Una Nota da Neale
Miei cari amici…
In questo periodo si parla molto di illuminazione, e del cammino verso la Consapevolezza di Sé. Sono sicuro che è questo il motivo per cui tutti gli elementi sull’argomento hanno girato nella mia testa per mesi prima che io scrivessi il presente materiale.
Per molte settimane in questo Bollettino ho parlato di “ampliamento” come Secondo Passo Principale nel Sentiero verso la Consapevolezza di Sé, e vorrei spiegare che con “ampliamento” intendo un’espansione del senso del Sé, una crescente comprensione di Chi Sei Davvero — e di modi di sperimentarlo in modo più consistente e più ricco.
Ho detto che vedo un approccio in tre parti. Primo, fare in modo che un altro abbia l’esperienza. L’ho esplorato in precedenza. Secondo, entrare tu stesso nell’esperienza pienamente, anche se solo per un momento. Anche in questo argomento sono entrato in modo piuttosto completo in precedenza. Non è necessario avere un’esperienza Per Sempre, per avere un’esperienza Completa. Questo è il più grande errore che vedo commettere dalle persone della cosiddetta comunità New-Age. Nei miei brevi discorsi precedenti l’ho detto chiaramente e succintamente. Lasciate che ripeta qui ciò che ho già detto:
Collegate una sequenza di esperienze di Ampliamento meno-che-eterne e immediatamente vi avvicinate alle porte dell’infinito.
Quindi date a voi stessi il permesso di avvicinarvi all’Ampliamento del Sé un passo alla volta. Un piccolo passo.
Posso darvi un esempio, cosicché possiate conoscere i tipi di passi di cui sto parlando?
Quando ero un giovane uomo ricordo di aver avuto 20 dollari in più di resto dalla cassiera del supermercato. Non so come fossero arrivati quei 20 dollari, ma erano lì. Pensai di ritornare al negozio, ma non lo feci mai. Giustificai il non rendere il denaro dicendo a me stesso “E’ una grossa catena di supermercati e per loro questo è niente”. Non fa del male a nessuno, pensai. Pensai alla mia “buona fortuna” e me ne andai.
Dieci anni dopo mi accadde la stessa cosa. Mi era stato dato del resto in più da qualcuno. Mi girai e tornai indietro. “Penso mi abbia dato più del dovuto”, dissi alla persona al registratore di cassa. Subito mi guardò perplessa, poi un sorriso di gratitudine attraversò il suo viso. “Grazie molte!” disse. “Me lo avrebbero tolto dalla paga se la mia cassa non fosse stata in bilancio alla fine della giornata”.
Ovviamente lo avrebbero fatto — e non ci avevo nemmeno pensato dieci anni prima. Dopo la seconda esperienza giurai a me stesso che non avrei mai più preso più di quanto mi spettasse. Di niente. Da nessuno.
Sto davvero cercando di essere scrupolosamente onesto. Penso sia una conquista significativa, se si riesce a farlo. Penso sia un segno di Ampliamento. Quando sei il tuo Sé Più Grande non hai ragione di essere disonesto con qualcuno. Su niente. Niente del tutto. Il tuo Sé Più Grande non riesce proprio a trovare una ragione per non dire la verità su tutto, sempre.
Lasciate che vi dia un altro esempio di esperienza di Ampliamento meno-che-eterna.
Arrivi all’hotel e non hanno pronta la tua stanza. Peggio. Non hanno proprio una stanza libera. Non c’è prenotazione a tuo nome. Peggio. Hai appena viaggiato 17 ore per arrivare lì. Sei in piedi da 24 ore. L’itinerario era pianificato da mesi. Ricontrollato e confermato dal tuo agente di viaggio. Ti è chiaro che l’errore non dipende da te. Ora sei in piedi nell’ingresso dell’albergo, di fronte alla reception, e vuoi che sistemino la faccenda. Che facciano qualcosa. Che trovino una soluzione. Perché tutto ciò che vuoi è un posto dove sdraiarti.
Non hanno niente. L’hotel è al completo. Mandatemi in un altro albergo, dici. Trovatemi una stanza in un albergo vicino. Ci dispiace, ti dicono, ci sono tante attività in città questo fine settimana, non c’è una sola stanza libera. La tua temperatura sale. Il tuo battito aumenta. Vedi rosso.
