Lettere a Neale

Caro Neale,

trovo che CcD sia molto motivante. Grazie perché parli della vita, dell’amore e del successo! Sono interessata in particolare alla tua opinione sull’aborto.

Jacqueline

Neale Risponde

Cara Jacqueline,

trovo interessante che tra tutte le domande che mi vengono fatte, la maggior parte riguardino l’aborto e l’omosessualità. Credo che le persone vogliano davvero sapere cosa pensa Dio su queste cose, così da poter stabilire tutto questo per se stesse una volta per tutte.

La prima cosa che voglio tu sappia è che Dio non esprime giudizi su questi (o altri) comportamenti. Di conseguenza, non esiste punizione. Quindi chiunque cerchi un Dio del giudizio, della condanna e della punizione sarà molto deluso dal Dio che ha parlato con me. La seconda cosa che voglio dire è che tutti i comportamenti vengono da noi classificati come “buoni” o “cattivi” a seconda di chi e cosa stiamo cercando di essere. Cioè, ogni giudizio di valore che esprimiamo qui sulla terra è basato su un sistema di valori che è costruito intorno ai nostri obiettivi personali. Questo sistema non ha niente a che fare col fatto che una cosa sia “giusta” o “sbagliata”, “buona” o “cattiva” oggettivamente, ma solo soggettivamente. Lascia che ti faccia degli esempi:

Un giovane uomo voleva far parte della squadra di wrestling al college, ma era di costituzione leggera. L’allenatore gli disse che doveva “mettere della carne su quelle ossa” se doveva lottare, e gli consigliò di integrare la sua dieta con banane e frullati. Poco distante una giovane donna che stava studiando per diventare una ballerina veniva rimproverata dal suo insegnante. “Ragazza”, la avvertì l’istruttore, “non sarai in grado di ballare nello Schiaccianoci se continui a metter su peso così. Devi smettere del tutto di mangiare banane e frullati!”.

Una dieta a base di banane e frullati è “buona” o “cattiva”? Dipende da cosa stai cercando di fare.

Una donna è stata recentemente arrestata a Omaha, in Nebraska, per aver fatto esattamente la stessa cosa che aveva fatto a Reno, in Nevada, solo una settimana prima. Prostituta professionista, scoprì, con suo grande sgomento, che non c’era niente di sbagliato nella prostituzione di per sé, ma che era il luogo a renderla “giusta” o “sbagliata”.

“Giusto” e “sbagliato” dipendono anche dal periodo. In New England, non così tanti anni fa, bruciare le streghe al rogo veniva considerato “buono”, e del tutto legale. Oggi è considerato “cattivo” e del tutto illegale. Cosa è cambiato? Nulla, se non il periodo.

Per secoli, la Chiesa Romana Cattolica Più Sacra ha detto che mangiare carne di venerdì era peccato. Poi, nel 1952, o giù di lì, venne fatta una dichiarazione dal Papa. Da allora e per sempre, mangiare carne di venerdì non sarebbe più stato “cattivo”. Quindi vediamo che “buono” e “cattivo”, “giusto” e “sbagliato” sono un prodotto del tempo e della geografia.

L’aborto è “sbagliato”? Da un punto di vista oggettivo, no. Rappresenta il nostro bene più elevato? Questo dipende tutto da cosa stiamo cercando di fare. Stiamo salvando la vita della madre? Stiamo cambiando il risultato di un atto di violenza? Stiamo usando l’aborto come mezzo per il controllo delle nascite? Le nostre risposte differiscono da caso a caso, e da persona a persona. Con ogni decisione che prendiamo nella nostra vita, creiamo ed esprimiamo chi siamo davvero, e cosa pensiamo di noi stessi — come individui e come nazione; come una società, e come un’intera razza di esseri. Siamo nel costante processo di definire noi stessi. Ogni scelta, infatti, è una definizione. Ogni decisione è una creazione. E la creazione siamo noi.

Ora, per non sviare dalla tua domanda diretta, il mio personale punto di vista sull’aborto è questo: non sceglierei di usare l’aborto come mezzo per il controllo delle nascite. Sceglierei di far nascere il bambino, e poi, se non sentissi di poterlo crescere, o semplicemente di non potermelo permettere, e quindi di non potergli dare una buona vita, cercherei di dare il bambino in adozione. D’altro canto, se la scelta fosse tra abortire una nascita e vedere morire una madre, opterei per porre fine alla gravidanza. Se mia figlia fosse stata brutalmente violentata all’età di 13 anni e fosse rimasta incinta, allo stesso modo non desidererei che la gravidanza venisse portata a termine. Ci sono anche altri casi in cui credo che troverei accettabile l’aborto.

Capisco che per me sia facile starmene seduto qui a fare queste osservazioni. Innanzitutto, non sono una donna, e non ho quindi la stessa prospettiva che una donna ha, né potrei averla. Posso solo definire chi sono. Non posso definire qualcun altro — e nemmeno dovrei cercare di farlo.

Ma tutte le leggi fanno esattamente questo. Definiamo noi stessi come società attraverso le nostre leggi. Ma dovremmo? Io credo che la risposta sia no. Tutte le leggi sono innaturali, per il fatto che cercano di imporre agli altri le opinioni che solo una particolare persona (o un particolare gruppo) potrebbe avere. Una legge è un modo per produrre una conseguenza innaturale, quando la conseguenza naturale di qualsiasi azione dovrebbe essere stata sufficiente.

Nella nostra società le conseguenze naurali non sono sufficienti, e questo perché siamo dei barbari. Guardare qualcuno che muore, vedere altre vite che spirano proprio davanti ai nostri occhi, non è sufficiente a farci smettere di uccidere la gente. Infatti, la nostra società primitiva glorifica questo guardare la vita che spira, mettendolo su grandi schermi a colori vivi, e portandolo proprio nei nostri salotti. L’atto d’amore, tuttavia, non è permesso su quegli schermi in dettagli così espliciti, e quando vi appare in quel modo, metà paese grida allo scandalo. Perché è l’omicidio efferato ciò con cui possono convivere nei loro film, non, per l’amor di Dio, il s-e-s-s-o.

Nelle società e nei regni veramente illuminati, le leggi sono inesistenti. Tutte le regole sono auto-regole, tutte le definizioni sono auto-definizioni.

Questo è difficile da accettare per la maggior parte della gente. Eppure, è come è nei mondi illuminati. Ed esistono mondi simili nel nostro universo (vedi CcD, Libro Tre).

Non so se è il genere di risposta che ti aspettavi o desideravi, Jacqueline, ma è ciò che mi arriva quando leggo la tua domanda.

Con amore,
Neale