Lettere a Neale

Caro Neale, mi è piaciuto il tuo precedente articolo sul Natale. Anche se il tuo prossimo Bollettino uscirà dopo Natale, mi domandavo se potessi parlarcene ancora di più. Marsha

Neale Risponde

Cara Marsha… sono felice di farlo. Ricordo ciò che ho detto qualche anno fa in pubblico, la sera di Natale, le mie riflessioni furono registrate e poi trascritte, ecco le parole che mi arrivarono. Era nell’anno 2000. Quella notte non riuscivo a dormire. Sono stato in piedi dalle 2 alle 6, e ho avuto un’altra delle mie Conversazioni con Dio.

“Dimmi del Natale”, dissi. “E’ tutto a proposito di cosa realmente?”

E sentii, “Cosa intendi, è tutto a proposito di cosa realmente? Te l’ho detto un milione di volte cosa riguarda”.

Così dissi “Dimmelo di nuovo. Mi sa che me lo sono perso”.

E all’improvviso la mia testa si riempì di una Canzone Natalizia, una delle più gioiose e trionfanti tra le melodie di Natale. “Gioia al mondo”, iniziava la canzone, “il Signore è arrivato”. Ma non ce la facevo ancora. Continuavo a domandarmi, cosa c’è di gioioso nell’arrivo di qualcuno che diventerà un signore su di noi?

Dio! Dissi… non lo capisco!

E Dio rispose, “Hai ragione. Non lo capisci.”

Poi Dio disse, “Ma almeno stai facendo una domanda. E questo va bene. E’ davvero difficile capire qualcosa se pensi che non ci siano più domande da fare. Non può esserti data una risposta se pensi di avere già l’unica risposta esistente”.

“Be’, non ho la risposta”, ammisi, “quindi qual è la risposta?”

E Dio disse, “La risposta è che il Signore… che è arrivato… non è un signore sopra di te ma in te”.

Queste parole mi sono arrivate alle 2.57 di mattina, e ci ho riflettuto sopra nel mio cuore.

“Allora”, azzardai, “la stagione natalizia non è solo la commemorazione della nascita di un Bambino. Canteremo di quel Bambino stanotte, e onoreremo il suo arrivo, poiché ha portato nel mondo una nuova NARRAZIONE di una grande verità — e un vero MODO DI VIVERLA. E queste davvero erano notizie di conforto, e gioia. Ma questa è anche una celebrazione della nascita del Cristo in tutti noi”.

E Dio rispose piano “Si”.

E poi mi domandai cosa avrebbero significato tutte le canzoni, tutti i messaggi e tutti i sentimenti del Natale se io avessi accettato questa verità. Se avessi davvero capito che il messaggio di questa stagione non riguarda un unico essere benedetto, ma tutti gli esseri, benedetti. Non riguarda qualcun altro, ma noi. Riguarda me.

Ma oh, accipicchia, suonava male. Voglio dire, in effetti suonava come una bestemmia. Come poteva il Natale riguardare me? Per tutti i pensieri egocentrici ed ego-maniacali! Riguarda l’arrivo del Signore! Riguarda il Dono dei Magi!

Ma, il mio cuore insisteva, e se il regalo FOSSI io? E se il Signore FOSSE arrivato per stare dentro di me anzichè sopra di me? So che posso trovare un posto per lui sopra di me, ma riesco a trovare un posto per lui dentro di me? E cosa significherebbe per me fare questo? Cosa significherebbe per me essere non solo una persona che è stata benedetta, ma una persona che è benedetta? E pensare la stessa cosa di te? Se vedessi te benedetto? Mi comporterei diversamente con te?

Mi piacerebbe pensare che lo farei. Mi piacerebbe pensare che sarei più gentile con te. Più delicato con le mie parole, più premuroso con le mie azioni, più compassionevole nei miei pensieri, più onesto nelle mie relazioni, più paziente e generoso e… e più consapevole della meraviglia che sei.

E se pensassi di essere una persona benedetta, mi comporterei diversamente nei confronti di me stesso? Penso che lo farei. Penso che sarei più gentile con me stesso. Più delicato con le parole, più premuroso con le azioni. Penso che sarei più compassionevole verso me stesso, più paziente e generoso e… e più consapevole della meraviglia che SONO.

