Quando affermi che una preghiera è una dichiarazione di come stanno le cose, stai dicendo che Dio non fa nulla, che tutto quanto accade dopo una preghiera è una conseguenza dell’azione della preghiera?

Se credi che Dio sia un essere onnipotente che ode tutte le preghiere, e dice “sì” a qualcuna, “no” ad altre, e “forse, ma non adesso” a quelle che restano, ti stai sbagliando.

In base a quale regola stravagante si troverebbe a decidere Dio?

Se credi che Dio sia il creatore e l’arbitro di tutte le cose nella tua vita, ti stai sbagliando.

Dio è colui che osserva, non colui che risolve i problemi.

E Dio è pronto ad assisterti mentre tu vivi la tua vita, ma non nel modo in cui ti puoi aspettare.

Non è compito di Dio quello di creare o di distruggere le circostanze o le condizioni della tua esistenza.

Dio ti ha creato a Sua immagine e somiglianza.

Tu hai creato il resto, per mezzo del potere che Dio ti ha conferito.

Dio ha creato il corso della vita e la vita stessa come tu la conosci.

Ma Dio ti ha dato il “libero arbitrio”, per fare della tua vita quello che preferisci.

In questo senso la tua volontà per quello che ti riguarda è la volontà di Dio nei tuoi confronti.

Stai vivendo la tua vita nel modo in cui la vivi, e Io non ho preferenze in materia.

Questa è la grande illusione in cui ti sei trovato preso: quella che Dio si curi in un modo o nell’altro di quello che fai.

Non Mi importa quello che fai, e questo è duro per te da accettare.

A te forse importa quello che fanno i tuoi figli quando li mandi fuori a giocare?

È una questione che ha qualche conseguenza per te se giocano a prendersi o a nascondino o a mosca cieca?

No, non lo è, perché sai che sono del tutto al sicuro.

Li hai sistemati in un ambiente che consideri amichevole e molto adatto a loro.

Naturalmente speri sempre che non si facciano del male.

E se dovesse accadere, tu saresti là pronto ad aiutarli, a medicarli, a consentire loro di trovarsi di nuovo al sicuro, di essere di nuovo felici, e di andare una volta di più a giocare il giorno dopo.

Ma se scelgono di giocare a nascondino, o a mosca cieca non ti interesserà nulla, nemmeno il giorno dopo.

Dirai loro, questo è certo, quali giochi sono pericolosi.

Ma non puoi impedire ai tuoi figli di fare cose in cui possano venirsi a trovare in pericolo.

Non sempre.

Non per sempre.

Non in ogni momento da qui alla morte.

I genitori saggi sono quelli che se ne rendono conto.

Eppure i genitori non smettono mai di preoccuparsi delle conseguenze.

E questa dicotomia – quella di non preoccuparsi seriamente di come si svolgono le cose, ma di preoccuparsi seriamente dei risultati – che riesce a descrivere in maniera appropriata l’azione di Dio.

Eppure Dio, in un certo senso, non si deve nemmeno preoccupare delle conseguenze.

Non delle conseguenze estreme.

Questo perché le estreme conseguenze sono certe.

E questa è la seconda grande illusione dell’uomo: che l’esito della vita sia in dubbio.

È stato questo dubbio circa le estreme conseguenze a creare il vostro maggiore nemico: la paura.

Perché se dubitate delle conseguenze, allora dovete dubitare del Creatore, dovete dubitare di Dio.

E sarete costretti a vivere nella paura e nel senso di colpa per tutta la vita.

Se dubitate delle intenzioni di Dio – e della capacità di Dio di dar luogo a questo estremo esito – allora come potrete mai rilassarvi?

Come potrete mai trovare davvero la pace?

Ma Dio ha il pieno potere di far coincidere le intenzioni con i risultati.

Non potete e non volete credere in questo (anche se sostenete che Dio è onnipotente), e perciò dovete creare nella vostra immaginazione un potere equivalente a Dio, allo scopo di riuscire a trovare un modo in cui la volontà di Dio sia contrastato.

E così avete dato vita nella vostra mitologia all’essere che chiamate “diavolo”.

