Un Piccolo Passo

Una Nota da Neale Miei cari amici… In questo periodo si parla molto di illuminazione, e del cammino verso la Consapevolezza di Sé. Sono sicuro che è questo il motivo per cui tutti gli elementi sull’argomento hanno girato nella mia testa per mesi prima che io scrivessi il presente materiale. Per molte settimane in questo Bollettino ho parlato di “ampliamento” come Secondo Passo Principale nel Sentiero verso la Consapevolezza di Sé, e vorrei spiegare che con “ampliamento” intendo un’espansione del senso del Sé, una crescente comprensione di Chi Sei Davvero — e di modi di sperimentarlo in modo più consistente e più ricco. Ho detto che vedo un approccio in tre parti. Primo, fare in modo che un altro abbia l’esperienza. L’ho esplorato in precedenza. Secondo, entrare tu stesso nell’esperienza pienamente, anche se solo per un momento. Anche in questo argomento sono entrato in modo piuttosto completo in precedenza. Non è necessario avere un’esperienza Per Sempre, per avere un’esperienza Completa. Questo è il più grande errore che vedo commettere dalle persone della cosiddetta comunità New-Age.  Nei miei brevi discorsi precedenti l’ho detto chiaramente e succintamente. Lasciate che ripeta qui ciò che ho già detto: Collegate una sequenza di esperienze di Ampliamento meno-che-eterne e immediatamente vi avvicinate alle porte dell’infinito. Quindi date a voi stessi il permesso di avvicinarvi all’Ampliamento del Sé un passo alla volta. Un piccolo passo. Posso darvi un esempio, cosicché possiate conoscere i tipi di passi di cui sto parlando? Quando ero un giovane uomo ricordo di aver avuto 20 dollari in più di resto dalla cassiera del supermercato. Non so come fossero arrivati quei 20 dollari, ma erano lì. Pensai di ritornare al negozio, ma non lo feci mai. Giustificai il non rendere il denaro dicendo a me stesso “E’ una grossa catena di supermercati e per loro questo è niente”. Non fa del male a nessuno, pensai. Pensai alla mia “buona fortuna” e me ne andai. Dieci anni dopo mi accadde la stessa cosa. Mi era stato dato del resto in più da qualcuno. Mi girai e tornai indietro. “Penso mi abbia dato più del dovuto”, dissi alla persona al registratore di cassa. Subito mi guardò perplessa, poi un sorriso di gratitudine attraversò il suo viso. “Grazie molte!” disse. “Me lo avrebbero tolto dalla paga se la mia cassa non fosse stata in bilancio alla fine della giornata”. Ovviamente lo avrebbero fatto — e non ci avevo nemmeno pensato dieci anni prima. Dopo la seconda esperienza giurai a me stesso che non avrei mai più preso più di quanto mi spettasse. Di niente. Da nessuno. Sto davvero cercando di essere scrupolosamente onesto. Penso sia una conquista significativa, se si riesce a farlo. Penso sia un segno di Ampliamento. Quando sei il tuo Sé Più Grande non hai ragione di essere disonesto con qualcuno. Su niente. Niente del tutto. Il tuo Sé Più Grande non riesce proprio a trovare una ragione per non dire la verità su tutto, sempre. Lasciate che vi dia un altro esempio di esperienza di Ampliamento meno-che-eterna. Arrivi all’hotel e non hanno pronta la tua stanza. Peggio. Non hanno proprio una stanza libera. Non c’è prenotazione a tuo nome. Peggio. Hai appena viaggiato 17 ore per arrivare lì. Sei in piedi da 24 ore. L’itinerario era pianificato da mesi. Ricontrollato e confermato dal tuo agente di viaggio. Ti è chiaro che l’errore non dipende da te. Ora sei in piedi nell’ingresso dell’albergo, di fronte alla reception, e vuoi che sistemino la faccenda. Che facciano qualcosa. Che trovino una soluzione. Perché tutto ciò che vuoi è un posto dove sdraiarti. Non hanno niente. L’hotel è al completo. Mandatemi in un altro albergo, dici. Trovatemi una stanza in un albergo vicino. Ci dispiace, ti dicono, ci sono tante attività in città questo fine settimana, non c’è una sola stanza libera. La tua temperatura sale. Il tuo battito aumenta. Vedi rosso. Mi sono trovato in questa esatta situazione. Più di una volta. In effetti, troppe volte per