo tutto ciò che scrivi e conosco nel mio cuore e nella mia anima la verità di cui scrivi. Voglio usarla per mostrarle come ritrovare se stessa. E’ in tutti noi, e ho bisogno di più indicazioni. Le cure mediche non hanno funzionato. E’ la sua anima. Per favore aiutami. Grazie. Dawn Neale Risponde Cara Dawn… Grazie per avermi scritto. La tua nipote adolescente sta attraversando un periodo molto tipico della sua età: la lotta per l’identità individuale. Ironicamente, molte persone giovani lottano per raggiungere un’identità individuale unendosi ad un GRUPPO. Ciò perché il gruppo dà loro un’identità oltre all’identità che si sono portati in giro per anni dalla famiglia d’origine — che riconoscono non come la LORO identità, ma come un’identità che è stata, in un certo senso, forzata. I giovani faranno qualsiasi cosa per togliersi di dosso questa identità (anche se finiranno col cercare di ritrovarla e col sceglierla di nuovo quando arriveranno ai 30 anni!). Unirsi ad un gruppo che sia distante, in termini di credenze, dalla famiglia d’origine del giovane, è uno dei modi più veloci per realizzare, in realtà, due scopi: 1) creare una nuova identità; e 2) avere ancora una “famiglia”. In questo caso, il gruppo sostituisce la famiglia, e gioca lo stesso ruolo nella vita del giovane dandogli un senso di appartenenza, la sensazione di aver intorno persone solidali, e la percezione di non essere solo al mondo. Nessuno vuole essere solo al mondo. Tuttavia i giovani vogliono “allontanarsi” dall’identità che è stata data loro (che la volessero o meno) dalla nascita. Ciò è buono e giusto, poiché ognuno deve infine trovare se stesso, e anche se ritorneranno all’identità della loro famiglia d’infanzia, lo faranno per scelta, non per caso, e ciò farà tutta la differenza. Quindi la prima cosa che puoi fare per aiutare tua nipote in questo periodo difficile è capire esattamente cosa sta succedendo. Questo è un periodo che lei deve attraversare, per poter diventare una persona nel pieno potere di sé. Quindi, qualsiasi cosa tu faccia, consiglio a te e agli altri intorno a lei di non farla sentire “sbagliata” per quello che sta facendo o per come si sta comportando. Piuttosto, incoraggiatela. Invitala a guardare profondamente, molto profondamente, ciò che sta facendo, e perché. Invitala a porsi due domande: E’ questo ciò che io sono? E… E’ questo il massimo e il meglio che io riesco ad essere? Poi, invitala a farsi altre due domande. Dille che sono le domande-chiave della vita. Non ci saranno mai due domande più importanti di queste. Eccole: Dove sto andando? Chi viene con me? ORA… Dawn… e questo è estremamente importante… di’ a tua nipote “Amore, queste due domande che ti ho appena dato non devono MAI ESSERE FATTE NELL’ORDINE INVERSO. Devi prima fare e rispondere alla prima domanda. Se inverti l’ordine e fai per prima la seconda domanda finirai per andare dove vai nella vita per via della compagnia che hai, invece di avere la compagnia che hai per via di dove stai andando.” Non è una questione di poco conto. Le persone che decidono per primi i compagni, prima di decidere la direzione, spesso non scelgono mai una vera direzione per se stessi, o, se lo fanno, spesso non arrivano mai a seguire la propria direzione interiore e i propri sogni perché le persone con le quali stanno viaggiando nella vita non creano lo spazio perché ciò accada. Allora invita tua nipote a porsi queste domande, Dawn. E, ovviamente, fai tutto ciò che puoi per assisterla a livello spirituale. Mandale buone energie ogni giorno. Includila nelle tue preghiere e meditazioni. Potresti anche scriverle una breve annotazione, o inviarle un biglietto, con pensieri incoraggianti ed accoglienti… “Sei Speciale”, “Sei Straordinaria”…, ecc. Infine, potresti trovare una fantastica idea parlare a tua nipote di Conversazioni con Dio per i GIOVANI, il libro CcD per le persone più giovani. Questo testo include domande e risposte riferite direttamente alla vita quotidiana degli adolescenti. Ti auguro del bene, Dawn, e grazie ancora per avere scritto. ∼ Con amore, Neale
Cosa è vero riguardo al nostro mondo?
