Buongiorno 🙂 Probabilmente ci sono stati problemi nel server, e domenica scorsa non tutti hanno ricevuto il Bollettino Settimanale, sorry!  Rieccolo 😉 – Lidia

Lettere a Neale

Come posso vivere i Miei Sogni se devo Lasciarli Andare?

Caro Neale, la mia domanda ha a che fare con la creazione dei propri sogni. Spesso viene detto che si deve “lasciare andare”, ma come faccio a lasciar andare ciò che voglio creare nella mia vita? Sembra che i miei sogni non si realizzino senza una buona quantità di dedizione. Ho lasciato andare molti sogni, e questo mi ha solo portato ad un’esperienza della vita molto deludente. E poi, come si può davvero  conoscere Dio — o il cioccolato, per dire — solamente con il concetto e senza l’esperienza? E allo stesso modo, come posso accettare veramente che l’Universo sia giusto e corretto se non ho esperienza che sia così? Penso che cercare di convincermi di queste cose sia una forma di auto-inganno.

M.H.

Neale Risponde

Cara M.H.,

In realtà, è la vita così come la vive la maggior parte di noi ad essere una forma di auto-inganno. Nella realtà ultima, niente di ciò che vedi è effettivamente reale, e ciò che è effettivamente reale non riesci a vederlo. Per questo motivo è così importante non “giudicare dalle apparenze”. In ogni modo, torniamo all’inizio della tua lettera, e vediamo se riusciamo ad elaborarla fino alla fine.

CcD può essere un po’ diverso dalla saggezza convenzionale a questo proposito, ma CcD non dice nulla sul “lasciare andare” i propri sogni. Anzi, al contrario, CcD chiarisce molto bene che senza una passione per qualcosa, c’è molto poco nella vita. D’altronde, CcD dice che faremmo bene a lasciar andare le nostre aspettative, e qualsiasi bisogno di un risultato particolare. Potresti pensare che sia una contraddizione in termini, e potrebbe anche sembrare così fino a che non la guardi più attentamente.

Vediamo un esempio. Supponiamo che una persona abbia il sogno di cambiare il mondo intero; di elevare la nostra coscienza globale sul modo in cui scegliamo di vivere con ciascun altro; di alterare il modello della nostra esperienza universale di Dio. Alcune persone hanno sempre avuto un sogno del genere, e non lo hanno mai “lasciato andare”, anche quando sembrava che le possibilità che quel sogno si avverasse fossero molto remote. Ma mentre si tenevano stretto il proprio sogno, avevano rinunciato al bisogno di un risultato particolare. Quindi, è il continuo sogno a tenere acceso il motore della loro ininterrotta esperienza, non l’apparizione o la mancanza di apparizione di un particolare risultato.

Detta in un altro modo, queste persone sognano sempre l’evento, sia che l’evento in effetti accada  o meno. In questo senso il loro lavoro non è mai finito, poiché anche se finiscono col cambiare il mondo, continueranno sempre a sognare di farlo. In altre parole, indipendentemente da quanto le cose cambino in meglio, hanno l’idea che le cose possano sempre migliorare! Quindi il sogno non finisce mai, e la missione non è mai veramente compiuta, poiché è il sogno a motivare queste persone, non la sua realizzazione! Madre Teresa era una di queste persone. E lo era anche Martin Luther King. Ci sono molte persone così nel mondo. Ce ne potrebbe essere una proprio alla porta accanto. O, magari, anche nella tua casa.

Per inciso, la modalità di queste persone è la stessa di Dio. Il “sogno” di Dio, se mi permetti, è che un giorno noi tutti saremo completamente realizzati. Ma nel momento in cui succederà, verrà creata una nuova definizione del significato di “completamente realizzati”, poiché se fossimo completamente realizzati, il gioco sarebbe finito! Non è nel segnare che si sperimenta il gioco. Nota che una volta che hai segnato, esci dal campo. Il gioco sta nel raggiungere l’area di meta, non nell’essere lì. Una volta che la squadra ha raggiunto l’area di meta, tutti tornano al punto di inizio e, per mutuo accordo, tutto ricomincia di nuovo! Questo va avanti finché scade il tempo, suona il fischietto, e il gioco è finito. L’unica differenza nel gioco della vita è che il tempo non scade mai. Il fischietto non suona mai. Il punto: per raggiungere felicità, serenità, e un senso di pace della vita, faremmo bene a rimanere distaccati dai risultati, ma non ci è di alcun beneficio diventare distaccati dal nostro sogno di ottenere risultati.

Questo è parte di ciò che CcD definisce divina dicotomia.

Nella sua straordinaria pubblicazione, Manuale per Acquisire un Livello di Coscienza Superiore, il defunto Ken Keyes Jr. pose questo principio in termini quotidiani quando disse che la vera libertà emozionale si ottiene quando cambiamo i nostri “bisogni” in “preferenze”, eliminando quindi le nostre “dipendenze” emozionali. Considero il libro di Ken come uno dei più utili mai scritti, e ti esorto vivamente a trovarne una copia e leggerla.

Ora, tu chiedi anche, come si arriva a “conoscere Dio” quando Dio è solo un concetto e non un’esperienza. CcD sottolinea che la maggior parte della gente arriva a “conoscere” una cosa solo quando e se quella particolare cosa viene sperimentata. Ciò che l’illuminazione ci chiede di fare, dice il libro, è di “conoscere” una cosa prima, e poi di sperimentarla! Ad esempio, se sai che la vita funzionerà sempre, probabilmente lo farà sempre. Se sai che il mondo è un luogo amichevole, si mostrerà abitualmente così. Se conosci Dio, lo sperimenterai. E se sai semplicemente che verrà data risposta alle tue preghiere, così sarà. Faresti bene, M.H., a rileggere la sezione di CcD, Libro 1, che parla di “sapere” qualcosa prima di sperimentarla.

Un modo per arrivare a “conoscere” Dio è di prendersi del tempo ogni giorno per meditare quietamente. Ciò, ovviamente, potrebbe non portare a nulla. E quindi, se sei attaccata ai risultati, potresti ben presto sentirti scoraggiata e delusa. Solo se sei distaccata, solo se i risultati non sono il punto di tutto, allora la tua meditazione sarà serena. Ed è nella serenità che troverai Dio.

Un secondo modo per arrivare a conoscere Dio è fare in modo che un’altra persona conosca Dio. L’esperienza che incoraggi in un altro la incoraggi in te stessa. Ciò perché non esiste nessun altro lì fuori. Quindi non trascorrere i tuoi giorni e le tue notti domandandoti come puoi arrivare a conoscere Dio. Trascorri i tuoi giorni e le tue notti domandandoti come tu possa essere uno strumento attraverso il quale altri arrivino a conoscere Dio. Poiché ciò che porti agli altri, lo porti a te stessa. E questa è una grande verità.

Amore e abbracci,

Neale

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