Lettere a Neale

Caro Neale:

Se creiamo le nostre realtà con pensieri, parole ed azioni, che ne pensi delle vittime di crimini brutali, di massacri/mutilazioni assurdi? Quelle persone scelgono di morire in quel modo?

Alfreda

Neale Risponde

Amica mia, hai posto una domanda molto chiara e penetrante. E l’argomento è anche più vasto di come lo hai espresso. Poiché non è solo una questione di nostre scelte ed intenzioni, ma di quelle di Dio. Voglio dire, è volere di Dio (anche se non è il nostro) che quelle cose terribili debbano accadere? I filosofi e i teologi cercano di rispondere a questa domanda sin dall’inizio dei tempi.

Alfreda, mi è stata data una meravigliosa risposta a questa domanda quando l’ho chiesta nel mio dialogo.

Innanzitutto, mi è stato chiarito che nella vita non esistono vittime e carnefici. Questo è stato difficile per me, perché ai miei occhi moltissime cose che abbiamo fatto gli uni agli altri sono crudeli, orribili, e per me le persone che avevano perpetrato tali efferati crimini erano certamente i “malvagi” della nostra società.  Eppure, ha detto Dio in CcD 2, “Vi ho mandato solo angeli”. E la parabola di La Piccola Anima e il Sole in CcD, Libro 1, spiega come ciò potrebbe essere vero.

In breve (rileggi CcD o il libro per bambini, La Piccola Anima e il Sole, per capirne la vera essenza), l’anima umana è un aspetto della divinità, che sceglie liberamente di sperimentare la vita nell’universo (e, come parte di quell’esperienza, la vita sulla terra di tanto in tanto) come un modo per ricreare e sperimentare se stessa come chi è. Ora, nel regno del relativo (che è il regno in cui viviamo nel mondo fisico), non puoi sperimentare Ciò Che Sei se non nello spazio di Ciò Che Non Sei. Poiché in assenza di Ciò Che Non Sei, ciò che sei — non è!

Cioè, in assenza del “piccolo”, il concetto di “grande” non può essere sperimentato. Può essere immaginato, ma non può essere sperimentato. L’unico modo per sperimentare un’idea puramente concettuale come “grande” è sperimentare un’idea puramente concettuale come “piccolo”. Ora, in termini molto elementari, Alfreda, questo è il motivo per il quale Dio ha creato il “male”. Poiché, perché Dio potesse sperimentare Se Stesso come il bene divorante, ci doveva essere qualcosa chiamato male divorante.

Ovviamente non c’era. C’era solo Dio. Dio è tutto ciò che c’era, tutto ciò che c’è, e tutto ciò che ci sarà mai. Ma Dio desiderava conoscere Se Stesso nella Propria esperienza. E’ lo stesso desiderio che abbiamo tutti noi.

In realtà, questo “tutti noi” di cui ho appena parlato è Dio Stesso. Ogni parte della vita è un aspetto della divinità, che cerca espressione ed esperienza del divino. Ma ciò che è divino non può conoscere e sperimentare la Propria divinità se non in presenza di ciò che non è divino. E il problema è che ciò che non è divino non esiste. Quindi, dal momento che abbiamo il potere di creare qualsiasi cosa, lo abbiamo semplicemente inventato! Vale a dire, lo abbiamo immaginato. Lo abbiamo letteralmente richiamato.

Ora, questo intero processo non viene intrapreso coscientemente da un’anima individuale. Stabiliamo i nostri programmi, Alfreda, molto prima di entrare nel corpo umano. Addirittura stabiliamo degli accordi con altri esseri divini su come potremmo creare e sperimentare noi stessi nel migliore dei modi come l’aspetto della divinità che scegliamo in questa esistenza. Quindi, no, non si può dire esattamente che, ad un livello conscio, le persone scelgano le orribili esperienze a cui la maggior parte di loro è soggetta. Quindi, che influenza ha questo sulla teoria che creiamo la nostra realtà con i nostri pensieri, parole ed azioni? Non la cambia di una virgola.

Spiega solo il meccanismo mediante il quale quella realtà arriva ad essere sperimentata. Come CcD spiega attentamente, nel momento in cui pensiamo, diciamo o facciamo una cosa che dà il via al processo di sperimentazione di Chi Siamo Davvero, tutto ciò che è differente si manifesta. Ciò è necessario per poter creare un contesto all’interno del quale possa venir realizzata l’esperienza del Sé che abbiamo scelto. E’ per questa ragione che i maestri non giudicano, e nemmeno condannano. Niente e nessuno. Nemmeno i loro persecutori. Ogni religione sulla terra insegna il perdono come sentiero verso la salvezza. La maggior parte di esse lo insegna semplicemente per la ragione sbagliata, dicendo che dovremmo perdonare, e lasciare il giudizio a Dio. Be’, la notizia è che nemmeno Dio giudicherà. Dio ci chiederebbe di fare qualcosa che Dio non farebbe? Ciò significherebbe chiederci di essere più grandi di Dio! Ma la ragione per la quale Dio non giudicherà mai, e ci chiede di non farlo nemmeno noi, ci sarà chiara quando ritorneremo nel regno dell’assoluto. E’ allora che capiremo di nuovo la promessa di Dio: “Vi ho mandato solo angeli”.

Ti raccomando vivamente di procurarti una copia di La Piccola Anima e il Sole. E di leggerla ai tuoi figli — o ai bambini con i quali entri in contatto di solito. Perché se i bambini capiranno in fretta questo concetto, cambierà il mondo.

Con amore,
Neale