Lettere a Neale Caro Neale… Non ti sto scrivendo come ad un’autorità di tutto nel mondo. Ma mi rendo conto che grazie alle tue esperienze con dio/dea potresti avere una prospettiva migliore della mia. Ho appena finito di leggere le profezie di Nostradamus e l’autore di Salvato dalla Luce, Dannion Brinkley. Ciò che mi preoccupa è che entrambe le loro predizioni sono simili e tu hai accennato alla stessa cosa nel tuo libro. Questi sono davvero i tempi finali? Esiste davvero un Anti-Cristo che proverà a dominare il mondo? Queste predizioni fanno paura, ma allo stesso tempo mi rendo conto che non possiamo essere spaventati, abbiamo scelto noi di essere qui in questo momento per sperimentare questo. Tutti dicono che l’unica cosa da fare sia preparare il proprio spirito e la propria anima e centrarsi con Dio all’interno. Ma come, solo con la meditazione e la preghiera? In sostanza, penso che ti sto chiedendo cosa possiamo fare per prepararci per gli imminenti tempi di cambiamento. Con amore, Penny Neale Risponde Mia cara Penny… Mi rattristano questi pensieri che continuano ad emergere sul come il mondo che conosciamo stia per finire. La fine del mondo è stata predetta dall’inizio dei tempi. E il mondo potrebbe benissimo finire tra qualche tempo… o sicuramente la vita come la si vive ora potrebbe cambiare sorprendentemente e sensibilmente. Ma la domanda di fronte a noi non dovrebbe essere, oh mio Dio, cosa sta per succedermi? E al mondo? Ma piuttosto, come posso usare questo momento attuale per diventare la personificazione della più splendida versione della più grandiosa visione che io abbia mai avuto di me stesso? Come posso guarire me stesso e guarire il mondo? Cosa posso fare di buono in questo momento per portare al mondo più amore, più luce, più consapevolezza, più comprensione, più accettazione incondizionata? Come posso toccare la parte di me che è toccata in ogni momento da Dio? Ciò che accade su questo pianeta avviene al di fuori della coscienza collettiva. E’ il prodotto della realtà congiunta condivisa da tutti. Questa realtà congiunta è modellata, formata, creta in parte da te, ogni ora, ogni giorno. I pensieri sono cose, e puoi usarli per cambiare le cose che sono state create da altri pensieri che ti hanno preceduto. La tua domanda su Nostradamus e Brinkley suggerisce che siamo su una rotta di collisione che non posssiamo evitare; che il nostro destino è predeterminato. Ma ti dico questo: niente è predeterminato nella mente di Dio, poiché la mente di Dio è la tua mente, che pensa ciò che la tua mente sta pensando in questo momento. La tua, la mia, e quella di ciascun altro. Sono i nostri pensieri, le nostre idee, le nostre decisioni, le nostre determinazioni che creeranno e creano la nostra Realtà. Questo è il messaggio più grande di Dio: tu crei la tua realtà. Nessuno lo recepisce. Nemmeno i cosiddetti “new-age”. Se lo recepissero, non farebbero domande del tipo “Sono vere le predizioni sui tempi della fine?”. Domanderebbero “Cosa scelgo ora di fare di fronte a tutti i pensieri del mondo su questo argomento?”. Poi risponderebbero alla domanda, non la farebbero e basta, aspettando la risposta di qualcun altro. Tu, amica mia, non hai bisogno della mia opinione sull’argomento. Sai già tutto quello che devi sapere sull’amore, sulla pace, sull’armonia, sull’onestà e l’integrità, la gentilezza e la bontà, la pace, e, si, anche su Dio. Semplicemente comportati come se lo sapessi. Fai di ogni giorno, di ogni momento, un monumento vivente a ciò che già sai di queste cose; una testimonianza vivente di ciò che hai deciso su queste cose; una dimostrazione vivente di Chi Sei Davvero. Mia meravigliosa Penny, fai quello che sei. Fai cose amorevoli, gentili, affettuose, pacifiche, onorevoli, guaritrici. Ogni giorno. Ovunque tu vada. Con ogni persona di cui tocchi la vita. Poi, cerca di toccare ancora più vite. E dopo, ancora di più. Mettiti in comunicazione e tocca il mondo, con la tua magnificenza, e la magnificenza della verità di Chi Sei. Di chi siamo tutti. In ogni momento abbiamo la scelta di vivere nell’amore o nella paura. Scegli l’amore adesso, e sempre. Se il mondo come lo conosciamo sta per finire, e allora? Solo una di due cose può accadere: morirai con esso, nel qual caso sarai in un luogo molto migliore di quanto tu abbia mai immaginato; o continuerai a vivere, e sarai nel periodo più eccitante che questo pianeta abbia mai visto. E sarai una dei pochi con una comprensione di tutto quanto è accaduto, di tutto ciò che può accadere, tale da creare un nuovo mondo. Quindi non vivere nella paura, ma nella fede. Fede che qualsiasi cosa il futuro abbia in serbo, sarà perfetta. Le perfette condizioni affinché tu crei la perfetta esperienza di chi e cosa sei davvero. Dio è un Dio amorevole. Niente viene creato, niente, che non sia diretto al tuo Bene Più Elevato. O ci credi o non ci credi. Se ci credi, non c’è niente che io debba dire perché tu senta che tutto va bene. Se non ci credi, non c’è niente che io possa dire. Penny, non pretendo di sapere o avere tutte le risposte. E nemmeno penso lo faccia Nostradamus (per estensione), né Brinkley, né qualcun altro. Tutti i messaggi che riceviamo vengono ricevuti attraverso i filtri della nostra comprensione e delle nostre credenze precedenti. In altre parole, Neale sente ciò che Neale è preparato a sentire, pronto a sentire, allenato a sentire, e predisposto a sentire. Solo tu puoi decidere se ciò che Neale sente dalla sua fonte sia qualcosa vicino alla verità del tuo essere. La stessa cosa vale per il materiale che arriva attraverso Brinkley, o qualsiasi altro. Il mondo potrebbe benissimo venire scosso fino al suo centro nei prossimi cinquant’anni o anche meno. Alcuni dicono il mese prossimo. La questione è, e poi allora? Cosa farai poi? Di che beneficio sarai al resto di noi? A coloro che sono nella paura e nell’angoscia, che tremano nel