Avete addirittura immaginato un Dio in guerra con questo essere (pensando che Dio risolva i problemi nel modo in cui li risolvete voi).

In ultimo, avete in effetti immaginato che Dio possa perdere questa guerra.

Tutto questo viola ogni concetto che dichiarate di avere a proposito di Dio, ma ciò non conta.

Vivete la vostra illusione, e così vi trovate in preda alla paura, derivante nella sua totalità dalla decisione da voi presa di dubitare di Dio.

Ma che cosa succederebbe se prendeste una decisione diversa?

Quale sarebbe allora il risultato?

Vi dico questo: dovreste vivere come visse Buddha.

Come Visse Gesù.

E come ha vissuto ogni santo che abbiate mai adorato.

Eppure, come è accaduto a molti di loro, la gente non vi capirebbe.

Se cercaste di spiegare tale senso di pace, la gioia nella vita, l’estasi interiore, le vostre parole sarebbero udite, ma non ascoltate.

Si cercherebbe di ripeterle, si farebbero delle aggiunte.

Ci si meraviglierebbe di come abbiate potuto raggiungere quanto ad altri era stato impossibile conseguire.

E questo susciterebbe gelosie.

Ben presto la gelosia si trasformerebbe in rabbia, e nella sua rabbia la gente cercherebbe di convincervi che siete voi a non riuscire a capire Dio.

E qualora fosse impossibile distogliervi dalla vostra felicità, tenterebbero di farvi del male, tanta sarebbe la loro collera.

E quando direste loro che ciò non ha importanza, che nemmeno la morte riuscirebbe a sottrarvi la gioia né a cambiare la verità, senza dubbio vi ucciderebbero.

Poi, vista la serenità con la quale accettereste la morte, vi definirebbero “santo”, e ricomincerebbero ad amarvi.

Perché è nella natura delle persone amare, poi distruggere, poi amare di nuovo quello che per esse vale di più.

 

Ma perché ci comportiamo in questo modo?

 

Tutte le azioni umane sono motivate al loro livello Più profondo da uno o due sentimenti: la paura o l’amore.

In effetti esistono soltanto due sentimenti, solo due parole nel linguaggio dell’anima.

Esse rappresentano gli estremi opposti della grande polarità che ho creato quando ho dato vita all’universo, e al vostro mondo, come lo conoscete oggi.

Essi costituiscono i due punti, l’Alfa e l’Omega, dai quali è consentito al sistema da voi definito “relatività” di esistere.

Senza questi due punti, senza queste due idee circa le cose, nessun altro concetto potrebbe esistere.

Ogni pensiero umano, e ogni azione dell’uomo, si basa sull’amore o sulla paura.

Non c’è altra motivazione umana e tutti gli altri concetti derivano unicamente da questi due.

Sono soltanto versioni diverse, variazioni sullo stesso tema.

Rifletti con attenzione e vedrai che è vero.

È questo ciò che ho definito il Pensiero Promotore.

Si tratta di un pensiero d’amore o di paura.

Si tratta del pensiero dietro il pensiero dietro il pensiero.

Si tratta del pensiero primario.

Si tratta della forza primaria.

Si tratta della forza bruta che guida il motore dell’esperienza umana.

È la ragione per cui il comportamento umano dà luogo a ripetute esperienze dopo ripetute esperienze; è la ragione per cui l’umanità ama, poi distrugge, poi ama di nuovo: c’è sempre l’oscillazione da un sentimento all’altro.

L’amore promuove la paura che promuove l’amore che promuove la paura…

E la ragione risiede nella prima menzogna – la menzogna da voi sostenuta come la verità a proposito di Dio -, cioè che di Dio non ci si può fidare; che non si può fare affidamento sull’amore di Dio; che l’approvazione di Dio per quanto vi riguarda sottostà a determinate condizioni; che l’esito ultimo è perciò incerto.

Perché se non vi è possibile fare affidamento sul fatto che l’amore di Dio è sempre disponibile, su quale amore potrete fare affidamento?

Se Dio si allontana e si sottrae quando non vi comportate bene, non lo faranno anche i semplici mortali?

