Cari Amici, dopo la breve pausa di vacanza riprende la pubblicazione del Bollettino Settimanale.. Buona lettura! Steve & Lidia

Ritornare all’Interezza Originale

Una Nota da Neale…

Miei cari amici…

Nell’ultimo numero abbiamo parlato di “ricomporre il Sé”. Ho affermato che la vita è concepita per essere felice, e che non ci dovrebbe davvero essere alcun motivo perchè sia diversamente.

Ho aggiunto che sicuramente non  c’è ragione per cui la vita debba essere un’esperienza  di infelicità continua. Ma quando viviamo come persone spezzate, cercando di servire due maestri e tre programmi e quattro diversi pensieri di quattro diverse persone su chi si suppone che noi siamo, la vita può diventare davvero molto stressante ed infelice. Quindi l’invito della Vita è di “ricomporre” noi stessi, per diventare di nuovo  interi.

Questa settimana vorrei portare avanti quest’idea. Inizierò suggerendo che siamo arrivati in  questa esperienza fisica come esseri interi e perfetti, ma abbiamo permesso alla Vita di smembrarci, e in alcuni casi di farci a pezzi.

Quindi ora  si tratta di ritornare in quel luogo di Interezza Originale, e poi di venire da lì in tutte le nostre interazioni. E non so voi, ma io ho avuto bisogno di linee guida, come ho detto in precedenza, per aiutarmi a raggiungere quel luogo, e per assistermi nel vivere da quel luogo. Quindi sono stato felice quando Conversazioni con Dio mi ha regalato un messaggio meravigliosamente illuminante. Ha detto che esiste ciò che io ho chiamato i Tre Concetti Nucleo del Vivere Olistico. Li ha identificati come Consapevolezza, Onestà e Responsabilità. “Vivi secondo questi precetti”, ha detto, “e la rabbia verso te stesso svanirà dalla tua vita”.

Non avevo nemmeno realizzato che la rabbia verso me stesso fosse parte della mia vita fino alla metà della mia esistenza. In un qualche momento fra i 35 e i 40 anni mi divenne chiaro che non  ero davvero molto felice di me stesso — e che, si, ero in effetti molto arrabbiato con me stesso per molte cose.

Soprattutto, ero arrabbiato con me stesso per la persona che mostravo di essere al mondo. Non che fossi un essere umano così terribile, tremendo e corrotto, ma sicuramente gli altri non mi sperimentavano nei modi in cui pensavo di me stesso. In effetti, internamente avevo un’idea di chi sono completamente diversa dall’esperienza che gli altri intorno dicevano di avere di me.

“Nessuno mi capisce”, dicevo a me stesso ed occasionalmente lamentandomi con pochi amici. “In effetti, penso di essere la persona più incompresa che io conosca”.

Ora, potrebbe non suonarvi familiare niente di tutto ciò, oppure molto. Ma vi posso giurare che ciò che vi sto descrivendo della mia esperienza personale non è unico. Quindi iniziai a cercare indicazioni, suggerimenti, intuizioni su come poter letteralmente rimettere insieme me stesso.  E devo essere onesto con voi, rifiutai  la maggior parte di quanto mi dicevano le religioni e le filosofie e la psicologia, poiché mi sembrava tutto così semplicistico.

Poi incontrai l’esperienza di Conversazioni con Dio. E anche quello che diceva mi sembrava semplicistico. Addirittura, in alcuni casi, grezzo ed ingenuo. Ma in questo caso decisi di ascoltare, poiché l’esperienza stessa era così notevole, così di apertura spirituale. Quindi permisi a me stesso di interiorizzare i suoi messaggi, di considerare la possibilità che ci fosse più di quanto l’occhio può vedere, che ciò che in superficie poteva apparire molto semplice mi offrisse,  in realtà, un’opportunità di vedere la vita e di sperimentare me stesso più profondamente, più ampiamente, apprezzando la vera  complessità di ciò che, in superficie, appariva semplicistico.

Ciò è particolarmente vero per il messaggio del dialogo di CcD di cui sto  discutendo qui. Alla superficie di esso, sembra essere così ovvio e così semplice, ingenuo  in modo quasi imbarazzante. Ovviamente l’onestà, la consapevolezza e la responsabilità sono attributi importanti nella  vita  di ciascuno. E’ piuttosto facile da capire.

Ma quando ho guardato sotto l’apparente semplicità del messaggio, ho visto e trovato più di quanto in origine immaginavo ci fosse. Quindi nelle prossime settimane daremo un’occhiata a questi tre concetti  chiave, uno per uno. Spero ci sarete.

Abbracci & Amore,

Neale

Domanda & Risposta

Un altro Padre Nostro?

Caro Neale… Dopo aver scritto il tuo ultimo libro, The Only Thing That Matters, potrebbe esserci stata la possibilità che Dio cambiasse la preghiera del Padre Nostro in una preghiera che ognuno potrebbe recitare — con ‘male’ sostituito da ‘illusioni’ e ‘perdono’ da ‘comprensione’? Potrebbe magari essere qualcosa tipo:

Mio Dio, sono nei Cieli. Santificato è il mio nome. Il mio Regno è arrivato, la mia Volontà è fatta, come in cielo, così in terra. Ogni giorno mi viene dato il mio pane  quotidiano. Sostituisco il Perdono con la Comprensione per i miei Peccati, così come sostituisco il Perdono con la Comprensione per coloro che hanno Peccato contro di me. Guido me stesso nella tentazione allo scopo di allontanare me stesso dalle Illusioni che abbiamo creato. Mio è il Regno, mia è la Potenza e la Gloria nei secoli. Amen.

Non sarebbe una grandiosa attuazione di tutti i libri di Conversazioni con Dio, e una dichiarazione di libertà e liberazione dalle illusioni, poter pregare in questo modo? Buona giornata. Marian.

Neale Risponde

Cara Marian… Amo la preghiera del Padre Nostro esattamente così come ci è stata data originariamente, e la  dico spesso. A volte anche cinque o sei volte al giorno. Ma non sono in disaccordo con quanto hai detto. Anche la tua preghiera è bella.

Tutte le preghiere, ovviamente, sono il Padre Nostro (in inglese letteralmente “Preghiera del Signore” – n.d.t.). Cioè, ogni preghiera è felicemente “proprietà” di Dio! La preghiera è una dichiarazione di ciò in cui ognuno di noi crede intensamente. Nel mio mondo va bene chiedere cose a Dio. Io continuo a  credere in un Dio molto personale, e Dio ama che noi chiediamo cose che desideriamo sperimentare — specialmente quando chiediamo sapendo che “prima che tu chieda, Io ti avrò risposto”. Perciò mi piace chiedere a Dio “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, perchè chiedo sapendo che Dio lo avrà già fatto.

E mi piace chiedere a Dio “rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Mi fa sentire bene pregare per questo, poiché mi ricorda di perdonare gli altri. Non posso aspettarmi che Dio faccia per me qualcosa che io non sono neanche disposto a fare per gli altri. Ancor meglio (come viene  discusso in The Only Thing That Matters), quando dico queste parole mi viene  ricordato di sostituire ‘perdono’ con ‘comprensione’ — come hai dichiarato anche tu nella tua preghiera.

Amo la tua comunicazione, nella preghiera che hai composto, di ciò che ritieni vero. E’ potente e molto dolce, e dice la tua verità. Grazie per averla  condivisa con me. Ti invio l’augurio che tu possa continuare a sperimentare la presenza di Dio in te e attraverso di te tutti i giorni della tua vita.

Con Amore,

Neale

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