contarle. Le prime volte esternavo il mio disappunto. Ero più che contento di condividere una parte dei miei pensieri. Non era un bel vedere. Tutto l’ingresso sapeva che c’era un problema. Poi un giorno, ed è successo altre volte, qualcosa è scattato. E’ stato come se qualcuno avesse premuto un piccolo interruttore nel mio cervello. Una parte di me fece un passo indietro e vide di nuovo lo scenario familiare — e realizzò che io, io stesso, lo avevo creato, che non ero una vittima, che non c’erano dei cattivi nella storia, e che per evitare tutta la rabbia e la frustrazione del momento dovevo semplicemente prendere una nuova decisione sul perché tutto questo stesse accadendo, e su Chi Sono. Il mio atteggiamento cambiò di colpo. Fu come se qualcuno avesse riversato un Nuovo Me nel mio corpo, come del latte freddo in un bricco. Odio ripetermi, ma sentii come se il latte dell’umana gentilezza riempisse il mio essere. In quel momento mi sentii “completamente me”. E il Me Completo percepì che la donna dietro il bancone di quell’hotel non era più colpevole di quanto lo fossi io. Né lo era il direttore del turno di notte. Nessuno era “in errore”. Ciò che stava accadendo era solo ciò che stava accadendo. E il Me Completo sapeva che io avevo creato tutto ciò. Lo avevo creato ad un livello di creazione di cui non sapevo nulla, certo, ma nondimeno lo avevo creato io. E a quanto pare avevo avuto l’intenzione di creare quella situazione in una forma o in un’altra, più volte, ripetutamente, sempre di più, fino a quando non lo avessi capito. Cos’era che stavo cercando di “capire”? Chi Sono Davvero. Stavo cercando di portare a me stesso un’esperienza (ad un costo molto basso per me, se ci pensate) di Chi Sono Davvero. In verità, tutte le situazioni della mia vita, non solo questi piccoli incontri alla reception di un albergo, erano state messe lì PER me DA me per potermi trovare nelle giuste e perfette circostanze

Voi mi avete completamente frainteso

Una Nota da Neale Osiamo anche solo pensare di farlo? Miei cari amici… Il nostro scopo, la nostra missione sulla terra in questo momento è molto chiara. La nostra opportunità, il nostro invito, la nostra sfida è cambiare l’idea di Dio che il mondo ha. Per farlo, dobbiamo prima fare a noi stessi, e poi al mondo, una domanda profonda: E’ vero che Dio ci ha buttati fuori dal Regno Celeste, che siamo nati nel peccato, e che Dio non ci lascerà tornare in paradiso a meno che non seguiamo certe regole, l’obbedienza alle quali è l’unico sentiero che ci permetterà di tornare? E’ vero, inoltre, che se non seguiamo queste regole, non solo ci sarà negato il ritorno in paradiso, ma saremo condannati ad inimmaginabile ed eterna tortura all’inferno? E’ questo il Dio di nostra conoscenza? Ha importanza? Si, ce l’ha. Poiché il credere dell’umanità in un Dio violento, arrabbiato e vendicativo giustifica l’adottare — e il giustificare — comportamenti violenti, arrabbiati e vendicativi gli uni con gli altri. Fino a quando crederemo che il giudizio, la violenza, la condanna e l’uccisione siano le Modalità di Dio (la Bibbia ci dice che più di un milione di persone sono state uccise per mano o su ordine di Dio), crederemo e ci comporteremo come se il giudizio, la violenza, la condanna e l’uccisione fossero Modalità appropriate degli Umani. Abbiamo basato i nostri comportamenti su quelli che pensiamo siano i comportamenti di Dio. Ecco perché il Messaggio di Dio al Mondo è così importante in questo momento per l’evoluzione della nostra specie. “Okay, sostieni di aver parlato direttamente con Dio, allora dicci… qual è il messaggio di Dio al mondo?” Il relatore era il famoso ospite di una delle trasmissioni televisive del mattino più popolari in America, e mi stava chiedendo di rispondere alla domanda più importante di tutti i tempi. “Puoi dirla in una o due frasi?” aggiunse “Abbiamo circa trenta secondi”. La mia mente correva. Come potevo dire in trenta secondi qualcosa che catturasse l’essenza di ciò che la Deità vuole che