Mi sono trovato in questa esatta situazione. Più di una volta. In effetti, troppe volte per contarle.
Le prime volte esternavo il mio disappunto. Ero più che contento di condividere una parte dei miei pensieri. Non era un bel vedere. Tutto l’ingresso sapeva che c’era un problema. Poi un giorno, ed è successo altre volte, qualcosa è scattato. E’ stato come se qualcuno avesse premuto un piccolo interruttore nel mio cervello. Una parte di me fece un passo indietro e vide di nuovo lo scenario familiare — e realizzò che io, io stesso, lo avevo creato, che non ero una vittima, che non c’erano dei cattivi nella storia, e che per evitare tutta la rabbia e la frustrazione del momento dovevo semplicemente prendere una nuova decisione sul perché tutto questo stesse accadendo, e su Chi Sono.
Il mio atteggiamento cambiò di colpo. Fu come se qualcuno avesse riversato un Nuovo Me nel mio corpo, come del latte freddo in un bricco. Odio ripetermi, ma sentii come se il latte dell’umana gentilezza riempisse il mio essere. In quel momento mi sentii “completamente me”. E il Me Completo percepì che la donna dietro il bancone di quell’hotel non era più colpevole di quanto lo fossi io. Né lo era il direttore del turno di notte. Nessuno era “in errore”. Ciò che stava accadendo era solo ciò che stava accadendo. E il Me Completo sapeva che io avevo creato tutto ciò. Lo avevo creato ad un livello di creazione di cui non sapevo nulla, certo, ma nondimeno lo avevo creato io. E a quanto pare avevo avuto l’intenzione di creare quella situazione in una forma o in un’altra, più volte, ripetutamente, sempre di più, fino a quando non lo avessi capito.
Cos’era che stavo cercando di “capire”?
Chi Sono Davvero.
Stavo cercando di portare a me stesso un’esperienza (ad un costo molto basso per me, se ci pensate) di Chi Sono Davvero. In verità, tutte le situazioni della mia vita, non solo questi piccoli incontri alla reception di un albergo, erano state messe lì PER me DA me per potermi trovare nelle giuste e perfette circostanze in cui poter annunciare e dichiarare, esprimere e sperimentare, diventare e onorare la successiva più elevata nozione di me stesso.
Lo scopo della vita, mi disse Conversazioni con Dio, era di ricreare di nuovo me stesso, in ogni momento d’oro dell’adesso, nella più grande versione della più grandiosa visione che io abbia mai avuto di Chi Sono. Improvvisamente imparai l’insegnamento. In quel momento non solo ho portato il messaggio, l’ho anche ricevuto.
Ho scoperto che con questo materiale di Conversazioni con Dio, dirlo e viverlo sono due cose diverse. Quindi qui alla reception di questo hotel stavo decidendo di vivere secondo i miei libri, i miei scritti, il mio messaggio.
Be’, il messaggio di Dio, in realtà. Non era il mio messaggio, era il messaggio di Dio.
A meno che non voglia accettare ed abbracciare un altro di quei messaggi — quello che dice “siamo tutti Uno”. Nel qual caso era un “mio” messaggio, che stavo cercando di vivere. Era il mio messaggio a me stesso.
La Vita informa la Vita sulla Vita attraverso il processo della Vita Stessa. Io informo me su di me attraverso il processo di essere me. Ed ecco dove arriva il miracolo della trasformazione: In ogni momento decido ciò che sembra.
Così ora lo faccio. Molto più spesso, lo faccio. In molti più momenti della mia vita, faccio un passo indietro e guardo bene ciò che è stato creato Proprio Qui, Proprio Ora per me, e decido Chi Sono Davvero in relazione a tutto questo. E quando faccio la scelta più elevata, sperimento l’Ampliamento.
Posso dirvi che l’esperienza non dura per sempre. Non è come togliere le tonsille. Non è eterna. Non posso “restarci aggrappato” per quanto tempo vorrei. Ma posso avervi accesso. E’ questo l’importante. Posso accedervi a mio volere. E non è qualcosa che facevo prima.
Ha fatto la differenza alla reception di quell’hotel?
Mi hanno dato la Suite Presidenziale.
Con amore,
Neale