E così, nel momento in cui impegnate il vostro più elevato amore, date il benvenuto alla più grande paura.

La prima cosa della quale vi preoccupate dopo aver pronunciato le parole “Ti amo” è di domandarvi se ve le sentirete ripetere in risposta.

E se ve le sentite ripetere, cominciate allora subito a preoccuparvi del fatto di poter perdere quell’amore appena trovato.

E in tal modo tutte le azioni diventano reazioni, una difesa contro la perdita, anche mentre cercate di difendervi contro la perdita di Dio.

Eppure se sapeste Chi Siete, cioè l’essere più meraviglioso mai creato da Dio, non avreste più timore.

Perché chi potrebbe respingere una così stupenda magnificenza?

Nemmeno Dio potrebbe trovare pecche in una simile creatura.

Ma non sapete Chi Siete, e vi considerate molto più scadenti.

E da dove vi viene la convinzione di essere fino a tal punto meno meravigliosi di quello che siete?

Dalle uniche persone in cui credete più che in ogni altro.

Da vostra madre e da vostro padre.

Sono loro ad amarvi o ad avervi amato più di tutti.

Perché dovrebbero mentirvi?

Eppure non vi hanno forse detto che siete troppo di questo e non abbastanza di quello?

Non vi hanno rammentato che dovete farvi vedere ma non sentire?

Non vi hanno rimproverato in qualche momento della vostra più grande esuberanza?

E non vi hanno incoraggiato a mettere da parte qualcuna delle vostre più sfrenate fantasie?

Tali sono i messaggi che avete ricevuto, e sebbene non corrispondano ai principi, e non siano perciò messaggi provenienti da Dio, potrebbero benissimo esserlo stati, perché sono giunti dagli del del vostro universo.

Sono stati i vostri genitori a insegnarvi come l’amore soggiaccia a delle condizioni, avete subìto le loro molte volte, e questa è l’esperienza che portate nei vostri rapporti affettivi.

Ed è inoltre l’esperienza che Mi portate.

Da questa esperienza tirate le conclusioni sul Mio conto.

Dall’interno di questa struttura esprimete la vostra verità.

“Dio è un Dio d’amore”, sostenete, “ma se infrangete i suoi comandamenti, Egli vi punirà bandendovi in eterno e con un imperitura dannazione”.

Non avete forse sperimentato il bando impostovi dai vostri stessi genitori?

Non conoscete la sofferenza della loro condanna?

Come potreste allora immaginare che le cose possano essere diverse nei Miei confronti?

Avete dimenticato ciò che significa essere amati senza condizioni.

Non ricordate l’esperienza dell’amore di Dio.

E così cercate di immaginare a che cosa potrebbe essere simile quell’amore, basandovi su quello che vedete dell’amore nel mondo.

Avete proiettato il ruolo di “genitore” su Dio, e siete quindi arrivati a concepire un Dio giudicante che premia o punisce, basandovi su come Egli apprezzi la conclusione a cui siete arrivati.

Ma si tratta di un modo di vedere semplicistico circa Dio, fondato sulla vostra esperienza personale.

Ciò non ha niente a che fare con quello che lo sono.

Avendo in tal modo creato un sistema di pensiero a proposito di Dio, basato sull’esperienza umana invece che sulle verità spirituali, date origine a un’intera realtà attorno all’amore.

Si tratta di una realtà fondata sulla paura, radicata sul concetto di un Dio terribile, vendicativo.

Il suo Pensiero Promotore è sbagliato, ma negare tale pensiero vorrebbe dire distruggere nella sua totalità la vostra teologia.

E sebbene quella che verrebbe a sostituirla costituirebbe una vera salvezza per voi, non la potete accettare, perché l’idea di un Dio di cui non si dovrebbe avere timore, che non giudica e non ha motivo di punire, è addirittura troppo meravigliosa per essere abbracciata anche entro l’ambito del più grande concetto che possiate avere su chi e che cosa sia Dio.

Questa realtà di un amore fondato sulla paura domina le vostre esperienze affettive; e in effetti le crea.

Perché non soltanto vedete voi stessi ricevere un amore soggetto a condizioni, ma vi vedete offrirlo nello stesso modo.