il mondo sappia? Poi, in un unico lampo veloce, sentii la risposta di Dio nella mia mente. Io battei gli occhi e e feci una dichiarazione che sorprese anche me. “In realtà, lo posso dire in cinque parole”. L’ospite inarcò le sopracciglia, mostrando un nanosecondo di incredulità, poi si rivolse impassibile alla telecamera: “Bene. Signore e signori, da un uomo che dice di comunicare con Il Divino, ecco il messaggio di Dio al mondo… in cinque parole”. Sapevo che milioni di persone nel mondo stavano guardando con le loro famiglie. Era la mia occasione per portare la più importante comunicazione di Dio a tante più persone di quante avrei mai immaginato nella mia vita. Guardando dritto nella telecamera ripetei le parole che mi erano appena state date da dire. “Voi mi avete completamente frainteso” Se ciò è vero, riapre per tutta l’umanità ogni questione, ogni discussione che abbiamo mai avuto sul Divino. Se la mia risposta è sbagliata, non c’è più niente da discutere. La discussione è chiusa. Questo è il modo in cui verrebbe posta la questione dalla maggior parte del mondo religioso. Discussione chiusa. Dio ci ha parlato, ci viene detto virtualmente da ognuna delle principali religioni nel mondo. E da allora Dio ha smesso di parlarci. Non ci sono state nuove ed ulteriori rivelazioni. Questo ci lascia rimanere per secoli — anzi, millenni — con ciò che è stato riportato che Dio ci abbia detto, che ora non potrà mai essere esplorato e spiegato, né certamente ampliato. Nessuno ha il diritto di ampliare Ciò Che Dio Ha Detto. Chiunque lo faccia sarà condannato come blasfemo, apostatico, eretico. Ma a pagina 4 del dialogo di 3.000 pagine conosciuto come Conversazioni con Dio appare questa affermazione: “Io parlo a tutti. In ogni momento. La questione non è a chi parlo, ma chi ascolta?”. La nostra opportunità ora su questa Terra è decidere se ci possa essere un brandello di verità in questa affermazione. Come ho detto, l’invito che ci viene fatto è Cambiare l’Idea di Dio che il Mondo Ha. Io credo che questa sia la missione nella quale Dio ci ha invitati ad imbarcarci. E’ un lavoro che richiederà grande coraggio e profonda convinzione, poiché contraddice ogni parola di ogni religione in ogni cultura e tradizione sulla Terra. Non siamo figli di un Dio minore, che ci giudica, ci punisce e ci condanna a dannazione eterna se non arriviamo a Dio attraverso la giusta porta d’ingresso, sull’unico sentiero, per mezzo di un singolo metodo di salvezza. In realtà, la “salvezza” stessa non è neanche necessaria, poiché Dio non ci ha buttati fuori dal Regno Celeste, per poi stabilire regole per ritornarvi. La Buona Notizia è che non siamo “nati nel peccato originale”, e non dobbiamo guadagnarci in qualche modo il nostro ritorno nella grazia di Dio così da poter andare a casa. Noi siamo a casa in questo momento, incessantemente tra le braccia del nostro amorevole creatore, eternamente abbracciati dalla Divinità, e infusi di Essa… ora e per sempre. E qui sulla Terra noi siamo, in verità, “lavoro di Dio”. Abbiamo l’opportunità, in questa età d’oro della comunicazione globale istantanea, di lanciare un Movimento per i Diritti Civili dell’Anima, liberando infine l’umanità dall’oppressione del suo credere in un Dio violento, arrabbiato e vendicativo, e ponendo fine per sempre al dire e ripetere l’antica e completamente sbagliata storia della Separazione. Ci siamo raccontati la storia — e l’abbiamo passata di generazione in generazione — che Dio è “lassù” e noi siamo “quaggiù”, e “i due non si incontreranno mai fino al Giorno del giudizio, quando verremo processati, giudicati e dichiarati colpevoli o assolti… e se dichiarati colpevoli, verremo condannati e mandati alla tortura eterna come punizione”. Questa storia ha prodotto ciò che ho chiamato Teologia della Separazione. Ciò di per sé potrebbe essere abbastanza innocuo, ma il problema è che la nostra Teologia della Separazione produce una Cosmologia della Separazione. E cioè un modo di

Libero arbitrio? Davvero?

