Perché non riesco ad essere felice?

Una Nota da Neale

Miei cari amici… Il più straordinario messaggio che io abbia mai ricevuto nel dialogo di Conversazioni con Dio consisteva di sei parole. In una mezza dozzina di suoni soltanto, mi è stato dato tutto ciò che avevo bisogno di sapere sull’esperienza che stavo avendo sulla terra.

Mi stavo domandando dal profondo perché, arrivato a quel punto, la mia vita non mi stesse portando la felicità che cercavo, anche se quasi sempre stavo facendo un lavoro che amavo fare, stavo insieme ad una partner con la quale amavo stare, e godevo di una famiglia di cui amavo godere.

“Cosa c’è di sbagliato in me?” chiesi a Dio. “Perché non riesco ad essere felice???”

“E’ tutto molto semplice”, disse Dio. “Tu pensi che la tua vita riguardi te”.

Volevo sapere cosa intendesse dire. Cosa stava dicendo Dio? E allora sentii le sei parole che cambiarono la mia vita,

“La tua vita non riguarda te”

E allora, dimmi, chi riguarda? Volli sapere.

“La tua vita riguarda tutti quelli con le cui vite entri in contatto”, mi disse Dio. “E riguarda il modo in cui entri in contatto con loro. Il modo in cui entri in contatto con loro determina il modo in cui sperimenti il tuo Sé — e il modo in cui sperimenti il tuo Sé determina quanto sei felice”.

In questo senso, la mia vita riguardava me, ma… al contrario. Dovevo prestare attenzione a me stesso prestando attenzione agli altri. Dovevo aiutare me stesso ad evolvere aiutando gli altri ad evolvere. Il modo per me più veloce per essere felice era di rendere felici gli altri.

Ora, prima che io vada oltre, un avvertimento, per favore. Ciò non significa che dovete focalizzarvi sul far felici gli altri con l’esclusione di voi stessi. Quando la felicità degli altri è al prezzo della vostra infelicità, state ostacolando il vostro stesso scopo. Quindi non stiamo parlando di cappottarvi e fingervi morti, o trasformarvi in un tappeto da calpestare del tutto.

Se un’altra persona semplicemente non accetterà i doni che a voi dà gioia elargire — o, peggio ancora, li accetta e ne approfitta, trattandovi quindi senza rispetto né gentilezza — potreste voler continuare a fargli doni, ma in un altro modo. Come, ad esempio, dandogli la libertà di ricercare una stretta relazione con qualcun altro.

Ci sono circa 7 miliardi di persone al mondo, e non dovete per forza continuare a donare all’infinito ad una persona che non dà valore, non apprezza, non onora il vostro dono. Ovviamente, non state offrendo i vostri doni con l’intento di essere onorati. State offrendo i vostri doni con l’intento di sperimentare ed esprimere una parte di voi stessi che parla di chi siete. Però se chi siete non viene apprezzato, ma ignorato o maltrattato, allora in realtà state facendo del male, anziché aiutando, la persona alla quale date i vostri doni — poiché le avete insegnato che il modo per continuare a ricevere il meglio dagli altri è dare il peggio di se stessi. E ciò non è una cosa che volete insegnare agli altri. In realtà è scortese insegnarlo a qualcuno.

Ma non vi preoccupate. Come ho detto, il mondo è pieno di gente, e la mia esperienza di vita mi ha dimostrato che la stragrande maggioranza degli esseri umani riceve i doni con gratitudine, e si comporta come un fantastico specchio per chi glieli offre.

Con amore,
Neale