E anche mentre vi negate e vi ritraete e ponete le vostre condizioni, una parte di voi si rende conto di come questo non sia quanto l’amore è veramente.

Inoltre vi sembra che non si possa cambiare il modo in cui lo dispensate.

Avete imparato la durezza, vi dite, e che siate dannati se avete intenzione di rendervi di nuovo vulnerabili.

Eppure la verità è che sarete dannati qualora non lo facciate.

Grazie alle vostre stesse opinioni (sbagliate) circa l’amore, vi dannate non sperimentandolo in maniera pura.

Inoltre, dannate voi stessi evitando di conoscerMi per  quello che sono in realtà.

Fin quando non finirete per farlo.

Perché non sarete in grado di rinnegarMi per sempre e arriverà il momento della nostra Riconciliazione.

Tutte le iniziative intraprese dagli esseri umani si fondano sull’amore o sulla paura, e non soltanto quelle che riguardano i rapporti affettivi.

Le decisioni riguardanti gli affari, l’industria, la politica, la religione, l’educazione dei giovani, l’ordine sociale della nazione, le mete economiche della società, le scelte in cui sono coinvolte la guerra, la pace, l’attacco, la difesa, le aggressioni, la sottomissione; le decisioni in merito ad agognare o a rinunciare, a serbare o a condividere, a unire o a separare… ognuna delle libere scelte che decidiate di fare si sviluppa da uno dei due unici possibili pensieri che esistono: un pensiero d’amore o un pensiero di paura.

La paura è l’energia che costringe, rinchiude, trattiene, trasforma, nasconde, accaparra, danneggia.

L’amore è l’energia che espande, apre, esprime, sopporta, rivela, condivide, risana.

La paura avvolge i vostri corpi con gli abiti, l’amore ci consente di starcene nudi.

La paura si avvinghia e si aggrappa a tutto quello che abbiamo, l’amore distribuisce tutto quanto possediamo.

La paura tiene costretti, l’amore tiene stretti.

La paura afferra, l’amore lascia liberi.

La paura affligge, l’amore consola.

La paura guasta, l’amore migliora.

Ogni pensiero umano, ogni parola e ogni azione si fondano sull’uno o sull’altro di questi sentimenti.

Non avete scelta a tale proposito, poiché non esiste nient’altro tra cui scegliere.

Ma avete la possibilità di decidere a quale dei due rivolgervi.

Fai apparire tutto ciò così facile, eppure al momento della decisione la paura vince con maggiore frequenza.

Perché?

Vi è stato insegnato a vivere nella paura.

Vi e stato detto della sopravvivenza dei più idonei e della vittoria del più forti e del successo del più intelligenti.

Vi hanno solo accennato alla gloria di chi ama di più.

E quindi cercate di essere i più idonei, i più forti, i più intelligenti – in un modo o nell’altro – e se vi considerate come qualcosa di meno di questo in qualunque situazione, temete di perdere poiché vi è stato detto che mostrarsi inferiori significa perdere.

E così, naturalmente, scegliete i promotori dell’azione della paura, perché questo è quanto vi hanno insegnato.

Eppure Io vi insegno quanto segue: Quando sceglierete i i promotori delle iniziative dell’amore, vi troverete a fare qualcosa di più del limitarvi a sopravvivere, in tal caso otterrete di più di una vittoria, sarà per voi meglio dell’ottenere soltanto un successo.

Sperimenterete la piena gloria di Chi Siete in Realtà, e di chi potreste essere.

Per fare questo potete mettere da parte gli insegnamenti dei vostri beneintenzionati ma male informati professori terreni e dare retta ai consigli di coloro la cui saggezza giunge da qualche altra fonte.

Esistono molte di queste persone in grado di insegnare in mezzo a voi, come sono sempre esistite, perché non intendo lasciarvi senza chi vi potrebbe istruire, mostrare la giusta via e guidarvi e ricordarvi queste verità.

Per quanto chi potrebbe costituire il miglior maestro non sia nessuno al di fuori di voi, ma soltanto la voce del vostro cuore.

Costituisce il principale mezzo da Me usato, poiché si tratta di quello più accessibile.