Libero arbitrio? Davvero? Caro Neale… Ho 82 anni e sono reduce da un intervento all’anca. Nel Libro Uno di CcD come riesci a riconciliare: a) puoi rivolgerti a Dio per aiuto e conforto, e b) Dio ti mette al posto di guida? Il primo punto parla di chiedere a Dio di soddisfare i bisogni. Il secondo sottintende che Dio sia un osservatore, visto che ci ha dato il dono del libero arbitrio. Affettuosi saluti, Soli Neale Risponde Qui ci sono le  mie risposte, Soli, al meglio che posso fare… 1. Il fatto che Dio ci metta al posto di guida non esclude affatto la possibilità di rivolgerci a Dio per essere confortati, o di chiedere a Dio di soddisfare i nostri bisogni. I miei  stessi genitori hanno messo ME al “posto di guida” quando sono cresciuto e ho lasciato casa. Ero sicuramente responsabile della mia vita, senza dubbio. Ma questo non mi ha fatto smettere di rivolgermi ai miei genitori se e quando avevo bisogno di aiuto. E non ha fatto smettere a loro di darmene. 2. Il primo punto parla di chiedere a Dio di soddisfare i nostri bisogni, e hai ragione, il secondo punto implica che Dio ci ha dato il libero arbitrio. Di nuovo, il fatto che abbiamo il libero arbitrio, e che creiamo la nostra realtà, non significa che non possiamo o non dovremmo chiedere aiuto a Dio in questa creazione. Quando mi rivolgo a Dio, so che mi sto rivolgendo a Quell’Aspetto di Me Più Elevato, di cui sono una parte. E’ come se fossi io, che mi rivolgo a me stesso. Parlo sempre a me stesso quando perdo le chiavi… o quando cerco di ricordare qualcosa… o quando voglio che quel dannato semaforo diventi verde. Quindi questa è la stessa cosa — pregare è la stessa cosa — tranne che sto parlando col mio Sé Più Elevato. Sto parlando a Dio — e questo è come io personalmente concepisco Dio. Penso a Dio semplicemente come ad una parte del mio Sé Più Elevato. Penso che Dio sia COSI’ grande da essere parte del Sè Più Elevato di OGNUNO, e, se è per questo, di ogni COSA. Amo il fatto di poter avere una reale amicizia con Dio (vedi il libro Amicizia Con Dio), perchè significa solo che ho finalmente imparato come amare, ed avere un’amicizia, con me stesso. Con il mio Sé Più Elevato. Con il mio Sé Più Grande. Quindi  per me non è difficile riconciliare le idee di Dio che soddisfa i nostri bisogni e Dio che ci dà il libero arbitrio e il potere di creare la nostra realtà. Entrambe le cose sono vere. Anche quando uso il mio potere creativo, è sempre Dio che sta facendo la creazione… attraverso me, COME me. Spero che ciò ti aiuti a far chiarezza su quello che il libro dice in quei punti. ∼ Con amore, Neale

Dio può ancora parlare – a noi?

Una Nota da Neale Dio Può Ancora Parlare — A Noi? Il mondo ha un interessante atteggiamento mentale su questo affare del parlare con Dio. La maggior parte della gente crede che le conversazioni con Dio non solo siano possibili, ma siano avvenute. In effetti, la maggior parte delle religioni si basa su questa supposizione. Ciò su cui la gente sembra non riuscire ad essere d’accordo è quando Dio ha smesso di parlare. Se Dio non ha mai smesso di parlare, questo complica le cose, perché la maggior parte delle religioni è basata sulle rivelazioni dirette di Dio ad una specifica persona o gruppo. Quelle persone e quei gruppi, quindi, non hanno altra scelta se non quella di insegnare che le rivelazioni di Dio sono terminate. Finite. Kaputt. Perché se Dio continua a rivelare Se Stesso direttamente agli umani, come quasi tutte le religioni riconoscono che Lei abbia fatto ad un certo punto, allora che bisogno ci sarebbe di una qualsiasi religione? Questa è una questione che le religioni non possono tollerare, perché mina le fondamenta della loro ragione di esistere. Le religioni, infatti, prendono la propria autorità dalla propria dichiarazione che il loro fondatore (o fondatori) ha sentito la Reale Parola di Dio, e che ciò che chiunque altro ha sentito è una falsità. Un fraintendimento, se non una blasfemia. Questo