Lettere a Neale

Caro Neale…

Se non ci sono vittime né esecutori e se la verità è soggettiva e non assoluta, come posso trovare la verità reale così da poter dire la mia verità ai miei cari, quando la mia verità è nascosta dietro dolore e negazione? Quando metterò da parte la mia negazione per guardare più in profondità stando al sicuro? Benedizioni, Blake

Neale Risponde

Da quanto ho capito, Blake — e da come l’ho sperimentato — la “verità reale” non è qualcosa che esiste assolutamente ed oggettivamente, ma è qualcosa che io decido, e quindi creo, in forma soggettiva.

Io dico che gli asparagi sono fantastici e il mio nipotino dice che sono rivoltanti. Quindi cosa è “vero” riguardo agli asparagi? Ciò che è vero è ciò che diciamo che è vero. Ed è stato così per tutta la storia umana — con gli asparagi e con tutto il resto. E la condizione in cui siamo in questo momento sul nostro pianeta ne è un riflesso. E’ un riflesso del nostro dire collettivo cosa è vero.

Se vogliamo che il nostro mondo cambi, tutto ciò che dobbiamo fare è cambiare ciò che diciamo che è vero. Oppure, come dico da anni: riscrivere la nostra Storia Culturale.

Se vedo che la mia verità personale è “nascosta dietro dolore e negazione” — e, a proposito, la mia verità interiore più elevata spesso lo è — allora mettere da parte la mia negazione per guardare più in profondità diventa “sicuro” solo quando dico che lo è.

In altre parole, Blake, non c’è una risposta oggettiva, una risposta universale, alla domanda. E’ “sicuro” fare così ora (nel senso, opposto a ieri) perché dico che lo è.

E cosa potrebbe farmi dire una cosa simile oggi, quando ieri non potevo? Nel mio caso, non avrebbe niente a che fare con le circostanze esterne, ma sarebbe solo la mia determinazione, il mio impegno, a ricreare me stesso in modo diverso in questo Momento Dorato dell’Adesso, nella successiva più grande versione della più magnifica visione che io abbia mai avuto di Chi Sono.

In altre parole, trovo che quando mi impegno di nuovo nella Visione, e nel Compimento del Viaggio che la mia Anima sta facendo (vedi “L’Unica Cosa Che Conta”), ricordo a me stesso ciò che ho sempre saputo: che non sono mai non-“sicuro”, perché non può accadere nulla che non vada bene per me, non può accadere nulla che non sia parte del mio processo evolutivo, niente può danneggiare o distruggere Chi Sono Davvero.

Spero di poter dire “Grazie, Dio, per questa vita meravigliosa”, anche nel momento della mia morte. Se potrò dirlo in quel momento — ed in tutti i momenti tra ora e allora — troverò la mia sicurezza nella certezza che Va Tutto Bene, indipendentemente da come tutto stia procedendo.

La gratitudine, per me, è lo straordinario balsamo di guarigione che mi riporta alla sicurezza. La gratitudine e l’amore per il mio Dio.

Con affetto,

Neale

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