Ma è possibile che siamo tutti benedetti? Questo chiesi nel bel mezzo della notte, e la risposta mi arrivò, sbalorditivamente, semplicemente, “Si”.

ALLORAAAA, rimuginai, questo è il significato del Natale. Che… che ciò che è Cristico è nato in ognuno di noi. Vive in ognuno di noi. E’ ognuno di noi. Semplicemente non ce lo ricordiamo. E quindi, il Natale è stato creato per ricordarcelo. Il Natale, ne risulta, non riguarda una particolare religione, ma tutte le religioni. Non riguarda una particolare persona, ma tutte le persone. Non importa stanotte se sei Cristiano o Musulmano, Induista o Ebreo, Battista o Buddista. O nessuno di questi.

Quando fai nascere il signore dentro di te, tu dai vita ad una meraviglia e ad una maestosità e ad una saggezza e ad un amore che possono fluire da te verso tutto il mondo, e cambiare il mondo per sempre.

Non è forse questa la Storia del Natale? E quando viviamo questa storia come la nostra storia, le nostre vite non vengono forse rinnovate, e i nostri sè separati non vengono forse resi interi? Sicuramente. Le nostre anime vengono rimescolate, e i nostri cuori riempiti. E allora siamo noi a portare… gioia nel mondo.

Il dono del Natale siamo noi, pienamente espressi e pienamente realizzati. Siamo noi — completamente preparati e totelmente pronti — ad amare senza condizioni, a dare senza restrizioni, a condividere senza limitazioni, a creare senza paura, a celebrare noi stessi senza vergogna o imbarazzo. Siamo noi, scegliendo di perdonare senza esitazione, ad aiutare senza che ci venga chiesto, a precipitarci dove gli angeli temono di incamminarsi. In realtà, a fare strada agli angeli.

Ah, a fare strada agli angeli. Ecco perchè siamo qui. Ecco perchè siamo arrivati sulla terra. Per essere un messaggero! Ascolta! Il messaggero, cantano gli angeli. Gloria al re appena nato. In questo momento possiamo far nascere la regalità dentro di noi… la regalità che siamo agli occhi di Dio.

Sai, qualcuno una volta ha detto… se tu vedessi te come Dio vede te, sorrideresti parecchio. Bene, questa notte è una notte di sorrisi. Poichè stanotte, se ci proviamo davvero, possiamo quasi vedere noi stessi come ci vede Dio. Possiamo sentirlo. Puoi sentirlo ora, qui in questa stanza. Questa sensazione si chiama amore. Il tuo amore per la vita, e per tutti quelli che ami in questa vita. E l’amore di Dio per te.

Ora, la Magia del Natale è che ci dà il permesso di prendere quella sensazione, di prendere quell’amore, e di condividerlo con tutti quelli le cui vite tocchiamo. Con l’amico, e con lo straniero. Con quelli che sono d’accordo con noi, e con quelli che non lo sono.

Questa notte siamo invitati a sentire questo amore, e a dargli un posto stabile nel nostro cuore. Ad essere la fonte della pace in Terra, e della buona volontà verso gli uomini e le donne in ogni luogo. Questa notte siamo invitati a camminare sulla Terra non solo come uno che è stato BENEDETTO,  ma come uno che è benedetto. Non solo come il Signore nei modi, ma nel modo del Signore.

Poichè questo è ciò che siamo. Siamo il signore del nostro regno interiore, e quindi, anche di quello esteriore. E quando capiamo questo, ogni cosa cambia. Iniziamo a fare esperienza del mondo, e ad influenzare il mondo, in un modo nuovo.

Questo è l’invito del Natale. Siamo invitati ad iniziare questa esperienza in questa notte. In questa… silenziosa notte. E se lo facciamo, la renderemo una notte sacra. Ed inizieremo a creare un mondo in cui tutto è calmo. Tutto è luminoso.

Gioia nel mondo! Il Signore è arrivato. Che la Terra riceva il suo Re. Che ogni cuore… gli faccia spazio. E il cielo, e la natura, cantino!

Con amore,
Neale