è ciò che ha dato inizialmente agli esseri umani il permesso di chiamare se stessi “migliori” — e di uccidere in nome di questo “essere migliori”. E poi compare un libro chiamato Conversazioni con Dio, che dichiara audacemente che Dio non ha mai smesso di parlare con noi, e che, in realtà, comunica ogni giorno. E non solo con pochi di noi selezionati, ma in effetti con ognuno di noi. Può essere vero? E’ possibile? Dio dopo tutto non ha abbandonato gli umani, in seguito all’ultima Grande Rivelazione? E quale è stata l’ultima, in ogni caso? E’ stato il Corano? Il Talmud? La Bhagavad Gita? Il Rig Veda? I Brahmani? Le Upanishad? Il Tao-te Ching? La Bibbia? Il Nuovo Testamento della Bibbia? Potrebbe essere stato il Libro di Mormon? Esattamente, quale parola scritta è stata l’ultima? Chi ha l’ultima parola qui? La maggior parte delle religioni non riesce ad accordarsi su quale libro antico contenga la Parola di Dio, ma la maggior parte riesce ad esser d’accordo sul fatto che nessun libro nuovo la contenga. E quindi abbiamo a che fare con la contraddizione ultima: religioni che insegnano che la propria verità è basata sulle rivelazioni dirette di Dio, e poi avvertono che quelle rivelazioni sono improbabili. E’ comprensibile che le persone non sappiano proprio in cosa credere. L’istituzione che era intesa per chiarire tutto, ha fatto più di qualsiasi altra istituzione umana per creare confusione. Alla fine, siamo soli. Con una minuscola differenza. Abbiamo Dio con noi, in ogni passo del cammino. Possiamo comunicare con Dio. Possiamo parlare a Dio, e sapere che Dio ci risponderà. A dir la verità possiamo avere un’amicizia con Dio.

Ciò che desideri per te stesso, dallo ad un altro

  Lettere a Neale Caro Neale: Per favore mi chiariresti qualcosa su cui sono confusa? Le donazioni. Ho fatto donazioni per anni quando ero in una chiesa fondamentalista, quindi so cosa vuol dire. Nell’ultimo anno ho donato almeno il 10 percento delle mie entrate lorde, la maggior parte a fonti di crescita spirituale. Moltissime delle diverse cose che ho letto sono in accordo sull’importanza di restituire almeno il dieci percento all’universo, ma sembra non ci sia consenso su dove darlo. Tu hai anche parlato dell’essere la fonte di ciò di cui scegliamo di sperimentare in quantità maggiore. Quindi, se desidero più denaro nella mia vita, devo dare a chi ha meno di me. Fa parte delle mie donazioni, o è un extra? Voglio contribuire all’Habitat dell’Umanità, perché desidero possedere una casa. Di nuovo, dev’essere al di fuori delle mie donazioni, o è compreso? E poi, se desidero possedere una casa, e ringrazio per il fatto che una casa sta per entrare nella mia vita, quanto devo essere specifica su ciò che vorrei? Le descrizioni dettagliate limitano Dio? Devo supporre che Dio sappia ciò che è il meglio per me? La vaghezza è utilizzabile da Dio/Universo? Di nuovo, mi arrivano messaggi diversi da posti diversi. Dio ti benedica, Neale! Brenda Neale Risponde Mia cara Brenda, Dio benedica anche te! Sai, fai alcune delle più importanti domande che riguardano l’applicazione pratica delle più elevate leggi spirituali nella vita quotidiana. Innanzitutto, sulle donazioni. La ragione per cui le facciamo è la dimostrazione. Facendo donazioni sistematicamente dimostriamo ciò che riteniamo vero sul denaro, così come la nostra intera vita è una dimostrazione delle nostre verità su tutto. Le sole persone che fanno donazioni, che regalano denaro agli altri regolarmente, sono persone alle quali è molto chiaro che ne esiste di più nel luogo da cui il denaro proviene. Da questa chiarezza emerge la dimostrazione, e da questa dimostrazione emerge l’esperienza precisa di ciò su cui si ha chiarezza. Ovviamente, torniamo dritti a quella vecchia domanda: cosa viene per primo, l’uovo o la gallina? Nel caso delle leggi universali, o ciò che io chiamo principi metafisici, la domanda ha una risposta. La dimostrazione precede sempre