La voce interiore è la voce più sonora con cui ci si possa esprimere, dal momento che è quella più vicina a voi.

È la voce che vi dice se una qualsiasi cosa è vera o falsa, giusta o sbagliata, buona o cattiva come voi l’avete definita.

È il radar che stabilisce la rotta, manovra la barca, guida il viaggio se soltanto glielo consentite.

È la voce che vi dice proprio in questo momento se le parole che state leggendo sono parole d’amore o di paura.

Grazie a questa valutazione potete decidere se ascoltarle o ignorarle.

7 commenti

  1. alessandra marinacci in 26 Agosto 2012 il 20:31

    Credo che la difficoltà maggiore nell’accettare verità splendide di tale portata sia causata dalla scarsa autostima, insegnata fin dalla più tenera infanzia , e intesa erroneamente come umiltà.
    Paradossalmente ,è un segno di egocentrismo e superbia proprio pensare che il Creatore dell’Universo stia lì a contrattare con Satana ogni volta che invece di dire una novena ci mettiamo un condom! Inoltre credere nella gratuità dell’amore divino presuppone l’abolizione di una legge che riteniamo sacrosanta: il logico (per noi!) “do ut des”. Meglio essere puniti anche noi piuttosto di veder salvato il collega sfaccendato! Ma il mare è formato da gocce… cominciamo tutti noi a portare qualche secchiello pieno dove serve. Buona settimana.

  2. alessandra marinacci in 27 Agosto 2012 il 20:26

    Carissimi amici,mi sono accorta con un certo fastidio di aver commesso un errore di battitura; infatti,per il piacere e l’ansia di comunicare,non ho scritto i due punti prima di IL LOGICO…
    Quindi ho riflettuto sul fatto che persino inezie come questa ci provocano irritazione ,perchè non vogliamo fare brutta figura ! Passiamo tantissimo tempo a chiederci come ci vedranno gli altri e pochissimo a cercare di capire come ci vediamo noi ! Ancora saluti.

    (NOTA da Steve: ho apportato la correzione indicata da Alessandra al suo messaggio precedente).

  3. Anita in 6 Gennaio 2013 il 19:59

    “…In ultimo, avete in effetti immaginato che Dio possa perdere questa guerra.” Dio non può perdere questa guerra perchè non è la Sua. Semplicemente per Lui non esiste. Ma per noi esiste e ha la faccia della paura. La paura attraverso la nostra mente ha creato nella storia dei mostri che sono diventati quanto di più “reale” abbiamo davanti. Ma la paura non nasce inspiegabilmente. Io non ho paura nè del buio, nè dell’scurità, nè della morte. In un certo senso le ho sperimentate tutte anche la terza. Ma c’è qualcosa nel buio più profondo in cui può scivolare l’anima, che va ben oltre il cosìdetto “diavolo”. E è reale. Molto più reale di ciò che abbiamo intorno. Ha un potere disgregante che supera qualsiasi nostra capacità di immaginazione. Ma quando ho chiesto cosa fosse qualcosa dentro me mi ha suggerito di osservare l’universo. Non capivo assolutamente il perchè. Era come se qualcosa mi suggerisse che ogni più piccola cosa che accade in noi sta già accadendo nell’universo in maniera molto amplificata. Così ho scelto di osservare la principale lotta dell’uomo e mi sono resa conto che è sempre con se stesso. E cosa c’era nell’universo che fosse esattamente la copia di ciò che fa anche l’uomo? Io la mia risposta l’ho trovata. Chi ce la fa è perchè in un qualche modo ha interrotto questo processo disgregante. Chi non ce la fa, lo ha nutrito invece fino a distruggere se stesso o chi ha cercato di distruggere tutto ciò che aveva intorno che svolgesse il processo inverso. La mia audacia oggi è chiedermi cosa ne sarà di questo universo. Per me e per chiunque voglia davvero tornare a Dio fra una tappa e l’altra, non ci sarano mai grandi ostacoli. Ma forse io ho solo una fervida fantasia. D’altra parte senza la fantasia non ci saremmo nemmeno noi. Un saluto

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