l’esperienza. Cioè, sperimenterai ciò che dimostri. Ecco perché dico “Ciò che desideri per te stesso, dallo ad un altro”. Ma c’è una trappola. Se stai facendo qualcosa per produrre un risultato (ad esempio, fare carità per portare più denaro nella tua vita), allora non produrrai il risultato, e potresti anche rinunciare prima di iniziare. La ragione di ciò è che la tua vera ragione per impegnarti nella dimostrazione dice una bugia su di te: vale a dire, che non hai tutto ciò che desideri proprio ora, e ne hai bisogno o ne vuoi di più. La verità che sta dietro, ciò che CcD Libro 1 chiama il tuo “pensiero promotore”, è ciò che produce la tua realtà. Quindi, indipendentemente da quanto dai, sperimenterai il non avere “abbastanza” e il “volere di più”. D’altro canto, se stai facendo qualcosa come dimostrazione che il risultato è già stato prodotto (ad esempio, donare ogni settimana il dieci percento delle tue entrate come conseguenza del tuo profondo senso di conoscenza che per te c’è sempre abbastanza da condividere, che “ne esiste di più nel luogo da cui proviene”), allora avrai esperienze sempre più grandi di questa verità. Ricorda, non stai producendo la verità, la stai riconoscendo. Lo vedi? Lo comprendi? Non c’è una “regola” nell’universo sul livello al quale uno debba dimostrare per poter sperimentare una verità universale. Quindi la tua domanda sull’ammontare del tuo contributo in ritorno all’universo, non ha riposta. Nella mia vita, semplicemente dono dove e quando il farlo mi fa sentire bene e vero con me stesso. Non dono per poterne produrre “parecchio”. Regalo semplicemente notando che parecchio è già stato prodotto. Le regole, così come l’obbligo severo di regalare il dieci percento dei tuoi beni terreni, sono per coloro che hanno bisogno di regole per applicare le verità basilari per vivere all’interno del paradigma delle comprensioni elementari, come la comprensione dell’abbondanza. Stabiliscono una disciplina. Propongono delle linee-guida. I Maestri sono la propria disciplina. I Maestri creano le proprie linee-guida. Quindi, Brenda, ciò significa che puoi dare ciò che scegli di dare della tua abbondanza. Se vuoi restare nel rigido e ferreo dieci percento, includerei in quella cifra tutto ciò che dai per supportare il bene di un altro, incluso il contributo all’Habitat per l’Umanità. Ecco come ho fatto io alcuni anni fa. Ho stabilito una sommaria “divisione dei beni”. Alla mia chiesa: tre percento delle mie entrate ogni settimana; ad un’associazione per i Bambini (che voglio supportare), il due percento ogni settimana; al programma locale di assistenza medica per indigenti, il due percento ogni settimana; ad uno speciale fondo per famiglia ed amici quando hanno bisogno di aiuto, il due percento ogni settimana; a ciò che metto da parte per decisioni e scelte dell’ultimo minuto (come l’Habitat per l’Umanità), l’uno percento ogni settimana. Voilà. Ecco il tuo dieci percento! La risposta alla seconda parte della tua domanda (dove chiedi della “vaghezza”) è di nuovo quasi la stessa cosa. Alcuni insegnanti dicono “Non limitare Dio essendo troppo specifico”. Altri dicono “Sii preciso su ciò che scegli!”. Capisco la tua frustrazione. Quindi ciò che ti dirò sarà di grande sollievo. Non ha importanza. Guarda, Brenda, non è che Dio accetterà la tua richiesta solo se fatta secondo certi criteri, sai? Questo riporta ad antiche religioni che insegnano che esiste una sola via verso Dio, e tutto il resto di noi andrà all’inferno. Non è così. Grossa bugia. Lo stesso con questo. Anche prima che tu chieda, Dio sa cosa desideri. Vuoi visualizzare qualcosa di generico, come “l’auto giusta e perfetta”? Ok. Vuoi essere precisa? Va bene comunque. Visualizza una grande auto rossa con gli interni neri. Vedi il design del cruscotto nell’occhio della tua mente. Figurati il numero del modello se vuoi. Ma ecco il trucco, ecco il segreto. Non appena “lo emetti lì” nell’universo, lascialo andare. Vale a dire,